Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
La crescita dei contagi dell'ultima settimana in tutti i Paesi europei, indipendentemente dalle misure adottate, certifica l'assoluta inconsistenza del green pass come misura sanitaria.
Eppure in Consiglio dei Ministri non se ne è neppure discussa l'abrogazione, anzi si è esteso l'obbligo di super green pass a tutti i mezzi pubblici.
La logica è sempre la stessa. L'austerità non ha funzionato? È perché ci vogliono ancora più tagli e più tasse. Il green pass non è servito a nulla? È perché ci vogliono ancora più discriminazioni. La moneta unica non ha aiutato il nostro Paese e anzi l'ha completamente affossato? È perché ci vuole ancora più Europa.
Siamo in mano a deliranti adepti di un'ideologia che non ha nulla a che vedere né con la scienza né con la salute pubblica. Anzi, sono nemici di entrambe.
Pro Italia
Eppure in Consiglio dei Ministri non se ne è neppure discussa l'abrogazione, anzi si è esteso l'obbligo di super green pass a tutti i mezzi pubblici.
La logica è sempre la stessa. L'austerità non ha funzionato? È perché ci vogliono ancora più tagli e più tasse. Il green pass non è servito a nulla? È perché ci vogliono ancora più discriminazioni. La moneta unica non ha aiutato il nostro Paese e anzi l'ha completamente affossato? È perché ci vuole ancora più Europa.
Siamo in mano a deliranti adepti di un'ideologia che non ha nulla a che vedere né con la scienza né con la salute pubblica. Anzi, sono nemici di entrambe.
Pro Italia
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Cari italiani,
questo non sarà il solito discorso di fine anno. Non vi diremo che le cose andranno sempre meglio, che la ripresa economica è dietro l'angolo e che vi basterà credere in chi vi governa per tornare a sorridere.
Vi diremo la verità.
questo non sarà il solito discorso di fine anno. Non vi diremo che le cose andranno sempre meglio, che la ripresa economica è dietro l'angolo e che vi basterà credere in chi vi governa per tornare a sorridere.
Vi diremo la verità.
SONDAGGIO
Stasera ci sarà il classico discorso di fine anno di Mattarella. Cosa farete?
Stasera ci sarà il classico discorso di fine anno di Mattarella. Cosa farete?
Anonymous Poll
4%
Lo guarderò per ridere.
25%
Quale discorso?
5%
GraZiE PrESidEnTeh!!!1!🇪🇺🌈
66%
Preferisco fissare il muro.
Cari italiani,
questo non sarà il solito discorso di fine anno. Non vi diremo che le cose andranno sempre meglio, che la ripresa economica è dietro l'angolo e che vi basterà credere in chi vi governa per tornare a sorridere.
Vi diremo la verità. L'anno che è trascorso è stato terribile. Chi ha in mano le redini della nazione ha lavorato ogni giorno alla sua demolizione: imprese devastate, aziende spazzate via, famiglie spaccate in due, discriminazioni, menzogne, terrorismo mediatico. Siete stati umiliati e trattati come bambini da chi non vi ha mai avuto a cuore.
Se credete che le stesse persone che vi hanno mentito per mesi cesseranno di farlo allo scoccare della mezzanotte, vi sbagliate. Siete voi a dover cambiare, quando sorgerà il giorno.
E per fare questo dovrete prendere coscienza di tutto il male e di tutta l'iniquità del paradigma economico, politico e sociale in cui vivete. Abbiamo intrapreso strade sbagliate che ci hanno condotto in vicoli ciechi: i trattati europei, la moneta unica, lo smantellamento dei diritti sociali, le cessioni di sovranità, la fede nel vincolo esterno. La follia in cui vi trovate oggi, tra lasciapassare e segregazioni, tra diritti trasformati in concessioni è figlia delle scelte di ieri e risponde alla stessa, criminale visione di mondo.
Ma siete voi a darle forza. Perché vi hanno convinto ad odiarvi, a sentirvi piccoli, sciocchi ed incapaci. Siete cresciuti nel disprezzo verso voi stessi, come italiani. E questo vi ha portato ad accettare, quasi ad invocare le catene.
Allora il nostro augurio, per il prossimo anno, è quello che voi possiate tornare ad amarvi, a rispettarvi, a conoscervi. Non siete secondi a nessuno se non alle vostre paure. Nessun padrone estero e nessun servitore nostrano vi salverà, siete voi a decidere le vostri sorti. Allontanatevi da chiunque vi dica il contrario.
L'Italia siete voi. E chi ama l'Italia la vuole libera.
Buon anno.
Pro Italia
https://www.youtube.com/watch?v=zeHNmOC_ouc
questo non sarà il solito discorso di fine anno. Non vi diremo che le cose andranno sempre meglio, che la ripresa economica è dietro l'angolo e che vi basterà credere in chi vi governa per tornare a sorridere.
Vi diremo la verità. L'anno che è trascorso è stato terribile. Chi ha in mano le redini della nazione ha lavorato ogni giorno alla sua demolizione: imprese devastate, aziende spazzate via, famiglie spaccate in due, discriminazioni, menzogne, terrorismo mediatico. Siete stati umiliati e trattati come bambini da chi non vi ha mai avuto a cuore.
Se credete che le stesse persone che vi hanno mentito per mesi cesseranno di farlo allo scoccare della mezzanotte, vi sbagliate. Siete voi a dover cambiare, quando sorgerà il giorno.
E per fare questo dovrete prendere coscienza di tutto il male e di tutta l'iniquità del paradigma economico, politico e sociale in cui vivete. Abbiamo intrapreso strade sbagliate che ci hanno condotto in vicoli ciechi: i trattati europei, la moneta unica, lo smantellamento dei diritti sociali, le cessioni di sovranità, la fede nel vincolo esterno. La follia in cui vi trovate oggi, tra lasciapassare e segregazioni, tra diritti trasformati in concessioni è figlia delle scelte di ieri e risponde alla stessa, criminale visione di mondo.
Ma siete voi a darle forza. Perché vi hanno convinto ad odiarvi, a sentirvi piccoli, sciocchi ed incapaci. Siete cresciuti nel disprezzo verso voi stessi, come italiani. E questo vi ha portato ad accettare, quasi ad invocare le catene.
Allora il nostro augurio, per il prossimo anno, è quello che voi possiate tornare ad amarvi, a rispettarvi, a conoscervi. Non siete secondi a nessuno se non alle vostre paure. Nessun padrone estero e nessun servitore nostrano vi salverà, siete voi a decidere le vostri sorti. Allontanatevi da chiunque vi dica il contrario.
L'Italia siete voi. E chi ama l'Italia la vuole libera.
Buon anno.
Pro Italia
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Cari italiani - Messaggio di fine anno Pro Italia
Cari italiani,
questo non sarà il solito discorso di fine anno. Non vi diremo che le cose andranno sempre meglio, che la ripresa economica è dietro l'angolo e che vi basterà credere in chi vi governa per tornare a sorridere.
Vi diremo la verità. L'anno che…
questo non sarà il solito discorso di fine anno. Non vi diremo che le cose andranno sempre meglio, che la ripresa economica è dietro l'angolo e che vi basterà credere in chi vi governa per tornare a sorridere.
Vi diremo la verità. L'anno che…
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IL VENTENNIO DELL'EURO
Oggi l'euro compie vent'anni. Vent'anni di moneta unica che hanno avuto l'effetto di distruggere la nostra economia, svuotare la nostra democrazia e cancellare la nostra Costituzione. In questo senso, possiamo dire che l'euro è perfettamente riuscito nel suo scopo.
Sugli effetti economici c'è poco da dire. Rispetto ai primi anni Duemila:
Gli investimenti pubblici sono stati tagliati del 30 per cento.
Il PIL è crollato del 7 per cento (siamo tornati ai livelli del 1995, un salto indietro di quasi 30 anni), quello pro capite è crollato dell’11,8 per cento, quello per occupato del 12,6 per cento.
La domanda interna è crollata dell’8,6 per cento.
La produzione industriale è crollata del 25,4 per cento.
Le retribuzioni lorde sono state tagliate del 7 per cento.
Il reddito delle famiglie è sceso del 5,4 per cento.
Il tasso di risparmio è passato dal 28 per cento degli anni Ottanta all’attuale 3 per cento.
Il numero di poveri assoluti è triplicato, passando da 1,9 milioni (3,3 per cento) del 2005 ai 5,6 (9,4 per cento) del 2020.
Abbiamo un tasso di disoccupazione imposta del 10 per cento circa.
Ogni anno circa 200.000 italiani sono costretti a lasciare il paese per mancanza di lavoro e di salari dignitosi. La maggior parte di questi sono giovani laureati.
Questo è il "dividendo economico dell'euro".
Ma il vero "dividendo" è stato politico. Con l’adesione all’euro e l’istituzione della Banca centrale europea (BCE), infatti, abbiamo rinunciato a una delle più importanti prerogative di uno Stato sovrano – la possibilità di emettere moneta –, acquisendo così «lo status di ente locale o di colonia», come avvertì il celebre economista britannico Wynne Godley nel 1992. Oggi questo progetto di colonizzare giunge a compimento con il definitivo commissariamento dell'Italia per mezzo del PNRR.
È ora di uscire da questo incubo.
Che il 2022 sia l'inizio della liberazione. Della fine del nuovo ventennio. Buona lotta a tutti!
Thomas Fazi
Pro Italia
Oggi l'euro compie vent'anni. Vent'anni di moneta unica che hanno avuto l'effetto di distruggere la nostra economia, svuotare la nostra democrazia e cancellare la nostra Costituzione. In questo senso, possiamo dire che l'euro è perfettamente riuscito nel suo scopo.
Sugli effetti economici c'è poco da dire. Rispetto ai primi anni Duemila:
Gli investimenti pubblici sono stati tagliati del 30 per cento.
Il PIL è crollato del 7 per cento (siamo tornati ai livelli del 1995, un salto indietro di quasi 30 anni), quello pro capite è crollato dell’11,8 per cento, quello per occupato del 12,6 per cento.
La domanda interna è crollata dell’8,6 per cento.
La produzione industriale è crollata del 25,4 per cento.
Le retribuzioni lorde sono state tagliate del 7 per cento.
Il reddito delle famiglie è sceso del 5,4 per cento.
Il tasso di risparmio è passato dal 28 per cento degli anni Ottanta all’attuale 3 per cento.
Il numero di poveri assoluti è triplicato, passando da 1,9 milioni (3,3 per cento) del 2005 ai 5,6 (9,4 per cento) del 2020.
Abbiamo un tasso di disoccupazione imposta del 10 per cento circa.
Ogni anno circa 200.000 italiani sono costretti a lasciare il paese per mancanza di lavoro e di salari dignitosi. La maggior parte di questi sono giovani laureati.
Questo è il "dividendo economico dell'euro".
Ma il vero "dividendo" è stato politico. Con l’adesione all’euro e l’istituzione della Banca centrale europea (BCE), infatti, abbiamo rinunciato a una delle più importanti prerogative di uno Stato sovrano – la possibilità di emettere moneta –, acquisendo così «lo status di ente locale o di colonia», come avvertì il celebre economista britannico Wynne Godley nel 1992. Oggi questo progetto di colonizzare giunge a compimento con il definitivo commissariamento dell'Italia per mezzo del PNRR.
È ora di uscire da questo incubo.
Che il 2022 sia l'inizio della liberazione. Della fine del nuovo ventennio. Buona lotta a tutti!
Thomas Fazi
Pro Italia
SONDAGGIO
Come sarà questo 2022?
Come sarà questo 2022?
Anonymous Poll
66%
Peggio del 2021
10%
Uguale al 2021
24%
Migliore del 2021
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Mi sono imbattuto in questo simpaticissimo video musicale dedicato ai cosiddetti "anticonformisti", che sono invece un branco di pupazzi della propaganda globalista. Vi invito a seguire il creatore di questo piccolo gioiello :)
https://www.youtube.com/watch?v=SFLmXxgKcvQ
https://www.youtube.com/watch?v=SFLmXxgKcvQ
YouTube
Antonio Clemente - L'anticonformista (Video ufficiale)
"L'anticonformista"
Testo e musica di Antonio Clemente
Iscrivetevi al mio canale YouTube e seguitemi cliccando Mi piace sulla mia pagina Facebook: https://m.facebook.com/pittautore/?notif_t=page_invite_accept¬if_id=1640547081826205&ref=m_notif
Credits:…
Testo e musica di Antonio Clemente
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Noi di Pro Italia abbiamo inserito orgogliosamente nel nostro manifesto la difesa della bellezza. Uno dei modi con cui si può (e si deve) preservare l'unicità delle nostre città è tramite la rigenerazione urbana.
Vi presentiamo oggi un esempio di rigenerazione urbana virtuosa. Ci troviamo a Stamford, in Gran Bretagna. Come vedete, al posto di un vecchio autolavaggio, si è scelto di costruire nuove abitazioni. Ma invece di optare per costruzioni brutaliste e anonime, come purtroppo spesso accade in molte città occidentali (e non solo), si è optato per l'edificazione di case in stile georgiano.
Le nuove case, perfettamente inserite nello stile tipico della città, hanno portato in un colpo solo vivibilità, decoro e bellezza. Il risultato potete ammirarlo voi stessi.
Siamo convinti che la riscoperta dell'architettura tradizionale, sulle ali di una complessiva strategia industriale, possa rappresentare un volano economico e civile eccezionale.
Pro Italia
Vi presentiamo oggi un esempio di rigenerazione urbana virtuosa. Ci troviamo a Stamford, in Gran Bretagna. Come vedete, al posto di un vecchio autolavaggio, si è scelto di costruire nuove abitazioni. Ma invece di optare per costruzioni brutaliste e anonime, come purtroppo spesso accade in molte città occidentali (e non solo), si è optato per l'edificazione di case in stile georgiano.
Le nuove case, perfettamente inserite nello stile tipico della città, hanno portato in un colpo solo vivibilità, decoro e bellezza. Il risultato potete ammirarlo voi stessi.
Siamo convinti che la riscoperta dell'architettura tradizionale, sulle ali di una complessiva strategia industriale, possa rappresentare un volano economico e civile eccezionale.
Pro Italia
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"Se è vero che siamo in un'epoca di emergenza non si può considerare Draghi una sorta di dittatore? Che decida lui a prescindere dalle bandierine di partito! Lasciamo decidere a lui!"
Queste parole scandalose sono state pronunciate, come se nulla fosse, in prima serata, da Umberto Galimberti.
Se a pronunciarle fosse stato un esponente non di sinistra, tirando in ballo un personaggio non idolatrato dalla sinistra (e oggi da buona parte della destra), sarebbe scoppiato il putiferio.
Ma ai buoni tutto è concesso. Anche invocare ripetutamente l'avvento di un dittatore. Pensate, questi sono gli stessi omuncoli che il 25 Aprile danno lezioni di democrazia e antifascismo.
Statene certi, la Storia li schiaccerà.
P.s. memorabile poi l'ignorantissima chiosa di Galimberti sui "novacschediffondoilvirus".
Queste parole scandalose sono state pronunciate, come se nulla fosse, in prima serata, da Umberto Galimberti.
Se a pronunciarle fosse stato un esponente non di sinistra, tirando in ballo un personaggio non idolatrato dalla sinistra (e oggi da buona parte della destra), sarebbe scoppiato il putiferio.
Ma ai buoni tutto è concesso. Anche invocare ripetutamente l'avvento di un dittatore. Pensate, questi sono gli stessi omuncoli che il 25 Aprile danno lezioni di democrazia e antifascismo.
Statene certi, la Storia li schiaccerà.
P.s. memorabile poi l'ignorantissima chiosa di Galimberti sui "novacschediffondoilvirus".
Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le invocazioni, palesi e velate, all'avvento di un Draghi dittatore.
La feccia globalista che intasa le nostre istituzioni, insozza gli studi televisivi e avvelena la produzione culturale sta spingendo per un Draghi "a pieni poteri."
Che questa gentaglia fosse la nemica numero uno della democrazia era chiaro a chiunque non vivesse di pane e La7. Globalioti, arcobalenati, radical chic, bocconiani ed euroinomani si sono schierati compattamente, ancora una volta, contro l'Italia libera.
Il sogno di questi immondi figuri è da sempre quello di poter schiacciare chi dissente dalle loro prese di posizione. Che si tratti di un postulato economico o di un delirio scientista poco cambia: si fa come vogliono loro. Non sei d'accordo? Devi sparire.
E basta ripercorrere gli ultimi decenni di Storia italiana per ritrovare lo stesso, identico modus operandi. Con la forza di una soffocante egemonia culturale costruita in mezzo secolo di monopolio mafioso di tv, radio, giornali, cinema, musica e via dicendo, gli anti-italiani hanno messo in piedi una macchina propagandistica poderosa.
Al Governo c'è oggi il campione della parte peggiore d'Italia e quest'ultima sa che si tratta di un'occasione irripetibile. La scusa dell'emergenza sanitaria è perfetta, il nemico è stato abilmente scolpito nella mente dei sudditi, il credo è già forte. Così fioccano editoriali, interviste e video in cui pseudogiornalisti e pseudointellettuali chiedono a Draghi di salire al trono. "E se decidesse solo lui? Perché no?"
Non ci è dato sapere dove porterà questa buia (ma conosciuta) strada in cui stanno trascinando la nostra nazione. Solo una cosa è certa: noi siamo e saremo la resistenza. E non dimenticheremo nulla e nessuno.
Matteo Brandi
La feccia globalista che intasa le nostre istituzioni, insozza gli studi televisivi e avvelena la produzione culturale sta spingendo per un Draghi "a pieni poteri."
Che questa gentaglia fosse la nemica numero uno della democrazia era chiaro a chiunque non vivesse di pane e La7. Globalioti, arcobalenati, radical chic, bocconiani ed euroinomani si sono schierati compattamente, ancora una volta, contro l'Italia libera.
Il sogno di questi immondi figuri è da sempre quello di poter schiacciare chi dissente dalle loro prese di posizione. Che si tratti di un postulato economico o di un delirio scientista poco cambia: si fa come vogliono loro. Non sei d'accordo? Devi sparire.
E basta ripercorrere gli ultimi decenni di Storia italiana per ritrovare lo stesso, identico modus operandi. Con la forza di una soffocante egemonia culturale costruita in mezzo secolo di monopolio mafioso di tv, radio, giornali, cinema, musica e via dicendo, gli anti-italiani hanno messo in piedi una macchina propagandistica poderosa.
Al Governo c'è oggi il campione della parte peggiore d'Italia e quest'ultima sa che si tratta di un'occasione irripetibile. La scusa dell'emergenza sanitaria è perfetta, il nemico è stato abilmente scolpito nella mente dei sudditi, il credo è già forte. Così fioccano editoriali, interviste e video in cui pseudogiornalisti e pseudointellettuali chiedono a Draghi di salire al trono. "E se decidesse solo lui? Perché no?"
Non ci è dato sapere dove porterà questa buia (ma conosciuta) strada in cui stanno trascinando la nostra nazione. Solo una cosa è certa: noi siamo e saremo la resistenza. E non dimenticheremo nulla e nessuno.
Matteo Brandi
Stasera alle 19 sarò in diretta sulla webtv 9MQ.
Chi vuole ci raggiunga!
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Chi vuole ci raggiunga!
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