Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Giorni fa, il dittatoruncolo Mario Draghi, lucidato dalla bava dei giornalisti astanti, ha mandato un messaggio sadico a milioni di italiani non allineati ai suoi diktat: "spero che possano tornare a essere parte della società con tutti noi."

"Far parte della società." Ma quale società? Quella ipocondriaca, apatica e distopica che ognuno di noi può osservare ogni giorno camminando per strada? Quella chiusa in un nuovo dogma religioso intollerante e fanatico, con tanto di inquisizione intenta a scovare gli eretici? Quella che parla di inclusività e allo stesso tempo crea cittadini di serie A e cittadini di serie B, per non dire Z? Quella del terrorismo continuo, dei bollettini di guerra, dell'allarmismo senza fine? Quella dei lavoratori ricattati e della coercizione spacciata per libera scelta?

Chi, pur non violando alcuna legge, ha scelto di non farsi inoculare il siero magico ad obsolescenza programmata, è stato messo ai margini della società. È un reietto, un Pària, un individuo senza più diritti inalienabili. Egli non costituisce alcun pericolo sanitario, e tuttavia rappresenta un gravissimo problema politico ed ideologico. Un problema che va scansato, nascosto, spinto più lontano possibile. È un bug che mette in imbarazzo il programmatore.

Ma Draghi si augura che queste persone ritornino, in futuro, a far parte "della società". Come se questo ostracismo da anni 30 fosse stato partorito dai diretti interessati e non dalle scelte di gentaglia come il vile liquidatore. D'altronde, ormai si può spingere i telespettatori a credere a tutto, persino, come predisse Malcom X, ad amare gli oppressori ed odiare gli oppressi.

La domanda sorge quindi spontanea: ha senso tornare a far parte della squallida società covidiana? Oppure la risposta sta nell'appoggiare la creazione di alternative sempre più radicate a tale società? Le scuole parentali stanno spuntando ovunque, alla faccia delle aule Alcatraz, dove manca solo il saluto al Covid prima delle lezioni. Alcuni stanno dando vita a linee di trasporto locale scevre dell'ignobile certificato verde, per aiutare chi necessita di spostarsi per lavoro. Una rete di ristoranti, locali e negozi liberi dalla follia imperante sta lentamente venendo messa in piedi.

È un inizio, certo, ma è la strada giusta. Ed è inevitabile. Perché la "società" dei Draghi fa orrore ed è affetta da un virus per cui non vi è alcun vaccino.

Matteo Brandi
Avete sentito la Von Der Leyen? Ma a nome di chi parla sta strega? A parte per il portafoglio del marito, si intende.
Mario Draghi ha mandato un messaggio sadico e sinistro ai cittadini italiani non allineati ai suoi diktat: "spero che possano tornare a essere parte della società con tutti noi." Ma di quale società sta parlando? E vale la pena tornarci?
https://youtu.be/AXR-5Sxq1_4
Chi ha la pazienza di spiegare a questa pennivendola di regime cosa sia successo esattamente 30 anni fa?
Una cosuccia chiamata Maastricht seguita dieci anni dopo da un'altra piccina picciò chiamata Euro...
Insomma la Merlino si lamenta degli effetti di tutto ciò che difende. E stiamo ancora aspettando la catastrofe in Gran Bretagna a seguito della Brexit.
Ci abbiamo riso per giorni, eppure a ben pensarci non vi è davvero nulla di cui sorridere. Perché la storia della guerra alla parola "Natale" dichiarata dalla Commissione europea è più tragicomica di quanto si pensi.

La commissaria all'Uguaglianza (sì, esiste una figura del genere) Helena Dalli aveva firmato un testo, successivamente trapelato, in cui venivano stilate per la comunicazione ufficiale tutta una serie di linee guida improntate al politicamente corretto: niente più "buon Natale" per evitare di urtare i non cristiani, censura dei nomi "Maria" e "Giuseppe", divieto di usare il tradizionale "signore e signori" prima di un discorso, eccetera.

Il documento ha fatto velocemente il giro del Vecchio Continente suscitando reazioni di sdegno, ilarità e compatimento. Sconvolta dalla reazione di milioni di europei, a quanto pare non totalmente proni ai demenziali dogmi del pensiero unico progressista, la Commissione UE ha dovuto fare dietrofront bofonchiando scuse e giustificazioni. Il testo, a sentire Helena Dalli (che tuttavia lo aveva firmato tutta contenta), non era ancora maturo per essere reso ufficiale.

Questa la parte comica. La parte seria, invece, è quella che segue subito dopo. Ursula Von Der Leyen, presidente proprio della Commissione europea, ha candidamente dichiarato: "dovremmo iniziare a discutere dell'obbligo vaccinale." Con la nonchalance tipica di chi siede a Bruxelles, la dolce Ursula ha paventato la coercizione massima contro milioni di cittadini.

D'altronde stiamo parlando della stessa persona che, durante la crisi del 2011, propose di usare le riserve auree degli stati in difficoltà come garanzie. Un falco in tailleur, insomma. Con tanto di possibile conflitto di interessi: il marito della Von Der Leyen, Heiko, lavora come Direttore Medico presso la Orgenesis, una azienda specializzata in biotecnologia parecchio attiva nella produzione dei vaccini e vicina, guarda un po', alla Pfizer.

Il quadro che ne esce fuori, condito dalle petalose censure in nome dell'inclusività, può essere descritto con un unico aggettivo (rigorosamente senza genere): imbarazzante.

Pro Italia
Per chi si fosse perso la puntata di questa mattina.

🎙GIOVEDÌ 02/12/2021 - IL PUNT🔴 DI VISTA DI MATTEO BRANDI🎙
I FATTI DEL GIORNO COMMENTATI SENZA CENSURA
Notizie, Approfondimenti e soprattutto spazio senza censura per esprimere le vostre opinioni e soprattutto parlare con MATTEO BRANDI.
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Una lacrima strappastorie.
Quest'uomo ha vinto.
Il Super Green Pass farà benissimo al turismo in Italia. Ma a questo punto se non si svegliano i diretti interessati...
Al Teatro Corviale, dove abbiamo presentato Pro Italia, è intervenuto Sâa François Farafín Sandouno, coordinatore per l'Italia di Urgences Panafricanistes.

Il suo intervento ha messo in luce la battaglia comune che tutti noi siamo chiamati a combattere. Una battaglia che non ha colore di pelle contro chi non ha alcuna bandiera.

Viva i popoli liberi e sovrani, sempre.

https://www.geopolitica.ru/it/article/festa-ditalia-intervento-di-saa-francois-farafin-sandouno
Anni 30? Ma no, sono paragoni assurdi...
Sabato 4 dicembre Pro Italia scende in piazza contro il Governo Draghi!

Il Governo di Mario Draghi non è solo responsabile delle misure coercitive e ricattatorie in materia di politica vaccinale, prima fra tutte il vergognoso green pass, ma anche delle numerose disposizioni volte alla distruzione di ciò che resta del nostro stato sociale. La fine di Quota 100, lo sblocco dei licenziamenti, il ddl Concorrenza: tutti questi provvedimenti aprono la strada a una nuova stagione di austerità.

Il nostro Paese, mai risollevatosi dalla crisi impostaci da Bruxelles nel 2012 attraverso lo scellerato operato del Governo Monti, oggi è piagato dalle ripercussioni economiche della crisi sanitaria e non può permettersi una nuova ondata di “riforme” lacrime e sangue.

Pro Italia accoglie dunque l’invito degli amici del Fronte del Dissenso e scende in piazza al loro fianco per dire no al Governo Draghi con questa giornata di mobilitazione nazionale.

Pro Italia