Che cacchio li faccio a fare i Cinegiornali? Guardate qui che propaganda sfacciata. Ma quale "crescita eccezionale", che l'anno prima abbiamo perso quasi il 10% di PIL. Si chiama rimbalzo del gatto morto, pennivendoli.
@MatBrandi
@MatBrandi
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Media is too big
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Straordinaria testimonianza da Kiev. Una analisi intelligente e limpida su quello che sta accadendo.
L'esercito russo non ha intenzione (né alcuna ragione) di colpire obiettivi civili, bensì di catturare l'esercito ucraino e imporre un cambio di regime. Il governo di Zelensky sta invece armando la popolazione, puntando ad una crisi umanitaria che possa trascinare il resto d'Europa in guerra.
Se Mosca avesse voluto, le armate ucraine sarebbero già state spazzate via. Ma non è questa la strategia che i russi stanno seguendo.
I media occidentali, tanto per cambiare, stanno mentendo e riducendo il tutto ad uno scontro tra buoni e cattivi.
Da far girare!
P.S. si ringrazia @KasperCarlo per la traduzione
@MatBrandi
L'esercito russo non ha intenzione (né alcuna ragione) di colpire obiettivi civili, bensì di catturare l'esercito ucraino e imporre un cambio di regime. Il governo di Zelensky sta invece armando la popolazione, puntando ad una crisi umanitaria che possa trascinare il resto d'Europa in guerra.
Se Mosca avesse voluto, le armate ucraine sarebbero già state spazzate via. Ma non è questa la strategia che i russi stanno seguendo.
I media occidentali, tanto per cambiare, stanno mentendo e riducendo il tutto ad uno scontro tra buoni e cattivi.
Da far girare!
P.S. si ringrazia @KasperCarlo per la traduzione
@MatBrandi
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Via libera all'invio di armi italiane in Ucraina.
224 sì al Senato, dai 459 ai 521 sì alla Camera.
E Draghi ha avuto il coraggio di dire che mandare aiuti militari non significa rassegnarsi alla guerra ma cercare la pace.
D'altronde questi sono gli stessi che per una vita ci hanno detto che fare austerità avrebbe portato alla crescita.
Sono tutte sfumature dell'orwelliano trittico: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.
Che siano maledetti.
@MatBrandi
224 sì al Senato, dai 459 ai 521 sì alla Camera.
E Draghi ha avuto il coraggio di dire che mandare aiuti militari non significa rassegnarsi alla guerra ma cercare la pace.
D'altronde questi sono gli stessi che per una vita ci hanno detto che fare austerità avrebbe portato alla crescita.
Sono tutte sfumature dell'orwelliano trittico: la guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.
Che siano maledetti.
@MatBrandi
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L'università Bicocca cancella il corso su Dostoevskij per "evitare polemiche".
Il livello di isteria e di idiozia raggiunge ogni giorno nuovi record. Tra poco anche avere un amico russo sarà reato?
@MatBrandi
Il livello di isteria e di idiozia raggiunge ogni giorno nuovi record. Tra poco anche avere un amico russo sarà reato?
@MatBrandi
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Il conformismo acefalo: l'unico vero lasciapassare per vivere in tranquillità in occidente.
P.s. corretto il refuso, grazie per la segnalazione :)
@MatBrandi
P.s. corretto il refuso, grazie per la segnalazione :)
@MatBrandi
👍125❤17👏13
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
LA GUERRA SI RIPUDIA
Con la ratifica del Parlamento, diventa definitiva la decisione del Governo di inviare armi e mezzi militari all’esercito ucraino. Agendo in aperto contrasto con l’interesse nazionale, l’esecutivo di Mario Draghi ha rotto la neutralità dell’Italia e, dopo aver rinunciato a un reale ruolo di mediazione per scongiurare il conflitto, ha schierato il nostro Paese sulla linea bellicista tracciata da Washington e ripresa da Bruxelles. Quella sprezzante sicumera che il Presidente del Consiglio ha ostentato per più di un anno compromettendo diritti e libertà fondamentali dei cittadini italiani, oggi la ritroviamo mentre calpesta l’articolo 11 della nostra Costituzione e dipinge il Presidente russo come un novello Hitler.
Occorre infatti ricordare che l’operazione militare messa in atto da Mosca è certamente un’aggressione nei confronti di Kiev, ma non è una mossa estemporanea frutto della presunta malvagità di Vladimir Putin. Al contrario di quanto non riportino i grandi media occidentali, le ragioni di questo attacco hanno radici profonde. La guerra nel Donbass è iniziata nel 2014 e le milizie di estrazione neonazista come il Battaglione Azov, che per anni hanno ricevuto finanziamenti da occidente e che oggi fanno regolarmente parte della Guardia Nazionale Ucraina, hanno mietuto migliaia di vittime civili fra la popolazione filo-russa di Donetsk e Lugansk. Ampliando poi il campo visivo e inquadrando in una prospettiva storica gli eventi di questi giorni, è piuttosto immediato riconoscere l’iniziativa del Cremlino come reazione russa a oltre vent’anni di espansione della NATO verso oriente.
Di fronte a questa situazione, l’Unione europea ha mostrato per l’ennesima volta una clamorosa inconsistenza sul piano internazionale. Incapace di imbastire una seria mediazione che impedisse il precipitare degli eventi, non ha mai neppure tentato di lavorare per la pace e per la tutela degli interessi dei Paesi membri. In barba alla sedicente vocazione pacifista, l’UE si è ipocritamente allineata alla volontà americana e ha addirittura avviato l’acquisto di forniture militari in favore del Governo di Volodymyr Zelensky.
La guerra in corso sta già provocando gravissimi danni alla nostra economia, legata a doppio filo alla Federazione Russa per il soddisfacimento del proprio fabbisogno energetico. Il nostro tessuto imprenditoriale, già messo in ginocchio da due anni di assurde politiche emergenziali e dall’aumento esorbitante dei prezzi di luce e gas, rischia di collassare di fronte all’eventualità che Mosca chiuda le forniture gasiere.
Alla luce di questo scenario drammatico, noi di Pro Italia condanniamo fermamente la scellerata decisione del Governo italiano di appiattirsi sulle posizioni europee e contribuire a gettare benzina sul fuoco. L’Italia dovrebbe perseguire attivamente l’obiettivo della de-escalation e della cessazione delle ostilità. La nostra diplomazia dovrebbe recuperare quello storico ruolo di mediazione internazionale e perorare la causa della pace, sostenendo la proposta di un’Ucraina neutrale, smilitarizzata, fuori dal perimetro della NATO e dell’UE.
La guerra non si alimenta. Si ripudia.
Pro Italia
Con la ratifica del Parlamento, diventa definitiva la decisione del Governo di inviare armi e mezzi militari all’esercito ucraino. Agendo in aperto contrasto con l’interesse nazionale, l’esecutivo di Mario Draghi ha rotto la neutralità dell’Italia e, dopo aver rinunciato a un reale ruolo di mediazione per scongiurare il conflitto, ha schierato il nostro Paese sulla linea bellicista tracciata da Washington e ripresa da Bruxelles. Quella sprezzante sicumera che il Presidente del Consiglio ha ostentato per più di un anno compromettendo diritti e libertà fondamentali dei cittadini italiani, oggi la ritroviamo mentre calpesta l’articolo 11 della nostra Costituzione e dipinge il Presidente russo come un novello Hitler.
Occorre infatti ricordare che l’operazione militare messa in atto da Mosca è certamente un’aggressione nei confronti di Kiev, ma non è una mossa estemporanea frutto della presunta malvagità di Vladimir Putin. Al contrario di quanto non riportino i grandi media occidentali, le ragioni di questo attacco hanno radici profonde. La guerra nel Donbass è iniziata nel 2014 e le milizie di estrazione neonazista come il Battaglione Azov, che per anni hanno ricevuto finanziamenti da occidente e che oggi fanno regolarmente parte della Guardia Nazionale Ucraina, hanno mietuto migliaia di vittime civili fra la popolazione filo-russa di Donetsk e Lugansk. Ampliando poi il campo visivo e inquadrando in una prospettiva storica gli eventi di questi giorni, è piuttosto immediato riconoscere l’iniziativa del Cremlino come reazione russa a oltre vent’anni di espansione della NATO verso oriente.
Di fronte a questa situazione, l’Unione europea ha mostrato per l’ennesima volta una clamorosa inconsistenza sul piano internazionale. Incapace di imbastire una seria mediazione che impedisse il precipitare degli eventi, non ha mai neppure tentato di lavorare per la pace e per la tutela degli interessi dei Paesi membri. In barba alla sedicente vocazione pacifista, l’UE si è ipocritamente allineata alla volontà americana e ha addirittura avviato l’acquisto di forniture militari in favore del Governo di Volodymyr Zelensky.
La guerra in corso sta già provocando gravissimi danni alla nostra economia, legata a doppio filo alla Federazione Russa per il soddisfacimento del proprio fabbisogno energetico. Il nostro tessuto imprenditoriale, già messo in ginocchio da due anni di assurde politiche emergenziali e dall’aumento esorbitante dei prezzi di luce e gas, rischia di collassare di fronte all’eventualità che Mosca chiuda le forniture gasiere.
Alla luce di questo scenario drammatico, noi di Pro Italia condanniamo fermamente la scellerata decisione del Governo italiano di appiattirsi sulle posizioni europee e contribuire a gettare benzina sul fuoco. L’Italia dovrebbe perseguire attivamente l’obiettivo della de-escalation e della cessazione delle ostilità. La nostra diplomazia dovrebbe recuperare quello storico ruolo di mediazione internazionale e perorare la causa della pace, sostenendo la proposta di un’Ucraina neutrale, smilitarizzata, fuori dal perimetro della NATO e dell’UE.
La guerra non si alimenta. Si ripudia.
Pro Italia
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Altra importante testimonianza dall'Ucraina. Da ascoltare.
https://youtu.be/TIsm8OqteXk
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"Venite ad aiutarci invece di commentare sul web!" Ucraino racconta la situazione attuale dal posto.
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Pare che l'Università degli Studi di Milano-Bicocca sia tornata sui suoi passi. Bene. Ma anche solo l'aver pensato di bloccare un corso su Dostoevskij è da malati mentali.
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Audio
L'UNIONE EUROPEA IN GUERRA?
Diario di Guerra - Max Bonelli
🪖🇷🇺🇺🇦
La strategia dell'esercito russo in Ucraina appare sempre più chiara: accerchiare le grandi città e colpire la logistica di Kiev. L'Unione Europea alimenta la tensione internazionale approvando l'invio di armi in Ucraina. Ma uno scontro tra Europa e Federazione Russa sarebbe un suicidio per milioni di cittadini.
Seguiteci su Pro Italia
Diario di Guerra - Max Bonelli
🪖🇷🇺🇺🇦
La strategia dell'esercito russo in Ucraina appare sempre più chiara: accerchiare le grandi città e colpire la logistica di Kiev. L'Unione Europea alimenta la tensione internazionale approvando l'invio di armi in Ucraina. Ma uno scontro tra Europa e Federazione Russa sarebbe un suicidio per milioni di cittadini.
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L'idiozia di un'Occidente totalmente rincoglionito dalla propaganda politicamente corretta.
Un montaggio capolavoro. Consiglio la visione di tutta la serie "modernity".
https://www.youtube.com/watch?v=3dHBPBNGg5c
Un montaggio capolavoro. Consiglio la visione di tutta la serie "modernity".
https://www.youtube.com/watch?v=3dHBPBNGg5c
YouTube
m o d e r n i t y 7
Nuclear fallout edition.
INTRO MUSIC: Sagittarius V - Lucidator: http://sagittariusvmusic.bandcamp.com
LOCALS (Exclusive content!): https://pauljosephwatson.locals.com/
NEW MERCH: https://www.pjwshop.com/
DONATE: https://www.subscribestar.com/paul-joseph…
INTRO MUSIC: Sagittarius V - Lucidator: http://sagittariusvmusic.bandcamp.com
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Media is too big
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Giorgio Mastrota vince a mani basse: un'ironia nera semplicemente perfetta❤️
P.s. pare che il video sia del antecedente a questo periodo. Peccato. Comunque ci sta parecchio bene😂
P.s. pare che il video sia del antecedente a questo periodo. Peccato. Comunque ci sta parecchio bene😂
😁114👍28👏6
Il Comitato Ventotene è qui per ricordarci, ogni giorno, che il fondo lo si può sempre scavare. Ho avuto il (dis)piacere di parlare di persona con questi figli di papà euroinomani e anti-italiani nel midollo: un'esperienza che trasformerebbe anche un santo in un misantropo.
@MatBrandi
@MatBrandi
🤬163👍37😢7😁6👏2
Alle 8.30 sarò in diretta sulla chat vocale di Radio Becciolini Network. Qui:
https://t.me/canaleFAHRENHEIT912
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Telegram
BECCIOLINI NETWORK Informazione libera
📢 Becciolini Network: L'informazione che conta!
Benvenuto nel canale dove la verità incontra l’indipendenza. Analisi profonde, notizie senza censure e prospettive alternative sui temi che i media tradizionali ignorano.
Benvenuto nel canale dove la verità incontra l’indipendenza. Analisi profonde, notizie senza censure e prospettive alternative sui temi che i media tradizionali ignorano.
👍6
Porelli i televirologi. Una carriera televisiva stroncata così. Fra qualche anno approderanno all'Isola dei famosi.
@MatBrandi
@MatBrandi
😁229🤬25👍20😢1
Parlano di tolleranza, inclusività e accoglienza e poi sembrano un branco di Savonarola con la bava alla bocca. Corsi di letteratura vietati, direttori d'orchestra cacciati via, persino atleti disabili trattati come "nemici russi".
Sono esattamente ciò che dicono di combattere.
Matteo Brandi
Sono esattamente ciò che dicono di combattere.
Matteo Brandi
👍305👏47🤬24❤11
sanzioni alla russia
Filippo Burla
SANZIONI ALLA RUSSIA: CHI CI GUADAGNA?
Tornare potenza - Filippo Burla
📈🇮🇹
In questi giorni la Federazione Russa è colpita da dure sanzioni finanziarie e commerciali. Ma ad una attenta analisi, non sono solo i russi a perderci, anzi. Nuovi accordi stanno nascendo in ambito internazionale. E l'Italia, alla canna del "gas", rischia di veder massacrate ancora una volta le sue imprese...
Pro Italia
Tornare potenza - Filippo Burla
📈🇮🇹
In questi giorni la Federazione Russa è colpita da dure sanzioni finanziarie e commerciali. Ma ad una attenta analisi, non sono solo i russi a perderci, anzi. Nuovi accordi stanno nascendo in ambito internazionale. E l'Italia, alla canna del "gas", rischia di veder massacrate ancora una volta le sue imprese...
Pro Italia
👍53🤬11😢3
L'Ucraina ha un'altissima percentuale di non vaccinati. E ora? Semplice: un nuovo cortocircuito per i nostri servi di sistema. Ecco cosa accade ad abbracciare in maniera religiosa la religione covidiana.
@MatBrandi
@MatBrandi
👍119😁53👏3😢1
Dati alla mano, i primi a rimetterci dalle sanzioni alla Russia sono gli europei. Eh già: italiani in primis. Ecco perché.
Podcast illuminante di Filippo Burla, da ascoltare!
https://proitalia.org/media/podcast/sanzioni-alla-russia-chi-ci-perde
Podcast illuminante di Filippo Burla, da ascoltare!
https://proitalia.org/media/podcast/sanzioni-alla-russia-chi-ci-perde
Partito Pro Italia
Sanzioni alla Russia: chi ci perde?
In questi giorni la Federazione Russa è colpita da dure sanzioni finanziarie...
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