Come funzionano davvero i grandi social? Come agiscono gli algoritmi? Come si fa ad aumentare i follower della propria pagina o del proprio profilo? Cosa è permesso scrivere e cosa no?
https://www.youtube.com/watch?v=-LRTc5C6fbI
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COME FUNZIONANO DAVVERO I GRANDI SOCIAL...
Come funzionano davvero i grandi social? Come agiscono gli algoritmi? Come si fa ad aumentare i follower della propria pagina o del proprio profilo? Cosa è permesso scrivere e cosa no?
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Media is too big
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ECCO COME FUNZIONANO DAVVERO I GRANDI SOCIAL.
Blocchi, censure, ban, cancellazioni di pagine e profili.
Tratto da una storia vera...
Matteo Brandi
Blocchi, censure, ban, cancellazioni di pagine e profili.
Tratto da una storia vera...
Matteo Brandi
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Dopo il pizzino della Goldman Sachs, si parla di "larghe intese" e "governo di unità nazionale". Tradotto: al diavolo la democrazia e si fa l'ennesima ammucchiata per obbedire il più velocemente possibile agli ordini di chi vuole smembrare il paese.
Traditori.
Matteo Brandi
Traditori.
Matteo Brandi
🤬231👍42👏12😁3
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
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REFERENDUM 12 GIUGNO
Ecco riassunta in meno di tre minuti la nostra posizione sui quesiti referendari del 12 giugno.
Pro Italia
Ecco riassunta in meno di tre minuti la nostra posizione sui quesiti referendari del 12 giugno.
Pro Italia
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Signori e signore, ecco il trailer della nuova serie TV "il complotto russo sul grano".
Trama: c'è chi ha il grano e chi ha smesso di coltivarlo.
😂
Fine.
Matteo Brandi
Trama: c'è chi ha il grano e chi ha smesso di coltivarlo.
😂
Fine.
Matteo Brandi
😁231👏34👍29😢4
Il prossimo grande esponente della Dolce Stil Bava che leggerò sarà... il Gramellini 😎
Dovrò riprendere la sua ampia letteratura. Ci sarà talmente tanta roba che sicuro qualcosa finirà per sfuggirmi 😂
Matteo Brandi
Dovrò riprendere la sua ampia letteratura. Ci sarà talmente tanta roba che sicuro qualcosa finirà per sfuggirmi 😂
Matteo Brandi
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E Roma continua a sprofondare nel degrado. Dopo l'imbarazzante giunta Raggi, si è insediato in Campidoglio l'anti-italiano Gualtieri, un uomo che si è distinto nei palazzi di Bruxelles per aver tolto il lavoro agli zerbini.
Non che le altre città finite in mano ai globalioti stiano meglio. Diciamo che si intravede una certa continuità... visiva.
Matteo Brandi
Non che le altre città finite in mano ai globalioti stiano meglio. Diciamo che si intravede una certa continuità... visiva.
Matteo Brandi
🤬163👍50😢7👏3
Le immagini del marocchino Hamza Zarir che insegue un suo connazionale brandendo un machete hanno già fatto il giro del mondo.
Ma sono immagini a cui milioni di cittadini del Vecchio Continente si sono ormai abituati. Immagini di degrado urbano e umano, provenienti dalle periferie e dal cuore di città meravigliose trasformate in poltiglie senza identità, senza decoro, senza legge.
È il fallimento clamoroso delle politiche di immigrazione di massa irregolare, dipinte dalla fanfara politicamente corretta come l'unica strada (tanto per cambiare) verso il progresso, con il beneplacito di ricchi globalisti annoiati distanti anni luce dagli effetti di tutto ciò che hanno propagandato per anni.
Ma non c'è solo questo.
Le nostre città sono lo specchio di tutta l'iniquità del paradigma neoliberista. Questo modo criminale di intendere l'economia, l'uomo e la società porta inevitabilmente alla creazione di banlieue, ghetti e zone d'ombra ingestibili. Non "integra", bensì "disintegra". Non "include", bensì "esclude".
E mentre i petalosi benpensanti nostrani fanno finta di nulla, assistiamo al solito valzer di accuse preconfezionate. La sinistra strilla al razzismo da dietro le mura delle ZTL, mentre la destra invoca a pappagallo più forze dell'ordine.
Peccato che nessuna delle due compagini abbia la minima intenzione o capacità di risolvere il problema. Perché per liberare le città dallo squallore globalizzato servirebbero politiche a 360 gradi, che sappiano portare alla sbarra tutte le certezze dogmatiche a cui siamo stati sottoposti negli ultimi, almeno, 30 anni.
Quali dogmi? Quelli che hanno portato alcuni a smettere immediatamente di leggere questo post alla parola "marocchino".
Matteo Brandi
Ma sono immagini a cui milioni di cittadini del Vecchio Continente si sono ormai abituati. Immagini di degrado urbano e umano, provenienti dalle periferie e dal cuore di città meravigliose trasformate in poltiglie senza identità, senza decoro, senza legge.
È il fallimento clamoroso delle politiche di immigrazione di massa irregolare, dipinte dalla fanfara politicamente corretta come l'unica strada (tanto per cambiare) verso il progresso, con il beneplacito di ricchi globalisti annoiati distanti anni luce dagli effetti di tutto ciò che hanno propagandato per anni.
Ma non c'è solo questo.
Le nostre città sono lo specchio di tutta l'iniquità del paradigma neoliberista. Questo modo criminale di intendere l'economia, l'uomo e la società porta inevitabilmente alla creazione di banlieue, ghetti e zone d'ombra ingestibili. Non "integra", bensì "disintegra". Non "include", bensì "esclude".
E mentre i petalosi benpensanti nostrani fanno finta di nulla, assistiamo al solito valzer di accuse preconfezionate. La sinistra strilla al razzismo da dietro le mura delle ZTL, mentre la destra invoca a pappagallo più forze dell'ordine.
Peccato che nessuna delle due compagini abbia la minima intenzione o capacità di risolvere il problema. Perché per liberare le città dallo squallore globalizzato servirebbero politiche a 360 gradi, che sappiano portare alla sbarra tutte le certezze dogmatiche a cui siamo stati sottoposti negli ultimi, almeno, 30 anni.
Quali dogmi? Quelli che hanno portato alcuni a smettere immediatamente di leggere questo post alla parola "marocchino".
Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
LA CRISI DEL GRANO IN ARRIVO
Sono sempre più frequenti gli allarmi di una nuova crisi in arrivo: quella del grano.
Infatti la guerra in Ucraina sta impedendo non solo di coltivare ma anche di esportare il grano immagazzinato nei silos. L’Ucraina è l’ottavo produttore di grano al mondo e quasi tutti i Paesi mediorientali e nord-africani dipendono dalle esportazioni di grano ucraino. A questo si aggiunge anche il forte rialzo del prezzo dei cereali che, ad essere onesti, stava aumentando molti mesi prima che scoppiasse il conflitto. Ciò a causa anche delle manipolazioni dei prezzi effettuate agendo sui contratti derivati basati sul prezzo del grano; si tratta di strumenti finanziari per scommettere un guadagno futuro: i prezzi di oggi dipendono dal commercio di domani. Se ci si aspetta che la crisi alimentare peggiori in futuro, i prezzi odierni aumentano e i profittatori festeggiano.
La combinazione di speculazione sui prezzi, guerra, sanzioni alla Russia (altro produttore di grano) rischia di essere esiziale per noi.
Perché?
La mancanza di pane aumenterà la destabilizzazione politica dei Paesi nord-africani con un aumento considerevole del flusso di migranti verso le nostre coste. La prima terra su cui approderanno sarà proprio la Sicilia.
I nostri rappresentanti nelle istituzioni avrebbero dovuto attuare notevoli pressioni, alla maniera di Victor Orban, per avere un piano europeo di emergenza a riguardo; inoltre, invece di sostenere deleterie sanzioni contro la Russia, avrebbero dovuto chiedere agli alleati NATO: USA, Canada e Francia (rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto come produzione al mondo di grano) oltre che ad inviare armi agli ucraini, di sopperire alla mancanza di cereali con le loro riserve, in modo da calmierare i prezzi e impedire destabilizzanti ondate migratorie.
Ma tutto questo non avviene e non avverrà e l’Italia insieme alla Sicilia saranno costrette ad affrontare da sole una crisi dagli esiti imprevedibili.
Giuseppe Pappalardo
Pro Italia Catania
Sono sempre più frequenti gli allarmi di una nuova crisi in arrivo: quella del grano.
Infatti la guerra in Ucraina sta impedendo non solo di coltivare ma anche di esportare il grano immagazzinato nei silos. L’Ucraina è l’ottavo produttore di grano al mondo e quasi tutti i Paesi mediorientali e nord-africani dipendono dalle esportazioni di grano ucraino. A questo si aggiunge anche il forte rialzo del prezzo dei cereali che, ad essere onesti, stava aumentando molti mesi prima che scoppiasse il conflitto. Ciò a causa anche delle manipolazioni dei prezzi effettuate agendo sui contratti derivati basati sul prezzo del grano; si tratta di strumenti finanziari per scommettere un guadagno futuro: i prezzi di oggi dipendono dal commercio di domani. Se ci si aspetta che la crisi alimentare peggiori in futuro, i prezzi odierni aumentano e i profittatori festeggiano.
La combinazione di speculazione sui prezzi, guerra, sanzioni alla Russia (altro produttore di grano) rischia di essere esiziale per noi.
Perché?
La mancanza di pane aumenterà la destabilizzazione politica dei Paesi nord-africani con un aumento considerevole del flusso di migranti verso le nostre coste. La prima terra su cui approderanno sarà proprio la Sicilia.
I nostri rappresentanti nelle istituzioni avrebbero dovuto attuare notevoli pressioni, alla maniera di Victor Orban, per avere un piano europeo di emergenza a riguardo; inoltre, invece di sostenere deleterie sanzioni contro la Russia, avrebbero dovuto chiedere agli alleati NATO: USA, Canada e Francia (rispettivamente al quarto, quinto e sesto posto come produzione al mondo di grano) oltre che ad inviare armi agli ucraini, di sopperire alla mancanza di cereali con le loro riserve, in modo da calmierare i prezzi e impedire destabilizzanti ondate migratorie.
Ma tutto questo non avviene e non avverrà e l’Italia insieme alla Sicilia saranno costrette ad affrontare da sole una crisi dagli esiti imprevedibili.
Giuseppe Pappalardo
Pro Italia Catania
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ITALIANI DA SEMPRE
Viaggio alla scoperta della Storia e delle radici dell’identità italiana, in lotta per la sopravvivenza nell’epoca della globalizzazione selvaggia.
Ne parleremo con Marco Trombino, saggista e autore del libro "italiani da sempre".
In diretta stasera alle 21:00 sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube.
Qui il 👉🏻 LINK 👈🏻 alla diretta!
Pro Italia
Viaggio alla scoperta della Storia e delle radici dell’identità italiana, in lotta per la sopravvivenza nell’epoca della globalizzazione selvaggia.
Ne parleremo con Marco Trombino, saggista e autore del libro "italiani da sempre".
In diretta stasera alle 21:00 sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube.
Qui il 👉🏻 LINK 👈🏻 alla diretta!
Pro Italia
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Le grane interne al centrodestra oscillano tra l'inutile e il ridicolo. Sono zuffe tra piccoli politicanti per un seggio e una poltrona in più. Sulle questioni essenziali, quelle cioè che davvero decretano la vita o la morte della nazione, sono perfettamente d'accordo tra di loro: europeismo e atlantismo. Purtroppo molti cadranno nella truffa di marketing finto-sovranista che si sta delineando all'orizzonte. Forse l'ultima. E forse il paese dovrà passare anche da questa...
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Il monumento vivente all'ipocondria Roberto Speranza e il ministro dell'assenza di confini Luciana Lamorgese hanno partorito l'ennesima porcheria: l'obbligo di mascherina per votare al referendum del 12 giugno.
Come il 99,9% delle misure imposte alla cittadinanza per contrastare il Covid, ormai diventato a tutti gli effetti un credo religioso, anche questa non ha alcun fondamento razionale.
L'unico motivo per cui continuano ad imporre l'uso della pezza davanti alla bocca lo ha esplicitato il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi: "hanno un valore educativo."
Educano a cosa queste grottesche mascherine? Alla cieca obbedienza, alla sociopatia e al conformismo. Insomma: ai nuovi valori occidentali.
Siamo nel 2022, non agli inizi del 2020. Dovrebbe esservi tutto chiaro e cristallino, no? Allora piantatela di dare una mano a questi psicopatici autoritari: levatevi quella maledetta mascherina!
Matteo Brandi
Come il 99,9% delle misure imposte alla cittadinanza per contrastare il Covid, ormai diventato a tutti gli effetti un credo religioso, anche questa non ha alcun fondamento razionale.
L'unico motivo per cui continuano ad imporre l'uso della pezza davanti alla bocca lo ha esplicitato il ministro dell'istruzione Patrizio Bianchi: "hanno un valore educativo."
Educano a cosa queste grottesche mascherine? Alla cieca obbedienza, alla sociopatia e al conformismo. Insomma: ai nuovi valori occidentali.
Siamo nel 2022, non agli inizi del 2020. Dovrebbe esservi tutto chiaro e cristallino, no? Allora piantatela di dare una mano a questi psicopatici autoritari: levatevi quella maledetta mascherina!
Matteo Brandi
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IL TRADIMENTO DEL BRITANNIA
Sono passati 30 anni dall'infame crociera sul panfilo Britannia, dove fu decisa la svendita dell'industria pubblica italiana. Ma cosa fu deciso su quella nave? Che ruolo ebbe Draghi?
https://www.youtube.com/watch?v=OD2g9MhyLck
Sono passati 30 anni dall'infame crociera sul panfilo Britannia, dove fu decisa la svendita dell'industria pubblica italiana. Ma cosa fu deciso su quella nave? Che ruolo ebbe Draghi?
https://www.youtube.com/watch?v=OD2g9MhyLck
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IL TRADIMENTO DEL BRITANNIA - Cosa successe su quel panfilo?
Sono passati 30 anni dall'infame crociera sul panfilo Britannia, dove fu decisa la svendita dell'industria pubblica italiana. Ma cosa fu deciso su quella nave? Che ruolo ebbe Draghi?
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BASTA TAGLIARE SULLA SALUTE!
TORNIAMO A INVESTIRE SULLA SANITÀ PUBBLICA
Per capire la strage che è stata perpetrata in Italia ai danni della sanità pubblica basta snocciolare qualche numero.
Fra il 2010 e il 2019, nel nostro Paese sono stati chiusi più di 170 ospedali, circa il 15% del totale. Sorte anche peggiore è capitata agli ambulatori per l’assistenza territoriale, scesi di quasi 2000 unità, ossia del 20% del totale. E nel frattempo, grazie al blocco del turnover, il personale sanitario è calato del 7%.
Nel complesso, soltanto negli anni che vanno dal 2012 al 2019, al nostro Sistema Sanitario Nazionale sono stati sottratti 37 miliardi di euro.
Il risultato netto di queste scelte lo abbiamo sperimentato nelle fasi più dure dell’emergenza sanitaria. Se a metà degli anni ’70 negli ospedali italiani erano presenti più di 10 posti letto ogni mille abitanti, oggi siamo arrivati ad averne a poco più di 3. Siamo diventati il fanalino di coda anche in questa classifica europea.
Ebbene, dopo due anni di vuota retorica sull’importanza della sanità pubblica, il Governo Draghi si accinge a praticare l’ennesima sforbiciata: tra il 2022 e il 2023 la spesa sanitaria calerà di 6 miliardi, attestandosi a un livello in proporzione al PIL inferiore a quello del 2019.
Nonostante tutto quello che è accaduto, si prosegue imperterriti sulla linea dettata dall’Unione europea nel processo di smantellamento e privatizzazione della nostra sanità. Il Governo di Mario Draghi procede in perfetta continuità con l’operato di Monti, di Letta, di Renzi e di tutti gli altri esecutivi proni ai diktat di Bruxelles.
È ora di dire basta a tutto questo. La sanità pubblica è un presidio fondamentale per garantire ai cittadini il diritto alla salute, non può essere sacrificata in nome dei criminali dogmi dell’austerità. Occorre tornare a investire in nuove strutture ospedaliere, in nuovi ambulatori e soprattutto nella formazione e nella retribuzione del personale sanitario. Bisogna cancellare gli effetti nefasti prodotti dalla regionalizzazione e dall’aziendalizzazione del SSN e ripensare la nostra sanità secondo i principi della nostra Costituzione.
Opponiamoci a questa deriva. La salute degli italiani non è un costo. È la nostra vera ricchezza.
Pro Italia
TORNIAMO A INVESTIRE SULLA SANITÀ PUBBLICA
Per capire la strage che è stata perpetrata in Italia ai danni della sanità pubblica basta snocciolare qualche numero.
Fra il 2010 e il 2019, nel nostro Paese sono stati chiusi più di 170 ospedali, circa il 15% del totale. Sorte anche peggiore è capitata agli ambulatori per l’assistenza territoriale, scesi di quasi 2000 unità, ossia del 20% del totale. E nel frattempo, grazie al blocco del turnover, il personale sanitario è calato del 7%.
Nel complesso, soltanto negli anni che vanno dal 2012 al 2019, al nostro Sistema Sanitario Nazionale sono stati sottratti 37 miliardi di euro.
Il risultato netto di queste scelte lo abbiamo sperimentato nelle fasi più dure dell’emergenza sanitaria. Se a metà degli anni ’70 negli ospedali italiani erano presenti più di 10 posti letto ogni mille abitanti, oggi siamo arrivati ad averne a poco più di 3. Siamo diventati il fanalino di coda anche in questa classifica europea.
Ebbene, dopo due anni di vuota retorica sull’importanza della sanità pubblica, il Governo Draghi si accinge a praticare l’ennesima sforbiciata: tra il 2022 e il 2023 la spesa sanitaria calerà di 6 miliardi, attestandosi a un livello in proporzione al PIL inferiore a quello del 2019.
Nonostante tutto quello che è accaduto, si prosegue imperterriti sulla linea dettata dall’Unione europea nel processo di smantellamento e privatizzazione della nostra sanità. Il Governo di Mario Draghi procede in perfetta continuità con l’operato di Monti, di Letta, di Renzi e di tutti gli altri esecutivi proni ai diktat di Bruxelles.
È ora di dire basta a tutto questo. La sanità pubblica è un presidio fondamentale per garantire ai cittadini il diritto alla salute, non può essere sacrificata in nome dei criminali dogmi dell’austerità. Occorre tornare a investire in nuove strutture ospedaliere, in nuovi ambulatori e soprattutto nella formazione e nella retribuzione del personale sanitario. Bisogna cancellare gli effetti nefasti prodotti dalla regionalizzazione e dall’aziendalizzazione del SSN e ripensare la nostra sanità secondo i principi della nostra Costituzione.
Opponiamoci a questa deriva. La salute degli italiani non è un costo. È la nostra vera ricchezza.
Pro Italia
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L'OCSE scrive che "la guerra frena il PIL" mentre "l'inflazione sta volando." Risultato? La crescita si è stabilita nel primo semestre del 2022 ad uno straordinario 0,1%.
Nel report, tra le cause, vengono citate anche le restrizioni imposte a gennaio, all'aumento dell'inflazione legato al costo delle materie prime e l'insufficienza del PNRR.
Un momento: i conti non tornano. Perché se prendete (con i guanti, per cortesia, non sporcatevi) le prime pagine dei giornali di solamente qualche mese fa, i titoli annunciavano straordinarie riprese economiche in arrivo.
Ma scusate, non ricordo, da quando stanno imponendo restrizioni e limitazioni demenziali agli italiani? Due anni. Da quando è chiaro che gli "aiuti" a famiglie ed imprese sono stati insufficienti e non hanno tamponato il costo delle bollette? Due anni. Da quando è possibile leggere i dati pubblici della TRUFFA del Recovery Fund? Due anni.
Dunque ora dovremmo tutti fare finta di cadere dal pero? Neanche per sogno. Era chiaro come il sole che non ci sarebbe stata alcuna ripresa, ben prima della guerra in Ucraina. La "creative destruction" di Draghi è andata alla grande e, a fine anno, conteremo altre migliaia di imprese italiane fallite.
Scommettiamo che a Dicembre ricominceranno a prospettarci l'arrivo della "ripresa"? Sì, l'unica che vediamo qui in Italia da 20 anni: quella per il culo.
Matteo Brandi
Nel report, tra le cause, vengono citate anche le restrizioni imposte a gennaio, all'aumento dell'inflazione legato al costo delle materie prime e l'insufficienza del PNRR.
Un momento: i conti non tornano. Perché se prendete (con i guanti, per cortesia, non sporcatevi) le prime pagine dei giornali di solamente qualche mese fa, i titoli annunciavano straordinarie riprese economiche in arrivo.
Ma scusate, non ricordo, da quando stanno imponendo restrizioni e limitazioni demenziali agli italiani? Due anni. Da quando è chiaro che gli "aiuti" a famiglie ed imprese sono stati insufficienti e non hanno tamponato il costo delle bollette? Due anni. Da quando è possibile leggere i dati pubblici della TRUFFA del Recovery Fund? Due anni.
Dunque ora dovremmo tutti fare finta di cadere dal pero? Neanche per sogno. Era chiaro come il sole che non ci sarebbe stata alcuna ripresa, ben prima della guerra in Ucraina. La "creative destruction" di Draghi è andata alla grande e, a fine anno, conteremo altre migliaia di imprese italiane fallite.
Scommettiamo che a Dicembre ricominceranno a prospettarci l'arrivo della "ripresa"? Sì, l'unica che vediamo qui in Italia da 20 anni: quella per il culo.
Matteo Brandi
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Forwarded from L' arte di Satyrus (Pasquino Satyrus)
Una breve panoramica riepilogativa delle sole caricature a colori, non delle vignette in chiaroscuro, dipinte fino ad ora sin dall'apertura del canale.
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