Forwarded from byebyeunclesam
Dicesi ossimoro la figura retorica consistente nell’accostare, nella medesima locuzione, parole che esprimono concetti contrari.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi su X:
“Il World Economic Forum ha annullato la mia presenza a Davos sulla base di bugie e pressioni politiche da parte di Israele e dei suoi agenti e sostenitori negli Stati Uniti.
C'è una verità fondamentale nelle recenti violenze in Iran: abbiamo dovuto difendere il nostro popolo da terroristi armati e massacri in stile ISIS, apertamente sostenuti dal Mossad.
Una tragica ironia: il genocidio dei palestinesi da parte di Israele e l'uccisione di massa di 71.000 persone innocenti non hanno indotto il World Economic Forum ad annullare l'invito dei funzionari israeliani. Anzi, Herzog ha persino fatto una parata di vittoria a Davos nel gennaio 2024, mentre era accusato di reati penali in Svizzera per il palese genocidio di Gaza.
Il World Economic Forum può fingere di assumere una posizione apparentemente "morale" se vuole, ma almeno deve essere coerente nella sua posizione. Il doppio standard che ha mostrato ora è solo un segno di decadenza morale e bancarotta intellettuale.
Le persone hanno il diritto di conoscere la verità e di giudicare autonomamente. La vergogna è solo per chi la pensa diversamente. Guarda il documentario qui sotto”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
“Il World Economic Forum ha annullato la mia presenza a Davos sulla base di bugie e pressioni politiche da parte di Israele e dei suoi agenti e sostenitori negli Stati Uniti.
C'è una verità fondamentale nelle recenti violenze in Iran: abbiamo dovuto difendere il nostro popolo da terroristi armati e massacri in stile ISIS, apertamente sostenuti dal Mossad.
Una tragica ironia: il genocidio dei palestinesi da parte di Israele e l'uccisione di massa di 71.000 persone innocenti non hanno indotto il World Economic Forum ad annullare l'invito dei funzionari israeliani. Anzi, Herzog ha persino fatto una parata di vittoria a Davos nel gennaio 2024, mentre era accusato di reati penali in Svizzera per il palese genocidio di Gaza.
Il World Economic Forum può fingere di assumere una posizione apparentemente "morale" se vuole, ma almeno deve essere coerente nella sua posizione. Il doppio standard che ha mostrato ora è solo un segno di decadenza morale e bancarotta intellettuale.
Le persone hanno il diritto di conoscere la verità e di giudicare autonomamente. La vergogna è solo per chi la pensa diversamente. Guarda il documentario qui sotto”.
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Forwarded from L'AntiDiplomatico
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Trump: "Ci approprieremo della Groenlandia perché non sono in grado di proteggere la loro popolazione".
Nel frattempo, la popolazione negli Stati Uniti...
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Iran International: una delle fonti privilegiate dei media occidentali sull’Iran (prima parte)
L’emittente Iran International, che nei giorni scorsi è stata presentata perfino come una ONG, da diversi anni è diventata la principale fonte a cui attingono notizie e informazioni i media occidentali, italiani compresi. I numeri inventati sui “manifestanti uccisi dal regime iraniano” sono stati diffusi principalmente da questa emittente, che costituisce una delle principali reti dell'opposizione e da circa un decennio alimenta disordini e diffonde numerose narrazioni false sull’Iran.
Il capitale dell’Arabia Saudita ha svolto un ruolo chiave nella creazione di Iran International, con la rete che ha ricevuto oltre 250 milioni di dollari in finanziamenti direttamente dalla corte saudita per avviare operazioni da Londra, nel 2017. Il direttore della società che gestisce Iran International, Volant Media, è un cittadino saudita di nome Adel Abdulkarim, ben collegato ad altre importanti figure della famiglia reale saudita. Tra questi c'è Abdulrahman al-Rashed, che sedeva nel consiglio di amministrazione del Saudi Research and Marketing Group (SRMG), la più grande casa editrice del mondo arabo. È stato anche l'ex direttore generale di un altro canale di proprietà saudita, Al-Arabiya, e ha contribuito a gestire le operazioni e i finanziamenti per Iran International. Un'altra figura di spicco saudita che ha servito come consigliere del principe ereditario Mohammad bin Salman per quanto riguarda la politica estera, interna e dei media è stata Saud al-Qahtani, pure lui coinvolto nel finanziamento di Iran International.
Anche personaggi come Nabeel Al-Khatib vennero incorporati come consulenti o “rappresentanti degli investitori” per aiutare a spingere in modo aggressivo la rete a coprire storie in quel momento vantaggiose per la politica estera saudita. I sauditi hanno inoltre assunto personale da Vice News per aiutare a creare Iran Interanational quale strumento liberale “di tendenza” onde indirizzare meglio i giovani e rimodellare l'immagine dell'Arabia Saudita tra gli iraniani.
Iran International è effettivamente servito come arma del soft power saudita per lanciare un’offensiva all’interno dell’Iran stesso, durante gli anni di tensione tra Riyad e Teheran. Questo è il motivo per cui ha fornito una copertura positiva a varie forze di opposizione in contraddizione tra loro, ed è stato il più aggressivo nella sua retorica contro lo Stato iraniano. È interessante notare che, una settimana prima dell’accordo tra Iran e Arabia Saudita del marzo 2023, Iran International ha chiuso la sua sede di Londra – dove generalmente si trovano la maggior parte degli altri media dell’opposizione come BBC Persian e Manoto TV – e si è trasferito a Washington DC.
Lanciato nel 2017, il canale è diventato rapidamente un hub per attivisti antigovernativi con scenografie impressionanti e produzione di alta qualità. Si è presto affermato come precursore nella promozione delle organizzazioni secessioniste, diventando famoso nel 2018 per essersi congratulato in diretta con il capo dell’organizzazione separatista Al-Ahvaziye dopo che i suoi membri avevano compiuto un attacco terroristico mortale nella regione del Khuzestan, nel quale rimasero uccisi anche bambini. Ha promosso anche altre fazioni dell’opposizione, spesso in contrapposizione tra loro, come il MeK o l’ex principe ereditario Reza Pahlavi e i suoi sostenitori.
Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
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L’emittente Iran International, che nei giorni scorsi è stata presentata perfino come una ONG, da diversi anni è diventata la principale fonte a cui attingono notizie e informazioni i media occidentali, italiani compresi. I numeri inventati sui “manifestanti uccisi dal regime iraniano” sono stati diffusi principalmente da questa emittente, che costituisce una delle principali reti dell'opposizione e da circa un decennio alimenta disordini e diffonde numerose narrazioni false sull’Iran.
Il capitale dell’Arabia Saudita ha svolto un ruolo chiave nella creazione di Iran International, con la rete che ha ricevuto oltre 250 milioni di dollari in finanziamenti direttamente dalla corte saudita per avviare operazioni da Londra, nel 2017. Il direttore della società che gestisce Iran International, Volant Media, è un cittadino saudita di nome Adel Abdulkarim, ben collegato ad altre importanti figure della famiglia reale saudita. Tra questi c'è Abdulrahman al-Rashed, che sedeva nel consiglio di amministrazione del Saudi Research and Marketing Group (SRMG), la più grande casa editrice del mondo arabo. È stato anche l'ex direttore generale di un altro canale di proprietà saudita, Al-Arabiya, e ha contribuito a gestire le operazioni e i finanziamenti per Iran International. Un'altra figura di spicco saudita che ha servito come consigliere del principe ereditario Mohammad bin Salman per quanto riguarda la politica estera, interna e dei media è stata Saud al-Qahtani, pure lui coinvolto nel finanziamento di Iran International.
Anche personaggi come Nabeel Al-Khatib vennero incorporati come consulenti o “rappresentanti degli investitori” per aiutare a spingere in modo aggressivo la rete a coprire storie in quel momento vantaggiose per la politica estera saudita. I sauditi hanno inoltre assunto personale da Vice News per aiutare a creare Iran Interanational quale strumento liberale “di tendenza” onde indirizzare meglio i giovani e rimodellare l'immagine dell'Arabia Saudita tra gli iraniani.
Iran International è effettivamente servito come arma del soft power saudita per lanciare un’offensiva all’interno dell’Iran stesso, durante gli anni di tensione tra Riyad e Teheran. Questo è il motivo per cui ha fornito una copertura positiva a varie forze di opposizione in contraddizione tra loro, ed è stato il più aggressivo nella sua retorica contro lo Stato iraniano. È interessante notare che, una settimana prima dell’accordo tra Iran e Arabia Saudita del marzo 2023, Iran International ha chiuso la sua sede di Londra – dove generalmente si trovano la maggior parte degli altri media dell’opposizione come BBC Persian e Manoto TV – e si è trasferito a Washington DC.
Lanciato nel 2017, il canale è diventato rapidamente un hub per attivisti antigovernativi con scenografie impressionanti e produzione di alta qualità. Si è presto affermato come precursore nella promozione delle organizzazioni secessioniste, diventando famoso nel 2018 per essersi congratulato in diretta con il capo dell’organizzazione separatista Al-Ahvaziye dopo che i suoi membri avevano compiuto un attacco terroristico mortale nella regione del Khuzestan, nel quale rimasero uccisi anche bambini. Ha promosso anche altre fazioni dell’opposizione, spesso in contrapposizione tra loro, come il MeK o l’ex principe ereditario Reza Pahlavi e i suoi sostenitori.
Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Iran International, una delle fonti privilegiate dei media occidentali sull’Iran (seconda parte)
Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
Il governo iraniano ha designato il canale come organizzazione terroristica e presentato perfino una denuncia ufficiale alle autorità radiotelevisive britanniche, poiché l’emittente aveva sede a Londra; le autorità britanniche hanno tuttavia dichiarato di non aver trovato nulla di inadeguato nei contenuti del canale. Poche settimane prima del riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita dell'inizio del 2023, il canale si è spostato da Londra a Washington, negli Stati Uniti. Successivamente, nel settembre del 2023, l’ex direttore della BBC Persian ha rivelato che il controllo e il finanziamento di Iran International erano stati trasferiti dal governo dell’Arabia Saudita a quello di Israele.
Sul ruolo di questa emittente è stato alquanto esplicito anche il noto giornalista israeliano Barak Ravid: “Il Mossad sta usando piuttosto regolarmente questo canale per la sua guerra dell'informazione”.
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Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
Il governo iraniano ha designato il canale come organizzazione terroristica e presentato perfino una denuncia ufficiale alle autorità radiotelevisive britanniche, poiché l’emittente aveva sede a Londra; le autorità britanniche hanno tuttavia dichiarato di non aver trovato nulla di inadeguato nei contenuti del canale. Poche settimane prima del riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita dell'inizio del 2023, il canale si è spostato da Londra a Washington, negli Stati Uniti. Successivamente, nel settembre del 2023, l’ex direttore della BBC Persian ha rivelato che il controllo e il finanziamento di Iran International erano stati trasferiti dal governo dell’Arabia Saudita a quello di Israele.
Sul ruolo di questa emittente è stato alquanto esplicito anche il noto giornalista israeliano Barak Ravid: “Il Mossad sta usando piuttosto regolarmente questo canale per la sua guerra dell'informazione”.
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Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran:
“Gli alleati degli Stati Uniti - Al-Qaeda di Jolani o le SDF - hanno liberato tutti i prigionieri dell'ISIS.
Qual è il nuovo piano dell'impero del male?”
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“Gli alleati degli Stati Uniti - Al-Qaeda di Jolani o le SDF - hanno liberato tutti i prigionieri dell'ISIS.
Qual è il nuovo piano dell'impero del male?”
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
"Operazione Re": smascherata precocemente e completamente sventata dai Pasdaran
Hussein Murtada (Al-Binaa)
Recenti dati sulla sicurezza rivelano il fallimento di quella che è stata soprannominata "Operazione Re", un progetto di opposizione su larga scala in fase di sviluppo da diversi anni con l'obiettivo di plasmare l'era post-Repubblica Islamica in Iran, sostenuto e diretto dall'estero. Le informazioni indicano che i servizi di sicurezza iraniani sono stati in grado di rilevare questo progetto fin dalle sue prime fasi, consentendo loro di tracciarne le fila e scoprirne le reti prima che raggiungesse la fase di attuazione.
In prima linea in questa operazione c'è una donna di nome Nazanin Bradaran, laureata in giurisprudenza e conosciuta negli ambienti organizzativi con diversi alias, tra cui "Raha" e "Barham". Secondo i dati, Bradaran ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione della struttura politica del progetto, in quanto responsabile della stesura di una costituzione per l'era post-regime. Questa costituzione avrebbe dovuto essere presentata in seguito come fronte politico durante il caotico periodo di transizione.
Le informazioni indicano anche che Bradaran, mentre risiedeva negli Stati Uniti, ha ricevuto indicazioni dirette da Adam Lovinger, un ufficiale dell'intelligence del Dipartimento della Difesa statunitense che in precedenza aveva partecipato alla stesura della costituzione irachena ed è considerato una delle figure più importanti coinvolte nella campagna di "massima pressione" contro l'Iran. Dopo aver finalizzato la bozza di costituzione, l'organizzazione ha compiuto un passo senza precedenti: ha annunciato pubblicamente i canali di comunicazione con l'entità sionista e ha organizzato visite e incontri con funzionari sionisti per discutere scenari per il rovesciamento del regime iraniano. Secondo quanto riportato, Reza Pahlavi ha partecipato a queste attività ed è stato preparato un documento strategico completo, considerato una tabella di marcia per l'operazione. L'attuazione era prevista tra il 2025 e l'inizio del 2026, parallelamente agli sforzi per ottenere il riconoscimento internazionale di un governo alternativo di opposizione.
Sul fronte mediatico, è stato stanziato un budget di circa 500.000 dollari per istituire quello che è stato definito un "cyber esercito", volto a distorcere l'immagine della Repubblica Islamica e a influenzare l'opinione pubblica sia a livello nazionale che internazionale. Questo è stato accompagnato da sforzi politici e mediatici per coltivare relazioni con funzionari americani e sionisti noti per le loro posizioni ostili nei confronti dell'Iran.
Secondo fonti di sicurezza, questi piani non hanno raggiunto la fase finale. Le attività dell'organizzazione e i movimenti dei suoi membri sono stati attentamente monitorati fin dalle prime fasi, nell'ambito di una strategia volta a scoprire l'intera rete piuttosto che a disattivarla parzialmente. Si stima che la fase successiva rivelerà ulteriori informazioni di grande importanza.
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Hussein Murtada (Al-Binaa)
Recenti dati sulla sicurezza rivelano il fallimento di quella che è stata soprannominata "Operazione Re", un progetto di opposizione su larga scala in fase di sviluppo da diversi anni con l'obiettivo di plasmare l'era post-Repubblica Islamica in Iran, sostenuto e diretto dall'estero. Le informazioni indicano che i servizi di sicurezza iraniani sono stati in grado di rilevare questo progetto fin dalle sue prime fasi, consentendo loro di tracciarne le fila e scoprirne le reti prima che raggiungesse la fase di attuazione.
In prima linea in questa operazione c'è una donna di nome Nazanin Bradaran, laureata in giurisprudenza e conosciuta negli ambienti organizzativi con diversi alias, tra cui "Raha" e "Barham". Secondo i dati, Bradaran ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione della struttura politica del progetto, in quanto responsabile della stesura di una costituzione per l'era post-regime. Questa costituzione avrebbe dovuto essere presentata in seguito come fronte politico durante il caotico periodo di transizione.
Le informazioni indicano anche che Bradaran, mentre risiedeva negli Stati Uniti, ha ricevuto indicazioni dirette da Adam Lovinger, un ufficiale dell'intelligence del Dipartimento della Difesa statunitense che in precedenza aveva partecipato alla stesura della costituzione irachena ed è considerato una delle figure più importanti coinvolte nella campagna di "massima pressione" contro l'Iran. Dopo aver finalizzato la bozza di costituzione, l'organizzazione ha compiuto un passo senza precedenti: ha annunciato pubblicamente i canali di comunicazione con l'entità sionista e ha organizzato visite e incontri con funzionari sionisti per discutere scenari per il rovesciamento del regime iraniano. Secondo quanto riportato, Reza Pahlavi ha partecipato a queste attività ed è stato preparato un documento strategico completo, considerato una tabella di marcia per l'operazione. L'attuazione era prevista tra il 2025 e l'inizio del 2026, parallelamente agli sforzi per ottenere il riconoscimento internazionale di un governo alternativo di opposizione.
Sul fronte mediatico, è stato stanziato un budget di circa 500.000 dollari per istituire quello che è stato definito un "cyber esercito", volto a distorcere l'immagine della Repubblica Islamica e a influenzare l'opinione pubblica sia a livello nazionale che internazionale. Questo è stato accompagnato da sforzi politici e mediatici per coltivare relazioni con funzionari americani e sionisti noti per le loro posizioni ostili nei confronti dell'Iran.
Secondo fonti di sicurezza, questi piani non hanno raggiunto la fase finale. Le attività dell'organizzazione e i movimenti dei suoi membri sono stati attentamente monitorati fin dalle prime fasi, nell'ambito di una strategia volta a scoprire l'intera rete piuttosto che a disattivarla parzialmente. Si stima che la fase successiva rivelerà ulteriori informazioni di grande importanza.
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Forwarded from Giuseppe Salamone
Se fosse stato Hamas a uccidere 11 israeliani o se tutto ciò fosse successo adesso in Iran, a quest'ora avremmo le edizioni straordinarie.
Altri tre giornalisti sono stati appena uccisi dallo Stato terrorista di israele: Mohammed Qeshta, Abd al-Rauf Shaath e Anas Gneim.
Lavoravano per il Comitato egiziano per gli aiuti a Gaza e quando sono stati ammazzati, colpiti da un raid dell'esercito "più morale del mondo", stavano filmando un accampamento allestito nella zona di al-Zahra, nella Striscia di Gaza.
Solo oggi israele ha ammazzato 11 Palestinesi, tra cui tre persone della stessa famiglia compreso un bambino. Ma queste morti non fanno notizia, non creano indignazione. Mica sono come quei morti che come sciacalli li usano per portare avanti una propaganda guerrafondaia e ipocrita...
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Altri tre giornalisti sono stati appena uccisi dallo Stato terrorista di israele: Mohammed Qeshta, Abd al-Rauf Shaath e Anas Gneim.
Lavoravano per il Comitato egiziano per gli aiuti a Gaza e quando sono stati ammazzati, colpiti da un raid dell'esercito "più morale del mondo", stavano filmando un accampamento allestito nella zona di al-Zahra, nella Striscia di Gaza.
Solo oggi israele ha ammazzato 11 Palestinesi, tra cui tre persone della stessa famiglia compreso un bambino. Ma queste morti non fanno notizia, non creano indignazione. Mica sono come quei morti che come sciacalli li usano per portare avanti una propaganda guerrafondaia e ipocrita...
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Iran, gruppo separatista curdo confessa: "Abbiamo ucciso civili e poliziotti durante proteste per destabilizzare Paese e favorire regime-change".
Secondo Teheran e fonti regionali, gruppi curdi armati e intelligence straniere come CIA, Mossad e MI6, avrebbero sfruttato le proteste per destabilizzare l’Iran e favorire un cambio di regime
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/764112/iran-gruppo-separatista-curdo-confessa-abbiamo-ucciso-civili-e-poliziotti-durante-proteste-per-destabilizzare-paese-e-favorire-regime-change.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwVERDUAPd2l5leHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR72l8ndbeSJy0sacsisdMN4EU67X57V79Nox9LZ_niGydar_2-W6OuP3smtMg_aem_QQvT9-SuDFxQ30fN4E3ztg
Secondo Teheran e fonti regionali, gruppi curdi armati e intelligence straniere come CIA, Mossad e MI6, avrebbero sfruttato le proteste per destabilizzare l’Iran e favorire un cambio di regime
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/764112/iran-gruppo-separatista-curdo-confessa-abbiamo-ucciso-civili-e-poliziotti-durante-proteste-per-destabilizzare-paese-e-favorire-regime-change.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwVERDUAPd2l5leHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR72l8ndbeSJy0sacsisdMN4EU67X57V79Nox9LZ_niGydar_2-W6OuP3smtMg_aem_QQvT9-SuDFxQ30fN4E3ztg
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Forwarded from byebyeunclesam
Il boicottaggio internazionale contro il regime sionista produce risultati e sferra un duro colpo all’economia agricola israeliana, ormai vicina al collasso. A renderlo noto è l’emittente televisiva israeliana Kan 11 che, in un report, documenta il crollo delle esportazioni di frutta, in particolare verso i mercati europei.
“Non vogliono i nostri prodotti - ha dichiarato un agricoltore nel documentario – e in Europa ci contattano solo nel caso in cui non ci siano alternative altrove, altrimenti ci evitano”.
Il boicottaggio dei prodotti israeliani come forma di protesta per il genocidio a Gaza non porta però gli israeliani a prendere consapevolezza sulle azioni del regime sionista ma, anzi, alimenta l’odio verso i palestinesi e il disprezzo verso tutti coloro che non sostengono Israele. Secondo un sondaggio dello scorso anno condotto dall’Università Ebraica di Gerusalemme, il 64% della popolazione ritiene che “non ci siano persone innocenti a Gaza”.
Ma ciò che sta effettivamente subendo un duro colpo in Israele non è un settore economico o l'altro, quanto piuttosto il marchio israeliano, che potrebbe non riprendersi.
A complicare ulteriormente la situazione c'è il blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi dello Yemen. Nonostante un accordo con gli Stati Uniti del maggio 2025, le interruzioni persistono, costringendo le spedizioni a deviare le rotte intorno all'Africa, con un ritardo di oltre 100 giorni nelle consegne, un aumento dei costi e un degrado della qualità delle esportazioni verso i mercati asiatici, che in precedenza assorbivano gran parte del surplus di frutta di Israele.
Secondo il report della tv israeliana con i racconti degli agricoltori, se fino a qualche anno fa gli agrumi, i manghi, le famose arance di Giaffa e altri prodotti agricoli erano esportati in tutto il mondo, ora restano, in migliaia di tonnellate, sugli alberi o a marcire in terra. Eppure gli intervistati affermano che preferiscono vedere i raccolti andare distrutti piuttosto che considerare l’idea di venderli a Gaza.
(Fonte: https://www.instagram.com/p/DTxRAunCIme/)
“Non vogliono i nostri prodotti - ha dichiarato un agricoltore nel documentario – e in Europa ci contattano solo nel caso in cui non ci siano alternative altrove, altrimenti ci evitano”.
Il boicottaggio dei prodotti israeliani come forma di protesta per il genocidio a Gaza non porta però gli israeliani a prendere consapevolezza sulle azioni del regime sionista ma, anzi, alimenta l’odio verso i palestinesi e il disprezzo verso tutti coloro che non sostengono Israele. Secondo un sondaggio dello scorso anno condotto dall’Università Ebraica di Gerusalemme, il 64% della popolazione ritiene che “non ci siano persone innocenti a Gaza”.
Ma ciò che sta effettivamente subendo un duro colpo in Israele non è un settore economico o l'altro, quanto piuttosto il marchio israeliano, che potrebbe non riprendersi.
A complicare ulteriormente la situazione c'è il blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi dello Yemen. Nonostante un accordo con gli Stati Uniti del maggio 2025, le interruzioni persistono, costringendo le spedizioni a deviare le rotte intorno all'Africa, con un ritardo di oltre 100 giorni nelle consegne, un aumento dei costi e un degrado della qualità delle esportazioni verso i mercati asiatici, che in precedenza assorbivano gran parte del surplus di frutta di Israele.
Secondo il report della tv israeliana con i racconti degli agricoltori, se fino a qualche anno fa gli agrumi, i manghi, le famose arance di Giaffa e altri prodotti agricoli erano esportati in tutto il mondo, ora restano, in migliaia di tonnellate, sugli alberi o a marcire in terra. Eppure gli intervistati affermano che preferiscono vedere i raccolti andare distrutti piuttosto che considerare l’idea di venderli a Gaza.
(Fonte: https://www.instagram.com/p/DTxRAunCIme/)
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@globalmovementtogazaitalia
Il boicottaggio internazionale contro il regime sionista produce risultati e sferra un duro colpo all’economia agricola israeliana, ormai vicina al collasso. A renderlo noto è l’emittente televisiva israeliana Kan 11 che, in un report, documenta il crollo…
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Circa 4.000 iraniani sono stati martirizzati dalle azioni israeliane e americane nel periodo successivo alla Tempesta di al-Aqsa, tra cui alti comandanti, élite e leader. Queste vittime includono l'attacco all'ambasciata di Damasco, l'attacco alle strutture dei Guardiani della Rivoluzione, la guerra del 12 giugno, le attuali rivolte dei Pahlavi, il Porto Shahid Rajai e anche l'attacco al Presidente Raisi.
Eppure vengono a chiedere cosa abbia fatto l'Iran...
[Enemy Watch]
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
Eppure vengono a chiedere cosa abbia fatto l'Iran...
[Enemy Watch]
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Forwarded from Rubio feat Rubio
Hamas:
“Che meraviglia il tuo viso quando si rivela all'improvviso.
La tua autorità' aumenta senza il velo.
Pregano per te angeli e fucili.
E trincee e battaglioni di Al-Qassam”
“Che meraviglia il tuo viso quando si rivela all'improvviso.
La tua autorità' aumenta senza il velo.
Pregano per te angeli e fucili.
E trincee e battaglioni di Al-Qassam”
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🇮🇱 I leader israeliani hanno ufficialmente ammesso che le persone del mondo non sono state ingannate dalla loro propaganda contro Teheran.
Jonathan Greenblatt, CEO della Anti-Defamation League (ADL), un'organizzazione formata per combattere l'antisionismo, ha dichiarato che, nonostante tutta la propaganda contro la Repubblica Islamica dell'Iran, non c'è stata alcuna reazione da parte delle persone dei paesi del mondo contro di essa, e non abbiamo nemmeno assistito ai più piccoli protesti o attività anti-israeliane durante la recente guerra contro Gaza diretta contro l'Iran.
Ha ammesso che, sebbene l'Iran sia stato a lungo in prima linea in questo movimento, anche il Qatar e un numero significativo di altri paesi in tutto il mondo si sono uniti al movimento (antisionista).
Resistance Trench
Jonathan Greenblatt, CEO della Anti-Defamation League (ADL), un'organizzazione formata per combattere l'antisionismo, ha dichiarato che, nonostante tutta la propaganda contro la Repubblica Islamica dell'Iran, non c'è stata alcuna reazione da parte delle persone dei paesi del mondo contro di essa, e non abbiamo nemmeno assistito ai più piccoli protesti o attività anti-israeliane durante la recente guerra contro Gaza diretta contro l'Iran.
Ha ammesso che, sebbene l'Iran sia stato a lungo in prima linea in questo movimento, anche il Qatar e un numero significativo di altri paesi in tutto il mondo si sono uniti al movimento (antisionista).
Resistance Trench
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Forwarded from TMaA Gaza, Palestina, Resistenza⚡️🇵🇸
🇸🇾🇮🇶🇮🇷 Una lettura degli eventi in Siria presa da un post su Instagram di un marines Americano di stanza nel paese.
"L'America non tradisce i suoi amici, forse lo fa solo in alcune missioni. Alle SDF è stato chiesto di andare a est per affrontare le fazioni sostenute dall'Iran in Iraq, ma hanno rifiutato. Ora, l'esercito siriano e tutti questi mercenari sono entrati in queste aree e ci saranno ulteriori combattimenti tra loro e l'Iraq". 🔻 TMaA
"L'America non tradisce i suoi amici, forse lo fa solo in alcune missioni. Alle SDF è stato chiesto di andare a est per affrontare le fazioni sostenute dall'Iran in Iraq, ma hanno rifiutato. Ora, l'esercito siriano e tutti questi mercenari sono entrati in queste aree e ci saranno ulteriori combattimenti tra loro e l'Iraq". 🔻 TMaA
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