Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Che la prima manovra del Governo Meloni sarebbe stata in perfetta continuità con l'operato di Mario Draghi non è certo una grande sorpresa per chi segue la scena politica italiana. Del resto, è stata la stessa Giorgia a metter in chiaro più volte durante la campagna elettorale la propria adesione ai dogmi del Vincolo Esterno europeo. Su questo, piaccia o non piaccia, non la si può certo accusare di incoerenza.
Il pilota automatico, insomma, procede senza intoppi. E così, tra un taglio agli ammortizzatori sociali, un adeguamento inadeguato delle pensioni e qualche regalino alle grandi società calcistiche, va avanti il massacro del tessuto sociale e industriale del nostro Paese.
Dunque, con questa finanziaria non figura proprio niente di nuovo sul fronte occidentale? Nulla di nulla?
Beh, a dirla tutta, qualcosina di nuovo c'è.
La malcelata retromarcia sulla soglia per i pagamenti via POS, da 60 a 30 euro, costituisce un segnale molto interessante. Un segnale che chiarisce una volta per tutte quale sia e soprattutto quale sarà la postura dell'esecutivo nei confronti di Bruxelles.
Se a Palazzo Chigi avessero voluto, infatti, avrebbero potuto cercare lo scontro con la Commissione europea su questo provvedimento a favore delle piccole transazioni in contanti. E, data l'assenza di un riferimento condiviso a livello comunitario, avrebbero potuto tranquillamente vincere il braccio di ferro, portando a casa una vittoria coerente con la narrazione del "Governo italiano che va in Europa a farsi rispettare" sostenuta fino a pochi mesi fa.
E invece niente. Quando è arrivata la telefonatina da Bruxelles, non c'è stato neppure un vago tentativo di mostrare la schiena dritta. La priorità, al contrario, è stata quella di manifestare "l'affidabilità" e "la credibilità" del Governo, ossia la sua posa perfettamente supina, prontissima a recepire ogni ukase da Bruxelles.
Ecco, per farla breve, se c'è una notizia in questa manovra e, più in generale, in questo inizio di legislatura, è proprio questa: i sedicenti patrioti, una volta trovatisi al Governo del Paese, non tentano neppure di inscenare uno scontro con la tecnocrazia europea e, al contrario, si affannano per dimostrarsi quanto più disciplinati possibile.
Non è che non ci provano. È che non fanno più nemmeno finta.
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Il pilota automatico, insomma, procede senza intoppi. E così, tra un taglio agli ammortizzatori sociali, un adeguamento inadeguato delle pensioni e qualche regalino alle grandi società calcistiche, va avanti il massacro del tessuto sociale e industriale del nostro Paese.
Dunque, con questa finanziaria non figura proprio niente di nuovo sul fronte occidentale? Nulla di nulla?
Beh, a dirla tutta, qualcosina di nuovo c'è.
La malcelata retromarcia sulla soglia per i pagamenti via POS, da 60 a 30 euro, costituisce un segnale molto interessante. Un segnale che chiarisce una volta per tutte quale sia e soprattutto quale sarà la postura dell'esecutivo nei confronti di Bruxelles.
Se a Palazzo Chigi avessero voluto, infatti, avrebbero potuto cercare lo scontro con la Commissione europea su questo provvedimento a favore delle piccole transazioni in contanti. E, data l'assenza di un riferimento condiviso a livello comunitario, avrebbero potuto tranquillamente vincere il braccio di ferro, portando a casa una vittoria coerente con la narrazione del "Governo italiano che va in Europa a farsi rispettare" sostenuta fino a pochi mesi fa.
E invece niente. Quando è arrivata la telefonatina da Bruxelles, non c'è stato neppure un vago tentativo di mostrare la schiena dritta. La priorità, al contrario, è stata quella di manifestare "l'affidabilità" e "la credibilità" del Governo, ossia la sua posa perfettamente supina, prontissima a recepire ogni ukase da Bruxelles.
Ecco, per farla breve, se c'è una notizia in questa manovra e, più in generale, in questo inizio di legislatura, è proprio questa: i sedicenti patrioti, una volta trovatisi al Governo del Paese, non tentano neppure di inscenare uno scontro con la tecnocrazia europea e, al contrario, si affannano per dimostrarsi quanto più disciplinati possibile.
Non è che non ci provano. È che non fanno più nemmeno finta.
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Zelensky: "Ho lodato lo stanziamento del governo italiano di ulteriori 10 milioni di euro in aiuti".
L'attore Nato è parecchio contento del sostegno del governo Meloni e probabilmente verrà in visita a Roma all'inizio del nuovo anno. L'Italia meloniana, in perfetta continuità con quella draghiana, agisce in campo internazionale come il classico "scemo di guerra". Se da una parte infatti continuiamo ad inviare a Kiev armi e denaro, dall'altra non abbiamo l'amor proprio di ritagliarci almeno un ruolo nello scacchiere geopolitico che non equivalga al fanatismo di un kamikaze.
Sostenere ciecamente Zelensky senza tentare nemmeno uno straccio di mediazione con la Federazione Russa, come invece stanno facendo con fortune alterne Turchia e Francia, significa schierarsi al fianco di chi sogna di trascinare la Nato nella terza guerra mondiale. E contro i propri interessi, tanto per cambiare.
Matteo Brandi
L'attore Nato è parecchio contento del sostegno del governo Meloni e probabilmente verrà in visita a Roma all'inizio del nuovo anno. L'Italia meloniana, in perfetta continuità con quella draghiana, agisce in campo internazionale come il classico "scemo di guerra". Se da una parte infatti continuiamo ad inviare a Kiev armi e denaro, dall'altra non abbiamo l'amor proprio di ritagliarci almeno un ruolo nello scacchiere geopolitico che non equivalga al fanatismo di un kamikaze.
Sostenere ciecamente Zelensky senza tentare nemmeno uno straccio di mediazione con la Federazione Russa, come invece stanno facendo con fortune alterne Turchia e Francia, significa schierarsi al fianco di chi sogna di trascinare la Nato nella terza guerra mondiale. E contro i propri interessi, tanto per cambiare.
Matteo Brandi
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Quando Mario Monti ti dà un nove hai la certezza matematica che non stai facendo il bene dell'Italia.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Pazzesco, ci stanno riprovando con il MES. Non bastavano i soldi a strozzo del PNRR. Ecco cosa rischiamo.
https://youtu.be/bNfY3WxYcCU
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ARRIVA IL MES SANITARIO? CI STANNO RIPROVANDO!
A quanto pare ci risiamo: rispunta fuori il MES, stavolta "sanitario", un meccanismo suicida che qualcuno vorrebbe infliggere all'Italia condannandoci allo stesso destino della Grecia. Ma di cosa si tratta esattamente? Ce ne parla Filippo Burla.
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Bergoglio annuncia che Benedetto XVI è "molto malato".
Insomma, il Papa sta male.
Insomma, il Papa sta male.
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L'esercito serbo è in stato di massima allerta. Si teme un attacco ai serbi del Kosovo. Dopo l'arresto di tre manifestanti da parte del governo di Pristina, sono spuntate barricate nel nord del paese, dove continuano ad affluire poliziotti kosovari. È una polveriera, ed è a due passi da casa nostra.
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I Balcani sono una delle tante aree in cui l'Italia, negli ultimi anni, è scomparsa. Pur avendo storicamente e culturalmente un grande legame con quelle terre (Istria, Dalmazia, Albania, Grecia ecc...) la nostra proiezione verso di esse è oggi al lumicino. Perché? Perché la nostra politica estera è totalmente subordinata ai voleri altrui, ad un livello di inerzia tale da non sfruttare nemmeno la lunghezza del guinzaglio che ci è stato dato.
Dall'altra parte dell'Adriatico è in atto una crisi gravissima. Una crisi che dovrebbe vedere l'Italia in prima fila nel cercare una soluzione diplomatica, chiamando al tavolo le due parti prima che sia troppo tardi.
Per darvi un'idea della gravità del momento, vi bastino le parole di Oleg Starikov, colonnello dei Servizi di Sicurezza ucraini: "Non ci sarà nessun congelamento in Kosovo. Se paragoniamo il conflitto regionale ucraino a quello serbo, se divamperà, sarà di portata globale. Potrà divenire realmente una terza guerra mondiale, già convenzionale."
Ebbene, come al solito, l'Italia resta a guardare. E attende ordini, mentre continua ad inviare armi a Kiev rinnovando l'appoggio cieco a Zelensky. Peccato che la tensione tra Kosovo e Serbia sia l'ennesimo tassello di uno scontro già globale che vede l'impero americano impegnato a mantenere la propria egemonia. Inutile illudersi: l'aquila di Washington non porgerà alcun ramoscello di ulivo.
Dovremmo essere noi a prendere l'iniziativa, tornando influenti nell'area balcanica. Ma per fare questo occorrerebbe una classe dirigente non cresciuta nell'esterofilia, nel servilismo e nel culto del vincolo esterno. Servirebbe una visione di paese lungimirante, intelligente e completa. Insomma, il contrario di ciò che abbiamo ora.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
Dall'altra parte dell'Adriatico è in atto una crisi gravissima. Una crisi che dovrebbe vedere l'Italia in prima fila nel cercare una soluzione diplomatica, chiamando al tavolo le due parti prima che sia troppo tardi.
Per darvi un'idea della gravità del momento, vi bastino le parole di Oleg Starikov, colonnello dei Servizi di Sicurezza ucraini: "Non ci sarà nessun congelamento in Kosovo. Se paragoniamo il conflitto regionale ucraino a quello serbo, se divamperà, sarà di portata globale. Potrà divenire realmente una terza guerra mondiale, già convenzionale."
Ebbene, come al solito, l'Italia resta a guardare. E attende ordini, mentre continua ad inviare armi a Kiev rinnovando l'appoggio cieco a Zelensky. Peccato che la tensione tra Kosovo e Serbia sia l'ennesimo tassello di uno scontro già globale che vede l'impero americano impegnato a mantenere la propria egemonia. Inutile illudersi: l'aquila di Washington non porgerà alcun ramoscello di ulivo.
Dovremmo essere noi a prendere l'iniziativa, tornando influenti nell'area balcanica. Ma per fare questo occorrerebbe una classe dirigente non cresciuta nell'esterofilia, nel servilismo e nel culto del vincolo esterno. Servirebbe una visione di paese lungimirante, intelligente e completa. Insomma, il contrario di ciò che abbiamo ora.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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- Ci riproviamo?
- Nah, figurati se ci cascano.
- Dai, scommettiamo?
- Ci sto.
- Le tue azioni della Pfizer per le mie di Astrazeneca?
- Andata!
Matteo Brandi
- Nah, figurati se ci cascano.
- Dai, scommettiamo?
- Ci sto.
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- Andata!
Matteo Brandi
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DOVETE STRISCIARE!
Consumatori! Ecco la vostra nuova commissione: la sacra guerra al contante deve essere vinta! Il Piano Nazionale di Razionamenti e Recessione non attende e gli eretici quattrinari sono nemici dell'unico vero progresso. Carta canta!
https://www.youtube.com/watch?v=EWRXotLeENE
Consumatori! Ecco la vostra nuova commissione: la sacra guerra al contante deve essere vinta! Il Piano Nazionale di Razionamenti e Recessione non attende e gli eretici quattrinari sono nemici dell'unico vero progresso. Carta canta!
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DOVETE STRISCIARE! - Un nuovo anno di servitù
Prodi consumatori, ecco la vostra nuova commissione: la sacra guerra al contante deve essere vinta! Il Piano Nazionale di Razionamenti e Recessione non attende e gli eretici quattrinari sono nemici dell'unico vero progresso. Carta canta!
Per sostenermi:…
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A noi italiani, e a noi italiani soltanto, spetta il dovere di liberarci dalle catene che ci costringono, per tornare a essere padroni del nostro destino.
Che il 2023 sia l’anno in cui comincia la nostra riscossa per il nostro Paese.
Che il 2023 sia un anno Pro Italia.
Buon anno.
Che il 2023 sia l’anno in cui comincia la nostra riscossa per il nostro Paese.
Che il 2023 sia un anno Pro Italia.
Buon anno.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Cari italiani,
quello che sta per concludersi è stato un anno del tutto eccezionale, che sarà ricordato per molte ragioni nei manuali scolastici di domani. Guerra in Europa, crisi energetica e persino lo spettro di un conflitto nucleare: il 2022 è stato l’anno in cui la Storia, quella con la S maiuscola, dopo trent’anni di quiete ha ripreso a galoppare.
Eppure, qui in Italia, tutto langue. Per noi italiani il 2022 è stato un anno gattopardesco: è cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Il nuovo Governo, nel quale tanti hanno riposto la propria fiducia nella speranza di un cambiamento, si è già rivelato per quello che è e che, purtroppo, non poteva non essere. Palazzo Chigi è rimasto prono al Vincolo Esterno che strozza il nostro Paese, rivendicando addirittura con orgoglio la fedeltà cieca a Washington e a Bruxelles.
Con queste premesse, l’anno venturo si preannuncia decisamente fosco per l’Italia. La crisi economica in cui ci siamo impantanati fino ad oggi ha dato soltanto le prime avvisaglie: il grosso deve ancora arrivare. E le fratture geopolitiche che si sono aperte nel mondo non sono certo destinate a rimarginarsi, anzi.
Grande, insomma, è il caos sotto il cielo.
Eppure non bisogna disperare. Al contrario, è proprio nei momenti più bui che si trova il terreno adatto per cambiare strada, per costruire un’alternativa. Per la prima volta, da decenni a questa parte, il convulso moto della Storia ci offre una preziosa opportunità: quella di un tempo in cui ogni ordine è stato rotto e anche l’imponderabile diventa possibile.
A noi italiani, e a noi italiani soltanto, spetta il dovere di cogliere quest’opportunità. Per liberarci dalle catene che ci costringono, per tornare a essere padroni del nostro destino.
Che il 2023 sia l’anno in cui comincia la nostra riscossa per il nostro Paese.
Che il 2023 sia un anno Pro Italia.
Buon anno.
quello che sta per concludersi è stato un anno del tutto eccezionale, che sarà ricordato per molte ragioni nei manuali scolastici di domani. Guerra in Europa, crisi energetica e persino lo spettro di un conflitto nucleare: il 2022 è stato l’anno in cui la Storia, quella con la S maiuscola, dopo trent’anni di quiete ha ripreso a galoppare.
Eppure, qui in Italia, tutto langue. Per noi italiani il 2022 è stato un anno gattopardesco: è cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Il nuovo Governo, nel quale tanti hanno riposto la propria fiducia nella speranza di un cambiamento, si è già rivelato per quello che è e che, purtroppo, non poteva non essere. Palazzo Chigi è rimasto prono al Vincolo Esterno che strozza il nostro Paese, rivendicando addirittura con orgoglio la fedeltà cieca a Washington e a Bruxelles.
Con queste premesse, l’anno venturo si preannuncia decisamente fosco per l’Italia. La crisi economica in cui ci siamo impantanati fino ad oggi ha dato soltanto le prime avvisaglie: il grosso deve ancora arrivare. E le fratture geopolitiche che si sono aperte nel mondo non sono certo destinate a rimarginarsi, anzi.
Grande, insomma, è il caos sotto il cielo.
Eppure non bisogna disperare. Al contrario, è proprio nei momenti più bui che si trova il terreno adatto per cambiare strada, per costruire un’alternativa. Per la prima volta, da decenni a questa parte, il convulso moto della Storia ci offre una preziosa opportunità: quella di un tempo in cui ogni ordine è stato rotto e anche l’imponderabile diventa possibile.
A noi italiani, e a noi italiani soltanto, spetta il dovere di cogliere quest’opportunità. Per liberarci dalle catene che ci costringono, per tornare a essere padroni del nostro destino.
Che il 2023 sia l’anno in cui comincia la nostra riscossa per il nostro Paese.
Che il 2023 sia un anno Pro Italia.
Buon anno.
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🎇🎇🎇🎇🎇🎇🎇🎇🎇🎇🎇
AUGURI A TUTTI!
BUON 2023!
E come sempre:
Viva l'Italia libera e sovrana!
🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆
Matteo
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BUON 2023!
E come sempre:
Viva l'Italia libera e sovrana!
🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆🎆
Matteo
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Il Partito Covid è in fermento.
I fanatici delle chiusure, delle discriminazioni, delle infinite dosi e del terrorismo non stanno più nella pelle.
L'idea di far sprofondare l'odiato paese nelle follie di Speranza & co. per qualcuno è troppo allettante.
Questa gente è malata.
Ma non di Covid.
Matteo Brandi
I fanatici delle chiusure, delle discriminazioni, delle infinite dosi e del terrorismo non stanno più nella pelle.
L'idea di far sprofondare l'odiato paese nelle follie di Speranza & co. per qualcuno è troppo allettante.
Questa gente è malata.
Ma non di Covid.
Matteo Brandi
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La differenza abissale che intercorre tra Benedetto XVI e Bergoglio risalta agli occhi di tutti, credenti e non.
Il primo è stato un teologo di primo livello, il secondo è un prodotto di marketing moderno.
Il primo poteva piacere o risultare antipatico ma incarnava una fede, il secondo sembra uscito da una sceneggiatura di Netflix.
Il primo difendeva una Chiesa globale, il secondo persegue una Chiesa globalista.
Non sono un grande estimatore del potere temporale ecclesiastico e non parlo da esemplare cristiano praticante, tuttavia Bergoglio rappresenta molto bene lo squallore di quest'epoca.
Piazza San Pietro è diventata un megafono di propaganda mainstream da quattro soldi, in cui Dio fa da orpello. Ed è tutto molto, molto triste.
In questo, Ratzinger aveva visto lungo.
Matteo Brandi
Il primo è stato un teologo di primo livello, il secondo è un prodotto di marketing moderno.
Il primo poteva piacere o risultare antipatico ma incarnava una fede, il secondo sembra uscito da una sceneggiatura di Netflix.
Il primo difendeva una Chiesa globale, il secondo persegue una Chiesa globalista.
Non sono un grande estimatore del potere temporale ecclesiastico e non parlo da esemplare cristiano praticante, tuttavia Bergoglio rappresenta molto bene lo squallore di quest'epoca.
Piazza San Pietro è diventata un megafono di propaganda mainstream da quattro soldi, in cui Dio fa da orpello. Ed è tutto molto, molto triste.
In questo, Ratzinger aveva visto lungo.
Matteo Brandi
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