Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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L'UE applica l'embargo al petrolio russo importato via mare, mentre il G7 (più l'Australia e Bruxelles) impone il tetto al prezzo del greggio di Mosca. Le aziende italiane (ed europee in generale) ne soffriranno, ma a chi ci governa pare non fregare granché. Prima il padrone, poi, semmai, forse, l'interesse nazionale. Biden esulta, Putin protesta e Zelensky, tanto per cambiare, non si ritiene soddisfatto: per l'attore Nato l'opzione ideale resta quella di una bella guerra mondiale.
Lo vedete quel puntino che si allontana verso l'orizzonte? È la pace.
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Il governo Meloni si palesa ogni giorno di più come una propaggine del precedente esecutivo Draghi. Purtroppo tale consapevolezza, facilmente maturabile nei mesi precedenti, pare non essere ancora del tutto presente nella cosiddetta area del dissenso.

In molti hanno creduto e si ostinano a credere tutt'ora che Giorgia Meloni possa rappresentare una qualche forma di discontinuità con il passato. Questo errore di valutazione parte dal presupposto, ingenuo e insensato, che sia soprattutto il centrosinistra ad aver portato avanti le politiche di stampo neoliberista in Italia. Di conseguenza, chi sposa tale analisi confida che il centrodestra abbia in gestazione qualche idea dissonante che possa, magari accidentalmente, causare una falla nell'attuale sistema.

Noi di Pro Italia abbiamo più volte messo in guardia dal lasciarsi accarezzare da simili speranze. L'unica, sostanziale differenza che oggi intercorre tra la compagine "destra" e quella "sinistra" nell'arco parlamentare sta solo nella forma, non nella sostanza. Nessuna delle due parti osa scalfire le colonne portanti dell'impostazione neoliberista in campo economico e sociale. A partire dal ruolo dello Stato, che viene gestito (e pensato) come una famiglia gravata dai debiti e terrorizzata dal dover far quadrare il bilancio, anche a costo di tagliare servizi, salari e stipendi.

Prendiamo ad esempio la questione del PNRR. Si tratta di una lista di riforme atte a smantellare ciò che resta della capicita d'intervento pubblica e cedere ulteriori porzioni della nostra già scarna sovranità nazionale. In cambio di questo suicidio assistito, il nostro Paese ha la possibilità di accedere a "tranche" di finanziamenti (metà dei quali, ricordiamolo, sono prestiti), a patto di spenderli secondo le direttive della Commissione UE e solo a fronte di precisi obiettivi raggiunti. Insomma, uno strozzinaggio in piena regola.

In questo tetro scenario, Giorgetti, nuovo ministro dell'Economia in quota Lega, si è prontamente allineato al suo predecessore Franco. Questi, durante il Governo Draghi, pur di non indispettire Bruxelles aveva evitato di "metter fieno in cascina", cioè aveva evitato che il Tesoro emettesse un congruo ammontare di titoli di stato con cui avremmo potuto finanziarci a basso costo. Oggi invece, visto che la BCE ha smesso di acquistare nuovi titoli e addirittura annuncia di non voler rinnovare neppure tutti quelli in scadenza, i tassi sono nuovamente aumentati. E anziché contestare questa postura della Banca Centrale, Giorgetti si è affrettato a rassicurare la Commissione europea del fatto che l'Italia è pronta a raggiungere tutti i 55 obiettivi semestrali previsti nel PNRR. La stessa Meloni si è recentemente lamentata non del vincolo di spesa bensì del fatto che manchino ancora una trentina di compiti a casa da svolgere per attingere ai sacri soldi europei.

Persino il ministro dell'Istruzione Valditara ha assicurato che ogni cambiamento in ambito scolastico seguirà i dettami del PNRR. E se ci sarà da tagliare lo si farà, perchè, sorpresa delle sorprese, ce lo chiede l'Europa.

Davvero a qualcuno bastano due frecciatine contro le ONG (che comunque continuano imperterrite il loro traffico di esseri umani) e qualche sventolata di tricolore per parlare di cambiamento?

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Elly Schlein candidata alla guida del PD: ricca, arcobalenata, globaliota, euroinomane. In pratica l'incarnazione della metamorfosi kafkiana della sinistra italiana. Non so voi, ma io prego che il PD finisca in mano a questa qui 😂
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Il programma di Elly Schlein per l'odiata Italia 😂😎
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Elly Schlein è già al lavoro per il programma del nuovo PD:

- Spritz di Cittadinanza. È vergognoso che i cosi, là, i poveri non possano godere di un civile apericena ecosolidale. Lo Stato deve farsi carico degli Aperol e dei salatini necessari, oltre al Prosecco previsto dalla Costituzione.

- La Terra ha pochi anni di vita e non ci sono abbastanza quadri da imbrattare. Per salvare il Pianeta, in città potranno circolare solo le Maserati elettriche. I cosi, là, i poveri potranno muoversi con la nuova Fiat Greta alimentata a pedali e tofu.

- Ius Oculi: si diventa cittadini italiani non appena si avvistano le coste dell'Italia. Per espiare le colpe del passato, la Sicilia viene ceduta all'Etiopia per rimediare al colonialismo novecentesco e la Sardegna alla Francia per le conquiste di Giulio Cesare.

- Per arginare la deriva sociale occorre un'educazione scolastica ferrea. Introduzione del saluto alla bandiera arcobaleno all'inizio di ogni giornata e canto dell'inno della Pfizer.

- Legge Super Zan: ogni aggettivo dovrà finire con la schwa, l'asterisco o almeno un ideogramma cinese. I bagni unisex, non abbastanza inclusivi, verranno adibiti anche a lavanderie, toelette per cani e autolavaggi.

- Guerra al neoliberismo, ma restando nei parametri di Maastricht. Più intervento dello Stato, ma con i soldi del PNRR. No all'Euro, sì all'Eura. Contatore del debito pubblico proiettato sulle abitazioni dei cosi, là, dei poveri.

- Infine, per le sfide del domani, il PD abbandona il fascista tricolore e diventa: Partita Democratica Inclusiva Omofluida Transfemminista Ambientalista. Per chi va di fretta: PDIOTA.

Matteo Brandi
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E se tutto quello che sappiamo sulla Libia fosse sbagliato?
E se la narrazione attorno alla crisi migratoria fosse una menzogna?
E se l'Italia stesse finanziando schiavisti e tagliagole in cambio di petrolio?

Il docufilm "L'Urlo" di Michelangelo Severgnini mette a nudo la realtà della crisi libica, smontando con testimonianze documentate tutto il castello di carte che ruota attorno alla guerra civile libica, al ruolo delle ONG e alla posta in palio nel Mediterraneo.

Non a caso, la pellicola è stata boicottata dal circuito cinematografico e attaccata dagli attivisti delle ONG. È la prova dell'oscurantismo di quest'epoca. Solo chi teme la verità invoca la censura.

Noi di Pro Italia siamo orgogliosi di annunciare che Giovedì 22 Dicembre alle ore 21:00 proietteremo a Roma "L'Urlo", nel Piccolo Teatro Garbatella, a via Ignazio Persico 80/a.

Costo del biglietto di entrata: 10 euro.
A seguito della proiezione del docufilm vi sarà un dibattito aperto al pubblico con il regista Michelangelo Severgnini.

Pro Italia
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Le parole del ministro Schillaci sulla fine dell'obbligo vaccinale e il rientro dei medici non benedetti sono positive. Tuttavia siamo abituati ad annunci che si tramutano velocemente in aria fritta. Dunque, per sicurezza, sarà bene rimanere con gli occhi aperti e optare per il classico "se non vedo non credo".
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Due anni così.
Menzogne spudorate e terrorismo, a tutte le ore, senza che nessuno di questi fosse messo di fronte alle proprie azioni e con milioni di italiani trattati da reietti.
Due anni così.
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Il garante di Bruxelles.

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"Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso."
Franco Battiato - Up patriots to arms

Quanto sono vere queste parole? Tantissimo.
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Cancellato il tweet di Adani, era un profilo parodia. Per fortuna.
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Come accade ogni anno a dicembre, il tema della legge di bilancio infiamma il dibattito pubblico. La manovra proposta dall'esecutivo Meloni è stata subissata di critiche provenienti da ogni dove: dai sindacati, da Confindustria e persino da Bankitalia. Eppure, ha anche dei difetti. E manco pochi.

Ne parliamo con l'amico Raphael Raduzzi, analista economico e deputato nella scorsa legislatura.

🔴 In diretta stasera alle 21 sul nostro canale Youtube e sulla nostra pagina Facebook.

Pro Italia
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Forwarded from Antonio Di Siena (Antonio Di Siena)
Breve storia vera.
Al signor Mario si rompe il telecomando della tv e scende al negozio sotto casa per comprarne uno nuovo. Il negoziante puzzone però non accetta il pos. E allora lui indignato lascia la merce sul banco e se ne va. D’altronde al signor Mario fottesega che quello c’ha la tassazione al 45%, le bollette da pagare, l’affitto del locale, le commissioni bancarie. È un evasore e deve fallire, punto e basta.
Tornato a casa e compra il telecomando su Amazon, che quelli sono onesti e si fanno pagare cashless. Starà un giorno senza televisione ma sticazzi. Vuoi mettere perdere una comoda sera spaparanzato sul divano a guardare Lilli Gruber a confronto della lotta contro l’evasione fiscale?

Passa un anno.

È quasi sera e il signor Mario, assiduo lettore di Repubblica, è seduto sul cesso a leggere il giornale. C’è scritto che Amazon ha pagato 700 milioni di euro di tasse a fronte di 9 miliardi di ricavi. Più o meno l’8%. E un dubbio atroce lo assale. Ma proprio nel momento in cui l’illuminazione del momento Fantozzi mentre legge i libri del compagno Folagra sta per redimerlo per sempre zzzzzz clap! Si fulmina la lampadina del bagno. Buio pesto. Cerca tentoni la carta igienica ma la sua mano non incontra nessun rotolo di morbidezza. Pare sia finita.

Allora il signor Mario tutto sporco e trafelato scende di casa per comprare il necessario dal piccolo negozio sotto casa. D’altronde è un’emergenza e non si può andar troppo per il sottile. Le questioni di principio possono aspettare.

Con suo sommo sgomento, però, scopre che il piccolo esercente ha chiuso i battenti per sempre. Come hanno fatto la merceria, l’alimentari, il fruttivendolo, la macelleria, il panificio eccetera eccetera. Abbandonando il quartiere al suo destino di dormitorio senz’anima.
Certo ci sarebbero sempre il minimarket pakistano e il bazar cinese, ma le recensioni online dicono che le lampadine Made in China consumano quanto un Boeing 747, emettono più radiazioni di una Tac e rischiano pure di esploderti in testa. E la carta igienica è talmente chimica che la pelle ti diventa color verde palude e ruvida come carta vetrata grana 40.
Allora apre l’app di Amazon per fare l’ordine, tanto il corriere arriva al più tardi domani pomeriggio. Per stasera si arrangerà. E invece no.
Il colosso dell’e-commerce ha fagocitato tutta concorrenza e pertanto non consegna più in 24 ore. Adesso fa un po’ come gli pare e consegna in 7 giorni lavorativi.

Morale.
Il signor Mario passa un’intera settimana a cacare a lume di candela e pulirsi il culo col suo giornale preferito. Chissà.
Magari riflettere in penombra lo aiuterà a capire il problema vero dove sta. Fine.
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Domanda al globaliota di turno. Secondo te questo aumento spropositato di disforia di genere è:
1) Un evento naturalissimo.
2) La conseguenza di anni di propaganda ventiquattro ore su ventiquattro soprattutto sulle giovani menti, convinte di non avere alcuna identità stabile e di poter essere qualsiasi cosa?
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🔴 OCCHIO! Se venite contattati da un profilo con il mio nome che vi chiede soldi NON SONO IO. Si tratta di una truffa che gira su Telegram e coinvolge un sacco di canali, purtroppo. Qualche figlio di puttana, a cui auguro di spendere ogni centesimo rubato in medicine, crea profili falsi per spillare denaro.
Occhio, per favore, non rispondete a simili messaggi: segnalate e bloccate.
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A PROPOSITO DI GATEKEEPING
Partiamo da un presupposto: sia il mondo della politica che dell'informazione, per non parlare di quello della cultura di massa, hanno al loro interno personaggi pagati per fare disinformazione o portare acqua a specifici mulini.

Ma quanti sono? Pochi. La maggioranza di chi opera in tal senso lo fa per una semplice questione di guadagno personale. E non parlo di bonifici fittizi arrivati da chissà dove come premio per i servigi svolti. Parlo della banale convenienza a tenersi amico il sistema dominante.

Il 99% dei giornalisti, dei politicanti o degli influencer che ripetono a pappagallo le boiate neoliberiste/globaliste, ad esempio, sanno che questo porterà loro visibilità senza censura e carriera senza intoppi. Inoltre, che lo accettiate oppure no, molti di questi omuncoli CREDONO a ciò che dicono. Possono essere consapevoli della singola menzogna, ma in generale considerano davvero l'attuale sistema come l'unico possibile.

E attenzione perché questo riguarda ANCHE l'area del dissenso, dove fare il pesce grande nella pozzanghera conviene di più che non tentare il grande salto verso il mare aperto. Anche qui, sia per tornaconto che per mera convinzione, conviene ripetere quei 2-3 assiomi e bearsi del plauso degli astanti.

Qui entra in gioco il cosiddetto "gatekeeping". Avendo vissuto, mio malgrado, dall'interno il M5S posso dire senza remore che si sia trattato di un eccellente lavoro di gestione del dissenso. Ma i "guardiani del cancello" rappresentano una minima parte del problema generale.

E qui vi ripeto paro paro ciò che scrissi prima delle elezioni: le gravi mancanze e le contraddizioni all'interno dei numerosi progetti nati nella nostra area "dissidente" non sono tanto frutto di chissà quale disegno celato, quanto della semplice, banale e sconfortante assenza di serietà, coerenza e capacità politica.

Urlare invece al "gatekeeping" ogni volta che l'ennesimo partito/movimento/gruppo muore offre ai diretti interessati uno straordinario alibi per non dover rendere conto delle proprie mancanze. Che sono POLITICHE e UMANE.

Un partito padronale senza democrazia interna salta in aria.
Un'alleanza priva di solide basi programmatiche e ideologiche ha vita breve.
Una platea di adulatori non vale, con conta e non agisce come una base di attivisti.
E così via.

Dunque, riassumendo: il gatekeeping esiste? Sì, ma incide marginalmente nei processi di costruzione (e distruzione) delle realtà politiche. Il resto, tutto il resto, è dovuto all'immaturità e agli errori, spesso grossolani, delle persone. Ormai, per esperienza personale, questo lo posso dare per assodato. Infiltrati e distruttori, che certamente rappresentano una triste realtà, trovano spesso delle autostrade dinanzi a loro. Delle autostrade.

Se ci focalizzassimo tutti su questi aspetti risolveremmo gran parte dei nostri problemi.

Matteo Brandi
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Un applauso!

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Anni di tagli alla sanità, le follie covidiane di Speranza e company.... Un pugno allo stomaco di chi, di fronte a queste vergogne, ancora fa finta di nulla.

C'ERA UNA VOLTA IN ITALIA
Questo è un film coraggioso da vedere e da supportare.

Le prime date delle proiezioni sono a ROMA.
12 DICEMBRE, CINEMA NUOVO OLIMPIA - 21.00
13 DICEMBRE, CINEMA GIULIO CESARE - 21.00

Sempre alla presenza dei registi e del cast.

Fate girare.
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VIEW IN TELEGRAM
Pasolini ci aveva visto molto lungo su dove ci avrebbe portato la civiltà dei consumi e dell'omologazione...

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