Il monumento vivente all'ipocondria Roberto Speranza e il ministro dell'assenza di confini Luciana Lamorgese hanno partorito l'ennesima porcheria: l'obbligo di mascherina per votare al referendum del 12 giugno.
Come il 99,9% delle misure imposte alla cittadinanza per contrastare il Covid, ormai diventato a tutti gli effetti un credo religioso, anche questa non ha alcun fondamento razionale.
L'unico motivo per cui continuano ad imporre l'uso della pezza davanti alla bocca lo ha esplicitato il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi: "hanno un valore educativo."
Educano a cosa queste grottesche mascherine? Alla cieca obbedienza, alla sociopatia e al conformismo. Insomma: ai nuovi valori occidentali.
Siamo nel 2022, non agli inizi del 2020. Dovrebbe esservi tutto chiaro e cristallino, no? Allora piantatela di dare una mano a questi psicopatici autoritari: levatevi quella maledetta mascherina!
Matteo Brandi
Come il 99,9% delle misure imposte alla cittadinanza per contrastare il Covid, ormai diventato a tutti gli effetti un credo religioso, anche questa non ha alcun fondamento razionale.
L'unico motivo per cui continuano ad imporre l'uso della pezza davanti alla bocca lo ha esplicitato il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi: "hanno un valore educativo."
Educano a cosa queste grottesche mascherine? Alla cieca obbedienza, alla sociopatia e al conformismo. Insomma: ai nuovi valori occidentali.
Siamo nel 2022, non agli inizi del 2020. Dovrebbe esservi tutto chiaro e cristallino, no? Allora piantatela di dare una mano a questi psicopatici autoritari: levatevi quella maledetta mascherina!
Matteo Brandi
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IL TRADIMENTO DEL BRITANNIA
Sono passati 30 anni dall'infame crociera sul panfilo Britannia, dove fu decisa la svendita dell'industria pubblica italiana. Ma cosa fu deciso su quella nave? Che ruolo ebbe Draghi?
https://www.youtube.com/watch?v=OD2g9MhyLck
Sono passati 30 anni dall'infame crociera sul panfilo Britannia, dove fu decisa la svendita dell'industria pubblica italiana. Ma cosa fu deciso su quella nave? Che ruolo ebbe Draghi?
https://www.youtube.com/watch?v=OD2g9MhyLck
YouTube
IL TRADIMENTO DEL BRITANNIA - Cosa successe su quel panfilo?
Sono passati 30 anni dall'infame crociera sul panfilo Britannia, dove fu decisa la svendita dell'industria pubblica italiana. Ma cosa fu deciso su quella nave? Che ruolo ebbe Draghi?
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
BASTA TAGLIARE SULLA SALUTE!
TORNIAMO A INVESTIRE SULLA SANITÀ PUBBLICA
Per capire la strage che è stata perpetrata in Italia ai danni della sanità pubblica basta snocciolare qualche numero.
Fra il 2010 e il 2019, nel nostro Paese sono stati chiusi più di 170 ospedali, circa il 15% del totale. Sorte anche peggiore è capitata agli ambulatori per l’assistenza territoriale, scesi di quasi 2000 unità, ossia del 20% del totale. E nel frattempo, grazie al blocco del turnover, il personale sanitario è calato del 7%.
Nel complesso, soltanto negli anni che vanno dal 2012 al 2019, al nostro Sistema Sanitario Nazionale sono stati sottratti 37 miliardi di euro.
Il risultato netto di queste scelte lo abbiamo sperimentato nelle fasi più dure dell’emergenza sanitaria. Se a metà degli anni ’70 negli ospedali italiani erano presenti più di 10 posti letto ogni mille abitanti, oggi siamo arrivati ad averne a poco più di 3. Siamo diventati il fanalino di coda anche in questa classifica europea.
Ebbene, dopo due anni di vuota retorica sull’importanza della sanità pubblica, il Governo Draghi si accinge a praticare l’ennesima sforbiciata: tra il 2022 e il 2023 la spesa sanitaria calerà di 6 miliardi, attestandosi a un livello in proporzione al PIL inferiore a quello del 2019.
Nonostante tutto quello che è accaduto, si prosegue imperterriti sulla linea dettata dall’Unione europea nel processo di smantellamento e privatizzazione della nostra sanità. Il Governo di Mario Draghi procede in perfetta continuità con l’operato di Monti, di Letta, di Renzi e di tutti gli altri esecutivi proni ai diktat di Bruxelles.
È ora di dire basta a tutto questo. La sanità pubblica è un presidio fondamentale per garantire ai cittadini il diritto alla salute, non può essere sacrificata in nome dei criminali dogmi dell’austerità. Occorre tornare a investire in nuove strutture ospedaliere, in nuovi ambulatori e soprattutto nella formazione e nella retribuzione del personale sanitario. Bisogna cancellare gli effetti nefasti prodotti dalla regionalizzazione e dall’aziendalizzazione del SSN e ripensare la nostra sanità secondo i principi della nostra Costituzione.
Opponiamoci a questa deriva. La salute degli italiani non è un costo. È la nostra vera ricchezza.
Pro Italia
TORNIAMO A INVESTIRE SULLA SANITÀ PUBBLICA
Per capire la strage che è stata perpetrata in Italia ai danni della sanità pubblica basta snocciolare qualche numero.
Fra il 2010 e il 2019, nel nostro Paese sono stati chiusi più di 170 ospedali, circa il 15% del totale. Sorte anche peggiore è capitata agli ambulatori per l’assistenza territoriale, scesi di quasi 2000 unità, ossia del 20% del totale. E nel frattempo, grazie al blocco del turnover, il personale sanitario è calato del 7%.
Nel complesso, soltanto negli anni che vanno dal 2012 al 2019, al nostro Sistema Sanitario Nazionale sono stati sottratti 37 miliardi di euro.
Il risultato netto di queste scelte lo abbiamo sperimentato nelle fasi più dure dell’emergenza sanitaria. Se a metà degli anni ’70 negli ospedali italiani erano presenti più di 10 posti letto ogni mille abitanti, oggi siamo arrivati ad averne a poco più di 3. Siamo diventati il fanalino di coda anche in questa classifica europea.
Ebbene, dopo due anni di vuota retorica sull’importanza della sanità pubblica, il Governo Draghi si accinge a praticare l’ennesima sforbiciata: tra il 2022 e il 2023 la spesa sanitaria calerà di 6 miliardi, attestandosi a un livello in proporzione al PIL inferiore a quello del 2019.
Nonostante tutto quello che è accaduto, si prosegue imperterriti sulla linea dettata dall’Unione europea nel processo di smantellamento e privatizzazione della nostra sanità. Il Governo di Mario Draghi procede in perfetta continuità con l’operato di Monti, di Letta, di Renzi e di tutti gli altri esecutivi proni ai diktat di Bruxelles.
È ora di dire basta a tutto questo. La sanità pubblica è un presidio fondamentale per garantire ai cittadini il diritto alla salute, non può essere sacrificata in nome dei criminali dogmi dell’austerità. Occorre tornare a investire in nuove strutture ospedaliere, in nuovi ambulatori e soprattutto nella formazione e nella retribuzione del personale sanitario. Bisogna cancellare gli effetti nefasti prodotti dalla regionalizzazione e dall’aziendalizzazione del SSN e ripensare la nostra sanità secondo i principi della nostra Costituzione.
Opponiamoci a questa deriva. La salute degli italiani non è un costo. È la nostra vera ricchezza.
Pro Italia
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L'OCSE scrive che "la guerra frena il PIL" mentre "l'inflazione sta volando." Risultato? La crescita si è stabilita nel primo semestre del 2022 ad uno straordinario 0,1%.
Nel report, tra le cause, vengono citate anche le restrizioni imposte a gennaio, all'aumento dell'inflazione legato al costo delle materie prime e l'insufficienza del PNRR.
Un momento: i conti non tornano. Perché se prendete (con i guanti, per cortesia, non sporcatevi) le prime pagine dei giornali di solamente qualche mese fa, i titoli annunciavano straordinarie riprese economiche in arrivo.
Ma scusate, non ricordo, da quando stanno imponendo restrizioni e limitazioni demenziali agli italiani? Due anni. Da quando è chiaro che gli "aiuti" a famiglie ed imprese sono stati insufficienti e non hanno tamponato il costo delle bollette? Due anni. Da quando è possibile leggere i dati pubblici della TRUFFA del Recovery Fund? Due anni.
Dunque ora dovremmo tutti fare finta di cadere dal pero? Neanche per sogno. Era chiaro come il sole che non ci sarebbe stata alcuna ripresa, ben prima della guerra in Ucraina. La "creative destruction" di Draghi è andata alla grande e, a fine anno, conteremo altre migliaia di imprese italiane fallite.
Scommettiamo che a Dicembre ricominceranno a prospettarci l'arrivo della "ripresa"? Sì, l'unica che vediamo qui in Italia da 20 anni: quella per il culo.
Matteo Brandi
Nel report, tra le cause, vengono citate anche le restrizioni imposte a gennaio, all'aumento dell'inflazione legato al costo delle materie prime e l'insufficienza del PNRR.
Un momento: i conti non tornano. Perché se prendete (con i guanti, per cortesia, non sporcatevi) le prime pagine dei giornali di solamente qualche mese fa, i titoli annunciavano straordinarie riprese economiche in arrivo.
Ma scusate, non ricordo, da quando stanno imponendo restrizioni e limitazioni demenziali agli italiani? Due anni. Da quando è chiaro che gli "aiuti" a famiglie ed imprese sono stati insufficienti e non hanno tamponato il costo delle bollette? Due anni. Da quando è possibile leggere i dati pubblici della TRUFFA del Recovery Fund? Due anni.
Dunque ora dovremmo tutti fare finta di cadere dal pero? Neanche per sogno. Era chiaro come il sole che non ci sarebbe stata alcuna ripresa, ben prima della guerra in Ucraina. La "creative destruction" di Draghi è andata alla grande e, a fine anno, conteremo altre migliaia di imprese italiane fallite.
Scommettiamo che a Dicembre ricominceranno a prospettarci l'arrivo della "ripresa"? Sì, l'unica che vediamo qui in Italia da 20 anni: quella per il culo.
Matteo Brandi
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Forwarded from L' arte di Satyrus (Pasquino Satyrus)
Una breve panoramica riepilogativa delle sole caricature a colori, non delle vignette in chiaroscuro, dipinte fino ad ora sin dall'apertura del canale.
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Non so voi, ma ogni tanto ripenso alla mia infanzia e ringrazio Dio o chi per lui di aver vissuto quegli anni senza un cellulare in mano.
Sì, suonerà retorico e "bacchettone", ma non me ne frega niente. Ho imparato a stare solo in una stanza e a dover contare esclusivamente sulla mia fantasia per poter passare il tempo. Ho imparato, seduto a tavola durante cene noiose e ricevimenti interminabili, a far volare l'immaginazione anche solo guardando il soffitto. Ho imparato a bastarmi, nel silenzio e nel nulla. È stata una palestra per la mente che l'ultima generazione, forse, non conoscerà mai.
E, sarò sincero, a volte mi accorgo che questo continuo stimolo esterno a colpi di notifiche, mail, messaggi e post, rischia di intaccare quella ricchezza.
Se posso darvi un consiglio, ogni tanto, staccate. Anche questo, in fondo, è un atto di resistenza.
Matteo Brandi
Sì, suonerà retorico e "bacchettone", ma non me ne frega niente. Ho imparato a stare solo in una stanza e a dover contare esclusivamente sulla mia fantasia per poter passare il tempo. Ho imparato, seduto a tavola durante cene noiose e ricevimenti interminabili, a far volare l'immaginazione anche solo guardando il soffitto. Ho imparato a bastarmi, nel silenzio e nel nulla. È stata una palestra per la mente che l'ultima generazione, forse, non conoscerà mai.
E, sarò sincero, a volte mi accorgo che questo continuo stimolo esterno a colpi di notifiche, mail, messaggi e post, rischia di intaccare quella ricchezza.
Se posso darvi un consiglio, ogni tanto, staccate. Anche questo, in fondo, è un atto di resistenza.
Matteo Brandi
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Quel coso inutile e deleterio del Parlamento Europeo ha approvato lo STOP alla vendita di auto benzina-diesel-gpl dal 2035, con 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti.
Per "salvaguardare" la produzione di supercar nella motor valley dell'Emilia-Romagna è stato approvato un emendamento-pezza che ha spostato il limite temporale dal 2030 fino al 2036 per i piccoli produttori d'auto.
Briciole, come al solito. Siamo nel 2022: quante aziende nostrane potranno adattarsi in tempo o verranno incentivate economicamente alla transizione prima di soccombere? Quanti posti di lavoro rischiamo di perdere? Secondo l'Anfia nell'industria automotive rischiano in 70.000, lavoratori legati alla produzione di componenti non necessari all'elettrico.
Ma in fondo chissenefrega, no? Basta mettere la parola "green" alla fine di qualche slogan e sono tutti contenti? Una foto con Greta, una piantina stilizzata, e fanculo ai poveracci che non vogliono "salvare il pianeta".
Ci lasceranno al Green.
Matteo Brandi
Per "salvaguardare" la produzione di supercar nella motor valley dell'Emilia-Romagna è stato approvato un emendamento-pezza che ha spostato il limite temporale dal 2030 fino al 2036 per i piccoli produttori d'auto.
Briciole, come al solito. Siamo nel 2022: quante aziende nostrane potranno adattarsi in tempo o verranno incentivate economicamente alla transizione prima di soccombere? Quanti posti di lavoro rischiamo di perdere? Secondo l'Anfia nell'industria automotive rischiano in 70.000, lavoratori legati alla produzione di componenti non necessari all'elettrico.
Ma in fondo chissenefrega, no? Basta mettere la parola "green" alla fine di qualche slogan e sono tutti contenti? Una foto con Greta, una piantina stilizzata, e fanculo ai poveracci che non vogliono "salvare il pianeta".
Ci lasceranno al Green.
Matteo Brandi
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Oggi dalle 8.30 sarò in diretta sulla chat vocale di Radio Becciolini Network. Qui 👇🏻👇🏻👇🏻
https://t.me/canaleFAHRENHEIT912
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Benvenuto nel canale dove la verità incontra l’indipendenza. Analisi profonde, notizie senza censure e prospettive alternative sui temi che i media tradizionali ignorano.
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
Con la scusa della transazione verde, ci stanno facendo pagare di tasca nostra la conversione all'elettrico dell'industria automobilistica franco-tedesca. Ci costerà tutto di più e avremo più disoccupati. Al verde ci resteremo solo noi.
Quando Letta scrisse "Morire per Maastricht", evidentemente diceva sul serio.
Quando Letta scrisse "Morire per Maastricht", evidentemente diceva sul serio.
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