Secondo il Washington Post il reporter James LaPorta dell'agenzia americana Associated Press, che aveva scritto che il missile caduto in Polonia fosse russo, è stato licenziato a calci nel sedere. A Repubblica sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte.
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L'IMPORTANZA DELLE NAZIONI - Internazionalismo oltre il globalismo
Quanto è importante riscoprire i concetti di nazione e di nazionalità nell'epoca della globalizzazione forzata? E cosa può insegnarci il passato al riguardo?
Ne parliamo con Marco Adorni, professore di Lettere, PhD in Storia.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
La scelta annunciata dal Governo Meloni di abrogare il reddito di cittadinanza dal 2024 è, per molte ragioni, una mossa miserabile e vigliacca. E lo diciamo noi di Pro Italia. Sì, proprio noi che contestiamo l'idea stessa di reddito di cittadinanza.
Spieghiamoci.
Idealmente il reddito di cittadinanza altro non è che una mancetta che lo Stato garantisce ai suoi cittadini per stimolare i consumi quel tanto che basta per non far finire a gambe all'aria le grandi imprese e, soprattutto, per tener buoni i più poveri, evitando che possano rappresentare un rischio per l'ordine sociale. Quest'è, piaccia o non piaccia. Non è un caso se uno dei primi a formalizzare il concetto di "reddito di cittadinanza" è stato proprio von Hayek, uno dei padri del pensiero neoliberale che non ha mai coltivato un afflato particolarmente solidale nei confronti degli ultimi.
Tuttavia, quello che oggi in Italia chiamiamo reddito di cittadinanza non è, di fatto, un reddito di cittadinanza. È piuttosto facile capirlo: se fosse un vero reddito di cittadinanza dovrebbero percepirlo, di diritto, tutti i cittadini. Cosa che notoriamente non accade. Dunque quello che chiamiamo reddito di cittadinanza è qualcos'altro. Nella fattispecie, si tratta di una misura volta a sostenere economicamente i nuclei familiari in maggiore difficoltà puntando, almeno sulla carta, "al reinserimento lavorativo" e "all'inclusione sociale". Insomma, per farla breve, il reddito di cittadinanza nostrano altro non è che un ammortizzatore sociale, piuttosto simile a quelli presenti in moltissimi altri Paesi occidentali.
Ora, è chiaro come il sole che questa misura ha mostrato più d'un difetto. Tanto per menzionarne un paio: i criteri per percepire il reddito di cittadinanza sono assolutamente grossolani e i percorsi di inserimento nel "mercato del lavoro" sono decisamente insufficienti, per non dire inesistenti. Ma è un fatto che molte persone, oggi, in Italia, riescano a tirare a campare solo grazie a questa entrata.
Tutti questi italiani non hanno bisogno di una mancetta, bensì di uno Stato che offra loro delle prospettive, che persegua la piena occupazione e, quindi, che crei attivamente posti di lavoro in tutti i settori pubblici strategici. Il nostro Paese, più che del reddito di cittadinanza, ha bisogno del Lavoro di Cittadinanza. Ma oggi come oggi, se non si contestano i vincoli della gabbia europea, lo Stato non può assolvere a questo suo dovere.
Con l'annuncio dell'abrogazione del reddito di cittadinanza, il Governo Meloni, si dimostra in piena continuità con i suoi predecessori e abbraccia, per l'ennesima volta, il principio neoliberale della coperta corta. Si taglia da una parte per dire, anzi, per chiedere a Bruxelles di poter spendere dall'altra. E così facendo, si soffia odiosamente sul fuoco del conflitto fra ultimi e penultimi che attanaglia la nostra società.
Per noi di Pro Italia questa è una mossa semplicemente miserabile.
Miserabile e vigliacca.
Clicca per seguire Pro Italia
Spieghiamoci.
Idealmente il reddito di cittadinanza altro non è che una mancetta che lo Stato garantisce ai suoi cittadini per stimolare i consumi quel tanto che basta per non far finire a gambe all'aria le grandi imprese e, soprattutto, per tener buoni i più poveri, evitando che possano rappresentare un rischio per l'ordine sociale. Quest'è, piaccia o non piaccia. Non è un caso se uno dei primi a formalizzare il concetto di "reddito di cittadinanza" è stato proprio von Hayek, uno dei padri del pensiero neoliberale che non ha mai coltivato un afflato particolarmente solidale nei confronti degli ultimi.
Tuttavia, quello che oggi in Italia chiamiamo reddito di cittadinanza non è, di fatto, un reddito di cittadinanza. È piuttosto facile capirlo: se fosse un vero reddito di cittadinanza dovrebbero percepirlo, di diritto, tutti i cittadini. Cosa che notoriamente non accade. Dunque quello che chiamiamo reddito di cittadinanza è qualcos'altro. Nella fattispecie, si tratta di una misura volta a sostenere economicamente i nuclei familiari in maggiore difficoltà puntando, almeno sulla carta, "al reinserimento lavorativo" e "all'inclusione sociale". Insomma, per farla breve, il reddito di cittadinanza nostrano altro non è che un ammortizzatore sociale, piuttosto simile a quelli presenti in moltissimi altri Paesi occidentali.
Ora, è chiaro come il sole che questa misura ha mostrato più d'un difetto. Tanto per menzionarne un paio: i criteri per percepire il reddito di cittadinanza sono assolutamente grossolani e i percorsi di inserimento nel "mercato del lavoro" sono decisamente insufficienti, per non dire inesistenti. Ma è un fatto che molte persone, oggi, in Italia, riescano a tirare a campare solo grazie a questa entrata.
Tutti questi italiani non hanno bisogno di una mancetta, bensì di uno Stato che offra loro delle prospettive, che persegua la piena occupazione e, quindi, che crei attivamente posti di lavoro in tutti i settori pubblici strategici. Il nostro Paese, più che del reddito di cittadinanza, ha bisogno del Lavoro di Cittadinanza. Ma oggi come oggi, se non si contestano i vincoli della gabbia europea, lo Stato non può assolvere a questo suo dovere.
Con l'annuncio dell'abrogazione del reddito di cittadinanza, il Governo Meloni, si dimostra in piena continuità con i suoi predecessori e abbraccia, per l'ennesima volta, il principio neoliberale della coperta corta. Si taglia da una parte per dire, anzi, per chiedere a Bruxelles di poter spendere dall'altra. E così facendo, si soffia odiosamente sul fuoco del conflitto fra ultimi e penultimi che attanaglia la nostra società.
Per noi di Pro Italia questa è una mossa semplicemente miserabile.
Miserabile e vigliacca.
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La mancanza di unità ideologica nell'area del dissenso si capisce anche dal dibattito attorno al lavoro.
In molti sono ancora legati alla logica (fallimentare) del mercato che si regola da solo e delle liberalizzazioni selvagge, con la convinzione che lo Stato stesso sia il problema.
Dunque più passa il tempo più risulta palese il fatto che ad unire temporaneamente quest'area eterogenea siano di volta in volta al massimo 2-3 battaglie. Peraltro nemmeno su quest'ultime c'è unità di vedute su come portarle avanti.
Siamo in un magma indistinto molto distante dal divenire una cosa sola. E allo stato delle cose, francamente, è giusto così.
Matteo Brandi
In molti sono ancora legati alla logica (fallimentare) del mercato che si regola da solo e delle liberalizzazioni selvagge, con la convinzione che lo Stato stesso sia il problema.
Dunque più passa il tempo più risulta palese il fatto che ad unire temporaneamente quest'area eterogenea siano di volta in volta al massimo 2-3 battaglie. Peraltro nemmeno su quest'ultime c'è unità di vedute su come portarle avanti.
Siamo in un magma indistinto molto distante dal divenire una cosa sola. E allo stato delle cose, francamente, è giusto così.
Matteo Brandi
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Guardate in che modo vergognosamente ossequioso Massimo Giannini saluta Roberto Speranza, letteralmente inchinandosi al suo cospetto. E questo è lo stesso pennivendolo che oggi scrive: "Cara presidente Meloni, i giornalisti stanno al mondo per fare domande, i politici hanno il dovere di dare risposte."
Buffoni senza dignità 🤡
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📊 SONDAGGIO
Reddito di cittadinanza:
Reddito di cittadinanza:
Anonymous Poll
32%
Va tolto.
59%
Va rimodulato.
10%
Non va tolto.
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Pensate se uno pseudo-giornalista non globalista avesse detto ad un Presidente del Consiglio donna del PD "è la stampa, bellezza!", come ha fatto Massimo Giannini con la Meloni.
Pensateci.
Chiudete gli occhi.
Le sentite le urla?
Le vedete le lacrime?
Le scorgete le legioni di artisti e influencer sul piede di guerra?
Riuscite a percepire il terremoto mediatico, il caos istituzionale, la condanna mondiale, la cagnara ventiquattro ore su ventiquattro?
Riuscite a visualizzare le bandiere arcobaleno? E le orde di nazifemministe infuriate? E le prime pagine, gli hashtag, le vignette, i murales, i licei occupati?
E invece, a parti inverse, tutto tace.
Perché ai "buoni" tutto è concesso. Sempre.
Matteo Brandi
Pensateci.
Chiudete gli occhi.
Le sentite le urla?
Le vedete le lacrime?
Le scorgete le legioni di artisti e influencer sul piede di guerra?
Riuscite a percepire il terremoto mediatico, il caos istituzionale, la condanna mondiale, la cagnara ventiquattro ore su ventiquattro?
Riuscite a visualizzare le bandiere arcobaleno? E le orde di nazifemministe infuriate? E le prime pagine, gli hashtag, le vignette, i murales, i licei occupati?
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Matteo Brandi
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Oggi dalle 8.20 alle 10.00 sarò in diretta su Radio Becciolini Network. Potete collegarvi qui:
https://t.me/canaleFAHRENHEIT912?livestream=312c40f4089e4cf88e
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BECCIOLINI NETWORK
BECCIOLINI NETWORK & R.I.E.
I CANALI DELLA NEO RESISTENZA
STEFANO BECCIOLINI P.IVA: 16739091003 - T.A . 732000 del 30-05-2022
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Ciao a tutti, purtroppo mi è stata segnalata ancora una volta la presenza di un canale falso che, a mio nome, chiede denaro. Ovviamente NON SONO IO. Le donazioni sono ben accette ma di certo non vengo a chiedervele di persona 😂, mica sono Equitalia) Dunque se vi arriva un messaggio del genere, segnalate il profilo e bloccatelo.
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Quando vi dico che la pensano tutti alla stessa maniera da destra a sinistra intendo proprio questo. Non occorre che frequentino tutti gli stessi tavoli (anche se lo fanno), la realtà è che il pensiero su cui basano le azioni, che si parli di PD o di FdI, rimane sempre lo stesso: il dogma neoliberista.
Ed ecco quindi due giornali "de destra", Libero e il Giornale, che esaltano il PNRR e si congratulano per lo Spread basso. Come farebbe un qualsiasi altro giornale "de sinistra", come Repubblica o la Stampa.
Non si mette mai in discussione l'assunto che i mercati scelgano le regole, le coperture siano poche, i soldi dell'UE rappresentino la manna dal cielo e i vincoli siano intoccabili.
Sul resto, cari tifosi, scannatevi pure.
Matteo Brandi
Ed ecco quindi due giornali "de destra", Libero e il Giornale, che esaltano il PNRR e si congratulano per lo Spread basso. Come farebbe un qualsiasi altro giornale "de sinistra", come Repubblica o la Stampa.
Non si mette mai in discussione l'assunto che i mercati scelgano le regole, le coperture siano poche, i soldi dell'UE rappresentino la manna dal cielo e i vincoli siano intoccabili.
Sul resto, cari tifosi, scannatevi pure.
Matteo Brandi
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Forwarded from Antonio Di Siena (Antonio Di Siena)
Il parlamento Ue dichiara la Russia uno “Stato terrorista”.
Quelli di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Peteano, delle stazioni di Bologna e Gioia Tauro, dell’Italicus, degli omicidi Moro e Mattei, dei golpe militari in Cile, Argentina, Grecia e un’altra dozzina di Paesi, dell’addestramento di Osama Bin Laden eccetera eccetera eccetera restano invece indiscutibilmente iBuoni.
Quelli di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Peteano, delle stazioni di Bologna e Gioia Tauro, dell’Italicus, degli omicidi Moro e Mattei, dei golpe militari in Cile, Argentina, Grecia e un’altra dozzina di Paesi, dell’addestramento di Osama Bin Laden eccetera eccetera eccetera restano invece indiscutibilmente iBuoni.
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Alessandro Giuli sarà dal 12 dicembre il nuovo presidente della fondazione Maxxi. Cos'è il Maxxi? È questo schifo che vedete in foto: un obbrobrio partorito a Roma dall'archistar Zaha Hadid nel 2010, per ospitare altre boiate di arte moderna.
E niente, nella mia Italia ideale questi "cosi" vengono buttati giù e dichiarati illegali. Perché la bruttezza, nel paese della bellezza, è un crimine.
E niente, nella mia Italia ideale questi "cosi" vengono buttati giù e dichiarati illegali. Perché la bruttezza, nel paese della bellezza, è un crimine.
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🔴BOOM: secondo il quotidiano francese Le Parisien, il presidente Emmanuel Macron sarebbe indagato per finanziamento illecito da parte della Procura finanziaria nazionale (PNF). E indovinate su cosa sono incentrate le indagini? Sui legami tra Macron e la famosa società di consulenza McKinsey, la stessa a cui Draghi si è rivolto per lavorare al Recovery Plan.
Vili affaristi del mondo unitevi!
Matteo Brandi
Vili affaristi del mondo unitevi!
Matteo Brandi
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Soumahoro ha solamente capito che il colore della sua pelle e l'immigrazione di massa irregolare, nell'Italia rimbecillita dal politicamente corretto della sinistra globalista, rappresentano due biglietti per il paradiso. E li ha presi. Spoiler: non è l'unico.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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