Matteo Brandi - Canale Ufficiale
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Canale di Matteo Brandi, presidente di Pro Italia
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Maledetti TRADITORI. Con il Trattato del Quirinale, questi luridi servi dello straniero ci hanno svenduto alla Francia.
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Ecco il trattato del Quirinale pubblicato dal Foglio. Leggete e inorridite.
Con il Patto del Quirinale, i destini economici, politici e persino militari di Italia e Francia vengono legati in maniera ferrea.
A chi conviene questo trattato? Alla Francia, che ci ha estromessi con una guerra dalla Libia e ha fatto man bassa delle nostre aziende, o all'Italia, che ha una classe politica colma di Legion d'Onore, ovvero di personalità premiate da Parigi per aver contribuito al benessere della Repubblica Francese?

Chi, tra le due parti, ha mire espansionistiche nei confronti dell'altro?

La risposta è ovvia.

Traditori.
Una pugnalata. L'ennesima, inferta senza remore, alle spalle della nostra nazione. Stiamo parlando del Trattato del Quirinale, siglato oggi davanti a Sergio Mattarella tra il premier italiano Mario Draghi e quello francese Emmanuel Macron.

Per capire la pericolosità di questo patto, basti pensare che esso è il punto di arrivo di una trattativa iniziata nel 2018 con Gentiloni a Palazzo Chigi. Già, proprio quel Gentiloni che era pronto a svendere porzioni del mar Ligure e Sardo a Parigi con il trattato di Caen, fortunatamente arenatosi in Parlamento.

L'attuale trattato di "cooperazione bilaterale rafforzata" assomiglia nella forma a quello di Aquisgrana firmato da Francia e Germania nel 2019, ma è profondamente diverso nel contenuto politico. Mentre l’asse franco-tedesco si regge su un rapporto sostanzialmente paritario fra Parigi e Berlino, il Trattato del Quirinale mostra lampanti asimmetrie. Con, manco a dirlo, l’Italia nella parte dello scendiletto.

Il testo dell'accordo da stamani è consultabile ed è composto da 12 articoli, di cui i i primi 10 riguardano, nell’ordine: Esteri, Difesa, Affari europei, Politiche migratorie e Giustizia, Cooperazione economica e industriale, Sviluppo sociale e Sostenibilità, Spazio, Formazione e Innovazione, Politiche giovanili e Cultura, Cooperazione transfrontaliera.

Riassumendo, ciò che Roma e Parigi si impegnano a portare avanti nello "sviluppo reciproco" è una cooperazione strettamente congiunta. Cosa che, detta così, non dovrebbe destare particolari preoccupazioni. Se non fosse che questa cooperazione viene delineata nel testo con passaggi a dir poco inquietanti.

Si parla infatti di cooperazione tra le due forze armate nella "Iniziativa Europea di Invervento", e addirittura di "scambio di membri dell’esercito” e “delle forze dell’ordine" fra uno Stato che persegue attivamente una politica di potenza e uno che vi ha rinunciato da decenni. Si istituisce un "forum di consultazione fra i Ministeri competenti per l’economia, le finanze e lo sviluppo economico" fra un Paese che persegue i propri obiettivi con ampio dispiego dei servizi di intelligence economica e uno che ha abbandonato qualsiasi strategia industriale.

Ora, la domanda da porsi è la solita: cui prodest? A chi conviene questo Trattato? Conviene alla Francia, che nel 2011 ci ha estromessi dalla Libia con una guerra e che ha fatto man bassa delle nostre imprese negli ultimi anni con operazioni da decine di migliaia di euro? O conviene all'Italia, governata da una classe dirigente in cui brillano svariate Legion d'Onore – tra cui, guardacaso, quella di Paolo Gentiloni – come riconoscimento di Parigi a chi si è distinto per i servigi resi alla République?

Questo patto è il tentativo di Macron di contrastare il predominio tedesco andando a costituire la propria colonia italica con tanto di supporto, leggasi: servilismo, economico, strategico e militare. E chi meglio di Mario Draghi poteva aprire le porte a questa ennesima svendita allo straniero? D'altronde, è pur sempre il Black Friday. Un venerdì nero, l'ennesimo, per la nostra patria.

Pro Italia
❤️❤️❤️
Ricordate tutti i “conlapandemialeuropaèdavverocambiata” e i “questavoltahacapitolalezione” che sono stati profusi nei mesi scorsi? Beh, eccovi la risposta. Direttamente dalle labbra del nostro eurocrate preferito. Preferito, beninteso, perché se non altro non si fa troppi scrupoli a dir le cose come stanno...
https://proitalia.org/articoli/la-stabilita-del-patto
DOMENICA 28 NOVEMBRE
Alle ore 15 al Teatro Corviale
Presenteremo Pro Italia🇮🇹

Sarà una "Festa d'Italia" in cui guardaremo il nostro paese da più angolazioni diverse. Parleremo di economia, arte, politica, architettura, geopolitica e tanto altro.

È consigliato presentarti una mezz'ora prima per prendere i posti a sedere :)
Non è richiesto il Green Pass.

Qui l'ubicazione dell'evento, il teatro è all'aperto.
👇🏻👇🏻👇🏻👇🏻
https://maps.app.goo.gl/27ELMS2PKEXFyEx99
No comment.
"Però una cosa va fatta prima di tutte: non lasciate il mondo in mano a loro, non sentitevi intrusi, non professatevi estranei, non chiamatevi fuori, perché il mondo non è loro, è anche vostro. Bucate quei palloni gonfiati."
Un sontuoso Marcello Veneziani contro la dittatura del politicamente corretto. Da leggere.
http://www.marcelloveneziani.com/articoli/sempre-la-stessa-minestra-in-tutte-le-salse/
Basta un solo contagiato da un virus che nei bambini ha una mortalità praticamente pari a 0... E tutta la classe va in Didattica A Distanza.

Pazzi criminali.
👍2
Tutta la presentazione di Pro Italia andata in scena al Teatro Corviale di Roma. Dall'economia all'architettura, dalla geopolitica all'arte, mille modi di progettare una nuova visione di Italia!
È iniziato un viaggio che ci porterà lontano, un viaggio che vogliamo intraprendere a fianco di chi vuole un'Italia libera e sovrana.
https://www.youtube.com/watch?v=k0E6FA_WjFM&t
Così è ridotta Roma, da parecchi anni a questa parte.

Qui siamo dalle parti di Trastevere. Mura imbrattate, segnaletica fatiscente, immondizia di ogni genere, monopattini gettati a terra, scritte e adesivi ovunque. Uno schifo insopportabile per chiunque conservi ancora un briciolo di rispetto non dico per la città, perché forse nell'epoca degli insipidi "cittadini del mondo" è chiedere troppo, ma almeno per il decoro.

La pochezza di chi è salito al Campidoglio, sia da destra che da sinistra, si rispecchia negli infiniti sfregi alla Città Eterna. Un biglietto da visita terrificante e allo stesso tempo rivelatorio dello stato di salute di tutta la nazione.