Francesca Quibla
6.28K subscribers
6.97K photos
2.23K videos
29 files
5.09K links
Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
Download Telegram
Tajani IMBARAZZANTE!

Se I palestinesi hanno preso il tricolore italiano non è certo per voi, ma dei milioni di italiani scesi in piazza CONTRO LE VOSTRE POLITICHE COLLABORAZIONISTE DEL GENOCIDIO.
Non ti prendere meriti che non hai! Vergogna!
🔥2912
Il Nobel ad un'altra guappa di cartone.

🔻

Maria Corina Machado, la vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, una volta scrisse al criminale di guerra israeliano Benjamin Netanyahu chiedendo aiuto per rovesciare il legittimo presidente del Venezuela, Nicolás Maduro.

Il Comitato Nobel l'ha lodata “per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici per il popolo venezuelano e per la sua lotta per ottenere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia.”

In realtà, la sua “transizione pacifica” significava interferenze straniere e cambio di regime — la classica ricetta occidentale per distruggere nazioni sovrane sotto la bandiera della democrazia.

Inoltre è proprio una sostenitrice del genocidio a Gaza e fedele allo sionista

Diceva che la lotta del Venezuela è la lotta per «israele»

DDG/RTN
👎376🔥1
File trapelati rivelano un'alleanza militare segreta Israele-Arabi costruita sotto la supervisione degli USA mentre Israele bombardava massicciamente Gaza - The Washington Post

I documenti mostrano che si stavano addestrando segretamente con le forze israeliane da anni, tutto sotto il naso di Washington.

I file rivelano presumibilmente una rete silenziosa che collega Israele con 6 nazioni arabe: Bahrain, Egitto, Giordania, Qatar, Arabia Saudita e UAE, attraverso il "Regional Security Construct" del Comando Centrale USA.

Il gruppo si è incontrato dal 2022 al 2025 per esercitazioni congiunte su difesa aerea, guerra nei tunnel e contrasto all'influenza iraniana.

Gli incontri si sono svolti in luoghi come Bahrain, Egitto e persino la base aerea al-Udeid del Qatar, dove ufficiali israeliani venivano trasportati silenziosamente per evitare indignazione pubblica.

Megatron
🔥15
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Transumanza termine usato per riferirsi agli animale.

Mentana rimane coerente fino alla fine con la deumanizazzione del popolo Palestinese, in linea con la supremazia ebraico-sionista.

Sì dovrebbe aprire un fascicolo anche su di lui all'ordine dei giornalisti
👎35🔥21
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
Il Gaza Skate Team ringrazia il popolo italiano per la solidarietà con dei video in cui si sventola la bandiera italiana insieme a quella palestinese.

Tajani, con l'istinto infallibile di chi riesce a trasformare ogni occasione in una figuraccia internazionale, si attribuisce il merito e scrive un post in cui afferma che il gesto è per ringraziare il governo italiano.

Peccato che da Gaza chiariscano: il grazie era per il popolo che ha manifestato nelle piazze, non per il governo.

Ma Tajani è abituato a confondere la diplomazia con l'autopromozione e le gaffe con atti di politica estera.

Sempre fuori tempo, sempre fuori luogo. Ma con grande convinzione.
Che imbarazzo.

Fonte
https://www.facebook.com/share/r/1CggHDvLks/
👍2916🔥2
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
"Il mondo intero sa che Gaza è la prima linea di difesa per abortire il sogno di Netanyahu di un Grande Israele, siamo gli unici che possono evitare che si prenda Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Iraq, Siria e Libano. Il sogno di Israele si sarebbe avverato se noi Gazawi fossimo andati via.

Riuscite a immaginare che Gaza non si sia arresa nonostante la distruzione subita, non si è arresa, ma è paziente, risoluta ed è una scuola per il mondo intero.
Gaza è una scuola di virilità, fermezza, Sumud e sfida.
Spezzando la volontà (degli occupanti) e la forza d'animo della propria volontà.

Potrebbero aver distrutto le case, ma non hanno raggiunto nessuno dei loro obiettivi.
Tranne che attraverso i negoziati, tranne che attraverso i negoziati!
I negoziati sono l'unico mezzo che ha realizzato i loro desideri.
Inoltre, il popolo resiliente di Gaza non lascerà la terra di Gaza e non accetterà alcuna alternativa a questa terra.
E noi resteremo qui, Se Dio vuole.
Pace su Gaza, con i suoi uomini, giovani, donne, martiri, anziani e la sua terra devastata.
Ho due martiri nella mia famiglia, la mia casa, la mia proprietà, tutto questo non vale nulla in confronto alla dignità dei credenti."

❤️ 🇵🇸
61👍6🔥3
Ennesimo giornalista palestinese ucciso, questa volta dai collaborazionisti al soldo di israele. Per loro, i collaborazionisti, ho solo maledizioni da pronunciare,. Per lui, Saleh, che Dio ti abbia in gloria, e grazie per averci mostrato l'orrore che state subendo dai subumani sionisti, non dimenticheremo e non perdoneremo 🙏🏼

Dal canale ufficiale
Cattura il collaborazionista

Ultim'ora | È appena arrivato all'ospedale Al-Maamadani di Gaza il corpo del martire giornalista Saleh Al-Jaafrawi, che è stato ucciso questa sera dai proiettili degli agenti dell'occupazione mentre copriva l'entità della distruzione causata dall'occupazione nel sud della città di Gaza.

Si segnala che questi agenti avevano aggredito i cittadini che tornavano a Gaza e avevano picchiato alcuni giornalisti, rubando alcune attrezzature tra cui telecamere e telefoni.

Le forze di sicurezza continueranno a operare contro le milizie fuori legge e proteggeranno il nostro popolo da queste bande criminali.

Dio abbia misericordia della voce di Gaza nel mondo... il martire giornalista Saleh Al-Jaafrawi, che è sopravvissuto all'occupazione e all'incitamento di Avichay durante tutta la guerra ed è stato ucciso da questa fazione deviata e aggressiva..

Canale locale Gaza

Gli ultimi messaggi del giornalista martire Saleh Al-Jaafrawi, dopo l'annuncio della cessazione della guerra:

- "Vi serviranno un milione di anni per spezzare la volontà del popolo palestinese, e non ci riuscirete".

- "Molti sono tristi per la situazione e per l'enorme distruzione, e per le decine di migliaia di martiri e le loro famiglie, ma noi siamo un popolo che ama la vita e la merita, e la gente ha iniziato a ricostruire prima che iniziasse la ricostruzione ufficiale".

- "Grazie a ogni persona, entità o popolo, grazie a chiunque abbia sostenuto il nostro popolo, specialmente durante la guerra".
49🔥6
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
VIDEO | "Ci vuole un milione di anni per spezzare la volontà di queste persone... e non la spezzerete."

L'ultimo video del giornalista Saleh al-Jaafarawi, torturato e assassinato oggi da bande di criminali affiliate a "israele" nella città di Gaza.
48
L'esercito di occupazione israeliano ha minacciato i cittadini vicino al checkpoint Ofer a ovest della città di Ramallah, avvertendo le famiglie dei prigionieri di non organizzare riunioni o mostrare segni di gioia e sostegno per i prigionieri che potrebbero essere rilasciati nell'ambito dell'accordo previsto, minacciando di adottare misure punitive contro coloro che violano le istruzioni.
👎18🔥61
La resistenza palestinese ha permesso ai prigionieri israeliani ancora detenuti a Gaza di contattare le loro famiglie poche ore prima della loro prevista liberazione nella prima fase dell'accordo di cessate il fuoco di lunedì.

https://qudsnen.co/palestinian-resistance-allows-israeli-captives-in-gaza-to-contact-families-ahead-of-release/
👍111
A seguito degli sforzi nazionali incarnati nell'accordo raggiunto tra la resistenza palestinese e l'esercito israeliano, Israele ha inizialmente annunciato che il dottor Hussam Abu Safiya, neonatologo, non sarebbe stato liberato come parte dello scambio.

Questa decisione ha suscitato indignazione a livello mondiale, aumentando la pressione su Israele.

Di conseguenza, Israele ha poi dichiarato che la liberazione del dottor Abu Safiya sarebbe stata condizionata: sarebbe stato liberato solo se l'attuale lista di 1.718 prigionieri palestinesi previsti per la liberazione non fosse stata completata integralmente.

QNN
16
Cos'è, c'è arrivato a scoppio ritardato?

Trump frena su Blair e dice che potrebbe NON essere abbastanza "popolare" da aiutare a gestire Gaza nell'ambito dell'accordo di pace

https://www.dailymail.co.uk/news/article-15186795/Trump-Tony-Blair-US-president-PM-Gaza-popular-Israel-peace.html
🔥13👍4
⭕️ La causa dei prigionieri rimarrà una priorità nazionale assoluta per il nostro popolo e la loro resistenza. Il popolo palestinese non si fermerà finché l'ultimo prigioniero non sarà liberato dalle carceri dei nuovi nazisti e l'occupazione non sarà rimossa dalla nostra terra e dai nostri luoghi sacri.

13, Ott
Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+kUoQCMfm8bI1NWE0
23
Forwarded from Francesco Neri
Allora, cancellate l'idea che Israele sia una nazione
Non lo è.
È un covo di criminali di portata mai vista. Una banda di terroristi finanziata e voluta da potentati finanziari globali con risorse quasi illimitate.
Nessuna di queste asserzioni è esagerata, pompata, metaforica. Sono tutte precise, realistiche e provate.
Come ben sappiamo sono dotati di sistemi mediatici, militari, finanziari e relazionali collaudati in due secoli, il tutto finalizzato a progetti assolutamente dissennati, come la distruzione di ogni altra entità che non sia la loro, di ogni altro popolo che non sia il loro, di ogni altra religione che non sia la loro.
Queste non sono ipotesi nè calunnie: lo dicono loro.

Vogliono scagliare i cristiani contro l'islam e viceversa e rimanere unici al potere.
Il guaio qual è?

Che lo stanno facendo.
👍326
HAMAS

In apertura, una premessa: sono marxista, ateo e libertario. Tra me e Hamas c’è dunque un divario ideologico incolmabile. Non spetta a me ripulirne la reputazione e, in ogni caso, non ne avrei né il titolo né l’intenzione. Ma poiché attorno a questo movimento circolano leggende e bufale di ogni sorta, ho provato a scavare.

L’idea che “Israele abbia finanziato Hamas” o addirittura che sia una creatura del Mossad circola anche tra noi sostenitori della causa palestinese. Spesso come slogan, raramente con prove.

La storia. In pillole. Hamas nasce nel fuoco dell’Intifada. Gaza, dicembre 1987. La rabbia esplode contro l’occupazione israeliana. Nelle moschee e nei vicoli si muovono uomini dei Fratelli Musulmani. Da anni gestiscono scuole, ospedali, associazioni di carità. Tra loro c’è lo sceicco Ahmed Yassin: figura carismatica, corpo fragile, volontà ferrea.

Decide che è tempo di passare all’azione. Così nasce Harakat al-Muqawama al-Islamiyya - Movimento di Resistenza Islamica. Hamas. Nel 1988 pubblicano la Carta: religione e politica fusi in un unico progetto. Obiettivo dichiarato: liberare la Palestina storica, distruggere Israele, fondare uno Stato islamico. Orientamento: sunnita.

All’inizio Hamas non è un esercito. È una rete: prediche, assistenza, disciplina morale. Ma l’Intifada trasforma tutto. I giovani scendono in strada. Le pietre diventano simbolo. Hamas cresce nel fango, nei campi profughi, nei comitati popolari. Nel 1992 nasce l’ala armata: le Brigate ʿIzz al-Dīn al-Qassām. La resistenza diventa organizzata, permanente.

Da allora Hamas è due cose insieme: un movimento sociale che dà pane e identità e una forza combattente che colpisce il nemico. Un potere nato dal basso, cresciuto sotto assedio.

2005. Israele si ritira dalla Striscia di Gaza. Non è pace: è un disimpegno calcolato. Le colonie vengono smantellate, l’esercito si ritira, ma il controllo resta: cieli, mare, confini, tutto sotto il pugno di ferro israeliano. Nel vuoto lasciato, Hamas avanza, forte della rete sociale costruita in anni di moschee, assistenza e disciplina. Sullo sfondo, il discredito dell’Autorità Palestinese, dominata da Fatah.

Gennaio 2006. Elezioni legislative. Contro ogni previsione, Hamas vince. Fatah non accetta. L’Occidente resta attonito. Israele taglia i fondi; gli Stati Uniti impongono sanzioni: «Non tratteremo con i terroristi», dicono. Scoppia la crisi. Nelle strade di Gaza si combatte tra palestinesi: fratelli contro fratelli. Fatah viene cacciata. È il 2007. Hamas prende il controllo interno della Striscia.

Da allora Gaza è sotto assedio: blocco via terra, mare e aria. Nessuna via d’uscita. Hamas governa in isolamento; accusata, bombardata, sopravvive. Israele controlla i confini; l’Egitto chiude i varchi. Due milioni e mezzo di persone intrappolate in una prigione a cielo aperto.

Finanziamenti

Per anni lo Stato israeliano ha consentito l’ingresso nella Striscia di Gaza, attraverso i suoi valichi, di ingenti fondi provenienti dal Qatar, destinati ufficialmente al pagamento degli stipendi pubblici e agli aiuti umanitari. Parte di quei fondi sono stati riallocati verso l’ala militare di Hamas.

La ragione è chiara: Tel Aviv sceglie di chiudere un occhio sui flussi di denaro provenienti dal Qatar perché considera utile un Hamas rafforzato, capace di indebolire l’Autorità Palestinese in Cisgiordania e di impedire la formazione di un fronte palestinese compatto, in grado di presentarsi unito al tavolo con Israele. Dividi et impera.

Tuttavia il denaro da solo non costruisce razzi, missili o droni: serve una catena di appoggi tecnici e logistici. Il cuore vero dell’arsenale di Hamas non è nella Striscia né nelle sue casse: è in Teheran. L’Iran finanzia da decenni Hamas con decine di milioni di dollari l’anno; secondo alcuni analisti, la cifra oscillerebbe tra 70 e 100 milioni di dollari annui, solo per il ramo politico-militare.

Continua giù 🔽🔽🔽🔽🔽
14👍7🔥1
Continua da su 🔼🔼🔼🔼🔼

Il generale iraniano Saeed Izadi, fino alla sua presunta uccisione nel 2025, era indicato come responsabile della “Palestine Corps” della Forza Quds dell’IRGC, ramo dedicato al supporto logistico e armiero verso Hamas e la Jihad Islamica Palestinese. In altre parole: è l’Iran la colonna vertebrale della catena dell’armamento.

Il traffico d’armi non passa attraverso canali ufficiali: esplode nel mercato nero, nel contrabbando e nelle reti regionali. Molti convogli partivano da Khartoum, attraversavano il Sudan orientale, entravano in Egitto e poi tramite tunnel nel Sinai giungevano a Gaza. Le forze israeliane hanno colpito diversi convogli in Sudan nel corso degli anni. Broker regionali e hub logistici in Pakistan, Turchia, Libano e Iran sono snodi di approvvigionamento di componenti militari (propellenti, motori, circuiti, esplosivi). Hamas acquista parti, non armi finite, e compone i sistemi nella sua «war-economy» interna.

Produzione dentro Gaza: tunnel, laboratori sotterranei e officine clandestine producono razzi rudimentali, modificano droni commerciali e creano esplosivi da materie prime (fertilizzanti e nitrati) reperibili anche in economia civile.

Finanza parallela: fondi dall’Iran, riciclaggio, società fittizie, criptovalute, investimenti mascherati, Hamas gestisce un portafoglio globale e compie operazioni internazionali per occultare tracce. Il Tesoro USA ha sanzionato decine di facilitatori, società e operatori in Sudan, Turchia, Qatar e Algeria.

L’esito: nessuno Stato vende a Hamas «pacchetti chiavi in mano» sul mercato internazionale. Le armi sono assemblate a mosaico, pezzo per pezzo.

Ricapitoliamo.

Primo: il «silenzio attivo» di Tel Aviv sugli afflussi di denaro dal Qatar nasceva dall’idea che un Hamas forte potesse fungere da «contrappeso» alla leadership dell’Autorità Palestinese in Cisgiordania, ostacolando la formazione di un fronte negoziale palestinese unitario di fronte a Israele.

Secondo: l’Iran ha costruito l’ossatura dell’arsenale, il vero «sponsor armato», il bancomat ideologico e tecnico. Il mercato nero e le officine sotterranee hanno fatto il resto: pezzi, componenti, propellenti e assemblaggi artigianali.

In conclusione: molte delle narrazioni diffuse sulla nascita e la crescita di Hamas sono, semplicemente, fake. Israele non ha creato Hamas, né lo ha finanziato direttamente. Ha però tollerato - e in parte favorito - le condizioni che ne hanno permesso il rafforzamento, per calcolo politico e convenienza strategica. Un nemico dichiarato torna utile: legittima politiche securitarie e misure liberticide.

L’idea di un “Hamas creatura del Mossad” è una semplificazione comoda, che cancella la complessità del quadro: la matrice originaria dei Fratelli Musulmani, l’esplosione della prima Intifada, il vuoto politico lasciato da Fatah, l’intervento iraniano, il denaro del Qatar.

La realtà è più dura e più nuda: Hamas non nasce da un complotto. È un prodotto della storia, dell’assedio, delle divisioni palestinesi e delle ipocrisie israeliane.

Alfredo Facchini
👍295🔥1