2021.pdf
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Ecco il trattato del Quirinale pubblicato dal Foglio. Leggete e inorridite.
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Con il Patto del Quirinale, i destini economici, politici e persino militari di Italia e Francia vengono legati in maniera ferrea.
A chi conviene questo trattato? Alla Francia, che ci ha estromessi con una guerra dalla Libia e ha fatto man bassa delle nostre aziende, o all'Italia, che ha una classe politica colma di Legion d'Onore, ovvero di personalità premiate da Parigi per aver contribuito al benessere della Repubblica Francese?
Chi, tra le due parti, ha mire espansionistiche nei confronti dell'altro?
La risposta è ovvia.
Traditori.
A chi conviene questo trattato? Alla Francia, che ci ha estromessi con una guerra dalla Libia e ha fatto man bassa delle nostre aziende, o all'Italia, che ha una classe politica colma di Legion d'Onore, ovvero di personalità premiate da Parigi per aver contribuito al benessere della Repubblica Francese?
Chi, tra le due parti, ha mire espansionistiche nei confronti dell'altro?
La risposta è ovvia.
Traditori.
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Una pugnalata. L'ennesima, inferta senza remore, alle spalle della nostra nazione. Stiamo parlando del Trattato del Quirinale, siglato oggi davanti a Sergio Mattarella tra il premier italiano Mario Draghi e quello francese Emmanuel Macron.
Per capire la pericolosità di questo patto, basti pensare che esso è il punto di arrivo di una trattativa iniziata nel 2018 con Gentiloni a Palazzo Chigi. Già, proprio quel Gentiloni che era pronto a svendere porzioni del mar Ligure e Sardo a Parigi con il trattato di Caen, fortunatamente arenatosi in Parlamento.
L'attuale trattato di "cooperazione bilaterale rafforzata" assomiglia nella forma a quello di Aquisgrana firmato da Francia e Germania nel 2019, ma è profondamente diverso nel contenuto politico. Mentre l’asse franco-tedesco si regge su un rapporto sostanzialmente paritario fra Parigi e Berlino, il Trattato del Quirinale mostra lampanti asimmetrie. Con, manco a dirlo, l’Italia nella parte dello scendiletto.
Il testo dell'accordo da stamani è consultabile ed è composto da 12 articoli, di cui i i primi 10 riguardano, nell’ordine: Esteri, Difesa, Affari europei, Politiche migratorie e Giustizia, Cooperazione economica e industriale, Sviluppo sociale e Sostenibilità, Spazio, Formazione e Innovazione, Politiche giovanili e Cultura, Cooperazione transfrontaliera.
Riassumendo, ciò che Roma e Parigi si impegnano a portare avanti nello "sviluppo reciproco" è una cooperazione strettamente congiunta. Cosa che, detta così, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. Se non fosse che questa cooperazione viene delineata nel testo con passaggi a dir poco inquietanti.
Si parla infatti di cooperazione tra le due forze armate nella "Iniziativa Europea di Invervento", e addirittura di "scambio di membri dell’esercito” e “delle forze dell’ordine" fra uno Stato che persegue attivamente una politica di potenza e uno che vi ha rinunciato da decenni. Si istituisce un "forum di consultazione fra i Ministeri competenti per l’economia, le finanze e lo sviluppo economico" fra un Paese che persegue i propri obiettivi con ampio dispiego dei servizi di intelligence economica e uno che ha abbandonato qualsiasi strategia industriale.
Ora, la domanda da porsi è la solita: cui prodest? A chi conviene questo Trattato? Conviene alla Francia, che nel 2011 ci ha estromessi dalla Libia con una guerra e che ha fatto man bassa delle nostre imprese negli ultimi anni con operazioni da decine di migliaia di euro? O conviene all'Italia, governata da una classe dirigente in cui brillano svariate Legion d'Onore – tra cui, guardacaso, quella di Paolo Gentiloni – come riconoscimento di Parigi a chi si è distinto per i servigi resi alla République?
Questo patto è il tentativo di Macron di contrastare il predominio tedesco andando a costituire la propria colonia italica con tanto di supporto, leggasi: servilismo, economico, strategico e militare. E chi meglio di Mario Draghi poteva aprire le porte a questa ennesima svendita allo straniero? D'altronde, è pur sempre il Black Friday. Un venerdì nero, l'ennesimo, per la nostra patria.
Pro Italia
Per capire la pericolosità di questo patto, basti pensare che esso è il punto di arrivo di una trattativa iniziata nel 2018 con Gentiloni a Palazzo Chigi. Già, proprio quel Gentiloni che era pronto a svendere porzioni del mar Ligure e Sardo a Parigi con il trattato di Caen, fortunatamente arenatosi in Parlamento.
L'attuale trattato di "cooperazione bilaterale rafforzata" assomiglia nella forma a quello di Aquisgrana firmato da Francia e Germania nel 2019, ma è profondamente diverso nel contenuto politico. Mentre l’asse franco-tedesco si regge su un rapporto sostanzialmente paritario fra Parigi e Berlino, il Trattato del Quirinale mostra lampanti asimmetrie. Con, manco a dirlo, l’Italia nella parte dello scendiletto.
Il testo dell'accordo da stamani è consultabile ed è composto da 12 articoli, di cui i i primi 10 riguardano, nell’ordine: Esteri, Difesa, Affari europei, Politiche migratorie e Giustizia, Cooperazione economica e industriale, Sviluppo sociale e Sostenibilità, Spazio, Formazione e Innovazione, Politiche giovanili e Cultura, Cooperazione transfrontaliera.
Riassumendo, ciò che Roma e Parigi si impegnano a portare avanti nello "sviluppo reciproco" è una cooperazione strettamente congiunta. Cosa che, detta così, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. Se non fosse che questa cooperazione viene delineata nel testo con passaggi a dir poco inquietanti.
Si parla infatti di cooperazione tra le due forze armate nella "Iniziativa Europea di Invervento", e addirittura di "scambio di membri dell’esercito” e “delle forze dell’ordine" fra uno Stato che persegue attivamente una politica di potenza e uno che vi ha rinunciato da decenni. Si istituisce un "forum di consultazione fra i Ministeri competenti per l’economia, le finanze e lo sviluppo economico" fra un Paese che persegue i propri obiettivi con ampio dispiego dei servizi di intelligence economica e uno che ha abbandonato qualsiasi strategia industriale.
Ora, la domanda da porsi è la solita: cui prodest? A chi conviene questo Trattato? Conviene alla Francia, che nel 2011 ci ha estromessi dalla Libia con una guerra e che ha fatto man bassa delle nostre imprese negli ultimi anni con operazioni da decine di migliaia di euro? O conviene all'Italia, governata da una classe dirigente in cui brillano svariate Legion d'Onore – tra cui, guardacaso, quella di Paolo Gentiloni – come riconoscimento di Parigi a chi si è distinto per i servigi resi alla République?
Questo patto è il tentativo di Macron di contrastare il predominio tedesco andando a costituire la propria colonia italica con tanto di supporto, leggasi: servilismo, economico, strategico e militare. E chi meglio di Mario Draghi poteva aprire le porte a questa ennesima svendita allo straniero? D'altronde, è pur sempre il Black Friday. Un venerdì nero, l'ennesimo, per la nostra patria.
Pro Italia
Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
Ricordate tutti i “conlapandemialeuropaèdavverocambiata” e i “questavoltahacapitolalezione” che sono stati profusi nei mesi scorsi? Beh, eccovi la risposta. Direttamente dalle labbra del nostro eurocrate preferito. Preferito, beninteso, perché se non altro non si fa troppi scrupoli a dir le cose come stanno...
https://proitalia.org/articoli/la-stabilita-del-patto
https://proitalia.org/articoli/la-stabilita-del-patto
Partito Pro Italia
La Stabilità del Patto
Le parole del vice-presidente della Commissione europea Dombrovskis in merito al ritorno del Patto di Stabilità nel 2023 aprono la strada al ritorno dell'austerity.
DOMENICA 28 NOVEMBRE
Alle ore 15 al Teatro Corviale
Presenteremo Pro Italia🇮🇹
Sarà una "Festa d'Italia" in cui guardaremo il nostro paese da più angolazioni diverse. Parleremo di economia, arte, politica, architettura, geopolitica e tanto altro.
È consigliato presentarti una mezz'ora prima per prendere i posti a sedere :)
Non è richiesto il Green Pass.
Qui l'ubicazione dell'evento, il teatro è all'aperto.
👇🏻👇🏻👇🏻👇🏻
https://maps.app.goo.gl/27ELMS2PKEXFyEx99
Alle ore 15 al Teatro Corviale
Presenteremo Pro Italia🇮🇹
Sarà una "Festa d'Italia" in cui guardaremo il nostro paese da più angolazioni diverse. Parleremo di economia, arte, politica, architettura, geopolitica e tanto altro.
È consigliato presentarti una mezz'ora prima per prendere i posti a sedere :)
Non è richiesto il Green Pass.
Qui l'ubicazione dell'evento, il teatro è all'aperto.
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Forwarded from PRO ITALIA - Canale Ufficiale
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"Però una cosa va fatta prima di tutte: non lasciate il mondo in mano a loro, non sentitevi intrusi, non professatevi estranei, non chiamatevi fuori, perché il mondo non è loro, è anche vostro. Bucate quei palloni gonfiati."
Un sontuoso Marcello Veneziani contro la dittatura del politicamente corretto. Da leggere.
http://www.marcelloveneziani.com/articoli/sempre-la-stessa-minestra-in-tutte-le-salse/
Un sontuoso Marcello Veneziani contro la dittatura del politicamente corretto. Da leggere.
http://www.marcelloveneziani.com/articoli/sempre-la-stessa-minestra-in-tutte-le-salse/
Tutta la presentazione di Pro Italia andata in scena al Teatro Corviale di Roma. Dall'economia all'architettura, dalla geopolitica all'arte, mille modi di progettare una nuova visione di Italia!
È iniziato un viaggio che ci porterà lontano, un viaggio che vogliamo intraprendere a fianco di chi vuole un'Italia libera e sovrana.
https://www.youtube.com/watch?v=k0E6FA_WjFM&t
È iniziato un viaggio che ci porterà lontano, un viaggio che vogliamo intraprendere a fianco di chi vuole un'Italia libera e sovrana.
https://www.youtube.com/watch?v=k0E6FA_WjFM&t
YouTube
Nasce PRO ITALIA - Evento completo "Festa d'Italia" al Teatro Corviale
La presentazione di Pro Italia andata in scena al Teatro Corviale di Roma. Dall'economia all'architettura, dalla geopolitica all'arte, mille modi di progettare una nuova visione di Italia! È iniziato un viaggio che ci porterà lontano, un viaggio che vogliamo…
Così è ridotta Roma, da parecchi anni a questa parte.
Qui siamo dalle parti di Trastevere. Mura imbrattate, segnaletica fatiscente, immondizia di ogni genere, monopattini gettati a terra, scritte e adesivi ovunque. Uno schifo insopportabile per chiunque conservi ancora un briciolo di rispetto non dico per la città, perché forse nell'epoca degli insipidi "cittadini del mondo" è chiedere troppo, ma almeno per il decoro.
La pochezza di chi è salito al Campidoglio, sia da destra che da sinistra, si rispecchia negli infiniti sfregi alla Città Eterna. Un biglietto da visita terrificante e allo stesso tempo rivelatorio dello stato di salute di tutta la nazione.
Qui siamo dalle parti di Trastevere. Mura imbrattate, segnaletica fatiscente, immondizia di ogni genere, monopattini gettati a terra, scritte e adesivi ovunque. Uno schifo insopportabile per chiunque conservi ancora un briciolo di rispetto non dico per la città, perché forse nell'epoca degli insipidi "cittadini del mondo" è chiedere troppo, ma almeno per il decoro.
La pochezza di chi è salito al Campidoglio, sia da destra che da sinistra, si rispecchia negli infiniti sfregi alla Città Eterna. Un biglietto da visita terrificante e allo stesso tempo rivelatorio dello stato di salute di tutta la nazione.
Torna il terrorismo sul Covid, mentre dal 6 Dicembre entra in scena il vergognoso Super Green Pass. Nella scuola viene addirittura ipotizzata la DAD a fronte di un solo contagiato. Quale sarà l'effetto di queste nuove restrizioni?
Anonymous Poll
30%
Si adegueranno ancora più persine.
33%
Alcuni accetteranno, altri inizieranno a dissentire.
21%
Aumenterà la resistenza da parte dei cittadini.
12%
Resterò tutto invariato.
4%
Non so.
Giorni fa, il dittatoruncolo Mario Draghi, lucidato dalla bava dei giornalisti astanti, ha mandato un messaggio sadico a milioni di italiani non allineati ai suoi diktat: "spero che possano tornare a essere parte della società con tutti noi."
"Far parte della società." Ma quale società? Quella ipocondriaca, apatica e distopica che ognuno di noi può osservare ogni giorno camminando per strada? Quella chiusa in un nuovo dogma religioso intollerante e fanatico, con tanto di inquisizione intenta a scovare gli eretici? Quella che parla di inclusività e allo stesso tempo crea cittadini di serie A e cittadini di serie B, per non dire Z? Quella del terrorismo continuo, dei bollettini di guerra, dell'allarmismo senza fine? Quella dei lavoratori ricattati e della coercizione spacciata per libera scelta?
Chi, pur non violando alcuna legge, ha scelto di non farsi inoculare il siero magico ad obsolescenza programmata, è stato messo ai margini della società. È un reietto, un Pària, un individuo senza più diritti inalienabili. Egli non costituisce alcun pericolo sanitario, e tuttavia rappresenta un gravissimo problema politico ed ideologico. Un problema che va scansato, nascosto, spinto più lontano possibile. È un bug che mette in imbarazzo il programmatore.
Ma Draghi si augura che queste persone ritornino, in futuro, a far parte "della società". Come se questo ostracismo da anni 30 fosse stato partorito dai diretti interessati e non dalle scelte di gentaglia come il vile liquidatore. D'altronde, ormai si può spingere i telespettatori a credere a tutto, persino, come predisse Malcom X, ad amare gli oppressori ed odiare gli oppressi.
La domanda sorge quindi spontanea: ha senso tornare a far parte della squallida società covidiana? Oppure la risposta sta nell'appoggiare la creazione di alternative sempre più radicate a tale società? Le scuole parentali stanno spuntando ovunque, alla faccia delle aule Alcatraz, dove manca solo il saluto al Covid prima delle lezioni. Alcuni stanno dando vita a linee di trasporto locale scevre dell'ignobile certificato verde, per aiutare chi necessita di spostarsi per lavoro. Una rete di ristoranti, locali e negozi liberi dalla follia imperante sta lentamente venendo messa in piedi.
È un inizio, certo, ma è la strada giusta. Ed è inevitabile. Perché la "società" dei Draghi fa orrore ed è affetta da un virus per cui non vi è alcun vaccino.
Matteo Brandi
"Far parte della società." Ma quale società? Quella ipocondriaca, apatica e distopica che ognuno di noi può osservare ogni giorno camminando per strada? Quella chiusa in un nuovo dogma religioso intollerante e fanatico, con tanto di inquisizione intenta a scovare gli eretici? Quella che parla di inclusività e allo stesso tempo crea cittadini di serie A e cittadini di serie B, per non dire Z? Quella del terrorismo continuo, dei bollettini di guerra, dell'allarmismo senza fine? Quella dei lavoratori ricattati e della coercizione spacciata per libera scelta?
Chi, pur non violando alcuna legge, ha scelto di non farsi inoculare il siero magico ad obsolescenza programmata, è stato messo ai margini della società. È un reietto, un Pària, un individuo senza più diritti inalienabili. Egli non costituisce alcun pericolo sanitario, e tuttavia rappresenta un gravissimo problema politico ed ideologico. Un problema che va scansato, nascosto, spinto più lontano possibile. È un bug che mette in imbarazzo il programmatore.
Ma Draghi si augura che queste persone ritornino, in futuro, a far parte "della società". Come se questo ostracismo da anni 30 fosse stato partorito dai diretti interessati e non dalle scelte di gentaglia come il vile liquidatore. D'altronde, ormai si può spingere i telespettatori a credere a tutto, persino, come predisse Malcom X, ad amare gli oppressori ed odiare gli oppressi.
La domanda sorge quindi spontanea: ha senso tornare a far parte della squallida società covidiana? Oppure la risposta sta nell'appoggiare la creazione di alternative sempre più radicate a tale società? Le scuole parentali stanno spuntando ovunque, alla faccia delle aule Alcatraz, dove manca solo il saluto al Covid prima delle lezioni. Alcuni stanno dando vita a linee di trasporto locale scevre dell'ignobile certificato verde, per aiutare chi necessita di spostarsi per lavoro. Una rete di ristoranti, locali e negozi liberi dalla follia imperante sta lentamente venendo messa in piedi.
È un inizio, certo, ma è la strada giusta. Ed è inevitabile. Perché la "società" dei Draghi fa orrore ed è affetta da un virus per cui non vi è alcun vaccino.
Matteo Brandi
Mentre gli italiani vengono terrorizzati ad hoc, Draghi piega l'Italia ai voleri di Macron. E non è tutto: la svendita di importanti asset strategici è solo all'inizio. Tornare all'interesse nazionale significa sopravvivere.
https://www.youtube.com/watch?v=UyiE-SwjNuU&t
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Le Nazioni degli altri - Uno sguardo da Vicino
#podcast
Il Trattato del Quirinale è l'ennesimo sintomo della partita che altre nazioni giocano nel nostro Paese, ormai ridotto a colonia.
Per potersi salvare, occorre prender coscienza della peculiarità della nostra condizione e del fatto che la dimensione…
Il Trattato del Quirinale è l'ennesimo sintomo della partita che altre nazioni giocano nel nostro Paese, ormai ridotto a colonia.
Per potersi salvare, occorre prender coscienza della peculiarità della nostra condizione e del fatto che la dimensione…