L’uomo che vedete nell’immagine si chiama Stefan Renna. È un giornalista della televisione svizzera RTS. E di questi tempi ha fatto qualcosa di rivoluzionario.
Ha fatto il suo lavoro, altro che Petrecca.
Mentre il bob israeliano scendeva sulla pista di Cortina alle Olimpiadi Invernali 2026, Renna ha dedicato l’intera discesa a raccontare chi fosse davvero il pilota.
Ha pronunciato la parola “genocidio”, specificando che è il termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla regione.
Ha ricordato tutto: che Adam Edelman, alla sua prima partecipazione olimpica, si definisce “un sionista fino al midollo”.
Che riguardo all’intervento militare israeliano ha dichiarato: “Questa è la guerra moralmente più giusta della storia”. La guerra che l’ONU chiama genocidio.
E ancora: che Edelman ha preso in giro una scritta “Free Palestine” su un muro a Lillehammer, in Norvegia, durante una tappa di Coppa del Mondo.
Che ha chiesto ai suoi follower di mandare “forza” al compagno di squadra Ward Fawarsy, mentre questo era impegnato in un’operazione dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza nel 2023. Lo stesso Fawarsy che oggi è a Cortina, alle Olimpiadi, come se niente fosse.
E poi, che il CIO aveva stabilito una regola precisa: “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra, partecipando a eventi pro-guerra, essendo impegnati militarmente o attraverso le loro attività sui social media, non possono competere”.
La regola con cui hanno escluso gli atleti russi. (ingiustamente, ndr)
La stessa identica regola che per Israele non esiste.
Stefan Renna ha fatto una cosa semplicissima: ha raccontato i fatti. Con puntualità, con rigore, con le fonti. Solo fatti. In diretta.
In Italia scene così non le vediamo. In Rai non succede. Tranne Alessandro Antinelli che lo scorso ottobre, nel post partita di Italia-Israele, indossò un fiocco nero per ricordare i giornalisti uccisi a Gaza. Ma è l’eccezione, non la regola.
Stefan Renna ha fatto il giornalista. E nel 2026, sembra quasi rivoluzionario.
Abolizione del suffragio universale
Ha fatto il suo lavoro, altro che Petrecca.
Mentre il bob israeliano scendeva sulla pista di Cortina alle Olimpiadi Invernali 2026, Renna ha dedicato l’intera discesa a raccontare chi fosse davvero il pilota.
Ha pronunciato la parola “genocidio”, specificando che è il termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla regione.
Ha ricordato tutto: che Adam Edelman, alla sua prima partecipazione olimpica, si definisce “un sionista fino al midollo”.
Che riguardo all’intervento militare israeliano ha dichiarato: “Questa è la guerra moralmente più giusta della storia”. La guerra che l’ONU chiama genocidio.
E ancora: che Edelman ha preso in giro una scritta “Free Palestine” su un muro a Lillehammer, in Norvegia, durante una tappa di Coppa del Mondo.
Che ha chiesto ai suoi follower di mandare “forza” al compagno di squadra Ward Fawarsy, mentre questo era impegnato in un’operazione dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza nel 2023. Lo stesso Fawarsy che oggi è a Cortina, alle Olimpiadi, come se niente fosse.
E poi, che il CIO aveva stabilito una regola precisa: “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra, partecipando a eventi pro-guerra, essendo impegnati militarmente o attraverso le loro attività sui social media, non possono competere”.
La regola con cui hanno escluso gli atleti russi. (ingiustamente, ndr)
La stessa identica regola che per Israele non esiste.
Stefan Renna ha fatto una cosa semplicissima: ha raccontato i fatti. Con puntualità, con rigore, con le fonti. Solo fatti. In diretta.
In Italia scene così non le vediamo. In Rai non succede. Tranne Alessandro Antinelli che lo scorso ottobre, nel post partita di Italia-Israele, indossò un fiocco nero per ricordare i giornalisti uccisi a Gaza. Ma è l’eccezione, non la regola.
Stefan Renna ha fatto il giornalista. E nel 2026, sembra quasi rivoluzionario.
Abolizione del suffragio universale
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Il quotidiano Haaretz : AFFERMA CHE AZIENDE ISRAELIANE DI CYBERSICUREZZA POSSIEDONO TECNOLOGIE CAPACI DI HACKERARE VEICOLI CONNESSI ALLA RETE E UTILIZZARLI PER RACCOGLIERE INFORMAZIONI D’INTELLIGENCE
Ricordate le parole di Yossi Cohen? Qui non si parla solo di dispositivi come pc, cellulari e cercapersone... Qui andiamo oltre
🔻
-️ Questo nuovo campo operativo è noto come CARINT — «intelligence automobilistica».
- Il quotidiano spiega che le auto moderne sono ormai diventate «computer su ruote»: decine di sistemi digitali, SIM integrate, GPS, connessione internet permanente e sincronizzazione con smartphone generano un flusso continuo di dati sui proprietari e sui loro spostamenti.
-️ L’inchiesta di Haaretz rivela che, grazie a queste tecnologie, è possibile tracciare in tempo reale i movimenti dei veicoli, analizzare abitudini di guida, ricostruire percorsi e identificare una specifica “obiettivo” tra decine di migliaia di auto.
- «La tecnologia permette di accedere da remoto ai microfoni del sistema vivavoce dell’auto, consentendo di intercettare le conversazioni del conducente, e persino di collegarsi alle telecamere di bordo».
-️ I dati provenienti dalle auto vengono poi integrati con altre fonti: telecamere di sorveglianza stradale, registri delle SIM, database governativi e anagrafici.
- In particolare, il sistema confronta le immagini delle telecamere stradali per identificare targhe e altri dettagli già presenti negli archivi statali.
-️ Questo rappresenta una tendenza più ampia: le aziende di intelligence cibernetica non si limitano più a raccogliere dati, ma li “cuciono” insieme, creando profili completi e operativi in tempo reale.
- Ancora più allarmante, secondo Haaretz, è la capacità di prendere il controllo completo del veicolo da remoto:
- «Attraverso questo tipo di sorveglianza e hacking, i servizi segreti possono ottenere il controllo totale sull’auto — fino a sterzare il volante o bloccare il motore in movimento».
- L’articolo conclude osservando che sempre più governi nel mondo stanno richiedendo attivamente queste tecnologie, trasformando le auto connesse in potenziali strumenti di sorveglianza di massa — e, in casi estremi, in armi silenziose.
Utopia
(Fonte: https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-02-16/ty-article-magazine/.premium/your-car-is-spying-on-you-and-israeli-firms-are-leading-the-surveillance-race/0000019c-6651-d2f0-a19c-7fdd81920000)
Ricordate le parole di Yossi Cohen? Qui non si parla solo di dispositivi come pc, cellulari e cercapersone... Qui andiamo oltre
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-️ Questo nuovo campo operativo è noto come CARINT — «intelligence automobilistica».
- Il quotidiano spiega che le auto moderne sono ormai diventate «computer su ruote»: decine di sistemi digitali, SIM integrate, GPS, connessione internet permanente e sincronizzazione con smartphone generano un flusso continuo di dati sui proprietari e sui loro spostamenti.
-️ L’inchiesta di Haaretz rivela che, grazie a queste tecnologie, è possibile tracciare in tempo reale i movimenti dei veicoli, analizzare abitudini di guida, ricostruire percorsi e identificare una specifica “obiettivo” tra decine di migliaia di auto.
- «La tecnologia permette di accedere da remoto ai microfoni del sistema vivavoce dell’auto, consentendo di intercettare le conversazioni del conducente, e persino di collegarsi alle telecamere di bordo».
-️ I dati provenienti dalle auto vengono poi integrati con altre fonti: telecamere di sorveglianza stradale, registri delle SIM, database governativi e anagrafici.
- In particolare, il sistema confronta le immagini delle telecamere stradali per identificare targhe e altri dettagli già presenti negli archivi statali.
-️ Questo rappresenta una tendenza più ampia: le aziende di intelligence cibernetica non si limitano più a raccogliere dati, ma li “cuciono” insieme, creando profili completi e operativi in tempo reale.
- Ancora più allarmante, secondo Haaretz, è la capacità di prendere il controllo completo del veicolo da remoto:
- «Attraverso questo tipo di sorveglianza e hacking, i servizi segreti possono ottenere il controllo totale sull’auto — fino a sterzare il volante o bloccare il motore in movimento».
- L’articolo conclude osservando che sempre più governi nel mondo stanno richiedendo attivamente queste tecnologie, trasformando le auto connesse in potenziali strumenti di sorveglianza di massa — e, in casi estremi, in armi silenziose.
Utopia
(Fonte: https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-02-16/ty-article-magazine/.premium/your-car-is-spying-on-you-and-israeli-firms-are-leading-the-surveillance-race/0000019c-6651-d2f0-a19c-7fdd81920000)
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C'è vita e piccole forme di giustizia in questo mondo!
E dite al ministero degli esteri sionista che qui non si parla di "simboli ebraici", ma di bandiera di una entità che attualmente è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER GENOCIDIO, se la esponi e te ne vanti, un minimo di reazione devi aspettarlo
🔻
«A quanto risulta, le tre turiste israeliane sarebbero state allontanate dopo aver esposto all'interno del museo una bandiera con la stella di David e una collana con lo stesso simbolo. Le tre donne sarebbero state fermate e accompagnate fuori da uno degli addetti alla sicurezza, dopo le manifestazioni di fastidio di alcuni altri visitatori. La responsabile ad interim dell'ambasciata di Israele in Spagna, Dana Erlich, è subito intervenuta sulla questione, scrivendo su X: "Abbiamo visto come tre donne ebree, con una stella di David e una bandiera di Israele, sono state espulse da un museo di Madrid per aver indossato questi simboli. La mia bandiera non è una provocazione".
Così il ministero degli Esteri israeliano su X: "Vergogna al Museo nazionale d'arte Reina Sofia spagnolo: tre turiste israeliane, tra cui una sopravvissuto all'Olocausto, sono stati espulse perché indossavano simboli ebraici. Sono state molestate, e invece di essere protette, sono state cacciate via", si legge nel post, che continua: "Se un simbolo ebraico risulta ancora controverso in Europa, allora non abbiamo imparato nulla. Il dipendente antisemita coinvolto deve essere ritenuto responsabile"»
https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/17/turiste-israeliane-espulse-museo-reina-sofia-madrid/59983
E dite al ministero degli esteri sionista che qui non si parla di "simboli ebraici", ma di bandiera di una entità che attualmente è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER GENOCIDIO, se la esponi e te ne vanti, un minimo di reazione devi aspettarlo
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«A quanto risulta, le tre turiste israeliane sarebbero state allontanate dopo aver esposto all'interno del museo una bandiera con la stella di David e una collana con lo stesso simbolo. Le tre donne sarebbero state fermate e accompagnate fuori da uno degli addetti alla sicurezza, dopo le manifestazioni di fastidio di alcuni altri visitatori. La responsabile ad interim dell'ambasciata di Israele in Spagna, Dana Erlich, è subito intervenuta sulla questione, scrivendo su X: "Abbiamo visto come tre donne ebree, con una stella di David e una bandiera di Israele, sono state espulse da un museo di Madrid per aver indossato questi simboli. La mia bandiera non è una provocazione".
Così il ministero degli Esteri israeliano su X: "Vergogna al Museo nazionale d'arte Reina Sofia spagnolo: tre turiste israeliane, tra cui una sopravvissuto all'Olocausto, sono stati espulse perché indossavano simboli ebraici. Sono state molestate, e invece di essere protette, sono state cacciate via", si legge nel post, che continua: "Se un simbolo ebraico risulta ancora controverso in Europa, allora non abbiamo imparato nulla. Il dipendente antisemita coinvolto deve essere ritenuto responsabile"»
https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/17/turiste-israeliane-espulse-museo-reina-sofia-madrid/59983
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Se ai files di Epstein non seguiranno condanne reali ed esemplari, essi si trasformeranno in un potente veleno che agirà profondamente su tre livelli: corpo, psiche e spirito.
La loro circolazione massiccia saturerà l'immaginario collettivo di immagini estreme di violenza e depravazione inconcepibile e indicibile.
L'esposizione continua a questo materiale produrrà un effetto paradossale: ciò che dovrebbe sconvolgerci diventerà gradualmente familiare.
È l'orrore che a forza di essere mostrato si normalizza.
Ciò che era inaccettabile diventa parte del paesaggio mentale quotidiano.
Questa dinamica (molto comune in questi ultimi anni) può essere letta come una forma di un vero e proprio rituale negativo: veniamo costretti a guardare, a sapere, a essere testimoni impotenti, ma senza la possibilità di agire, di vedere giustizia, di ottenere riparazione. È un'esposizione forzata che ci coinvolge emotivamente, senza darci alcun potere.
Il risultato non è la catarsi liberatoria, quella che si ottiene quando il male viene punito, ma uno stato permanente di frustrazione, rabbia impotente e cinismo.
Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma non cambia nulla.
E le élite continuano a godere di immunità.
Il messaggio è che il male viene fatto vedere, ma resta impunito.
Il male genera altro male, si moltiplica, si espande: il pasto è servito.
Questo meccanismo genera quella che in psicologia viene chiamata "impotenza appresa", ovvero la percezione che le nostre azioni non abbiano alcun effetto sulla realtà.
E un'umanità convinta della propria impotenza è un'umanità già sconfitta.
L'antidoto a questo veleno è il risveglio, privilegio di pochi.
Non è un caso che da qualche anno, sempre più insistentemente, si parli di risveglio come processo necessario per l'evoluzione, per compiere lo scatto di coscienza indispensabile che inevitabilmente porterà a una vera e propria speciazione, non basata sulla genetica, ma sullo stato di coscienza.
Questa speciazione non avverrà attraverso mutazioni biologiche, ma attraverso una trasformazione radicale della percezione: la capacità di vedere il veleno per quello che è, di non ingerirlo, di non lasciarsi contaminare dall'impotenza indotta.
Chi si risveglia esce dal teatro dell'orrore spettacolarizzato e sceglie di agire dal proprio centro di coscienza, recuperando sovranità interiore e responsabilità personale. Non si tratta di negare il male o di distogliere lo sguardo, ma di non permettere che il male ci abiti, che diventi la nostra frequenza dominante.
In questo senso, il risveglio diventa un atto di resistenza biologica e spirituale insieme: una scelta evolutiva che divide chi continuerà a nutrirsi del veleno da chi imparerà a trasformarlo in medicina attraverso la pratica della presenza, della compassione lucida e dell'azione consapevole.
La vera battaglia non si combatte contro le élite impunite, ma dentro di noi, nella capacità di non lasciarci colonizzare dalla loro oscurità.
È qui che si gioca il futuro del genere umano.
Stefano Manera
La loro circolazione massiccia saturerà l'immaginario collettivo di immagini estreme di violenza e depravazione inconcepibile e indicibile.
L'esposizione continua a questo materiale produrrà un effetto paradossale: ciò che dovrebbe sconvolgerci diventerà gradualmente familiare.
È l'orrore che a forza di essere mostrato si normalizza.
Ciò che era inaccettabile diventa parte del paesaggio mentale quotidiano.
Questa dinamica (molto comune in questi ultimi anni) può essere letta come una forma di un vero e proprio rituale negativo: veniamo costretti a guardare, a sapere, a essere testimoni impotenti, ma senza la possibilità di agire, di vedere giustizia, di ottenere riparazione. È un'esposizione forzata che ci coinvolge emotivamente, senza darci alcun potere.
Il risultato non è la catarsi liberatoria, quella che si ottiene quando il male viene punito, ma uno stato permanente di frustrazione, rabbia impotente e cinismo.
Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma non cambia nulla.
E le élite continuano a godere di immunità.
Il messaggio è che il male viene fatto vedere, ma resta impunito.
Il male genera altro male, si moltiplica, si espande: il pasto è servito.
Questo meccanismo genera quella che in psicologia viene chiamata "impotenza appresa", ovvero la percezione che le nostre azioni non abbiano alcun effetto sulla realtà.
E un'umanità convinta della propria impotenza è un'umanità già sconfitta.
L'antidoto a questo veleno è il risveglio, privilegio di pochi.
Non è un caso che da qualche anno, sempre più insistentemente, si parli di risveglio come processo necessario per l'evoluzione, per compiere lo scatto di coscienza indispensabile che inevitabilmente porterà a una vera e propria speciazione, non basata sulla genetica, ma sullo stato di coscienza.
Questa speciazione non avverrà attraverso mutazioni biologiche, ma attraverso una trasformazione radicale della percezione: la capacità di vedere il veleno per quello che è, di non ingerirlo, di non lasciarsi contaminare dall'impotenza indotta.
Chi si risveglia esce dal teatro dell'orrore spettacolarizzato e sceglie di agire dal proprio centro di coscienza, recuperando sovranità interiore e responsabilità personale. Non si tratta di negare il male o di distogliere lo sguardo, ma di non permettere che il male ci abiti, che diventi la nostra frequenza dominante.
In questo senso, il risveglio diventa un atto di resistenza biologica e spirituale insieme: una scelta evolutiva che divide chi continuerà a nutrirsi del veleno da chi imparerà a trasformarlo in medicina attraverso la pratica della presenza, della compassione lucida e dell'azione consapevole.
La vera battaglia non si combatte contro le élite impunite, ma dentro di noi, nella capacità di non lasciarci colonizzare dalla loro oscurità.
È qui che si gioca il futuro del genere umano.
Stefano Manera
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Oggi inizia il mese del Ramadan, e da Gaza ci arrivano immagini che, ancora una volta, ci fanno vergognare dei nostri capricci occidentali.
Ancora una volta questo popolo ci insegna ad amare la vita.
Grazie Gaza, grazie al popolo palestinese per i valori che ci insegna, per il suo grado di elevazione spirituale che lo rende quanto di più vicino a Dio.
Ramadan Kareem a tutti i miei amici musulmani e a tutto il popolo palestinese ❤️ 🌙
Ancora una volta questo popolo ci insegna ad amare la vita.
Grazie Gaza, grazie al popolo palestinese per i valori che ci insegna, per il suo grado di elevazione spirituale che lo rende quanto di più vicino a Dio.
Ramadan Kareem a tutti i miei amici musulmani e a tutto il popolo palestinese ❤️ 🌙
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C'è chi puote e chi non puote. Il 13 febbraio al Parlamento europeo Isabella Tovaglieri parlamentare legista strappata l'immagine della guida suprema dell'Iran Ali Khamenei. Applausi bipartisan. Un parlamentare iraniano strappa una foto che riprende anche Mattarella, e Roma convoca l'ambasciatore iraniano per esternagli l'italico sdegno: dicasi isteria. I media, manco a dirlo, espressero apprezzamento per la performance della Tovaglieri e di tutti gli altri bischeri (parlamentari italiani compresi, che in piazza con la sigaretta bruciarono l'effigie di Khamenei) e oggi esprimono esecrazione per aver osato "toccare" Mattarella.
Così gira il mondo oggi. Quel che vale per me servo occidentale, non vale per te che difendi la tua nazione e ti esprimi con un atto simbolico.
Maurizio M.
Così gira il mondo oggi. Quel che vale per me servo occidentale, non vale per te che difendi la tua nazione e ti esprimi con un atto simbolico.
Maurizio M.
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1 marzo 2026 h 14.30 davanti al carcere di Terni
LETTERA DI MOHAMMAD HANNOUN PRESIDENTE DELL’API – ASSOCIAZIONE PALESTINESI IN ITALIA -DAL CARCERE DI TERNI
Carissime e carissimi, fratelli e sorelle, compagne e compagni
Mi mancate tutte e tutti
Vi abbraccio tutte e tutti
Vi scrivo per confermare tutte le nostre parole e intenti, chiari, evidenti e non equivocabili, sin dal primo giorno delle nostre mobilitazioni .
Abbiamo dichiarato pubblicamente che:
– sosteniamo la legittima Resistenza del Popolo Palestinese sino alla fine del colonialismo nazi-sionista.
– chiediamo un cessate il fuoco vero e non quello menzognero dichiarato dai corrotti venduti a Sharm El Sheikh.
– sosteniamo attraverso la raccolta di fondi pubblici e volontari progetti umanitari chiari e trasparenti, non
come quei complici e guerrafondai dei vari governi, compreso quello Meloni, che da oltre due anni in maniera svergognata continuano il supporto economico e militare attraverso vari accordi con l’entità sionista criminale, ben sapendo che quegli armamenti sarebbero stati usati per massacrare il popolo
palestinese.
Invito tutte e tutti a continuare le mobilitazioni in tutti i modi possibili.
Il nostro arresto non a che fare con i falsi finanziamenti per Hamas o altri. I nostri “accusatori” sanno benissimo che i nostri movimenti sono chiari e trasparenti come dimostrano i filmati e le ricevute varie. L’obiettivo è quello di colpire il nostro movimento Pro-Pal e con questo tentare di censurare e criminalizzare ogni possibile mobilitazioni a sostegno della causa palestinese. Dietro le varie accuse di antisemitismo e la loro sovrapposizione all’antisionismo c’è il chiaro tentativo di silenziare ogni possibile critica all’entità criminale sionista.
Per questi motivi dobbiamo riprendere in mano la situazione chiamando all’unità tutte le realtà, le
associazioni, i sindacati di base, i movimenti studenteschi e tutti i cittadini liberi per non permettere
le manovre di isolamento di questa nostra lotta e il suo indebolimento.
Alla fine dal carcere di Terni dove mi trovo vi mando i miei saluti rivoluzionari.
Siamo forti, coraggiosi, e combattenti
Siamo fieri di voi
A presto sempre per una Palestina Libera dal fiume fino al mare
Hannoun Mohammad
LETTERA DI MOHAMMAD HANNOUN PRESIDENTE DELL’API – ASSOCIAZIONE PALESTINESI IN ITALIA -DAL CARCERE DI TERNI
Carissime e carissimi, fratelli e sorelle, compagne e compagni
Mi mancate tutte e tutti
Vi abbraccio tutte e tutti
Vi scrivo per confermare tutte le nostre parole e intenti, chiari, evidenti e non equivocabili, sin dal primo giorno delle nostre mobilitazioni .
Abbiamo dichiarato pubblicamente che:
– sosteniamo la legittima Resistenza del Popolo Palestinese sino alla fine del colonialismo nazi-sionista.
– chiediamo un cessate il fuoco vero e non quello menzognero dichiarato dai corrotti venduti a Sharm El Sheikh.
– sosteniamo attraverso la raccolta di fondi pubblici e volontari progetti umanitari chiari e trasparenti, non
come quei complici e guerrafondai dei vari governi, compreso quello Meloni, che da oltre due anni in maniera svergognata continuano il supporto economico e militare attraverso vari accordi con l’entità sionista criminale, ben sapendo che quegli armamenti sarebbero stati usati per massacrare il popolo
palestinese.
Invito tutte e tutti a continuare le mobilitazioni in tutti i modi possibili.
Il nostro arresto non a che fare con i falsi finanziamenti per Hamas o altri. I nostri “accusatori” sanno benissimo che i nostri movimenti sono chiari e trasparenti come dimostrano i filmati e le ricevute varie. L’obiettivo è quello di colpire il nostro movimento Pro-Pal e con questo tentare di censurare e criminalizzare ogni possibile mobilitazioni a sostegno della causa palestinese. Dietro le varie accuse di antisemitismo e la loro sovrapposizione all’antisionismo c’è il chiaro tentativo di silenziare ogni possibile critica all’entità criminale sionista.
Per questi motivi dobbiamo riprendere in mano la situazione chiamando all’unità tutte le realtà, le
associazioni, i sindacati di base, i movimenti studenteschi e tutti i cittadini liberi per non permettere
le manovre di isolamento di questa nostra lotta e il suo indebolimento.
Alla fine dal carcere di Terni dove mi trovo vi mando i miei saluti rivoluzionari.
Siamo forti, coraggiosi, e combattenti
Siamo fieri di voi
A presto sempre per una Palestina Libera dal fiume fino al mare
Hannoun Mohammad
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Dopo che l'ONU respinge le richieste di dimissioni per Francesca Albanese a causa della disinformazione sul suo conto, lo stato terrorista sionista "impazzisce" di rabbia e inonda il web mondiale delle sue fake news sulla relatrice toccando vette di bassezza grottesche.
Il tutto con i soldi dei contribuenti statunitensi e non solo.
Chiara L.
Il tutto con i soldi dei contribuenti statunitensi e non solo.
Chiara L.
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Tucker Carlson "FERMO" in Israele: giornalista "trascinato nella stanza degli interrogatori" dopo che un'intervista controversa ha scatenato uno scandalo diplomatico
Il podcaster conservatore Tucker Carlson ha dichiarato che lui e il suo staff sono stati arrestati in Israele mercoledì dopo aver intervistato l'ambasciatore di Donald Trump nel Paese.
L'ex conduttore di Fox News è volato a Tel Aviv per incontrare Mike Huckabee, che si è offerto di parlare direttamente con Carlson dopo una discussione online sul trattamento riservato ai cristiani nel Paese.
Carlson, che critica spesso Israele per le sue azioni militari nella Striscia di Gaza, ha accettato l'offerta di Huckabee.
Il podcaster conservatore Tucker Carlson ha dichiarato che lui e il suo staff sono stati arrestati in Israele mercoledì dopo aver intervistato l'ambasciatore di Donald Trump nel Paese.
L'ex conduttore di Fox News è volato a Tel Aviv per incontrare Mike Huckabee, che ha invitato Carlson a parlare direttamente con lui dopo una discussione online sul trattamento riservato ai cristiani nel Paese.
Ma quando critici e attivisti filo-israeliani hanno iniziato ad accusare Carlson di non aver lasciato l'aeroporto durante la sua breve visita, ha ammesso di aver incontrato ostilità nel paese mediorientale.
Carlson ha dichiarato in esclusiva al Daily Mail che poco dopo l'intervista, le autorità israeliane gli hanno confiscato il passaporto e portato il suo produttore esecutivo in una stanza per gli interrogatori.
"Persone che si spacciavano per addetti alla sicurezza aeroportuale hanno preso i nostri passaporti, hanno portato il nostro produttore esecutivo in una stanza separata e poi hanno preteso di sapere di cosa avessimo parlato con l'ambasciatore Huckabee", ha dichiarato Carlson al Daily Mail.
Tucker Carlson ha dichiarato che mercoledì lui e il suo staff sono stati fermati all'aeroporto Ben Gurion e interrogati dalle autorità israeliane in seguito a un'intervista con l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee.
Huckabee, che conosce Carlson da oltre 30 anni e in precedenza aveva lavorato con lui alla Fox News, ha invitato Carlson in Israele per discutere delle loro divergenze.
È un peccato che Tucker sia rimasto in aeroporto nonostante i numerosi inviti a visitare così tanti posti meravigliosi. "Un'enorme e chiaramente deliberata occasione persa", ha ironizzato David Friedman, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele durante il primo mandato di Trump.
Tuttavia, due fonti vicine alla situazione hanno riferito al Daily Mail che il governo israeliano inizialmente si era rifiutato di consentire a Carlson di entrare nel Paese, dando il via a delicate trattative con il Dipartimento di Stato.
Alla fine, secondo un servizio di Channel 13, il governo israeliano ha deciso di non impedire a Carlson di entrare nel Paese per evitare un "incidente diplomatico".
https://www.dailymail.co.uk/news/article-15571619/Tucker-Carlson-DETAINED-Israel-interrogation.html
Il podcaster conservatore Tucker Carlson ha dichiarato che lui e il suo staff sono stati arrestati in Israele mercoledì dopo aver intervistato l'ambasciatore di Donald Trump nel Paese.
L'ex conduttore di Fox News è volato a Tel Aviv per incontrare Mike Huckabee, che si è offerto di parlare direttamente con Carlson dopo una discussione online sul trattamento riservato ai cristiani nel Paese.
Carlson, che critica spesso Israele per le sue azioni militari nella Striscia di Gaza, ha accettato l'offerta di Huckabee.
Il podcaster conservatore Tucker Carlson ha dichiarato che lui e il suo staff sono stati arrestati in Israele mercoledì dopo aver intervistato l'ambasciatore di Donald Trump nel Paese.
L'ex conduttore di Fox News è volato a Tel Aviv per incontrare Mike Huckabee, che ha invitato Carlson a parlare direttamente con lui dopo una discussione online sul trattamento riservato ai cristiani nel Paese.
Ma quando critici e attivisti filo-israeliani hanno iniziato ad accusare Carlson di non aver lasciato l'aeroporto durante la sua breve visita, ha ammesso di aver incontrato ostilità nel paese mediorientale.
Carlson ha dichiarato in esclusiva al Daily Mail che poco dopo l'intervista, le autorità israeliane gli hanno confiscato il passaporto e portato il suo produttore esecutivo in una stanza per gli interrogatori.
"Persone che si spacciavano per addetti alla sicurezza aeroportuale hanno preso i nostri passaporti, hanno portato il nostro produttore esecutivo in una stanza separata e poi hanno preteso di sapere di cosa avessimo parlato con l'ambasciatore Huckabee", ha dichiarato Carlson al Daily Mail.
Tucker Carlson ha dichiarato che mercoledì lui e il suo staff sono stati fermati all'aeroporto Ben Gurion e interrogati dalle autorità israeliane in seguito a un'intervista con l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee.
Huckabee, che conosce Carlson da oltre 30 anni e in precedenza aveva lavorato con lui alla Fox News, ha invitato Carlson in Israele per discutere delle loro divergenze.
È un peccato che Tucker sia rimasto in aeroporto nonostante i numerosi inviti a visitare così tanti posti meravigliosi. "Un'enorme e chiaramente deliberata occasione persa", ha ironizzato David Friedman, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Israele durante il primo mandato di Trump.
Tuttavia, due fonti vicine alla situazione hanno riferito al Daily Mail che il governo israeliano inizialmente si era rifiutato di consentire a Carlson di entrare nel Paese, dando il via a delicate trattative con il Dipartimento di Stato.
Alla fine, secondo un servizio di Channel 13, il governo israeliano ha deciso di non impedire a Carlson di entrare nel Paese per evitare un "incidente diplomatico".
https://www.dailymail.co.uk/news/article-15571619/Tucker-Carlson-DETAINED-Israel-interrogation.html
Mail Online
Tucker Carlson detained in Israel after Mike Huckabee interview
Tucker Carlson and his staff were detained at an airport in Tel Aviv and interrogated by Israeli officials on Wednesday, according to the conservative commentator.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
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Le riprese di ieri dall'isola di Hormuz durante un'importante esercitazione navale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniana mostrano decine di petroliere e navi commerciali in attesa del permesso di entrare nello Stretto di Hormuz.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Il nuovo messaggio della pagina in ebraico dell’Imam Khamenei su Twitter (X):
"Più pericolosa di una nave da guerra americana, è un'arma che può farla naufragare sul fondo dell'oceano".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
"Più pericolosa di una nave da guerra americana, è un'arma che può farla naufragare sul fondo dell'oceano".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from ROCCO CANTAUNTORE
ANDREA LUCIDI ARRESTATO A ISTANBUL
“Il Consolato Generale d'Italia a Istanbul sta seguendo la vicenda del giornalista italiano Andrea Lucidi che è stato fermato nel pomeriggio dalla polizia turca insieme ad altri colleghi di diverse nazionalità e condotto presso un centro di espulsione nei pressi di Istanbul, dove si troverebbe tuttora. Lo comunica la Farnesina. La Farnesina, in raccordo con il Consolato Generale a Istanbul, è in contatto con le autorità locali per acquisire ogni elemento utile sulla situazione e garantire al connazionale la necessaria assistenza consolare.”
Ovviamente il Corriere della Serva non esita a etichettare Andrea come “filorusso” e “propagandista russo”. La stampa igienica non può resistere alla tentazione delle etichette.
Solidarietà massima ad Andrea.
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Scopri di più sul mio ultimo lavoro: “COMPLOTTISTA! LEZIONI DI FANGO. Come la propaganda ci manipola con la psicologia delle etichette”
➡️ roccocantautore.com
“Il Consolato Generale d'Italia a Istanbul sta seguendo la vicenda del giornalista italiano Andrea Lucidi che è stato fermato nel pomeriggio dalla polizia turca insieme ad altri colleghi di diverse nazionalità e condotto presso un centro di espulsione nei pressi di Istanbul, dove si troverebbe tuttora. Lo comunica la Farnesina. La Farnesina, in raccordo con il Consolato Generale a Istanbul, è in contatto con le autorità locali per acquisire ogni elemento utile sulla situazione e garantire al connazionale la necessaria assistenza consolare.”
Ovviamente il Corriere della Serva non esita a etichettare Andrea come “filorusso” e “propagandista russo”. La stampa igienica non può resistere alla tentazione delle etichette.
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Questi immondi sono in preda ad un delirio di onnipotenza, e più vengono esposti i loro crimini, le loro devianze mentali, il loro sadismo, più spingono prendersi tutto.
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La fantasia di Kushner su Gaza: "un'autostrada abramitica" in 3 anni
Jared Kushner ha presentato la sua visione in PowerPoint per il futuro di Gaza — Rafah ricostruita, disoccupazione ridotta e la Striscia collegata a un'"autostrada abramitica" che si estende da Israele all'India.
La proposta:
🎤 Anno 3: Rafah completamente ricostruita. Gaza collegata a Egitto, Israele, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti — estendendosi all'India e all'Europa.
🎤 Anno 10: Gaza autogovernata, industrie fiorenti, alloggi per tutti.
🎤 Curriculum che promuove "tolleranza, dignità e pace".
La verifica della realtà:
📹 Nessuna menzione della sovranità palestinese oltre a "autogovernata" all'interno di un quadro altrui.
📹 Nessuna menzione di chi effettua la ricostruzione — o di chi viene pagato.
📹 L'autostrada abramitica passa attraverso i checkpoint israeliani.
La popolazione di Gaza non era nella stanza dove è stato scritto il piano. I membri della famiglia di Trump lo erano.
Geopolitics Prime
https://t.me/geopolitics_prime/64976
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La fantasia di Kushner su Gaza: "un'autostrada abramitica" in 3 anni
Jared Kushner ha presentato la sua visione in PowerPoint per il futuro di Gaza — Rafah ricostruita, disoccupazione ridotta e la Striscia collegata a un'"autostrada abramitica" che si estende da Israele all'India.
La proposta:
🎤 Anno 3: Rafah completamente ricostruita. Gaza collegata a Egitto, Israele, Giordania, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti — estendendosi all'India e all'Europa.
🎤 Anno 10: Gaza autogovernata, industrie fiorenti, alloggi per tutti.
🎤 Curriculum che promuove "tolleranza, dignità e pace".
La verifica della realtà:
📹 Nessuna menzione della sovranità palestinese oltre a "autogovernata" all'interno di un quadro altrui.
📹 Nessuna menzione di chi effettua la ricostruzione — o di chi viene pagato.
📹 L'autostrada abramitica passa attraverso i checkpoint israeliani.
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