"Meloni ostaggio dei filorussi" titola la carta igienica de La Repubblica.
Filorussi. Che significa questa parola? Nulla. È un'etichetta, come "NoVax" o "ultradestra" o "putiniano".
Etichette con cui incasellare qualunque idea difforme dal pensiero dominante, quello che sta trasformando l'Europa in un manicomio a cielo aperto.
Etichette che nascono con l'intento di fare da teste di cavallo: un monito a chi sgarra, a chi esce fuori dai binari, a chi dissente.
Etichette che fanno da bersaglio per il più corrotto sistema mediatico al mondo, pronto a crivellare di menzogne le voci che non seguono zelanti il coro.
E così anche un governo, quello Meloni, che si preannuncia iper atlantista, viene messo in guardia: non si toccano neanche le apparenze. O con noi o contro di noi. O meglio, o con i nostri padroni o contro di essi.
Se non è mafia questa...
Matteo Brandi
Filorussi. Che significa questa parola? Nulla. È un'etichetta, come "NoVax" o "ultradestra" o "putiniano".
Etichette con cui incasellare qualunque idea difforme dal pensiero dominante, quello che sta trasformando l'Europa in un manicomio a cielo aperto.
Etichette che nascono con l'intento di fare da teste di cavallo: un monito a chi sgarra, a chi esce fuori dai binari, a chi dissente.
Etichette che fanno da bersaglio per il più corrotto sistema mediatico al mondo, pronto a crivellare di menzogne le voci che non seguono zelanti il coro.
E così anche un governo, quello Meloni, che si preannuncia iper atlantista, viene messo in guardia: non si toccano neanche le apparenze. O con noi o contro di noi. O meglio, o con i nostri padroni o contro di essi.
Se non è mafia questa...
Matteo Brandi
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Forwarded from Tutti i fatti
Media is too big
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🔘A Mazara del Vallo i cittadini “disperati” scendono nelle strade per protestare contro le bollette altissime
▪️I residenti della città siciliana sono scesi in piazza per protestare contro l'aumento delle bollette energetiche, che stando a loro minacciando il livello di sussistenza e la qualità della vita.
▪️“Siamo disperati, più che rabbia c'è paura, paura che possa scoppiare una rivolta sociale non solo qui ma in tutta Italia per quello che sta succedendo con le bollette. La gente non ce la fa più”, commenta l'organizzatore della manifestazione Gaspare Accardo.
@tutti_i_fatti
▪️I residenti della città siciliana sono scesi in piazza per protestare contro l'aumento delle bollette energetiche, che stando a loro minacciando il livello di sussistenza e la qualità della vita.
▪️“Siamo disperati, più che rabbia c'è paura, paura che possa scoppiare una rivolta sociale non solo qui ma in tutta Italia per quello che sta succedendo con le bollette. La gente non ce la fa più”, commenta l'organizzatore della manifestazione Gaspare Accardo.
@tutti_i_fatti
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🔴Giovedì 20 ottobre dalle 8.30 alle 10 sarò in diretta sulla chat vocale del Canale Telegram Becciolini Network.
Parleremo delle ultime notizie e gli spettatori potranno fare domande e interagire.
Vi aspetto!
Per partecipare, andate su questo link e cliccate Join in alto a destra.
https://t.me/canaleFAHRENHEIT912
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"Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara: intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L'Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell'Europa e dell'Alleanza atlantica."
Giorgia Meloni
Altro che "Fratelli d'Italia", questo è "l'Inno alla gioia"...
Matteo Brandi
Giorgia Meloni
Altro che "Fratelli d'Italia", questo è "l'Inno alla gioia"...
Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Questa è la prossima copertina dell'Economist, noto settimanale inglese "d'approfondimento" in materia economica.
Trent'anni di subalternità, culturale oltreché politica, hanno completamente ridicolizzato l'immagine dell'Italia nel mondo: ci hanno ridotto a termine di paragone macchiettistico per gli Stati che si trovano in difficoltà.
Far ritrovare l'orgoglio nazionale a tutti i nostri concittadini è un passaggio ineludibile per chiunque voglia risollevare le sorti del nostro Paese. Quando la maggioranza degli italiani avrà ripreso coscienza di cosa siamo in grado di fare come nazione, la strada per la nostra rinascita sarà spianata.
Ah, e comunque, alla redazione dell'Economist va un italianissimo VAFFANCULO.
Seguite 👉🏻 Pro Italia
Trent'anni di subalternità, culturale oltreché politica, hanno completamente ridicolizzato l'immagine dell'Italia nel mondo: ci hanno ridotto a termine di paragone macchiettistico per gli Stati che si trovano in difficoltà.
Far ritrovare l'orgoglio nazionale a tutti i nostri concittadini è un passaggio ineludibile per chiunque voglia risollevare le sorti del nostro Paese. Quando la maggioranza degli italiani avrà ripreso coscienza di cosa siamo in grado di fare come nazione, la strada per la nostra rinascita sarà spianata.
Ah, e comunque, alla redazione dell'Economist va un italianissimo VAFFANCULO.
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Liz Truss si è dimessa da leader del partito conservatore. Il suo è stato un mandato minuscolo: 45 giorni. I labour chiedono elezioni anticipate, ma probabilmente verrà scelto un successore della Truss. Si parla di Rishi Sunak o addirittura di un ritorno di Boris Johnson.
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Forwarded from BECCIOLINI NETWORK Informazione libera (Stefano Becciolini)
GIOVEDÌ 2⃣0⃣ OTTOBRE 2⃣0⃣2⃣2⃣ ORE 1⃣8⃣:3⃣0⃣
🟠🏛LEZIONI DI STORIA - GUERRA DI CRIMEA, UNA FERITA ANCORA APERTA🏛🟠
🗣️ Vai sul Canale Telegram ed UNISCITI
⭐BECCIOLINI NETWORK:
https://t.me/canaleFAHRENHEIT912
Potrai partecipare in diretta alla trasmissione Radiofonica e interagire con domande a PAOLO BORGOGNONE
👉 Entra nella Chat alle ore 1⃣8⃣:2⃣0⃣ clicca sull' icona in alto a destra
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Diciamo la verità: le registrazioni di Berlusconi trapelate dicono soltanto una cosa: quello che (quasi) tutti gli italiani pensano.
https://proitalia.org/articoli/linsostenibile-italianita-di-silvio
https://proitalia.org/articoli/linsostenibile-italianita-di-silvio
Partito Pro Italia
L'insostenibile italianità di Silvio
Le registrazioni di Berlusconi trapelate dicono soltanto una cosa: quello che tutti (o quasi tutti) gli italiani pensano.
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No, non è un falso.
Sì, questa è la responsabile per gli esteri del PD.
No, non sta scherzando.
Sì, serve un asteroide. Il più velocemente possibile.
Matteo Brandi
Sì, questa è la responsabile per gli esteri del PD.
No, non sta scherzando.
Sì, serve un asteroide. Il più velocemente possibile.
Matteo Brandi
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La Meloni salirà al Colle per giurare eterna fedeltà allo straccio blu. Il fatto che ogni governo debba passare sotto le Forche Caudine del vincolo esterno, e che l'unico bivio concesso sia farlo sorridendo a ritmo di samba (centrosinistra) o farlo fingendo di mugugnare (centrodestra) la dice lunga sullo stato della nostra democrazia: la morte cerebrale.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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ANTISISTEMA: UNA SANA AUTOCRITICA
Le elezioni sono passate e l'area del dissenso deve tirare le somme: cosa è andato male? Cosa può essere migliorato? E da dove possiamo ripartire? Una personale disamina che invita il mondo del dissenso a fare autocritica per crescere davvero.
https://www.youtube.com/watch?v=0Pi14L3SqpI
Le elezioni sono passate e l'area del dissenso deve tirare le somme: cosa è andato male? Cosa può essere migliorato? E da dove possiamo ripartire? Una personale disamina che invita il mondo del dissenso a fare autocritica per crescere davvero.
https://www.youtube.com/watch?v=0Pi14L3SqpI
YouTube
AREA DEL "DISSENSO": UNA SANA AUTOCRITICA
Le elezioni sono passate e l'area del dissenso deve tirare le somme: cosa è andato male? Cosa può essere migliorato? E da dove possiamo ripartire? Una personale disamina che invita il mondo del dissenso a fare autocritica per crescere davvero.
Per sostenermi:…
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
CHE ARIA TIRA IN GERMANIA?
Settimane fa la Bundestag ha bocciato la proposta di legge presentata dall'unione-cristiano sociale in Baviera, la quale consisteva in «un’immediata e significativa intensificazione delle forniture militari in termini di quantità e qualità delle armi». Insomma, la proposta fatta dal blocco del centrodestra in seguito alla mobilitazione parziale voluta da Putin consisteva in un cospicuo aumento della fornitura di armi tedesche all'Ucraina, compreso l'invio di carri armati. 179 parlamentari hanno votato sì, 479 hanno votato contro, uno soltanto si è astenuto.
La scelta compiuta dal parlamento Tedesco non è per niente un totale cambio di rotta della politica estera della Germania. Difatti, come sappiamo, pochi giorni fa è stata approvata la EUNAM, progetto voluto da tutti ministri degli esteri europei che consentirà all'esercito ucraino di addestrarsi su suolo europeo, principalmente in Germania e Polonia. Nondimeno, questo rifiuto del Bundestag ci fa riflettere: Berlino inizia a essere consapevole del fatto che la rottura diplomatica con la Russia da una parte e l'adesione incondizionata alla strategia atlantista dall'altra può comportare non solo la distruzione del motore della "locomotiva d'Europa", ma anche un ampliamento del conflitto che potrebbe portare i paesi NATO a scontrarsi direttamente con Mosca.
Questa consapevolezza emerge plasticamente dalle dichiarazioni di Angela Merkel, che afferma: “Dobbiamo prendere sul serio le parole di Putin, non liquidarle fin dall’inizio come un mero bluff, ma prenderle sul serio. Non è affatto un segno di debolezza o di acquiescenza, ma un segno di saggezza politica – una saggezza che aiuta a preservare il margine di manovra o, cosa altrettanto importante, a svilupparne uno nuovo." Non solo l'ex cancelliera tedesca suggerisce che bisogna a tutti costi costruire una via diplomatica per mettere fine al conflitto, ma afferma: «Dobbiamo lavorare a un'architettura di sicurezza paneuropea con la partecipazione della Russia nel quadro dei principi del diritto internazionale. Fino a quando non riusciremo a raggiungere questo obiettivo, come è emerso dall'amara constatazione del 24 febbraio, la guerra fredda non avrà fine».
Un probabile asse Berlino-Mosca non solo potrebbe mettere fine alla guerra per procura in Ucraina con la ricerca di un accordo, qualunque esso sia, ma ucciderebbe il sogno che gli USA hanno maturato in questi ultimi decenni (soprattutto negli ambienti del partito democratico) e cioè ridurre la Russia ad una potenza regionale, ininfluente sul piano geopolitico mondiale. Insomma, uno scenario del genere rappresenterebbe una minaccia per l'egemonia del dollaro e sicuramente darebbe il via ad azioni ostili: abbiamo visto tutti cosa è successo con i gasdotti Nord Stream. Come sottolineato fin dall'inizio, le parole della Merkel e la scelta del parlamento tedesco non rappresentano autentiche svolte, dato che la realtà dei fatti ci dice che, nonostante queste uscite, l'appoggio a Kiev continuerà. Si tratta però di piccoli spiragli di luce in un tunnel buio che non ha fine… Per ora.
E noi italiani? Beh, qua la situazione è abbastanza deprimente. Non soltanto con la Meloni al governo non si devierà dalla rotta "con Kiev e con la NATO", ma il tema di un'Italia sovrana fuori dall'alleanza atlantica è pressoché assente dal dibattito pubblico nostrano, dominato invece da un gran numero di giornalisti e politicanti che continuano ad ignorare il banale fatto che l’escalation verso la guerra aperta (voluta dagli Stati Uniti per una lunga serie di ragioni) cozza con gli interessi non solo italiani ma anche di tutti i popoli europei.
Joshua Mattei
Pro Italia
Settimane fa la Bundestag ha bocciato la proposta di legge presentata dall'unione-cristiano sociale in Baviera, la quale consisteva in «un’immediata e significativa intensificazione delle forniture militari in termini di quantità e qualità delle armi». Insomma, la proposta fatta dal blocco del centrodestra in seguito alla mobilitazione parziale voluta da Putin consisteva in un cospicuo aumento della fornitura di armi tedesche all'Ucraina, compreso l'invio di carri armati. 179 parlamentari hanno votato sì, 479 hanno votato contro, uno soltanto si è astenuto.
La scelta compiuta dal parlamento Tedesco non è per niente un totale cambio di rotta della politica estera della Germania. Difatti, come sappiamo, pochi giorni fa è stata approvata la EUNAM, progetto voluto da tutti ministri degli esteri europei che consentirà all'esercito ucraino di addestrarsi su suolo europeo, principalmente in Germania e Polonia. Nondimeno, questo rifiuto del Bundestag ci fa riflettere: Berlino inizia a essere consapevole del fatto che la rottura diplomatica con la Russia da una parte e l'adesione incondizionata alla strategia atlantista dall'altra può comportare non solo la distruzione del motore della "locomotiva d'Europa", ma anche un ampliamento del conflitto che potrebbe portare i paesi NATO a scontrarsi direttamente con Mosca.
Questa consapevolezza emerge plasticamente dalle dichiarazioni di Angela Merkel, che afferma: “Dobbiamo prendere sul serio le parole di Putin, non liquidarle fin dall’inizio come un mero bluff, ma prenderle sul serio. Non è affatto un segno di debolezza o di acquiescenza, ma un segno di saggezza politica – una saggezza che aiuta a preservare il margine di manovra o, cosa altrettanto importante, a svilupparne uno nuovo." Non solo l'ex cancelliera tedesca suggerisce che bisogna a tutti costi costruire una via diplomatica per mettere fine al conflitto, ma afferma: «Dobbiamo lavorare a un'architettura di sicurezza paneuropea con la partecipazione della Russia nel quadro dei principi del diritto internazionale. Fino a quando non riusciremo a raggiungere questo obiettivo, come è emerso dall'amara constatazione del 24 febbraio, la guerra fredda non avrà fine».
Un probabile asse Berlino-Mosca non solo potrebbe mettere fine alla guerra per procura in Ucraina con la ricerca di un accordo, qualunque esso sia, ma ucciderebbe il sogno che gli USA hanno maturato in questi ultimi decenni (soprattutto negli ambienti del partito democratico) e cioè ridurre la Russia ad una potenza regionale, ininfluente sul piano geopolitico mondiale. Insomma, uno scenario del genere rappresenterebbe una minaccia per l'egemonia del dollaro e sicuramente darebbe il via ad azioni ostili: abbiamo visto tutti cosa è successo con i gasdotti Nord Stream. Come sottolineato fin dall'inizio, le parole della Merkel e la scelta del parlamento tedesco non rappresentano autentiche svolte, dato che la realtà dei fatti ci dice che, nonostante queste uscite, l'appoggio a Kiev continuerà. Si tratta però di piccoli spiragli di luce in un tunnel buio che non ha fine… Per ora.
E noi italiani? Beh, qua la situazione è abbastanza deprimente. Non soltanto con la Meloni al governo non si devierà dalla rotta "con Kiev e con la NATO", ma il tema di un'Italia sovrana fuori dall'alleanza atlantica è pressoché assente dal dibattito pubblico nostrano, dominato invece da un gran numero di giornalisti e politicanti che continuano ad ignorare il banale fatto che l’escalation verso la guerra aperta (voluta dagli Stati Uniti per una lunga serie di ragioni) cozza con gli interessi non solo italiani ma anche di tutti i popoli europei.
Joshua Mattei
Pro Italia
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Il ministero delle politiche agricole è diventato dell’ "Agricoltura e della sovranità alimentare".
Per carità, suona molto bene. Perché la sovranità si esercita anche a tavola. I globalioti, che per antonomasia non ci capiscono una mazza, scambiano questo concetto per "autarchia", ma si tratta solo di una politica che mette al sicuro la nazione dal punto di vista alimentare, tutelando le produzioni locali. E l'Italia potenzialmente può farlo.
C'è solo un problema: se non si mettono in discussione i trattati europei, i vincoli di bilancio e l'appartenenza ad una moneta che non è sotto il controllo dello Stato italiano, parlare di sovranità alimentare è leggermente utopico. E propagandistico.
Matteo Brandi
Per carità, suona molto bene. Perché la sovranità si esercita anche a tavola. I globalioti, che per antonomasia non ci capiscono una mazza, scambiano questo concetto per "autarchia", ma si tratta solo di una politica che mette al sicuro la nazione dal punto di vista alimentare, tutelando le produzioni locali. E l'Italia potenzialmente può farlo.
C'è solo un problema: se non si mettono in discussione i trattati europei, i vincoli di bilancio e l'appartenenza ad una moneta che non è sotto il controllo dello Stato italiano, parlare di sovranità alimentare è leggermente utopico. E propagandistico.
Matteo Brandi
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Sono in viaggio verso la Campania. Per chi fosse interessato, ci vediamo oggi pomeriggio, a Salerno, in via Ligea, 112 a partire dalle 17:30.
Sarà un'occasione per passare una mezza serata insieme con tutti gli interessati al progetto Pro Italia della regione Campania. E per fare un po' di indegna gazzarra 😂
Sarà un'occasione per passare una mezza serata insieme con tutti gli interessati al progetto Pro Italia della regione Campania. E per fare un po' di indegna gazzarra 😂
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Von der Leyen: "pronta e lieta di collaborare con la Meloni."
Tajani: "chiamerò il ministro di Kiev come primo atto della Farnesina."
Pichetto: "sull'energia seguiremo il solco tracciato da Draghi."
Basta, basta, troppe novità, troppi cambiamenti!
Matteo Brandi
Tajani: "chiamerò il ministro di Kiev come primo atto della Farnesina."
Pichetto: "sull'energia seguiremo il solco tracciato da Draghi."
Basta, basta, troppe novità, troppi cambiamenti!
Matteo Brandi
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È finito il governo europeista, neoliberista e atlantista di Mario Draghi. È nato il governo europeista, neoliberista e atlantista di Giorgia Meloni.
Hurrà.
Matteo Brandi
Hurrà.
Matteo Brandi
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Cosa mi aspetto dal governo Meloni? Palliativi e contentini, tutto nel solco, già tracciato, di una politica atlantista a livello internazionale e neoliberista in materia di economia.
Vi sarà una stretta all'immigrazione di massa irregolare, una postura meno accondiscendente (almeno a parole) in Europa, un freno nelle istituzioni alle isterie arcobaleno e un timido sostegno alle PMI e alle produzioni locali.
A molti, disgustati (a ragione) dalle politiche totalmente anti-nazionali del PD, andrà benissimo così e, se la Meloni saprà tenersi amici determinati ambienti, la cosa potrà proseguire per un po'. E andrà avanti mentre la piovra piddina scaglierà sull'esecutivo tutto il proprio sottobosco e tutte le proprie metastasi, dal mondo dello spettacolo alle università, fino alle aule di tribunale.
Alla fine, inevitabilmente, uscirà fuori la grande contraddizione: non si può risollevare il paese restando in questo paradigma geopolitico, economico e sociale. Vivere con la spada di Damocle della BCE sulla testa, con il peso di una moneta che non è tua e con il cappio dei trattati europei è impossibile se si vuole risorgere, specie se si alimenta una guerra ai propri interessi.
Allora si aprirebbero diversi scenari: una nuova maggioranza, l'arrivo dell'ennesimo governo tecnico a seguito di un altro assalto finanziario, oppure (ma ci credo poco) strappi clamorosi dovuti alla necessità di sopravvivere. Tuttavia le elezioni di midterm negli USA, che vedranno probabilmente perdente Biden, daranno benzina al centrodestra e i mal di pancia tedeschi verso Washington potrebbero rendere la Meloni ancora più "simpatica" alla Casa Bianca. Ipotesi, possibilità.
Nessuno ha il dono della preveggenza. Ma chi ha ben chiaro quale sia l'unica strada da percorrere per salvare il paese, ovvero la lotta al vincolo esterno, non deve smettere di far sentire la propria voce. Chi vuole evadere dalla gabbia e non chiede solo un rancio migliore non può ammainare gli stendardi. E deve prepararsi a periodi difficili in cui la coerenza varrà quanto l'oro.
Matteo Brandi
Vi sarà una stretta all'immigrazione di massa irregolare, una postura meno accondiscendente (almeno a parole) in Europa, un freno nelle istituzioni alle isterie arcobaleno e un timido sostegno alle PMI e alle produzioni locali.
A molti, disgustati (a ragione) dalle politiche totalmente anti-nazionali del PD, andrà benissimo così e, se la Meloni saprà tenersi amici determinati ambienti, la cosa potrà proseguire per un po'. E andrà avanti mentre la piovra piddina scaglierà sull'esecutivo tutto il proprio sottobosco e tutte le proprie metastasi, dal mondo dello spettacolo alle università, fino alle aule di tribunale.
Alla fine, inevitabilmente, uscirà fuori la grande contraddizione: non si può risollevare il paese restando in questo paradigma geopolitico, economico e sociale. Vivere con la spada di Damocle della BCE sulla testa, con il peso di una moneta che non è tua e con il cappio dei trattati europei è impossibile se si vuole risorgere, specie se si alimenta una guerra ai propri interessi.
Allora si aprirebbero diversi scenari: una nuova maggioranza, l'arrivo dell'ennesimo governo tecnico a seguito di un altro assalto finanziario, oppure (ma ci credo poco) strappi clamorosi dovuti alla necessità di sopravvivere. Tuttavia le elezioni di midterm negli USA, che vedranno probabilmente perdente Biden, daranno benzina al centrodestra e i mal di pancia tedeschi verso Washington potrebbero rendere la Meloni ancora più "simpatica" alla Casa Bianca. Ipotesi, possibilità.
Nessuno ha il dono della preveggenza. Ma chi ha ben chiaro quale sia l'unica strada da percorrere per salvare il paese, ovvero la lotta al vincolo esterno, non deve smettere di far sentire la propria voce. Chi vuole evadere dalla gabbia e non chiede solo un rancio migliore non può ammainare gli stendardi. E deve prepararsi a periodi difficili in cui la coerenza varrà quanto l'oro.
Matteo Brandi
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