Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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🖤🇵🇸 Una voce che ha commosso l'Ummah 🇵🇸🖤

Abu Obaida, la voce che tutti abbiamo imparato a conoscere come forza, dignità e resistenza inesorabile.

La hawla wa la quwwata illa billah. 🤲

Abu Obaida non è mai stato solo un portavoce.
Era una voce che portava speranza attraverso l'oscurità, una voce che faceva tremare i cuori anche quando le parole non erano comprese. Molti di noi ascoltavano i suoi discorsi con le nostre famiglie - madri, sorelle, fratelli; attratti non dalla lingua, ma dalla forza, dalla calma e dalla certezza nel suo tono. La sua voce rassicurava i disperati, rafforzava i timorosi e ricordava all'Ummah che la dignità è ancora viva.

Ogni volta che il 7 ottobre viene ricordato, la sua voce echeggia.
Ogni volta che Gaza resiste, le sue parole resistono con essa.

Allah dice nel Corano:

"Non pensate a coloro che vengono uccisi sulla via di Allah come morti. Piuttosto, sono vivi presso il loro Signore, ricevendo provvigione."
- Surah Aal-e-Imran (3:169)

Il contributo di Abu Obaida alla lotta per la Palestina non sarà mai dimenticato. Ha catturato i cuori di milioni di persone in tutto il mondo, persone che aspettavano ansiosamente le sue dichiarazioni, che trovavano forza nella sua calma determinazione, che si sentivano meno soli perché la sua voce esisteva. Se solo lui sapesse quanto lontano i suoi discorsi si sono diffusi... quanti cuori hanno guarito... quante anime hanno risvegliato.

Possa Allah ricompensarlo dieci volte per la sua sincerità, il suo sacrificio e la sua fermezza.
Possa Allah concedere pazienza all'Ummah, conforto ai cuori spezzati e fermezza a coloro che continuano il percorso.

E che sia ricordato, sempre:

Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera. ☝️🇵🇸

RTN
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Comunicato Stampa

Fronte Popolare: La solidarietà con il nostro popolo non è terrorismo, e la repressione degli attivisti in Italia è un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina condanna con la massima fermezza la frenetica campagna repressiva condotta dalle autorità italiane all’alba di sabato, che ha preso di mira nove attivisti e quadri impegnati nella difesa della causa palestinese. Tale campagna ha incluso perquisizioni delle sedi di associazioni di solidarietà e il sequestro di beni e risorse finanziarie con il pretesto infondato del “finanziamento del terrorismo”.

Il Fronte ritiene che questa linea repressiva adottata dal governo di Giorgia Meloni rappresenti un palese allineamento con la guerra di sterminio sionista e una prova definitiva della totale subordinazione di Roma alle imposizioni dell’intelligence sionista.

Affermiamo che l’arresto degli attivisti solidali, basato su informazioni fornite dagli apparati di sicurezza sionisti, costituisce una grave violazione della sovranità italiana e la trasformazione della magistratura in uno strumento esecutivo al servizio dell’agenda dei criminali di guerra Netanyahu e Katz.

I tentativi di criminalizzare il lavoro umanitario e solidale e di classificarlo come “finanziamento di organizzazioni politiche” non sono altro che un’estensione della politica di affamare il nostro popolo, prosciugare le fonti di sostegno morale e materiale e intimidire i movimenti popolari in Europa per dissuaderli dal denunciare i crimini sionisti.

Il Fronte rinnova la sua affermazione che la resistenza all’occupazione, in tutte le sue forme, è un diritto legittimo garantito dalle leggi e convenzioni internazionali, respingendo i tentativi del governo italiano e dell’Unione Europea di capovolgere i fatti etichettando la resistenza come “terrorismo”, mentre il vero terrorismo è quello praticato dall’esercito nemico attraverso massacri quotidiani con il sostegno e l’armamento americano e occidentale.

Invitiamo le comunità palestinesi e le forze progressiste in Europa a lanciare la più ampia campagna di solidarietà e ad intensificare l’azione popolare e legale per fare pressione sul governo italiano affinché rilasci gli attivisti e ponga fine a queste politiche schierate a favore dell’occupazione.

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Dipartimento Centrale dei Media
29 dicembre 2025
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Nel clima pesantissimo in cui l’accusa di terrorismo ormai viene abusata nei titoli di giornali e nelle dichiarazioni dei politicanti, questa intervista è fondamentale.

A parlare è il prof. Alessandro Diddi:
penalista, docente di procedura penale, già promotore di giustizia dello Stato della Città del Vaticano.
Non un opinionista, ma un giurista che conosce a fondo processo, prove e garanzie.

Il punto che chiarisce è semplice e decisivo:
i documenti dell’intelligence non sono prove e l’accusa di terrorismo va dimostrata, non presunta.

Le indagini non sostituiscono il processo.
I sillogismi non sostituiscono le prove.
E la giustizia non può fondarsi su narrazioni politiche.

Un articolo che riporta il dibattito dove dovrebbe stare:
nel diritto, non nella propaganda.

Brahim B.
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Forwarded from CONTRONARRAZIONE
📢🇪🇺🤡—Questa gentaglia para-piddina non è MAI stata dalla parte della Palestina.
Sono sempre stati sionisti liberali, che hanno cavalcato l'indignazione per Gaza per portare avanti il loro scontro interno al campo occidentale tramite la polemica contro "la destra" di Meloni-Trump-Nethaniau.

Il popolo palestinese HA IL DIRITTO di difendersi. Il popolo palestinese HA IL DIRITTO di essere guidato dal partito che preferisce. I palestinesi HANNO IL DIRITTO di sostenere con ogni mezzo la lotta per la liberazione della propria patria dall'occupazione sionista.

Chi non lo riconosce apertamente è soltanto un sionista e un collaborazionista anti-italiano.

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Forwarded from Militant-blog
I DISSOCIATI

Passate le prime ore di silenzioso imbarazzo è cominciata, come ampiamente prevedibile, la corsa alla dissociazione da parte dell'a-sinistra istituzionale. E così, invece di sottolineare come mano a mano che passano le ore il teorema giudiziario che ha portato 9 palestinesi in carcere si dimostri sempre più, per usare un eufemismo, traballante, le pagine dei quotidiani sono state invece riempite dal classico "abbiamo la massima fiducia nella magistratura" fino agli "incontro tanta gente", "l'avrò visto una volta o due", "non posso conoscere tutti quelli con cui faccio le foto", eccetera eccetera.

A vincere il premio "Pavido d'oro 2025", almeno per il momento, è però l'ineffabile duo "Fratoianni&Bonelli". I due, che solo fino a ieri speravano di capitalizzare elettoralmente il movimento di solidarietà con la lotta di liberazione palestinese, oggi sono stati invece costretti a prenderne, imbarazzati, le distanze. Il tutto, ça va sans dire, sempre condito da quel pizzico di suprematismo eurocentrico che li deve aver convinti di sapere prima e meglio dei palestinesi stessi quali dovrebbero essere le forme di lotta da adottare contro l'occupazione e quali organizzazioni la dovrebbero guidare.

Così mentre Bonelli dalle pagine del Corriere annuncia che di candidare Francesca Albanese ora non se ne parla proprio (e pensare che fino a qualche settimana fa era tutto un tirarla per la giacchetta), Fratoianni gli fa eco su Repubblica asserendo: "penso che questa inchiesta sia un bene (sic): utilizzare, per attività terroristiche o militari, i soldi raccolti per il popolo di Gaza è una cosa ignobile perché tradisce sia le tante persone che hanno donato quelle risorse, sia i palestinesi in attesa di aiuti, che sono le prime vittime di chi le bombarda". E ancora: "Faccio notare che proprio l'associazione di Hannoun fu una di quelle che, quando il 7 giugno convocammo la manifestazione per Gaza, non solo non aderì, ma criticò la piattaforma perché troppo moderata". Peccato però che al centrosinista per convocare quella manifestazione di cui il nostro oggi si vanta ci siano voluti prima ben due anni di genocidio e oltre 70mila morti, mentre l'Api di Hannoun insieme alle associazioni a cui allude Fratoianni ne avevano già animate a centinaia in tutta Italia, e da subito.

Bisogna dunque ammettere che se l'intento di questa ennesima caccia alle streghe era quello di screditare il movimento di solidarietà con la Palestina, allora gli inquirenti hanno avuto buon gioco nel fare sponda con l'opportunismo di chi si è dimostrato immediatamente pronto a separare i "buoni" dai "cattivi". Certo è che se questa è "la sinistra del centrosinistra" la Meloni può dormire sonni tranquilli.

PALESTINA VINCERA'
HANNOUN LIBERO!
TUTTI LIBERI!
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Mileikowsky ha incontrato oggi in Florida l'uomo dai capelli arancioni, e i due hanno discusso di Gaza, del disarmo della resistenza - obiettivo metafisico ma sempre in agenda - e di nuovi attacchi all'Iran. Una partita che i due terroristi in pectore vogliono chiudere sfruttando ancora l'islamofobia inculcata nei cervelletti delle masse per decenni.
Ah, dimenticavo. Per raggiungere la Florida , l'aereo del predone polacco ricercato dalla legge internazionale per crimini contro l' umanità deve aver sorvolato un bel po' di spazi aerei, compreso il nostro - il cortile del sionismo, siamo diventati. Impunemente.
Perché la legge non solo non è uguale per tutti. La legge è stata appositamente concepita per i deboli, 'che i forti se la fanno da soli.
Abbiamo avuto modo di capire l'antifona
Nel frattempo, il resto dell'agenda sionista viene portato a termine con discreto successo proprio nel paese che più di ogni altro aveva dato segni di risveglio negli ultimi mesi. Tu vedi il caso, a volte.
Improvvisamente, da israele partono dossier che mirano a stroncare la rete di solidarietà che da un quarto di secolo unisce due sponde del Mediterraneo. In una sponda, la nostra, i figli della diaspora palestinese fanno ciò che farebbe chiunque nella stessa situazione. Sì occupano di sostenere i loro fratelli a Gaza ed in tutti i territori occupati, con progetti di solidarietà, beneficenza e sostegno ai profughi, agli orfani, alle famiglie private di ogni cosa.
Un'attività del tutto legale, monitorata da venticinque anni in ogni suo aspetto, diviene l'occasione servita su un piatto d'argento per reprimere e demonizzare il movimento per Gaza. Per mettere fine al sostegno umanitario verso un popolo che il sionismo ha deciso di far morire d'inedia nel silenzio. Per galvanizzare i complici ed i sodali in ogni ganglio politico e mediatico, per riattizzare quel po' po' di islamofobia che prolifera nei bassifondi, per dare fiato al consueto tribunale di tiktok, con Fragolina86 in veste di giudice e boia.
Ciò che è accaduto ai palestinesi mi lacera l'anima.
La consapevolezza dell'esistenza di una massa informe di utili idioti di ogni regime - vasta e purtroppo assai rumorosa - che inneggia ad un sistema in cui non esiste più certezza di diritto né tutela per nessuno, tantomeno per essi, mi turba profondamente.
Non ne parlo volentieri, preferisco cullarmi nell'illusione che ad un certo punto si autofagocitino, come accade alle cellule difettose, ai corpi apoptotici.
Stendo un velo pietoso, fitto come una coltre, sui finti amici della Palestina, che si sono subito precipitati a prendere le distanze, come volevasi dimostrare, esattamente allo stesso modo in cui accadde nel fatidico ottobre che segna l'inizio della storia del mondo: quelli che amano la povertà dei palestinesi, la miseria dei palestinesi, la morte dei palestinesi ma non la resistenza dei palestinesi e la loro rivendicazione di essere soggetti politici e non oggetti di umanitarismo spicciolo e di un disturbante paternalismo fuori tempo massimo.
Ricordo a costoro che non una delle accuse strumentali fatte da israele è stata mai dimostrata e corroborata da prove chiare, limpide, oggettive, a partire dalle false accuse di "terrorismo" all'UNRWA, che servirono unicamente a tagliare i fondi all'agenzia che continuava a sostenere il diritto al cibo di una popolazione di profughi. Il concetto del "trust me, Bro" con cui bypassano la nozione civile di "prova" è davvero imbarazzante in qualsiasi consesso tranne che nel desolante panorama politico italico.
L'impianto accusatorio si affloscerà su se stesso come un castello di carte. È già accaduto e accadrà ancora e sempre, almeno fino a quando resteranno in vigore la legge internazionale, le convenzioni di Ginevra e il sacrosanto principio del diritto all'autodeterminazione dei popoli
Terrorista a soreta. Mentecatti
#FromTheRiverToTheSea
rossellaahmad
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Forwarded from Giuseppe Salamone
🔴 Vi consiglio di leggere con la massima attenzione questa intervista ad Alessandro Diddì, avvocato, docente di Procedura Penale all'università della Calabria e promotore di Giustizia dello Stato Vaticano. È molto importante quello che dice. Buona lettura!

Iscriviti qui per rimanere sempre aggiornato 👇 https://t.me/+k54SQLGeM1o2MGM0
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Forwarded from Fabio Castellucci
PRENDERE IN MANO,
CIOÈ SOTTO LA NOSTRA DIRETTA INIZIATIVA,
UN PRIMO PEZZETTO DI SOVRANITÀ.


Con OXHY.
APPOGGIARE OXHY.

Perché pochissimi si decidono a FARE?
PERCHÉ...?!?

https://t.me/Evoluzione_OXHY/788

Decidere di impegnarsi,
o NON impegnarsi
per OXHY,
dipende solo da una nostra INDIVIDUALE scelta.

Lamentarsi di tutto...
e lasciarsi sfuggire la occasione di RIPRENDERE IN MANO almeno un pezzettino di SOVRANITÀ INDIVIDUALE ENERGETICA,
è un atteggiamento del tutto illogico...

No?

CONCRETAMENTE appoggiare OXHY.

https://t.me/Evoluzione_OXHY/788
Allerta Handala: un appello per la giustizia e l'unità

"Cari ebrei che state dalla parte giusta della storia,
Proprio come ci consideriamo impegnati a sostenere i bambini innocenti della Palestina, crediamo anche che molti di voi siano intrappolati nella morsa di una delle sette più pericolose della storia, una setta che usa il grande mito dell'antisemitismo per instillare la paura e giustificare ogni azione e crimine in nome della protezione degli ebrei.
State tranquilli che l'unica via reale e duratura per la pace passa attraverso elezioni libere ed eque, con la partecipazione di musulmani, ebrei e cristiani, sotto la supervisione delle Nazioni Unite, in modo che possa essere istituito un governo e un parlamento genuini, basati sul voto del popolo.

Tuttavia, i leader di questa pericolosa setta sionista sanno che se si tenessero tali elezioni, dovrebbero dimettersi dal potere e rispondere delle loro azioni in un tribunale equo. Per questo motivo, non solo rifiutano di consentire elezioni libere, ma cercano anche di preservare il loro potere creando tensione e guerra.

Il Team di Hacking di Handala, mentre ringrazia gli ebrei dalla parte giusta della storia per i vostri messaggi e la vostra fiducia, si impegna a trasferire in sicurezza i nomi e gli indirizzi di coloro che si sono separati da questa setta ai combattenti contro questo regime corrotto, in modo che, in caso di guerra, le vostre vite e le vostre proprietà possano essere protette. Vi preghiamo di rimanere in contatto con noi.

Inoltre, poiché i leader di questa setta non si preoccupano del pane e dell'acqua degli ebrei residenti nella terra, se desiderate realizzare le vostre aspirazioni, rimanete in contatto con noi.

I dettagli di contatto saranno annunciati presto"

Resistance Trench Mirror
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Media is too big
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Milan International Day of Solidarity With Palestine

Laith Marouf & the FPTV crew join residents of Milan, Italy, as tens of thousands of them fill the streets in support of the liberation of Palestine, and an end to the complicity of the Italian government and corporations in the Genocide in Gaza. The team speaks to local organizers from groups like the Giovani Palestinesi https://www.instagram.com/giovanipalestinesi.it, Milano for Palestine, and the logistics workers union S.I. COBAS.

Filmed on: 29/11/2025
Fixer: Evan Katsounis
Camera 1 & Montage: Rabih Ghannam
Camera 2: GK & EK
Donate/Watch/Share elsewhere👇
https://www.FreePalestine.Video
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Forwarded from byebyeunclesam
Proprio ieri Donald Trump, durante l'incontro con Benjamin Netanyahu in Florida , ha detto che sosterrebbe un nuovo attacco israeliano all'Iran se quest'ultimo continuasse il proprio programma missilistico mentre l'ex primo ministro Bennett incitava il popolo iraniano alla rivolta.
E oggi in Iran scoppiano puntualmente delle "proteste contro il carovita"...
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🇮🇱 🇮🇷 Il Mossad chiede che 800.000 iraniani debbano essere uccisi combattendo contro il "regime" in modo che il cambio di regime possa avere luogo

Resistance Trench Mirror
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Trump, che insieme al suo sodale genocida Netanyahu, ha ucciso più di 1.000 iraniani nella guerra di 12 giorni del giugno scorso contro l'Iran, ora mostra preoccupazione per il popolo iraniano...

"Se l'Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, come è loro abitudine, gli Stati Uniti verranno in loro soccorso. Siamo armati e pronti a partire".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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Forwarded from Giubbe Rosse
🔴 SOGNANDO TEHERAN
Blitz News #148 - Nonostante le batoste prese a giugno, e nonostante lo scarso entusiasmo del presidente statunitense, il leader dell'ultima colonia occidentale non demorde, e continua a sognare di rovesciare il regime di Teheran. E le proteste di questi giorni sicuramente ne alimentano le brame.

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DA PALMIRA A CARTAGINE: STORIA DI UNA TERRA MILLENARIA.
Chiabari, Sabato 17 gennaio, h 21

Musica mediorientale tradizionale con i musicisti, Saleh Tawil (voce-oud) e Ashraf Said (darbouka) e le bravissime ballerine Amar Tonia, Francesca Pedretti, Hania Simona.

Questo progetto nasce dal desiderio di raccontare attraverso la musica e la danza, una terra antica e complessa, culla di civiltà, che per secoli hanno dialogato tra loro, lungo le rotte del mediterraneo e del Medio Oriente.

Il concerto vuole anche essere un momento di incontro e consapevolezza in un tempo segnato da conflitti e divisioni, l'arte diventa un mezzo per avvicinarsi ad altre culture, comprenderle e riconoscerne la bellezza e l'umanità.

Per questo il ricavato della serata sarà devoluto a quattro famiglie siriane come segno concreto di solidarietà. Ascoltare questa musica significa fermarsi, aprire l'orecchio e il cuore e lasciarsi guidare da una tradizione che continua a vivere e a parlare ancora oggi.
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L'operazione per la cattura di Maduro è stata condotta dalle forze speciali della divisione “Delta”.

Ha partecipato anche il 160° reggimento aereo speciale.

Maduro “sarà assicurato alla giustizia per i suoi crimini”, ha dichiarato il vice segretario di Stato americano

L'operazione è durata 3 ore e 34 minuti. Il senatore statunitense Mike Lee ha dichiarato che, dopo l'arresto di Nicolas Maduro, gli Stati Uniti non hanno in programma ulteriori azioni in Venezuela. Lo ha affermato dopo un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio.

3 ore ci hanno messo. TRE ORE.
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Forwarded from Giubbe Rosse
🇻🇪 VENEZUELA - Il governo venezuelano non sa dove si trovano il presidente Maduro e la moglie. Lo ha reso noto poco fa la vicepresidente Delcy Rodriguez in un audio alla tv di stato.
Fonti americane sostengono che il Presidente Maduro e la moglie sarebbe stati presi in custodia da forze speciali della Delta Force.

Fonte: CGTN Europe

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Forwarded from Idee&Azione
COMUNICATO
REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA

 
La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, condanna e denuncia alla comunità internazionale l'aggressione militare estremamente grave perpetrata dal governo attuale degli Stati Uniti d'America contro il territorio e la popolazione venezuelani nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e negli stati di Miranda, Aragua e La Guaira. Questo atto costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei suoi articoli 1 e 2, che sanciscono il rispetto della sovranità, della parità giuridica degli Stati e del divieto di uso della forza. Tale aggressione minaccia la pace e la stabilità internazionale, in particolare dell'America Latina e dei Caraibi, e mette a grave rischio la vita di milioni di persone.
 
Lo scopo di questo attacco non è altro che appropriarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei minerali, tentando di infrangere con la forza l'indipendenza politica della Nazione. Non ci riusciranno. Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono fermi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un "cambio di regime", in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti.
 
Dal 1811, il Venezuela ha affrontato e sconfitto gli imperi. Quando nel 1902 le potenze straniere bombardarono le nostre coste, il Presidente Cipriano Castro proclamò: "L'insolente pianta straniera ha profanato il sacro suolo della Patria." Oggi, con la morale di Bolívar, Miranda e dei nostri liberatori, il popolo venezuelano si alza nuovamente per difendere la propria indipendenza contro l'aggressione imperiale.
 
Popolo in strada
 
Il Governo Bolivariano chiama tutte le forze sociali e politiche del Paese ad attivare i piani di mobilitazione e a denunciare questo attacco imperialista. Il popolo del Venezuela e la sua Forza Armata Nazionale Bolivariana, in perfetta fusione popolare-militare-poliziesca, sono schierati per garantire la sovranità e la pace. Contestualmente, la Diplomazia Bolivariana della Pace presenterà le relative denunce al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario Generale di tale organizzazione, alla CELAC e al MNOAL, chiedendo la condanna e la rendizione dei conti del governo statunitense.
 
Il Presidente Nicolás Maduro ha disposto tutti i piani di difesa nazionale per essere implementati nel momento e nelle circostanze appropriate, in stretta conformità con quanto previsto dalla Costituzione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, dalla Legge Organica sugli Stati di Eccezione e dalla Legge Organica sulla Sicurezza della Nazione.
 
In tal senso, il Presidente Nicolás Maduro ha firmato e ordinato l'attuazione del Decreto che dichiara lo stato di Conmoción Exterior in tutto il territorio nazionale, per proteggere i diritti della popolazione, il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e passare immediatamente alla lotta armata. Tutto il Paese deve attivarsi per sconfiggere questa aggressione imperialista.
 
Allo stesso modo, ha ordinato l'immediato dispiegamento del Comando per la Difesa Integrale della Nazione e degli Organi di Direzione per la Difesa Integrale in tutti gli stati e i comuni del Paese.
 
In stretta conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, il Venezuela si riserva il diritto di esercitare la legittima difesa per proteggere il suo popolo, il suo territorio e la sua indipendenza. Convociamo i popoli e i governi dell'America Latina, dei Caraibi e del mondo a mobilitarsi in solidarietà attiva contro questa aggressione imperiale.
 
Come affermato dal Comandante Supremo Hugo Chávez Frías "di fronte a qualsiasi circostanza di nuove difficoltà, di qualsiasi dimensione, la risposta di tutti e di tutte i patrioti... è unità, lotta, battaglia e vittoria".
 
Caracas, 3 gennaio 2025
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