Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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SIAMO ALLA CANNA DEL GAS (E DELLA LUCE)
L’ondata di caro-bollette che sta investendo famiglie e imprese italiane non è un’inevitabile conseguenza della crisi pandemica. Gli aumenti italiani, che superano di gran lunga quelli altrui attestandosi già a inizio 2022 oltre la soglia del 50% per le tariffe di luce e gas, sono il risultato di precise scelte prese a Bruxelles e della complicità del Governo Draghi.

Dopo aver abbandonato da decenni qualsiasi forma di pianificazione industriale, negli ultimi anni è stato deciso di rinunciare anche alla pianificazione energetica.
I grandi operatori del mercato europeo dell’energia hanno fatto ricorso a contratti di fornitura sempre più a breve termine per trarre il massimo profitto. E ora, nel momento di crisi, sono i cittadini a pagare il prezzo di questa spregiudicatezza.

Con l’esplosione del conflitto in Ucraina, siamo finiti dalla padella alla brace. L’Unione Europea si è dimostrata per l’ennesima volta del tutto inconsistente sul piano internazionale.
Incapace di tutelare gli interessi dei Paesi membri, Bruxelles ha annunciato senza indugi di poter rinunciare agli idrocarburi russi pur di allinearsi alla volontà di Washington.

Per mettere al riparo famiglie e aziende italiane da crisi di questo calibro serve uno Stato sovrano, dotato delle leve economiche che consentano di pianificare autonomamente una seria politica energetica.

Smettiamo di essere sudditi in balia degli eventi: riprendiamoci la nostra sovranità. Anche sul fronte energetico.

Pro Italia
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L’ondata di caro-bollette che sta investendo famiglie e imprese italiane non è un’inevitabile conseguenza della crisi pandemica. Gli aumenti italiani, che superano di gran lunga quelli altrui attestandosi già a inizio 2022 oltre la soglia del 50% per le tariffe di luce e gas, sono il risultato di precise scelte prese a Bruxelles e della complicità del Governo Draghi.

Pro Italia
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L'eroe dell'Unione Europea non avrebbe potuto essere che un ex comico che balla in tacchi a spillo e suona il piano con il pene. Non è grottesco: è semplicemente perfetto.

Matteo Brandi
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Forwarded from BECCIOLINI NETWORK Informazione libera (Stefano Becciolini)
🔥CORSICA IN FIAMME - LA RIVOLTA NON SI FERMA🔥
Bastia, Corsica
l'edificio delle finanze pubbliche dato alle fiamme.
Lanci di molotov sulla prefettura di Bastia.
La polizia ha finito le munizioni e si è dovuta ritirare dentro la Prefettura.
Dopo le proteste che hanno provocato 67 feriti, il Ministro dell'Interno Gérald Darmanin si è recato sul luogo per aprire un ciclo di discussioni con i rappresentati dell'Isola. Il nazionalista corso è stato aggredito in carcere il 2 marzo ed è in ospedale in gravissime condizioni
👉 LINK SERVIZIO VIDEO:
https://rumble.com/vxfv4d-corsica-in-fiamme-la-rivolta-non-si-ferma.html

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https://t.me/canaleFAHRENHEIT912
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Il 95% delle informazioni che provengono dal conflitto in Ucraina è falso, distorto o approssimativo.
È una guerra di propaganda, come mai se ne sono viste finora, in cui tutte le bocche da fuoco mediatiche stanno sparando senza sosta. E a casaccio.
Seguite i reporter sul campo come Giorgio Bianchi e Vittorio Nicola Rangeloni che stanno assistendo agli scontri in prima persona.

Matteo Brandi
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La Serracchiani fa sapere che un gruppo di deputati PD vuole raggiungere l'Ucraina. Ma a questo punto perché non ci vanno tutti?

Pro Italia
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Audio
VITTIME DI SERIE B A DONETSK
Diario di Guerra in Ucraina - Max Bonelli
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Un missile balistico lanciato dalle forze ucraine si è abbattuto sul centro di Donetsk, causando più di venti morti e diversi feriti. La notizia è passata quasi inosservata sui media occidentali e qualcuno ha persino tentato di distorcere l'accaduto. Quelle del Donbass sono vittime di serie B?

Pro Italia
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Gli stessi media che si sono spacciati per paladini della tolleranza e dell'antirazzismo stanno portando avanti una propaganda bellica indegna, in cui le vittime russe sono considerate meno di niente. È il caso del missile caduto a Donetsk: una notizia praticamente passata inosservata, o peggio, distorta.
https://www.youtube.com/watch?v=jUCGKh4TtR0
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Stasera, in diretta sui canali Facebook e YouTube di Pro Italia, parleremo del conflitto in Ucraina e delle sue ripercussioni sugli equilibri geopolitici ed economici del continente europeo.

Dopo una prima introduzione, ci dedicheremo a rispondere alle domande delle chat. Dunque non mancate, si comincia alle 21:00!
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CIRCOLARE DELL'ESERCITO ITALIANO: COSA SIGNIFICA?
Sulla circolare dello Stato maggiore dell'Esercito del 9 marzo si legge:
Valutare con attenzione i congedi anticipati, reparti in prontezza operativa "alimentati al 100%", addestramento "orientato al warfighting","provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti i massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri e i sistemi d'arma dell'artiglieria".
Il documento desta preoccupazioni. Senza alimentare inutili paure, bisognerebbe che qualcuno chiarisca. E subito.
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siete_pronti_a_morire_per_kiev_sulla_circolare_shock_dello_statomaggioredellesercito_del_9_marzo/39130_45608/
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La Corsica è in fiamme. Un militante indipendentista è stato aggredito nel carcere di Arles e questo ha scatenato la reazione dei sostenitori della libertà corsa. La politica repressiva di Parigi non ha mai pagato e ora tutta l'isola è in subbuglio.

Ricordo che alla questione corsa dedicai un Ammazzacaffè, che vi ripropongo qua sotto. I legami tra la Corsica e l'Italia sono strettissimi.

"Siamo corsi per nascita e sentimenti, ma prima di tutto ci sentiamo italiani per lingua, costumi e tradizioni. (...) Qui, nei nostri monti, spunterà per l'Italia il sole della libertà."
Pasquale Paoli, patriota corso, 1750

https://www.youtube.com/watch?v=R1qRySd-gEw&t=895s
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Enrico Mattei ne sarebbe inorridito.

Pro Italia
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Lo stato di emergenza è una forma di governo politico e di controllo sociale.
Dopo due anni di terrorismo psicologico attorno al Covid, con cui si è dipinto questo virus come se fosse la nuova Peste Nera, portando persino giovani e giovanissimi a vivere nell'ipocondria perenne, ora sono passati alla propaganda bellica.
Pensavate di aver visto il peggio con i televirologi? I guerrafondai da salotto televisivo sono di gran lunga più ributtanti. I primi hanno passato mesi ad annunciare la morte, i secondi la invocano contro i russi. Guardate le prime pagine dei grandi giornali: il Covid sembra sparito di colpo. Ora c'è un nuovo nemico da odiare e nuovi sacrifici da fare per una nuova guerra da vincere.
Non importa cosa accadrà in Ucraina nelle prossime settimane, l'importante è che voi abbiate paura. Paura, in continuazione, sempre, dalla mattina alla sera. Questo vi tiene impegnati, vi rende deboli ed emotivi: pronti a fare tutto ciò che vi si chiederà.

Matteo Brandi
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Forwarded from Cesare Sacchetti (Caesar Sacchetti)
Le immagini di rivolta e devastazione che vediamo qui sotto non vengono dall'Ucraina. Vengono dalla Corsica. Da giorni nell'isola infuriano le proteste per il tentato omicidio di Yvan Colonna, un indipendentista corso che si trova in carcere per omicidio e che si è sempre professato innocente. La situazione è completamente sfuggita di mano ai francesi che non sono in grado di domare le proteste dei corsi.

I media non ci mostrano queste immagini perché essi sono schierati con il colonialismo che porta avanti il regime di Emmanuel Macron, passacarte del ramo francese della famiglia Rothschild. La Corsica in mano ai francesi è stato un "errore" della storia che con il passare dei secoli non si è mai corretto. I corsi non sono e non si sentono francesi. A quanto pare, dopo più di due secoli i francesi non sono più in grado di reprimere nel sangue il desiderio di libertà dei corsi. Stiamo entrando veramente in una nuova era, e in questa era lo storico potere del colonialismo francese sembra avviato al suo inarrestabile declino.
https://t.me/rt_news_mirror_1/482
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Zelensky: "Non possiamo entrare nella Nato"
C'è arrivato👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
Ora vediamo quanto ci mette a capire che non può vincere la guerra e che non può trascinare il mondo nel conflitto.

Matteo Brandi
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Nel 2011 l'Italia fece da portaerei per i caccia francesi e americani che partirono per andare a bombardare la Libia di Gheddafi.

Alla fine di quell'ignobile guerra, che causò migliaia di vittime, fu distrutta una nazione sovrana. Una nazione che era, nel 2011, la seconda in Africa per PIL e la prima per indice di sviluppo umano. Oggi la Libia è dilaniata dalla guerra civile e tutta l'area del Nordafrica centrale (e non solo) è profondamente destabilizzata. E i rapporti tra il nostro paese e i libici, cruciali dal punto di vista economico, energetico e geopolitico, sono ridotti al lumicino, mentre i negrieri delle ONG continuano ininterrotti a fare da spola tra la Libia e le coste italiane.

Era chiaro fin dall'inizio che la Guerra Libica avrebbe colpito gravemente gli interessi italiani. Eppure la nostra classe politica acconsentì e le bombe NATO vaporizzarono la decennale influenza italiana a Tripoli.

Oggi, ad 11 anni da quella guerra criminale ed infame, il Governo italiano sta nuovamente assecondando la distruzione dei nostri interessi, avallando le sanzioni alla Federazione Russa ed esponendoci alla crisi energetica. Per non parlare del rischio militare, per ora limitato, ma da non escludere.

Cambiano i governi, cambiano le facce e i simboli, e tuttavia il problema principale permane: l'Italia è in mano a chi la odia.

Matteo Brandi
Pro Italia
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Boom💥
Secondo il Wall Street Journal l'Arabia Saudita starebbe considerando di accettare gli Yuan invece che i Dollari per alcune sue vendite di petrolio alla Cina. Una mossa che intaccherebbe il dominio del dollaro USA sul mercato petrolifero globale...

Matteo Brandi
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Siamo già in guerra, e questa è propaganda di guerra.

La propaganda di guerra a senso unico delle testate di proprietà dei guerrafondai Elkann-Agnelli ha toccato il fondo.

Sono arrivati ad utilizzare in prima pagina la foto della carneficina di Donetsk, giocando sulla crassa ignoranza del loro pubblico riguardo ai fatti di questa sporca guerra civile, per far intendere che si riferisca al territorio sotto il controllo del regime di Kiev.

Guardate la foto e leggete i titoli attorno, cosa capite?

Questi vanno fermati con ogni mezzo, sono uno strumento di guerra psicologica utilizzato in modo gretto e spregiudicato.

Fatto i professorini moralisticheggianti in TV e poi in maniera cinica e spregevole manipolano il loro pubblico e lo inducono a prendere posizione su fatti riguardo ai quali è completamente ignorante.

Con i media russi silenziati per decreto, con tutte le testate e i programmi TV sintonizzati sulla propaganda di Kiev, tra poco per il pubblico medio, ignorante e ideologizzato, sarà impossibile farsi un'idea obiettiva dei fatti.

Vi prego di sommergere di mail la redazione e l'ordine dei giornalisti affinché cessino queste mistificazioni criminali.

Il loro spezzo della verità è sconvolgente e dovrebbe far capire il livello della posta in gioco.

Siamo già in guerra, e questa è propaganda di guerra.

https://sfero.me/article/siamo-gia-in-guerra-e-e-propaganda-di-guerra

🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
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La Stampa utilizza una foto della strage di Donetsk (dove un missile sparato dalle forze ucraine ha colpito il centro della città) per una carneficina ad opera delle forze russe. Il titolo, affiancato agli altri articoli, è volutamente fuorviante.
È uno schifo. Totale.

Matteo Brandi
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Triplice fischio.
Chiudete tutto.
Titoli di coda.
Sipario.
Fine.

Il giornalismo italiano in tutta la sua gloria. Ogni limite della decenza è stato superato, anzi, sfondato.

Matteo Brandi
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