🏛️ IL GIORNO IN CUI LA DIPLOMAZIA RUSSA CAPÌ CHE L’EUROPA NON C’ERA PIÙ
Mosca.
Un tavolo lungo, dorato. Microfoni. Cartelline verdi.
Da una parte Sergey Lavrov, uomo di apparato, decenni di vertici alle spalle, abituato a trattare con presidenti, generali, strateghi.
Dall’altra Luigi Di Maio, allora Ministro degli Esteri per conto di un’Italia che aveva già iniziato a scambiare la politica estera per un tirocinio formativo.
Guardate lo sguardo di Lavrov.
Non è arroganza.
Non è scherno.
È qualcosa di più sottile.
È l’espressione di chi sta cercando di capire se quello che ha davanti è davvero il rappresentante di una potenza europea… o il segnale che qualcosa si è rotto nel meccanismo.
È il momento in cui realizzi che l’Europa — quella che si proclamava “potenza geopolitica”, “faro dei diritti”, “gigante normativo” — si è trasformata in un condominio senza portiere, dove ognuno ripete il comunicato scritto altrove.
Lavrov non ride.
Osserva.
Come si osserva una grande civiltà che non sa di essere entrata nella fase terminale.
Perché quella foto non racconta solo un incontro bilaterale.
Racconta un’epoca.
L’epoca in cui la diplomazia diventava comunicato stampa.
Eppure, in quella stanza, Lavrov non poteva sapere che il peggio doveva ancora venire.
Non poteva immaginare che il ministro con cui stava parlando — ex steward allo stadio San Paolo di Napoli, poi capo della Farnesina — qualche anno dopo avrebbe tenuto un corso al King’s College London.
Non è satira.
È cronaca.
E il punto non è il passato personale — ogni percorso è dignitoso.
Il punto è la velocità con cui in Europa si passa dall’improvvisazione alla cattedra, dalla gestione emergenziale alla lezione accademica.
Lavrov in quel momento osservava un interlocutore.
Non sapeva che stava guardando il trailer di una stagione politica in cui la competenza sarebbe diventata facoltativa e la narrazione avrebbe sostituito la sostanza.
Quella foto è il fermo-immagine di un continente che ancora si credeva attore principale… mentre scivolava lentamente fuori scena.
E forse, a rivederla oggi, fa meno ridere e più riflettere.
Don Chisciotte 🐎
#Geopolitica #Europa #Diplomazia #Italia #Politica #DeclinoEuropeo
Mosca.
Un tavolo lungo, dorato. Microfoni. Cartelline verdi.
Da una parte Sergey Lavrov, uomo di apparato, decenni di vertici alle spalle, abituato a trattare con presidenti, generali, strateghi.
Dall’altra Luigi Di Maio, allora Ministro degli Esteri per conto di un’Italia che aveva già iniziato a scambiare la politica estera per un tirocinio formativo.
Guardate lo sguardo di Lavrov.
Non è arroganza.
Non è scherno.
È qualcosa di più sottile.
È l’espressione di chi sta cercando di capire se quello che ha davanti è davvero il rappresentante di una potenza europea… o il segnale che qualcosa si è rotto nel meccanismo.
È il momento in cui realizzi che l’Europa — quella che si proclamava “potenza geopolitica”, “faro dei diritti”, “gigante normativo” — si è trasformata in un condominio senza portiere, dove ognuno ripete il comunicato scritto altrove.
Lavrov non ride.
Osserva.
Come si osserva una grande civiltà che non sa di essere entrata nella fase terminale.
Perché quella foto non racconta solo un incontro bilaterale.
Racconta un’epoca.
L’epoca in cui la diplomazia diventava comunicato stampa.
Eppure, in quella stanza, Lavrov non poteva sapere che il peggio doveva ancora venire.
Non poteva immaginare che il ministro con cui stava parlando — ex steward allo stadio San Paolo di Napoli, poi capo della Farnesina — qualche anno dopo avrebbe tenuto un corso al King’s College London.
Non è satira.
È cronaca.
E il punto non è il passato personale — ogni percorso è dignitoso.
Il punto è la velocità con cui in Europa si passa dall’improvvisazione alla cattedra, dalla gestione emergenziale alla lezione accademica.
Lavrov in quel momento osservava un interlocutore.
Non sapeva che stava guardando il trailer di una stagione politica in cui la competenza sarebbe diventata facoltativa e la narrazione avrebbe sostituito la sostanza.
Quella foto è il fermo-immagine di un continente che ancora si credeva attore principale… mentre scivolava lentamente fuori scena.
E forse, a rivederla oggi, fa meno ridere e più riflettere.
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❗️L'Ambasciata statunitense in Libano ha evacuato oggi decine di membri del suo staff attraverso l'Aeroporto Internazionale Rafic Hariri di Beirut come misura precauzionale in mezzo a previsti sviluppi regionali, secondo fonti di LBCI.
The Cradle https://t.me/thecradlemedia/51912
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The Cradle
❗️The US Embassy in Lebanon has evacuated dozens of its staff today via Beirut’s Rafic Hariri International Airport as a precautionary measure amid anticipated regional developments, according to LBCI sources.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
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A un anno dai funerali dei martiri Seyyed Hassan Nasrallah e Seyyed Hashem Safieddine
“Assicuro tutti: il nemico, l'amico, il mondo intero. Non potete eliminare Hezbollah, né sarete in grado di eliminare i nobili movimenti di resistenza in Palestina. Non ci riuscirete mai, perché la Resistenza non è un esercito convenzionale, la Resistenza è, prima di tutto, il popolo. Un popolo che possiede fede, forza di volontà, fiducia nella vittoria, che ama il martirio e che rifiuta l'umiliazione e la vergogna. Questo è un popolo che nessuno può sconfiggere. Potete uccidere i suoi uomini, donne, bambini e anziani. Potete distruggere i loro edifici e le loro case sopra le loro teste, ma non potrete sconfiggerli!”
Seyyed Hassan Nasrallah
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
“Assicuro tutti: il nemico, l'amico, il mondo intero. Non potete eliminare Hezbollah, né sarete in grado di eliminare i nobili movimenti di resistenza in Palestina. Non ci riuscirete mai, perché la Resistenza non è un esercito convenzionale, la Resistenza è, prima di tutto, il popolo. Un popolo che possiede fede, forza di volontà, fiducia nella vittoria, che ama il martirio e che rifiuta l'umiliazione e la vergogna. Questo è un popolo che nessuno può sconfiggere. Potete uccidere i suoi uomini, donne, bambini e anziani. Potete distruggere i loro edifici e le loro case sopra le loro teste, ma non potrete sconfiggerli!”
Seyyed Hassan Nasrallah
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Quando si dice che i curdi sono le prostitute dell'impero, un motivo c'è.
Ovunque essi siano, diventano una spina nel fianco dei governi indipendenti e anti colonialisti.
🔻
“Diversi gruppi di opposizione curda iraniana con sede nella regione del Kurdistan in Iraq hanno annunciato la formazione di una nuova alleanza politica volta a rovesciare il sistema di governo iraniano e a far avanzare l'autodeterminazione curda.
In una dichiarazione congiunta rilasciata domenica, cinque organizzazioni hanno dichiarato l'istituzione dell'Alleanza delle Forze Politiche nel Kurdistan iraniano, dicendo che la mossa cerca di rafforzare l'influenza politica curda in quella che hanno descritto come una profonda crisi di legittimità che affronta la Repubblica Islamica.”
Leggi: https://www.middleeastmonitor.com/20260223-iranian-kurdish-factions-form-alliance-aiming-to-topple-tehran-government/
Ovunque essi siano, diventano una spina nel fianco dei governi indipendenti e anti colonialisti.
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“Diversi gruppi di opposizione curda iraniana con sede nella regione del Kurdistan in Iraq hanno annunciato la formazione di una nuova alleanza politica volta a rovesciare il sistema di governo iraniano e a far avanzare l'autodeterminazione curda.
In una dichiarazione congiunta rilasciata domenica, cinque organizzazioni hanno dichiarato l'istituzione dell'Alleanza delle Forze Politiche nel Kurdistan iraniano, dicendo che la mossa cerca di rafforzare l'influenza politica curda in quella che hanno descritto come una profonda crisi di legittimità che affronta la Repubblica Islamica.”
Leggi: https://www.middleeastmonitor.com/20260223-iranian-kurdish-factions-form-alliance-aiming-to-topple-tehran-government/
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Forwarded from Scienza e Democrazia
È troppo chiedere che il papa cattolico dichiari...
...che dire «Gli ebrei sono al di sopra della legge», mentre si espellono famiglie palestinesi dalla terra che abitano da 40 anni, è una bestemmia contro il dio che si è fatto uomo?
I militari israeliani hanno superato ogni limite di barbarie, senza conservare nemmeno una traccia del rispetto dovuto ai cadaveri - che, anzi, sono spesso di persone martoriate e alle quali hanno espiantato organi.
E il dramma per l'intera umanità è che non si tratta di qualche scheggia impazzita, ma di esseri demoniaci in cui si riconoscono i 3/4 della popolazione israeliana.
Purtroppo, il governo italiano è stato, e continua ad esserlo nonostante la riprovazione suscitata tra i suoi cittadini, complice di questa regressione dell'umanità. Meloni e Tajani sono, per l'Italia, una vergogna e, come spiega Alessandro Orsini, un pericolo.
...che dire «Gli ebrei sono al di sopra della legge», mentre si espellono famiglie palestinesi dalla terra che abitano da 40 anni, è una bestemmia contro il dio che si è fatto uomo?
I militari israeliani hanno superato ogni limite di barbarie, senza conservare nemmeno una traccia del rispetto dovuto ai cadaveri - che, anzi, sono spesso di persone martoriate e alle quali hanno espiantato organi.
E il dramma per l'intera umanità è che non si tratta di qualche scheggia impazzita, ma di esseri demoniaci in cui si riconoscono i 3/4 della popolazione israeliana.
Purtroppo, il governo italiano è stato, e continua ad esserlo nonostante la riprovazione suscitata tra i suoi cittadini, complice di questa regressione dell'umanità. Meloni e Tajani sono, per l'Italia, una vergogna e, come spiega Alessandro Orsini, un pericolo.
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L'AntiDiplomatico
Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir consegna personalmente ordini di demolizione e sfratto ai palestinesi.
"Non mi interessa. Gli ebrei sono al di sopra della legge. Avete due ore per andarvene."
Il governo Meloni e l'Unione Europea sono complici di…
"Non mi interessa. Gli ebrei sono al di sopra della legge. Avete due ore per andarvene."
Il governo Meloni e l'Unione Europea sono complici di…
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🇺🇸 😱 La cabala della guerra nel Congresso degli Stati Uniti è stata "comprata e pagata" – Giornalista statunitense
Il motivo per cui la maggior parte dei falchi nel Congresso "vogliono disperatamente la guerra", oltre a sostenere il Progetto Sionista del Grande Israele, è "il denaro", afferma il giornalista Clayton Morris.
🗣 "È il massiccio complesso militare-industriale" che guida le loro decisioni politiche, dice a Tucker Carlson.
La quantità di denaro che gli Stati Uniti sono pronti spendere per andare in guerra in Iran, o "qualunque altro spauracchio della settimana che tu abbia", osserva, è "perché queste armi sono prodotte nel nostro cortile".
🔊 "Il complesso militare-industriale si trova nei quartieri della maggior parte dei membri del Congresso", dice e "tutti loro sono stati comprati e pagati".
😶 "E sono tutti parte di questa grande cabala... Tutti allineati."
Geopolitics Prime https://t.me/geopolitics_prime/65353
Il motivo per cui la maggior parte dei falchi nel Congresso "vogliono disperatamente la guerra", oltre a sostenere il Progetto Sionista del Grande Israele, è "il denaro", afferma il giornalista Clayton Morris.
🗣 "È il massiccio complesso militare-industriale" che guida le loro decisioni politiche, dice a Tucker Carlson.
La quantità di denaro che gli Stati Uniti sono pronti spendere per andare in guerra in Iran, o "qualunque altro spauracchio della settimana che tu abbia", osserva, è "perché queste armi sono prodotte nel nostro cortile".
🔊 "Il complesso militare-industriale si trova nei quartieri della maggior parte dei membri del Congresso", dice e "tutti loro sono stati comprati e pagati".
😶 "E sono tutti parte di questa grande cabala... Tutti allineati."
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
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SANREMO: BOMBA J-AX IN CONFERENZA STAMPA
La politica è ostaggio dell’oligarchia finanziaria dei miliardari. Non comanda nulla, preferisce amministrare che farsi ammazzare dalla CIA.
No, non state ascoltando Rocco Cantautore.
È un intervento di J-Ax in conferenza stampa a Sanremo.
Perlomeno, finalmente qualcosa di vagamente sensato e ascoltabile al Festival.
Attendo che l’apparato mediatico scateni la propria furia di etichette su J-Ax…
➡️ www.roccocantautore.com
La politica è ostaggio dell’oligarchia finanziaria dei miliardari. Non comanda nulla, preferisce amministrare che farsi ammazzare dalla CIA.
No, non state ascoltando Rocco Cantautore.
È un intervento di J-Ax in conferenza stampa a Sanremo.
Perlomeno, finalmente qualcosa di vagamente sensato e ascoltabile al Festival.
Attendo che l’apparato mediatico scateni la propria furia di etichette su J-Ax…
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Forwarded from byebyeunclesam
Tutti coloro che stanno proferendo rancorose sciocchezze relativamente alla partecipazione di Irina Shayk al festival di Sanremo, esattamente come è successo a lei avrebbero dovuto trascorrere la loro gioventù nella Russia degli anni novanta del secolo scorso, immiserita dalle riforme cosiddette liberali e dalle privatizzazioni selvagge promosse dai democratici avvoltoi uccidentali.
Che lrina, di padre tataro musulmano, si dichiari "fiera di essere russa" dopo aver visto il suo Paese multietnico e multireligioso risorgere dalle ceneri dovrebbe servire di lezione agli sciocchi di cui sopra, sempre che possano immaginare di vivere in uno Stato capace di decidere sovranamente il proprio destino...
Che lrina, di padre tataro musulmano, si dichiari "fiera di essere russa" dopo aver visto il suo Paese multietnico e multireligioso risorgere dalle ceneri dovrebbe servire di lezione agli sciocchi di cui sopra, sempre che possano immaginare di vivere in uno Stato capace di decidere sovranamente il proprio destino...
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Pezeshkian a Trump: "Abbiamo pubblicato i nomi, pubblicate i vostri”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha risposto alle ultime affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo a disordini e rivolte in Iran, intervenendo a un incontro nella regione Mazandaran.
Sulle accuse statunitensi sulle vittime:
"Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che 32.000 persone sono state uccise durante gli incidenti di gennaio. Abbiamo pubblicato i nomi insieme ai numeri di documento d'identità. Chiunque abbia altri nomi dovrebbe pubblicarli con le relative prove".
Proteste o rivolte armate?
"Accettiamo la protesta nel suo vero senso, ma durante quegli eventi, i nemici cercavano un ‘cambio di regime’.
Coloro che hanno incendiato moschee e ucciso membri delle forze di sicurezza non possono essere definiti manifestanti.
Più di 350 moschee sono state date alle fiamme e più di 300 scuole sono state danneggiate.
Chi protesta distrugge una scuola? Chi protesta incendia una moschea?”
Su assassinii e terrorismo:
"Sapete perché assassinano i nostri individui capaci? Così che persone deboli come me restino e non possano servire il popolo, e il nemico possa poi dire al pubblico: 'Vedete, sono incapaci'.
"Abbiamo subito più di 28.000 assassinii di strada durante gli anni '80. Hanno assassinato il nostro Presidente (il martire Rajai), il nostro Primo Ministro (il martire Bahonar) e i nostri scienziati, e poi ci chiamano terroristi.
Chi abbiamo assassinato? Voi siete i terroristi, siete voi che assassinate persino i nostri scienziati".
Sul coinvolgimento straniero nelle rivolte armate:
"Alcuni funzionari israeliani, statunitensi e di alcuni Paesi europei hanno fomentato i disordini. Hanno detto alla gente: 'Arriviamo domani; voi andate avanti e colpite'. Cercavano di rovesciare il regime.
Siamo profondamente addolorati per quanto accaduto al nostro caro popolo. Accettiamo le proteste e ci consideriamo obbligati a colmare le lacune”.
Sulle armi nucleari:
"I nostri avversari sostengono che l'Iran non deve perseguire l'armamento nucleare, una questione che abbiamo ripetutamente chiarito. Noi non cerchiamo armi nucleari.
“La Guida della Comunità Islamica, la Guida religioso della società, non può mentire. Quando dichiara che non avremo armi nucleari, significa che non le avremo. Anche se volessi muovermi in quella direzione, non potrei – da un punto di vista religioso, non ne ho il diritto. Non è nemmeno ammissibile che un'idea del genere mi passi per la testa.
Nonostante queste dichiarazioni, gli Stati Uniti continuano a sostenere che l'Iran non abbia dichiarato ufficialmente di non voler dotarsi di armi nucleari”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha risposto alle ultime affermazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardo a disordini e rivolte in Iran, intervenendo a un incontro nella regione Mazandaran.
Sulle accuse statunitensi sulle vittime:
"Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che 32.000 persone sono state uccise durante gli incidenti di gennaio. Abbiamo pubblicato i nomi insieme ai numeri di documento d'identità. Chiunque abbia altri nomi dovrebbe pubblicarli con le relative prove".
Proteste o rivolte armate?
"Accettiamo la protesta nel suo vero senso, ma durante quegli eventi, i nemici cercavano un ‘cambio di regime’.
Coloro che hanno incendiato moschee e ucciso membri delle forze di sicurezza non possono essere definiti manifestanti.
Più di 350 moschee sono state date alle fiamme e più di 300 scuole sono state danneggiate.
Chi protesta distrugge una scuola? Chi protesta incendia una moschea?”
Su assassinii e terrorismo:
"Sapete perché assassinano i nostri individui capaci? Così che persone deboli come me restino e non possano servire il popolo, e il nemico possa poi dire al pubblico: 'Vedete, sono incapaci'.
"Abbiamo subito più di 28.000 assassinii di strada durante gli anni '80. Hanno assassinato il nostro Presidente (il martire Rajai), il nostro Primo Ministro (il martire Bahonar) e i nostri scienziati, e poi ci chiamano terroristi.
Chi abbiamo assassinato? Voi siete i terroristi, siete voi che assassinate persino i nostri scienziati".
Sul coinvolgimento straniero nelle rivolte armate:
"Alcuni funzionari israeliani, statunitensi e di alcuni Paesi europei hanno fomentato i disordini. Hanno detto alla gente: 'Arriviamo domani; voi andate avanti e colpite'. Cercavano di rovesciare il regime.
Siamo profondamente addolorati per quanto accaduto al nostro caro popolo. Accettiamo le proteste e ci consideriamo obbligati a colmare le lacune”.
Sulle armi nucleari:
"I nostri avversari sostengono che l'Iran non deve perseguire l'armamento nucleare, una questione che abbiamo ripetutamente chiarito. Noi non cerchiamo armi nucleari.
“La Guida della Comunità Islamica, la Guida religioso della società, non può mentire. Quando dichiara che non avremo armi nucleari, significa che non le avremo. Anche se volessi muovermi in quella direzione, non potrei – da un punto di vista religioso, non ne ho il diritto. Non è nemmeno ammissibile che un'idea del genere mi passi per la testa.
Nonostante queste dichiarazioni, gli Stati Uniti continuano a sostenere che l'Iran non abbia dichiarato ufficialmente di non voler dotarsi di armi nucleari”.
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Shehdeh Zoarab è un palestinese che ha portato con sé i semi di Gaza in Cisgiordania, dove ora risiede. Nonostante fosse stato esiliato da Gaza, dove le fragole crescevano in abbondanza e venivano esportate in tutto il mondo prima dell'assedio israeliano del 2007, Zoarab non voleva abbandonare il suo amore per la coltivazione e la coltivazione dei frutti sul suolo palestinese.
Descrivendo le fragole di Gaza come "il frutto della terra benedetta", Shehdeh ha rianimato l'"oro rosso" di Gaza in Cisgiordania, dove pianta i semi su un appezzamento di terra a Qalqilya e li cura come se stessero crescendo a Beit Lahiya, il loro luogo di origine.
Da Qalqilya a Beit Lahia, la terra conosce il suo popolo, e il popolo conosce la sua terra. Possano i semi del suolo nativo della Palestina continuare a fiorire in oro rosso, e che il nostro popolo se ne prenda cura e custodisca fino alla liberazione.
Foto di Nazzal Bzu
Palestinian Youth Movement
Descrivendo le fragole di Gaza come "il frutto della terra benedetta", Shehdeh ha rianimato l'"oro rosso" di Gaza in Cisgiordania, dove pianta i semi su un appezzamento di terra a Qalqilya e li cura come se stessero crescendo a Beit Lahiya, il loro luogo di origine.
Da Qalqilya a Beit Lahia, la terra conosce il suo popolo, e il popolo conosce la sua terra. Possano i semi del suolo nativo della Palestina continuare a fiorire in oro rosso, e che il nostro popolo se ne prenda cura e custodisca fino alla liberazione.
Foto di Nazzal Bzu
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I nostri amici di Geopolitics Prime hanno già pubblicato diverse centinaia di post che analizzano i file di Epstein appena rilasciati.
Nessun altro canale su Telegram in lingua inglese copre il caso con questo livello di dettaglio e profondità. Se questo argomento ti interessa, dai un'occhiata a loro:@geopolitics_prime
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ULTIMA ORA: israele lancia un massiccio attacco contro l'Iran
"Lo Stato di israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per eliminare le minacce contro lo Stato di israele", ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Circa 30 obiettivi in tutto l'Iran sono stati attaccati, inclusa la residenza del leader iraniano e il quartier generale dell'intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, secondo fonti israeliane.
Secondo stime israeliane, non è prevista alcuna risposta iraniana almeno fino a stasera.
Geopolitics_prime
"Lo Stato di israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per eliminare le minacce contro lo Stato di israele", ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
Circa 30 obiettivi in tutto l'Iran sono stati attaccati, inclusa la residenza del leader iraniano e il quartier generale dell'intelligence del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, secondo fonti israeliane.
Secondo stime israeliane, non è prevista alcuna risposta iraniana almeno fino a stasera.
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