Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Non so voi, ma le persone che si ostinano ancora a portare la mascherina all'aperto per paura del Covid non mi danno più alcun fastidio. Provo compassione per loro. Ormai sono in un incubo di ipocondria da cui difficilmente usciranno. Quella pezza bianca è diventata per loro una coperta di Linus a cui si aggrappano disperatamente. Il danno che hanno subito non riguarda il corpo, bensì la mente. E, in tutta sincerità, finché non riversano sul prossimo le loro paure telecomandate, tali persone risultano innocue. Tristi e innocue.
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Il motivo per cui il Qatargate è uno scandalo davvero pesante non è certo aver mostrato al mondo il grado di corruzione che permea le fila delle forze progressiste europee. Chiunque segua il dibattito pubblico ha capito da tempo che proprio quei Buoni che condannano in pubblico il contante (altrui) tendono ad apprezzare in privato i contanti (propri). Non è una grande novità.

Il Qatargate è straordinariamente rilevante perché chiarisce a tutti, anche a chi finora ha voluto tenere gli occhi chiusi, la reale natura delle istituzioni europee.

Basti un numero: alla sede di Bruxelles del Parlamento europeo accedono regolarmente più di 7000 lobbisti. In media, più di dieci per ogni parlamentare. E, ricordiamolo, stiamo parlando dell'istituzione più ininfluente di tutto il baraccone europeo, un parlamento che non dispone neppure dell'iniziativa legislativa. A fronte di questo dato, non è difficile intuire quale sia l'agibilità di cui godono i grandi potentati finanziari e industriali presso i palazzi di vetro della capitale belga. Anche presso quei palazzi che, tanto per capirsi, ospitano le tecno-strutture europee che contano davvero e che, a differenza del Parlamento, non sono soggette ad alcun dovere di visibilità o riconoscibilità pubblica.

Ora: se degli agenti qatarioti sono potuti arrivare a corrompere degli euro-deputati per evitare una mozione che, in fin dei conti, non avrebbe in alcun modo potuto intaccare il corso dei mondiali di calcio del 2022... Riuscite a immaginare cosa accada quando in ballo ci sono decisioni di politica industriale, ambientale o sanitaria che muovono miliardi e miliardi di euro, impattando sulla vita di milioni e milioni di persone?

Se riuscite a immaginarvelo, beh, avete capito cos'è l'Unione Europea.

Liberiamocene.

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Lo sappiamo tutti che è così. O meglio, lo sanno coloro che non credono che il mondo sia quella cosa racchiusa tra la sigla di apertura e quella di chiusura del Tg1.
Il cosiddetto Qatargate è solo la punta dell'iceberg. C'è tutto un mondo di mazzette e corruzione da scoprire. Un mondo i cui confini sono stati tracciati con un ago. Un mondo, o meglio, una putrida palude in cui gente come Ursula Von der Leyen sguazza alla grande.
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Alla fine un tetto al contante lo hanno trovato: il loro.
Quando finirà questo obbrobrio chiamato Unione Europea sarà un orgoglio poter dire di non aver mai, mai, MAI sventolato lo straccio blu.

Matteo Brandi
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La notizia è di Ottobre, ma è passata in sordina come tutte le notizie davvero importanti. Si parla di nuove testate nucleari (B61-12) che verranno stoccate sul territorio italiano, nella base di Aviano, per Natale.
All'inizio si parlava della primavera del 2023, ma hanno accelerato.
La sentite anche voi quest'aria natalizia?

Matteo Brandi
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L'Europa dell'amore, a pagamento. E in contanti.

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Toh, chi l'avrebbe mai detto: spunta fuori anche il nome di Gualtieri nel Qatargate. Per ora nessuna indagine diretta, ma continuano ad uscire nomi su nomi dal lavoro dei servizi segreti italiani e marocchini, oltre all'aiuto della polizia belga. Lo schifo che sta emergendo ruota attorno alla compagine progressista, tra mazzette e favoritismi. E pare che di mezzo ci sia anche la questione migratoria, che "qualcuno" a Roma ricordò essere più redditizia della droga...

Matteo Brandi
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Le vedete queste immagini?
Non le ha dipinte un artista.
Non le ha disegnate un illustratore.
Non le ha colorate un fumettista.
Sono state generate da un'intelligenza artificiale. Per la precisione, il suo nome è "Midjourney".
Ho scritto "Beautiful woman with italian flag, 1800 painting style."
E questo è il risultato.
Sono perplesso e stupito allo stesso tempo. Perplesso per il risultato (ci sono svariati errori), stupito per la velocità (10 secondi).
Un po' disturbante sapere che dietro ci sia un calcolo. E come ha aggiunto giustamente qualcuno un "furto" di immagini incollate.
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Eva Kaili ha dichiarato di essere ignara della presenza di SACCHI di banconote a casa sua. Ebbene io ci credo. A differenza vostra, che siete prevenuti e pieni di odio, io considero la bionda Kaili una semplice vittima delle circostanze.
Ieri sera mi è cascata una penna dalla scrivania ed è rotolata fin sotto il divano. Mi sono allora inginocchiato e ho allungato la mano per cercare la biro. E indovinate cosa ho trovato? Il telecomando e un portafoglio con 3000 euro in contanti, in banconote da 100 e da 500.
Capite ora? Sono cose che possono accadere a tutti.
Piantatela di fare i complottisti.

Matteo Brandi
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Ciao, sono l'Occidente globalista.
E sto ridotto così.
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In un canale Telegram viene lanciato un sondaggio sul MES, con una domanda semplice: l'Italia deve accedere ad esso oppure no?

Nel giro di poco tempo stravince il NO con l'85% di preferenze.

Infuriati, nei commenti si scatenano gli euroinomani. E arrivano ad una conclusione: chi non vuole il MES è fascista.

Vedete, c'è una parte d'Italia (decisamente la peggiore) a cui ogni anno viene fornita una lista insindacabile di ciò che va considerano "fascista". Questa parte d'Italia, non potendo per principio mettersi in discussione, considerandosi a prescindere buona e colta, prende la lista, la legge, la memorizza e la ripete a memoria fino a nuovo ordine.

Poco importa che nel computo di ciò che va considerato fascista vadano a finire lotte per il sociale storicamente vicine alla sinistra, oppure critiche a determinate politiche economiche. Persino il dissenso verso la gestione pandemica compare nella lista nera. E via di Bella Ciao intonata nelle corsie ospedaliere.

Così diventa fascista dichiararsi contrari al MES, il "Meccanismo Epura Stati" che ha ucciso la Grecia. Ed è fascista anche disprezzare la moneta unica e avversare le cessioni di sovranità. D'altronde cosa c'è di più antifascista del Pareggio di Bilancio?

So che non dovrei stupirmi di tutto ciò. Ma al livello di cancrena mentale di certi mondi non riesco proprio ad abituarmi.

Matteo Brandi
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Rieccomi di nuovo in viaggio. Destinazione: Milano, dove domani alle 10.30 parteciperò all'evento di Pro Italia dedicato alla difesa del contante.
Quella del contante è una delle tante linee che va tenuta costi quel che costi. La smaterializzazione della nostra quotidianità spacciata per progresso e la società del controllo vanno di pari passo. Parleremo di questo e tanto altro.
Circolo Acli Lambrate, a via Conte Rosso 5. Per chi volesse partecipare e nel caso rimanere a pranzo, invito a mandare una mail a milano@proitalia.org
Non si molla un centimetro 🇮🇹

Matteo Brandi
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Musk sta letteralmente dando vita ad un terremoto nel mondo del social. L'aver messo a nudo la censura sistematica e selettiva delle voci non allineate al verbo globalista (Twitter blacklist) ha mandato i liberal d'Occidente in tilt. La defenestrazione dei fanatici woke all'interno della società continua. Si leggono cose esileranti: gente che fino all'altro ieri godeva nel veder cancellate pagine e account nemiche ora grida allo scandalo.
Inoltre, Trump sembra che stia cavalcando abilmente il momento. D'altronde le elezioni del 2020 sono state caratterizzate da una pesante censura del pensiero conservatore sui grandi social. Sembra insomma nata un'alleanza tra il Tycoon e mr. Tesla.
Ma, al di là di questo, invito a non cadere nell'errore di mitizzare i soggetti in questione. Sentire le urla di dolore dei globalisti, privati della loro Sacra Rota arcobaleno (almeno su Twitter) fa molto piacere, tuttavia non si dipinga il transumanista Musk come un angelo salvatore. E nemmeno Trump, che di certo è preferibile al guerrafondaio Biden, ma al quale non va consegnata la propria passiva speranza.
Di certo ci aspettano mesi molto interessanti.

Matteo Brandi
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Un saluto da Lodi 🇮🇹❤️
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E anche a Lodi ieri sera è comincia l'avventura di Pro Italia: una nuova sezione di corbezzoli è fiorita!

Oggi invece siamo a Milano per parlare di "Moneta, contante e libertà". Ci vediamo dalle 10:30 in via Conte Rosso, 5 presso il circolo Acli Lambrate.

Non mancate: ci contiamo!

Pro Italia
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L'eurodeputato Marcel de Graaff schiaffa in faccia al Parlamento europeo e alla Commissione UE la pura verità: corruzione, tangenti e interferenze esterne sono ormai la normalità nelle istituzioni europee. Lo straccio blu va ammainato.
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Quando perde la squadra del proprio paese...
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Come volevasi dimostrare: Bruxelles ordina e il governo Meloni scatta sull'attenti e fa marcia indietro.
Alla Commissione UE non è piaciuta l'idea della soglia di 60 euro per i pagamenti in contante, che avrebbe permesso ai commercianti di non dover usare forzatamente il POS. Dunque, come confermato dal ministro dell'Economia Giorgetti, tale soglia è stata eliminata: si potrà pagare anche un semplice caffè con la carta. E le commissioni? Per quelle forse arriveranno dei ristori.
La smaterializzazione della moneta, per la gioia delle banche e della società del controllo (tutte cose care al leviatano europeista e ai "filantropi" di Davos) va avanti.
A che serve sventolare tricolori se poi si è servi del vincolo esterno?
Buffoni.

Matteo Brandi
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Il governo Meloni ha promesso che avrebbe difeso il contante. Ebbene, è bastato che da Bruxelles arrivasse un ordine perentorio e l'attuale esecutivo si è subito rimesso in riga: via la soglia di 60 euro per i pagamenti elettronici, che avrebbe permesso ai commercianti di poter rifiutare il POS anche per acquisti minori.
Com'era la storia della postura diversa dell'Italia in Europa?

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I Maneskin spaccano chitarre, timpani e palle. Sono il parto di un marketing sfacciato, banale e conformista.
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PERCHÉ DIFENDERE IL CONTANTE
I motivi per cui è essenziale difendere il contante ed evitare che i pagamenti elettronici soppiantino del tutto monete e banconote sono, per me, essenzialmente tre:

1) Il motivo più evidente: le commissioni bancarie. Dover pagare un obolo al sistema bancario ogni volta che si riceve un pagamento tramite Pos è per gli esercenti, già massacrati da una tassazione iniqua, a dir poco odioso. Soprattutto se questa mini-tassa viene applicata su acquisti di minor conto, come un semplice caffé o un cornetto. Si parla di percentuali piccole (in media circa lo 0,7% con distinzioni tra carte di debito e PagoBancomat) che tuttavia, sommate ad ogni transazione portano via un bel po' di denaro, che viene diviso tra la banca che emette la carta, il circuito della carta stessa e lo strumento Pos. In un momento di difficoltà economica generale, è facile capire quanto tutto questo risulti dannoso.

2) Il motivo più importante: il controllo. Durante le manifestazioni dei camionisti canadesi contro le disposizioni di Justin Trudeau, così come nel pieno delle proteste a Teheran, è bastato un click ai governi per bloccare i conti correnti dei dissidenti e impedire loro di spostarsi, acquistare cibo e comprare medicinali. Poter contare sul contante è un'assicurazione sulla propria libertà personale. Affidarsi totalmente al pagamento elettronico, per quanto comodo, è pericoloso e rende il cittadino inerme di fronte agli autoritarismi, di qualsiasi genere. Stiamo andando verso una società iper-controllata e monitorata, vale la pena correre questo rischio?

3) Il motivo più culturale: la smaterializzazione. Nell'epoca del Metauniverso e delle relazioni social, è importante porre un freno (o almeno un limite) alla dissoluzione della tangibilità dei vari aspetti della nostra esistenza. Avere contezza del denaro che abbiamo in mano e che spendiamo suggerisce un comportamento meno imprudente rispetto alla semplice "passata" di carta, specie se il debito viene accumulato e la sua riscossione procrastinata. In molti sono già diventati consumatori compulsivi, perdere persino la consapevolezza della presenza materiale dei propri soldi peggiorerebbe la situazione.

I fanatici del pagamento elettronico sempre e comunque tirano fuori la questione dell'evasione, con il solito piglio autorazzista (gli italiani sono ladri ed evasori) e fanatico-progressista (questo è il futuro, non c'è alternativa). Peccato che la correlazione tra contante ed economia sommersa sia ancora tutta da dimostrare e la vera, grande evasione riguarda i grandi capitali e le multinazionali (per non parlare della criminalità organizzata), non i piccoli commercianti.

Evitiamo dunque di cadere ancora nella trappola del "divide et impera". Questa nuova guerra tra poveri è, come tutte le altre, ingiusta, ipocrita e dannosa.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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