A PROPOSITO DI GATEKEEPING
Partiamo da un presupposto: sia il mondo della politica che dell'informazione, per non parlare di quello della cultura di massa, hanno al loro interno personaggi pagati per fare disinformazione o portare acqua a specifici mulini.
Ma quanti sono? Pochi. La maggioranza di chi opera in tal senso lo fa per una semplice questione di guadagno personale. E non parlo di bonifici fittizi arrivati da chissà dove come premio per i servigi svolti. Parlo della banale convenienza a tenersi amico il sistema dominante.
Il 99% dei giornalisti, dei politicanti o degli influencer che ripetono a pappagallo le boiate neoliberiste/globaliste, ad esempio, sanno che questo porterà loro visibilità senza censura e carriera senza intoppi. Inoltre, che lo accettiate oppure no, molti di questi omuncoli CREDONO a ciò che dicono. Possono essere consapevoli della singola menzogna, ma in generale considerano davvero l'attuale sistema come l'unico possibile.
E attenzione perché questo riguarda ANCHE l'area del dissenso, dove fare il pesce grande nella pozzanghera conviene di più che non tentare il grande salto verso il mare aperto. Anche qui, sia per tornaconto che per mera convinzione, conviene ripetere quei 2-3 assiomi e bearsi del plauso degli astanti.
Qui entra in gioco il cosiddetto "gatekeeping". Avendo vissuto, mio malgrado, dall'interno il M5S posso dire senza remore che si sia trattato di un eccellente lavoro di gestione del dissenso. Ma i "guardiani del cancello" rappresentano una minima parte del problema generale.
E qui vi ripeto paro paro ciò che scrissi prima delle elezioni: le gravi mancanze e le contraddizioni all'interno dei numerosi progetti nati nella nostra area "dissidente" non sono tanto frutto di chissà quale disegno celato, quanto della semplice, banale e sconfortante assenza di serietà, coerenza e capacità politica.
Urlare invece al "gatekeeping" ogni volta che l'ennesimo partito/movimento/gruppo muore offre ai diretti interessati uno straordinario alibi per non dover rendere conto delle proprie mancanze. Che sono POLITICHE e UMANE.
Un partito padronale senza democrazia interna salta in aria.
Un'alleanza priva di solide basi programmatiche e ideologiche ha vita breve.
Una platea di adulatori non vale, con conta e non agisce come una base di attivisti.
E così via.
Dunque, riassumendo: il gatekeeping esiste? Sì, ma incide marginalmente nei processi di costruzione (e distruzione) delle realtà politiche. Il resto, tutto il resto, è dovuto all'immaturità e agli errori, spesso grossolani, delle persone. Ormai, per esperienza personale, questo lo posso dare per assodato. Infiltrati e distruttori, che certamente rappresentano una triste realtà, trovano spesso delle autostrade dinanzi a loro. Delle autostrade.
Se ci focalizzassimo tutti su questi aspetti risolveremmo gran parte dei nostri problemi.
Matteo Brandi
Partiamo da un presupposto: sia il mondo della politica che dell'informazione, per non parlare di quello della cultura di massa, hanno al loro interno personaggi pagati per fare disinformazione o portare acqua a specifici mulini.
Ma quanti sono? Pochi. La maggioranza di chi opera in tal senso lo fa per una semplice questione di guadagno personale. E non parlo di bonifici fittizi arrivati da chissà dove come premio per i servigi svolti. Parlo della banale convenienza a tenersi amico il sistema dominante.
Il 99% dei giornalisti, dei politicanti o degli influencer che ripetono a pappagallo le boiate neoliberiste/globaliste, ad esempio, sanno che questo porterà loro visibilità senza censura e carriera senza intoppi. Inoltre, che lo accettiate oppure no, molti di questi omuncoli CREDONO a ciò che dicono. Possono essere consapevoli della singola menzogna, ma in generale considerano davvero l'attuale sistema come l'unico possibile.
E attenzione perché questo riguarda ANCHE l'area del dissenso, dove fare il pesce grande nella pozzanghera conviene di più che non tentare il grande salto verso il mare aperto. Anche qui, sia per tornaconto che per mera convinzione, conviene ripetere quei 2-3 assiomi e bearsi del plauso degli astanti.
Qui entra in gioco il cosiddetto "gatekeeping". Avendo vissuto, mio malgrado, dall'interno il M5S posso dire senza remore che si sia trattato di un eccellente lavoro di gestione del dissenso. Ma i "guardiani del cancello" rappresentano una minima parte del problema generale.
E qui vi ripeto paro paro ciò che scrissi prima delle elezioni: le gravi mancanze e le contraddizioni all'interno dei numerosi progetti nati nella nostra area "dissidente" non sono tanto frutto di chissà quale disegno celato, quanto della semplice, banale e sconfortante assenza di serietà, coerenza e capacità politica.
Urlare invece al "gatekeeping" ogni volta che l'ennesimo partito/movimento/gruppo muore offre ai diretti interessati uno straordinario alibi per non dover rendere conto delle proprie mancanze. Che sono POLITICHE e UMANE.
Un partito padronale senza democrazia interna salta in aria.
Un'alleanza priva di solide basi programmatiche e ideologiche ha vita breve.
Una platea di adulatori non vale, con conta e non agisce come una base di attivisti.
E così via.
Dunque, riassumendo: il gatekeeping esiste? Sì, ma incide marginalmente nei processi di costruzione (e distruzione) delle realtà politiche. Il resto, tutto il resto, è dovuto all'immaturità e agli errori, spesso grossolani, delle persone. Ormai, per esperienza personale, questo lo posso dare per assodato. Infiltrati e distruttori, che certamente rappresentano una triste realtà, trovano spesso delle autostrade dinanzi a loro. Delle autostrade.
Se ci focalizzassimo tutti su questi aspetti risolveremmo gran parte dei nostri problemi.
Matteo Brandi
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Anni di tagli alla sanità, le follie covidiane di Speranza e company.... Un pugno allo stomaco di chi, di fronte a queste vergogne, ancora fa finta di nulla.
C'ERA UNA VOLTA IN ITALIA
Questo è un film coraggioso da vedere e da supportare.
Le prime date delle proiezioni sono a ROMA.
12 DICEMBRE, CINEMA NUOVO OLIMPIA - 21.00
13 DICEMBRE, CINEMA GIULIO CESARE - 21.00
Sempre alla presenza dei registi e del cast.
Fate girare.
C'ERA UNA VOLTA IN ITALIA
Questo è un film coraggioso da vedere e da supportare.
Le prime date delle proiezioni sono a ROMA.
12 DICEMBRE, CINEMA NUOVO OLIMPIA - 21.00
13 DICEMBRE, CINEMA GIULIO CESARE - 21.00
Sempre alla presenza dei registi e del cast.
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Pasolini ci aveva visto molto lungo su dove ci avrebbe portato la civiltà dei consumi e dell'omologazione...
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No, non è un fotomontaggio satirico.
Il Time ha veramente schiaffato Zelensky in copertina come "persona dell'anno."
Ora guardate bene l'immagine: mi dite la differenza tra questa roba e un qualsiasi manifesto propagandistico di una delle dittature del secolo scorso?
Zelensky, l'attore Nato, colui che scatenerebbe volentieri una terza guerra mondiale domani e ci prova ogni giorno, dipinto come il nuovo Gandhi.
Siamo oltre l'assurdo.
Matteo Brandi
Il Time ha veramente schiaffato Zelensky in copertina come "persona dell'anno."
Ora guardate bene l'immagine: mi dite la differenza tra questa roba e un qualsiasi manifesto propagandistico di una delle dittature del secolo scorso?
Zelensky, l'attore Nato, colui che scatenerebbe volentieri una terza guerra mondiale domani e ci prova ogni giorno, dipinto come il nuovo Gandhi.
Siamo oltre l'assurdo.
Matteo Brandi
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Guardate questo meraviglioso video. Costui è Alberto Manzi e nel programma "non è mai troppo tardi" insegnava a leggere e scrivere. Senza urla e senza buffonate. Con eleganza e garbo.
Ecco, questo dovrebbe essere il ruolo della televisione. Cultura, approfondimento, arte. Lo svago va benissimo, ma senza scadere forzatamente nella spazzatura, nella volgarità e nello squallore.
Oggi abbiamo milioni di italiani che non sanno capire un testo scritto ma conoscono a memoria i concorrenti dell'Isola dei famosi.
Forse, invece di rincorrere la "nitidezza dell'immagine", dovremmo tutti pensare alla qualità del contenuto.
Ecco, questo dovrebbe essere il ruolo della televisione. Cultura, approfondimento, arte. Lo svago va benissimo, ma senza scadere forzatamente nella spazzatura, nella volgarità e nello squallore.
Oggi abbiamo milioni di italiani che non sanno capire un testo scritto ma conoscono a memoria i concorrenti dell'Isola dei famosi.
Forse, invece di rincorrere la "nitidezza dell'immagine", dovremmo tutti pensare alla qualità del contenuto.
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Cosa significa essere sempre "i più realisti del re"?
Esempio: l'UE fissa il tetto al contante a 10.000 euro, noi a 5.000.
Perché dobbiamo costantemente sentirci inferiori e in colpa.
Pur essendo ancora la terza economia dell'eurozona e la seconda forza manifatturiera, dobbiamo sempre ritenerci al pari di un paese del terzo mondo composto in prevalenza da ladri, evasori e truffatori. Dunque, secondo gli adepti dello straccio blu, meritiamo vincoli più stringenti per ovviare alle nostre ataviche mancanze.
Il problema qui non è politico, è culturale, anzi, è mentale.
Matteo Brandi
Esempio: l'UE fissa il tetto al contante a 10.000 euro, noi a 5.000.
Perché dobbiamo costantemente sentirci inferiori e in colpa.
Pur essendo ancora la terza economia dell'eurozona e la seconda forza manifatturiera, dobbiamo sempre ritenerci al pari di un paese del terzo mondo composto in prevalenza da ladri, evasori e truffatori. Dunque, secondo gli adepti dello straccio blu, meritiamo vincoli più stringenti per ovviare alle nostre ataviche mancanze.
Il problema qui non è politico, è culturale, anzi, è mentale.
Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Non gli basta il PNRR, vogliono pure il MES.
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Incredibile: due minuti e mezzo di verità sulla Rai. Ed ecco una Bianca Berlinguer in difficoltà di fronte alla semplice esposizione dei fatti, ovvero che Donetsk e Lugansk sono state sotto i bombardamenti di Kiev per otto anni, subendo migliaia di morti.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Lo scandalo delle blacklist di Twitter si allarga. Grazie ai documenti resi pubblici sul social, ora abbiamo il quadro di come agisse la macchina della censura.
In pratica i profili ritenuti scomodi (in stragrande maggioranza, guarda un po', anti-globalisti) venivano messi in una vera e propria lista di proscrizione. Ad occuparsi di ciò era una squadra di dipendenti Twitter che marchiava a fuoco i profili per applicare la "Visibility Filtering", ovvero il filtraggio della visibilità.
E così i tweet di chi metteva in dubbio le politiche vaccinali o esprimeva idee più conservatrici finivano per essere azzoppati. Tutto senza che i diretti interessati potessero fare nulla per difendersi. Questo impediva a certi "threads", ovvero agli argomenti di discussione, di finire in tendenza. E influiva enormemente sul dibattito politico sulla rete, che vede spesso in Twitter uno dei principali campi di battaglia.
È una vergogna che chiunque bazzichi Twitter denuncia da tempo, ma i globalisti (palesemente in malafede) hanno sempre negato la realtà delle cose, tacciando di complottismo chiunque facesse notare il palese squilibrio di giudizio nella moderazione dei contenuti.
Ora qualcuno dirà: vabbè, ma chissenefrega, io non sto su Twitter. Eh no, signori. Oggi, purtroppo, chi controlla i grandi social ha la possibilità di influenzare miliardi di persone. In gioco non ci sono solo le azioni di Twitter o Facebook, ma ciò che resta della democrazia.
Matteo Brandi
In pratica i profili ritenuti scomodi (in stragrande maggioranza, guarda un po', anti-globalisti) venivano messi in una vera e propria lista di proscrizione. Ad occuparsi di ciò era una squadra di dipendenti Twitter che marchiava a fuoco i profili per applicare la "Visibility Filtering", ovvero il filtraggio della visibilità.
E così i tweet di chi metteva in dubbio le politiche vaccinali o esprimeva idee più conservatrici finivano per essere azzoppati. Tutto senza che i diretti interessati potessero fare nulla per difendersi. Questo impediva a certi "threads", ovvero agli argomenti di discussione, di finire in tendenza. E influiva enormemente sul dibattito politico sulla rete, che vede spesso in Twitter uno dei principali campi di battaglia.
È una vergogna che chiunque bazzichi Twitter denuncia da tempo, ma i globalisti (palesemente in malafede) hanno sempre negato la realtà delle cose, tacciando di complottismo chiunque facesse notare il palese squilibrio di giudizio nella moderazione dei contenuti.
Ora qualcuno dirà: vabbè, ma chissenefrega, io non sto su Twitter. Eh no, signori. Oggi, purtroppo, chi controlla i grandi social ha la possibilità di influenzare miliardi di persone. In gioco non ci sono solo le azioni di Twitter o Facebook, ma ciò che resta della democrazia.
Matteo Brandi
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Ed eccomi qua al termine di un fine settimana colmo di impegni. Prima l'incontro con i giovanissimi combattenti che hanno detto di no al Green Pass, organizzandosi sul territorio di Rimini e mostrando la parte migliore della loro generazione. Poi la riunione con gli attivisti emiliani e romagnoli di Pro Italia, con cui abbiamo festeggiato un anno di militanza in un'atmosfera fantastica. Il tempo di un caffè, di una volata a Firenze con la Panda di Ludovico Vicino ed ero già sul treno per Roma.
Stanco? Un po'.
Soddisfatto? Moltissimo.
🇮🇹❤️
Matteo Brandi
Stanco? Un po'.
Soddisfatto? Moltissimo.
🇮🇹❤️
Matteo Brandi
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Stasera sarò al Nuovo Cinema Olimpia a Roma, dove alle 21 proietteranno il film "C'era una volta in Italia".
Il film inchiesta indipendente dimostrerà come è stata distrutta la sanità italiana.
I biglietti, A SOLI 3€, sono acquistabili in prevendita (straconsigliata) presso i siti web delle sale qui: https://ccroma.18tickets.it/film/10008
Il film inchiesta indipendente dimostrerà come è stata distrutta la sanità italiana.
I biglietti, A SOLI 3€, sono acquistabili in prevendita (straconsigliata) presso i siti web delle sale qui: https://ccroma.18tickets.it/film/10008
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Guerra permanente e continuo stato di emergenza. Come uscirne? Unendo patriottismo e ideale umanitario, con l'Italia in testa. Ecco come.
https://www.youtube.com/watch?v=Rzi5Q3pEG7Y
https://www.youtube.com/watch?v=Rzi5Q3pEG7Y
YouTube
SERVE UN PACIFISMO PATRIOTTICO
Il neoliberismo ha sprofondato il mondo in uno stato di guerra permanente. Per superarlo dobbiamo coniugare amor patrio e ideale umanitario. E l'Italia potrebbe mostrare la via. Marco Adorni di Pro Italia Parma spiega come.
👍105❤5😁3
Alle 18 sarò in diretta qui:
https://youtu.be/h1NRKjSVQVw
https://youtu.be/h1NRKjSVQVw
YouTube
GUERRA E DISSENSO: UNA MANIFESTAZIONE PER LA PACE - Mario Gallo e Matteo Brandi
In questa puntata della rubrica IERI, OGGI e DOMANI, condotta da Arturo Ferrara, Mario Gallo, segretario nazionale di Ancora Italia, e Matteo Brandi, Segreteria nazionale di Pro Italia, analizzano la situazione internazionale ed italiana dopo gli ultimi sviluppi…
👍70❤5👎4🤬2
Rispondo ad alcuni commenti a seguito della mia intervista su Ancora Italia TV.
Ogni volta che ho rilasciato un'intervista ad un canale oppure ho partecipato ad un evento con una forza politica, c'è sempre stato chi mi ha rinfacciato questa scelta. "Con lui non devi parlare!" "Mi hai deluso, allora vuol dire che la pensi così!" Ecc.
Ragazzi, ve lo chiedo col cuore in mano: smettetela di ragionare da tifosi. E soprattutto imparate a scindere l'aspetto mediatico da quello politico. I social sono utili a dar vita ad eventi e dare informazioni, ma non servono a fare politica. Quella la si fa nel PARTITO, con i dirigenti, i rappresentanti sul territorio e la base di militanti.
Come Pro Italia non neghiamo il confronto a nessuno. Solo chi ha idee deboli teme il dibattito.
Io andrei persino a parlare nella sede di Più Europa (e mi farei un sacco di risate) e domenica Pro Italia incontrerà il Movimento Libertario (cioè quelli che stanno agli antipodi di noi) sul tema della difesa del contante.
Le beghe interne ad altre forze politiche, di qualunque natura siano, riguardano il percorso che ogni partito deve fare per strutturarsi. Personalmente auguro ad ogni forza del dissenso di trovare la sua strada, perché ormai è chiaro che prima di invocare l'unione serve costruire delle realtà solide.
Non è più il tempo del tifo acritico, non occorre innamorarsi di un nome o di un simbolo. Serve concretezza e pragmatismo. Militanti, non semplici follower. E tutto questo non lo si costruisce su YouTube, su Facebook o su Telegram. Lo si fa sul territorio facendosi un mazzo così, macinando chilometri e guardando negli occhi le persone.
Vi assicuro che io stesso ho dovuto sbattere la testa più volte per capirlo. Nessuno nasce con la verità in tasca, ma tutti possiamo crescere.
Un abbraccio.
Matteo Brandi
Ogni volta che ho rilasciato un'intervista ad un canale oppure ho partecipato ad un evento con una forza politica, c'è sempre stato chi mi ha rinfacciato questa scelta. "Con lui non devi parlare!" "Mi hai deluso, allora vuol dire che la pensi così!" Ecc.
Ragazzi, ve lo chiedo col cuore in mano: smettetela di ragionare da tifosi. E soprattutto imparate a scindere l'aspetto mediatico da quello politico. I social sono utili a dar vita ad eventi e dare informazioni, ma non servono a fare politica. Quella la si fa nel PARTITO, con i dirigenti, i rappresentanti sul territorio e la base di militanti.
Come Pro Italia non neghiamo il confronto a nessuno. Solo chi ha idee deboli teme il dibattito.
Io andrei persino a parlare nella sede di Più Europa (e mi farei un sacco di risate) e domenica Pro Italia incontrerà il Movimento Libertario (cioè quelli che stanno agli antipodi di noi) sul tema della difesa del contante.
Le beghe interne ad altre forze politiche, di qualunque natura siano, riguardano il percorso che ogni partito deve fare per strutturarsi. Personalmente auguro ad ogni forza del dissenso di trovare la sua strada, perché ormai è chiaro che prima di invocare l'unione serve costruire delle realtà solide.
Non è più il tempo del tifo acritico, non occorre innamorarsi di un nome o di un simbolo. Serve concretezza e pragmatismo. Militanti, non semplici follower. E tutto questo non lo si costruisce su YouTube, su Facebook o su Telegram. Lo si fa sul territorio facendosi un mazzo così, macinando chilometri e guardando negli occhi le persone.
Vi assicuro che io stesso ho dovuto sbattere la testa più volte per capirlo. Nessuno nasce con la verità in tasca, ma tutti possiamo crescere.
Un abbraccio.
Matteo Brandi
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