"israele" denuncia la (molto presunta) "brutale" uccisione di un ragazzo iraniano da parte del governo iraniano.
Rileggere 100 volte.
Ma la cosa più ridicola sono le testate che riportano queste veline come fosse oro colato.
Siamo a chi fa la morale mentre commette un genocidio in diretta mondiale e i loro megafoni che spargono questa immondizia come merda dal ventilatore.
Scusate la parola "ventilatore"
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Ma la cosa più ridicola sono le testate che riportano queste veline come fosse oro colato.
Siamo a chi fa la morale mentre commette un genocidio in diretta mondiale e i loro megafoni che spargono questa immondizia come merda dal ventilatore.
Scusate la parola "ventilatore"
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Mi sono presa la briga di andare a vedere i presidi in Italia per un Iran “libero dagli ayatollah” e ne esce fuori questo quadro:
Torino: PD, AZIONE, ITALIA VIVA, +Europa, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, m5s, sindacati e associazioni varie
Roma: Partito Radicale con tanto di effigi del figlio dell’ex scià Pahlavi
Milano: associazioni e comunità di dissidenti iraniani, nessuna adesioni ufficiale dai partiti di governo , ma narrativa e slogan pienamente coincidenti con quelle istituzionali filoatlantiche
Pisa: associazioni varie legate ai partiti radicali (+europa e partito Liberaldemocratico di Marattin )
Bergamo: Gori del Pd con i vari dissidenti iraniani
Firenze: associaizoni vicine ai sostenitori della monarchia degli scià con presenza di esponenti locali di FDI e liberali
Ferrara, Ancona: associazioni sparse con impianto narrativo uguali a tutte le altre.
Ed è qui che si capisce che la questione non è mai stata umanitaria o di "preoccupazione per le donne in Iran", quanto POLITICA, di POTERE.
Partiti che fanno finta di azzuffarsi su quisquilie, ma quando riguarda argomenti quali: NATO, PALESTINA, IRAN e "ISRAELE" si muovono in perfetta sincronia. E non è un coordinamento “visibile”: fanno finta di fare presidi distaccati, ma sono manovrati dalla stessa longa manus sionista che impianta una cornice dentro la quale ci devono stare tutti i servi nostrani.
In nome della libbbertà della donna si legittima il ritorno alla monarchia, si inneggia a quel pagliaccio del figlio dell’ex scià cacciato a pedate in culo cinquant’anni fa
Ma chi siamo noi per decidere chi debba governare in Iran? Ma chi siamo noi per sentenziare che la vera libertà è quella che abbiamo qui!? Questa è solo una visione banalmente colonialista e razzista, di chi ha la spocchia di elevarsi al di sopra degli altri popoli che hanno storie plurimillenarie (l’Iran ha 12 mila anni di storia!!) diverse dalla nostra!
E la cosa che fa avvilire è continuare a ripeterlo da ANNI! Cercare di smontare le palle imperialiste contro l’Iran, e doverlo fare sempre da capo, annichilisce chi studia, svilisce chi osserva, demotiva chi cerca di capire fenomeni e vorrebbe, nel proprio piccolo, ristabilire un minimo di oggettività ed equilibrio rispetto alla propaganda imperial-sionista che infesta dappertutto.
Prima Neda, poi Sakineh… chi se le ricorda? Tutte ampiamente smentite!!!
La gente dimentica, non ragiona più. Gente per lo più ignorante, che ama darsi un tono parlando e inneggiando alla libertà delle donne iraniane… ma non hanno mai detto una sola parola sulle donne palestinesi che, da quasi cent’anni , sono sotto oppressione colonialista:
donne che subiscono rapimenti e arresti arbitrari, che vengono fatte partorire in carcere ammanettate, minacciate, percosse, stuprate, ammazzate, private delle cure mediche essenziali, private di alimentazione e lasciate morire di fame. Donne umiliate pubblicamente davanti agli occhi di un mondo narcotizzato, donne che vedono morire i propri mariti e i propri figli, senza poter dare loro nemmeno assicurare una degna sepoltura, sottoposte a torture fisiche e psicologiche tutti i santi giorni. E queste non sono storie isolate, sono denunce documentate da anni!
Non è solo il silenzio che uccide, ma l’illusione collettiva che la menzogna sia verità Chi pensa, chi osserva e studia: tutto viene svuotato dal peso del cieco consenso della massa informe e ignorante.
IF
Torino: PD, AZIONE, ITALIA VIVA, +Europa, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, m5s, sindacati e associazioni varie
Roma: Partito Radicale con tanto di effigi del figlio dell’ex scià Pahlavi
Milano: associazioni e comunità di dissidenti iraniani, nessuna adesioni ufficiale dai partiti di governo , ma narrativa e slogan pienamente coincidenti con quelle istituzionali filoatlantiche
Pisa: associazioni varie legate ai partiti radicali (+europa e partito Liberaldemocratico di Marattin )
Bergamo: Gori del Pd con i vari dissidenti iraniani
Firenze: associaizoni vicine ai sostenitori della monarchia degli scià con presenza di esponenti locali di FDI e liberali
Ferrara, Ancona: associazioni sparse con impianto narrativo uguali a tutte le altre.
Ed è qui che si capisce che la questione non è mai stata umanitaria o di "preoccupazione per le donne in Iran", quanto POLITICA, di POTERE.
Partiti che fanno finta di azzuffarsi su quisquilie, ma quando riguarda argomenti quali: NATO, PALESTINA, IRAN e "ISRAELE" si muovono in perfetta sincronia. E non è un coordinamento “visibile”: fanno finta di fare presidi distaccati, ma sono manovrati dalla stessa longa manus sionista che impianta una cornice dentro la quale ci devono stare tutti i servi nostrani.
In nome della libbbertà della donna si legittima il ritorno alla monarchia, si inneggia a quel pagliaccio del figlio dell’ex scià cacciato a pedate in culo cinquant’anni fa
Ma chi siamo noi per decidere chi debba governare in Iran? Ma chi siamo noi per sentenziare che la vera libertà è quella che abbiamo qui!? Questa è solo una visione banalmente colonialista e razzista, di chi ha la spocchia di elevarsi al di sopra degli altri popoli che hanno storie plurimillenarie (l’Iran ha 12 mila anni di storia!!) diverse dalla nostra!
E la cosa che fa avvilire è continuare a ripeterlo da ANNI! Cercare di smontare le palle imperialiste contro l’Iran, e doverlo fare sempre da capo, annichilisce chi studia, svilisce chi osserva, demotiva chi cerca di capire fenomeni e vorrebbe, nel proprio piccolo, ristabilire un minimo di oggettività ed equilibrio rispetto alla propaganda imperial-sionista che infesta dappertutto.
Prima Neda, poi Sakineh… chi se le ricorda? Tutte ampiamente smentite!!!
La gente dimentica, non ragiona più. Gente per lo più ignorante, che ama darsi un tono parlando e inneggiando alla libertà delle donne iraniane… ma non hanno mai detto una sola parola sulle donne palestinesi che, da quasi cent’anni , sono sotto oppressione colonialista:
donne che subiscono rapimenti e arresti arbitrari, che vengono fatte partorire in carcere ammanettate, minacciate, percosse, stuprate, ammazzate, private delle cure mediche essenziali, private di alimentazione e lasciate morire di fame. Donne umiliate pubblicamente davanti agli occhi di un mondo narcotizzato, donne che vedono morire i propri mariti e i propri figli, senza poter dare loro nemmeno assicurare una degna sepoltura, sottoposte a torture fisiche e psicologiche tutti i santi giorni. E queste non sono storie isolate, sono denunce documentate da anni!
Non è solo il silenzio che uccide, ma l’illusione collettiva che la menzogna sia verità Chi pensa, chi osserva e studia: tutto viene svuotato dal peso del cieco consenso della massa informe e ignorante.
IF
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Coloni israeliani hanno occupato con la forza una casa palestinese nella Cisgiordania occupata. Solo un'ora dopo averla sequestrata, i coloni hanno organizzato una festa all'interno della casa rubata, celebrando la loro occupazione con musica e riunioni.
Questi subumani pensano di essere i "padroni" della Palestina (e non solo), sono dei banalissimi ladri di terre, case, cibo, cultura, usanze e vite.
Occupano con la forza, rubano con violenza e poi celebrano come degli invasati ballando e festeggiando il loro saccheggio.
Il loro "diritto" di rubare, si traduce nell'obbligo dei palestinesi, e di tutti noi, di RESISTERE.
Questi non sono civili, sono dei terroristi e ladri impuniti che si fanno scudo di una kippa in testa
Questi subumani pensano di essere i "padroni" della Palestina (e non solo), sono dei banalissimi ladri di terre, case, cibo, cultura, usanze e vite.
Occupano con la forza, rubano con violenza e poi celebrano come degli invasati ballando e festeggiando il loro saccheggio.
Il loro "diritto" di rubare, si traduce nell'obbligo dei palestinesi, e di tutti noi, di RESISTERE.
Questi non sono civili, sono dei terroristi e ladri impuniti che si fanno scudo di una kippa in testa
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I questurini
Non vedevano l'ora di vendicarsi. Stefano Cappellini, Michele Serra, Paolo Flores d'Arcais e con loro tutta la militanza padronale del giornalismo pregiato.
Indispettiti, erano stati costretti, causa l'apparizione mastodontica del genocidio di Gaza, a sopportare le mobilitazioni di massa per il popolo palestinese. Sì, certo, con tutti i distinguo su Hamas, sul 7 ottobre; ma, con malcelata sufficienza, si arresero all'evidenza dei corpi sotterrati dalle macerie.
Ora però quella costrizione, indotta dal timore di perdere credibilità, si sta rovesciando in rabbia, in sentenziosità moralistica, perché fu un inciampo non potersi schierare allora dalla parte dei mecenati che assicurano, con puntualità cronometrica, stipendi, visibilità e deferenza sociale.
E così, oggi si ritrovano nuovamente nelle loro adunate di regime, con quattro gatti reazionari al seguito, a invocare superiorità morale dell'Occidente, a evocare l'apparizione di un trumpismo progressista, che sappia dosare a puntino interventi armati e civilizzazione parolaia, che sappia imporre con professionalità l'esportazione distruttrice delle democrazia.
Con tono assertivo ammoniscono chi usava, a loro dire strumentalmente, la questione palestinese per diffondere l'odio ancestrale per la civiltà di mercato, per la professionalità meritocratica, espressioni scintillanti del nostro villaggio globale.
Finalmente possono stappare il loro risentimento per partecipare alle campagne di denigrazione, di persecuzione e di intimidazione nei confronti delle opposizioni di base. Sindacali, politiche e sociali. Ma non in Iran. Qui a casa nostra. Finalmente possono tornare a ragionare con il fanatismo tipico dei questurini.
Ferdinando P.
Non vedevano l'ora di vendicarsi. Stefano Cappellini, Michele Serra, Paolo Flores d'Arcais e con loro tutta la militanza padronale del giornalismo pregiato.
Indispettiti, erano stati costretti, causa l'apparizione mastodontica del genocidio di Gaza, a sopportare le mobilitazioni di massa per il popolo palestinese. Sì, certo, con tutti i distinguo su Hamas, sul 7 ottobre; ma, con malcelata sufficienza, si arresero all'evidenza dei corpi sotterrati dalle macerie.
Ora però quella costrizione, indotta dal timore di perdere credibilità, si sta rovesciando in rabbia, in sentenziosità moralistica, perché fu un inciampo non potersi schierare allora dalla parte dei mecenati che assicurano, con puntualità cronometrica, stipendi, visibilità e deferenza sociale.
E così, oggi si ritrovano nuovamente nelle loro adunate di regime, con quattro gatti reazionari al seguito, a invocare superiorità morale dell'Occidente, a evocare l'apparizione di un trumpismo progressista, che sappia dosare a puntino interventi armati e civilizzazione parolaia, che sappia imporre con professionalità l'esportazione distruttrice delle democrazia.
Con tono assertivo ammoniscono chi usava, a loro dire strumentalmente, la questione palestinese per diffondere l'odio ancestrale per la civiltà di mercato, per la professionalità meritocratica, espressioni scintillanti del nostro villaggio globale.
Finalmente possono stappare il loro risentimento per partecipare alle campagne di denigrazione, di persecuzione e di intimidazione nei confronti delle opposizioni di base. Sindacali, politiche e sociali. Ma non in Iran. Qui a casa nostra. Finalmente possono tornare a ragionare con il fanatismo tipico dei questurini.
Ferdinando P.
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Forwarded from byebyeunclesam
Dicesi ossimoro la figura retorica consistente nell’accostare, nella medesima locuzione, parole che esprimono concetti contrari.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi su X:
“Il World Economic Forum ha annullato la mia presenza a Davos sulla base di bugie e pressioni politiche da parte di Israele e dei suoi agenti e sostenitori negli Stati Uniti.
C'è una verità fondamentale nelle recenti violenze in Iran: abbiamo dovuto difendere il nostro popolo da terroristi armati e massacri in stile ISIS, apertamente sostenuti dal Mossad.
Una tragica ironia: il genocidio dei palestinesi da parte di Israele e l'uccisione di massa di 71.000 persone innocenti non hanno indotto il World Economic Forum ad annullare l'invito dei funzionari israeliani. Anzi, Herzog ha persino fatto una parata di vittoria a Davos nel gennaio 2024, mentre era accusato di reati penali in Svizzera per il palese genocidio di Gaza.
Il World Economic Forum può fingere di assumere una posizione apparentemente "morale" se vuole, ma almeno deve essere coerente nella sua posizione. Il doppio standard che ha mostrato ora è solo un segno di decadenza morale e bancarotta intellettuale.
Le persone hanno il diritto di conoscere la verità e di giudicare autonomamente. La vergogna è solo per chi la pensa diversamente. Guarda il documentario qui sotto”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
“Il World Economic Forum ha annullato la mia presenza a Davos sulla base di bugie e pressioni politiche da parte di Israele e dei suoi agenti e sostenitori negli Stati Uniti.
C'è una verità fondamentale nelle recenti violenze in Iran: abbiamo dovuto difendere il nostro popolo da terroristi armati e massacri in stile ISIS, apertamente sostenuti dal Mossad.
Una tragica ironia: il genocidio dei palestinesi da parte di Israele e l'uccisione di massa di 71.000 persone innocenti non hanno indotto il World Economic Forum ad annullare l'invito dei funzionari israeliani. Anzi, Herzog ha persino fatto una parata di vittoria a Davos nel gennaio 2024, mentre era accusato di reati penali in Svizzera per il palese genocidio di Gaza.
Il World Economic Forum può fingere di assumere una posizione apparentemente "morale" se vuole, ma almeno deve essere coerente nella sua posizione. Il doppio standard che ha mostrato ora è solo un segno di decadenza morale e bancarotta intellettuale.
Le persone hanno il diritto di conoscere la verità e di giudicare autonomamente. La vergogna è solo per chi la pensa diversamente. Guarda il documentario qui sotto”.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from L'AntiDiplomatico
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Trump: "Ci approprieremo della Groenlandia perché non sono in grado di proteggere la loro popolazione".
Nel frattempo, la popolazione negli Stati Uniti...
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Iran International: una delle fonti privilegiate dei media occidentali sull’Iran (prima parte)
L’emittente Iran International, che nei giorni scorsi è stata presentata perfino come una ONG, da diversi anni è diventata la principale fonte a cui attingono notizie e informazioni i media occidentali, italiani compresi. I numeri inventati sui “manifestanti uccisi dal regime iraniano” sono stati diffusi principalmente da questa emittente, che costituisce una delle principali reti dell'opposizione e da circa un decennio alimenta disordini e diffonde numerose narrazioni false sull’Iran.
Il capitale dell’Arabia Saudita ha svolto un ruolo chiave nella creazione di Iran International, con la rete che ha ricevuto oltre 250 milioni di dollari in finanziamenti direttamente dalla corte saudita per avviare operazioni da Londra, nel 2017. Il direttore della società che gestisce Iran International, Volant Media, è un cittadino saudita di nome Adel Abdulkarim, ben collegato ad altre importanti figure della famiglia reale saudita. Tra questi c'è Abdulrahman al-Rashed, che sedeva nel consiglio di amministrazione del Saudi Research and Marketing Group (SRMG), la più grande casa editrice del mondo arabo. È stato anche l'ex direttore generale di un altro canale di proprietà saudita, Al-Arabiya, e ha contribuito a gestire le operazioni e i finanziamenti per Iran International. Un'altra figura di spicco saudita che ha servito come consigliere del principe ereditario Mohammad bin Salman per quanto riguarda la politica estera, interna e dei media è stata Saud al-Qahtani, pure lui coinvolto nel finanziamento di Iran International.
Anche personaggi come Nabeel Al-Khatib vennero incorporati come consulenti o “rappresentanti degli investitori” per aiutare a spingere in modo aggressivo la rete a coprire storie in quel momento vantaggiose per la politica estera saudita. I sauditi hanno inoltre assunto personale da Vice News per aiutare a creare Iran Interanational quale strumento liberale “di tendenza” onde indirizzare meglio i giovani e rimodellare l'immagine dell'Arabia Saudita tra gli iraniani.
Iran International è effettivamente servito come arma del soft power saudita per lanciare un’offensiva all’interno dell’Iran stesso, durante gli anni di tensione tra Riyad e Teheran. Questo è il motivo per cui ha fornito una copertura positiva a varie forze di opposizione in contraddizione tra loro, ed è stato il più aggressivo nella sua retorica contro lo Stato iraniano. È interessante notare che, una settimana prima dell’accordo tra Iran e Arabia Saudita del marzo 2023, Iran International ha chiuso la sua sede di Londra – dove generalmente si trovano la maggior parte degli altri media dell’opposizione come BBC Persian e Manoto TV – e si è trasferito a Washington DC.
Lanciato nel 2017, il canale è diventato rapidamente un hub per attivisti antigovernativi con scenografie impressionanti e produzione di alta qualità. Si è presto affermato come precursore nella promozione delle organizzazioni secessioniste, diventando famoso nel 2018 per essersi congratulato in diretta con il capo dell’organizzazione separatista Al-Ahvaziye dopo che i suoi membri avevano compiuto un attacco terroristico mortale nella regione del Khuzestan, nel quale rimasero uccisi anche bambini. Ha promosso anche altre fazioni dell’opposizione, spesso in contrapposizione tra loro, come il MeK o l’ex principe ereditario Reza Pahlavi e i suoi sostenitori.
Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
L’emittente Iran International, che nei giorni scorsi è stata presentata perfino come una ONG, da diversi anni è diventata la principale fonte a cui attingono notizie e informazioni i media occidentali, italiani compresi. I numeri inventati sui “manifestanti uccisi dal regime iraniano” sono stati diffusi principalmente da questa emittente, che costituisce una delle principali reti dell'opposizione e da circa un decennio alimenta disordini e diffonde numerose narrazioni false sull’Iran.
Il capitale dell’Arabia Saudita ha svolto un ruolo chiave nella creazione di Iran International, con la rete che ha ricevuto oltre 250 milioni di dollari in finanziamenti direttamente dalla corte saudita per avviare operazioni da Londra, nel 2017. Il direttore della società che gestisce Iran International, Volant Media, è un cittadino saudita di nome Adel Abdulkarim, ben collegato ad altre importanti figure della famiglia reale saudita. Tra questi c'è Abdulrahman al-Rashed, che sedeva nel consiglio di amministrazione del Saudi Research and Marketing Group (SRMG), la più grande casa editrice del mondo arabo. È stato anche l'ex direttore generale di un altro canale di proprietà saudita, Al-Arabiya, e ha contribuito a gestire le operazioni e i finanziamenti per Iran International. Un'altra figura di spicco saudita che ha servito come consigliere del principe ereditario Mohammad bin Salman per quanto riguarda la politica estera, interna e dei media è stata Saud al-Qahtani, pure lui coinvolto nel finanziamento di Iran International.
Anche personaggi come Nabeel Al-Khatib vennero incorporati come consulenti o “rappresentanti degli investitori” per aiutare a spingere in modo aggressivo la rete a coprire storie in quel momento vantaggiose per la politica estera saudita. I sauditi hanno inoltre assunto personale da Vice News per aiutare a creare Iran Interanational quale strumento liberale “di tendenza” onde indirizzare meglio i giovani e rimodellare l'immagine dell'Arabia Saudita tra gli iraniani.
Iran International è effettivamente servito come arma del soft power saudita per lanciare un’offensiva all’interno dell’Iran stesso, durante gli anni di tensione tra Riyad e Teheran. Questo è il motivo per cui ha fornito una copertura positiva a varie forze di opposizione in contraddizione tra loro, ed è stato il più aggressivo nella sua retorica contro lo Stato iraniano. È interessante notare che, una settimana prima dell’accordo tra Iran e Arabia Saudita del marzo 2023, Iran International ha chiuso la sua sede di Londra – dove generalmente si trovano la maggior parte degli altri media dell’opposizione come BBC Persian e Manoto TV – e si è trasferito a Washington DC.
Lanciato nel 2017, il canale è diventato rapidamente un hub per attivisti antigovernativi con scenografie impressionanti e produzione di alta qualità. Si è presto affermato come precursore nella promozione delle organizzazioni secessioniste, diventando famoso nel 2018 per essersi congratulato in diretta con il capo dell’organizzazione separatista Al-Ahvaziye dopo che i suoi membri avevano compiuto un attacco terroristico mortale nella regione del Khuzestan, nel quale rimasero uccisi anche bambini. Ha promosso anche altre fazioni dell’opposizione, spesso in contrapposizione tra loro, come il MeK o l’ex principe ereditario Reza Pahlavi e i suoi sostenitori.
Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Iran International, una delle fonti privilegiate dei media occidentali sull’Iran (seconda parte)
Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
Il governo iraniano ha designato il canale come organizzazione terroristica e presentato perfino una denuncia ufficiale alle autorità radiotelevisive britanniche, poiché l’emittente aveva sede a Londra; le autorità britanniche hanno tuttavia dichiarato di non aver trovato nulla di inadeguato nei contenuti del canale. Poche settimane prima del riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita dell'inizio del 2023, il canale si è spostato da Londra a Washington, negli Stati Uniti. Successivamente, nel settembre del 2023, l’ex direttore della BBC Persian ha rivelato che il controllo e il finanziamento di Iran International erano stati trasferiti dal governo dell’Arabia Saudita a quello di Israele.
Sul ruolo di questa emittente è stato alquanto esplicito anche il noto giornalista israeliano Barak Ravid: “Il Mossad sta usando piuttosto regolarmente questo canale per la sua guerra dell'informazione”.
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Durante le rivolte del 2022-2023, il canale è diventato il principale centro di comando del movimento Donna Vita Libertà, normalizzando attivamente l'uccisione delle forze di sicurezza e gli appelli alla guerra civile, arrivando addirittura a organizzare scioperi e proteste, pubblicizzandone luoghi e orari.
Il governo iraniano ha designato il canale come organizzazione terroristica e presentato perfino una denuncia ufficiale alle autorità radiotelevisive britanniche, poiché l’emittente aveva sede a Londra; le autorità britanniche hanno tuttavia dichiarato di non aver trovato nulla di inadeguato nei contenuti del canale. Poche settimane prima del riavvicinamento tra Iran e Arabia Saudita dell'inizio del 2023, il canale si è spostato da Londra a Washington, negli Stati Uniti. Successivamente, nel settembre del 2023, l’ex direttore della BBC Persian ha rivelato che il controllo e il finanziamento di Iran International erano stati trasferiti dal governo dell’Arabia Saudita a quello di Israele.
Sul ruolo di questa emittente è stato alquanto esplicito anche il noto giornalista israeliano Barak Ravid: “Il Mossad sta usando piuttosto regolarmente questo canale per la sua guerra dell'informazione”.
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Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran:
“Gli alleati degli Stati Uniti - Al-Qaeda di Jolani o le SDF - hanno liberato tutti i prigionieri dell'ISIS.
Qual è il nuovo piano dell'impero del male?”
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“Gli alleati degli Stati Uniti - Al-Qaeda di Jolani o le SDF - hanno liberato tutti i prigionieri dell'ISIS.
Qual è il nuovo piano dell'impero del male?”
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"Operazione Re": smascherata precocemente e completamente sventata dai Pasdaran
Hussein Murtada (Al-Binaa)
Recenti dati sulla sicurezza rivelano il fallimento di quella che è stata soprannominata "Operazione Re", un progetto di opposizione su larga scala in fase di sviluppo da diversi anni con l'obiettivo di plasmare l'era post-Repubblica Islamica in Iran, sostenuto e diretto dall'estero. Le informazioni indicano che i servizi di sicurezza iraniani sono stati in grado di rilevare questo progetto fin dalle sue prime fasi, consentendo loro di tracciarne le fila e scoprirne le reti prima che raggiungesse la fase di attuazione.
In prima linea in questa operazione c'è una donna di nome Nazanin Bradaran, laureata in giurisprudenza e conosciuta negli ambienti organizzativi con diversi alias, tra cui "Raha" e "Barham". Secondo i dati, Bradaran ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione della struttura politica del progetto, in quanto responsabile della stesura di una costituzione per l'era post-regime. Questa costituzione avrebbe dovuto essere presentata in seguito come fronte politico durante il caotico periodo di transizione.
Le informazioni indicano anche che Bradaran, mentre risiedeva negli Stati Uniti, ha ricevuto indicazioni dirette da Adam Lovinger, un ufficiale dell'intelligence del Dipartimento della Difesa statunitense che in precedenza aveva partecipato alla stesura della costituzione irachena ed è considerato una delle figure più importanti coinvolte nella campagna di "massima pressione" contro l'Iran. Dopo aver finalizzato la bozza di costituzione, l'organizzazione ha compiuto un passo senza precedenti: ha annunciato pubblicamente i canali di comunicazione con l'entità sionista e ha organizzato visite e incontri con funzionari sionisti per discutere scenari per il rovesciamento del regime iraniano. Secondo quanto riportato, Reza Pahlavi ha partecipato a queste attività ed è stato preparato un documento strategico completo, considerato una tabella di marcia per l'operazione. L'attuazione era prevista tra il 2025 e l'inizio del 2026, parallelamente agli sforzi per ottenere il riconoscimento internazionale di un governo alternativo di opposizione.
Sul fronte mediatico, è stato stanziato un budget di circa 500.000 dollari per istituire quello che è stato definito un "cyber esercito", volto a distorcere l'immagine della Repubblica Islamica e a influenzare l'opinione pubblica sia a livello nazionale che internazionale. Questo è stato accompagnato da sforzi politici e mediatici per coltivare relazioni con funzionari americani e sionisti noti per le loro posizioni ostili nei confronti dell'Iran.
Secondo fonti di sicurezza, questi piani non hanno raggiunto la fase finale. Le attività dell'organizzazione e i movimenti dei suoi membri sono stati attentamente monitorati fin dalle prime fasi, nell'ambito di una strategia volta a scoprire l'intera rete piuttosto che a disattivarla parzialmente. Si stima che la fase successiva rivelerà ulteriori informazioni di grande importanza.
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Hussein Murtada (Al-Binaa)
Recenti dati sulla sicurezza rivelano il fallimento di quella che è stata soprannominata "Operazione Re", un progetto di opposizione su larga scala in fase di sviluppo da diversi anni con l'obiettivo di plasmare l'era post-Repubblica Islamica in Iran, sostenuto e diretto dall'estero. Le informazioni indicano che i servizi di sicurezza iraniani sono stati in grado di rilevare questo progetto fin dalle sue prime fasi, consentendo loro di tracciarne le fila e scoprirne le reti prima che raggiungesse la fase di attuazione.
In prima linea in questa operazione c'è una donna di nome Nazanin Bradaran, laureata in giurisprudenza e conosciuta negli ambienti organizzativi con diversi alias, tra cui "Raha" e "Barham". Secondo i dati, Bradaran ha svolto un ruolo fondamentale nella formazione della struttura politica del progetto, in quanto responsabile della stesura di una costituzione per l'era post-regime. Questa costituzione avrebbe dovuto essere presentata in seguito come fronte politico durante il caotico periodo di transizione.
Le informazioni indicano anche che Bradaran, mentre risiedeva negli Stati Uniti, ha ricevuto indicazioni dirette da Adam Lovinger, un ufficiale dell'intelligence del Dipartimento della Difesa statunitense che in precedenza aveva partecipato alla stesura della costituzione irachena ed è considerato una delle figure più importanti coinvolte nella campagna di "massima pressione" contro l'Iran. Dopo aver finalizzato la bozza di costituzione, l'organizzazione ha compiuto un passo senza precedenti: ha annunciato pubblicamente i canali di comunicazione con l'entità sionista e ha organizzato visite e incontri con funzionari sionisti per discutere scenari per il rovesciamento del regime iraniano. Secondo quanto riportato, Reza Pahlavi ha partecipato a queste attività ed è stato preparato un documento strategico completo, considerato una tabella di marcia per l'operazione. L'attuazione era prevista tra il 2025 e l'inizio del 2026, parallelamente agli sforzi per ottenere il riconoscimento internazionale di un governo alternativo di opposizione.
Sul fronte mediatico, è stato stanziato un budget di circa 500.000 dollari per istituire quello che è stato definito un "cyber esercito", volto a distorcere l'immagine della Repubblica Islamica e a influenzare l'opinione pubblica sia a livello nazionale che internazionale. Questo è stato accompagnato da sforzi politici e mediatici per coltivare relazioni con funzionari americani e sionisti noti per le loro posizioni ostili nei confronti dell'Iran.
Secondo fonti di sicurezza, questi piani non hanno raggiunto la fase finale. Le attività dell'organizzazione e i movimenti dei suoi membri sono stati attentamente monitorati fin dalle prime fasi, nell'ambito di una strategia volta a scoprire l'intera rete piuttosto che a disattivarla parzialmente. Si stima che la fase successiva rivelerà ulteriori informazioni di grande importanza.
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Forwarded from Giuseppe Salamone
Se fosse stato Hamas a uccidere 11 israeliani o se tutto ciò fosse successo adesso in Iran, a quest'ora avremmo le edizioni straordinarie.
Altri tre giornalisti sono stati appena uccisi dallo Stato terrorista di israele: Mohammed Qeshta, Abd al-Rauf Shaath e Anas Gneim.
Lavoravano per il Comitato egiziano per gli aiuti a Gaza e quando sono stati ammazzati, colpiti da un raid dell'esercito "più morale del mondo", stavano filmando un accampamento allestito nella zona di al-Zahra, nella Striscia di Gaza.
Solo oggi israele ha ammazzato 11 Palestinesi, tra cui tre persone della stessa famiglia compreso un bambino. Ma queste morti non fanno notizia, non creano indignazione. Mica sono come quei morti che come sciacalli li usano per portare avanti una propaganda guerrafondaia e ipocrita...
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Altri tre giornalisti sono stati appena uccisi dallo Stato terrorista di israele: Mohammed Qeshta, Abd al-Rauf Shaath e Anas Gneim.
Lavoravano per il Comitato egiziano per gli aiuti a Gaza e quando sono stati ammazzati, colpiti da un raid dell'esercito "più morale del mondo", stavano filmando un accampamento allestito nella zona di al-Zahra, nella Striscia di Gaza.
Solo oggi israele ha ammazzato 11 Palestinesi, tra cui tre persone della stessa famiglia compreso un bambino. Ma queste morti non fanno notizia, non creano indignazione. Mica sono come quei morti che come sciacalli li usano per portare avanti una propaganda guerrafondaia e ipocrita...
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Iran, gruppo separatista curdo confessa: "Abbiamo ucciso civili e poliziotti durante proteste per destabilizzare Paese e favorire regime-change".
Secondo Teheran e fonti regionali, gruppi curdi armati e intelligence straniere come CIA, Mossad e MI6, avrebbero sfruttato le proteste per destabilizzare l’Iran e favorire un cambio di regime
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/764112/iran-gruppo-separatista-curdo-confessa-abbiamo-ucciso-civili-e-poliziotti-durante-proteste-per-destabilizzare-paese-e-favorire-regime-change.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwVERDUAPd2l5leHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR72l8ndbeSJy0sacsisdMN4EU67X57V79Nox9LZ_niGydar_2-W6OuP3smtMg_aem_QQvT9-SuDFxQ30fN4E3ztg
Secondo Teheran e fonti regionali, gruppi curdi armati e intelligence straniere come CIA, Mossad e MI6, avrebbero sfruttato le proteste per destabilizzare l’Iran e favorire un cambio di regime
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/764112/iran-gruppo-separatista-curdo-confessa-abbiamo-ucciso-civili-e-poliziotti-durante-proteste-per-destabilizzare-paese-e-favorire-regime-change.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook&fbclid=IwVERDUAPd2l5leHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR72l8ndbeSJy0sacsisdMN4EU67X57V79Nox9LZ_niGydar_2-W6OuP3smtMg_aem_QQvT9-SuDFxQ30fN4E3ztg
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Forwarded from byebyeunclesam
Il boicottaggio internazionale contro il regime sionista produce risultati e sferra un duro colpo all’economia agricola israeliana, ormai vicina al collasso. A renderlo noto è l’emittente televisiva israeliana Kan 11 che, in un report, documenta il crollo delle esportazioni di frutta, in particolare verso i mercati europei.
“Non vogliono i nostri prodotti - ha dichiarato un agricoltore nel documentario – e in Europa ci contattano solo nel caso in cui non ci siano alternative altrove, altrimenti ci evitano”.
Il boicottaggio dei prodotti israeliani come forma di protesta per il genocidio a Gaza non porta però gli israeliani a prendere consapevolezza sulle azioni del regime sionista ma, anzi, alimenta l’odio verso i palestinesi e il disprezzo verso tutti coloro che non sostengono Israele. Secondo un sondaggio dello scorso anno condotto dall’Università Ebraica di Gerusalemme, il 64% della popolazione ritiene che “non ci siano persone innocenti a Gaza”.
Ma ciò che sta effettivamente subendo un duro colpo in Israele non è un settore economico o l'altro, quanto piuttosto il marchio israeliano, che potrebbe non riprendersi.
A complicare ulteriormente la situazione c'è il blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi dello Yemen. Nonostante un accordo con gli Stati Uniti del maggio 2025, le interruzioni persistono, costringendo le spedizioni a deviare le rotte intorno all'Africa, con un ritardo di oltre 100 giorni nelle consegne, un aumento dei costi e un degrado della qualità delle esportazioni verso i mercati asiatici, che in precedenza assorbivano gran parte del surplus di frutta di Israele.
Secondo il report della tv israeliana con i racconti degli agricoltori, se fino a qualche anno fa gli agrumi, i manghi, le famose arance di Giaffa e altri prodotti agricoli erano esportati in tutto il mondo, ora restano, in migliaia di tonnellate, sugli alberi o a marcire in terra. Eppure gli intervistati affermano che preferiscono vedere i raccolti andare distrutti piuttosto che considerare l’idea di venderli a Gaza.
(Fonte: https://www.instagram.com/p/DTxRAunCIme/)
“Non vogliono i nostri prodotti - ha dichiarato un agricoltore nel documentario – e in Europa ci contattano solo nel caso in cui non ci siano alternative altrove, altrimenti ci evitano”.
Il boicottaggio dei prodotti israeliani come forma di protesta per il genocidio a Gaza non porta però gli israeliani a prendere consapevolezza sulle azioni del regime sionista ma, anzi, alimenta l’odio verso i palestinesi e il disprezzo verso tutti coloro che non sostengono Israele. Secondo un sondaggio dello scorso anno condotto dall’Università Ebraica di Gerusalemme, il 64% della popolazione ritiene che “non ci siano persone innocenti a Gaza”.
Ma ciò che sta effettivamente subendo un duro colpo in Israele non è un settore economico o l'altro, quanto piuttosto il marchio israeliano, che potrebbe non riprendersi.
A complicare ulteriormente la situazione c'è il blocco del Mar Rosso da parte degli Houthi dello Yemen. Nonostante un accordo con gli Stati Uniti del maggio 2025, le interruzioni persistono, costringendo le spedizioni a deviare le rotte intorno all'Africa, con un ritardo di oltre 100 giorni nelle consegne, un aumento dei costi e un degrado della qualità delle esportazioni verso i mercati asiatici, che in precedenza assorbivano gran parte del surplus di frutta di Israele.
Secondo il report della tv israeliana con i racconti degli agricoltori, se fino a qualche anno fa gli agrumi, i manghi, le famose arance di Giaffa e altri prodotti agricoli erano esportati in tutto il mondo, ora restano, in migliaia di tonnellate, sugli alberi o a marcire in terra. Eppure gli intervistati affermano che preferiscono vedere i raccolti andare distrutti piuttosto che considerare l’idea di venderli a Gaza.
(Fonte: https://www.instagram.com/p/DTxRAunCIme/)
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@globalmovementtogazaitalia
Il boicottaggio internazionale contro il regime sionista produce risultati e sferra un duro colpo all’economia agricola israeliana, ormai vicina al collasso. A renderlo noto è l’emittente televisiva israeliana Kan 11 che, in un report, documenta il crollo…
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Forwarded from Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario
Circa 4.000 iraniani sono stati martirizzati dalle azioni israeliane e americane nel periodo successivo alla Tempesta di al-Aqsa, tra cui alti comandanti, élite e leader. Queste vittime includono l'attacco all'ambasciata di Damasco, l'attacco alle strutture dei Guardiani della Rivoluzione, la guerra del 12 giugno, le attuali rivolte dei Pahlavi, il Porto Shahid Rajai e anche l'attacco al Presidente Raisi.
Eppure vengono a chiedere cosa abbia fatto l'Iran...
[Enemy Watch]
🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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