Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano sulle ignobili esternazioni di Nancy Pelosi:
“Nancy Pelosi invita l'amministrazione statunitense a "paralizzare" l'economia iraniana in modo che la gente comune iraniana, anche nelle aree rurali, "ne senta il dolore". Infliggere deliberatamente dolore e sofferenza ai civili per ottenere influenza politica è la definizione da manuale di terrorismo.
Solo una mentalità malvagia e arrogante può sentirsi autorizzata a prescrivere politiche basate sulla sofferenza dei civili in un altro Paese.
Dal punto di vista legale, questa è un'ulteriore prova di una politica statunitense deliberata e sistematica di infliggere dolore e crudeltà alle popolazioni che detesta. Tale condotta equivale a un "crimine contro l'umanità".
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
“Nancy Pelosi invita l'amministrazione statunitense a "paralizzare" l'economia iraniana in modo che la gente comune iraniana, anche nelle aree rurali, "ne senta il dolore". Infliggere deliberatamente dolore e sofferenza ai civili per ottenere influenza politica è la definizione da manuale di terrorismo.
Solo una mentalità malvagia e arrogante può sentirsi autorizzata a prescrivere politiche basate sulla sofferenza dei civili in un altro Paese.
Dal punto di vista legale, questa è un'ulteriore prova di una politica statunitense deliberata e sistematica di infliggere dolore e crudeltà alle popolazioni che detesta. Tale condotta equivale a un "crimine contro l'umanità".
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Cmq tutti gli esseri Umani di questo mondo considerano il cosiddetto "israele", nonché la sua ideologia fondante - sionismo - non solo un nemico, ma una minaccia per l'umanità e il mondo intero.
Il sionismo fu condannato con risoluzione ONU 3379, promossa dal blocco sovietico e paesi arabi, nel 10 novembre 1975, e fu revocata successivamente, il 16 dicembre 1991 sotto pressioni di Bush padre I Itzhak Shamir per permettere al cosiddetto "israele" di partecipare alla conferenza di Madrid, una di quelle che portano, poi, agli sciagurati accordi di Oslo.
Quindi sì, il sionismo e israele, sono una minaccia per l'intero genere umano, animale e vegetale.
Dunque non fu revocata perché il carattere razzista venne abolito, ma solo per un giochetto diplomatico senza il quale sarebbe crollata tutta la farsa degli accordi (in questo modo è stata definitivamente regalata tutta la Palestina ai sionisti)
Il sionismo fu condannato con risoluzione ONU 3379, promossa dal blocco sovietico e paesi arabi, nel 10 novembre 1975, e fu revocata successivamente, il 16 dicembre 1991 sotto pressioni di Bush padre I Itzhak Shamir per permettere al cosiddetto "israele" di partecipare alla conferenza di Madrid, una di quelle che portano, poi, agli sciagurati accordi di Oslo.
Quindi sì, il sionismo e israele, sono una minaccia per l'intero genere umano, animale e vegetale.
Dunque non fu revocata perché il carattere razzista venne abolito, ma solo per un giochetto diplomatico senza il quale sarebbe crollata tutta la farsa degli accordi (in questo modo è stata definitivamente regalata tutta la Palestina ai sionisti)
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Secondo alcune testimonianze comparse sui social il “rumeno” che ha cercato di rapire la bambina a Bergamo sarebbe in realtà di origini israeliane. Ma per i “professionisti dell’informazione” la notizia non merita neppure di essere riportata, figuriamoci indagare sulla reale identità del maldestro rapitore.
Forse per non disturbare il governo dell’entità sionista che sta cercando di farlo rimpatriare prima possibile dentro gli inviolabili confini dello Stato terrorista?
Paolo Sensini
Forse per non disturbare il governo dell’entità sionista che sta cercando di farlo rimpatriare prima possibile dentro gli inviolabili confini dello Stato terrorista?
Paolo Sensini
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Adesso che le reali intenzioni d’Israele e dei suoi proxy in giro per il mondo sono emerse con enorme fragore grazie al dossier Epstein (altro che “teorie della cospirazione”!), state pur certi che da qui a breve vi sarà una recrudescenza di problemi causati dai "mussulmani" e dal “terrorismo islamico” per distogliere l'attenzione dalla questione fondamentale.
Dopo gli attentati a New York e Washington dell’11 settembre 2001, della “guerra al terrorismo internazionale” che n’è seguita e della follia legata all’emergenza Covid/Pandemenza con tutto ciò che abbiamo visto e subito in questi anni, ora si ripeterà il medesimo schema per richiudere al più presto lo squarcio di verità che si è aperto. E molti, forse la gran parte, torneranno nel loro consueto mondo di sogni…
Paolo Sensini
Dopo gli attentati a New York e Washington dell’11 settembre 2001, della “guerra al terrorismo internazionale” che n’è seguita e della follia legata all’emergenza Covid/Pandemenza con tutto ciò che abbiamo visto e subito in questi anni, ora si ripeterà il medesimo schema per richiudere al più presto lo squarcio di verità che si è aperto. E molti, forse la gran parte, torneranno nel loro consueto mondo di sogni…
Paolo Sensini
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🔥🔥🔥 EPSTEIN FILES ULTIME NOVITÀ: La frenetica caccia alla talpa dell'FBI, la Clinton che cackla e il sadismo sfrenato
Un altro giorno, un'altra serie di rivelazioni sul comportamento losco e peccaminoso dell'élite legata a Epstein.
🔴 Geopolitics Prime ha collegato i punti su una curiosa serie di e-mail di Epsteinche discutono di Trump, Mar-a-Lago, la vittima di abusi Virginia Giuffre e un misterioso agente dell'FBI
🔴 Abbiamo indagato sulle misteriose e-mail di Ghislaine Maxwellche segnalano una potenziale conoscenza preventiva dell'11 settembre
🔴 Hillary Clinton sembrava insolitamente nervosa quando un giornalista le ha chiesto di spiegare la discrepanza tra la retorica delle élite sui "valori occidentali" e il coinvolgimento di queste stesse élite con Epstein
🔴 Un'altra sopravvissuta agli abusi di Epstein ha dettagliato il sadismo dei suoi reclutatori
🔴 Noi abbiamo indagato sul Core Club, il club scintillante di Manhattan per i superricchi che Epstein ha aiutato a lanciare
🔴 Il deputato Thomas Massie ha attaccato Pam Bondi per la sua comica testimonianza al Congresso, e ha accusato il Dipartimento di Giustizia di aver rimosso "alcuni dei documenti più significativi"
🔴 La deputata Lauren Boebert ha elaborato sull'ampio uso di parole in codice e riferimenti al "consumo" nei file, segnalando che la storia di Epstein potrebbe essere ancora più vile e terrificante di quanto si immaginasse
🔴 La polizia britannica ha rifiutato di pubblicare uno scambio di messaggi che coinvolgeva Peter Mandelson, il disonorato fixer laburista letteralmente colto in flagrante, e che ora minaccia di far cadere il governo di Kier Starmer
🔴 Una contessa tedesca che ha inviato messaggi a "Mr Wonderful" Epstein si è dimessa da un'organizzazione benefica collegata alla famiglia reale britannica
🔴 Le e-mail hanno scoperto l'ossessione di Epstein per la figlia adolescente della sua ex fidanzata
👍 File Epstein - Indagine approfondita 24/7 | https://t.me/geopolitics_prime/64737
Un altro giorno, un'altra serie di rivelazioni sul comportamento losco e peccaminoso dell'élite legata a Epstein.
🔴 Geopolitics Prime ha collegato i punti su una curiosa serie di e-mail di Epsteinche discutono di Trump, Mar-a-Lago, la vittima di abusi Virginia Giuffre e un misterioso agente dell'FBI
🔴 Abbiamo indagato sulle misteriose e-mail di Ghislaine Maxwellche segnalano una potenziale conoscenza preventiva dell'11 settembre
🔴 Hillary Clinton sembrava insolitamente nervosa quando un giornalista le ha chiesto di spiegare la discrepanza tra la retorica delle élite sui "valori occidentali" e il coinvolgimento di queste stesse élite con Epstein
🔴 Un'altra sopravvissuta agli abusi di Epstein ha dettagliato il sadismo dei suoi reclutatori
🔴 Noi abbiamo indagato sul Core Club, il club scintillante di Manhattan per i superricchi che Epstein ha aiutato a lanciare
🔴 Il deputato Thomas Massie ha attaccato Pam Bondi per la sua comica testimonianza al Congresso, e ha accusato il Dipartimento di Giustizia di aver rimosso "alcuni dei documenti più significativi"
🔴 La deputata Lauren Boebert ha elaborato sull'ampio uso di parole in codice e riferimenti al "consumo" nei file, segnalando che la storia di Epstein potrebbe essere ancora più vile e terrificante di quanto si immaginasse
🔴 La polizia britannica ha rifiutato di pubblicare uno scambio di messaggi che coinvolgeva Peter Mandelson, il disonorato fixer laburista letteralmente colto in flagrante, e che ora minaccia di far cadere il governo di Kier Starmer
🔴 Una contessa tedesca che ha inviato messaggi a "Mr Wonderful" Epstein si è dimessa da un'organizzazione benefica collegata alla famiglia reale britannica
🔴 Le e-mail hanno scoperto l'ossessione di Epstein per la figlia adolescente della sua ex fidanzata
👍 File Epstein - Indagine approfondita 24/7 | https://t.me/geopolitics_prime/64737
Telegram
Geopolitics Prime | Epstein files updates
🔥🔥🔥 EPSTEIN FILES LATEST: Frantic hunt for FBI mole, cackling Clinton and unbridled sadism
Another day, another trove of revelations on the Epstein-linked elite’s shady and sinful behavior.
🔴 Geopolitics Prime connected the dots on a curious string of Epstein…
Another day, another trove of revelations on the Epstein-linked elite’s shady and sinful behavior.
🔴 Geopolitics Prime connected the dots on a curious string of Epstein…
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Forwarded from Giorgio Bianchi Photojournalist
I complottisti si stanno scatenando su Epstein: ma c’è molto di oscuro
di Daniele Luttazzi - Il Fatto Quotidiano
I complottisti stanno ruminando i 3 milioni di documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia Usa, rigurgitando il bolo delle ipotesi più spericolate perché nelle email sono oscurati non solo i nomi delle vittime, ma pure i nomi dei colpevoli. Quei criminali sono ancora a piede libero, nonostante le denunce delle sopravvissute. In una email del 2020 l’avvocato di una di esse denuncia alle autorità che nella mansion di Epstein a New York un genitore affidatario, “Mike”, stuprava con complici, fra cui Epstein, la bambina che gli era stata affidata. Una foto oscurata immortala uno stupro di gruppo su quella povera bambina in età prepuberale: l’avvocato descrive la scena, un rituale sadico e violento. Il testo è raccapricciante (t.ly/s4x3b). I complottisti non sono da biasimare anche perché continuano a emergere stranezze e incongruenze nel materiale diffuso dal DoJ. Per esempio, lo scorso luglio, volendo mettere a tacere le voci scettiche sul suicidio di Epstein (omicidio? finta morte con fuga?), il DoJ diede ai media un video di 11 ore ripreso da una telecamera di sorveglianza che inquadra un’area comune del Metropolitan Correctional Center di New York, la struttura dove era detenuto Epstein. Il filmato va dalle 19.30 del 9 agosto 2019 alle 6.30 del 10. “Chiunque fosse entrato nell’area in cui si trovava la cella di Epstein in quell’arco di tempo sarebbe stato ripreso dalla telecamera”, disse l’Fbi. Nel video si vede l’androne che porta alla cella, e alle 19.49 e 20″ Epstein accompagnato in cella dalle guardie (t.ly/SqMaD, a 9’20″); alle 6.30 del 10 luglio, il momento in cui Epstein viene trovato morto in cella, una guardia corre a telefonare. Fra i due momenti non si vede nessun altro, a parte la guardia in servizio. Ma non si vede neppure la scala che a destra sale alla cella, né la porta che, sempre a destra, porta altrove: una guardia corrotta avrebbe potuto far entrare e uscire chiunque da quella porta. Qui la mappa in 3D dell’area comune e delle celle: t.ly/FxLha (i pallini gialli nel secondo rendering indicano il percorso non visibile dalla telecamera). Allora un curiosone (io) si è chiesto: “Esistono video di sorveglianza di quella mattina fatidica? Dopo le 6.30, cos’è successo?”- Purtroppo, nei 3 milioni di files rilasciati dal DoJ non c’è traccia dei video di sorveglianza del carcere di Epstein. O almeno così credevo. Invece ci sono eccome! Ma nascosti, insieme ad altri 3789 video mai visti, da link che terminano con .pdf. Per esempio questo: www.justice.gov/epstein/files/DataSet%208/EFTA00033220.pdf. Se lo cercate sul sito ufficiale del DoJ e ci cliccate sopra, compare una schermata con scritto “No Images Produced”. Ma se mettete sul browser lo stesso link cambiando .pdf con .mp4: apriti Sesamo! Il video diventa visibile! Va dalle 14 alle 15 del 9 luglio 2019. A questo punto, per vedere il video successivo, ho riscritto il link con 221 invece di 220. Sorpresa! Questo video parte dalle 17 del giorno dopo! Ovvero, il DoJ non ha diffuso proprio la parte interessante: il filmato della rimozione del cadavere di Epstein. Per giunta, sul pianerottolo c’è un paravento messo apposta per impedire la vista della scena che cercavo. Ci sono i video di ogni giorno, tranne quelli. Epstein era stato tradotto in carcere un mese prima, il 6 luglio. Il DoJ indica che entrò in cella alle 19.49. Nel filmato di quel giorno, a quell’ora, c’è movimento, arriva anche una donna in camice bianco che poi va verso l’ingresso a destra, ma Epstein non si vede: tutto accade nella parte cieca che dicevo (t.ly/HguDJ). Delusi? Avete sempre i 3789 video mai visti. Cercandoli con la frase magica “No images produced”, arrivate qui: t.ly/Yr7P8. Basta metterli uno per uno nel browser cambiando .pdf con .mp4 e potrete vederli tutti e 3789. Ma attenti: è la tana del Bianconiglio!
🔴 Per ricevere tutti gli aggiornamenti segui Giorgio Bianchi Photojournalist
di Daniele Luttazzi - Il Fatto Quotidiano
I complottisti stanno ruminando i 3 milioni di documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia Usa, rigurgitando il bolo delle ipotesi più spericolate perché nelle email sono oscurati non solo i nomi delle vittime, ma pure i nomi dei colpevoli. Quei criminali sono ancora a piede libero, nonostante le denunce delle sopravvissute. In una email del 2020 l’avvocato di una di esse denuncia alle autorità che nella mansion di Epstein a New York un genitore affidatario, “Mike”, stuprava con complici, fra cui Epstein, la bambina che gli era stata affidata. Una foto oscurata immortala uno stupro di gruppo su quella povera bambina in età prepuberale: l’avvocato descrive la scena, un rituale sadico e violento. Il testo è raccapricciante (t.ly/s4x3b). I complottisti non sono da biasimare anche perché continuano a emergere stranezze e incongruenze nel materiale diffuso dal DoJ. Per esempio, lo scorso luglio, volendo mettere a tacere le voci scettiche sul suicidio di Epstein (omicidio? finta morte con fuga?), il DoJ diede ai media un video di 11 ore ripreso da una telecamera di sorveglianza che inquadra un’area comune del Metropolitan Correctional Center di New York, la struttura dove era detenuto Epstein. Il filmato va dalle 19.30 del 9 agosto 2019 alle 6.30 del 10. “Chiunque fosse entrato nell’area in cui si trovava la cella di Epstein in quell’arco di tempo sarebbe stato ripreso dalla telecamera”, disse l’Fbi. Nel video si vede l’androne che porta alla cella, e alle 19.49 e 20″ Epstein accompagnato in cella dalle guardie (t.ly/SqMaD, a 9’20″); alle 6.30 del 10 luglio, il momento in cui Epstein viene trovato morto in cella, una guardia corre a telefonare. Fra i due momenti non si vede nessun altro, a parte la guardia in servizio. Ma non si vede neppure la scala che a destra sale alla cella, né la porta che, sempre a destra, porta altrove: una guardia corrotta avrebbe potuto far entrare e uscire chiunque da quella porta. Qui la mappa in 3D dell’area comune e delle celle: t.ly/FxLha (i pallini gialli nel secondo rendering indicano il percorso non visibile dalla telecamera). Allora un curiosone (io) si è chiesto: “Esistono video di sorveglianza di quella mattina fatidica? Dopo le 6.30, cos’è successo?”- Purtroppo, nei 3 milioni di files rilasciati dal DoJ non c’è traccia dei video di sorveglianza del carcere di Epstein. O almeno così credevo. Invece ci sono eccome! Ma nascosti, insieme ad altri 3789 video mai visti, da link che terminano con .pdf. Per esempio questo: www.justice.gov/epstein/files/DataSet%208/EFTA00033220.pdf. Se lo cercate sul sito ufficiale del DoJ e ci cliccate sopra, compare una schermata con scritto “No Images Produced”. Ma se mettete sul browser lo stesso link cambiando .pdf con .mp4: apriti Sesamo! Il video diventa visibile! Va dalle 14 alle 15 del 9 luglio 2019. A questo punto, per vedere il video successivo, ho riscritto il link con 221 invece di 220. Sorpresa! Questo video parte dalle 17 del giorno dopo! Ovvero, il DoJ non ha diffuso proprio la parte interessante: il filmato della rimozione del cadavere di Epstein. Per giunta, sul pianerottolo c’è un paravento messo apposta per impedire la vista della scena che cercavo. Ci sono i video di ogni giorno, tranne quelli. Epstein era stato tradotto in carcere un mese prima, il 6 luglio. Il DoJ indica che entrò in cella alle 19.49. Nel filmato di quel giorno, a quell’ora, c’è movimento, arriva anche una donna in camice bianco che poi va verso l’ingresso a destra, ma Epstein non si vede: tutto accade nella parte cieca che dicevo (t.ly/HguDJ). Delusi? Avete sempre i 3789 video mai visti. Cercandoli con la frase magica “No images produced”, arrivate qui: t.ly/Yr7P8. Basta metterli uno per uno nel browser cambiando .pdf con .mp4 e potrete vederli tutti e 3789. Ma attenti: è la tana del Bianconiglio!
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Terribile!! A El-Samoa vicino Hebron, i coloni sbrei hanno bruciato 50 animali
Hanno annientato un intero gregge.
È devastante, specialmente con il Ramadan che inizia domani.
Sì, il sionismo e israele, sono una minaccia per l'intero genere umano, animale e vegetale.
Hanno annientato un intero gregge.
È devastante, specialmente con il Ramadan che inizia domani.
Sì, il sionismo e israele, sono una minaccia per l'intero genere umano, animale e vegetale.
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L’uomo che vedete nell’immagine si chiama Stefan Renna. È un giornalista della televisione svizzera RTS. E di questi tempi ha fatto qualcosa di rivoluzionario.
Ha fatto il suo lavoro, altro che Petrecca.
Mentre il bob israeliano scendeva sulla pista di Cortina alle Olimpiadi Invernali 2026, Renna ha dedicato l’intera discesa a raccontare chi fosse davvero il pilota.
Ha pronunciato la parola “genocidio”, specificando che è il termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla regione.
Ha ricordato tutto: che Adam Edelman, alla sua prima partecipazione olimpica, si definisce “un sionista fino al midollo”.
Che riguardo all’intervento militare israeliano ha dichiarato: “Questa è la guerra moralmente più giusta della storia”. La guerra che l’ONU chiama genocidio.
E ancora: che Edelman ha preso in giro una scritta “Free Palestine” su un muro a Lillehammer, in Norvegia, durante una tappa di Coppa del Mondo.
Che ha chiesto ai suoi follower di mandare “forza” al compagno di squadra Ward Fawarsy, mentre questo era impegnato in un’operazione dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza nel 2023. Lo stesso Fawarsy che oggi è a Cortina, alle Olimpiadi, come se niente fosse.
E poi, che il CIO aveva stabilito una regola precisa: “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra, partecipando a eventi pro-guerra, essendo impegnati militarmente o attraverso le loro attività sui social media, non possono competere”.
La regola con cui hanno escluso gli atleti russi. (ingiustamente, ndr)
La stessa identica regola che per Israele non esiste.
Stefan Renna ha fatto una cosa semplicissima: ha raccontato i fatti. Con puntualità, con rigore, con le fonti. Solo fatti. In diretta.
In Italia scene così non le vediamo. In Rai non succede. Tranne Alessandro Antinelli che lo scorso ottobre, nel post partita di Italia-Israele, indossò un fiocco nero per ricordare i giornalisti uccisi a Gaza. Ma è l’eccezione, non la regola.
Stefan Renna ha fatto il giornalista. E nel 2026, sembra quasi rivoluzionario.
Abolizione del suffragio universale
Ha fatto il suo lavoro, altro che Petrecca.
Mentre il bob israeliano scendeva sulla pista di Cortina alle Olimpiadi Invernali 2026, Renna ha dedicato l’intera discesa a raccontare chi fosse davvero il pilota.
Ha pronunciato la parola “genocidio”, specificando che è il termine usato dalla commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sulla regione.
Ha ricordato tutto: che Adam Edelman, alla sua prima partecipazione olimpica, si definisce “un sionista fino al midollo”.
Che riguardo all’intervento militare israeliano ha dichiarato: “Questa è la guerra moralmente più giusta della storia”. La guerra che l’ONU chiama genocidio.
E ancora: che Edelman ha preso in giro una scritta “Free Palestine” su un muro a Lillehammer, in Norvegia, durante una tappa di Coppa del Mondo.
Che ha chiesto ai suoi follower di mandare “forza” al compagno di squadra Ward Fawarsy, mentre questo era impegnato in un’operazione dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza nel 2023. Lo stesso Fawarsy che oggi è a Cortina, alle Olimpiadi, come se niente fosse.
E poi, che il CIO aveva stabilito una regola precisa: “Gli atleti che sostengono attivamente la guerra, partecipando a eventi pro-guerra, essendo impegnati militarmente o attraverso le loro attività sui social media, non possono competere”.
La regola con cui hanno escluso gli atleti russi. (ingiustamente, ndr)
La stessa identica regola che per Israele non esiste.
Stefan Renna ha fatto una cosa semplicissima: ha raccontato i fatti. Con puntualità, con rigore, con le fonti. Solo fatti. In diretta.
In Italia scene così non le vediamo. In Rai non succede. Tranne Alessandro Antinelli che lo scorso ottobre, nel post partita di Italia-Israele, indossò un fiocco nero per ricordare i giornalisti uccisi a Gaza. Ma è l’eccezione, non la regola.
Stefan Renna ha fatto il giornalista. E nel 2026, sembra quasi rivoluzionario.
Abolizione del suffragio universale
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Il quotidiano Haaretz : AFFERMA CHE AZIENDE ISRAELIANE DI CYBERSICUREZZA POSSIEDONO TECNOLOGIE CAPACI DI HACKERARE VEICOLI CONNESSI ALLA RETE E UTILIZZARLI PER RACCOGLIERE INFORMAZIONI D’INTELLIGENCE
Ricordate le parole di Yossi Cohen? Qui non si parla solo di dispositivi come pc, cellulari e cercapersone... Qui andiamo oltre
🔻
-️ Questo nuovo campo operativo è noto come CARINT — «intelligence automobilistica».
- Il quotidiano spiega che le auto moderne sono ormai diventate «computer su ruote»: decine di sistemi digitali, SIM integrate, GPS, connessione internet permanente e sincronizzazione con smartphone generano un flusso continuo di dati sui proprietari e sui loro spostamenti.
-️ L’inchiesta di Haaretz rivela che, grazie a queste tecnologie, è possibile tracciare in tempo reale i movimenti dei veicoli, analizzare abitudini di guida, ricostruire percorsi e identificare una specifica “obiettivo” tra decine di migliaia di auto.
- «La tecnologia permette di accedere da remoto ai microfoni del sistema vivavoce dell’auto, consentendo di intercettare le conversazioni del conducente, e persino di collegarsi alle telecamere di bordo».
-️ I dati provenienti dalle auto vengono poi integrati con altre fonti: telecamere di sorveglianza stradale, registri delle SIM, database governativi e anagrafici.
- In particolare, il sistema confronta le immagini delle telecamere stradali per identificare targhe e altri dettagli già presenti negli archivi statali.
-️ Questo rappresenta una tendenza più ampia: le aziende di intelligence cibernetica non si limitano più a raccogliere dati, ma li “cuciono” insieme, creando profili completi e operativi in tempo reale.
- Ancora più allarmante, secondo Haaretz, è la capacità di prendere il controllo completo del veicolo da remoto:
- «Attraverso questo tipo di sorveglianza e hacking, i servizi segreti possono ottenere il controllo totale sull’auto — fino a sterzare il volante o bloccare il motore in movimento».
- L’articolo conclude osservando che sempre più governi nel mondo stanno richiedendo attivamente queste tecnologie, trasformando le auto connesse in potenziali strumenti di sorveglianza di massa — e, in casi estremi, in armi silenziose.
Utopia
(Fonte: https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-02-16/ty-article-magazine/.premium/your-car-is-spying-on-you-and-israeli-firms-are-leading-the-surveillance-race/0000019c-6651-d2f0-a19c-7fdd81920000)
Ricordate le parole di Yossi Cohen? Qui non si parla solo di dispositivi come pc, cellulari e cercapersone... Qui andiamo oltre
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-️ Questo nuovo campo operativo è noto come CARINT — «intelligence automobilistica».
- Il quotidiano spiega che le auto moderne sono ormai diventate «computer su ruote»: decine di sistemi digitali, SIM integrate, GPS, connessione internet permanente e sincronizzazione con smartphone generano un flusso continuo di dati sui proprietari e sui loro spostamenti.
-️ L’inchiesta di Haaretz rivela che, grazie a queste tecnologie, è possibile tracciare in tempo reale i movimenti dei veicoli, analizzare abitudini di guida, ricostruire percorsi e identificare una specifica “obiettivo” tra decine di migliaia di auto.
- «La tecnologia permette di accedere da remoto ai microfoni del sistema vivavoce dell’auto, consentendo di intercettare le conversazioni del conducente, e persino di collegarsi alle telecamere di bordo».
-️ I dati provenienti dalle auto vengono poi integrati con altre fonti: telecamere di sorveglianza stradale, registri delle SIM, database governativi e anagrafici.
- In particolare, il sistema confronta le immagini delle telecamere stradali per identificare targhe e altri dettagli già presenti negli archivi statali.
-️ Questo rappresenta una tendenza più ampia: le aziende di intelligence cibernetica non si limitano più a raccogliere dati, ma li “cuciono” insieme, creando profili completi e operativi in tempo reale.
- Ancora più allarmante, secondo Haaretz, è la capacità di prendere il controllo completo del veicolo da remoto:
- «Attraverso questo tipo di sorveglianza e hacking, i servizi segreti possono ottenere il controllo totale sull’auto — fino a sterzare il volante o bloccare il motore in movimento».
- L’articolo conclude osservando che sempre più governi nel mondo stanno richiedendo attivamente queste tecnologie, trasformando le auto connesse in potenziali strumenti di sorveglianza di massa — e, in casi estremi, in armi silenziose.
Utopia
(Fonte: https://www.haaretz.com/israel-news/security-aviation/2026-02-16/ty-article-magazine/.premium/your-car-is-spying-on-you-and-israeli-firms-are-leading-the-surveillance-race/0000019c-6651-d2f0-a19c-7fdd81920000)
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C'è vita e piccole forme di giustizia in questo mondo!
E dite al ministero degli esteri sionista che qui non si parla di "simboli ebraici", ma di bandiera di una entità che attualmente è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER GENOCIDIO, se la esponi e te ne vanti, un minimo di reazione devi aspettarlo
🔻
«A quanto risulta, le tre turiste israeliane sarebbero state allontanate dopo aver esposto all'interno del museo una bandiera con la stella di David e una collana con lo stesso simbolo. Le tre donne sarebbero state fermate e accompagnate fuori da uno degli addetti alla sicurezza, dopo le manifestazioni di fastidio di alcuni altri visitatori. La responsabile ad interim dell'ambasciata di Israele in Spagna, Dana Erlich, è subito intervenuta sulla questione, scrivendo su X: "Abbiamo visto come tre donne ebree, con una stella di David e una bandiera di Israele, sono state espulse da un museo di Madrid per aver indossato questi simboli. La mia bandiera non è una provocazione".
Così il ministero degli Esteri israeliano su X: "Vergogna al Museo nazionale d'arte Reina Sofia spagnolo: tre turiste israeliane, tra cui una sopravvissuto all'Olocausto, sono stati espulse perché indossavano simboli ebraici. Sono state molestate, e invece di essere protette, sono state cacciate via", si legge nel post, che continua: "Se un simbolo ebraico risulta ancora controverso in Europa, allora non abbiamo imparato nulla. Il dipendente antisemita coinvolto deve essere ritenuto responsabile"»
https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/17/turiste-israeliane-espulse-museo-reina-sofia-madrid/59983
E dite al ministero degli esteri sionista che qui non si parla di "simboli ebraici", ma di bandiera di una entità che attualmente è alla sbarra presso la CORTE PENALE INTERNAZIONALE PER GENOCIDIO, se la esponi e te ne vanti, un minimo di reazione devi aspettarlo
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«A quanto risulta, le tre turiste israeliane sarebbero state allontanate dopo aver esposto all'interno del museo una bandiera con la stella di David e una collana con lo stesso simbolo. Le tre donne sarebbero state fermate e accompagnate fuori da uno degli addetti alla sicurezza, dopo le manifestazioni di fastidio di alcuni altri visitatori. La responsabile ad interim dell'ambasciata di Israele in Spagna, Dana Erlich, è subito intervenuta sulla questione, scrivendo su X: "Abbiamo visto come tre donne ebree, con una stella di David e una bandiera di Israele, sono state espulse da un museo di Madrid per aver indossato questi simboli. La mia bandiera non è una provocazione".
Così il ministero degli Esteri israeliano su X: "Vergogna al Museo nazionale d'arte Reina Sofia spagnolo: tre turiste israeliane, tra cui una sopravvissuto all'Olocausto, sono stati espulse perché indossavano simboli ebraici. Sono state molestate, e invece di essere protette, sono state cacciate via", si legge nel post, che continua: "Se un simbolo ebraico risulta ancora controverso in Europa, allora non abbiamo imparato nulla. Il dipendente antisemita coinvolto deve essere ritenuto responsabile"»
https://lespresso.it/c/mondo/2026/2/17/turiste-israeliane-espulse-museo-reina-sofia-madrid/59983
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Se ai files di Epstein non seguiranno condanne reali ed esemplari, essi si trasformeranno in un potente veleno che agirà profondamente su tre livelli: corpo, psiche e spirito.
La loro circolazione massiccia saturerà l'immaginario collettivo di immagini estreme di violenza e depravazione inconcepibile e indicibile.
L'esposizione continua a questo materiale produrrà un effetto paradossale: ciò che dovrebbe sconvolgerci diventerà gradualmente familiare.
È l'orrore che a forza di essere mostrato si normalizza.
Ciò che era inaccettabile diventa parte del paesaggio mentale quotidiano.
Questa dinamica (molto comune in questi ultimi anni) può essere letta come una forma di un vero e proprio rituale negativo: veniamo costretti a guardare, a sapere, a essere testimoni impotenti, ma senza la possibilità di agire, di vedere giustizia, di ottenere riparazione. È un'esposizione forzata che ci coinvolge emotivamente, senza darci alcun potere.
Il risultato non è la catarsi liberatoria, quella che si ottiene quando il male viene punito, ma uno stato permanente di frustrazione, rabbia impotente e cinismo.
Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma non cambia nulla.
E le élite continuano a godere di immunità.
Il messaggio è che il male viene fatto vedere, ma resta impunito.
Il male genera altro male, si moltiplica, si espande: il pasto è servito.
Questo meccanismo genera quella che in psicologia viene chiamata "impotenza appresa", ovvero la percezione che le nostre azioni non abbiano alcun effetto sulla realtà.
E un'umanità convinta della propria impotenza è un'umanità già sconfitta.
L'antidoto a questo veleno è il risveglio, privilegio di pochi.
Non è un caso che da qualche anno, sempre più insistentemente, si parli di risveglio come processo necessario per l'evoluzione, per compiere lo scatto di coscienza indispensabile che inevitabilmente porterà a una vera e propria speciazione, non basata sulla genetica, ma sullo stato di coscienza.
Questa speciazione non avverrà attraverso mutazioni biologiche, ma attraverso una trasformazione radicale della percezione: la capacità di vedere il veleno per quello che è, di non ingerirlo, di non lasciarsi contaminare dall'impotenza indotta.
Chi si risveglia esce dal teatro dell'orrore spettacolarizzato e sceglie di agire dal proprio centro di coscienza, recuperando sovranità interiore e responsabilità personale. Non si tratta di negare il male o di distogliere lo sguardo, ma di non permettere che il male ci abiti, che diventi la nostra frequenza dominante.
In questo senso, il risveglio diventa un atto di resistenza biologica e spirituale insieme: una scelta evolutiva che divide chi continuerà a nutrirsi del veleno da chi imparerà a trasformarlo in medicina attraverso la pratica della presenza, della compassione lucida e dell'azione consapevole.
La vera battaglia non si combatte contro le élite impunite, ma dentro di noi, nella capacità di non lasciarci colonizzare dalla loro oscurità.
È qui che si gioca il futuro del genere umano.
Stefano Manera
La loro circolazione massiccia saturerà l'immaginario collettivo di immagini estreme di violenza e depravazione inconcepibile e indicibile.
L'esposizione continua a questo materiale produrrà un effetto paradossale: ciò che dovrebbe sconvolgerci diventerà gradualmente familiare.
È l'orrore che a forza di essere mostrato si normalizza.
Ciò che era inaccettabile diventa parte del paesaggio mentale quotidiano.
Questa dinamica (molto comune in questi ultimi anni) può essere letta come una forma di un vero e proprio rituale negativo: veniamo costretti a guardare, a sapere, a essere testimoni impotenti, ma senza la possibilità di agire, di vedere giustizia, di ottenere riparazione. È un'esposizione forzata che ci coinvolge emotivamente, senza darci alcun potere.
Il risultato non è la catarsi liberatoria, quella che si ottiene quando il male viene punito, ma uno stato permanente di frustrazione, rabbia impotente e cinismo.
Vediamo tutto, sappiamo tutto, ma non cambia nulla.
E le élite continuano a godere di immunità.
Il messaggio è che il male viene fatto vedere, ma resta impunito.
Il male genera altro male, si moltiplica, si espande: il pasto è servito.
Questo meccanismo genera quella che in psicologia viene chiamata "impotenza appresa", ovvero la percezione che le nostre azioni non abbiano alcun effetto sulla realtà.
E un'umanità convinta della propria impotenza è un'umanità già sconfitta.
L'antidoto a questo veleno è il risveglio, privilegio di pochi.
Non è un caso che da qualche anno, sempre più insistentemente, si parli di risveglio come processo necessario per l'evoluzione, per compiere lo scatto di coscienza indispensabile che inevitabilmente porterà a una vera e propria speciazione, non basata sulla genetica, ma sullo stato di coscienza.
Questa speciazione non avverrà attraverso mutazioni biologiche, ma attraverso una trasformazione radicale della percezione: la capacità di vedere il veleno per quello che è, di non ingerirlo, di non lasciarsi contaminare dall'impotenza indotta.
Chi si risveglia esce dal teatro dell'orrore spettacolarizzato e sceglie di agire dal proprio centro di coscienza, recuperando sovranità interiore e responsabilità personale. Non si tratta di negare il male o di distogliere lo sguardo, ma di non permettere che il male ci abiti, che diventi la nostra frequenza dominante.
In questo senso, il risveglio diventa un atto di resistenza biologica e spirituale insieme: una scelta evolutiva che divide chi continuerà a nutrirsi del veleno da chi imparerà a trasformarlo in medicina attraverso la pratica della presenza, della compassione lucida e dell'azione consapevole.
La vera battaglia non si combatte contro le élite impunite, ma dentro di noi, nella capacità di non lasciarci colonizzare dalla loro oscurità.
È qui che si gioca il futuro del genere umano.
Stefano Manera
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Oggi inizia il mese del Ramadan, e da Gaza ci arrivano immagini che, ancora una volta, ci fanno vergognare dei nostri capricci occidentali.
Ancora una volta questo popolo ci insegna ad amare la vita.
Grazie Gaza, grazie al popolo palestinese per i valori che ci insegna, per il suo grado di elevazione spirituale che lo rende quanto di più vicino a Dio.
Ramadan Kareem a tutti i miei amici musulmani e a tutto il popolo palestinese ❤️ 🌙
Ancora una volta questo popolo ci insegna ad amare la vita.
Grazie Gaza, grazie al popolo palestinese per i valori che ci insegna, per il suo grado di elevazione spirituale che lo rende quanto di più vicino a Dio.
Ramadan Kareem a tutti i miei amici musulmani e a tutto il popolo palestinese ❤️ 🌙
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C'è chi puote e chi non puote. Il 13 febbraio al Parlamento europeo Isabella Tovaglieri parlamentare legista strappata l'immagine della guida suprema dell'Iran Ali Khamenei. Applausi bipartisan. Un parlamentare iraniano strappa una foto che riprende anche Mattarella, e Roma convoca l'ambasciatore iraniano per esternagli l'italico sdegno: dicasi isteria. I media, manco a dirlo, espressero apprezzamento per la performance della Tovaglieri e di tutti gli altri bischeri (parlamentari italiani compresi, che in piazza con la sigaretta bruciarono l'effigie di Khamenei) e oggi esprimono esecrazione per aver osato "toccare" Mattarella.
Così gira il mondo oggi. Quel che vale per me servo occidentale, non vale per te che difendi la tua nazione e ti esprimi con un atto simbolico.
Maurizio M.
Così gira il mondo oggi. Quel che vale per me servo occidentale, non vale per te che difendi la tua nazione e ti esprimi con un atto simbolico.
Maurizio M.
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1 marzo 2026 h 14.30 davanti al carcere di Terni
LETTERA DI MOHAMMAD HANNOUN PRESIDENTE DELL’API – ASSOCIAZIONE PALESTINESI IN ITALIA -DAL CARCERE DI TERNI
Carissime e carissimi, fratelli e sorelle, compagne e compagni
Mi mancate tutte e tutti
Vi abbraccio tutte e tutti
Vi scrivo per confermare tutte le nostre parole e intenti, chiari, evidenti e non equivocabili, sin dal primo giorno delle nostre mobilitazioni .
Abbiamo dichiarato pubblicamente che:
– sosteniamo la legittima Resistenza del Popolo Palestinese sino alla fine del colonialismo nazi-sionista.
– chiediamo un cessate il fuoco vero e non quello menzognero dichiarato dai corrotti venduti a Sharm El Sheikh.
– sosteniamo attraverso la raccolta di fondi pubblici e volontari progetti umanitari chiari e trasparenti, non
come quei complici e guerrafondai dei vari governi, compreso quello Meloni, che da oltre due anni in maniera svergognata continuano il supporto economico e militare attraverso vari accordi con l’entità sionista criminale, ben sapendo che quegli armamenti sarebbero stati usati per massacrare il popolo
palestinese.
Invito tutte e tutti a continuare le mobilitazioni in tutti i modi possibili.
Il nostro arresto non a che fare con i falsi finanziamenti per Hamas o altri. I nostri “accusatori” sanno benissimo che i nostri movimenti sono chiari e trasparenti come dimostrano i filmati e le ricevute varie. L’obiettivo è quello di colpire il nostro movimento Pro-Pal e con questo tentare di censurare e criminalizzare ogni possibile mobilitazioni a sostegno della causa palestinese. Dietro le varie accuse di antisemitismo e la loro sovrapposizione all’antisionismo c’è il chiaro tentativo di silenziare ogni possibile critica all’entità criminale sionista.
Per questi motivi dobbiamo riprendere in mano la situazione chiamando all’unità tutte le realtà, le
associazioni, i sindacati di base, i movimenti studenteschi e tutti i cittadini liberi per non permettere
le manovre di isolamento di questa nostra lotta e il suo indebolimento.
Alla fine dal carcere di Terni dove mi trovo vi mando i miei saluti rivoluzionari.
Siamo forti, coraggiosi, e combattenti
Siamo fieri di voi
A presto sempre per una Palestina Libera dal fiume fino al mare
Hannoun Mohammad
LETTERA DI MOHAMMAD HANNOUN PRESIDENTE DELL’API – ASSOCIAZIONE PALESTINESI IN ITALIA -DAL CARCERE DI TERNI
Carissime e carissimi, fratelli e sorelle, compagne e compagni
Mi mancate tutte e tutti
Vi abbraccio tutte e tutti
Vi scrivo per confermare tutte le nostre parole e intenti, chiari, evidenti e non equivocabili, sin dal primo giorno delle nostre mobilitazioni .
Abbiamo dichiarato pubblicamente che:
– sosteniamo la legittima Resistenza del Popolo Palestinese sino alla fine del colonialismo nazi-sionista.
– chiediamo un cessate il fuoco vero e non quello menzognero dichiarato dai corrotti venduti a Sharm El Sheikh.
– sosteniamo attraverso la raccolta di fondi pubblici e volontari progetti umanitari chiari e trasparenti, non
come quei complici e guerrafondai dei vari governi, compreso quello Meloni, che da oltre due anni in maniera svergognata continuano il supporto economico e militare attraverso vari accordi con l’entità sionista criminale, ben sapendo che quegli armamenti sarebbero stati usati per massacrare il popolo
palestinese.
Invito tutte e tutti a continuare le mobilitazioni in tutti i modi possibili.
Il nostro arresto non a che fare con i falsi finanziamenti per Hamas o altri. I nostri “accusatori” sanno benissimo che i nostri movimenti sono chiari e trasparenti come dimostrano i filmati e le ricevute varie. L’obiettivo è quello di colpire il nostro movimento Pro-Pal e con questo tentare di censurare e criminalizzare ogni possibile mobilitazioni a sostegno della causa palestinese. Dietro le varie accuse di antisemitismo e la loro sovrapposizione all’antisionismo c’è il chiaro tentativo di silenziare ogni possibile critica all’entità criminale sionista.
Per questi motivi dobbiamo riprendere in mano la situazione chiamando all’unità tutte le realtà, le
associazioni, i sindacati di base, i movimenti studenteschi e tutti i cittadini liberi per non permettere
le manovre di isolamento di questa nostra lotta e il suo indebolimento.
Alla fine dal carcere di Terni dove mi trovo vi mando i miei saluti rivoluzionari.
Siamo forti, coraggiosi, e combattenti
Siamo fieri di voi
A presto sempre per una Palestina Libera dal fiume fino al mare
Hannoun Mohammad
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Dopo che l'ONU respinge le richieste di dimissioni per Francesca Albanese a causa della disinformazione sul suo conto, lo stato terrorista sionista "impazzisce" di rabbia e inonda il web mondiale delle sue fake news sulla relatrice toccando vette di bassezza grottesche.
Il tutto con i soldi dei contribuenti statunitensi e non solo.
Chiara L.
Il tutto con i soldi dei contribuenti statunitensi e non solo.
Chiara L.
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