Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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L'esercito serbo è in stato di massima allerta. Si teme un attacco ai serbi del Kosovo. Dopo l'arresto di tre manifestanti da parte del governo di Pristina, sono spuntate barricate nel nord del paese, dove continuano ad affluire poliziotti kosovari. È una polveriera, ed è a due passi da casa nostra.
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I Balcani sono una delle tante aree in cui l'Italia, negli ultimi anni, è scomparsa. Pur avendo storicamente e culturalmente un grande legame con quelle terre (Istria, Dalmazia, Albania, Grecia ecc...) la nostra proiezione verso di esse è oggi al lumicino. Perché? Perché la nostra politica estera è totalmente subordinata ai voleri altrui, ad un livello di inerzia tale da non sfruttare nemmeno la lunghezza del guinzaglio che ci è stato dato.
Dall'altra parte dell'Adriatico è in atto una crisi gravissima. Una crisi che dovrebbe vedere l'Italia in prima fila nel cercare una soluzione diplomatica, chiamando al tavolo le due parti prima che sia troppo tardi.
Per darvi un'idea della gravità del momento, vi bastino le parole di Oleg Starikov, colonnello dei Servizi di Sicurezza ucraini: "Non ci sarà nessun congelamento in Kosovo. Se paragoniamo il conflitto regionale ucraino a quello serbo, se divamperà, sarà di portata globale. Potrà divenire realmente una terza guerra mondiale, già convenzionale."
Ebbene, come al solito, l'Italia resta a guardare. E attende ordini, mentre continua ad inviare armi a Kiev rinnovando l'appoggio cieco a Zelensky. Peccato che la tensione tra Kosovo e Serbia sia l'ennesimo tassello di uno scontro già globale che vede l'impero americano impegnato a mantenere la propria egemonia. Inutile illudersi: l'aquila di Washington non porgerà alcun ramoscello di ulivo.
Dovremmo essere noi a prendere l'iniziativa, tornando influenti nell'area balcanica. Ma per fare questo occorrerebbe una classe dirigente non cresciuta nell'esterofilia, nel servilismo e nel culto del vincolo esterno. Servirebbe una visione di paese lungimirante, intelligente e completa. Insomma, il contrario di ciò che abbiamo ora.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Come possiamo descrivere questo titolo? Ammetto di non trovare il termine adatto. Fa talmente ribrezzo da lasciare senza parole.
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Gente che vive di pane e paura.

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Una nuova moda pervade i globalioti d'Italia: negare l'esistenza del politicamente corretto. Non c'è alcuna censura, nessuna imposizione di termini e parole, nessuna cultura della cancellazione. Si fa finta che non esistano le isterie woke, ma allo stesso tempo le si impongono ovunque.
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Punto.
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Per un Capodanno molto Buio, sta tornando 😉
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Domanda del giorno.

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- Ci riproviamo?
- Nah, figurati se ci cascano.
- Dai, scommettiamo?
- Ci sto.
- Le tue azioni della Pfizer per le mie di Astrazeneca?
- Andata!

Matteo Brandi
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DOVETE STRISCIARE!
Consumatori! Ecco la vostra nuova commissione: la sacra guerra al contante deve essere vinta! Il Piano Nazionale di Razionamenti e Recessione non attende e gli eretici quattrinari sono nemici dell'unico vero progresso. Carta canta!
https://www.youtube.com/watch?v=EWRXotLeENE
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Consumatori! Ecco la vostra nuova commissione: la sacra guerra al contante deve essere vinta! Il Piano Nazionale di Razionamenti e Recessione non attende e gli eretici quattrinari sono nemici dell'unico vero progresso.

Matteo Brandi
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A noi italiani, e a noi italiani soltanto, spetta il dovere di liberarci dalle catene che ci costringono, per tornare a essere padroni del nostro destino.
Che il 2023 sia l’anno in cui comincia la nostra riscossa per il nostro Paese.
Che il 2023 sia un anno Pro Italia.

Buon anno.
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Cari italiani,

quello che sta per concludersi è stato un anno del tutto eccezionale, che sarà ricordato per molte ragioni nei manuali scolastici di domani. Guerra in Europa, crisi energetica e persino lo spettro di un conflitto nucleare: il 2022 è stato l’anno in cui la Storia, quella con la S maiuscola, dopo trent’anni di quiete ha ripreso a galoppare.

Eppure, qui in Italia, tutto langue. Per noi italiani il 2022 è stato un anno gattopardesco: è cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Il nuovo Governo, nel quale tanti hanno riposto la propria fiducia nella speranza di un cambiamento, si è già rivelato per quello che è e che, purtroppo, non poteva non essere. Palazzo Chigi è rimasto prono al Vincolo Esterno che strozza il nostro Paese, rivendicando addirittura con orgoglio la fedeltà cieca a Washington e a Bruxelles.

Con queste premesse, l’anno venturo si preannuncia decisamente fosco per l’Italia. La crisi economica in cui ci siamo impantanati fino ad oggi ha dato soltanto le prime avvisaglie: il grosso deve ancora arrivare. E le fratture geopolitiche che si sono aperte nel mondo non sono certo destinate a rimarginarsi, anzi.

Grande, insomma, è il caos sotto il cielo.

Eppure non bisogna disperare. Al contrario, è proprio nei momenti più bui che si trova il terreno adatto per cambiare strada, per costruire un’alternativa. Per la prima volta, da decenni a questa parte, il convulso moto della Storia ci offre una preziosa opportunità: quella di un tempo in cui ogni ordine è stato rotto e anche l’imponderabile diventa possibile.

A noi italiani, e a noi italiani soltanto, spetta il dovere di cogliere quest’opportunità. Per liberarci dalle catene che ci costringono, per tornare a essere padroni del nostro destino.

Che il 2023 sia l’anno in cui comincia la nostra riscossa per il nostro Paese.

Che il 2023 sia un anno Pro Italia.

Buon anno.
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AUGURI A TUTTI!
BUON 2023!
E come sempre:
Viva l'Italia libera e sovrana!
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Matteo
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Il Partito Covid è in fermento.
I fanatici delle chiusure, delle discriminazioni, delle infinite dosi e del terrorismo non stanno più nella pelle.
L'idea di far sprofondare l'odiato paese nelle follie di Speranza & co. per qualcuno è troppo allettante.
Questa gente è malata.
Ma non di Covid.

Matteo Brandi
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La differenza abissale che intercorre tra Benedetto XVI e Bergoglio risalta agli occhi di tutti, credenti e non.
Il primo è stato un teologo di primo livello, il secondo è un prodotto di marketing moderno.
Il primo poteva piacere o risultare antipatico ma incarnava una fede, il secondo sembra uscito da una sceneggiatura di Netflix.
Il primo difendeva una Chiesa globale, il secondo persegue una Chiesa globalista.
Non sono un grande estimatore del potere temporale ecclesiastico e non parlo da esemplare cristiano praticante, tuttavia Bergoglio rappresenta molto bene lo squallore di quest'epoca.
Piazza San Pietro è diventata un megafono di propaganda mainstream da quattro soldi, in cui Dio fa da orpello. Ed è tutto molto, molto triste.
In questo, Ratzinger aveva visto lungo.

Matteo Brandi
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Se volete farvi del male, guardate il prezzo della benzina e del gasolio: +20 centesimi a litro rispetto al 30 dicembre.
E siamo solo a gennaio, in piena stagnazione economica e con un'inflazione che non accenna a diminuire.
Servirebbero politiche espansive mirate a contrastare l'aumento dei prezzi, con tanto di nazionalizzazioni strategiche.
Ma non si vede all'orizzonte nulla del genere.
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In questo periodo storico si vede davvero di tutto. Persino il PD che sventola fiero la Costituzione...

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E anche oggi i giornali italiani ci informano che:
- I russi bombardano se stessi nelle regioni in loro possesso perché sono cattivi e fanno cose da cattivi, ma ormai l'esercito ucraino è alle porte di Mosca.
- La variante numero 82463 del Covid sta per colpirci e probabilmente moriremo tutti, ma per salvarci basta fare quello che abbiamo fatto dal 2020 a oggi, che ha funzionato benissimo.
- La sacra UE sta per inondarci di miliardi e questo assicurerà una nuova età dell'oro, ma dobbiamo fare i compiti a casa perché siamo una nazione che non vale un cazzo e merita il commissariamento.
- Mattarella è il miglior Presidente della Repubblica degli ultimi 3000 anni, ma purtroppo c'è chi si ostina a non considerarlo tale, anche se si tratta di una decina di persone al massimo.
- Ogni singolo disastro naturale è colpa del lurido cittadino che va in giro con la macchina a benzina invece di comprarsi l'auto elettrica, ma tanto tra poco le emissioni saranno azzerate quindi pappappero.
- I Maneskin insegnerebbero la musica anche a Mozart, ma la cosa più importante è che la bassista ha mostrato un capezzolo per combattere il patriarcato, come una vera giovane ribelle.
- Meteo.

Matteo Brandi
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Questa piroetta dell'Artiglio Sorridente dell'Austerità è un piccolo capolavoro. E mostra come ai cantori del Pensiero Unico sia concesso ignorare ogni logica, anche quella più elementare.

Lo sanno anche i sassi: le imposte indirette sono odiose e ingiuste. Perché, come accade per le accise sulla benzina o per l'IVA, gravano allo stesso modo sui ricchi e sui poveri, su chi guida una Ferrari e su chi guida una Panda. Dunque, toglierle di mezzo è cosa buona e giusta.

Toglierle. Non ripristinarle.

Togliere una misura odiosa e ingiusta è buono e giusto. Ripristinare una misura odiosa e ingiusta è... Odioso e ingiusto. Non è difficile.

Eppure al campione della "spending review" basta raccontare la rimozione di un'imposta indiretta come un "sussidio" perché improvvisamente la realtà e la logica vengano ribaltate.

Ci sarebbe davvero da ridere, se non ci fosse da piangere.

Ludovico Vicino
Segreteria Pro Italia
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Il sottoscritto collabora al Primato Nazionale da quasi due anni. È uno spazio di pensiero libero, dove ho avuto sin da subito la possibilità di gestire una mia rubrica personale "Ritorno ad Esperia". Per chi non lo sapesse, è appena partita la campagna abbonamenti per quest'anno. Trovate tutte le info sul sito!
www.ilprimatonazionale.it
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