Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Intendiamoci, nessuno di questi omuncoli chiederà mai scusa. È gentaglia abituata a non rispondere mai delle proprie azioni, figuriamoci delle proprie parole. Ma la Storia sta dando ragione a chi, a differenza di tanti altri, non ha mai smesso di porsi domande.

Matteo Brandi
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Al fianco di Assange, al fianco di un uomo libero che merita il supporto di chiunque abbia a cuore la libertà di pensiero. Sabato 15 ottobre alle ore 16:00 vi aspettiamo a Piazza Carignano, Torino.
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Erdogan, verso il quale non nutro alcuna simpatia, sta dando lezioni di geopolitica alla meretrice europea.
Mentre qui si fa a gara a chi lucida meglio il fondoschiena yankee, ad Ankara portano acqua al proprio mulino. Anzi, gas. Mosca ha garantito ai turchi la piena fornitura di gas e c'è in progetto perfino un hub di smistamento e definizione del prezzo nella penisola anatolica. Così, dopo aver imposto il veto alla Nato per l'entrata della Svezia e della Finlandia, ricevendo in cambio il via libera sulla questione curda, Erdogan fa il pieno anche ad oriente. E continua ad allargarsi nel Mediterraneo a spese nostre.
Ma tranquilli, l'interesse nazionale è roba da medioevo...

Matteo Brandi
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Il conformismo è il virus che miete più vittime.
Spegnere il cervello e adeguarsi acriticamente alla narrazione dominante, decidendo di non porsi domande e scagliandosi a comando contro chi dissente: in troppi hanno scelto questa strada, per pavidità, pigrizia mentale o tornaconto personale. Gli ultimi due anni hanno reso palese una tendenza che va avanti da almeno un trentennio, aggravata dallo scadimento delle scuole, dall'impoverimento del linguaggio e dal servilismo della più corrotta classe giornalistica della Storia d'Italia.
Il condizionamento è forte, certo, così come lo è il clima di censura.
Ma spesso basterebbe solo un po' di coraggio in più.

Matteo Brandi
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La Segre è la foglia di fico davanti alle vergogne di una sinistra liberticida, totalitaria e violenta.
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Meloni: "Giorgetti sarebbe un ottimo ministro dell'economia."
Giorgetti considera Draghi un grande statista, l'euro una moneta intoccabile e l'Unione Europea una costruzione imprescindibile.
Lo sentite il vento del cambiamento?

Matteo Brandi
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Ah, come si agitano. Come strepitano. Come gridano.

È tornato il fascismo, sì sì. Le camice nere hanno occupato Montecitorio dopo la nuova marcia su Roma e ora, intonando canzonette colme di fallocratica boria, hanno ammainato i vessilli della democrazia.

Guai a voi, partigiani di Chanel! Verrete stanati nelle vostre case e costretti ad adorare la Ducessa bionda marciando a passo d'oca! Guai a voi, minoranze di cristallo! Verrete perseguitate e rinchiuse in luoghi oscuri dove non vi sarà alcun wi-fi e non potrete postare le vostre storie su Instagram! Guai a voi, giovini cittadini del globo! Verrete strappati dai vostri Erasmus e la vostra fluidità verrà schiacciata dal Medioevo degli aggettivi maschili e femminili!

O almeno questo è quello che crede fermamente la parte più ipocrita del paese. Quella che dopo aver preso a calci la Costituzione ficcandoci dentro il pareggio di bilancio e umiliandone i due pilastri principali, ovvero il lavoro e la sovranità, ora si erge a scudo della sacra Carta. Quella che dopo aver discriminato milioni di italiani trattandoli come reietti a colpi di DPCM e lasciapassare ora piange in difesa della libertà. Quella che dopo aver terrorizzato un'intera nazione con una propaganda degna dell'Istituto Luce ora denuncia il clima d'odio che avvelena l'aria e rovina l'atmosfera degli aperitivi.

E tutta questa cagnara per cosa? Per la nascita di Governo che fa le fusa a Washington ed elogia Draghi?

Buffoni. Buffoni senza confini.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Vesistenza! ✊🏻

Matteo Brandi
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Notte fra il 10 e l'11 ottobre 1985, crisi di Sigonella: il più inedito scontro diplomatico che vede contrapposte Italia e impero a stelle e strisce. Uno di quei casi sempre più rari in cui il nostro Paese rifiuta di chinare il capo alla potenza di turno e decide di riprendere in mano le redini del proprio destino.
Ma cosa è successo nello specifico? Ripercorriamo i momenti salienti di questa vicenda che ha dell'incredibile. 

L'antefatto risale a quattro giorni prima, quando un gruppo di terroristi palestinesi sequestra a largo delle coste egiziane la nave Achille Lauro e la dirotta verso la Siria. Dopo ore di mediazione condotta dalle autorità italiane, egiziane e palestinesi, la nave ritorna indietro per ormeggiare a Porto Said, città costiera all'imboccatura del Canale di Suez. Nel frattempo, però, i dirottatori hanno ucciso Leon Klinghoffer, un americano paraplegico di fede ebraica.

Washington è chiara nelle sue posizioni: non si tratta con i terroristi. Perciò pretende l'estradizione del commando, mentre il governo Italiano lavora per assicurarsi che i terroristi siano giudicati in Italia. Si arriva così ad un accordo: la nave viene liberata e il governo egiziano imbarca i quattro dirottatori su un aereo diretto in Tunisia. Ma gli americani non ci stanno e, facendo valere il diritto internazionale della forza sulla forza del diritto internazionale, passano all'azione.

Dapprima Washington fa pressione su Tunisi per negare al veicolo ogni possibilità di atterraggio sul suolo africano. Quindi l'aereo che trasporta i dirottatori viene intercettato all’altezza del Canale di Sicilia dagli F-14 americani e la Casa Bianca chiede a Roma il permesso per farlo atterrare nella base NATO di Sigonella. Bettino Craxi concede l’autorizzazione, apparentemente cedendo ai desiderata a stelle e strisce, ma quello che succede nelle ore successive ha dell'inconcepibile visto con gli occhi di adesso.

Appena atterrati, i soldati della Delta Force si dirigono subito verso il Boeing egiziano per prendere in custodia i terroristi ma, davanti a loro, trovano il veicolo già circondato dai militari italiani. Dopo un paio di minuti arrivano sul posto anche i carabinieri. Si formano tre cerchi concentrici attorno all'aereo: avieri italiani, incursori americani e carabinieri. Tutti con il fucile spianato: si arriva ad un passo dallo scontro a fuoco.

Lo stallo dura diverse ore, Reagan chiama Craxi ma le posizioni del presidente del consiglio sono irremovibili: i reati sono stati commessi a bordo di una nave italiana, quindi in territorio italiano. Dunque sarebbe stata l’Italia a decidere se e chi estradare. Il presidente degli Stati Uniti non può fare altro che prendere atto e dà l’ordine ai militari americani di ritirarsi dalla base e lasciare il controllo alle autorità italiane.

L'azione di Craxi contro i militari statunitensi a Sigonella resta l'ultimo sospiro di sovranità di una piccola grande potenza che ha ormai abdicato al proprio ruolo. È una vicenda che ci insegna che i vincoli esterni a cui il nostro paese è sottoposto non sono degli ostacoli insormontabili: se si ha una classe politica lungimirante e, soprattutto, con la schiena dritta, la nostra nazione ha tutte le carte in regola per risorgere. Ecco cosa vogliamo noi di Pro Italia: costruire una nuova classe dirigente che abbia una visione d'Italia libera dalle grinfie dei padroni stranieri.

Joshua Mattei
Pro Italia
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Ci sono mille motivi per non supportare il governo Meloni. Motivi seri, che vanno dall'asservimento bellicista alla Nato all'indisponibilità a mettere in discussione i vincoli europei. Ma pensare che i problemi girino attorno agli acronimi arcobalenosi è da veri mentecatti, è da figli di papà distanti anni luce dal pianeta terra. Crescete, bimbi, crescete.

Matteo Brandi
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- Sono preoccupato.
- Per la guerra mondiale alle porte?
- No.
- Per l'iperinflazione?
- No.
- Per la recessione economica?
- No.
- Per il caro bollette?
- No.
- Per la crisi energetica?
- No.
- Per la povertà in aumento?
- No.
- Per il calo delle nascite?
- No.
- Per la speculazione finanziaria?
- No.
- Allora cosa ti preoccupa?
- Il fascismo. E a te?
- L'idiozia.

Matteo Brandi
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Forwarded from Antonio Di Siena (Antonio Di Siena)
TULSI GABBARD ANNUNCIA L'USCITA DAL PARTITO DEMOCRATICO
Non posso più rimanere nell'odierno Partito Democratico, che è ora sotto il completo controllo di una cabala elitaria di guerrafondai, guidata da una cultura "woke" codarda, che cerca di dividerci trasformando ogni questione sotto il profilo razziale e alimentando il razzismo contro i bianchi e lavorando attivamente per minare le nostre libertà date da Dio. Sono persone ostili alle persone di fede e spiritualità, demonizzano la polizia e proteggono i criminali a spese degli americani rispettosi della legge, credono nelle frontiere aperte, usano lo stato di sicurezza nazionale come un'arma per perseguitare gli oppositori politici e, soprattutto, trascinarci sempre più vicino alla guerra nucleare.
Credo in un governo che sia di, da e per il popolo. Sfortunatamente, il Partito Democratico di oggi non lo è. Al contrario, rappresenta un governo di, da e per l'élite potente. Sto chiedendo ai miei compagni democratici di buon senso e indipendenti di mente di unirsi a me e di abbandonare il Partito Democratico. Se non riesci più a sopportare la direzione che i cosiddetti ideologi del Partito Democratico stanno prendendo nel nostro Paese, ti invito a unirti a me.

https://twitter.com/TulsiGabbard/status/1579788950696185859?t=gfGU5z8YklGsLn3f47TmfQ&s=35

[Grazie a Roberto Buffagni]
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15 ottobre 2021: obbligo di Green Pass per entrare nei luoghi di lavoro.
Una delle pagine più ignobili e infami della Storia d'Italia. La morte dello stato di diritto, della dignità umana e dei principi costituzionali.
Guardate questa prima pagina di Repubblica. Leggete titoli, sottotitoli e trafiletti.
Io non dimentico nulla.
Bastardi.
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Punto.

Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Schierarsi al fianco di Julian Assange significa rivendicare la libertà di espressione di ognuno di noi. C'è una narrazione imperiale da smontare per tornare sovrani. Per questo non possiamo tirarci indietro.
Intervento di Ludovico Vicino, della Segreteria di Pro Italia, all'evento "Julian Assange libero" a Torino.
https://www.youtube.com/watch?v=jjgQzBxOrIY
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Qualche giorno fa due attiviste di “Just stop oil” hanno gettato della salsa di pomodoro sul quadro “I Girasoli” di Van Gogh, custodito nella National Gallery di Londra. Subito dopo, hanno incollato le proprie mani al muro sotto l’opera.

C’è chi ha esultato per l’impavido gesto, minimizzando l’atto vandalico. In fondo, si è letto in giro, davanti al quadro vi è un vetro protettivo, dunque perché prendersela più di tanto? Non sono forse più importanti le motivazioni dietro il gesto?

Uno degli aspetti più tragicomici dell’epoca che ci è toccato vivere è il lavoro che è stato fatto sulle ultime generazioni. Si è riusciti, grazie ad un condizionamento socio-culturale senza precedenti, a convincere molti giovani che non vi sia nulla di più anticonformista dell’essere conformisti. Un vero capolavoro di indottrinamento, per nulla scontato. Ogni regime ha coltivato i propri “Balilla”, tuttavia qui siamo di fronte ad un passo successivo, più sofisticato: i ragazzi diventano soldatini del pensiero dominante credendo di essere nemici dello status quo. Mica male.

Ora, la questione climatica è continuamente rilanciata su tutte le tv, su tutte le radio e su tutte le grandi testate. Ogni seguitissimo influencer ne parla, ogni talk show ne discute, ogni evento internazionale ne è intriso. Ovunque si rilanciano parole d’ordine come “transizione green” o “sostenibilità”, ovunque si invocano politiche per “salvare il pianeta”, dalle serate degli oscar alle pubblicità dei dentifrici. Le più ricche multinazionali del pianeta si ergono a paladine della causa. Miliardi di persone si svegliano e vanno a dormire con questa vocina fissa nell’orecchio: il pianeta sta morendo, le temperature stanno salendo e la colpa è tua che consumi.

Alla luce di un simile bombardamento mediatico, risulta dunque inutile, banale e pavido ripetere il mantra ecologista con azioni come quella compiuta contro l’opera di Van Gogh. Imbrattare un quadro credendo di portare visibilità ad un argomento che già impera in ogni dove è demenziale. È una battaglia comoda, una presa di posizione sicura e al riparo da pesanti rappresaglie. Non vi è nulla di rivoluzionario. Insomma, un gesto perfetto per una generazione conformista e pigra.

Da noi in Italia abbiamo avuto l’esempio degli ecologisti di “Ultima Generazione” che hanno ben pensato di sdraiarsi davanti alle auto sulla Salaria, a Roma. Tra i sacrosanti improperi degli automobilisti, questi gagliardi combattenti sono stati poi spostati dolcemente dalle forze dell’ordine. Altro che manganelli e cannoni d’acqua, d’altronde non si trattava mica di cittadini privati del diritto al lavoro.

In attesa di vedere questi cuor di leone scagliarsi contro la loro adorata globalizzazione, che è la vera causa delle problematiche ambientali, vorremmo sapere: quanta CO2 emette uno sbadiglio?

Matteo Brandi
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Questi sono i commenti che tocca leggere sotto un video in cui si difende Assange. Il solito centrosocialaro globaliota che viene, insulta, ti da del fascista e provoca scrivendo fesserie. Tu magari lo mandi a quel paese e lui ti segnala per farti bannare. Questi individui vanno BLOCCATI. Non rispondetegli. Mai.
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Il ministero degli Esteri di Pechino e l’ambasciata cinese a Kiev hanno diramato un comunicato in cui invitano i concittadini a lasciare velocemente l'Ucraina. Potrebbe essere il segnale di qualcosa di importante all'orizzonte: un massiccio attacco russo? L'entrata della Bielorussia di Lukashenko nel conflitto? Non è dato sapersi. Il tutto mentre si festeggia il ventesimo congresso del Partito comunista cinese, che garantirà a Xi Jinping un nuovo mandato. Qualcuno legge il tutto come il preludio di una accelerazione sul campo. Non resta che aspettare.

Matteo Brandi
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Con l'euro abbiamo visto l'erosione dei salari per mantenere alte le esportazioni, mentre una moneta sovrana permette di salvaguardare stipendi e occupazione. Filippo Burla mostra come un'Italia fuori dalla gabbia europea potrebbe ripartire davvero dal lavoro.
https://youtu.be/1bWhEJ9rGJk
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Droni kamikaze Shahed-136 di fabbricazione iraniana si stanno abbattendo ora su Kiev, mentre l'allarme aereo è risuonato nella notte e in mattinata anche a Mykolaiv Sud, Poltava e Cherkassy, Ucraina centrale. È solo l'inizio. Com'era stato già previsto anche a seguito della diramazione degli avvisi da parte dell'ambasciata cinese (e non solo), il conflitto sta salendo di livello, con le conseguenze che tutti possono immaginare. Tranne i nostri prezzolati pennivendoli che ragionano da tifosi e da servi. La pace, purtroppo, è più lontana che mai.

Matteo Brandi
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Il 90% della classe giornalistica occidentale andrebbe incriminato per depistaggio e collaborazionismo. Da noi quella percentuale è persino più alta.
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