Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Oggi in piazza della Scala a Milano c'erano i seguaci del figlio dell'ex scià Pahlavi insieme appassionatamente ai sostenitori dei sionisti che stanno commettendo un genocidio da 2 anni in diretta mondiale...
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In queste settimane sull’Iran sentiamo quasi solo una narrazione:
quella dei “salvatori”, delle élite corrotte e dei popoli da redimere.

Questa testimonianza di un’amica ricercatrice iraniana, Minoo Mirshahvalad, racconta un’altra faccia della storia:
il peso delle sanzioni, della guerra mediatica, dei progetti di destabilizzazione travestiti da rinascita democratica.

Criticare un regime non significa accettare il colonialismo geopolitico come alternativa.
L’autodeterminazione dei popoli non passa dai bombardieri né dai protetti di Tel Aviv.

Brahim B.
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La risposta di Seyed Mohammad Marandi, docente all'Università di Teheran, già consigliere della squadra negoziale sul nucleare del governo Raisi, alle ultime minacce del senatore statunitense e ultrasionista Lindsey Graham contro l'Iran:

"La Repubblica Islamica dell'Iran e la Palestina esisteranno ancora a lungo dopo che i vermi avranno ripulito le tue ossa nella tomba e tu sarai stato inviato a iniziare la dannazione eterna, vecchia strega genocida".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Alì Alizadeh, analista iraniano di base a Londra:

"A livello internazionale, gli eventi in Iran non hanno suscitato nell'opinione pubblica nemmeno un decimo della simpatia suscitata dagli eventi dell'autunno del 2022. Sapete perché? Perché il 7 ottobre ha aperto gli occhi al mondo. Perché hanno assistito al genocidio. Perché sanno che in questa Asia occidentale c'è un solo governo che uccide bambini e che il mondo deve fermare, e il suo nome è Israele".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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L'IRAN E LA SORDIDA COMMEDIA SIONISTA DELLO SCIÀ

ilsimplicissimus - 11 gennaio 2026

Il modus operandi è sempre quello, ormai codificato: prima si mettono sanzioni del tutto unilaterali e illegali a un Paese che si vuole dominare, dicendo che è uno Stato canaglia con i più vari e talvolta grotteschi pretesti e si aspetta che il degrado dell'economia, susciti malumore nella popolazione, dopodiché si interviene per fare degli oppositori più radicali, un nucleo estremista, sostanzialmente estraneo al sistema politico, che possa agire come forza d'urto per un Cambio di Regime e di fatto agli ordini dei servizi segreti occidentali. Talvolta, anzi quasi sempre, tali gruppi contengono anche forze terroriste armate, all'occasione rafforzate dall'esterno. Politicamente rappresentano poco o nulla, ma in compenso riescono a mantenere rovente l'atmosfera. A tutto questo si accompagnano campagne di stampa che deformano le realtà dei Paesi nel mirino e ingrandiscono gli eventi, dando l'impressione di rivolte popolari laddove al contrario si tratta di eventi del tutto guidati dall'esterno, completamente al di fuori delle prospettive interne e spesso di modesta entità. Adesso la stessa intelligenza artificiale permette di creare immagini e video di rivolte in luoghi in cui non si sono mai verificate.

È per questo che in Iran ogni due anni si accendono "rivolte" praticamente gestite dai servizi segreti occidentali e dal Mossad, ma formate da poche decine di migliaia di persone, però ben organizzate e dirette, pronte a sfruttare qualsiasi occasione e qualsiasi crisi interna nel tentativo di mettere al potere un burattino dell'Occidente. Ma l'ultimo tentativo di Cambio di Regime in corso da Natale e sviluppatosi attorno ai malumori popolari per l'inflazione, presenta alcune novità. La prima è che gli USA non fanno nemmeno più finta di non essere al centro di questi accadimenti. Il portavoce non ufficiale della Cia, David Ignatius, scrive sul Washington Post : "la questione più difficile per Washington è se introdurre clandestinamente i terminali Starlink per invertire l'oscuramento di internet imposto da Teheran venerdì. L'amministrazione Biden ha valutato questa strategia durante le proteste del 2022 e del 2023, ma ha deciso di non farlo, temendo che avrebbe messo a rischio cruciali rotte di contrabbando utilizzate dalla CIA e dai servizi segreti israeliani. Forse questa volta, i benefici superano i costi". Si tratta dell'ammissione che quei terminali sono già lì e servono per coordinare la cosiddetta rivolta. Nel frattempo, la Russia ha sviluppato apparecchiature che consentono di rilevare i terminali Active Starling dall'alto. L'Iran ha già ricevuto alcuni di questi sistemi e presto ne produrrà in quantità sufficienti per coprire tutte le sue città.

Il secondo elemento, molto significativo, è che in questa occasione è stato presentato una specie di candidato alla successione e si tratta nientemeno di Reza Palavi, figlio dello Scià detronizzato nel 1979, proprio quello così caro alle shampiste per le sue avventure galanti e così odiato per i suoi torturatori. Lo Scià fu un'invenzione dei servizi segreti inglesi che misero sul trono il Generale Reza Shah Palavi nel 1925, per mantenere la presa del petrolio ed evitare l'influsso della confinante Unione Sovietica; poi insediarono nel 1941 il figlio ventiduenne che di fatto è stato il dittatore assoluto del Paese per 38 anni. E adesso tocca al figlio del figlio che rappresenta appieno le vere intenzioni occidentali, nella sua assoluta nullità. Il tutto oggi è sponsorizzato dal governo Sionista di Tel Israele. Come riportato nell'ottobre dello scorso anno da Haaretz, una delle più importanti testate israeliane: "All'inizio del 2023, Reza Pahlavi ha effettuato la sua prima visita ufficiale in Israele. Alla domanda sulle reazioni alla sua visita in un Paese, acerrimo nemico dell'Iran, ha affermato che le reazioni sono state ampiamente positive. Ha anche rimandato i giornalisti ai suoi profili sui social media.
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Non fidarti solo della mia parola, cerca sui social media, su Twitter, Instagram, su qualsiasi piattaforma".

Una risposta significativa visto che lo stesso Haaretz fece notare che era in corso una campagna di influenza digitale su larga scala in lingua persiana, gestita da Israele e finanziata da un ente privato che riceve sostegno governativo. La campagna promuoveva e promuove l'immagine pubblica di Palavi e amplifica le richieste di ripristino della monarchia. La campagna si basa su "avatar", falsi profili che si spacciano per cittadini iraniani sui social media. Sono stati scoperti per la prima volta da ricercatori di social media in Israele e all'estero.

Insomma uno scenario di cartapesta, completamente costruito ad hoc, per cercare di destabilizzare l'Iran. Ma il Paese è abitato da oltre 90 milioni di persone la maggioranza delle quali appoggiano il governo e non saranno poche migliaia di adolescenti o pochi gruppi armati, messi fino a pochi anni fa, nell'elenco delle formazioni terroriste, a rimettere sul trono un Palavi, ma al massimo possono essere il pretesto per nuovi bombardamenti. Altro che governo al collasso, come dicono tutti giornaloni. Finisco spiegando la foto del post di apertura che sembra fuori posto, ma che si inserisce perfettamente in questo contesto: vediamo Ursula von eccetera che saluta il terrorista Al Jolani portando la mano sul cuore orgogliosa del fatto che questo jihadista stia facendo strage di Alawiti, Cristiani e Curdi. Proprio, come si diceva un tempo nella bassa, la merda che si rivolta nel badile.

Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2026/01/11/l-iran-e-la-sordida-commedia-sionista-dello-scia/?
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Le cifre dei morti della repressione iraniana sciorinate in questi giorni e prese per buone senza nessun conferme ufficiali né vaglio critico , dalla stampa nostrana vengono dall'Agenzia di Stampa degli Attivisti per i Diritti Umani (HRANA), ong registrata negli Stati Uniti e direttamente sostenuta dalla Ned (NED) . Il National Endowment for Democracy (NED) agisce al soldo del governo degli Stati Uniti. Da tempo si impegna a sovvertire il potere statale in altri Paesi, intromettendosi negli affari interni, fomentando divisioni e scontri, fuorviando l'opinione pubblica e conducendo infiltrazioni ideologiche e non solo , il tutto con il pretesto di promuovere la democrazia.
Giornalisti seri e imparziali nel Paese potrebbero arrivare a queste stesse conclusioni con delle semplici ricerche online e porsi quanto meno dei dubbi prima di prendere per verità assolute cifre e numeri riportati.

https://www.irb-cisr.gc.ca/fr/renseignements-pays/rdi/Pages/index.aspx?doc=459016&pls=1

Francesco Fustaneo
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Il Ministro del Patrimonio israeliano Amichai Eliyahu ha rivelato che agenti israeliani sono attualmente attivi in ​​Iran.

In un'intervista alla radio dell'esercito israeliano, Eliyahu ha parlato delle operazioni israeliane in Iran dell'ultimo anno e ha affermato che le attività sono in corso, secondo il quotidiano Israel Hayom.

Ha affermato: "Quando abbiamo attaccato l'Iran l'anno scorso, eravamo sul loro territorio e sapevamo come preparare il terreno per l'attacco. Posso assicurarvi che i nostri uomini stanno lavorando lì proprio ora".

Fonte qui: https://www.middleeastmonitor.com/20260109-israeli-minister-reveals-our-agents-are-operating-in-iran-now/
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Volevo scrivere giusto 2 cose sull’Iran, ma non tanto sulla situazione in sé, che per me è già abbastanza chiara, quanto sul circo mediatico che le gira attorno :
notizie false, semplificazioni imbarazzanti e il solito riciclo, trito e ritrito, di luoghi comuni buoni solo per salotti occidentali…

Il tutto condito da “analisi” fatte un tanto al kilo e da vecchie interviste riesumate come reliquie, tipo quella della Fallaci, come se fossero verità rivelate eterne e non il prodotto della solita, banale e prevedibile propaganda occidentale, per altro la stessa di 20/30 anni fa.

Ovviamente, l’Iran non è una caricatura di Stato , non è una barzelletta come può esserlo quell’entità illegale “israele”, non è un mostro che certa stampa ama raccontare.
E’ un paese complesso, con contraddizioni interne, conflitti politici, infiltrazioni e con una storia plurimillenaria e una società civile che viene sistematicamente cancellata dalla narrazione occidentale perché così fa comodo a chi ha tutto l’interesse di destabilizzare il paese per impiantare un governo fantoccio, uno schema già visto altrove, come ultimo esempio abbiamo la Siria, un altro Paese meraviglioso e complesso, destabilizzato dalle mire espansioniste di Turchia e “israele”, il cui capo del governo ora è semplicemente il numero 2 di Al Qaeda, benchè abbiano anche provato a ripulirlo e a dargli una nuova immagine.

la cosa che mi fa più schifo sono i sedicenti “filo palestinesi” , famosi e non famosi, che si agganciano a questa narrazione, finendo di attaccare l’unico paese che ha avuto il coraggio di rispondere per le rime alla prepotenza sionista. Un capolavoro di incoerenza politica!

Il problema non è ciriticare un governo (anche se mi piacerebbe vedere chiunque di questi criticoni vivere in un paese sottoposto a pesanti sanzioni da parte dell’occidente), ma è che la maggior parte di questa gente che critica, lo fa sulla base di FALSITà messe in giro dalla propaganda, infantilizzando una realtà complessa (un paese così ricco di storia e cultura che conta 90 -NOVANTA!!!- milioni di persone) di cui non si ha la benchè minima volontà di approfondire, lo fa spacciando pregiudizi e bugie come “analisi geopolitiche” .

Del resto, si sa che è più facile ripetere slogan come i pappagalli male ammaestrati, che studiare e pensare. E si vede.

IF
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Forwarded from L'AntiDiplomatico
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"Le forze di sicurezza iraniane hanno attaccato oggi a Teheran dei manifestanti pacifici, ferendone decine e arrestandone molti altri.

Oh, aspetta, no, questa è la polizia statunitense nel Michigan, perché non si può dire "Palestina libera". "

Daniel Lambert
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Filmati della marcia odierna del popolo iraniano nella capitale, Teheran.

🇮🇷 Sayyed Ali Khamenei: "Il grande popolo iraniano ha dimostrato la propria fiducia in se stesso, la determinazione e l'identità di fronte ai nemici; questo è un avvertimento ai politici americani perché pongano fine al loro inganno e non scommettano su mercenari traditori".

RNN
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La foto è di quelle adatte per divenire virali al momento giusto. Simbolica , provocatoria e con una ragazza carina, utile mentre incombe una campagna mediatica contro l’Iran e mentre ci sono proteste ed è nell’aria un attacco militare esterno: pertanto , testate ufficiali che pubblicano a manetta. Il tutto mentre i fact checker evidentemente sono in ferie.
Peccato che non sia stata scattata in Iran e nemmeno di recente, peraltro: la posizione è stata confermata essere quella di un'area di parcheggio vicino alla Biblioteca Pubblica di Oak Ridges a Richmond Hill, Ontario , Canada.
La donna nella foto virale ha un account denominato Morticia Addams, un'attivista e commentatrice online conosciuta con lo pseudonimo @melianouss su X ( link a seguire ) dove si è costruita un seguito considerevole attraverso post politici provocatori e basati su meme. I suoi contenuti sono nettamente anti-Repubblica Islamica e deliberatamente provocatori, spesso utilizzando immagini scioccanti e un linguaggio incendiario per attirare l'attenzione sulle sue opinioni.
La ricostruzione è la verifica dei fatti sono state fatte da una testata indipendente indiana ( link sotto per approfondire )

https://thechenabtimes.com/2026/01/11/fact-check-viral-image-of-woman-lighting-cigarette-with-photo-of-irans-supreme-leader-did-not-originate-in-iran/?amp=1

https://x.com/melianouss?lang=it

Francesco Fustaneo
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Contro l'Iran, l'UE ritrova la sua determinazione e la necessità delle sanzioni.

Mentre sul genocidio a Gaza continuano a far finta di non vedere, anzi, di sostenere gli aguzzini del popolo palestinese.

Maledetti guerrafondai!
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la ragazza che state esaltando come drogati in preda a visioni vive comodamente in Canada, il suo profilo X è pieno di post suprematisti e razzisti, è una sionista e sostiene apertamente il genocidio, nega l'esistenza del Popolo Palestinese, si definisce letteralmente "pu§§ana di Netanyahu"

Ma poi dopo Libia, Serbia, Afghanistan, Iraq, Siria, Libano, Gaza... di cosa cazzo avete esattamente bisogno per 'interpretare' le esportazioni di democrazia dell'asse USraeliano?
lo schema sempre lo stesso: sanzioni devastanti per anni a mettere in ginocchio il paese, destabilizzazione della società, infiltrazioni di Mossad e CIA e al momento giusto la macchina della propaganda a 1000.

l'apice della demenza però lo raggiungono le persone che denunciano il genocidio a Gaza e contemporaneamente sostengono netanyahu e trump nel loro 'disinteressatissimo' piano di prendersi l'Iran. la parola demenza contiene DEM... coincidenze?

PS: no, la foto NON è del 2022.

Andrea V.
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"La scommessa del Mossad su Reza Pahlavi come strumento per rovesciare il potere in Iran ha dimostrato solo una cosa: l'intelligence israeliana ha dimostrato una sorprendente stupidità e una totale mancanza di buon senso."
Mohammad Manzarpour, ex redattore persiano della BBC...

Altro 🔻

https://www.press-gr.com/2026/01/blog-post_754.html?fbclid=IwdGRjcAPS4jpjbGNrA9LiF2V4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHiITx3-Qcf_PMvCyXhAuh45nzhVDIi12nq5lEqCUzJdXWEdPN2qM-mX6f20t_aem_aKxRv_OQNupyU6Si9ziSGg&m=1
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Forwarded from Giuseppe Salamone
La settimana scorsa il consiglio direttivo dell'Adelaide Festival, ovvero “La settimana degli scrittori”, che si svolge ogni anno in Australia, aveva deciso di revocare l'invito all'autrice palestinese-australiana Randa Abdel-Fattah dopo quanto successo a Bondi Beach.

Cosa c'entrasse l'autrice con l'attacco terroristico di Bondi Beach non è dato saperlo. Incredibile!

In ogni caso c'è stata una sollevazione di protesta e boicottaggio enorme: oltre 180 tra scrittori, relatori e autori hanno deciso di boicottare e quindi di ritirarsi in segno di protesta per questa esclusione davvero senza alcun senso.

Addirittura anche tutto il consiglio direttivo è stato costretto alle dimissioni, portando all'annullamento dell'evento. Un gesto straordinario e una presa posizione fortissima, oltre che sacrosanta. Ovviamente, qui in Italia, di tutto ciò non se ne sa nulla.

Secondo voi se avessero escluso un'autrice israeliana ci sarebbe stato tutto questo silenzio?

Iscriviti qui👇 https://t.me/+k54SQLGeM1o2MGM0
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« Domenica ci ha lasciato il nostro carissimo fratello e amico Dirar, che sognava sempre di tornare alla sua amata Palestina. Ha tanto lavorato e raccolto materiale sulla Palestina da diventare per tutti noi un riferimento. Oggi è un giorno triste per noi Palestinesi a Milano per questa enorme perdita ma anche per chi lo conosceva. Perdita di una persona così rara da trovare. Ciao Dirar... riposa in Pace . »

Daud
بسم الله الرحمن الرحيم. اليوم انتقل الى رحمه الله الاخ والصديق العزيز ضرار طافش. انا لله وانا اليه راجعون ،اللهم احسن خاتمته واجعل مثواه الجنه.

Questo era Dirar, intervistato dall'avvocato Giannangeli ❤️

https://youtu.be/EJTWHzlw3Gs?si=4rRmZ5OygMTMifkK
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IMPORTANTE :
comunicato stampa collegio difensivo arrestati ABSPP (Hannoun e altri) MATERIALI DI INTELLIGENCE MILITARE NON POSSONO FONDARE PROCEDIMENTI PENALI

L’AULA DI GIUSTIZIA NON È UN CAMPO DI BATTAGLIA

COMUNICATO STAMPA 12.1.2026

VERSIONE ITALIANA (ENGLISH VERSION BELOW)

La udienza al Tribunale del riesame per la scarcerazione si terrà al Tribunale di Genova venerdì 16.1 dalle 9. L’esito potrebbe anche essere comunicato in serata.

**

I sottoscritti difensori dei coinvolti nel procedimento per asserito finanziamento del terrorismo in corso a Genova ritengono doveroso intervenire pubblicamente per denunciare una grave torsione dei principi dello Stato di diritto, della cooperazione penale internazionale e delle garanzie fondamentali del processo penale, a partire dalla presunzione di innocenza, ancora una volta apertamente violata.

L’iniziativa giudiziaria in atto sul presunto finanziamento del terrorismo non riguarda condotte penalmente accertate, bensì la trasmissione e circolazione di informazioni acquisite in uno scenario di guerra, provenienti da un contesto di conflitto armato in corso e prodotte da apparati di sicurezza stranieri.

Va chiarito con assoluta nettezza: non si tratta di prove giudiziarie, ma di materiale di intelligence. Informazioni non validate, non sottoposte a controllo giurisdizionale, prive di contraddittorio e delle garanzie minime di attendibilità richieste in uno Stato di diritto.

È un dato incontestabile che lo Stato di Israele rifiuta sistematicamente di sottoporsi alle regole della giustizia penale internazionale, sottraendosi persino alla giurisdizione della Corte penale internazionale anche a fronte di gravissime e documentate ipotesi di crimini internazionali. È dunque giuridicamente e politicamente inaccettabile che lo stesso Stato pretenda, al tempo stesso, di strumentalizzare i meccanismi di cooperazione penale internazionale per esportare all’estero ipotesi investigative unilaterali, non verificate e funzionali a un conflitto armato in corso.

Nessun giudice israeliano ha mai convalidato le ipotesi investigative oggi richiamate. Esse restano integralmente appannaggio dei servizi di sicurezza, che operano sotto il diretto controllo dell’esecutivo e all’interno di una logica dichiaratamente bellica. Importare tali materiali nel processo penale significa abbattere la distinzione, essenziale in una democrazia, tra guerra e giustizia.

A ciò si aggiunge un dato che non può essere ignorato: procedimenti del tutto analoghi, avviati in passato in diversi tribunali italiani sulla base di presupposti investigativi sovrapponibili, sono già stati archiviati dopo approfondite indagini dalla magistratura italiana, evidenziando l’assenza di elementi penalmente rilevanti e l’inidoneità del materiale informativo trasmesso a sostenere un’accusa in sede giudiziaria.

Riproporre oggi le stesse ipotesi significa perseverare in una logica investigativa che ignora deliberatamente i precedenti giudiziari e svuota di senso il principio di legalità.

È particolarmente grave, inoltre, che la presunzione di innocenza venga sistematicamente calpestata attraverso dichiarazioni pubbliche e narrazioni mediatiche di stampo colpevolista, che anticipano il giudizio e trasformano l’indagine in una condanna, in aperto contrasto con l’articolo 27 della Costituzione, con il diritto europeo e con i principi del giusto processo.

L’utilizzo di informazioni di origine meramente intelligence come fondamento di procedimenti penali interni rappresenta un pericoloso slittamento verso un diritto penale del nemico, in cui categorie e strumenti propri della guerra vengono trasferiti nella giustizia ordinaria, con effetti devastanti sui diritti fondamentali.

Continua giù ⬇️
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(continua da su ⬆️)

Denunciamo infine il rischio concreto di una criminalizzazione indiretta di un’intera comunità, colpita non per fatti penalmente accertati, ma per legami culturali, religiosi e solidaristici con una popolazione coinvolta in un conflitto armato.

La cooperazione penale internazionale non può trasformarsi in un canale di legittimazione di narrazioni di intelligence prodotte da una parte in guerra, né essere piegata a finalità politiche o militari. In assenza di un controllo giudiziario effettivo, indipendente e trasparente sull’origine e sull’affidabilità delle informazioni trasmesse, ogni loro utilizzo in sede penale è giuridicamente fragile e democraticamente pericoloso.

Le difese continueranno a opporsi, in ogni sede, a questa deriva, ribadendo che la giustizia non può essere selettiva, asimmetrica o subordinata alle logiche del conflitto, e che il diritto penale non è — né deve diventare — un’arma di guerra.

I Difensori

(ordine alfabetico per cognome)
• Nicola Canestrini
• Fausto Gianelli
• Elisa Marino
• Gilberto Pagani
• Pier Poli
• Marina Prosperi
• Nabil Ryah
• Dario Rossi
• Flavio Rossi Albertini
• Giuseppe Sambataro
• Fabio Sommovigo
• Emanuele Tambuscio
• Gianluca Vitale
• Samuele Zucchini
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