Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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"Rosicamento piddino in salsa arcobaleno."
Olio su tela, 2022.
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Sono in viaggio verso la Campania. Per chi fosse interessato, ci vediamo oggi pomeriggio, a Salerno, in via Ligea, 112 a partire dalle 17:30.
Sarà un'occasione per passare una mezza serata insieme con tutti gli interessati al progetto Pro Italia della regione Campania. E per fare un po' di indegna gazzarra 😂
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Von der Leyen: "pronta e lieta di collaborare con la Meloni."
Tajani: "chiamerò il ministro di Kiev come primo atto della Farnesina."
Pichetto: "sull'energia seguiremo il solco tracciato da Draghi."

Basta, basta, troppe novità, troppi cambiamenti!

Matteo Brandi
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È finito il governo europeista, neoliberista e atlantista di Mario Draghi. È nato il governo europeista, neoliberista e atlantista di Giorgia Meloni.
Hurrà.

Matteo Brandi
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Cosa mi aspetto dal governo Meloni? Palliativi e contentini, tutto nel solco, già tracciato, di una politica atlantista a livello internazionale e neoliberista in materia di economia.

Vi sarà una stretta all'immigrazione di massa irregolare, una postura meno accondiscendente (almeno a parole) in Europa, un freno nelle istituzioni alle isterie arcobaleno e un timido sostegno alle PMI e alle produzioni locali.

A molti, disgustati (a ragione) dalle politiche totalmente anti-nazionali del PD, andrà benissimo così e, se la Meloni saprà tenersi amici determinati ambienti, la cosa potrà proseguire per un po'. E andrà avanti mentre la piovra piddina scaglierà sull'esecutivo tutto il proprio sottobosco e tutte le proprie metastasi, dal mondo dello spettacolo alle università, fino alle aule di tribunale.

Alla fine, inevitabilmente, uscirà fuori la grande contraddizione: non si può risollevare il paese restando in questo paradigma geopolitico, economico e sociale. Vivere con la spada di Damocle della BCE sulla testa, con il peso di una moneta che non è tua e con il cappio dei trattati europei è impossibile se si vuole risorgere, specie se si alimenta una guerra ai propri interessi.

Allora si aprirebbero diversi scenari: una nuova maggioranza, l'arrivo dell'ennesimo governo tecnico a seguito di un altro assalto finanziario, oppure (ma ci credo poco) strappi clamorosi dovuti alla necessità di sopravvivere. Tuttavia le elezioni di midterm negli USA, che vedranno probabilmente perdente Biden, daranno benzina al centrodestra e i mal di pancia tedeschi verso Washington potrebbero rendere la Meloni ancora più "simpatica" alla Casa Bianca. Ipotesi, possibilità.

Nessuno ha il dono della preveggenza. Ma chi ha ben chiaro quale sia l'unica strada da percorrere per salvare il paese, ovvero la lotta al vincolo esterno, non deve smettere di far sentire la propria voce. Chi vuole evadere dalla gabbia e non chiede solo un rancio migliore non può ammainare gli stendardi. E deve prepararsi a periodi difficili in cui la coerenza varrà quanto l'oro.

Matteo Brandi
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Il nuovo Governo Meloni si è appena insediato ed è nostro compito ragionare su ciò che ci aspetta nei prossimi mesi.

Chiariamo: le isterie suscitate nel centrosinistra dalla salita del leader di FdI a Palazzo Chigi sono ridicole e rappresentano il coma intellettuale in cui è caduta un'intera parte di paese. I pericoli paventati possono andar bene per un reel di Instagram, non certo per la realtà dei fatti. No, non ci sarà alcuna persecuzione contro omosessuali e minoranze varie. E no, non tornerà alcun Medioevo, nell'accezione negativa (e ignorante) che ne danno i globalisti.

Esistono invece motivi seri per cui tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nazione dovrebbero storcere il naso davanti al nuovo esecutivo.

Quella che Draghi ha consegnato alla Meloni non è solo la campanella della Presidenza del Consiglio, bensì una vera e propria agenda di impegni che vanno dalle questioni economiche a quelle internazionali. Si tratta delle politiche neoliberiste e atlantiste tanto care al pupillo della Goldman Sachs. I vincoli di bilancio inscritti nel trattato di Maastricht restano intoccabili, la sacralità dei mercati e il taglio alla spesa pubblica rimangono fari indiscussi, la retorica del "abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità" risulta immacolata assieme alla promessa di un'ulteriore "integrazione europea". Inoltre, il nuovo governo si impegna a sostenere l'invio di armamenti a Kiev, a garantire piena adesione alla Nato, ad accettare che il gas russo faccia parte del passato e a guardare in cagnesco la nascita di qualsiasi alternativa multipolare alla supremazia americana.

C'è chi pensa che questo gettarsi in braccio allo Zio Sam con rinnovato fanatismo sia un modo, per Giorgia Meloni, di raccattare qualche briciola oltreoceano. A fronte di una Germania poco incline a sacrificare la propria industria sull'altare della guerra alla Russia, un'Italia iperatlantica potrebbe lacerare la già fragile impalcatura europea. Ma questo significherebbe questionare l'ordoliberismo tedesco che sta alla base della dottrina economica di Bruxelles. Cosa che il centrodestra non appare intenzionato a fare. Mentre la Turchia sta dimostrando come si possa agire con più spregiudicatezza e astuzia ai tavoli internazionali senza prostrarsi davanti ai cancelli della Casa Bianca, un tale coraggio lungimirante, magari incentrato sul teatro mediterraneo, non sembra presente nei piani meloniani.

Certo, è facile prevedere un maggior focus, almeno a parole, sugli interessi nazionali. Pensiamo ad esempio alla "sovranità alimentare", essenziale per proteggere le produzioni locali dalla concorrenza al ribasso. Noi di Pro Italia abbiamo messo questo punto nel nostro manifesto proprio perché ne riconosciamo il valore strategico. Oppure al tema dell'immigrazione di massa, ovvero al disumano commercio capitalistico di manodopera a basso costo ai danni dei paesi del terzo mondo, al netto dei profughi di guerra, con ricadute sulla sicurezza delle periferie. Gli sbarchi sulle coste italiane vedranno presumibilmente un calo.

Ma si tratterà di palliativi, poiché non vi è alla base la reale messa in discussione dell'attuale paradigma neoliberista, e dunque il tutto rischia di risolversi in semplice sciovinismo. Come si possono difendere le proprie PMI quando l'impalcatura europea si fonda sul trionfo delle multinazionali sulle piccole aziende? Come si può sostenere l'economia reale rimanendo nelle maglie dei limiti di spesa e con la spada di Damocle di una BCE che può, come sta già facendo, smettere di acquistare BTP decretando l'innalzamento dello Spread? Come si può continuare a vedere in Bruxelles il proprio futuro quando la Commissione Europea lascia libero sfogo alla speculazione finanziaria e gli interessi dei singoli paesi non coincidono tra loro?

Non siamo tanto ingenui da pensare che la sovranità possa essere riscattata in poco tempo, certo, ma se non vi è almeno la volontà di intraprendere questa strada allora si eviti di parlare di cambiamento. E di patriottismo.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Macron sta all'amicizia con l'Italia come una volpe sta ad un pollaio. La Francia negli ultimi anni ha agito tutt'altro che come paese amico, anzi, ha fatto man bassa del nostro settore agroalimentare, mettendoci i bastoni tra le ruote in sede europea (ricordate il Nutriscore? Ricordate la questione dei migranti scaricati a Ventimiglia con tanto di predica moralista?) e calpestando apertamente i nostri interessi nel Mediterraneo sin dall'ignobile guerra in Libia del 2011. Tutto questo, ovviamente, con la complicità di una classe politica italiana traditrice e collaborazionista, colma inoltre di legion d'onore. Amicizia un par di palle.

Matteo Brandi
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Draghi lascia un paese a pezzi.

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“Siamo in grado di provvedere al nostro fabbisogno alimentare. Secondo alcune organizzazioni internazionali invece dovremmo vivere per sempre grazie ai loro aiuti alimentari, ma questi aiuti ci bloccano e indeboliscono le nostre volontà, e senza che nemmeno ce ne accorgiamo, piano piano, ci abituiamo così ad essere degli assistiti, dei poveracci. Questa abitudine va messa da parte, dobbiamo darci da fare, dobbiamo produrre, produrre di più, e il perchè mi sembra evidente: chi ti impone gli aiuti ti impone i suoi interessi [..] Dobbiamo far capire a tutti che i mercati africani sono i mercati degli africani. Dobbiamo produrre qui, trasformare le nostre materie prime qui e consumarle qui. Dobbiamo produrre ciò di cui abbiamo bisogno e consumare ciò che produciamo, non solo ciò che importiamo. Io e la mia squadra oggi vestiamo tessuti tutti prodotti da noi, col nostro cotone, dai nostri uomini e donne. Intendiamoci, non miro a presentare sfilate di moda, sto semplicemente dicendo che dobbiamo accettare di vivere all’africana, perchè è il solo modo che abbiamo per vivere liberi e con dignità”.

Thomas Sankara

Ditelo a quei coglioni che scherzano sulla sovranità alimentare.
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Rishi Sunak è il nuovo leader del partito conservatore e sarà dunque il nuovo premier britannico, dopo che Liz Truss consegnerà ufficialmente le proprie dimissioni davanti al re Carlo III.
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Prepararsi, studiare, strutturare il proprio pensiero. E non dimenticare le battaglie cruciali, come quella contro la moneta unica.
Suggerisco l'ascolto di questo podcast di Filippo Burla sull'importanza della spesa pubblica, tanto bistrattata dagli euroinomani, per la rinascita della nazione.
https://www.youtube.com/watch?v=AtaSG4mF_iY
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⚠️Mi preme segnalarvi ancora una volta che se vi arrivano messaggi a mio nome in cui vi vengono chiesti dei soldi si tratta di una truffa.
Purtroppo sta accadendo a molti canali Telegram. Segnalate il profilo falso e non date alcuna informazione, mi raccomando.
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Questo è il tipo di gioventù che piace a Open, il giornalaccio sorosiano di Mentana e Puente: un branco di deboli zombie convinti che per essere anticonformisti si debba agire da conformisti. Tenere sempre il cellulare in mano è quanto di più banale e allineato esista, mentre chiedere che venga lasciato fuori dalla classe riporta finalmente uno straccio di serietà a scuola. E invece no, questa studentessa pensa che tenere lo smartphone rappresenti un atto di ribellione contro il sistema. Assurdo, orwelliano. Un po' come quelli della sua età che ascoltano i Maneskin ritenendoli fuori dagli schemi, quando invece si tratta di un gruppo politicamente corretto che fa propaganda 24 ore su 24. Anche la scelta della foto per l'articolo di Open è emblematica: una ragazza incollata allo schermo dello smartphone e con la mascherina all'aperto.
C'è una generazione da svegliare.

Matteo Brandi
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In gabbia o fuori.

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Il Governo Meloni è ufficialmente nato. Cosa ci aspetta nei prossimi mesi? Quali politiche porterà avanti il nuovo esecutivo in campo economico e internazionale? Possiamo aspettarci dei cambiamenti o tutto rientrerà nel solco draghiano?
Ne parliamo stasera in diretta alle 21 sul nostro canale YouTube e sulla nostra pagina Facebook.

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Von der Leyen: "L'Ue verserà 1,5 miliardi al mese a Kiev."
Per voi miserabili sudditi c'è invece il pacchetto fregatura del PNRR.
Questione di priorità.
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Ho preso appunti durante tutto il discorso di Giorgia Meloni. Domani pubblicherò un video di analisi approfondita. C'è molto di cui discutere, perché le contraddizioni sono evidenti, anche se non a tutti.
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Un pazzo ipocondriaco.
La politica sanitaria italiana è stata messa in mano a un pazzo ipocondriaco.
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In queste settimane si parla tanto della questione energetica: dove investire, dove andare a prendere il gas, puntare oppure no sul nucleare, scegliere quali energie rinnovabili ecc...
Con orgoglio vi mostro la locandina dell'evento "Quale energia?" che abbiamo organizzato noi di Pro Italia. Sarà un vero e proprio dibattito pubblico sul tema, in cui sentirete diversi punti di vista e potrete farvi una vostra opinione al riguardo. Potrete assistere nel pomeriggio ad uno "scontro" tra il Sì e il No al nucleare, con domande dal pubblico.
Per chi fosse interessato, l'evento si terrà a Montegabbione (TR) in Umbria alle 10.30, presso il salone 3b (basta imboccare la SP60 da Montegabbione e dopo poche centinaia di metri lo vedrete apparire alla vostra destra)
L'ingresso è gratuito e ci sarà, per chi vorrà, anche la pausa pranzo.
Vi aspettiamo :)

Matteo Brandi
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