Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Il Ministero degli Affari Esteri e degli Espatriati della Giordania ha rilasciato una dichiarazione condannando i riferimenti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu alla visione del "Grande israele", respingendoli come un'escalation seria e provocatoria, una minaccia alla sovranità degli stati e una violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

Il portavoce del ministero, l'Ambasciatore Dr. Sufyan Quda, ha sottolineato: "Queste illusioni assurde riflesse nelle dichiarazioni dei funzionari israeliani non influenzeranno né la Giordania né gli stati arabi, né indeboliranno i diritti legittimi e inalienabili del popolo palestinese."

Ha esortato la "comunità internazionale a prendere misure immediate per fermare le provocatorie azioni e dichiarazioni israeliane che minacciano la stabilità regionale e la pace e sicurezza internazionale."
Al Mayadeen



Arafat l'aveva detto. Gli arabi hanno fatto finta di non sentire.

"Dopo di noi, toccherà a voi." Ma i leader arabi erano troppo occupati a firmare accordi con "israele", a sorridere davanti alle telecamere, a vendere la Palestina per quattro investimenti e un po' di petrolio.

Hanno normalizzato l'occupazione. Hanno legittimato l'apartheid. Hanno seppellito la causa palestinese sotto montagne di ipocrisia, shekel e dollari.

Ora Netanyahu parla apertamente di "Grande israele" . E la Giordania, forse, si sveglia, condanna, si indigna. Ma dov'erano quando Gaza bruciava? Quando i coloni rubavano terra? Quando i bambini morivano? Quando la Nakba diventava routine?

Ora hanno paura. Perché capiscono che il piano non si ferma. Non si accontenta. Non distingue tra palestinesi e giordani, tra libanesi e siriani. Il progetto è chiaro: espandere, dominare, cancellare.

Arafat non era un visionario. Aveva semplicemente provato sulla propria pelle quello che, FORSE, ora inizia a subodorare la Giordania.
La Siria, con la caduta di Assad, è persa. Il Libano sta in mano a dei vermi che hanno intenzione di disarmare l'unica resistenza presente nel paese (hzbl)

Ora, il mondo arabo ha due scelte: reagire o sparire. E il tempo per scegliere è quasi finito.. Anzi, forse è già troppo tardi.
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Forwarded from Enrico Galoppini
Paolo Bellavite, immunologo veronese con cui ci siamo spesso confrontati sulle vaccinazioni infantili e su quelle anticovid è stato nominato nella commissione per le politiche vaccinali dal ministro Schillaci.

Questo ha fatto scatenare una serie di vergognosi attacchi contro Bellavite, al solito definito Novax.

Non si capisce che problemi abbiano gli scienziatih nel confrontarsi nella commissione per le politiche vaccinali con lui. Se sono così sicuri e convinti di quello che dicono, se non hanno i carboni bagnati perché si agitano tanto?

Temono forse che si squarci il velo di menzogne che copre la loro disonestà e malafede nell’asserire come dogma teorie tutt’altro che suffragate da dati inconfutabili?

Pieno sostegno a Paolo Bellavite per il suo coraggio e la sua onestà nel perseguire indefessamente con metodo scientifico l’interesse esclusivo del paziente e non quello delle case farmaceutiche.
B.G.
https://www.google.com/url?q=https://www.valigiablu.it/schillaci-nomina-no-vax-comitato-vaccini/&sa=U&ved=2ahUKEwiR3OiP6oWPAxW_gf0HHc6FBhEQ0PADKAB6BAhaEAE&usg=AOvVaw0h3UZyPwUFDwQq7538IPJ-
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Scusate se turbo il vostro ferragosto... Ma da Gaza ci chiedono di condividere anche questa foto, per mostrare ciò a cui, tra le altre nefandezze di cui si macchia la colonia ebraico sionista, si sta assistendo.
La gente non capisce che se lasciamo correre stavolta, i prossimi saremo noi. Se accettiamo questa sorte per il popolo palestinese dovremo poi accettarla anche quando toccherà a noi. Perché è solo questione di tempo

Dal canale ufficiale
Gloria dei Martiri

NON SAPPIAMO PIÙ COME DESCRIVERE LE SCENE A GAZA.
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Dal canale ufficiale
AlHares la guardia Gaza
📌Avviso importante sulla scoperta di bombe camuffate a forma di lattine

👈 È stato riferito tramite un corrispondente de "Al-Hares" che un cittadino ha trovato un oggetto sospetto a forma di lattina, e dopo aver contattato la sicurezza della resistenza, è stato confermato che l'oggetto è una bomba camuffata in una scatola di carne, che esplode al momento dell'apertura dall'alto.

👈 In questo contesto, "Al-Hares" ribadisce le procedure per gestire oggetti sospetti e residui del nemico, in particolare di non manometterli e di segnalarli immediatamente, sia rivolgendosi alle forze di sicurezza sia tramite la corrispondenza con Al-Hares.

🏷️ Al-Hares.. sensibilizzazione e protezione
Segui Al-Hares: t.me/alhares
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Dal canale
Allo scoperto Palestina
Il Segretario di Stato americano Colin Powell ha confermato l'impegno degli Stati Uniti a istituire uno Stato palestinese entro il 2005.

Oggi siamo nel 2025 e i governanti di Washington dicono che uno Stato palestinese non sorgerà mai.

L'Autorità di Oslo e i suoi leader sono complici nel crimine, consapevoli che lo Stato palestinese non sorgerà finché esisteranno, ma non smettono di narcotizzare il nostro popolo con le loro continue parole sullo Stato e lo Stato.

Hanno distorto le nostre aspirazioni dalla liberazione all'istituzione di uno Stato (qualsiasi Stato), anche se fosse nell'aria.

La liberazione prima di tutto e sopra ogni cosa

Yassin Ezzedine
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⭕️ Hamas: Rifiutiamo l'inserimento del movimento nella "lista nera" delle Nazioni Unite, e lo consideriamo una decisione legalmente nulla e contraria alla verità.

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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La gente di Gaza viene torturata in tutti i modi possibili. L'ondata di caldo in corso a Gaza sta trasformando le tende di spostamento in pericolose trappole termiche. La sottile plastica e i materiali di tela dei rifugi assorbono e intrappolano le radiazioni solari, spingendo le condizioni interne molto più alte della torrida temperatura esterna, spesso superando i 50 °C (122 °F). L'effetto è simile a una serra o a un'auto parcheggiata al sole: una volta accumulato il calore all'interno, rimane, soprattutto con un flusso d'aria limitato. Le famiglie descrivono le loro tende come forni, dove anche riposare diventa insopportabile, la disidratazione accelera, e gruppi vulnerabili, bambini, anziani e malati, affrontano rischi pericolosi per la vita dovuti all'esposizione prolungata al caldo soffocante.

Fonte: ONU

Wear the peace
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La Hind Rajab Foundation (HRF), in collaborazione con il Centro palestinese per i diritti umani (PCHR), ha presentato una denuncia formale presso la Corte penale internazionale (ICC) riguardante la morte di cinque giornalisti di Al Jazeera a Gaza. La denuncia afferma che questi omicidi sono stati deliberati e parte di un più ampio schema di attacchi ai giornalisti da parte delle forze di occupazione israeliane. L'HRF ha identificato il comandante dell'aeronautica israeliana Tomer Bar come una figura chiave responsabile di queste azioni.

Tomer Bar è stato permesso di visitare la Gran Bretagna il mese scorso. Il governo britannico accoglie i criminali di guerra mentre finge di opporsi ai loro crimini di guerra.

Fonte: Fondazione Hind Rajab
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Vedere Marwan Barghouti in piedi, composto, davanti a quella caricatura grottesca del potere che è Itamar Ben Gvir, il nazista in kippah, che ha fatto dell'odio una professione e della provocazione uno stile di vita, è come assistere a una parabola vivente.
Da una parte, l'abisso, gli inferi: un individuo che incarna la degenerazione morale, che si nutre di disprezzo e si compiace della sofferenza altrui.
Dall'altra, la vetta, il più alto dei cieli: un uomo che ha trascorso trent'anni nelle viscere del sistema carcerario disumano sionista e che, però, si presenta con la grazia di un re, con la serenità di chi sa di essere dalla parte giusta della storia.

Ben Gvir minaccia, si agita come chi sa di non avere né storia né anima.
Barghouti tace. E nel suo silenzio c'è più verità che in mille discorsi. C'è la forza di chi ha resistito senza perdere sé stesso. C'è la dolcezza di chi ha sofferto per il suo popolo, ma non ha ceduto all'odio. C'è la regalità di chi non ha bisogno del potere per essere grande.

Mi commuove, profondamente. Perché Marwan non è solo un prigioniero politico. È un simbolo di dignità, di resistenza, di amore per la giustizia. È il volto di una Palestina che non si piega, che non si svende, che non permette che siano i suoi oppressori a decidere chi lui sia.

Che Dio lo benedica. Che gli dia forza, ogni giorno, per continuare a essere ciò che è: un faro nella notte, una voce silenziosa che grida verità, un cuore che batte per la libertà. E che la storia, prima o poi, renda giustizia a chi ha saputo RESTARE UMANO in un mondo che ha smarrito l'umanità.
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LA PULIZIA ETNICA E' UN VALORE EBRAICO?

La risposta rigorosa è no, è molto peggio, è una Mitzvah, un comandamento, è la legge, poiché nell'ebraismo l'etica e i valori sono sostituiti da contenziosi legali, ovvero Torah e Mitzvoth.

Agli ebrei viene ordinato di segregare, di vivere da soli e di non assimilarsi mai.

Nel Libro dei Numeri, Balaam afferma: "Sono una nazione che vive da sola e non prenderà in considerazione i Goyim". (Spesso tradotto erroneamente per sminuire il significato misantropico del testo biblico).
Il versetto sottolinea l'identità unica degli eletti e invoca la separazione dalle altre nazioni.
Nella cosiddetta Diaspora questo significava isolamento, tuttavia nello Stato ebraico quanto sopra si traduce in un'espulsione attiva e nel genocidio che vediamo a Gaza, in linea con i versetti misantropici più barbari del Deuteronomio.

Vale la pena ricordare che i Satmar ortodossi antisionisti seguono la stessa regola. Il loro accaparramento aggressivo ed espansionistico di terreni nell'Up State di New York, ad esempio a Kiryat Joel, è un triste esempio di quanto detto sopra.

Gilad Atzmon
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RAMZY BAROUD - GLI ARABI, LA SINISTRA E QUELLI CHE SONO RIMASTI IN SILENZIO: LA STORIA NON VI PERDONERÀ

Di Ramzy Baroud - 14 agosto 2025

Le conseguenze del Genocidio israeliano a Gaza saranno disastrose. Un evento di questo grado di barbarie, sostenuto da un complotto internazionale fatto di inerzia morale e silenzio, non sarà relegato alla storia come un semplice "conflitto" o una mera tragedia.

Il Genocidio di Gaza è un catalizzatore per importanti eventi a venire. Israele e i suoi benefattori sono pienamente consapevoli di questa realtà storica. È proprio per questo che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta correndo contro il tempo, cercando disperatamente di garantire che il suo Paese rimanga rilevante, se non in piedi, nell'era che verrà. Persegue questo obiettivo attraverso l'espansione territoriale in Siria, una aggressione implacabile contro il Libano e, naturalmente, il desiderio di annettere tutti i Territori Palestinesi Occupati.

Ma la storia non può essere controllata con tale precisione. Per quanto possa credersi astuto, Netanyahu ha già perso la capacità di influenzare l'esito. Non è stato in grado di stabilire un programma chiara a Gaza, né tanto meno di raggiungere obiettivi strategici in un'area di 365 chilometri quadrati fatta di cemento e ceneri. I Gazawi hanno dimostrato che la collettiva Sumud (Resilienza) può sconfiggere uno degli eserciti moderni meglio equipaggiati.

Infatti, la storia stessa ci ha insegnato che i cambiamenti di grande portata sono inevitabili. La vera tristezza è che questo cambiamento non sta avvenendo abbastanza rapidamente da salvare una popolazione affamata, e il crescente sentimento pro-palestinese non si sta espandendo al ritmo necessario per ottenere un esito politico decisivo.

La nostra fiducia in questo inevitabile cambiamento è radicata nella storia. La Prima Guerra Mondiale non fu solo una "Grande Guerra", ma un evento catastrofico che frantumò completamente l'ordine geopolitico del suo tempo. Quattro imperi furono fondamentalmente rimescolati; alcuni, come l'Austro-Ungarico e l'Ottomano, furono cancellati dall'esistenza.

Il nuovo Ordine Mondiale risultante dalla Prima Guerra Mondiale fu di breve durata. Il sistema internazionale moderno che abbiamo oggi è un diretto risultato della Seconda Guerra Mondiale. Questo include le Nazioni Unite e tutte le nuove istituzioni economiche, legali e politiche centrate sull'Occidente che furono forgiate dall'Accordo di Bretton Woods nel 1944. Questo include la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e, infine, la NATO, seminando così i semi di ulteriori conflitti globali.

La caduta del Muro di Berlino fu annunciata come l'evento unico e determinante che avrebbe risolto i conflitti persistenti della lotta geopolitica post-Seconda Guerra Mondiale, inaugurando, presumibilmente, un nuovo e permanente riallineamento globale, o, per alcuni, la "fine della storia".

La storia, tuttavia, aveva altri piani. Neppure gli orribili attacchi dell'11 settembre e le successive guerre guidate dagli Stati Uniti riuscirono a reinventare l'Ordine Globale in un modo che fosse coerente con gli interessi e le priorità degli Stati Uniti e dell'Occidente.

Gaza è infinitamente piccola se giudicata dalla sua geografia, dal suo valore economico o dalla sua importanza politica. Eppure, si è dimostrata l'evento globale più significativo nel definire la coscienza politica di questa generazione.

Il fatto che gli autoproclamati custodi dell'ordine post-Seconda Guerra Mondiale siano le stesse entità che stanno violando in modo violento e sfrontato ogni legge internazionale e umanitaria è sufficiente per alterare in modo fondamentale il nostro rapporto con il "nuovo ordine basato su regole" promosso dall'Occidente.

Ciò potrebbe non sembrare significativo ora, ma avrà profonde conseguenze a lungo termine. Ha in gran parte compromesso e, di fatto, delegittimato l'autorità morale imposta, spesso con la violenza, dall'Occidente sul resto del mondo per decenni, specialmente nel Sud del mondo.
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Questa auto-delegittimazione avrà un impatto anche sull'idea stessa di democrazia, che è stata sotto assedio in molti Paesi, incluse le democrazie occidentali. Ciò è del tutto naturale, considerando che la maggior parte del pianeta ritiene fermamente che Israele debba porre fine al suo Genocidio e che i suoi dirigenti debbano essere ritenuti responsabili. Eppure, seguono poche o nessuna azione concreta.

Il cambiamento nell'opinione pubblica occidentale a favore dei Palestinesi è sorprendente se considerato sullo sfondo della totale Disumanizzazione del popolo palestinese da parte dei media occidentali e della cieca fedeltà dei governi occidentali a Israele. Ancora più scioccante è che questo cambiamento è in gran parte il risultato del lavoro di persone comuni sui social media, di attivisti che si mobilitano nelle strade e di giornalisti indipendenti, per lo più a Gaza, che lavorano sotto estrema pressione e con risorse minime.

Una conclusione centrale è il fallimento delle nazioni arabe e musulmane nel tenere conto di questa tragedia che si sta abbattendo sui loro stessi fratelli in Palestina. Mentre alcune si impegnano in una retorica vuota o nell'autoflagellazione, altre si mantengono in uno stato di inerzia, come se il Genocidio a Gaza fosse un argomento estraneo, come le guerre in Ucraina o in Congo.

Questo solo fatto metterà in discussione la nostra stessa autodefinizione collettiva: cosa significa essere un arabo o un musulmano, e se tali definizioni portano identità sovra-politiche. Solo il tempo lo dirà.

Anche la sinistra è problematica a suo modo. Sebbene non sia un monolite, e mentre molti a sinistra hanno sostenuto le proteste globali contro il Genocidio, altri rimangono frammentati e incapaci di formare un fronte unificato, anche temporaneamente.

Alcuni a sinistra continuano a rincorrere le proprie code, paralizzati dalla preoccupazione che essere antisionisti possa far guadagnare loro l’etichetta di antisemiti. Per questo gruppo, l'autocontrollo e l'autocensura impediscono loro di intraprendere azioni decisive.

La storia non prende spunto da Israele o dalle potenze occidentali. Gaza porterà davvero a quel tipo di cambiamenti globali che influenzeranno tutti noi, ben oltre il Medio Oriente. Per ora, tuttavia, è urgentissimo che usiamo la nostra volontà e azione collettiva per influenzare un unico evento storico: porre fine al Genocidio e alla Carestia a Gaza.

Il resto sarà lasciato alla storia e a coloro che desiderano essere rilevanti quando il mondo cambierà di nuovo.

Ramzy Baroud è un giornalista e redattore di The Palestine Chronicle. È autore di sei libri. Il suo ultimo libro, curato insieme a Ilan Pappé, è "La Nostra Visione per la Liberazione: Leader Palestinesi Coinvolti e Intellettuali Parlano". Ramzy Baroud è un ricercatore senior non di ruolo presso il Centro per l'Islam e gli Affari Globali (CIGA), dell'Università Zaim di Istanbul (IZU).

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://www.palestinechronicle.com/the-arab-the-left-and-those-who-remained-silent-history-will-not-forgive-you/?
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Media is too big
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Hezbollah: "Non tradiremo... Non consegneremo le armi"

La Resistenza Islamica del Libano ha pubblicato un video con una dichiarazione del martire Seyyed Nasrallah:

"Nessun esercito al mondo potrà toglierci le armi dalle mani. Nessuno potrà farlo. Alcuni hanno detto che se Seyyed Hassan consegnasse le sue armi, sarebbe un traditore. E io dico loro: vi prometto, o nostro nobile, leale e grande popolo, che non aspiro a porre fine alla mia vita con il tradimento, ma con il martirio".

Il video riporta poi un estratto dall'ultimo discorso tenuto da Shaykh Naim Qassem in occasione di Arbain:

"La Resistenza non consegnerà le sue armi finché l'aggressione continuerà e l'occupazione persisterà. Se necessario combatteremo una battaglia simile a quella di Karbala di fronte a questo progetto israelo-americano, a qualunque costo, e siamo fiduciosi che vinceremo questa battaglia. (Come disse l'Imam Hosseyn) 'Non accetteremo mai l'umiliazione'".

🇮🇷 Notizie dall'Iran islamico e rivoluzionario https://t.me/iranislamico
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GIDEON LEVY - "I BAMBINI DI GAZA NON CONTANO PIÙ", HA DICHIARATO IL GENERALE "MODERATO" DELLE IDF

Dì Gideon Levy - 17 agosto 2025

Bisognerebbe ringraziare l'ex capo della Direzione dei servizi segreti militari israeliani, Aharon Haliva, per il rapporto "Documento Haliva", trasmesso l'altro giorno su Canale 12 TV. Ora tutti sono impegnati ad analizzare la storia e a rispondere alle discussioni che ne sono emerse, ma la questione principale è stata offuscata dai patetici saputelli che hanno presentato questa storia. Il Maggior Generale Haliva ha rivelato la verità sulla cultura dominante, non solo nell'esercito, ma nella società israeliana in generale.

È proprio Haliva, che è in un certo senso un eroe del campo di centro-sinistra, a delineare il ritratto di un Generale Genocida. Si dissocia da Bezalel Smotrich, deride Itamar Ben-Gvir e attacca duramente Netanyahu senza riserve, da Generale illuminato e progressista qual è. Ma pensa e parla esattamente come loro.

In definitiva, sono tutti sostenitori del Genocidio. La differenza sta solo tra chi lo ammette e chi lo nega. Nel campo degli illuminati e degli auto-adulatori a cui appartiene, Haliva si è rivelato uno dei pochi ad ammettere: abbiamo bisogno di un Genocidio ogni pochi anni; assassinare il popolo palestinese è legittimo, persino essenziale.

È così che parla un Generale "moderato" delle IDF. Non è estremista come il Maggior Generale David Zini o il Generale di Brigata Barak Hiram. Non è né religioso né messianico, solo un bravo ragazzo di Haifa dell'elegante quartiere di Tzahala a Tel Aviv.

Per 40 minuti, Haliva ha pronunciato parole relative alla cultura organizzativa e politica difettosa, prima di arrivare al nocciolo della questione: l'Uccisione di 50.000 esseri umani era "necessaria". Il Genocidio come eredità per le generazioni future.

"Per ogni vittima del 7 Ottobre, 50 palestinesi sono morti (NdT, Hitler si accontentava di 10 a 1). Non importa se si tratta di bambini. Non parlo per vendetta, ma per trasmettere un messaggio alle generazioni future. Non c'è niente che possiamo fare; hanno bisogno di una Nakba di tanto in tanto, per sentirne il prezzo".

Il moderatore Danny Kushmaro e i corrispondenti Yaron Avraham e Nir Dvori hanno ignorato questi commenti banali; per loro, sono ovvi. Quando un direttore progressista della Direzione dei servizi segreti militari parla in questo modo, significa la fine della discussione sul fatto che ci sia o meno un Genocidio a Gaza, così come della discussione sugli obiettivi di questa guerra. È stata una Guerra di Annientamento, dal suo inizio fino alla sua lontana fine.

Questo vale anche per il: "Non importa se si tratta di bambini". Qualcuno che un tempo parlava con sensibilità delle madri che dormono bene sui loro giacigli perché i loro figli non sono in guerra, in contrapposizione alle madri che non riescono a dormire perché i loro figli sono a Gaza, ora sostiene con indifferenza l'Omicidio dei Bambini.

Le madri palestinesi non hanno più giacigli; gran parte di loro non ha più figli. Ma per Haliva, i bambini ora non contano più. È così che parla un Generale precedentemente elogiato da Raya Yaron-Carmeli, portavoce del movimento contro la guerra Machsom Watch.

Ha raccontato che, mentre era Comandante di Brigata in Cisgiordania, il bravo ragazzo Haliva una volta si presentò a un posto di blocco chiamato "il posto di blocco dei bambini" e disse ai soldati di comportarsi rispettosamente. Mancavano solo le caramelle dalla sua tasca. E ora, "non importa dei bambini".

Come se le parole del Generale non bastassero, si possono trovare altre prove a sostegno, non meno convincenti, nelle parole della moglie del Capo di Stato Maggiore del 7 Ottobre. Sharon Halevi ha dichiarato in un programma radiofonico che suo marito lasciò la loro casa quella mattina con i suoi Tefillin* e una promessa alla moglie: "Gaza sarà decimata". Questo accadeva la mattina del 7 Ottobre 2023.
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(* I Tefillin sono due piccole scatole di cuoio che gli uomini ebrei legano sul braccio sinistro e sulla testa durante la preghiera del mattino, ad esclusione dello Shabbat e delle feste. Dentro queste scatole si trovano fogli di pergamena con scritti brani della Torah)

Cosa si fa con un esercito i cui comandanti ammettono di aver intrapreso una Guerra di Annientamento? Come si può convivere con l'idea che il Genocidio fosse il vero e principale obiettivo originale di questa guerra? Non un Genocidio qualsiasi, ma uno commesso ogni pochi anni?

No, Haliva, il tuo senso di colpa del 7 Ottobre è messo in ombra da un altro problema. Sì, hai avvertito, no, non l'hai fatto; ma hai dedicato tutti i tuoi anni all'idea di governare brutalmente un altro popolo, e ora dici che abbiamo bisogno di un Genocidio ogni pochi anni.

Per questo dovresti essere deportato all'Aja.

Gideon Levy è editorialista di Haaretz e membro del comitato editoriale del giornale. Levy è entrato a Haaretz nel 1982 e ha trascorso quattro anni come vicedirettore del giornale. Ha ricevuto il premio giornalistico Euro-Med per il 2008; il premio libertà di Lipsia nel 2001; il premio dell'Unione dei Giornalisti Israeliani nel 1997; e il premio dell'Associazione dei Diritti Umani in Israele per il 1996. Il suo ultimo libro, La Punizione di Gaza, è stato pubblicato da Verso.

Traduzione: La Zona Grigia

Fonte: https://archive.md/2Ua8n
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Gli organizzatori della Fiera del Levante, una delle più grandi esposizioni internazionali italiane, hanno annunciato che 'Israele' non sarà invitato all'evento di quest'anno a Bari.


Roya News
http://en.royanews.tv/news/62243
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A Gaza fingono tutti.
Ci sono comparse e guitti di ogni età impegnati nella recita di un copione appositamente scritto per screditare quei bravi ragazzi degli israeliani.
Ci sono bar sul lungomare in cui sedersi mollemente a fumare lo shisha ai profumi d'oriente, dinanzi ad un tramonto e ad un tè alla salvia, meditando con soddisfazione sulla credulità del mondo
E ci sono pupazzi di tutte le dimensioni a forma di bambini emaciati, prossimi alla morte, tenuti tra le braccia da attrici meritevoli di almeno una stella sull'Hollywood Boulevard
Questo secondo la hasbara degli infami di professione e dei miserabili che la raccolgono.
E invece, vedi.
È giunta a Pisa una ventenne di Gaza, facente parte del gruppo di 31 bambini denutriti e giovani feriti in maniera critica, giunti con un volo speciale in Italia ed accolti con un mazzolin di fiori dalle stesse sagome che forniscono le bombe che poi li uccidono. Ed a Pisa è morta di inedia, appena arrivata, a perenne onta di chi negava ciò che di terribile sta accadendo.
Qualche giorno fa, cronisti con il minimo sindacale di coscienza umana, a bordo di aerei impegnati nel lancio di pacchi alimentari sulla popolazione affamata, contravvenivano agli ordini perentori dell'entità genocida e mostravano le immagini del paesaggio lunare di Gaza dall'alto, spianato in ogni direzione tranne che nella recinzione elettrificata che chiude la striscia come uno zoo. Pochi scheletri di cemento ancora in piedi, rifugio di animali in preda al terrore.
Baretti trendy sul lungomare non pervenuti. L'obiettivo di quei giornalisti palesemente antisemiti, a bordo di aerei antisemiti che osavano dar da mangiare agli affamati, li aveva scansati con perizia.
Realtà artificiali create dai manipolatori dell'hasbara compulsiva, che diviene più selvaggia con l'aggravarsi delle condizioni dei civili a Gaza.
Ma il problema non sono loro. Loro fanno quello che hanno sempre fatto: gabbare il mondo, e compiere uno sterminio continuando a giocarsi la victim-card, mentre i miserabili col culo al caldo e la pancia piena discettano di quale sia il modo più giusto per definire il martirio di un popolo.
Le zone d'interesse che persistono imperturbabili, questo è il problema.
Di tutto ciò, e di molto altro ancora, sono stata testimone questa sera, mentre si dischiudevano davanti ai miei occhi increduli le porte di due diverse stanze di un padiglione del nosocomio cittadino per la cura degli infanti.
Col fiato sospeso ed il cuore stretto in una morsa ho abbracciato con lo sguardo un sottilissimo ologramma dai capelli del colore del grano maturo, con le manine trasparenti come fogli di carta velina. Sham, per chi ne abbia sentito parlare, e i due bimbi che la accompagnano in questa avventura salvifica, che ha il sapore della lotta contro il destino.
Non ho competenze mediche, non so quali probabilità di sopravvivenza abbia un corpo così piccolo e debilitato, a cui è stato negato il sostentamento dal giorno in cui aprì gli occhi in una terra senza legge.
Spero siano tante, e che ai bimbi bellissimi che il mio sguardo raccoglie in un unico abbraccio d'amore sia concesso di aver salva la vita, condizione propedeutica a tutto il resto che verrà.
Maledizione invece a quanti hanno ripreso ed amplificato senza porsi domande e senza preoccupazioni di ordine morale le manipolazioni mediatiche di un pugno di psicopatici. Sul loro capo ricada lo stigma eterno riservato agli infami.
#SaveGazaChildren
rossellaahmad
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🗣Libertà per Marwan Barghouti e tutti i prigionieri palestinesi

👉Questo il messaggio di Fadwa per suo marito Marwan Barghouti dopo averlo visto, dimagrito e quasi irriconoscibile, nel video diffuso dal ministro israeliano Ben-Gvir, che ha vigliaccamente minacciato Marwan nella sua cella.

ℹ️ Link per leggere la bellissima lettera

👉https://pungolorosso.com/2025/08/17/liberta-per-marwan-barghouti-e-tutti-i-prigionieri-palestinesi/
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Il discorso delirante di Miriam Novak, ambasciatrice di Israele all'ONU, è la conferma, (se ce ne fosse proprio bisogno), del fatto che sono loro che fanno coincidere religione, razza e governo.

Non noi.

Lo riporto integrale.

Ambasciatrice d’Israele all’ONU, Miriam Novak, alla sessione d’emergenza dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, convocata su richiesta dell’Unione Europea e della nuova alleanza araba (Tradotto in italiano da Nino Orlandi)

"Signore e Signori,
come sapete, abbiamo vissuto in mezzo a voi per duemila anni.
Vi abbiamo portato le nostre conoscenze, le nostre scoperte, le nostre invenzioni.
Ottant’anni fa, l’Europa – guidata dalla Germania – ha compiuto una pulizia etnica: quasi tutti gli ebrei d’Europa furono sterminati. Francesi, belgi, olandesi, norvegesi, ungheresi, slovacchi, polacchi, lituani, ucraini – tutti hanno aiutato i fascisti.
Avete ucciso almeno sei milioni di ebrei, compresi neonati.
Ognuno di loro avrebbe potuto avere figli, nipoti, pronipoti. Moltiplicate dunque quel numero per quattro o cinque.
E oggi – mentre ancora una volta si rapinano, si picchiano e si uccidono ebrei nei vostri paesi, e i vostri tribunali rilasciano gli aggressori – venite a dirci che non abbiamo il diritto di difenderci?
Che non abbiamo il diritto di avvertire i nostri nemici che reagiremo con forza ancora maggiore a qualsiasi ulteriore tentativo di pulizia etnica?
Datemi il nome di un altro popolo la cui distruzione sia così attesa e desiderata dalla comunità internazionale – guidata dall’Iran. Perché?
Abbiamo vissuto in mezzo a voi, e vi abbiamo dato l’alfabeto, la Bibbia, Miriam, Gesù, gli apostoli, Spinoza, Disraeli, Colombo, Newton, Nostradamus, Heine, Mendelssohn, Einstein, Freud, Kafka, Chagall, Mahler, Menuhin, Bernstein, Spielberg, Zuckerberg, Page, Lloyd Webber – e migliaia di altri.
Immaginate quanti altri geni sarebbero nati dai milioni di ebrei che avete ucciso – dai loro figli, nipoti e pronipoti.
I geni che non sono mai nati – scomparsi per sempre – nei forni crematori, nelle sinagoghe bruciate, nelle fosse comuni.
Credete davvero che con le vostre risoluzioni, boicottaggi e sanzioni ci riporterete nelle camere a gas?
No, Signore e Signori!
Abbiamo dovuto imparare a conoscervi per sopravvivere:
In Persia – senza tradimento.
In Spagna – senza crudeltà.
In Germania – senza cieca obbedienza.
In Francia – senza avidità.
In Polonia – senza arroganza.
In Russia – senza l’umiliazione inflitta dall’establishment. (risate in sala)
Sì, non siamo angeli. Anche tra noi ci sono stati truffatori, criminali, persino pedofili.
Ma non abbiamo mai avuto un Hitler, uno Stalin, un Mengele o un Eichmann ebreo.
Non abbiamo mai prodotto sapone con grasso umano, non abbiamo trasformato pelle umana in paralumi, non abbiamo mangiato carne umana, non abbiamo ucciso bambini nelle camere a gas.
Invece, abbiamo inventato l’irrigazione a goccia, la desalinizzazione dell’acqua di mare, la chiavetta USB, computer miniaturizzati basati sul DNA, esoscheletri, Google Glass per ciechi, radar a penetrazione muraria, meraviglie di intelligenza artificiale.
Rappresentiamo lo 0,2% della popolazione mondiale – ma abbiamo vinto il 32% dei Premi Nobel.
E no – non abbiamo mai usato sangue cristiano per fare le azzime.
Questo fu dimostrato essere una menzogna nel processo Beilis del 1913.
Papa Benedetto XVI disse: “Un cristiano non può essere antisemita.”
Papa Francesco disse: “Senza l’ebraismo non c’è cristianesimo autentico.”
Nel 2020 il pastore John Hagee dichiarò:
“Se un cristiano dice di odiare gli ebrei – la sua fede è falsa.”
“Dio benedice chi benedice Israele – e maledice chi la maledice.”
Allora vi chiedo, rappresentanti dell’Europa:
Chi siete? Cristiani – o no?
Quando pregate Gesù – pregate un ebreo.
Quando dite che vive nei vostri cuori – un ebreo vive nella vostra anima.
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Anche se siete atei – i vostri avi erano cristiani.
L’ebraismo scorre nelle vostre vene, che lo vogliate o no.
Se dunque volete un boicottaggio internazionale di Israele perché ci odiate e volete distruggerci – cominciate da voi stessi.
Fate seppuku – sarebbe una pulizia etnica coerente.
E ora, come dicono in America – ho una notizia per voi:
Ora tocca ai musulmani liberarsi dall’antisemitismo.
Sarà difficile, ma con l’aiuto di Dio – come con le epidemie di peste, colera o coronavirus – accadrà.
Perché Dio ci ha riportati nella nostra terra, costringendovi a rinunciare ai vostri piani di sterminio?
Perché ogni popolo ha una missione:
I francesi – l’arte culinaria.
Gli inglesi e i russi – la letteratura.
Gli italiani – l’arte e la musica.
I tedeschi – i soldati e i filosofi.
Gli ebrei – il genio, la cultura, l’umanesimo e il progresso.
Questa è la nostra missione. Da duemila anni.
Se abbiamo bombe atomiche, armi cosmiche o altro – non sono affari vostri.
Ze’ev Jabotinsky disse:
“Che ci amiate o no – non ci importa.
Eravamo qui prima di voi.
E saremo qui anche dopo di voi.”

Agata Iacono
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Forwarded from Libera Espressione
Media is too big
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FEMMINA ASKENAZITA ATTEMPATA AGGREDISCE UNA DONNA SOLO PERCHÉ INDOSSAVA UNA MAGLIETTA CON SCRITTO

“FREE PALESTINE”

SFORTUNATAMENTE DIVERSE TELECAMERE L’HANNO RIPRESA E IMMORTALATA NEI SOCIAL

HA CHIAMATO LA POLIZIA MA IL SUO “PIANGI E FOTTI” NON HA FUNZIONATO ANZI…

#ASKENAZITA #PALESTINA #ISRAELE #SIONISTI
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