Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Vi proponiamo un paio di passaggi (e le relative traduzioni) direttamente dal documento dell'Eurogruppo sulla risposta della politica fiscale degli Stati dell'eurozona all'aumento dei prezzi dell'energia e alle pressioni inflazionistiche.

"Fiscal policies should aim at preserving debt
sustainability as well as raising the growth potential in a sustainable manner, thus also facilitating the task of monetary policy to
ensure the timely return of inflation to the ECB’s 2% medium-term target."

Traduzione letterale: "Le politiche fiscali dovrebbero mirare sia a garantire la sostenibilità del debito pubblico che ad aumentare la crescita potenziale, quindi anche a facilitare il compito della politica monetaria di assicurare un puntuale rientro dell'inflazione nel livello del 2% posto come obiettivo sul medio-termine dalla BCE."

Traduzione pratica: "Gli stati dovranno stringere ancora di più la cinghia in nome della lotta a un'inflazione che evidentemente non si può contrastare in questo mondo. Pertanto famiglie e imprese possono finire tranquillamente sul lastrico."

"We remain confident in the resilience of our economy."

Traduzione letterale: "Rimaniamo fiduciosi nella resilienza della nostra economia."

Traduzione: "Che Dio ve la mandi buona. Ma nemmeno troppo buona."

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GERMANIA AL BIVIO
Berlino deve scegliere: cedere alle pressioni USA oppure salvare la propria economia. E intanto nel cuore dell’UE si apre una spaccatura tra le due maggiori potenze manifatturiere...
Ne parliamo stasera con Marco Signori, in diretta dalle 21 sul nostro canale Youtube e la nostra pagina Facebook.

Pro Italia
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Giorgetti spinge per Salvini al Viminale.
A parte il fatto che il soggetto ha perso qualsiasi credibilità così come il suo partito, ma è scontato quello che accadrebbe una volta insediatosi al Ministero degli Interni: flotte di ONG salperebbero alla volta delle coste libiche per fare un bel carico di migranti, piazzarsi poi davanti alle coste italiane e infine iniziare il valzer di pressioni politiche e mediatiche. Una Rackete due, con tutto lo "star system" italico a piangere dagli attici e ad implorare l'apertura dei porti, con la magistratura pronta all'assalto.
Per carità.
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Sulla questione energetica (e non solo) l'UE sta andando in frantumi ed è veramente un bel vedere. O meglio, sarebbe uno spettacolo meraviglioso se non dovessimo sorbirci i nostri euroinomani che hanno ancora il coraggio di decantare la magnificenza della baracca europea e dei soldi a strozzo di Bruxelles. Gli interessi nazionali non se ne sono mai andati e la Storia non si è mai fermata. Purtroppo la nostra classe politica, che gioisce per le rate del PNRR, umiliando l'Italia, è rimasta indietro.
Pagheremo questa sudditanza psicologica ancor prima che politica.

Matteo Brandi
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"Ora avremo una politica estera chiara verso l'Ucraina, mentre prima era sussidiaria alla nostra politica verso la Russia perché dipendenti dall'energia russa."
Queste le parole di Josep Borrell, alto rappresentante della politica estera UE (ruolo abbastanza ridicolo dato che l'UE non esiste come soggetto geopolitico).

Ma si tratta comunque di parole che dovrebbero metterci in guardia. Perché questo pupazzo sta dicendo che la dipendenza europea da gas russo fa parte del passato, e questo è falso. Lo sanno a Berlino e lo sanno anche a Roma.

Borrell aggiunge, come se nulla fosse, che "La guerra è entrata in una nuova fase, perché è una guerra tradizionale contro una potenza nucleare" però "dobbiamo mostrare che continueremo a sostenere l'Ucraina".

Tradotto: facciamo finta di non dipendere dal gas russo e continuiamo a riempire l'Ucraina di armi anche se siamo a due passi dalla guerra nucleare.

Nel frattempo, Zelensky chiude la porta a qualsiasi negoziato (degno del premio Nobel per la pace, come il bombarolo Obama...). E Putin, oggi, ratifica l'annessione delle regioni ucraine orientali.

Non sono pazzi, sono criminali.

Matteo Brandi
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Meloni tira a campare.
Draghi tira dritto.
Zelensky tira e basta.
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Scollamento dalla realtà.

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Quali sono le tecniche che utilizza il potere per plagiare le menti? Quali sono i trucchi e che tipo di scienza c'è dietro l'ingegneria sociale? Enrica Perucchietti ripercorre la Storia della propaganda e del condizionamento delle masse, dal novecento ai giorni nostri.
https://www.youtube.com/watch?v=iIihVl7h_Sc
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È un governo fluidgender: è geneticamente europeista ma si percepisce come patriota.

Matteo Brandi
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🔴Giovedì 6 ottobre dalle 8.30 alle 10 sarò in diretta sulla chat vocale del Canale Telegram Becciolini Network.
Parleremo delle ultime notizie e gli spettatori potranno fare domande e interagire.
Vi aspetto!
Per partecipare, andate su questo link e cliccate Join in alto a destra.
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Per la rubrica "grazie al c...", ecco l'ammissione delle spie USA: sono stati gli ucraini ad uccidere barbaramente Darya Dugina. Direi che ora Zelensky ha tutte le carte in regola per ritirare il suo Nobel per la pace.
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Secondo l'intelligence americana ad uccidere Darya Dugina sono stati degli "infiltrati ucraini in Russia. Questo confermerebbe l'ipotesi e la repentina risposta dell'intelligence russa.

Le fonti riservate vicine al dossier citate dal quotidiano americano hanno anche spiegato che gli Stati Uniti “non hanno preso parte all’attacco, né fornendo informazioni né altre forme di assistenza”.

Questa la posizione di Washington che si dice parecchio seccata delle spregiudicate operazioni di "sabotaggio ucraine" e della poca trasparenza di Kiev e che non approva questi metodi.

Gli ucraini continuano a negare ogni coinvolgimento. iI consigliere del presidente Zelensky, Mykhailo Podolyak, in un’intervista proprio al New York Times martedì “Qualsiasi omicidio durante la guerra in un Paese o in un altro deve portare con sé una sorta di significato pratico” e ancora "un omicidio dovrebbe soddisfare uno scopo specifico, tattico o strategico. Una come Dugina non è un obiettivo tattico o strategico per l’Ucraina. a certamente non Dugina”.

Viene difficile pensare che gli Stati Uniti che forniscono e rivendicano oltretutto di supportare l'esercito ucraino in tutto e per tutto con sofisticati armamenti non fossero a conoscenza dell'operazione dei servizi di Kiev.

Come riportato su Inside Over il 13 settembre da un articolo di Andrea Muratore infatti "l’asse tra Stati Uniti e Ucraina ha contribuito alla fulminea controffensiva di Kiev nell’Est del Paese contro le forze russe grazie alla cooperazione tra le agenzie di intelligence. Lo riporta il New York Times citando alti funzionari dell’amministrazione Biden che hanno riportato della crescente interlocuzione tra i servizi segreti di Kiev e quelli a stelle e strisce a partire dall’estate scorsa."

Dietro tutta la vicenda Ucraina dal lontano 2014 dal colpo di stato di Euro Maidan, all'istaurazione del regime neofascista, alla strage dei sindacati di Odessa e alla regolarizzazione delle truppe paramilitari neonaziste come Azov, Pravy Sektor e molte altre c'è sempre stato il beneplacito dell'Occidente e della NATO.

Fa sorridere vedere questo smarcamento del governo statunitense, sa tanto di una sciagurata, amara e triste barzelletta. A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Francesco Centineo
Pro Italia - Torino
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Con 504 voti a favore, 26 contrari e 36 astensioni, al Parlamento europeo è stata approvata la relazione sullo stato del conflitto in Ucraina. Tre i punti che si sono toccati nella bacinella di Strasburgo: condanna dei "referendum farsa", aumento del supporto militare a Kiev (c'è un Nobel della pace da supportare,no?) e istituzione di un tribunale internazionale "per i crimini contro l'Ucraina" (questo nello stesso giorno in cui persino i servizi americani ammettono il ruolo dei colleghi ucraini nella morte di Darya Dugina).
Poi, come se nulla fosse, si chiede alla baracca europea di approntare una risposta univoca in caso di attacco nucleare. Non si sa mai.
E niente, questo è l'ennesimo bollettino della follia a dodici stelle a cui ormai ci stiamo abituando: propaganda come se piovesse e totale noncuranza verso gli effetti di ciò che si difende con inesausto fanatismo.
È l'epoca degli idioti.

Matteo Brandi
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Il 7 ottobre a Roma, dalle 18:00 in piazza Asti 5A, verrà presentato il progetto Pro Italia a tutti i nuovi arrivati e successivamente si discuterà collegialmente di come articolare le prossime attività politiche sul territorio della capitale.

Vi aspettiamo!

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Non importa quali difficoltà stiate attraversando nella vostra vita, se non siete come questa gente dovete esserne fieri.
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Ci stanno riprovando. Di nuovo. Ricomincia l'assurdo e ridicolo balletto dell'indice Rt, con tanto di allarmi sull'inverno che incombe (una volta c'erano le influenze, ma non vanno più di moda) e previsioni catastrofiche su contagi, malati e morti.
Il Covid è il nuovo Spread: uno strumento per ricattare i governi, spaventare i cittadini e dettare l'agenda politica. Con la differenza che lo Spread è legato alle bizze della BCE, mentre il terrorismo da virus si avvale di un pugno di virostar affamate di palcoscenici e dell'inchiostro dei peggiori pennivendoli italici.
Ci cascheranno i sudditi?
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Sto lavorando ad un video dedicato all'analisi approfondita dell'area del dissenso alle ultime elezioni.
Sarà un video in cui cercherò di scandagliare ogni aspetto della vicenda per dare una panoramica completa di ciò che è successo, di ciò che bisognerebbe fare e di ciò che dovrebbe essere cambiato o abbandonato.

Matteo Brandi
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L'Occidente è attaccato alle bizze di un vecchio guerrafondaio affetto da demenza senile e alle sparate di un comico in tacchi a spillo che suona il piano col proprio pene.
Mi parlate di Armageddon nucleare? Qui siamo già all'Armageddon neuronale.

Matteo Brandi
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Colpito il ponte di Crimea, o ponte di Kerc, una struttura importantissima che collega la penisola alla madre patria russa. Pare sia stato fatto saltare in aria dalle forze ucraine, mentre le prime notizie parlavano di una cisterna in fiamme. È una struttura di importanza vitale per i russi, in quanto linea di rifornimento e snodo logistico.
Se fosse il preludio di un attacco di Kiev alla Crimea, territorio russo dal 2014, le conseguenze potrebbero essere disastrose.

Aggiornamento: C'è anche un video, il danno pare confermato.
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Il Ponte di Crimea sullo stretto di Kerč in fiamme e semidistrutto. La struttura, inaugurata nel 2018, ha una grande importanza logistica e strategica per la Federazione Russa. In attesa di ulteriori aggiornamenti, non ci rimane che constatare quanto la situazione stia precipitando.

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La rete è letteralmente invasa di globalioti contenti per l'attentato al ponte di Crimea. Questi lobotomizzati esultano come se stessero guardando una partita di pallone, senza rendersi conto che la mezzanotte è più vicina che mai. Qualcuno dovrebbe spiegare a questa massa di teledipendenti rincoglioniti che un'esplosione nucleare non ti risparmia se hai la bandierina ucraina nella foto profilo.
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