Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Chi ha la pazienza di spiegare a questa pennivendola di regime cosa sia successo esattamente 30 anni fa?
Una cosuccia chiamata Maastricht seguita dieci anni dopo da un'altra piccina picciò chiamata Euro...
Insomma la Merlino si lamenta degli effetti di tutto ciò che difende. E stiamo ancora aspettando la catastrofe in Gran Bretagna a seguito della Brexit.
Ci abbiamo riso per giorni, eppure a ben pensarci non vi è davvero nulla di cui sorridere. Perché la storia della guerra alla parola "Natale" dichiarata dalla Commissione europea è più tragicomica di quanto si pensi.

La commissaria all'Uguaglianza (sì, esiste una figura del genere) Helena Dalli aveva firmato un testo, successivamente trapelato, in cui venivano stilate per la comunicazione ufficiale tutta una serie di linee guida improntate al politicamente corretto: niente più "buon Natale" per evitare di urtare i non cristiani, censura dei nomi "Maria" e "Giuseppe", divieto di usare il tradizionale "signore e signori" prima di un discorso, eccetera.

Il documento ha fatto velocemente il giro del Vecchio Continente suscitando reazioni di sdegno, ilarità e compatimento. Sconvolta dalla reazione di milioni di europei, a quanto pare non totalmente proni ai demenziali dogmi del pensiero unico progressista, la Commissione UE ha dovuto fare dietrofront bofonchiando scuse e giustificazioni. Il testo, a sentire Helena Dalli (che tuttavia lo aveva firmato tutta contenta), non era ancora maturo per essere reso ufficiale.

Questa la parte comica. La parte seria, invece, è quella che segue subito dopo. Ursula Von Der Leyen, presidente proprio della Commissione europea, ha candidamente dichiarato: "dovremmo iniziare a discutere dell'obbligo vaccinale." Con la nonchalance tipica di chi siede a Bruxelles, la dolce Ursula ha paventato la coercizione massima contro milioni di cittadini.

D'altronde stiamo parlando della stessa persona che, durante la crisi del 2011, propose di usare le riserve auree degli stati in difficoltà come garanzie. Un falco in tailleur, insomma. Con tanto di possibile conflitto di interessi: il marito della Von Der Leyen, Heiko, lavora come Direttore Medico presso la Orgenesis, una azienda specializzata in biotecnologia parecchio attiva nella produzione dei vaccini e vicina, guarda un po', alla Pfizer.

Il quadro che ne esce fuori, condito dalle petalose censure in nome dell'inclusività, può essere descritto con un unico aggettivo (rigorosamente senza genere): imbarazzante.

Pro Italia
Per chi si fosse perso la puntata di questa mattina.

🎙GIOVEDÌ 02/12/2021 - IL PUNT🔴 DI VISTA DI MATTEO BRANDI🎙
I FATTI DEL GIORNO COMMENTATI SENZA CENSURA
Notizie, Approfondimenti e soprattutto spazio senza censura per esprimere le vostre opinioni e soprattutto parlare con MATTEO BRANDI.
PODCAST RADIOFONICO:
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Una lacrima strappastorie.
Quest'uomo ha vinto.
Il Super Green Pass farà benissimo al turismo in Italia. Ma a questo punto se non si svegliano i diretti interessati...
Al Teatro Corviale, dove abbiamo presentato Pro Italia, è intervenuto Sâa François Farafín Sandouno, coordinatore per l'Italia di Urgences Panafricanistes.

Il suo intervento ha messo in luce la battaglia comune che tutti noi siamo chiamati a combattere. Una battaglia che non ha colore di pelle contro chi non ha alcuna bandiera.

Viva i popoli liberi e sovrani, sempre.

https://www.geopolitica.ru/it/article/festa-ditalia-intervento-di-saa-francois-farafin-sandouno
Anni 30? Ma no, sono paragoni assurdi...
Sabato 4 dicembre Pro Italia scende in piazza contro il Governo Draghi!

Il Governo di Mario Draghi non è solo responsabile delle misure coercitive e ricattatorie in materia di politica vaccinale, prima fra tutte il vergognoso green pass, ma anche delle numerose disposizioni volte alla distruzione di ciò che resta del nostro stato sociale. La fine di Quota 100, lo sblocco dei licenziamenti, il ddl Concorrenza: tutti questi provvedimenti aprono la strada a una nuova stagione di austerità.

Il nostro Paese, mai risollevatosi dalla crisi impostaci da Bruxelles nel 2012 attraverso lo scellerato operato del Governo Monti, oggi è piagato dalle ripercussioni economiche della crisi sanitaria e non può permettersi una nuova ondata di “riforme” lacrime e sangue.

Pro Italia accoglie dunque l’invito degli amici del Fronte del Dissenso e scende in piazza al loro fianco per dire no al Governo Draghi con questa giornata di mobilitazione nazionale.

Pro Italia
BASTA CON QUESTI PARALLELISMI!
Mettere a confronto la situazione attuale con quella degli anni 30 è assolutamente sbagliato. Quello che stiamo vivendo non ha nulla a che vedere con quell'epoca storica...
https://www.youtube.com/watch?v=3jFUK5m3hOI
Un Draghi al Quirinale e a Palazzo Chigi allo stesso tempo? E perché no! Ma a questo punto direi di passare direttamente alla santificazione e alla nomina di Leader Maximo Divino.

Maledetti pennivendoli leccaculo. E c'è ancora chi nega che ci sia un'emergenza democratica in Italia.
Oggi sarò a Treviso, alle ore 14, al parcheggio dello stadio di Rugby. Parlerò assieme agli amici di Ancora Italia.
Primo giorno di Apartheid in Draghistan. Ricordatevi di tutti coloro che stanno difendendo a spada tratta questa vergogna storica, sono gli stessi che vi hanno sempre riempito la testa di parole come "tolleranza", "umanità" e "inclusività".
Feccia ipocrita, la Storia vi condannerà.
Mentre lo stato di polizia del Draghistan si mette a perseguitare cittadini liberi, c'è chi ancora aspetta giustizia per la strage del rogo della Thyssen.
Deboli con i forti, forti con i deboli.