Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Il Governo Meloni apre a Calenda sulle tematiche riguardanti le famiglie e le imprese. Cioè i cosiddetti "patrioti" vanno a farsi dire come massacrare meglio gli italiani in nome dei vincoli di bilancio e dei mercati. Tanto vale chiamare direttamente Draghi!
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Dunque, ricapitolando:
- Invio di armi a Kiev;
- Vincoli di bilancio;
- Tagli alla spesa pubblica;
- PNRR;
- Multe ai non vaccinati.
Ma Draghi non se n'era andato?
Matteo Brandi
- Invio di armi a Kiev;
- Vincoli di bilancio;
- Tagli alla spesa pubblica;
- PNRR;
- Multe ai non vaccinati.
Ma Draghi non se n'era andato?
Matteo Brandi
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Obbligo vaccinale: secondo voi alla fine la Corte Costituzionale come si esprimerà?
Anonymous Poll
76%
A favore.
24%
Contro.
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Forwarded from InfoDefenseITALIA
Il presidente della Nigeria Bukhari ha dichiarato che nella zona adiacente al lago Ciad si riscontra un flusso di armi «dalla guerra russo-ucraina» (leggi "dall'Ucraina").
E' un'ulteriore dimostrazione che Kiev e le Forze Armate ucraine contrabbandano armi all'estero.
@kedmi
#italiano 🇮🇹
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E' un'ulteriore dimostrazione che Kiev e le Forze Armate ucraine contrabbandano armi all'estero.
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La Corte Costituzionale ha taciuto per due anni di fronte alle peggiori nefandezze.
Cos'altro sarebbe potuto accadere?
Un altro fascicolo oscuro della Storia della Repubblica Italiana sta finendo nell'archivio dei segreti, da dove verrà tirato fuori solo quando le carriere e le esistenze di colpevoli e collusi saranno al sicuro. Forse.
Cos'altro sarebbe potuto accadere?
Un altro fascicolo oscuro della Storia della Repubblica Italiana sta finendo nell'archivio dei segreti, da dove verrà tirato fuori solo quando le carriere e le esistenze di colpevoli e collusi saranno al sicuro. Forse.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
L'euroinomane superatlantista Giorgetti assicura gli strozzini di Bruxelles: l'Italia farà i compiti a casa per avere in cambio un'altra manciata di soldi del PNRR.
Bello il governo del cambiamento, eh?
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Un ricordo del primo lockdown.
Non credo di aver cambiato il mio atteggiamento nei confronti della pazza cotonata.
Non credo di aver cambiato il mio atteggiamento nei confronti della pazza cotonata.
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Segnalo l'uscita del libro "Come polvere sotto il tappeto", dove vengono raccolte le storie di discriminazione vissute e raccontate in questi ultimi due folli anni. C'è anche un mio contributo :)
Potete trovare il libro facilmente online e anche sul sito: https://comepolveresottoaltappeto.company.site/COME-POLVERE-SOTTO-AL-TAPPETO-p511836444
Potete trovare il libro facilmente online e anche sul sito: https://comepolveresottoaltappeto.company.site/COME-POLVERE-SOTTO-AL-TAPPETO-p511836444
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Giorgetti sul PNRR: "Stiamo lavorando intensamente per conseguire i 55 obiettivi del secondo semestre 2022".
La parabola della Lega, passata in pochi anni dal "Basta Euro Tour" a queste dichiarazioni, insegna a tutti noi che soltanto una forza nata con l'obiettivo di sgretolare il Vincolo Esterno dell'Unione europea può sperare di essere all'altezza di una missione di questa portata storica.
La battaglia per la sovranità è una vocazione esistenziale. Non si improvvisa.
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La parabola della Lega, passata in pochi anni dal "Basta Euro Tour" a queste dichiarazioni, insegna a tutti noi che soltanto una forza nata con l'obiettivo di sgretolare il Vincolo Esterno dell'Unione europea può sperare di essere all'altezza di una missione di questa portata storica.
La battaglia per la sovranità è una vocazione esistenziale. Non si improvvisa.
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Alessandro Rico su La Verità passa ai raggi X la Corte Costituzionale. E quello che esce fuori è l'ennesima metastasi dello stesso grumo ideologico anti-italiano che soffoca la nazione. Sempre quello, non ci si può sbagliare. Ma sbaglia di grosso chi pensa che a destra vi sia qualche forma di alternativa, com'è dimostrato dalle politiche "draghiane" della Meloni.
Il quadro è desolante quanto prevedibile.
Matteo Brandi
Il quadro è desolante quanto prevedibile.
Matteo Brandi
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Meloni: "l'Italia vuole rafforzare la sua presenza nel Mediterraneo ma serve una risposta europea al problema dei flussi migratori."
Rileggetela con calma.
Almeno cinque volte.
Lo sentite questo bruciore?
È l'ennesima presa per il culo.
Perché chiunque conosca la situazione nel Mediterraneo, e soprattutto in Libia, sa benissimo che l'UE se n'è sempre sbattuta dell'Italia e anzi ha agevolato la tratta di esseri umani.
Tu chiamali, se vuoi, patrioti.
Rileggetela con calma.
Almeno cinque volte.
Lo sentite questo bruciore?
È l'ennesima presa per il culo.
Perché chiunque conosca la situazione nel Mediterraneo, e soprattutto in Libia, sa benissimo che l'UE se n'è sempre sbattuta dell'Italia e anzi ha agevolato la tratta di esseri umani.
Tu chiamali, se vuoi, patrioti.
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L'UE applica l'embargo al petrolio russo importato via mare, mentre il G7 (più l'Australia e Bruxelles) impone il tetto al prezzo del greggio di Mosca. Le aziende italiane (ed europee in generale) ne soffriranno, ma a chi ci governa pare non fregare granché. Prima il padrone, poi, semmai, forse, l'interesse nazionale. Biden esulta, Putin protesta e Zelensky, tanto per cambiare, non si ritiene soddisfatto: per l'attore Nato l'opzione ideale resta quella di una bella guerra mondiale.
Lo vedete quel puntino che si allontana verso l'orizzonte? È la pace.
Lo vedete quel puntino che si allontana verso l'orizzonte? È la pace.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Il governo Meloni si palesa ogni giorno di più come una propaggine del precedente esecutivo Draghi. Purtroppo tale consapevolezza, facilmente maturabile nei mesi precedenti, pare non essere ancora del tutto presente nella cosiddetta area del dissenso.
In molti hanno creduto e si ostinano a credere tutt'ora che Giorgia Meloni possa rappresentare una qualche forma di discontinuità con il passato. Questo errore di valutazione parte dal presupposto, ingenuo e insensato, che sia soprattutto il centrosinistra ad aver portato avanti le politiche di stampo neoliberista in Italia. Di conseguenza, chi sposa tale analisi confida che il centrodestra abbia in gestazione qualche idea dissonante che possa, magari accidentalmente, causare una falla nell'attuale sistema.
Noi di Pro Italia abbiamo più volte messo in guardia dal lasciarsi accarezzare da simili speranze. L'unica, sostanziale differenza che oggi intercorre tra la compagine "destra" e quella "sinistra" nell'arco parlamentare sta solo nella forma, non nella sostanza. Nessuna delle due parti osa scalfire le colonne portanti dell'impostazione neoliberista in campo economico e sociale. A partire dal ruolo dello Stato, che viene gestito (e pensato) come una famiglia gravata dai debiti e terrorizzata dal dover far quadrare il bilancio, anche a costo di tagliare servizi, salari e stipendi.
Prendiamo ad esempio la questione del PNRR. Si tratta di una lista di riforme atte a smantellare ciò che resta della capicita d'intervento pubblica e cedere ulteriori porzioni della nostra già scarna sovranità nazionale. In cambio di questo suicidio assistito, il nostro Paese ha la possibilità di accedere a "tranche" di finanziamenti (metà dei quali, ricordiamolo, sono prestiti), a patto di spenderli secondo le direttive della Commissione UE e solo a fronte di precisi obiettivi raggiunti. Insomma, uno strozzinaggio in piena regola.
In questo tetro scenario, Giorgetti, nuovo ministro dell'Economia in quota Lega, si è prontamente allineato al suo predecessore Franco. Questi, durante il Governo Draghi, pur di non indispettire Bruxelles aveva evitato di "metter fieno in cascina", cioè aveva evitato che il Tesoro emettesse un congruo ammontare di titoli di stato con cui avremmo potuto finanziarci a basso costo. Oggi invece, visto che la BCE ha smesso di acquistare nuovi titoli e addirittura annuncia di non voler rinnovare neppure tutti quelli in scadenza, i tassi sono nuovamente aumentati. E anziché contestare questa postura della Banca Centrale, Giorgetti si è affrettato a rassicurare la Commissione europea del fatto che l'Italia è pronta a raggiungere tutti i 55 obiettivi semestrali previsti nel PNRR. La stessa Meloni si è recentemente lamentata non del vincolo di spesa bensì del fatto che manchino ancora una trentina di compiti a casa da svolgere per attingere ai sacri soldi europei.
Persino il ministro dell'Istruzione Valditara ha assicurato che ogni cambiamento in ambito scolastico seguirà i dettami del PNRR. E se ci sarà da tagliare lo si farà, perchè, sorpresa delle sorprese, ce lo chiede l'Europa.
Davvero a qualcuno bastano due frecciatine contro le ONG (che comunque continuano imperterrite il loro traffico di esseri umani) e qualche sventolata di tricolore per parlare di cambiamento?
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
In molti hanno creduto e si ostinano a credere tutt'ora che Giorgia Meloni possa rappresentare una qualche forma di discontinuità con il passato. Questo errore di valutazione parte dal presupposto, ingenuo e insensato, che sia soprattutto il centrosinistra ad aver portato avanti le politiche di stampo neoliberista in Italia. Di conseguenza, chi sposa tale analisi confida che il centrodestra abbia in gestazione qualche idea dissonante che possa, magari accidentalmente, causare una falla nell'attuale sistema.
Noi di Pro Italia abbiamo più volte messo in guardia dal lasciarsi accarezzare da simili speranze. L'unica, sostanziale differenza che oggi intercorre tra la compagine "destra" e quella "sinistra" nell'arco parlamentare sta solo nella forma, non nella sostanza. Nessuna delle due parti osa scalfire le colonne portanti dell'impostazione neoliberista in campo economico e sociale. A partire dal ruolo dello Stato, che viene gestito (e pensato) come una famiglia gravata dai debiti e terrorizzata dal dover far quadrare il bilancio, anche a costo di tagliare servizi, salari e stipendi.
Prendiamo ad esempio la questione del PNRR. Si tratta di una lista di riforme atte a smantellare ciò che resta della capicita d'intervento pubblica e cedere ulteriori porzioni della nostra già scarna sovranità nazionale. In cambio di questo suicidio assistito, il nostro Paese ha la possibilità di accedere a "tranche" di finanziamenti (metà dei quali, ricordiamolo, sono prestiti), a patto di spenderli secondo le direttive della Commissione UE e solo a fronte di precisi obiettivi raggiunti. Insomma, uno strozzinaggio in piena regola.
In questo tetro scenario, Giorgetti, nuovo ministro dell'Economia in quota Lega, si è prontamente allineato al suo predecessore Franco. Questi, durante il Governo Draghi, pur di non indispettire Bruxelles aveva evitato di "metter fieno in cascina", cioè aveva evitato che il Tesoro emettesse un congruo ammontare di titoli di stato con cui avremmo potuto finanziarci a basso costo. Oggi invece, visto che la BCE ha smesso di acquistare nuovi titoli e addirittura annuncia di non voler rinnovare neppure tutti quelli in scadenza, i tassi sono nuovamente aumentati. E anziché contestare questa postura della Banca Centrale, Giorgetti si è affrettato a rassicurare la Commissione europea del fatto che l'Italia è pronta a raggiungere tutti i 55 obiettivi semestrali previsti nel PNRR. La stessa Meloni si è recentemente lamentata non del vincolo di spesa bensì del fatto che manchino ancora una trentina di compiti a casa da svolgere per attingere ai sacri soldi europei.
Persino il ministro dell'Istruzione Valditara ha assicurato che ogni cambiamento in ambito scolastico seguirà i dettami del PNRR. E se ci sarà da tagliare lo si farà, perchè, sorpresa delle sorprese, ce lo chiede l'Europa.
Davvero a qualcuno bastano due frecciatine contro le ONG (che comunque continuano imperterrite il loro traffico di esseri umani) e qualche sventolata di tricolore per parlare di cambiamento?
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Analisi del responso della Corte Costituzionale e della linea draghiana del governo Meloni. Ne ho parlato qui, assieme ad Arnaldo Vitangeli e l'avvocato Pedro Morago.
https://youtu.be/KSiSI4P2tTM
https://youtu.be/KSiSI4P2tTM
YouTube
Il SALOTTO di Jarek, Ep.4: Brandi, Morago e Vitangeli
Quest'oggi siamo lieti di ospitare nel nostro salotto il Prof. Avv. Pedro Morago, l'editore Arnaldo Vitangeli, e il blogger nonché cofondatore di Pro Italia, Matteo Brandi.
Tanti i temi oggetto di discussione: obbligo vaccinale, guerra in Ucraina, il caso…
Tanti i temi oggetto di discussione: obbligo vaccinale, guerra in Ucraina, il caso…
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