RITORNA IL "MES"?
Mentre il popolo italiano viene diviso e distratto con l'emergenza sanitaria, nel Governo Draghi qualcuno ricomincia a parlare di MES. D'altronde c'è ancora tanto da depredare in Italia...
Primo appuntamento con il podcast "Tornare potenza" di Filippo Burla 🎧
https://youtu.be/YL9XbJYIuLY
Mentre il popolo italiano viene diviso e distratto con l'emergenza sanitaria, nel Governo Draghi qualcuno ricomincia a parlare di MES. D'altronde c'è ancora tanto da depredare in Italia...
Primo appuntamento con il podcast "Tornare potenza" di Filippo Burla 🎧
https://youtu.be/YL9XbJYIuLY
YouTube
Come siamo MES? - Tornano i fanatici dell'austerity
#TornarePotenza
Mentre il popolo italiano viene diviso e distratto con l'emergenza sanitaria, nel Governo Draghi qualcuno ricomincia a parlare di MES. D'altronde c'è ancora tanto da depredare in Italia...
Primo appuntamento con il podcast "Tornare potenza"…
Mentre il popolo italiano viene diviso e distratto con l'emergenza sanitaria, nel Governo Draghi qualcuno ricomincia a parlare di MES. D'altronde c'è ancora tanto da depredare in Italia...
Primo appuntamento con il podcast "Tornare potenza"…
👍1
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
NON DIVIDIAMOCI
In troppi ancora cadono nella trappola del "Dividi et Impera".
Il nemico non è chi si è inoculato o chi ha scelto di non farlo, chi ha paura del virus o chi invece non lo teme. Il nemico, in questa guerra sporca e senza esclusione di colpi, è solamente colui che appoggia la privazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
E non parliamo tanto del singolo devastato dalla propaganda governativa martellante (anch'egli, inconsapevolmente, vittima), quanto del collaborazionista. Quest'ultimo agisce con cognizione di causa, alimentando il regime ogni giorno e in ogni modo possibile. Che si tratti di un giornalista a libro paga, di un influencer affamato di like, di un conduttore senza dignità o di un politico ormai parte del marcio che lo circonda.
Impariamo dunque a non fare l'errore di attaccare chi ci sta accanto per futili motivi. Così facendo non faremo che dare forza ai nemici giurati della democrazia e della Costituzione. Gli stessi, beninteso, che ci hanno trascinato nella moneta unica e nella gabbia europea, magnificando tali scelte alla stessa maniera con cui, oggi, difendono l'assalto alle libertà individuali.
Molti ci chiedono: cosa dobbiamo fare? La risposta è semplice ma tutt'altro che facile: dobbiamo ripartire dal territorio, acquisendo forza, facendoci largo in mondi monopolizzati dagli sgherri del regime. E, allo stesso tempo, è necessario agire con tutte le forze disposte a combattere questa guerra. Da parte nostra, vi è totale disponibilità al lavoro di squadra, purché portato avanti con criterio e pragmatismo.
Non è un momento facile. E non ci è dato sapere quanto ancora durerà. Lavoriamo per diventare più grandi, più forti, più strutturati. La resistenza è appena cominciata.
Pro Italia
In troppi ancora cadono nella trappola del "Dividi et Impera".
Il nemico non è chi si è inoculato o chi ha scelto di non farlo, chi ha paura del virus o chi invece non lo teme. Il nemico, in questa guerra sporca e senza esclusione di colpi, è solamente colui che appoggia la privazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
E non parliamo tanto del singolo devastato dalla propaganda governativa martellante (anch'egli, inconsapevolmente, vittima), quanto del collaborazionista. Quest'ultimo agisce con cognizione di causa, alimentando il regime ogni giorno e in ogni modo possibile. Che si tratti di un giornalista a libro paga, di un influencer affamato di like, di un conduttore senza dignità o di un politico ormai parte del marcio che lo circonda.
Impariamo dunque a non fare l'errore di attaccare chi ci sta accanto per futili motivi. Così facendo non faremo che dare forza ai nemici giurati della democrazia e della Costituzione. Gli stessi, beninteso, che ci hanno trascinato nella moneta unica e nella gabbia europea, magnificando tali scelte alla stessa maniera con cui, oggi, difendono l'assalto alle libertà individuali.
Molti ci chiedono: cosa dobbiamo fare? La risposta è semplice ma tutt'altro che facile: dobbiamo ripartire dal territorio, acquisendo forza, facendoci largo in mondi monopolizzati dagli sgherri del regime. E, allo stesso tempo, è necessario agire con tutte le forze disposte a combattere questa guerra. Da parte nostra, vi è totale disponibilità al lavoro di squadra, purché portato avanti con criterio e pragmatismo.
Non è un momento facile. E non ci è dato sapere quanto ancora durerà. Lavoriamo per diventare più grandi, più forti, più strutturati. La resistenza è appena cominciata.
Pro Italia
IL VERO NEMICO
Il nemico non è chi si è inoculato o chi ha scelto di non farlo, chi ha paura del virus o chi invece non lo teme. Il nemico, in questa guerra sporca e senza esclusione di colpi, è solamente colui che appoggia la privazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
https://sfero.me/article/vero-nemico
Il nemico non è chi si è inoculato o chi ha scelto di non farlo, chi ha paura del virus o chi invece non lo teme. Il nemico, in questa guerra sporca e senza esclusione di colpi, è solamente colui che appoggia la privazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
https://sfero.me/article/vero-nemico
Sfero
Il vero nemico · Sfero
In troppi ancora cadono nella trappola del "Divide et Impera".Il nemico non è chi si è inoculato o chi ha scelto di non farlo, chi ha paura del virus o chi invece non lo teme. Il nemico, in questa guerra sporca e senza esclusione di colpi, è solamente colui…
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Il 24 gennaio si riunirà il Parlamento per eleggere il Presidente della Repubblica del Draghistan. Chi salirà al Colle?
Anonymous Poll
35%
Mario Draghi
10%
Silvio Berlusconi
8%
Giuliano Amato
6%
Pier Ferdinando Casini
8%
Sergio Mattarella
10%
Marta Cartabia
4%
Maria Elisabetta A. Casellati
19%
Altro
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Oggi il nostro tricolore compie 225 anni.
La bandiera del proprio paese, nell'epoca dell'attacco globale alle identità e alle sovranità nazionali, è oggi più di un semplice vessillo: è una fortezza. Una fortezza dentro la quale preservare la cultura e la memoria di un popolo.
Gioie, trionfi, disfatte e tragedie. Il tricolore racchiude le pagine della nostra Storia, da quelle che vorremmo rivivere a quelle che vorremmo seppellire per sempre. Il tricolore parla di noi ed è un vessillo di identità che spicca sulla fanghiglia globalizzata, un drappo che garrisce ancora, ostinatamente, assieme a quelli di tutti i popoli sulla Terra. Popoli fratelli, uniti nella difesa delle proprie libertà e peculiarità dall'attacco di un mostro senza volto e, non a caso, senza patria.
Certo, chiunque può sventolare una bandiera italiana. Allo stadio, da un balcone, in piazza. Abbiamo visto i più vili traditori partecipare a cerimonie colme di tricolori, tra fanfare, orchestre ed inni. Persino oggi i rappresentanti delle forze politiche più attive nella svendita della nostra sovranità hanno il coraggio di rispolverare il verde, il bianco e il rosso.
La differenza tra l'ipocrita sciovinismo e il vero patriottismo sta tutto nel valore che attribuiamo a quella bandiera. Per i garanti del vincolo esterno, spesso decorati con Legion d'Onore francesi e avvolti nello straccio blu a dodici stelle, quel valore non esiste. Per noi patrioti, invece, rappresenta tutto ciò per cui vale la pena battersi.
Pro Italia
La bandiera del proprio paese, nell'epoca dell'attacco globale alle identità e alle sovranità nazionali, è oggi più di un semplice vessillo: è una fortezza. Una fortezza dentro la quale preservare la cultura e la memoria di un popolo.
Gioie, trionfi, disfatte e tragedie. Il tricolore racchiude le pagine della nostra Storia, da quelle che vorremmo rivivere a quelle che vorremmo seppellire per sempre. Il tricolore parla di noi ed è un vessillo di identità che spicca sulla fanghiglia globalizzata, un drappo che garrisce ancora, ostinatamente, assieme a quelli di tutti i popoli sulla Terra. Popoli fratelli, uniti nella difesa delle proprie libertà e peculiarità dall'attacco di un mostro senza volto e, non a caso, senza patria.
Certo, chiunque può sventolare una bandiera italiana. Allo stadio, da un balcone, in piazza. Abbiamo visto i più vili traditori partecipare a cerimonie colme di tricolori, tra fanfare, orchestre ed inni. Persino oggi i rappresentanti delle forze politiche più attive nella svendita della nostra sovranità hanno il coraggio di rispolverare il verde, il bianco e il rosso.
La differenza tra l'ipocrita sciovinismo e il vero patriottismo sta tutto nel valore che attribuiamo a quella bandiera. Per i garanti del vincolo esterno, spesso decorati con Legion d'Onore francesi e avvolti nello straccio blu a dodici stelle, quel valore non esiste. Per noi patrioti, invece, rappresenta tutto ciò per cui vale la pena battersi.
Pro Italia
A vostro avviso, il regime di Draghi è:
Anonymous Poll
17%
Ai suoi albori
23%
Maturo e ancora solido
11%
Al suo apice
20%
In fase discendente
29%
Alle battute finali
Era nelll'aria: mi hanno appena oscurato la pagina Facebook da più di 35.000 "mi piace" (50.000 contando quelli che mi seguivano e basta). Senza nessuna motivazione valida.
Da una parte cercherò di farmela restituire dalla Gestapo di Facebook (ci credo poco, ma deve rimanere agli atti giuridici), mentre dall'altra, come ho sempre detto, continuerò il mio lavoro su altri canali.
Vi invito a seguirmi su:
SFERO: https://sfero.me/users/matteo-brandi
TELEGRAM: https://t.me/MatBrandi
TELEGRAM PRO ITALIA: https://t.me/ProItalia_org
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/mat_brandi/
INSTAGRAM PRO ITALIA: https://www.instagram.com/proitalia_org
YOUTUBE: https://www.youtube.com/c/MatteoBrandi/
TWITTER: https://twitter.com/ProItalia_org
Tenete d'occhio Sfero, ragazzi. Tra pochi giorni farà un salto in avanti clamoroso. Sono fiero di aver creduto in questi ragazzi sin dal principio. Starà a noi far crescere il social italiano. Aprirò a breve un canale anche su Rumble.
Frangar, non flectar.
Matteo
Da una parte cercherò di farmela restituire dalla Gestapo di Facebook (ci credo poco, ma deve rimanere agli atti giuridici), mentre dall'altra, come ho sempre detto, continuerò il mio lavoro su altri canali.
Vi invito a seguirmi su:
SFERO: https://sfero.me/users/matteo-brandi
TELEGRAM: https://t.me/MatBrandi
TELEGRAM PRO ITALIA: https://t.me/ProItalia_org
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/mat_brandi/
INSTAGRAM PRO ITALIA: https://www.instagram.com/proitalia_org
YOUTUBE: https://www.youtube.com/c/MatteoBrandi/
TWITTER: https://twitter.com/ProItalia_org
Tenete d'occhio Sfero, ragazzi. Tra pochi giorni farà un salto in avanti clamoroso. Sono fiero di aver creduto in questi ragazzi sin dal principio. Starà a noi far crescere il social italiano. Aprirò a breve un canale anche su Rumble.
Frangar, non flectar.
Matteo
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Che pena i presidi che chiedono spiegazioni al Governo Draghi. Che pena.
A questo regime non interessa minimamente dare una mano alla scuola, anzi, è deciso a distruggerla una volta per tutte. Quale migliore assicurazione sul futuro può avere un potere dispotico se non quella della desertificazione dell'educazione? Milioni di studenti privi di senso critico, milioni di bambini cresciuti nel conformismo e nell'ipocondria, milioni di futuri soldatini del pensiero unico.
E gli insegnanti dove sono? Come ai tempi del primo ventennio, sono sull'attenti a fianco della dittatura, con la tessera di partito ben in vista. Pochi, pochissimi i coraggiosi.
E i genitori? Troppo presi a correre dietro la paura del giorno, l'emergenza del momento, il nemico dell'ultima ora su cui riversare tutta la propria frustrazione. E anche qui, le mosche bianche sono troppe poche.
Così muore la scuola pubblica italiana, massacrata dai tagli in nome di Santa Europa, soffocata dalla propaganda globalista nei libri di testo, trasformata in azienda, poi fabbrica e infine in ospedale.
Dovremo ricostruire tutto, in futuro. Come nel dopoguerra, avremo davanti ai nostri occhi le macerie di una nazione. E sotto quelle macerie troveremo i resti di intere generazioni a cui è stato strappato persino il diritto ad immaginare un mondo diverso.
Criminali.
Matteo Brandi
A questo regime non interessa minimamente dare una mano alla scuola, anzi, è deciso a distruggerla una volta per tutte. Quale migliore assicurazione sul futuro può avere un potere dispotico se non quella della desertificazione dell'educazione? Milioni di studenti privi di senso critico, milioni di bambini cresciuti nel conformismo e nell'ipocondria, milioni di futuri soldatini del pensiero unico.
E gli insegnanti dove sono? Come ai tempi del primo ventennio, sono sull'attenti a fianco della dittatura, con la tessera di partito ben in vista. Pochi, pochissimi i coraggiosi.
E i genitori? Troppo presi a correre dietro la paura del giorno, l'emergenza del momento, il nemico dell'ultima ora su cui riversare tutta la propria frustrazione. E anche qui, le mosche bianche sono troppe poche.
Così muore la scuola pubblica italiana, massacrata dai tagli in nome di Santa Europa, soffocata dalla propaganda globalista nei libri di testo, trasformata in azienda, poi fabbrica e infine in ospedale.
Dovremo ricostruire tutto, in futuro. Come nel dopoguerra, avremo davanti ai nostri occhi le macerie di una nazione. E sotto quelle macerie troveremo i resti di intere generazioni a cui è stato strappato persino il diritto ad immaginare un mondo diverso.
Criminali.
Matteo Brandi
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
OBBLIGO DI RESISTENZA
La deriva autoritaria in corso nel nostro Paese ha segnato un ennesimo passo in avanti. Approvato all’unanimità in Consiglio dei Ministri, il decreto legge del 5 gennaio 2022 ha imposto l’obbligo vaccinale a tutti coloro che hanno compiuto 50 anni, ha esteso l’obbligo di green pass “rafforzato” a tutti i lavoratori sopra i 50 anni del settore pubblico e privato e ha introdotto l’obbligo di green pass per accedere ai negozi di parrucchieri ed estetisti, agli uffici pubblici, ai servizi postali e bancari.
Questa nuova stretta, perpetrata al solito in nome della salute pubblica, arriva a fronte di un aumento esponenziale dei contagi nelle ultime settimane in quasi tutti i Paesi europei. E nonostante questi numeri certifichino l’inefficacia del green pass e delle altre misure messe in campo in Italia per frenare la diffusione del coronavirus, il Governo Draghi continua con pervicacia a disporre provvedimenti liberticidi e gravemente discriminatori.
Esattamente come accaduto ai tempi del Governo Monti, quando la risposta a chi denunciava il fallimento delle politiche d’austerità di matrice europea era: “Quindi ci vogliono ancora più tagli e ancora più Europa”, oggi la reazione di fronte a chi indica l’evidente inutilità delle coercizioni e del green pass è: “Quindi ci vogliono ancora più obblighi e ancora più green pass.”
A testimoniare il fatto che non vi sia alcuna razionalità d’ordine sanitario dietro a questo nuovo giro di vite, ci sono le scelte dell’esecutivo in materia di politica economica. Lo stesso Governo che, per salvaguardare – a suo dire – la salute dei cittadini, calpesta la Costituzione si prepara a tagliare di sei miliardi il bilancio della sanità pubblica per l’anno prossimo. Naturalmente in ottemperanza alle direttive di Bruxelles integrate nel PNRR, che non per nulla riporta la sanità come ultima fra tutte le voci di spesa.
Il decreto del 5 gennaio, come le altre disposizioni attuate da Mario Draghi e dal suo esecutivo, punta a un unico obiettivo, ormai piuttosto esplicito: esasperare la tensione e acutizzare il conflitto sociale.
Noi di Pro Italia respingiamo il ricatto messo in campo dal Governo e riconosciamo un solo obbligo, quello alla resistenza. È un dovere prima di tutto morale resistere a un’autocrazia che persegue attivamente una minoranza e mina la coesione del corpo sociale per garantirsi la sopravvivenza.
Opponiamo a questa deriva la spirito di fratellanza e solidarietà che ha animato il nostro popolo nei momenti più duri della sua storia. È soltanto ritrovando l’unità del popolo italiano che potremo porre fine a questa spirale di soprusi.
Pro Italia
La deriva autoritaria in corso nel nostro Paese ha segnato un ennesimo passo in avanti. Approvato all’unanimità in Consiglio dei Ministri, il decreto legge del 5 gennaio 2022 ha imposto l’obbligo vaccinale a tutti coloro che hanno compiuto 50 anni, ha esteso l’obbligo di green pass “rafforzato” a tutti i lavoratori sopra i 50 anni del settore pubblico e privato e ha introdotto l’obbligo di green pass per accedere ai negozi di parrucchieri ed estetisti, agli uffici pubblici, ai servizi postali e bancari.
Questa nuova stretta, perpetrata al solito in nome della salute pubblica, arriva a fronte di un aumento esponenziale dei contagi nelle ultime settimane in quasi tutti i Paesi europei. E nonostante questi numeri certifichino l’inefficacia del green pass e delle altre misure messe in campo in Italia per frenare la diffusione del coronavirus, il Governo Draghi continua con pervicacia a disporre provvedimenti liberticidi e gravemente discriminatori.
Esattamente come accaduto ai tempi del Governo Monti, quando la risposta a chi denunciava il fallimento delle politiche d’austerità di matrice europea era: “Quindi ci vogliono ancora più tagli e ancora più Europa”, oggi la reazione di fronte a chi indica l’evidente inutilità delle coercizioni e del green pass è: “Quindi ci vogliono ancora più obblighi e ancora più green pass.”
A testimoniare il fatto che non vi sia alcuna razionalità d’ordine sanitario dietro a questo nuovo giro di vite, ci sono le scelte dell’esecutivo in materia di politica economica. Lo stesso Governo che, per salvaguardare – a suo dire – la salute dei cittadini, calpesta la Costituzione si prepara a tagliare di sei miliardi il bilancio della sanità pubblica per l’anno prossimo. Naturalmente in ottemperanza alle direttive di Bruxelles integrate nel PNRR, che non per nulla riporta la sanità come ultima fra tutte le voci di spesa.
Il decreto del 5 gennaio, come le altre disposizioni attuate da Mario Draghi e dal suo esecutivo, punta a un unico obiettivo, ormai piuttosto esplicito: esasperare la tensione e acutizzare il conflitto sociale.
Noi di Pro Italia respingiamo il ricatto messo in campo dal Governo e riconosciamo un solo obbligo, quello alla resistenza. È un dovere prima di tutto morale resistere a un’autocrazia che persegue attivamente una minoranza e mina la coesione del corpo sociale per garantirsi la sopravvivenza.
Opponiamo a questa deriva la spirito di fratellanza e solidarietà che ha animato il nostro popolo nei momenti più duri della sua storia. È soltanto ritrovando l’unità del popolo italiano che potremo porre fine a questa spirale di soprusi.
Pro Italia