Mentre in Occidente permettiamo a quattro radical chic oicofobici di devastare le nostre città secolari, costruendo porcherie senza capo né coda, a Doha in Qatar hanno eretto questo.
È il Katara Amphitheatre: un teatro in stile greco, con elementi arabeggianti che riprendono la cultura del luogo. Con i suoi 5000 posti a sedere è diventato un punto di riferimento per la cittadinanza.
La struttura si trova in un complesso che ospita diversi "hub" culturali. In alcuni casi siamo di fronte a riproduzioni di architetture straniere (tipico di quelle zone), in altri, come in questo, di progetti ammirevoli in cui l'influenza estera si fonde armoniosamente allo stile islamico del posto.
Se oggi si progettasse un nuovo teatro all'aperto in Italia, state certi che le amministrazioni locali chiamerebbero a raccolta le solite archistar globaliote. Risultato? Un cubbone di cemento, una palla di vetro, una gabbia di ferro e plastica con alberelli intorno. Sorgerebbe l'ennesimo abominio destinato.
Viva la bellezza.
È il Katara Amphitheatre: un teatro in stile greco, con elementi arabeggianti che riprendono la cultura del luogo. Con i suoi 5000 posti a sedere è diventato un punto di riferimento per la cittadinanza.
La struttura si trova in un complesso che ospita diversi "hub" culturali. In alcuni casi siamo di fronte a riproduzioni di architetture straniere (tipico di quelle zone), in altri, come in questo, di progetti ammirevoli in cui l'influenza estera si fonde armoniosamente allo stile islamico del posto.
Se oggi si progettasse un nuovo teatro all'aperto in Italia, state certi che le amministrazioni locali chiamerebbero a raccolta le solite archistar globaliote. Risultato? Un cubbone di cemento, una palla di vetro, una gabbia di ferro e plastica con alberelli intorno. Sorgerebbe l'ennesimo abominio destinato.
Viva la bellezza.
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Dai è un fake.. Dai su ditemi che è un fake..
La convinzione di Bassetti è da applausi 👏👏
Segui t.me/mepiu e sostieni il nostro lavoro su mepiu.it/sostieni
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Ed eccoci nel cuore della Ciociaria. Ad Alatri, in provincia di Frosinone, abbiamo incontrato i futuri attivisti della zona.
Come sempre, abbiamo dato vita ad un dibattito su come agire sul territorio e su come riunire gli italiani attorno alla stessa battaglia. Oltre ai presenti vi erano altre persone collegate in diretta.
In Ciociaria, al pari di tante altre parti d'Italia, gli effetti nefasti delle politiche di tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, impoverimento e disgregazione del tessuto sociale si sono fatti sentire. È necessario lavorare a fondo per formare la classe politica del domani, sia dal punto di vista tecnico che culturale, in modo da anteporre all'attuale sistema iniquo un nuovo paradigma basato su due pilastri: lavoro e sovranità.
Il viaggio continua!
Come sempre, abbiamo dato vita ad un dibattito su come agire sul territorio e su come riunire gli italiani attorno alla stessa battaglia. Oltre ai presenti vi erano altre persone collegate in diretta.
In Ciociaria, al pari di tante altre parti d'Italia, gli effetti nefasti delle politiche di tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni, impoverimento e disgregazione del tessuto sociale si sono fatti sentire. È necessario lavorare a fondo per formare la classe politica del domani, sia dal punto di vista tecnico che culturale, in modo da anteporre all'attuale sistema iniquo un nuovo paradigma basato su due pilastri: lavoro e sovranità.
Il viaggio continua!
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IL VIZIETTO DI MARIO: PRIVATIZZARE
Il Governo Draghi, come nei migliori film Noir, nella tarda sera del 15 dicembre, presenta un emendamento all’ultimo minuto da inserire nel ddl. Concorrenza:
"una dead line per valutare se i criteri in base ai quali ad alcuni comuni è stata affidata la gestione autonoma del Servizio Idrico siano ancora validi."
In caso contrario, questa tornerà nelle mani di un gestore unico, il quale, nell’ottica del Pnrr, potrebbe anche essere una Spa ad azionariato privato.
Era il 2014 quando “il Bomba” anche detto Matteo Renzi, provò a privatizzare l’acqua pubblica attraverso il decreto “Sblocca Italia” (legge 133/2014), dove però alla fine, venne prevista una clausola di salvaguardia a tutela dei comuni con meno di mille abitanti e il cui approvvigionamento provenisse da “fonti qualitativamente pregiate”, “sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette” o che presentino “utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico” (art. 147, comma 2-bis del decreto legislativo 152/2006).
Con il suddetto emendamento invece, presentato dall’Esecutivo a guida Draghi, verrebbe aggiunto a tale legge il seguente comma:
“Entro il 1 luglio 2022 le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l’ente di governo dell’ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia di cui al comma 2-bis, lettera b), confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente. Entro il 30 settembre 2022, l’ente di governo d’ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni non salvaguardate”
Ovvero entro il 1° Luglio 2022 per la rivalutazione di tali criteri, e nel caso in cui non venissero riconfermati, spetterà all’ente di governo preposto a tale compito, decidere le sorti dell’acqua ora in capo alla gestione comunale, con il rischio effettivo di un affidamento ad enti privati del bene Pubblico dal 30 settembre 2022.
E’ risaputo: a Draghi la Democrazia non piace, men che meno i referendum popolari e così, a 10 anni dal voto di 26 milioni di italiani che sancirono in maniera netta, che sull’acqua non si sarebbe potuto fare profitto, in quanto bene pubblico primario e strategico, il privatizzatore dell’industria pubblica italiana degl’anni 90, ora Presidente del Consiglio non eletto, ma con fiducia del Parlamento, prova ancora una volta a svendere i gioielli della Penisola.
Pro Italia
Il Governo Draghi, come nei migliori film Noir, nella tarda sera del 15 dicembre, presenta un emendamento all’ultimo minuto da inserire nel ddl. Concorrenza:
"una dead line per valutare se i criteri in base ai quali ad alcuni comuni è stata affidata la gestione autonoma del Servizio Idrico siano ancora validi."
In caso contrario, questa tornerà nelle mani di un gestore unico, il quale, nell’ottica del Pnrr, potrebbe anche essere una Spa ad azionariato privato.
Era il 2014 quando “il Bomba” anche detto Matteo Renzi, provò a privatizzare l’acqua pubblica attraverso il decreto “Sblocca Italia” (legge 133/2014), dove però alla fine, venne prevista una clausola di salvaguardia a tutela dei comuni con meno di mille abitanti e il cui approvvigionamento provenisse da “fonti qualitativamente pregiate”, “sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette” o che presentino “utilizzo efficiente della risorsa e tutela del corpo idrico” (art. 147, comma 2-bis del decreto legislativo 152/2006).
Con il suddetto emendamento invece, presentato dall’Esecutivo a guida Draghi, verrebbe aggiunto a tale legge il seguente comma:
“Entro il 1 luglio 2022 le gestioni del servizio idrico in forma autonoma per le quali l’ente di governo dell’ambito non si sia ancora espresso sulla ricorrenza dei requisiti per la salvaguardia di cui al comma 2-bis, lettera b), confluiscono nella gestione unica individuata dal medesimo ente. Entro il 30 settembre 2022, l’ente di governo d’ambito provvede ad affidare al gestore unico tutte le gestioni non salvaguardate”
Ovvero entro il 1° Luglio 2022 per la rivalutazione di tali criteri, e nel caso in cui non venissero riconfermati, spetterà all’ente di governo preposto a tale compito, decidere le sorti dell’acqua ora in capo alla gestione comunale, con il rischio effettivo di un affidamento ad enti privati del bene Pubblico dal 30 settembre 2022.
E’ risaputo: a Draghi la Democrazia non piace, men che meno i referendum popolari e così, a 10 anni dal voto di 26 milioni di italiani che sancirono in maniera netta, che sull’acqua non si sarebbe potuto fare profitto, in quanto bene pubblico primario e strategico, il privatizzatore dell’industria pubblica italiana degl’anni 90, ora Presidente del Consiglio non eletto, ma con fiducia del Parlamento, prova ancora una volta a svendere i gioielli della Penisola.
Pro Italia
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Come molti di voi, ho avuto la sventura di guardare il video in cui Pregliasco, Bassetti e Crisanti cantano "Sì Sì Vax" sulle note di Jingle Bells.
Non ho riso. Nemmeno un secondo. Anzi, il video mi ha lasciato un senso profondo di tristezza e rabbia. Al pari di tanti materiali vomitati dal circo mediatico, anche questo verrà certamente studiato in futuro per capire le dinamiche sociali, politiche e mentali di questo periodo storico. Ma è proprio l'analisi che ne scaturisce a gettare nello sconforto.
Siamo di fronte a tre medici che si rivolgono agli spettatori umiliandoli e umiliandosi. Il pubblico viene trattato come un bambino di due anni mentre i tre "cantanti", due dei quali con tanto di camice addosso (l'abito dei nuovi sacerdoti), agiscono come dei clown. Senza alcuna remora, senza contegno. Con ebete nonchalance. Ben consci di non doverne rispondere a nessuno e di essere ormai al di là di qualsiasi limite, i tre mettono intonano una canzoncina palesemente demenziale.
Ora, direte voi, Pregliasco, Bassetti e Crisanti si erano già ampiamente sputtanati prima di questa performance. Siamo d'accordo. Quello che però deve allarmare è quando persino l'apparenza viene messa da parte. E ormai succede sempre più spesso.
Draghi che se ne esce con "non ti vaccini, ti contagi, muori e fai morire". Mattarella che incita all'ulteriore spaccatura nel popolo. Intere trasmissioni televisive e radiofoniche incentrate sulla "caccia al NoVax". Influencer e artisti che aizzano i cittadini contro i dissidenti, tacciati di essere meno che umani, "posti letto rubati" negli ospedali.
E sapete qual è la cosa più vomitevole in assoluto? Che tutto questo ci viene spacciato per scienza, per responsabilità, per progresso. Le persone sono state trasformate in infanti nervosi e impauriti, incapaci di articolare un discorso che non sia un urlo monocorde.
Ebbene, io sono certo che presto avremo un quadro esaustivo di questa vergogna mondiale. Una cosa, tuttavia, possiamo dire con certezza: questi ultimi due anni sono stati un immenso test di intelligenza. E in molti, troppi, non l'hanno superato.
Matteo Brandi
Non ho riso. Nemmeno un secondo. Anzi, il video mi ha lasciato un senso profondo di tristezza e rabbia. Al pari di tanti materiali vomitati dal circo mediatico, anche questo verrà certamente studiato in futuro per capire le dinamiche sociali, politiche e mentali di questo periodo storico. Ma è proprio l'analisi che ne scaturisce a gettare nello sconforto.
Siamo di fronte a tre medici che si rivolgono agli spettatori umiliandoli e umiliandosi. Il pubblico viene trattato come un bambino di due anni mentre i tre "cantanti", due dei quali con tanto di camice addosso (l'abito dei nuovi sacerdoti), agiscono come dei clown. Senza alcuna remora, senza contegno. Con ebete nonchalance. Ben consci di non doverne rispondere a nessuno e di essere ormai al di là di qualsiasi limite, i tre mettono intonano una canzoncina palesemente demenziale.
Ora, direte voi, Pregliasco, Bassetti e Crisanti si erano già ampiamente sputtanati prima di questa performance. Siamo d'accordo. Quello che però deve allarmare è quando persino l'apparenza viene messa da parte. E ormai succede sempre più spesso.
Draghi che se ne esce con "non ti vaccini, ti contagi, muori e fai morire". Mattarella che incita all'ulteriore spaccatura nel popolo. Intere trasmissioni televisive e radiofoniche incentrate sulla "caccia al NoVax". Influencer e artisti che aizzano i cittadini contro i dissidenti, tacciati di essere meno che umani, "posti letto rubati" negli ospedali.
E sapete qual è la cosa più vomitevole in assoluto? Che tutto questo ci viene spacciato per scienza, per responsabilità, per progresso. Le persone sono state trasformate in infanti nervosi e impauriti, incapaci di articolare un discorso che non sia un urlo monocorde.
Ebbene, io sono certo che presto avremo un quadro esaustivo di questa vergogna mondiale. Una cosa, tuttavia, possiamo dire con certezza: questi ultimi due anni sono stati un immenso test di intelligenza. E in molti, troppi, non l'hanno superato.
Matteo Brandi
Siamo di fronte a tre medici che si rivolgono agli spettatori umiliandoli e umiliandosi. Il pubblico viene trattato come un bambino di due anni mentre i tre "cantanti", due dei quali con tanto di camice addosso (l'abito dei nuovi sacerdoti), agiscono come dei clown. Patetico e preoccupante.
https://sfero.me/article/pregliasco-bassetti-crisanti-morte-dignit
https://sfero.me/article/pregliasco-bassetti-crisanti-morte-dignit
Sfero
Pregliasco, Bassetti e Crisanti: la morte della dignità · Sfero
Come molti di voi, ho avuto la sventura di guardare il video in cui Pregliasco, Bassetti e Crisanti cantano "Sì Sì Vax" sulle note di Jingle Bells.Non ho riso. Nemmeno un secondo. Anzi, il video mi ha lasciato un senso profondo di tristezza e rabbia. Al pari…
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L'invasione della variante Omicron non trova impreparato il
Governissimo, che con un geniale diversivo ha attirato il virus in trappola. Al grido di "Dose! Dose! Dose!" gli italiani chiedono più emergenza!
https://www.youtube.com/watch?v=utN84rDStCw
Governissimo, che con un geniale diversivo ha attirato il virus in trappola. Al grido di "Dose! Dose! Dose!" gli italiani chiedono più emergenza!
https://www.youtube.com/watch?v=utN84rDStCw
YouTube
DOSE! DOSE! DOSE! Fatti avanti Omicron!
#cinegiornaleleuropeista
L'invasione della variante Omicron non trova impreparato il Governissimo, che con un geniale diversivo ha attirato il virus in trappola. Al grido di "Dose! Dose! Dose!" gli italiani chiedono più emergenza!
L'invasione della variante Omicron non trova impreparato il Governissimo, che con un geniale diversivo ha attirato il virus in trappola. Al grido di "Dose! Dose! Dose!" gli italiani chiedono più emergenza!
Media is too big
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DOSE! DOSE! DOSE!
Il Governissimo è pronto a sconfiggere le armate non vaccinate e l'invasione della divisione Omicron!
Il Governissimo è pronto a sconfiggere le armate non vaccinate e l'invasione della divisione Omicron!
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
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Albergatori, commercianti e gestori di locali sul piede di guerra contro il Governo.
Ma ancora non hanno capito che Draghi sta lì proprio per spazzarli via? Perché invece di assecondare le boiate come il Green Pass (per poi pentirsene amaramente) non prendono coscienza di chi sia il vero nemico?
Siamo agli sgoccioli del 2021, la mancanza di consapevolezza è una scelta.
Ma ancora non hanno capito che Draghi sta lì proprio per spazzarli via? Perché invece di assecondare le boiate come il Green Pass (per poi pentirsene amaramente) non prendono coscienza di chi sia il vero nemico?
Siamo agli sgoccioli del 2021, la mancanza di consapevolezza è una scelta.
Cari bambini italiani,
sono Babbo Natale. Sì, stavolta la lettera ve la scrivo io. Quest'anno non verrò a portarvi i regali che tanto aspettavate.
Ho provato ad organizzarmi per la notte tra il 24 e il 25. Ho fatto leggere l'ultimo decreto del governo Draghi agli elfi, ma non l'ha capito nessuno. Quando l'ho fatto leggere alle renne una ci ha vomitato sopra. Io stesso ho provato a capirci qualcosa, ve lo giuro, però alla fine ho rinunciato.
Allora ho fatto un giro di prova ieri sera, per vedere quale fosse la situazione reale.
Nella prima casa in cui sono entrato, ho beccato una famiglia intenta a guardare La7. Indossavano tutti la mascherina, compreso il cane. Quando mi hanno visto, si sono messi ad urlare. Ho chiesto scusa per l'intrusione ma il problema, a quanto pare, era che non avessi una pezza davanti alla bocca. Ne ho messa una al volo e i padroni di casa si sono subito calmati, per poi andarsi a sedere nuovamente sul divano.
Parecchio scosso, ho volato fino ad un'altra abitazione. Qui ho beccato un tizio avvolto in una bandiera europea che leggeva il PNRR al lume di candela, con un santino di Greta Thumberg accanto. Una scena abbastanza inquietante. Quando si è accorto di me, il tizio mi ha assalito gridando: "il Natale non è inclusivo!". Cercando di prendermi, quello è andato a sbattere addosso al camino e ha cominciato a dargli del fascista.
Parecchio scosso, sono fuggito via per raggiungere la casa accanto. Qui ho beccato un gruppo di persone che mi hanno accolto come una star. Sul momento ne ho gioito: finalmente, mi sono detto, qualcuno mi vuole bene! Poi uno di loro mi ha chiesto cosa si provasse ad essere un'icona genderfluid. Gli ho risposto che non sapevo di cosa si trattasse. Non l'avessi mai fatto! Per poco non mi linciavano! "Tu odi!". Io? Babbo Natale?
Ancora con il fiatone e il cuore che mi scoppiava, ho deciso di fare un ultimo tentativo e ho fatto visita ad un altro posto. Era una strana struttura, non assomigliava per niente ad una casa. Ad un certo punto, mi si è avvicinato un individuo con una grossa tuta bianca addosso e con un tampone in mano. "Green Pass, Super Green Pass o Mega Green Pass?" mi ha chiesto. "Boh, io sto bene" ho detto. "Questo è illegale!" ha tuonato lui e ha cominciato a bombardarmi con flaconi di Amuchina. Mi sono gettato dalla finestra direttamente sulla slitta e sono partito a razzo.
Dunque, cari bambini italiani, questo Natale non vi consegnerò alcun dono. Non per colpa vostra, sia chiaro, ma perché i vostri genitori sono totalmente rincoglioniti.
Babbo Natale
P.S. dite a Speranza di smetterla di scrivermi.
Matteo Brandi
sono Babbo Natale. Sì, stavolta la lettera ve la scrivo io. Quest'anno non verrò a portarvi i regali che tanto aspettavate.
Ho provato ad organizzarmi per la notte tra il 24 e il 25. Ho fatto leggere l'ultimo decreto del governo Draghi agli elfi, ma non l'ha capito nessuno. Quando l'ho fatto leggere alle renne una ci ha vomitato sopra. Io stesso ho provato a capirci qualcosa, ve lo giuro, però alla fine ho rinunciato.
Allora ho fatto un giro di prova ieri sera, per vedere quale fosse la situazione reale.
Nella prima casa in cui sono entrato, ho beccato una famiglia intenta a guardare La7. Indossavano tutti la mascherina, compreso il cane. Quando mi hanno visto, si sono messi ad urlare. Ho chiesto scusa per l'intrusione ma il problema, a quanto pare, era che non avessi una pezza davanti alla bocca. Ne ho messa una al volo e i padroni di casa si sono subito calmati, per poi andarsi a sedere nuovamente sul divano.
Parecchio scosso, ho volato fino ad un'altra abitazione. Qui ho beccato un tizio avvolto in una bandiera europea che leggeva il PNRR al lume di candela, con un santino di Greta Thumberg accanto. Una scena abbastanza inquietante. Quando si è accorto di me, il tizio mi ha assalito gridando: "il Natale non è inclusivo!". Cercando di prendermi, quello è andato a sbattere addosso al camino e ha cominciato a dargli del fascista.
Parecchio scosso, sono fuggito via per raggiungere la casa accanto. Qui ho beccato un gruppo di persone che mi hanno accolto come una star. Sul momento ne ho gioito: finalmente, mi sono detto, qualcuno mi vuole bene! Poi uno di loro mi ha chiesto cosa si provasse ad essere un'icona genderfluid. Gli ho risposto che non sapevo di cosa si trattasse. Non l'avessi mai fatto! Per poco non mi linciavano! "Tu odi!". Io? Babbo Natale?
Ancora con il fiatone e il cuore che mi scoppiava, ho deciso di fare un ultimo tentativo e ho fatto visita ad un altro posto. Era una strana struttura, non assomigliava per niente ad una casa. Ad un certo punto, mi si è avvicinato un individuo con una grossa tuta bianca addosso e con un tampone in mano. "Green Pass, Super Green Pass o Mega Green Pass?" mi ha chiesto. "Boh, io sto bene" ho detto. "Questo è illegale!" ha tuonato lui e ha cominciato a bombardarmi con flaconi di Amuchina. Mi sono gettato dalla finestra direttamente sulla slitta e sono partito a razzo.
Dunque, cari bambini italiani, questo Natale non vi consegnerò alcun dono. Non per colpa vostra, sia chiaro, ma perché i vostri genitori sono totalmente rincoglioniti.
Babbo Natale
P.S. dite a Speranza di smetterla di scrivermi.
Matteo Brandi
Buon Natale a tutti!
Viva l'Italia libera e sovrana 🇮🇹
Matteo
Viva l'Italia libera e sovrana 🇮🇹
Matteo
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Perché piangerci addosso e dare tutto per scontato è sbagliato. Il mio articolo sul Primato Nazionale.
https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/basta-lamentele-piagnistei-possiamo-ancora-fare-storia-218503/
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Il Primato Nazionale
Basta lamentele e piagnistei: possiamo ancora fare la storia
Il fronte dei patrioti è ampio e gli spazi di manovra per ricominciare a scrivere la storia non mancano. Il Primato Nazionale