Zelensky dice che la distruzione dell'esercito ucraino a Mariupol metterà fine ai negoziati, ma ordina agli stessi soldati stanziati nella città di non deporre le armi.
Questa ostinazione a voler distruggere la nazione pur di non riconoscere la sconfitta... non vi ricorda qualcuno?
Matteo Brandi
Questa ostinazione a voler distruggere la nazione pur di non riconoscere la sconfitta... non vi ricorda qualcuno?
Matteo Brandi
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Da più fonti viene riportata la notizia della cattura di diversi ufficiali Nato finiti nella sacca di Mariupol.
I corrottissimi media occidentali hanno provato in ogni modo a dipingere la resistenza delle forze ucraine come vittoriosa, ma la realtà sul campo racconta ben altro. Tanto per cambiare.
Dall'euro al golpe del 2011, dalla questione migratoria a Greta Thunberg, dalla guerra libica a quella siriana, dal Covid al conflitto in Ucraina... esiste un solo argomento su cui i giornali, le tv e gli influencer leccaculo di sistema non abbiano mentito?
Matteo Brandi
I corrottissimi media occidentali hanno provato in ogni modo a dipingere la resistenza delle forze ucraine come vittoriosa, ma la realtà sul campo racconta ben altro. Tanto per cambiare.
Dall'euro al golpe del 2011, dalla questione migratoria a Greta Thunberg, dalla guerra libica a quella siriana, dal Covid al conflitto in Ucraina... esiste un solo argomento su cui i giornali, le tv e gli influencer leccaculo di sistema non abbiano mentito?
Matteo Brandi
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"La pace vale dei sacrifici."
Questo ha detto Mario Draghi, il sommo liquidatore, riferendosi alle problematiche legate alla mancata erogazione del gas russo.
C'è però una cosa che Draghi si è dimenticato di aggiungere e che tutti i sicari di Bruxelles e Washington, specie quelli passati per note banche filantrope come la Goldman Sachs, omettono di dire: i sacrifici li faremo solo noi. Loro no. Loro i sacrifici non li fanno mai, anzi, godono della rendita scaturita dai disastri che creano.
È il cittadino qualsiasi, non il burocrate a dodici stelle, che soffrirà la mancanza di riscaldamento. È il cittadino qualsiasi, non il figlio di papà, che patirà l'aumento delle bollette. È il cittadino qualsiasi, non il grande banchiera, che rischierà di veder chiusa la propria attività.
Vale per le sazioni alla Russia così come per tutte le crisi degli ultimi anni. Arriva un problema su cui nessuno, ovviamente, deve porsi domande e di cui nessuno, ovviamente, deve discutere. E occorrono sacrifici. I nostri, però.
"Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, anche di gravi crisi per fare passi avanti" disse Mario Monti, altro pupillo dell'alta finanza.
Ce l'hanno sempre detto in faccia. Con la sicurezza di chi sapeva che non ci saremmo arrabbiati e che gli organi preposti alla vigilanza, dalla magistratura all'informazione, avrebbero agito da collaborazionisti.
Le parole di Monti vi sembrano interpretabili?
Bene, ascoltate queste, pronunciate da un altro fanatico europeista: Tommaso Padoa-Schioppa. Egli, riferendosi alle tanto bramate "riforme strutturali", disse che esse avrebbero dovuto: "attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere." Rileggete pure, lentamente.
Per questa gentaglia, l'impoverimento della cittadinanza non è un problema, è un TRAGUARDO. Capito questo, il resto vi apparirà semplicemente ovvio.
Matteo Brandi
Questo ha detto Mario Draghi, il sommo liquidatore, riferendosi alle problematiche legate alla mancata erogazione del gas russo.
C'è però una cosa che Draghi si è dimenticato di aggiungere e che tutti i sicari di Bruxelles e Washington, specie quelli passati per note banche filantrope come la Goldman Sachs, omettono di dire: i sacrifici li faremo solo noi. Loro no. Loro i sacrifici non li fanno mai, anzi, godono della rendita scaturita dai disastri che creano.
È il cittadino qualsiasi, non il burocrate a dodici stelle, che soffrirà la mancanza di riscaldamento. È il cittadino qualsiasi, non il figlio di papà, che patirà l'aumento delle bollette. È il cittadino qualsiasi, non il grande banchiera, che rischierà di veder chiusa la propria attività.
Vale per le sazioni alla Russia così come per tutte le crisi degli ultimi anni. Arriva un problema su cui nessuno, ovviamente, deve porsi domande e di cui nessuno, ovviamente, deve discutere. E occorrono sacrifici. I nostri, però.
"Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, anche di gravi crisi per fare passi avanti" disse Mario Monti, altro pupillo dell'alta finanza.
Ce l'hanno sempre detto in faccia. Con la sicurezza di chi sapeva che non ci saremmo arrabbiati e che gli organi preposti alla vigilanza, dalla magistratura all'informazione, avrebbero agito da collaborazionisti.
Le parole di Monti vi sembrano interpretabili?
Bene, ascoltate queste, pronunciate da un altro fanatico europeista: Tommaso Padoa-Schioppa. Egli, riferendosi alle tanto bramate "riforme strutturali", disse che esse avrebbero dovuto: "attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l'individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere." Rileggete pure, lentamente.
Per questa gentaglia, l'impoverimento della cittadinanza non è un problema, è un TRAGUARDO. Capito questo, il resto vi apparirà semplicemente ovvio.
Matteo Brandi
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CHE CI VEDIAMO STASERA?
Le serie tv del mainstream
Guerre, pandemie, eroi... sono tante le serie tv che il circo mediatico ci offre ogni giorno: il difficile è scegliere cosa vedere!
https://www.youtube.com/watch?v=_kf5u8cv5fI
Le serie tv del mainstream
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CHE CI VEDIAMO STASERA? - Le serie tv del mainstream
Guerre, pandemie, nuovi eroi... sono tante le serie tv che il circo mediatico ci offre ogni giorno: il difficile è scegliere cosa vedere!
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CHE CI VEDIAMO STASERA?
Le serie TV del mainstream
Guerre, pandemie, nuovi eroi... sono tante le serie tv che il circo mediatico ci offre ogni giorno: il difficile è scegliere cosa vedere!
Matteo Brandi
Le serie TV del mainstream
Guerre, pandemie, nuovi eroi... sono tante le serie tv che il circo mediatico ci offre ogni giorno: il difficile è scegliere cosa vedere!
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
SOVRANITÀ ENERGETICA
L'Italia importa molta della propria energia dall'estero. Per tornare davvero sovrani, occorre mettere a punto una politica energetica nostra. Giganti come Enrico Mattei si sono battuti per questo.
Con Matteo Brandi (Pro Italia), Ludovico Vicino (Pro Italia) e Stelio Fergola (redattore Primato Nazionale)
🔴Diretta stasera alle 21 sulla nostra pagina Facebook e sul nostro canale YouTube.
Pro Italia
L'Italia importa molta della propria energia dall'estero. Per tornare davvero sovrani, occorre mettere a punto una politica energetica nostra. Giganti come Enrico Mattei si sono battuti per questo.
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
È l'Italia il più grande successo dell'euro, la Grecia è stato un drammatico danno collaterale.
Crescita del PIL reale pro capite (2007/2021)
🇺🇸 USA +12.9%
🇩🇪 Germania +10.1%
🇸🇪 Svezia +9.2%
🇨🇭 Svizzera +7.5%
🇧🇷 Brasile +7.5%
🇫🇷 Francia +4.3%
🇯🇵 Giappone +3.8%
🇳🇴 Norvegia +2.3%
🇫🇮 Finlandia 0.5%
🇪🇦 Spagna -4.7%
🇦🇷 Argentina -4.9%
🇮🇹 Italia -8.2%
🇬🇷 Grecia -22.2%
[grafico via https://twitter.com/RobinBrooksIIF/status/1516131665864642560?t=51WPvXTq9LrGN6xMawJWyQ&s=19]
Crescita del PIL reale pro capite (2007/2021)
🇺🇸 USA +12.9%
🇩🇪 Germania +10.1%
🇸🇪 Svezia +9.2%
🇨🇭 Svizzera +7.5%
🇧🇷 Brasile +7.5%
🇫🇷 Francia +4.3%
🇯🇵 Giappone +3.8%
🇳🇴 Norvegia +2.3%
🇫🇮 Finlandia 0.5%
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🇮🇹 Italia -8.2%
🇬🇷 Grecia -22.2%
[grafico via https://twitter.com/RobinBrooksIIF/status/1516131665864642560?t=51WPvXTq9LrGN6xMawJWyQ&s=19]
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SEMPRE I PRIMI... A FARCI DEL MALE
In Germania, la BDA (associazione industriali tedeschi) e la DGB (associazione sindacati tedeschi) hanno firmato una nota congiunta in cui si oppongono all'embargo del gas russo.
Il motivo? Secondo i loro dati, lo stop all'importazione di gas da Mosca causerebbe la deindustrializzazione, il calo della produttività e, ovviamente, la conseguente perdita di posti di lavoro. Lo hanno detto chiaramente entrambi i presidenti delle due associazioni Rainer Dulger (BDA) e Rainer Hoffmann (DGB).
Olaf Scholz, neoeletto cancelliere tedesco, è in sintonia con questa presa di posizione. Difatti, la Germania è tutt'altro che incline ad appoggiare ulteriori sanzioni alla Russia e non vuole privarsi del tutto del gas russo.
Si chiama: difesa dell'interesse nazionale. Si calcola cosa convenga al proprio tessuto industriale, si tengono in considerazione i punti di forza e le lacune della propria economia, si valutano i pro e i contro delle decisioni in campo geopolitico, finanziario, energetico e alimentare, si mettono sui piatti della bilancia tutte le opzioni possibili e... si fa una scelta.
Da noi tutto questo è, da troppo tempo, considerato blasfemia. L'Italia non deve MAI porsi domande su cosa le convenga. MAI. Qui si va avanti a "ce lo chiede l'Europa" o "è scritto nei trattati e nei vincoli". Morire per Maastricht, direbbe qualcuno.
Risultato? Vent'anni di stagnazione economica e di perdita di peso internazionale. Non a caso, anche in queste settimane, la nostra classe politica si distingue per il fanatismo con cui appoggia ogni restrizione nei confronti della Federazione Russa. Pur essendo l'Italia parecchio vulnerabile in campo energetico ed avendo un ricco interscambio commerciale con Mosca che rischia di andare in fumo per sempre.
Ma tranquilli, vi diranno che noi possiamo farlo perché, a differenza della Germania, siamo più preparati alla transizione energetica. Sta a voi crederci oppure no.
Matteo Brandi
Pro Italia
In Germania, la BDA (associazione industriali tedeschi) e la DGB (associazione sindacati tedeschi) hanno firmato una nota congiunta in cui si oppongono all'embargo del gas russo.
Il motivo? Secondo i loro dati, lo stop all'importazione di gas da Mosca causerebbe la deindustrializzazione, il calo della produttività e, ovviamente, la conseguente perdita di posti di lavoro. Lo hanno detto chiaramente entrambi i presidenti delle due associazioni Rainer Dulger (BDA) e Rainer Hoffmann (DGB).
Olaf Scholz, neoeletto cancelliere tedesco, è in sintonia con questa presa di posizione. Difatti, la Germania è tutt'altro che incline ad appoggiare ulteriori sanzioni alla Russia e non vuole privarsi del tutto del gas russo.
Si chiama: difesa dell'interesse nazionale. Si calcola cosa convenga al proprio tessuto industriale, si tengono in considerazione i punti di forza e le lacune della propria economia, si valutano i pro e i contro delle decisioni in campo geopolitico, finanziario, energetico e alimentare, si mettono sui piatti della bilancia tutte le opzioni possibili e... si fa una scelta.
Da noi tutto questo è, da troppo tempo, considerato blasfemia. L'Italia non deve MAI porsi domande su cosa le convenga. MAI. Qui si va avanti a "ce lo chiede l'Europa" o "è scritto nei trattati e nei vincoli". Morire per Maastricht, direbbe qualcuno.
Risultato? Vent'anni di stagnazione economica e di perdita di peso internazionale. Non a caso, anche in queste settimane, la nostra classe politica si distingue per il fanatismo con cui appoggia ogni restrizione nei confronti della Federazione Russa. Pur essendo l'Italia parecchio vulnerabile in campo energetico ed avendo un ricco interscambio commerciale con Mosca che rischia di andare in fumo per sempre.
Ma tranquilli, vi diranno che noi possiamo farlo perché, a differenza della Germania, siamo più preparati alla transizione energetica. Sta a voi crederci oppure no.
Matteo Brandi
Pro Italia
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UCRAINA DELENDA EST
In collegamento dalla Situation Room della Casa Bianca, Joe Biden ha letteralmente interrogato i presidenti dei paesi "alleati" Nato.
Secondo quanto riportano i media, ovviamente con tono trionfalistico, il consenso all'ulteriore invio di armi in Ucraina è stato unanime. "Dobbiamo essere pronti a tutto per non far vincere Putin", questo pare sia il riassunto più attendibile della linea d'azione uscita fuori dalla riunione.
Più armi significa più guerra. Più guerra significa più morti. Se vi sembra un ragionamento semplicistico, vi rassicuro: non lo è.
Stiamo assistendo ad un conflitto ibrido tra Nato e Russia, in cui l'Ucraina viene spinta a suicidarsi per testare la forza militare e la determinazione di Mosca. Il burattino Zelensky ha questo compito e lo porterà avanti fino a nuovo ordine.
Allo stesso modo, i russi non hanno la minima intenzione di rallentare. Anzi, sono passati alla cosiddetta "fase 2 dell'operazione speciale". I cieli ucraini, già totalmente in mano russa (al netto dei droni Nato) sono ora attraversati da bombardieri strategici Tupolev Tu-95MS e Tu-160. Il Donbass, e non solo, diverrà per le forze ucraine un inferno.
In Europa, una quantità industriale di giornalisti e intellettuali (in alcuni casi, non è difficile immaginarlo, profumatamente pagati) alimentano la propaganda bellica ogni giorno. La Russia è il nuovo nemico della parte democratica del mondo (segue risata) e la popolazione deve essere pronta ad ogni sacrificio per la vittoria.
Ci aspetta un'estate calda. E non parlo dei condizionatori.
Matteo Brandi
In collegamento dalla Situation Room della Casa Bianca, Joe Biden ha letteralmente interrogato i presidenti dei paesi "alleati" Nato.
Secondo quanto riportano i media, ovviamente con tono trionfalistico, il consenso all'ulteriore invio di armi in Ucraina è stato unanime. "Dobbiamo essere pronti a tutto per non far vincere Putin", questo pare sia il riassunto più attendibile della linea d'azione uscita fuori dalla riunione.
Più armi significa più guerra. Più guerra significa più morti. Se vi sembra un ragionamento semplicistico, vi rassicuro: non lo è.
Stiamo assistendo ad un conflitto ibrido tra Nato e Russia, in cui l'Ucraina viene spinta a suicidarsi per testare la forza militare e la determinazione di Mosca. Il burattino Zelensky ha questo compito e lo porterà avanti fino a nuovo ordine.
Allo stesso modo, i russi non hanno la minima intenzione di rallentare. Anzi, sono passati alla cosiddetta "fase 2 dell'operazione speciale". I cieli ucraini, già totalmente in mano russa (al netto dei droni Nato) sono ora attraversati da bombardieri strategici Tupolev Tu-95MS e Tu-160. Il Donbass, e non solo, diverrà per le forze ucraine un inferno.
In Europa, una quantità industriale di giornalisti e intellettuali (in alcuni casi, non è difficile immaginarlo, profumatamente pagati) alimentano la propaganda bellica ogni giorno. La Russia è il nuovo nemico della parte democratica del mondo (segue risata) e la popolazione deve essere pronta ad ogni sacrificio per la vittoria.
Ci aspetta un'estate calda. E non parlo dei condizionatori.
Matteo Brandi
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L'Europa è un uomo in tacchi a spillo convinto che la guerra sia una partita a Call of Duty.
Matteo Brandi
Matteo Brandi
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
La bilancia commerciale dell'Eurozona tocca i minimi dal 2011: nei primi due mesi del 2022 ha registrato un -206% rispetto al 2021. Ai minimi anche quella italiana nei confronti del resto dell'Eurozona.
[via https://t.me/PippoCamminaDritto]
[via https://t.me/PippoCamminaDritto]
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
La Westminster Magistrates’ Court di Londra ha emesso l’ordine formale di estradizione negli Usa per Julian Assange.
In pratica una condanna a morte.
Nessuno tocchi Assange.
Pro Italia
In pratica una condanna a morte.
Nessuno tocchi Assange.
Pro Italia
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"Ogni goccia di sudore in più versata questa estate sarà una goccia di sangue in meno risparmiata al popolo ucraino."
Parola di Giorgio Mulé, sottosegretario di Stato al ministero della Difesa.
E ancora mi chiedete da dove prenda ispirazione per i miei Cinegiornali?
Matteo Brandi
Parola di Giorgio Mulé, sottosegretario di Stato al ministero della Difesa.
E ancora mi chiedete da dove prenda ispirazione per i miei Cinegiornali?
Matteo Brandi
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