Elon Musk ha acquistato Twitter per 44 miliardi di dollari. Pare che la società sia prossima ad uscire da Wall Street.
Ora, il sottoscritto non è un fan di Musk. Quest'ultimo è un transumanista e, in tutta sincerità, non vedo di buon occhio la figura del "miliardario filantropo". Tuttavia, questa operazione su Twitter sta gettando nel panico tutti i globalioti che hanno plaudito alla censura operata da questo social negli anni scorsi.
Twitter, dicono questi replicanti del pensiero unico, ha "moderato" i post. No, cari infimi buffoni, Twitter ha CENSURATO. E lo ha fatto per una questione politica e ideologica. Migliaia di profili (tra cui il mio personale) sono stati cancellati perché rei di non aver abbracciato la narrazione dominante.
Dall'altra parte, quella petalosa e "democratica", si è continuato ad insultare, attaccare e diffamare senza che Twitter avesse nulla da ridire. Il risultato di questa scrematura, di questo repulisti POLITICO, è stato quello di aver trasformato il social in un megafono dei dogmi globalisti.
Ovviamente questa cosa sta ancora accadendo. E non solo su Twitter, ma su tutti i maggiori social, da Facebook a YouTube. Se hai una pagina o un canale non allineati all'agenda mainstream, ti aspettano blocchi, oscuramenti, shadow ban e ogni tipo di ostacolo.
La verità è che, ad armi pari, i globalisti verrebbero soverchiati sui social. Oggi, potendo contare su piattaforme alleate, sembrano molti di più e molto più forti di quanto siano in realtà. Non fatevi spaventare dal numero di follower o di visualizzazioni, il gioco è TRUCCATO.
Musk farà saltare questo trucco su Twitter? Non lo so. Però vedere il terrore sui volti di chi ha barato fino ad oggi è un vero piacere.
Matteo Brandi
Ora, il sottoscritto non è un fan di Musk. Quest'ultimo è un transumanista e, in tutta sincerità, non vedo di buon occhio la figura del "miliardario filantropo". Tuttavia, questa operazione su Twitter sta gettando nel panico tutti i globalioti che hanno plaudito alla censura operata da questo social negli anni scorsi.
Twitter, dicono questi replicanti del pensiero unico, ha "moderato" i post. No, cari infimi buffoni, Twitter ha CENSURATO. E lo ha fatto per una questione politica e ideologica. Migliaia di profili (tra cui il mio personale) sono stati cancellati perché rei di non aver abbracciato la narrazione dominante.
Dall'altra parte, quella petalosa e "democratica", si è continuato ad insultare, attaccare e diffamare senza che Twitter avesse nulla da ridire. Il risultato di questa scrematura, di questo repulisti POLITICO, è stato quello di aver trasformato il social in un megafono dei dogmi globalisti.
Ovviamente questa cosa sta ancora accadendo. E non solo su Twitter, ma su tutti i maggiori social, da Facebook a YouTube. Se hai una pagina o un canale non allineati all'agenda mainstream, ti aspettano blocchi, oscuramenti, shadow ban e ogni tipo di ostacolo.
La verità è che, ad armi pari, i globalisti verrebbero soverchiati sui social. Oggi, potendo contare su piattaforme alleate, sembrano molti di più e molto più forti di quanto siano in realtà. Non fatevi spaventare dal numero di follower o di visualizzazioni, il gioco è TRUCCATO.
Musk farà saltare questo trucco su Twitter? Non lo so. Però vedere il terrore sui volti di chi ha barato fino ad oggi è un vero piacere.
Matteo Brandi
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
LA FRANCIA DI MACRON
Emmanuel Macron batte Marine Le Pen al ballottaggio e rimane a capo dell’Eliseo. In che modo si muoverà la Francia d’ora in avanti? Cosa dobbiamo aspettarci dalla politica itnernazionale di Parigi?
Con Matteo Brandi (Pro Italia), Ludovico Vicino (Pro Italia) e Marco Guarguaglini (PhD in Fisica / Docente)
🔴Diretta stasera alle 21 sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube.
Pro Italia
Emmanuel Macron batte Marine Le Pen al ballottaggio e rimane a capo dell’Eliseo. In che modo si muoverà la Francia d’ora in avanti? Cosa dobbiamo aspettarci dalla politica itnernazionale di Parigi?
Con Matteo Brandi (Pro Italia), Ludovico Vicino (Pro Italia) e Marco Guarguaglini (PhD in Fisica / Docente)
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Pro Italia
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Forwarded from Martina Pastorelli
Media is too big
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🔵🔵 UNA MORALE DIABOLICA
COVID - Un moralismo fondato sull'accettazione di ordini sanitari ha spaccato la società e minato la fiducia in scienza e medicina: questo è un male grande
Jay Bhattacharya (professore di Medicina a Stanford University e co autore di Great Barrington Declaration): ho sentito medici dire che i non vaccinati non vanno curati e ciò è sconvolgente!
Non c'è nessuna base morale per affermare che siccome hai scelto di non vaccinarti, se hai un infarto non devi essere curato!
#lachiesachecè
COVID - Un moralismo fondato sull'accettazione di ordini sanitari ha spaccato la società e minato la fiducia in scienza e medicina: questo è un male grande
Jay Bhattacharya (professore di Medicina a Stanford University e co autore di Great Barrington Declaration): ho sentito medici dire che i non vaccinati non vanno curati e ciò è sconvolgente!
Non c'è nessuna base morale per affermare che siccome hai scelto di non vaccinarti, se hai un infarto non devi essere curato!
#lachiesachecè
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LA RUSSIA CAMBIA STRATEGIA
Diario di Guerra in Ucraina - Max Bonelli
🪖🇷🇺🇺🇦
La guerra in Ucraina vive un momento di stallo, come dimostrato dal lungo assedio dell'acciaieria Azovstal, roccaforte del battaglione Azov. Mentre i paesi Nato, sotto l'egida americana, inondano l'Ucraina di armi, esplode per le strade la giustizia sommaria...
https://www.youtube.com/watch?v=xq31tR0qw-A
Diario di Guerra in Ucraina - Max Bonelli
🪖🇷🇺🇺🇦
La guerra in Ucraina vive un momento di stallo, come dimostrato dal lungo assedio dell'acciaieria Azovstal, roccaforte del battaglione Azov. Mentre i paesi Nato, sotto l'egida americana, inondano l'Ucraina di armi, esplode per le strade la giustizia sommaria...
https://www.youtube.com/watch?v=xq31tR0qw-A
YouTube
LA RUSSIA CAMBIA STRATEGIA - Diario di Guerra in Ucraina - Max Bonelli
#DiarioDiGuerraLa guerra in Ucraina vive un momento di stallo, come dimostrato dal lungo assedio dell'acciaieria Azovstal, roccaforte del battaglione Azov. M...
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Faccio i miei personali complimenti a Massimo Mazzucco per questo documentario, che riassume tutta la Storia che ha portato all'attuale scontro tra Ucraina (ovvero, la Nato) e la Russia. Da vedere e condividere.
https://www.youtube.com/watch?v=XOqq9ALn1Tw
https://www.youtube.com/watch?v=XOqq9ALn1Tw
YouTube
Ucraina l'altra verità
PER LE VERSIONI IN INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLO, RUSSO ecc. vai qui: https://www.luogocomune.net/16-geopolitica/5983-ucraina-l-altra-verit%C3%A0-documentario-completo - (ATTENZIONE: La mappa mostrata al minuto 20 non è accurata). Fonti video: "Ukraine on…
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Stasera sarò in diretta alle ore 21 sul profilo Instagram di "Sinistra Cazzate e Libertà" (qui il link: https://instagram.com/s_c_l_vive?igshid=YmMyMTA2M2Y=)
Con me ci saranno Daniele Bellodi, Pubble e Roberto Demaio 😊
Matteo Brandi
Con me ci saranno Daniele Bellodi, Pubble e Roberto Demaio 😊
Matteo Brandi
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La Russia chiude il gas a Bulgaria e Polonia.
Vedrete dove ci porterà la follia ideologica guerrafondaia dei burattini seduti a Bruxelles.
Questi buffoni parlano in continuazione di progresso, ma ci stanno portando indietro su tutto: sui diritti dei lavoratori, sul benessere e, per finire, sulla pace.
Matteo Brandi
Vedrete dove ci porterà la follia ideologica guerrafondaia dei burattini seduti a Bruxelles.
Questi buffoni parlano in continuazione di progresso, ma ci stanno portando indietro su tutto: sui diritti dei lavoratori, sul benessere e, per finire, sulla pace.
Matteo Brandi
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La Von Der Leyen che si lamenta della chiusura del gas russo, a fronte dell'invio massiccio di armi all'Ucraina da parte della baracca europea, racchiude tutta la pochezza di questa parte di mondo, oscillante tra isteria mediatica e miseria umana.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Forwarded from RangeloniNews
Mariupol - Negli uffici dell’OSCE, oltre a molti documenti lasciati in città dall’organizzazione, sono state rinvenute casse di munizioni (mortai da 120mm) con scritte in italiano.
Personalmente non credo che siano armi importate in Ucraina tramite i canali OSCE. Si tratterebbe di munizioni giunte a Kiev via Polonia (Rzeszow) a marzo, e finite a Mariupol quando ormai la missione internazionale aveva già abbandonato il Donbass. È probabile che gli uffici dell’OSCE siano stati usati come punto d’appoggio per i militari ucraini, come avvenuto con praticamente la maggior parte degli edifici della città.
Personalmente non credo che siano armi importate in Ucraina tramite i canali OSCE. Si tratterebbe di munizioni giunte a Kiev via Polonia (Rzeszow) a marzo, e finite a Mariupol quando ormai la missione internazionale aveva già abbandonato il Donbass. È probabile che gli uffici dell’OSCE siano stati usati come punto d’appoggio per i militari ucraini, come avvenuto con praticamente la maggior parte degli edifici della città.
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Una delle cose più squallide e vergognose del racconto mediatico attorno alla guerra in Ucraina è la conta dei bambini morti.
Ogni giorno, i nostri corrottissimi pennivendoli sparano in prima pagina i numeri delle piccole vittime. Due, quattro, dieci, undici...
Ovviamente, a questi sciacalli non frega nulla del fatto in sé, l'importante è sparare la notizia assieme al numero, con la stessa professionalità con cui, per due anni, è stato fatto il conteggio di positivi e deceduti da virus. I numeri colpiscono e sanno di autorevolezza, è un basilare trucco giornalistico e comunicativo.
Non ricordo, poi, tutta questa premura nel sapere quanti bambini fossero finiti sotto le macerie in Iraq, in Afghanistan, in Libia, nella Siria "liberata" dall'esercito anti-governativo e nel perfido Donbass.
Lo sdegno, nella propaganda bellica, è un'arma. Una delle tante, una delle più vili.
Matteo Brandi
Ogni giorno, i nostri corrottissimi pennivendoli sparano in prima pagina i numeri delle piccole vittime. Due, quattro, dieci, undici...
Ovviamente, a questi sciacalli non frega nulla del fatto in sé, l'importante è sparare la notizia assieme al numero, con la stessa professionalità con cui, per due anni, è stato fatto il conteggio di positivi e deceduti da virus. I numeri colpiscono e sanno di autorevolezza, è un basilare trucco giornalistico e comunicativo.
Non ricordo, poi, tutta questa premura nel sapere quanti bambini fossero finiti sotto le macerie in Iraq, in Afghanistan, in Libia, nella Siria "liberata" dall'esercito anti-governativo e nel perfido Donbass.
Lo sdegno, nella propaganda bellica, è un'arma. Una delle tante, una delle più vili.
Matteo Brandi
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