Sarebbe comodo stare zitti in questo momento o accodarci, come pare stiano facendo quasi tutti, alla narrazione mainstream sui fatti di ieri a Torino.
Ma non lo faremo, perché un altro punto di vista merita di essere espresso.
Anzi, ripartiamo dall’inizio.
Da anni Askatasuna stava portando avanti un percorso alla fine del quale l’edificio occupato sarebbe diventato “Bene Comune”. L’obiettivo era far sì che lo spazio restasse a disposizione degli abitanti del quartiere per portare avanti le attività sociali, solidali e no profit che da decenni vi trovavano casa.
Il 30 gennaio 2024 la giunta comunale di Torino aveva approvato questo iter. Il processo sarebbe andato avanti regolamente se - usando come scusa i fatti avvenuto a La Stampa - le istituzioni non avessero ordinato lo sgombero del centro sociale. Da quel giorno l’intero quartiere è stato militarizzato e molte persone hanno subito misure repressive, in un crescendo di tensione appositamente creata.
Arriviamo a ieri.
Era stato convocato un corteo contro lo sgombero e più in generale contro le politiche repressive del governo. La manifestazione, partecipatissima nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di bloccare preventivamente l’arrivo dei manifestanti a Torino, si è snodata per le vie della città.
Lo scopo era raggiungere l’edificio dove sorgeva Askatasuna, in corso regina Margherita, perché - e sì bisogna pure spiegarlo in questo paese - da sempre, ovunque nel mondo, si protesta esattamente nei luoghi delle rivendicazioni. Prima di raggiungere Corso Regina Margherita il corteo è stato oggetto di lanci di gas lacrimogeni.
Nonostante ciò i manifestanti hanno continuato ad avanzare e allora la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo a metà e spingendo una parte delle persone verso il Lungofiume.
In questo momento si sono verificate le prime violenze delle forze dell’ordine, visibili in foto e video, verso i manifestanti e verso anche alcuni cittadini che semplicemente transitavano nell’area.
Nello stesso contesto si verificano gli scontri tra fdo e alcuni gruppi di persone che tutti i media hanno mostrato, usando però solo immagini selezionate così da costruire un preciso immaginario. Invitiamo a leggere racconto della giornalista Rita Rapisarda che alleghiamo nei commenti.
Ora un qualsiasi giornalista serio farebbe queste domande.
Perché Askatasuna è stato sgomberato se stava portando avanti da anni un processo di “legalizzazione”? Perché non si è permesso al corteo di ieri di arrivare davanti all’edificio e si è deciso di caricarlo e spezzarlo? Perché in italia chi dovrebbe avere come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico crea i presupposti perché questo non avvenga?
Le risposte noi le sappiamo. L’obiettivo resta sempre lo stesso: criminalizzare i movimenti sociali, creare capri espiatori e aprire la porta a nuove misure repressive che puntualmente arriveranno. Quello che non arriverà sono gli interventi sociali, i servizi, lavoro e salari dignitosi.
Diritti per cui comunque continueremo a scendere in piazza.
Cronache Ribelli
Ma non lo faremo, perché un altro punto di vista merita di essere espresso.
Anzi, ripartiamo dall’inizio.
Da anni Askatasuna stava portando avanti un percorso alla fine del quale l’edificio occupato sarebbe diventato “Bene Comune”. L’obiettivo era far sì che lo spazio restasse a disposizione degli abitanti del quartiere per portare avanti le attività sociali, solidali e no profit che da decenni vi trovavano casa.
Il 30 gennaio 2024 la giunta comunale di Torino aveva approvato questo iter. Il processo sarebbe andato avanti regolamente se - usando come scusa i fatti avvenuto a La Stampa - le istituzioni non avessero ordinato lo sgombero del centro sociale. Da quel giorno l’intero quartiere è stato militarizzato e molte persone hanno subito misure repressive, in un crescendo di tensione appositamente creata.
Arriviamo a ieri.
Era stato convocato un corteo contro lo sgombero e più in generale contro le politiche repressive del governo. La manifestazione, partecipatissima nonostante i tentativi delle forze dell’ordine di bloccare preventivamente l’arrivo dei manifestanti a Torino, si è snodata per le vie della città.
Lo scopo era raggiungere l’edificio dove sorgeva Askatasuna, in corso regina Margherita, perché - e sì bisogna pure spiegarlo in questo paese - da sempre, ovunque nel mondo, si protesta esattamente nei luoghi delle rivendicazioni. Prima di raggiungere Corso Regina Margherita il corteo è stato oggetto di lanci di gas lacrimogeni.
Nonostante ciò i manifestanti hanno continuato ad avanzare e allora la polizia ha caricato il corteo, spezzandolo a metà e spingendo una parte delle persone verso il Lungofiume.
In questo momento si sono verificate le prime violenze delle forze dell’ordine, visibili in foto e video, verso i manifestanti e verso anche alcuni cittadini che semplicemente transitavano nell’area.
Nello stesso contesto si verificano gli scontri tra fdo e alcuni gruppi di persone che tutti i media hanno mostrato, usando però solo immagini selezionate così da costruire un preciso immaginario. Invitiamo a leggere racconto della giornalista Rita Rapisarda che alleghiamo nei commenti.
Ora un qualsiasi giornalista serio farebbe queste domande.
Perché Askatasuna è stato sgomberato se stava portando avanti da anni un processo di “legalizzazione”? Perché non si è permesso al corteo di ieri di arrivare davanti all’edificio e si è deciso di caricarlo e spezzarlo? Perché in italia chi dovrebbe avere come obiettivo il mantenimento dell’ordine pubblico crea i presupposti perché questo non avvenga?
Le risposte noi le sappiamo. L’obiettivo resta sempre lo stesso: criminalizzare i movimenti sociali, creare capri espiatori e aprire la porta a nuove misure repressive che puntualmente arriveranno. Quello che non arriverà sono gli interventi sociali, i servizi, lavoro e salari dignitosi.
Diritti per cui comunque continueremo a scendere in piazza.
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Gli iraniani credono che la diffusione dei file su Epstein aumenti le possibilità di un attacco statunitense – Mohammad Marandi
Gli osservatori dello scandalo Epstein in Iran stanno stabilendo un legame tra l'ultima diffusione di file dannosi — che implicano figure vicine al Team Trump — e una maggiore probabilità di un'azione militare statunitense contro il Paese, secondo il politologo iraniano Mohammad Marandi.
💬 "Il governo [iraniano] e le forze armate, lo Stato, stanno lavorando partendo dal presupposto che ci sarà un attacco", ha dichiarato Marandi recentemente al podcast Sabby Sabs, aggiungendo che gli iraniani lo aspettano quotidianamente.
📑 L'ultima diffusione di file relativi a Epstein ha gettato nuova luce sull'influenza di Israele e del Mossad sulla politica estera di Washington. Le rivelazioni, sostengono i critici, rafforzano la percezione di Donald Trump come una figura politica di facciata, mentre suo genero Jared Kushner è visto come il vero architetto della politica mediorientale all'interno dell'amministrazione Trump. Un attacco contro l'Iran potrebbe funzionare come una classica distrazione da uno scandalo interno crescente.
https://t.me/geopolitics_prime/63846
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Gli osservatori dello scandalo Epstein in Iran stanno stabilendo un legame tra l'ultima diffusione di file dannosi — che implicano figure vicine al Team Trump — e una maggiore probabilità di un'azione militare statunitense contro il Paese, secondo il politologo iraniano Mohammad Marandi.
💬 "Il governo [iraniano] e le forze armate, lo Stato, stanno lavorando partendo dal presupposto che ci sarà un attacco", ha dichiarato Marandi recentemente al podcast Sabby Sabs, aggiungendo che gli iraniani lo aspettano quotidianamente.
📑 L'ultima diffusione di file relativi a Epstein ha gettato nuova luce sull'influenza di Israele e del Mossad sulla politica estera di Washington. Le rivelazioni, sostengono i critici, rafforzano la percezione di Donald Trump come una figura politica di facciata, mentre suo genero Jared Kushner è visto come il vero architetto della politica mediorientale all'interno dell'amministrazione Trump. Un attacco contro l'Iran potrebbe funzionare come una classica distrazione da uno scandalo interno crescente.
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⛔️ 👀 Iranians believe Epstein file drop increases chances of US strike – Mohammad Marandi
Observers of the Epstein scandal in Iran are drawing a link between the latest dump of damaging files — that implicates figures close to Team Trump — and an increased…
Observers of the Epstein scandal in Iran are drawing a link between the latest dump of damaging files — that implicates figures close to Team Trump — and an increased…
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Siamo un paese imbarazzante, la barzelletta e caricatura di sé stesso.
Uno pensa di aver raggiunto il fondo ogni volta, e invece ogni volta si scava sempre di più.. Che imbarazzo.
Uno pensa di aver raggiunto il fondo ogni volta, e invece ogni volta si scava sempre di più.. Che imbarazzo.
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I fatti di Torino mostrano chiaramente che la torsione autoritaria avviata nelle nostre società occidentali a partire dal 2020, con l'epoca delle emergenze infinite da fronteggiare mediante militarizzazione degli stati, è giunta alla fase finale.
Chi parli ancora di sinistra e destra, in questo contesto, o, peggio chi continui ad abbeverarsi alla sorgente infinita delle falsità di regime, mostra chiaramente di non aver ancora compreso nulla della vita. E me ne dispiaccio sinceramente, oggi che è davvero molto semplice mettere ogni tassello al posto giusto.
E perché mai l'ulteriore pantomima di cui abbiamo tutti visto le immagini ?- ricordo di aver assistito raramente ad una narrazione così maldestra.
Perché è il segnale chiaro ed inequivocabile che gli spazi per il dissenso sono terminati e che, da adesso in avanti, chi voglia contestare, protestare, opporsi, chiedere ragione, rivendicare il proprio diritto ad un'opinione eterodossa o ad una vita più degna, sarà falciato senza pietà.
Giungeranno gli ICE anche qui, non temete, e saranno salutati dagli inconsapevoli - figli spuri di ogni consesso umano - allo stesso modo in cui essi hanno salutato nel corso degli anni ogni tentativo da parte del potere, spesso riuscito, di erodere diritti e di restaurare lo status quo, con contenimento delle masse ed il bastone senza carota della repressione hic et nunc.
Lo dicevamo fin dall'inizio: guardate che Gaza ci riguarda più di quanto possiamo mai immaginare. È un concetto che avrebbe dovuto conquistare anche i refrattari all'umanità e le anime morte. Perché Gaza è un paradigma ed un monito sul mondo che verrà. Perché Gaza è lo stivale schiacciato su un volto umano a cui non abbiamo voluto e saputo opporci. Perché Gaza è il promemoria di ciò che accadrà quando il sangue comincerà a scorrere anche nelle nostre piazze: assolutamente nulla, perché l'impunità del potere,, e la sua arroganza, sono ormai corollari incontestabili ed incontrastati.
Lo dimostra la sostanziale acquiescenza con cui abbiamo accolto la notizia di un occidente governato da forze malefiche, dedite al crimine.
E forse è proprio questo il senso di ciò che sta. accadendo. Assuefarsi alla sensazione di impotenza. Digerire la propria condizione di orfani della certezza del diritto, unico baluardo contro gli abusi del potere. Indulgere nelle distrazioni che ci vengono lanciate, a mo' di osso, e mancare sempre il punto.
Siamo oltre ogni possibile immaginazione. Il Male si è palesato senza più filtri. L'assalto all'Iran e la distruzione di Al-Aqsa, vero obiettivo di questa accolita di folli, sempre più vicine.
#GlobalizeTheIntifada
rossellaahmad
Chi parli ancora di sinistra e destra, in questo contesto, o, peggio chi continui ad abbeverarsi alla sorgente infinita delle falsità di regime, mostra chiaramente di non aver ancora compreso nulla della vita. E me ne dispiaccio sinceramente, oggi che è davvero molto semplice mettere ogni tassello al posto giusto.
E perché mai l'ulteriore pantomima di cui abbiamo tutti visto le immagini ?- ricordo di aver assistito raramente ad una narrazione così maldestra.
Perché è il segnale chiaro ed inequivocabile che gli spazi per il dissenso sono terminati e che, da adesso in avanti, chi voglia contestare, protestare, opporsi, chiedere ragione, rivendicare il proprio diritto ad un'opinione eterodossa o ad una vita più degna, sarà falciato senza pietà.
Giungeranno gli ICE anche qui, non temete, e saranno salutati dagli inconsapevoli - figli spuri di ogni consesso umano - allo stesso modo in cui essi hanno salutato nel corso degli anni ogni tentativo da parte del potere, spesso riuscito, di erodere diritti e di restaurare lo status quo, con contenimento delle masse ed il bastone senza carota della repressione hic et nunc.
Lo dicevamo fin dall'inizio: guardate che Gaza ci riguarda più di quanto possiamo mai immaginare. È un concetto che avrebbe dovuto conquistare anche i refrattari all'umanità e le anime morte. Perché Gaza è un paradigma ed un monito sul mondo che verrà. Perché Gaza è lo stivale schiacciato su un volto umano a cui non abbiamo voluto e saputo opporci. Perché Gaza è il promemoria di ciò che accadrà quando il sangue comincerà a scorrere anche nelle nostre piazze: assolutamente nulla, perché l'impunità del potere,, e la sua arroganza, sono ormai corollari incontestabili ed incontrastati.
Lo dimostra la sostanziale acquiescenza con cui abbiamo accolto la notizia di un occidente governato da forze malefiche, dedite al crimine.
E forse è proprio questo il senso di ciò che sta. accadendo. Assuefarsi alla sensazione di impotenza. Digerire la propria condizione di orfani della certezza del diritto, unico baluardo contro gli abusi del potere. Indulgere nelle distrazioni che ci vengono lanciate, a mo' di osso, e mancare sempre il punto.
Siamo oltre ogni possibile immaginazione. Il Male si è palesato senza più filtri. L'assalto all'Iran e la distruzione di Al-Aqsa, vero obiettivo di questa accolita di folli, sempre più vicine.
#GlobalizeTheIntifada
rossellaahmad
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Non dovremmo sorprenderci davanti a quanto emerso dagli "Epstein Files".
È solo naturale che gli autori di massacri, violenze e crimini ai danni di interi popoli, dall'Iraq a Gaza, dalla Jugoslavia al Donbass, si comportino allo stesso modo nella loro vita privata.
Un'ulteriore prova della decadenza della borghesia finanziaria sulla quale si fonda l'egemonia statunitense.
Risorgere
È solo naturale che gli autori di massacri, violenze e crimini ai danni di interi popoli, dall'Iraq a Gaza, dalla Jugoslavia al Donbass, si comportino allo stesso modo nella loro vita privata.
Un'ulteriore prova della decadenza della borghesia finanziaria sulla quale si fonda l'egemonia statunitense.
Risorgere
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Il prigioniero rilasciato Khaled Al-Saifi dal campo di Dheisheh a Betlemme è asceso al martirio.
Il suo martirio arriva solo una settimana dopo il suo rilascio dalle prigioni di "Israele", dove era stato detenuto in condizioni critiche. Durante il suo tempo nelle prigioni sioniste, Al-Saifi ha sofferto di fibrosi polmonare acuta e ha perso la capacità di camminare, trascorrendo tutta la sua detenzione nella cosiddetta clinica della prigione di Ramla.
Questa è stata la seconda volta che Al-Saifi è stato arrestato durante la guerra di genocidio in corso. In entrambe le occasioni è stato rilasciato in condizioni critiche, un risultato diretto della negligenza medica sistematica e delle terribili condizioni affrontate dai nostri prigionieri all'interno del sistema carcerario dell'occupazione.
Gloria ai martiri.
Resistance News Network
Sono vicina alla famiglia ❤️
Il suo martirio arriva solo una settimana dopo il suo rilascio dalle prigioni di "Israele", dove era stato detenuto in condizioni critiche. Durante il suo tempo nelle prigioni sioniste, Al-Saifi ha sofferto di fibrosi polmonare acuta e ha perso la capacità di camminare, trascorrendo tutta la sua detenzione nella cosiddetta clinica della prigione di Ramla.
Questa è stata la seconda volta che Al-Saifi è stato arrestato durante la guerra di genocidio in corso. In entrambe le occasioni è stato rilasciato in condizioni critiche, un risultato diretto della negligenza medica sistematica e delle terribili condizioni affrontate dai nostri prigionieri all'interno del sistema carcerario dell'occupazione.
Gloria ai martiri.
Resistance News Network
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Forwarded from Lo Squillo di Gilberto Trombetta
Una e-mail di Noam Chomsky contenuta nei file di Epstein conferma una cosa che alcuni sostengono da anni. E cioè che i soldi pagati dalla Grecia e dagli altri Paesi europei durante la cosiddetta (impropriamente) crisi del debito sovrano sono in realtà serviti a salvare le banche tedesche e francesi. "Il 90% dei pagamenti alla Grecia va in realtà alle banche tedesche e francesi che hanno fatto investimenti rischiosi e vogliono essere rimborsate. Quindi, di fatto, i greci stanno pagando le banche del nord per debiti che la popolazione non ha mai contratto. Credo che questi dovrebbero essere considerati "debiti odiosi" e come tali radicalmente ristrutturati o cancellati".
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🚨 DOSSIER EPSTEIN: DAL TRAFFICO ALLA GEOPOLITICA - LA CABALA DEL POTERE SCOPERTA
👉 Qual è la rivelazione più esplosiva nell'ultima pubblicazione del DOJ? Non si tratta solo di crimine—è un progetto di potere. I documenti delineano una rete di influenza che collega governi, banche e istituzioni globali.
🔴 Progetto di governance globale: Jeffrey Epstein avrebbe proposto di emarginare l'ONU a favore di una rete privata legata a Davos che controllerebbe la cibernetica, le criptovalute, la genetica e il coordinamento internazionale.
🔴 Sull'orlo del tradimento: Una svolta sorprendente si verifica quando i registri dell'FBI rivelano che gli avvocati di Epstein stavano negoziando attivamente un accordo di cooperazione con i procuratori federali appena due settimane prima della sua morte
🔴 Rete di traffico mondiale: I documenti del tribunale descrivono ragazze minorenni trasportate dalla Turchia, dall'Europa centrale e dall'Asia, alcune di appena 12 anni, spostate oltre i confini e restituite entro pochi giorni
🔴 Trarre profitto dalla pandemia: Le email collegano Epstein a Bill Gates e JPMorgan nella pianificazione precoce di fondi per i vaccini, strutture di donatori e modelli di "investimento pandemico" anni prima del COVID-19
🔴 Proposta di "bambino su misura" in un laboratorio biologico: Un biohacker cercava il sostegno di Epstein per finanziare esperimenti su embrioni umani e clonazione, facendo riferimento a ricerche correlate e multimilionarie in un impianto ucraino
🔴 Traccia del traffico in Ucraina: Le e-mail nominano agenzie di modelle a Kiev che offrono servizi di "escort a buon mercato" collegati a Jean-Luc Brunel, accusato di fornire ragazze alla rete di Epstein
🔴 Riferimento a Zelensky: Il nome di Volodymyr Zelensky appare in un'e-mail che accusa l'Ucraina di svolgere un ruolo nel traffico tramite Brunel
🔴 Affermazione dell'élite bancaria: Epstein sosteneva di "rappresentare i Rothschild" quando faceva pressione su Peter Thiel per indirizzare una banca da 160 miliardi di dollari nella tecnologia e nella geopolitica
🔴 Fuga di segreti di Stato del Regno Unito: L'ex ministro Peter Mandelson avrebbe presumibilmente condiviso con Epstein informazioni riservate del governo che influenzavano i mercati, avvertendolo di imminenti salvataggi dell'UE e annunci del Regno Unito
Geopolitics Prime
👉 Qual è la rivelazione più esplosiva nell'ultima pubblicazione del DOJ? Non si tratta solo di crimine—è un progetto di potere. I documenti delineano una rete di influenza che collega governi, banche e istituzioni globali.
🔴 Progetto di governance globale: Jeffrey Epstein avrebbe proposto di emarginare l'ONU a favore di una rete privata legata a Davos che controllerebbe la cibernetica, le criptovalute, la genetica e il coordinamento internazionale.
🔴 Sull'orlo del tradimento: Una svolta sorprendente si verifica quando i registri dell'FBI rivelano che gli avvocati di Epstein stavano negoziando attivamente un accordo di cooperazione con i procuratori federali appena due settimane prima della sua morte
🔴 Rete di traffico mondiale: I documenti del tribunale descrivono ragazze minorenni trasportate dalla Turchia, dall'Europa centrale e dall'Asia, alcune di appena 12 anni, spostate oltre i confini e restituite entro pochi giorni
🔴 Trarre profitto dalla pandemia: Le email collegano Epstein a Bill Gates e JPMorgan nella pianificazione precoce di fondi per i vaccini, strutture di donatori e modelli di "investimento pandemico" anni prima del COVID-19
🔴 Proposta di "bambino su misura" in un laboratorio biologico: Un biohacker cercava il sostegno di Epstein per finanziare esperimenti su embrioni umani e clonazione, facendo riferimento a ricerche correlate e multimilionarie in un impianto ucraino
🔴 Traccia del traffico in Ucraina: Le e-mail nominano agenzie di modelle a Kiev che offrono servizi di "escort a buon mercato" collegati a Jean-Luc Brunel, accusato di fornire ragazze alla rete di Epstein
🔴 Riferimento a Zelensky: Il nome di Volodymyr Zelensky appare in un'e-mail che accusa l'Ucraina di svolgere un ruolo nel traffico tramite Brunel
🔴 Affermazione dell'élite bancaria: Epstein sosteneva di "rappresentare i Rothschild" quando faceva pressione su Peter Thiel per indirizzare una banca da 160 miliardi di dollari nella tecnologia e nella geopolitica
🔴 Fuga di segreti di Stato del Regno Unito: L'ex ministro Peter Mandelson avrebbe presumibilmente condiviso con Epstein informazioni riservate del governo che influenzavano i mercati, avvertendolo di imminenti salvataggi dell'UE e annunci del Regno Unito
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🚨 Epstein's blueprint for global governance: Replace UN with private Davos control
In an email to former Norwegian foreign minister, Jeffrey Epstein outlined a vision for dismantling UN authority and transferring control of cyber, crypto, genetics, and international…
In an email to former Norwegian foreign minister, Jeffrey Epstein outlined a vision for dismantling UN authority and transferring control of cyber, crypto, genetics, and international…
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Venticinque avvocati elvetici hanno denunciato il consigliere federale Ignazio Cassis alla Corte penale internazionale (CPI) per complicità con Israele in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania
Corriere del Ticino
Corriere del Ticino
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