Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Bonaccini si candida alla guida del PD. Se la batterà con Elly Schlein. E questa a mio avviso è un'ottima notizia: sono entrambi impresentabili e, non appena aprono bocca, fanno perdere un sacco di elettori al partito nemico numero uno dell'interesse nazionale. Incapaci, globalisti, antipatrioti, fissati con la sottocultura woke, allergici alle classi povere. Perfetto.
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Alla base della propaganda globalista politicamente corretta c'è solo tanta brama di denaro. Le uniche due categorie di persone che lo negano sono i lobotomizzati e i farabutti. D'altronde si sa che alla fine dell'arcobaleno si trova sempre una pentola d'oro.

Matteo Brandi
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I liberal d'Occidente spadroneggiano sulla rete esclusivamente grazie alla censura del pensiero altrui. Hanno i grandi social dalla loro e agiscono con arroganza e vigliaccheria. Amano muoversi come squadristi: colpiscono e si dileguano con le spalle ben coperte. Innumerevoli sono i gruppi, i profili e i movimenti azzoppati da orde di segnalatori incentivati da algoritmi e "fact-checkers indipendenti". Il tutto sempre a senso unico: il loro.
Dunque, per quanto mi stia sulle palle Elon Musk, in quanto fanatico transumanista, oggi godo. E qualora tornasse Trump a cinguettare ne sarei ancora più contento, all'idea dell'esplosione di fegati petalosi.
"È un privato, fa ciò che vuole!"
Quante volte me lo sono sentito ripetere dal globaliota di turno contento dell'ennesimo ban ai miei danni o dell'ennesima cancellazione di una pagina non abbastanza allineata.
Il karma, va detto, funziona.
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Di Maio perfetto rappresentante dell'UE.
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Guerra civile nel PD 😂

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È molto semplice: il paradigma neoliberista implica che non si possa e non si debba immettere sufficiente liquidità nell'economia reale per salvaguardare quella finanziaria. Immaginate una persona infreddolita che tenti di proteggersi con una coperta corta: quando la tira per coprire una parte del proprio corpo ne lascia scoperta inevitabilmente un'altra.

Il nuovo governo, come i suoi predecessori, ragiona in quest'ottica. D'altronde la stessa Meloni lo ha specificato: non si mettono in discussione i vincoli di bilancio europei. Lo Stato, per i neoliberisti, funziona come un'azienda e dunque deve puntare almeno al pareggio di bilancio, quando non all'attivo. Il che significa drenare soldi dalle tasche dei cittadini e tagliare su servizi, salari e pensioni.

Vi sventoleranno davanti agli occhi qualche manovra e qualche alleggerimento della tassazione, ma staranno già calando la mannaia altrove. Alla fine dell'anno, guarda caso, la crescita dell'economia nazionale è, nel migliore dei casi, al lumicino. Questa robaccia va avanti da 30 anni, come volete che vada a finire?

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Forwarded from Tutti i fatti
Germania, il ministero degli Esteri non vede contraddizione nel comprare gas russo...dall'Azerbaigian

▪️La Germania non vede contraddizioni nei piani dell'UE di acquistare gas dall'Azerbaigian, nonostante possa essere di origine russa.

▪️A dirlo rappresentanti del Ministero dell'Economia e del Ministero degli Esteri tedesco.

@tutti_i_fatti
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Di fronte alle lamentele dell'Italia, la Commissione UE ha partorito un piano dettagliato per la crisi migratoria suddiviso in 20 punti:

1) Non ce ne frega un cazzo.
2) Chissenefotte.
3) È un problema dell'Italia.
4) Porti aperti come i nostri culi.
5) E allora?
6) I confini sono fascisti.
7) Ne parliamo dopo.
8) Ha sbagliato ufficio.
9) Le faremo sapere.
10) Non ci interessa.
11) Inclusione o morte.
12) Chiedete a Carola.
13) Attendere in linea, prego.
14) Migrare fa bene alla salute.
15) Dovete mandare un fax.
16) Lasciate un messaggio dopo il bip.
17) Siete noiosi.
18) Ancora voi?
19) Stiamo entrando in galleria.
20) Visionare il punto 1.

Ah, come faremmo senza l'Europa.

Matteo Brandi
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Prima della partita contro l'Iran, i giocatori inglesi si sono nuovamente umiliati inginocchiandosi a favore del movimento violento Black Lives Matter. Sì, quel movimento politico che con la lotta al razzismo non c'entra niente e che ci ha regalato scandali su scandali, come l'acquisto di una villa nel sud della California con i soldi delle donazioni (6 milioni di dollari!), per non parlare degli atti di vandalismo ai danni di statue e negozi. Nel frattempo, lo stadio ha pesantemente fischiato l'inno iraniano. Il mondo anglosassone ha partorito negli ultimi decenni solamente letame: non a caso le derive liberal progressiste provengono in gran parte dagli USA e trovano spesso piena attuazione dalle parti di Londra. L'idea che questa cultura pseudo moralista di autodissoluzione sia imposta al resto del globo è rivoltante.
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Il generale Mieczyslaw Bieniek, ex primo vice comandante strategico polacco della Nato, lo ha detto chiaramente in un'intervista a Repubblica: “Le forze speciali ucraine sono state addestrate dal 2016 dalle truppe speciali della Nato. Per creare un movimento dei partigiani: c’era grande consapevolezza che ci sarebbe stata l’invasione da parte della Russia, prima o poi.”

A questo aggiungiamo le parole del generale Pat Ryder. "“Decine di migliaia di soldati ucraini hanno ricevuto addestramento dal 2014."

Un momento... 2014?

Ma come, la guerra non è scoppiata improvvisamente nel 2022 come vanno narrando i grandi media? Non starete mica dicendo che gli eventi abbiano cominciato a prendere forma nel 2014, come invece ripetono quei brutti populisti contrari all'invio di armi a Kiev, vero?

Dev'essere un caso che il Congresso USA abbia stanziato 291 milioni di dollari durante l'amministrazione Obama, fino ad arrivare a 11 miliardi solo nel 2021, per riformare le forze armate ucraine, giusto? Così come è certamente un caso che, sempre dal 2014, sia cresciuta la forza dei gruppi di estrema destra in Ucraina, affiancati all'esercito nazionale nell'addestramento dei civili, non è così?

No perché verrebbe da pensare che, non so, le cose fossero ben chiare da almeno otto anni. E che qualcuno sapesse benissimo come sarebbe andata a finire la disputa ucraino-russa, armando la propria parte ed esacerbando la tensione tra Mosca e Kiev.

Ma no, ci stiamo sbagliando. A piazza Maidan i colpi sono partiti dal nulla, ad Odessa sono stati bruciati dei giornali e nel Donbass sono caduti fuochi d'artificio. La Nato non sapeva nulla e non c'entrava nulla. Ci siamo tutti svegliati nel 2022. L'ha detto la tv e non può che essere così.

Vero?

Matteo Brandi
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Ieri ho guardato un documentario interessante sui viaggi nel tempo.
E mi sono chiesto, al netto dei paradossi temporali: quali personaggi storici vorrei "fermare" per cambiare il corso della Storia?

Ne scelgo tre:

- Le Corbusier, padre dello squallore architettonico e urbanistico moderno.
- L'imperatore Valente, responsabile della disfatta romana ad Adrianopoli con conseguente insediamento dei Goti.
- Von Hayek, economista guru della dannata scuola austriaca ultraliberista.

E il vostro trio?
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Vi sblocco un ricordo.
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Quanto è importante riscoprire i concetti di nazione e di nazionalità nell'epoca della globalizzazione forzata? E cosa può insegnarci il passato al riguardo?
Ne parliamo con Marco Adorni, professore di Lettere, PhD in Storia.

🔴In diretta martedì 22 novembre alle ore 21 sul nostro canale Youtube e sulla nostra pagina Facebook.

Pro Italia
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Lacrime di globalista.
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Secondo il Washington Post il reporter James LaPorta dell'agenzia americana Associated Press, che aveva scritto che il missile caduto in Polonia fosse russo, è stato licenziato a calci nel sedere. A Repubblica sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte.
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Novak Djokovic: la differenza tra serbo e servo.
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La scelta annunciata dal Governo Meloni di abrogare il reddito di cittadinanza dal 2024 è, per molte ragioni, una mossa miserabile e vigliacca. E lo diciamo noi di Pro Italia. Sì, proprio noi che contestiamo l'idea stessa di reddito di cittadinanza.

Spieghiamoci.

Idealmente il reddito di cittadinanza altro non è che una mancetta che lo Stato garantisce ai suoi cittadini per stimolare i consumi quel tanto che basta per non far finire a gambe all'aria le grandi imprese e, soprattutto, per tener buoni i più poveri, evitando che possano rappresentare un rischio per l'ordine sociale. Quest'è, piaccia o non piaccia. Non è un caso se uno dei primi a formalizzare il concetto di "reddito di cittadinanza" è stato proprio von Hayek, uno dei padri del pensiero neoliberale che non ha mai coltivato un afflato particolarmente solidale nei confronti degli ultimi.

Tuttavia, quello che oggi in Italia chiamiamo reddito di cittadinanza non è, di fatto, un reddito di cittadinanza. È piuttosto facile capirlo: se fosse un vero reddito di cittadinanza dovrebbero percepirlo, di diritto, tutti i cittadini. Cosa che notoriamente non accade. Dunque quello che chiamiamo reddito di cittadinanza è qualcos'altro. Nella fattispecie, si tratta di una misura volta a sostenere economicamente i nuclei familiari in maggiore difficoltà puntando, almeno sulla carta, "al reinserimento lavorativo" e "all'inclusione sociale". Insomma, per farla breve, il reddito di cittadinanza nostrano altro non è che un ammortizzatore sociale, piuttosto simile a quelli presenti in moltissimi altri Paesi occidentali.

Ora, è chiaro come il sole che questa misura ha mostrato più d'un difetto. Tanto per menzionarne un paio: i criteri per percepire il reddito di cittadinanza sono assolutamente grossolani e i percorsi di inserimento nel "mercato del lavoro" sono decisamente insufficienti, per non dire inesistenti. Ma è un fatto che molte persone, oggi, in Italia, riescano a tirare a campare solo grazie a questa entrata.

Tutti questi italiani non hanno bisogno di una mancetta, bensì di uno Stato che offra loro delle prospettive, che persegua la piena occupazione e, quindi, che crei attivamente posti di lavoro in tutti i settori pubblici strategici. Il nostro Paese, più che del reddito di cittadinanza, ha bisogno del Lavoro di Cittadinanza. Ma oggi come oggi, se non si contestano i vincoli della gabbia europea, lo Stato non può assolvere a questo suo dovere.

Con l'annuncio dell'abrogazione del reddito di cittadinanza, il Governo Meloni, si dimostra in piena continuità con i suoi predecessori e abbraccia, per l'ennesima volta, il principio neoliberale della coperta corta. Si taglia da una parte per dire, anzi, per chiedere a Bruxelles di poter spendere dall'altra. E così facendo, si soffia odiosamente sul fuoco del conflitto fra ultimi e penultimi che attanaglia la nostra società. 

Per noi di Pro Italia questa è una mossa semplicemente miserabile.

Miserabile e vigliacca.

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La mancanza di unità ideologica nell'area del dissenso si capisce anche dal dibattito attorno al lavoro.
In molti sono ancora legati alla logica (fallimentare) del mercato che si regola da solo e delle liberalizzazioni selvagge, con la convinzione che lo Stato stesso sia il problema.
Dunque più passa il tempo più risulta palese il fatto che ad unire temporaneamente quest'area eterogenea siano di volta in volta al massimo 2-3 battaglie. Peraltro nemmeno su quest'ultime c'è unità di vedute su come portarle avanti.
Siamo in un magma indistinto molto distante dal divenire una cosa sola. E allo stato delle cose, francamente, è giusto così.

Matteo Brandi
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Guardate in che modo vergognosamente ossequioso Massimo Giannini saluta Roberto Speranza, letteralmente inchinandosi al suo cospetto. E questo è lo stesso pennivendolo che oggi scrive: "Cara presidente Meloni, i giornalisti stanno al mondo per fare domande, i politici hanno il dovere di dare risposte."
Buffoni senza dignità 🤡
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📊 SONDAGGIO
Reddito di cittadinanza:
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32%
Va tolto.
59%
Va rimodulato.
10%
Non va tolto.
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