SOVRANI COME POPOLO, SOVRANI COME INDIVIDUI!
Il mio intervento alla manifestazione di Treviso contro il Green Pass. Lottare per la nostra sovranità, dalla nazione alla singola persona, contro chi ci vuole schiacciare.
https://www.youtube.com/watch?v=4fPCbEcNQHc
Il mio intervento alla manifestazione di Treviso contro il Green Pass. Lottare per la nostra sovranità, dalla nazione alla singola persona, contro chi ci vuole schiacciare.
https://www.youtube.com/watch?v=4fPCbEcNQHc
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Sovrani come popolo e come individui! - L'intervento di Matteo Brandi a Treviso
Il mio intervento come rappresentante di Pro Italia alla manifestazione contro il Green Pass indetta dagli amici di Ancora Italia.
LO SCIENTISMO NON È SCIENZA
La scienza non è una religione. La scienza va avanti a dubbi e domande, compie progressi grazie agli errori e migliora con il coraggio di chi mette in discussione il paradigma dominante. La scienza rifiuta i dogmi. Da sempre.
I replicanti che in questi mesi parlano della "Scienza" come fosse un'entità unica, immutabile e onnisciente, appaiono per quello che sono: zoticoni. Se l'essere umano avesse ragionato come questi individui, applicando quindi il credo al mondo scientifico, staremmo fermi al passato. Bloccati.
Se questi fanatici scientisti fossero vissuti nel 1600 avrebbero creduto senza fiatare alle miracolose sanguisughe o alle pasticche al mercurio, considerando luminari infallibili i dottori intenti a prescrivere tali terapie.
Se fossero vissuti nel 1800 avrebbero considerato "complottista" Semmelweis, il medico ungherese che suggeriva (ebbene sì) ai suoi colleghi di lavarsi le mani dopo aver visitato una partoriente infetta. Per la cronaca, Semmelweis fu talmente massacrato dai pluridecorati medici dell'epoca da finire in manicomio, depresso e solo.
Se fossero vissuti agli inizi del 1900 sarebbero corsi a farsi una bella cura con il radio, considerato a quei tempi dagli scienziati come un grandioso battericida, o a comprare uno sciroppo alla morfina per il proprio bambino, spacciato per toccasana.
Se fossero vissuti nel dopoguerra, si sarebbero fidati ciecamente di quei professori in camice pagati dall'industria del tabacco per magnificare le sigarette. Fumate, ignoranti, che fa bene ai polmoni! Ma d'altronde oggi la corruzione nella scienza non esiste più, no?
Gli esempi sono infiniti. La storia della scienza è fatta anche di questo: di strafalcioni, cadute, assurdità, persino crimini. L'adesione acritica e bigotta alle parole della "comunità scientifica" è pericolosa e stupida.
Questo ovviamente non significa che si debbano automaticamente mettere in discussione le posizioni maggioritarie, tuttavia demonizzare a prescindere le minoranze non allineate è sbagliatissimo. E per nulla scientifico.
Matteo Brandi
La scienza non è una religione. La scienza va avanti a dubbi e domande, compie progressi grazie agli errori e migliora con il coraggio di chi mette in discussione il paradigma dominante. La scienza rifiuta i dogmi. Da sempre.
I replicanti che in questi mesi parlano della "Scienza" come fosse un'entità unica, immutabile e onnisciente, appaiono per quello che sono: zoticoni. Se l'essere umano avesse ragionato come questi individui, applicando quindi il credo al mondo scientifico, staremmo fermi al passato. Bloccati.
Se questi fanatici scientisti fossero vissuti nel 1600 avrebbero creduto senza fiatare alle miracolose sanguisughe o alle pasticche al mercurio, considerando luminari infallibili i dottori intenti a prescrivere tali terapie.
Se fossero vissuti nel 1800 avrebbero considerato "complottista" Semmelweis, il medico ungherese che suggeriva (ebbene sì) ai suoi colleghi di lavarsi le mani dopo aver visitato una partoriente infetta. Per la cronaca, Semmelweis fu talmente massacrato dai pluridecorati medici dell'epoca da finire in manicomio, depresso e solo.
Se fossero vissuti agli inizi del 1900 sarebbero corsi a farsi una bella cura con il radio, considerato a quei tempi dagli scienziati come un grandioso battericida, o a comprare uno sciroppo alla morfina per il proprio bambino, spacciato per toccasana.
Se fossero vissuti nel dopoguerra, si sarebbero fidati ciecamente di quei professori in camice pagati dall'industria del tabacco per magnificare le sigarette. Fumate, ignoranti, che fa bene ai polmoni! Ma d'altronde oggi la corruzione nella scienza non esiste più, no?
Gli esempi sono infiniti. La storia della scienza è fatta anche di questo: di strafalcioni, cadute, assurdità, persino crimini. L'adesione acritica e bigotta alle parole della "comunità scientifica" è pericolosa e stupida.
Questo ovviamente non significa che si debbano automaticamente mettere in discussione le posizioni maggioritarie, tuttavia demonizzare a prescindere le minoranze non allineate è sbagliatissimo. E per nulla scientifico.
Matteo Brandi
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
"L'immigrazione è un’epistassi, un’emorragia, un problema per l’Italia, ma altresì per il continente africano. Nessun continente, nessuna nazione, nessun paese, nessuna civiltà può progredire senza la sua forza umana, senza la sua forza viva.
Bisogna più che mai creare una sinergia e convergenza, in questo XXI secolo, tra i diversi popoli. Perché solo unendo le diverse dita, si può formare un pugno, per abbattere questo sistema neoliberista e globalista che non cessa di asfissiarci ed ostracizzarci."
https://mepiu.it/saa-francois-farafin-sandouno-illustra-il-problema-dellimmigrazione-e-dellidra-neoliberista-apolide/
Bisogna più che mai creare una sinergia e convergenza, in questo XXI secolo, tra i diversi popoli. Perché solo unendo le diverse dita, si può formare un pugno, per abbattere questo sistema neoliberista e globalista che non cessa di asfissiarci ed ostracizzarci."
https://mepiu.it/saa-francois-farafin-sandouno-illustra-il-problema-dellimmigrazione-e-dellidra-neoliberista-apolide/
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Sâa François Farafín Sandouno illustra il problema dell’immigrazione e “dell’idra neoliberista apolide”
Sâa François Farafín Sandouno, coordinatore sezione Italia dell'ONG Urgences Panafricanistes, illustra le cause migratorie, ponendo l'attenzione sull'autodeterminazione africana e sulla necessaria convergenza dei popoli che resistono al globalismo neoliberista.
Forwarded from Weltanschauung Italia
SCONFITTA.
Ammettiamolo, il solo fatto di discutere di determinate cose è una sconfitta.
Dover spiegare che il lasciapassare è una aberrazione discriminatoria, è una sconfitta.
Dover spiegare che è sbagliato che un ragazzino venga costretto a tamponarsi per salire su un pulman, è una sconfitta.
Dover spiegare che è sbagliato che delle persone debbano essere costrette a cedere a un ricatto perchè altrimenti non possono dare da mangiare ai loro figli, è una sconfitta.
Dover spiegare che è una assurdità pagare per dimostrare di essere sani, è una sconfitta.
Dover spiegare che le persone non sono aprioristicamente appestate, è una sconfitta.
Dover spiegare che i bambini non sono malefici trasmettitori di virus e non vanno trattati come tali, è una sconfitta.
La lista potrebbe essere lunghissima, ma insomma, dover ancora spiegare che è profondamente sbagliato tutto ciò che sta accadendo, è una grande sconfitta.
La verità è che non ci saremmo dovuti mai arrivare, invece ci siamo arrivati e la forma pensiero che si è creata nelle masse ora è spaventosa.
Rendiamoci conto che ci stiamo sgolando per convincere le persone che il cielo è azzurro e le foglie sono verdi d'estate.
È una clamorosa sconfitta.
Prendiamone atto.
WI
Ammettiamolo, il solo fatto di discutere di determinate cose è una sconfitta.
Dover spiegare che il lasciapassare è una aberrazione discriminatoria, è una sconfitta.
Dover spiegare che è sbagliato che un ragazzino venga costretto a tamponarsi per salire su un pulman, è una sconfitta.
Dover spiegare che è sbagliato che delle persone debbano essere costrette a cedere a un ricatto perchè altrimenti non possono dare da mangiare ai loro figli, è una sconfitta.
Dover spiegare che è una assurdità pagare per dimostrare di essere sani, è una sconfitta.
Dover spiegare che le persone non sono aprioristicamente appestate, è una sconfitta.
Dover spiegare che i bambini non sono malefici trasmettitori di virus e non vanno trattati come tali, è una sconfitta.
La lista potrebbe essere lunghissima, ma insomma, dover ancora spiegare che è profondamente sbagliato tutto ciò che sta accadendo, è una grande sconfitta.
La verità è che non ci saremmo dovuti mai arrivare, invece ci siamo arrivati e la forma pensiero che si è creata nelle masse ora è spaventosa.
Rendiamoci conto che ci stiamo sgolando per convincere le persone che il cielo è azzurro e le foglie sono verdi d'estate.
È una clamorosa sconfitta.
Prendiamone atto.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
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Domani alle 8.30 sarò in diretta sulla chat vocale di Radio Becciolini Network, per commentare gli ultimi fatti in Italia e interagire con i radioascoltatori. Raggiungeteci qui:
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Joe Biden ha indetto un clamoroso "Summit per la democrazia" a cui sono stati invitati 100 paesi.
D'altronde stiamo parlando di Joe Biden, un guerrafondaio che ha appoggiato qualsiasi aggressione statunitense ai danni di paesi sovrani, dall'Iraq alla Libia, con i risultati che ben conosciamo. Chi meglio dell'attuale presidente USA potrebbe indicare la via per lo sviluppo democratico e civile dei popoli del mondo?
Tra gli invitati, il premier francese Emmanuel Macron, distintosi per aver schiacciato il malcontento popolare a colpi di manganello. E ovviamente il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, che si è lasciato andare in dichiarazioni roboanti sul successo del modello europeo dinnanzi alla pandemia.
Le parole di Super Mario sono state un capolavoro di ipocrisia e retorica spicciola, tutte prelibatezze per i media nostrani. Secondo Draghi l'Unione Europea è riuscita a trasformare la pandemia "in un'opportunità per superare iniquità di lungo periodo" perché ha "scommesso in grande sulle generazioni future". Non solo, mr. Goldman Sachs ha parlato di "inclusione sociale" e contrasto "all'intolleranza e alla discriminazione".
Poco importa che, proprio sotto la sua guida, in Italia si sia vista la più grande contrazione dei diritti sociali dal dopoguerra. Poco importa che a milioni di cittadini italiani sia precluso l'esercizio del proprio diritto a lavorare, frequentare lezioni scolastiche, spostarsi e partecipare alla vita sociale. Poco importa che una minoranza interna al paese sia trattata alla stregua di una cellula terroristica e che il tutto avvenga con l'avallo delle autorità.
Draghi ha pure annunciato che "nei prossimi 5 anni l'Italia spenderà più di 235 miliardi di euro" per risollevare servizi, trasporti, sanità e scuola. Peccato che si tratti in gran parte dei soldi a strozzo del Recovery Fund, legati alle riforme suicide che Bruxelles ci chiede da anni e che finiscono sempre per colpire lo stato sociale. Peccato che nella "Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza" siano previsti 6 miliardi di tagli alla spesa sanitaria tra il 2022 e il 2023.
Non a caso, i tagli alla spesa pubblica che hanno messo in ginocchio il Sistema Sanitario Nazionale e la scuola sono proprio il frutto delle politiche neoliberiste tanto care a Mario Draghi. Quelle del "ce lo chiede l'Europa", ricordate?
Insomma: quelli come Draghi creano il problema e offrono la soluzione. O meglio, la impongono. Per amore della democrazia, si intende.
Pro Italia
D'altronde stiamo parlando di Joe Biden, un guerrafondaio che ha appoggiato qualsiasi aggressione statunitense ai danni di paesi sovrani, dall'Iraq alla Libia, con i risultati che ben conosciamo. Chi meglio dell'attuale presidente USA potrebbe indicare la via per lo sviluppo democratico e civile dei popoli del mondo?
Tra gli invitati, il premier francese Emmanuel Macron, distintosi per aver schiacciato il malcontento popolare a colpi di manganello. E ovviamente il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi, che si è lasciato andare in dichiarazioni roboanti sul successo del modello europeo dinnanzi alla pandemia.
Le parole di Super Mario sono state un capolavoro di ipocrisia e retorica spicciola, tutte prelibatezze per i media nostrani. Secondo Draghi l'Unione Europea è riuscita a trasformare la pandemia "in un'opportunità per superare iniquità di lungo periodo" perché ha "scommesso in grande sulle generazioni future". Non solo, mr. Goldman Sachs ha parlato di "inclusione sociale" e contrasto "all'intolleranza e alla discriminazione".
Poco importa che, proprio sotto la sua guida, in Italia si sia vista la più grande contrazione dei diritti sociali dal dopoguerra. Poco importa che a milioni di cittadini italiani sia precluso l'esercizio del proprio diritto a lavorare, frequentare lezioni scolastiche, spostarsi e partecipare alla vita sociale. Poco importa che una minoranza interna al paese sia trattata alla stregua di una cellula terroristica e che il tutto avvenga con l'avallo delle autorità.
Draghi ha pure annunciato che "nei prossimi 5 anni l'Italia spenderà più di 235 miliardi di euro" per risollevare servizi, trasporti, sanità e scuola. Peccato che si tratti in gran parte dei soldi a strozzo del Recovery Fund, legati alle riforme suicide che Bruxelles ci chiede da anni e che finiscono sempre per colpire lo stato sociale. Peccato che nella "Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza" siano previsti 6 miliardi di tagli alla spesa sanitaria tra il 2022 e il 2023.
Non a caso, i tagli alla spesa pubblica che hanno messo in ginocchio il Sistema Sanitario Nazionale e la scuola sono proprio il frutto delle politiche neoliberiste tanto care a Mario Draghi. Quelle del "ce lo chiede l'Europa", ricordate?
Insomma: quelli come Draghi creano il problema e offrono la soluzione. O meglio, la impongono. Per amore della democrazia, si intende.
Pro Italia
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Oggi è la giornata mondiale dei Diritti Umani.
Facciamo un gioco: andate sulle bacheche dei profili che stanno rilanciando questa ricorrenza. Ci siete? Bene, ora leggete i post che avete davanti: sono un tripudio di arcobaleni e di foto di migranti, vero?
Bene. Ora scorrete in basso. Basta arrivare a ieri. Toh, sorpresa! Sulla stessa bacheca troverete insulti feroci ai cosiddetti NoVax e invocazioni alla segregazione di chi è contrario al Green Pass.
Leggete, leggete. Troverete anche qualche invito alla violenza contro chi è sceso in piazza per difendere il diritto al lavoro. C'è anche qualche augurio di morte, se cercate bene.
Eccola l'ipocrisia di questi buffoni. Per costoro i "diritti umani" sono solo una banderuola da agitare per supportare le battaglie di figli di papà annoiati oppure il traffico di schiavi dal terzo mondo. Punto.
"Diritti umani!" cinquettano in coro, ma se non la pensi come loro meriti di essere disumanizzato. E privato di quei diritti che certa gentaglia ha sempre visto come fumo negli occhi.
Facciamo un gioco: andate sulle bacheche dei profili che stanno rilanciando questa ricorrenza. Ci siete? Bene, ora leggete i post che avete davanti: sono un tripudio di arcobaleni e di foto di migranti, vero?
Bene. Ora scorrete in basso. Basta arrivare a ieri. Toh, sorpresa! Sulla stessa bacheca troverete insulti feroci ai cosiddetti NoVax e invocazioni alla segregazione di chi è contrario al Green Pass.
Leggete, leggete. Troverete anche qualche invito alla violenza contro chi è sceso in piazza per difendere il diritto al lavoro. C'è anche qualche augurio di morte, se cercate bene.
Eccola l'ipocrisia di questi buffoni. Per costoro i "diritti umani" sono solo una banderuola da agitare per supportare le battaglie di figli di papà annoiati oppure il traffico di schiavi dal terzo mondo. Punto.
"Diritti umani!" cinquettano in coro, ma se non la pensi come loro meriti di essere disumanizzato. E privato di quei diritti che certa gentaglia ha sempre visto come fumo negli occhi.
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