Si parla di un possibile incontro tra Biden e Putin. Ma il presidente USA ha l'agenda piena: nei prossimi giorni deve incontrare il fantasma del Natale passato, il grande coniglio rosa che lo segue in ogni comizio, lo spirito del camion dei gelati, una coppia di amici invisibili...
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Oggi faccio diciotto anni.
Due volte.
😂
Due volte.
😂
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Il 6 aprile 2009, durante il terremoto in Abruzzo, 24 persone morirono nel crollo di uno stabile a L'Aquila.
"E' fondata l'eccezione di concorso di colpa delle vittime costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6 aprile."
Questo si legge a pagina 16 della sentenza firmata da Monica Croci, giudice del tribunale civile dell'Aquila.
Insomma, se quelle persone sono morte la colpa è anche un po' loro.
Allucinante.
Sì, abbiamo un problema con la giustizia.
Matteo Brandi
"E' fondata l'eccezione di concorso di colpa delle vittime costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6 aprile."
Questo si legge a pagina 16 della sentenza firmata da Monica Croci, giudice del tribunale civile dell'Aquila.
Insomma, se quelle persone sono morte la colpa è anche un po' loro.
Allucinante.
Sì, abbiamo un problema con la giustizia.
Matteo Brandi
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Un'Italia fuori dalla moneta unica e dall'UE quale tipo di strategia industriale dovrebbe perseguire? Quali settori potrebbero essere rafforzati o nazionalizzati per tornare la potenza che eravamo? In questo podcast Filippo Burla affronta la questione passo dopo passo.
https://www.youtube.com/watch?v=FtOCdXDlCFs
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YouTube
Fuori da Euro e UE - Ep.2 STRATEGIA INDUSTRIALE
Un'Italia fuori dalla moneta unica e dall'UE quale tipo di strategia industriale dovrebbe perseguire? Quali settori potrebbero essere rafforzati o nazionalizzati per tornare la potenza che eravamo? In questo podcast Filippo Burla affronta la questione passo…
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Putin: "'Non forniremo l'energia a chi mette il price cap."
È quello che temono a Berlino.
È quello che fanno finta di non sapere a Bruxelles.
È quello che sperano a Washington.
Intanto Olaf Scholz vola in Cina per tenersi buono il dragone, non si sa mai.
Però sulla Rai dicono che la Russia sta perdendo la guerra...
Matteo Brandi
È quello che temono a Berlino.
È quello che fanno finta di non sapere a Bruxelles.
È quello che sperano a Washington.
Intanto Olaf Scholz vola in Cina per tenersi buono il dragone, non si sa mai.
Però sulla Rai dicono che la Russia sta perdendo la guerra...
Matteo Brandi
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🔴Giovedì 13 ottobre dalle 8.30 alle 10 sarò in diretta sulla chat vocale del Canale Telegram Becciolini Network.
Parleremo delle ultime notizie e gli spettatori potranno fare domande e interagire.
Vi aspetto!
Per partecipare, andate su questo link e cliccate Join in alto a destra.
https://t.me/canaleFAHRENHEIT912
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Intendiamoci, nessuno di questi omuncoli chiederà mai scusa. È gentaglia abituata a non rispondere mai delle proprie azioni, figuriamoci delle proprie parole. Ma la Storia sta dando ragione a chi, a differenza di tanti altri, non ha mai smesso di porsi domande.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Al fianco di Assange, al fianco di un uomo libero che merita il supporto di chiunque abbia a cuore la libertà di pensiero. Sabato 15 ottobre alle ore 16:00 vi aspettiamo a Piazza Carignano, Torino.
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Erdogan, verso il quale non nutro alcuna simpatia, sta dando lezioni di geopolitica alla meretrice europea.
Mentre qui si fa a gara a chi lucida meglio il fondoschiena yankee, ad Ankara portano acqua al proprio mulino. Anzi, gas. Mosca ha garantito ai turchi la piena fornitura di gas e c'è in progetto perfino un hub di smistamento e definizione del prezzo nella penisola anatolica. Così, dopo aver imposto il veto alla Nato per l'entrata della Svezia e della Finlandia, ricevendo in cambio il via libera sulla questione curda, Erdogan fa il pieno anche ad oriente. E continua ad allargarsi nel Mediterraneo a spese nostre.
Ma tranquilli, l'interesse nazionale è roba da medioevo...
Matteo Brandi
Mentre qui si fa a gara a chi lucida meglio il fondoschiena yankee, ad Ankara portano acqua al proprio mulino. Anzi, gas. Mosca ha garantito ai turchi la piena fornitura di gas e c'è in progetto perfino un hub di smistamento e definizione del prezzo nella penisola anatolica. Così, dopo aver imposto il veto alla Nato per l'entrata della Svezia e della Finlandia, ricevendo in cambio il via libera sulla questione curda, Erdogan fa il pieno anche ad oriente. E continua ad allargarsi nel Mediterraneo a spese nostre.
Ma tranquilli, l'interesse nazionale è roba da medioevo...
Matteo Brandi
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Il conformismo è il virus che miete più vittime.
Spegnere il cervello e adeguarsi acriticamente alla narrazione dominante, decidendo di non porsi domande e scagliandosi a comando contro chi dissente: in troppi hanno scelto questa strada, per pavidità, pigrizia mentale o tornaconto personale. Gli ultimi due anni hanno reso palese una tendenza che va avanti da almeno un trentennio, aggravata dallo scadimento delle scuole, dall'impoverimento del linguaggio e dal servilismo della più corrotta classe giornalistica della Storia d'Italia.
Il condizionamento è forte, certo, così come lo è il clima di censura.
Ma spesso basterebbe solo un po' di coraggio in più.
Matteo Brandi
Spegnere il cervello e adeguarsi acriticamente alla narrazione dominante, decidendo di non porsi domande e scagliandosi a comando contro chi dissente: in troppi hanno scelto questa strada, per pavidità, pigrizia mentale o tornaconto personale. Gli ultimi due anni hanno reso palese una tendenza che va avanti da almeno un trentennio, aggravata dallo scadimento delle scuole, dall'impoverimento del linguaggio e dal servilismo della più corrotta classe giornalistica della Storia d'Italia.
Il condizionamento è forte, certo, così come lo è il clima di censura.
Ma spesso basterebbe solo un po' di coraggio in più.
Matteo Brandi
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La Segre è la foglia di fico davanti alle vergogne di una sinistra liberticida, totalitaria e violenta.
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Meloni: "Giorgetti sarebbe un ottimo ministro dell'economia."
Giorgetti considera Draghi un grande statista, l'euro una moneta intoccabile e l'Unione Europea una costruzione imprescindibile.
Lo sentite il vento del cambiamento?
Matteo Brandi
Giorgetti considera Draghi un grande statista, l'euro una moneta intoccabile e l'Unione Europea una costruzione imprescindibile.
Lo sentite il vento del cambiamento?
Matteo Brandi
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Ah, come si agitano. Come strepitano. Come gridano.
È tornato il fascismo, sì sì. Le camice nere hanno occupato Montecitorio dopo la nuova marcia su Roma e ora, intonando canzonette colme di fallocratica boria, hanno ammainato i vessilli della democrazia.
Guai a voi, partigiani di Chanel! Verrete stanati nelle vostre case e costretti ad adorare la Ducessa bionda marciando a passo d'oca! Guai a voi, minoranze di cristallo! Verrete perseguitate e rinchiuse in luoghi oscuri dove non vi sarà alcun wi-fi e non potrete postare le vostre storie su Instagram! Guai a voi, giovini cittadini del globo! Verrete strappati dai vostri Erasmus e la vostra fluidità verrà schiacciata dal Medioevo degli aggettivi maschili e femminili!
O almeno questo è quello che crede fermamente la parte più ipocrita del paese. Quella che dopo aver preso a calci la Costituzione ficcandoci dentro il pareggio di bilancio e umiliandone i due pilastri principali, ovvero il lavoro e la sovranità, ora si erge a scudo della sacra Carta. Quella che dopo aver discriminato milioni di italiani trattandoli come reietti a colpi di DPCM e lasciapassare ora piange in difesa della libertà. Quella che dopo aver terrorizzato un'intera nazione con una propaganda degna dell'Istituto Luce ora denuncia il clima d'odio che avvelena l'aria e rovina l'atmosfera degli aperitivi.
E tutta questa cagnara per cosa? Per la nascita di Governo che fa le fusa a Washington ed elogia Draghi?
Buffoni. Buffoni senza confini.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
È tornato il fascismo, sì sì. Le camice nere hanno occupato Montecitorio dopo la nuova marcia su Roma e ora, intonando canzonette colme di fallocratica boria, hanno ammainato i vessilli della democrazia.
Guai a voi, partigiani di Chanel! Verrete stanati nelle vostre case e costretti ad adorare la Ducessa bionda marciando a passo d'oca! Guai a voi, minoranze di cristallo! Verrete perseguitate e rinchiuse in luoghi oscuri dove non vi sarà alcun wi-fi e non potrete postare le vostre storie su Instagram! Guai a voi, giovini cittadini del globo! Verrete strappati dai vostri Erasmus e la vostra fluidità verrà schiacciata dal Medioevo degli aggettivi maschili e femminili!
O almeno questo è quello che crede fermamente la parte più ipocrita del paese. Quella che dopo aver preso a calci la Costituzione ficcandoci dentro il pareggio di bilancio e umiliandone i due pilastri principali, ovvero il lavoro e la sovranità, ora si erge a scudo della sacra Carta. Quella che dopo aver discriminato milioni di italiani trattandoli come reietti a colpi di DPCM e lasciapassare ora piange in difesa della libertà. Quella che dopo aver terrorizzato un'intera nazione con una propaganda degna dell'Istituto Luce ora denuncia il clima d'odio che avvelena l'aria e rovina l'atmosfera degli aperitivi.
E tutta questa cagnara per cosa? Per la nascita di Governo che fa le fusa a Washington ed elogia Draghi?
Buffoni. Buffoni senza confini.
Matteo Brandi
Segreteria Pro Italia
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Notte fra il 10 e l'11 ottobre 1985, crisi di Sigonella: il più inedito scontro diplomatico che vede contrapposte Italia e impero a stelle e strisce. Uno di quei casi sempre più rari in cui il nostro Paese rifiuta di chinare il capo alla potenza di turno e decide di riprendere in mano le redini del proprio destino.
Ma cosa è successo nello specifico? Ripercorriamo i momenti salienti di questa vicenda che ha dell'incredibile.
L'antefatto risale a quattro giorni prima, quando un gruppo di terroristi palestinesi sequestra a largo delle coste egiziane la nave Achille Lauro e la dirotta verso la Siria. Dopo ore di mediazione condotta dalle autorità italiane, egiziane e palestinesi, la nave ritorna indietro per ormeggiare a Porto Said, città costiera all'imboccatura del Canale di Suez. Nel frattempo, però, i dirottatori hanno ucciso Leon Klinghoffer, un americano paraplegico di fede ebraica.
Washington è chiara nelle sue posizioni: non si tratta con i terroristi. Perciò pretende l'estradizione del commando, mentre il governo Italiano lavora per assicurarsi che i terroristi siano giudicati in Italia. Si arriva così ad un accordo: la nave viene liberata e il governo egiziano imbarca i quattro dirottatori su un aereo diretto in Tunisia. Ma gli americani non ci stanno e, facendo valere il diritto internazionale della forza sulla forza del diritto internazionale, passano all'azione.
Dapprima Washington fa pressione su Tunisi per negare al veicolo ogni possibilità di atterraggio sul suolo africano. Quindi l'aereo che trasporta i dirottatori viene intercettato all’altezza del Canale di Sicilia dagli F-14 americani e la Casa Bianca chiede a Roma il permesso per farlo atterrare nella base NATO di Sigonella. Bettino Craxi concede l’autorizzazione, apparentemente cedendo ai desiderata a stelle e strisce, ma quello che succede nelle ore successive ha dell'inconcepibile visto con gli occhi di adesso.
Appena atterrati, i soldati della Delta Force si dirigono subito verso il Boeing egiziano per prendere in custodia i terroristi ma, davanti a loro, trovano il veicolo già circondato dai militari italiani. Dopo un paio di minuti arrivano sul posto anche i carabinieri. Si formano tre cerchi concentrici attorno all'aereo: avieri italiani, incursori americani e carabinieri. Tutti con il fucile spianato: si arriva ad un passo dallo scontro a fuoco.
Lo stallo dura diverse ore, Reagan chiama Craxi ma le posizioni del presidente del consiglio sono irremovibili: i reati sono stati commessi a bordo di una nave italiana, quindi in territorio italiano. Dunque sarebbe stata l’Italia a decidere se e chi estradare. Il presidente degli Stati Uniti non può fare altro che prendere atto e dà l’ordine ai militari americani di ritirarsi dalla base e lasciare il controllo alle autorità italiane.
L'azione di Craxi contro i militari statunitensi a Sigonella resta l'ultimo sospiro di sovranità di una piccola grande potenza che ha ormai abdicato al proprio ruolo. È una vicenda che ci insegna che i vincoli esterni a cui il nostro paese è sottoposto non sono degli ostacoli insormontabili: se si ha una classe politica lungimirante e, soprattutto, con la schiena dritta, la nostra nazione ha tutte le carte in regola per risorgere. Ecco cosa vogliamo noi di Pro Italia: costruire una nuova classe dirigente che abbia una visione d'Italia libera dalle grinfie dei padroni stranieri.
Joshua Mattei
Pro Italia
Ma cosa è successo nello specifico? Ripercorriamo i momenti salienti di questa vicenda che ha dell'incredibile.
L'antefatto risale a quattro giorni prima, quando un gruppo di terroristi palestinesi sequestra a largo delle coste egiziane la nave Achille Lauro e la dirotta verso la Siria. Dopo ore di mediazione condotta dalle autorità italiane, egiziane e palestinesi, la nave ritorna indietro per ormeggiare a Porto Said, città costiera all'imboccatura del Canale di Suez. Nel frattempo, però, i dirottatori hanno ucciso Leon Klinghoffer, un americano paraplegico di fede ebraica.
Washington è chiara nelle sue posizioni: non si tratta con i terroristi. Perciò pretende l'estradizione del commando, mentre il governo Italiano lavora per assicurarsi che i terroristi siano giudicati in Italia. Si arriva così ad un accordo: la nave viene liberata e il governo egiziano imbarca i quattro dirottatori su un aereo diretto in Tunisia. Ma gli americani non ci stanno e, facendo valere il diritto internazionale della forza sulla forza del diritto internazionale, passano all'azione.
Dapprima Washington fa pressione su Tunisi per negare al veicolo ogni possibilità di atterraggio sul suolo africano. Quindi l'aereo che trasporta i dirottatori viene intercettato all’altezza del Canale di Sicilia dagli F-14 americani e la Casa Bianca chiede a Roma il permesso per farlo atterrare nella base NATO di Sigonella. Bettino Craxi concede l’autorizzazione, apparentemente cedendo ai desiderata a stelle e strisce, ma quello che succede nelle ore successive ha dell'inconcepibile visto con gli occhi di adesso.
Appena atterrati, i soldati della Delta Force si dirigono subito verso il Boeing egiziano per prendere in custodia i terroristi ma, davanti a loro, trovano il veicolo già circondato dai militari italiani. Dopo un paio di minuti arrivano sul posto anche i carabinieri. Si formano tre cerchi concentrici attorno all'aereo: avieri italiani, incursori americani e carabinieri. Tutti con il fucile spianato: si arriva ad un passo dallo scontro a fuoco.
Lo stallo dura diverse ore, Reagan chiama Craxi ma le posizioni del presidente del consiglio sono irremovibili: i reati sono stati commessi a bordo di una nave italiana, quindi in territorio italiano. Dunque sarebbe stata l’Italia a decidere se e chi estradare. Il presidente degli Stati Uniti non può fare altro che prendere atto e dà l’ordine ai militari americani di ritirarsi dalla base e lasciare il controllo alle autorità italiane.
L'azione di Craxi contro i militari statunitensi a Sigonella resta l'ultimo sospiro di sovranità di una piccola grande potenza che ha ormai abdicato al proprio ruolo. È una vicenda che ci insegna che i vincoli esterni a cui il nostro paese è sottoposto non sono degli ostacoli insormontabili: se si ha una classe politica lungimirante e, soprattutto, con la schiena dritta, la nostra nazione ha tutte le carte in regola per risorgere. Ecco cosa vogliamo noi di Pro Italia: costruire una nuova classe dirigente che abbia una visione d'Italia libera dalle grinfie dei padroni stranieri.
Joshua Mattei
Pro Italia
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Ci sono mille motivi per non supportare il governo Meloni. Motivi seri, che vanno dall'asservimento bellicista alla Nato all'indisponibilità a mettere in discussione i vincoli europei. Ma pensare che i problemi girino attorno agli acronimi arcobalenosi è da veri mentecatti, è da figli di papà distanti anni luce dal pianeta terra. Crescete, bimbi, crescete.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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- Sono preoccupato.
- Per la guerra mondiale alle porte?
- No.
- Per l'iperinflazione?
- No.
- Per la recessione economica?
- No.
- Per il caro bollette?
- No.
- Per la crisi energetica?
- No.
- Per la povertà in aumento?
- No.
- Per il calo delle nascite?
- No.
- Per la speculazione finanziaria?
- No.
- Allora cosa ti preoccupa?
- Il fascismo. E a te?
- L'idiozia.
Matteo Brandi
- Per la guerra mondiale alle porte?
- No.
- Per l'iperinflazione?
- No.
- Per la recessione economica?
- No.
- Per il caro bollette?
- No.
- Per la crisi energetica?
- No.
- Per la povertà in aumento?
- No.
- Per il calo delle nascite?
- No.
- Per la speculazione finanziaria?
- No.
- Allora cosa ti preoccupa?
- Il fascismo. E a te?
- L'idiozia.
Matteo Brandi
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