Francesca Quibla
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Il Tempo, metterà ogni cosa al suo posto: ogni pagliaccio nel proprio circo e ogni re sul proprio trono.
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Milano 12 aprile 2025
Ogni parola è superflua.

Nei miei occhi, nei miei atomi: solo Palestina 🇵🇸 ❤️
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Dal canale ufficiale delle Brigate Al Quds

Saraya al-Quds: Abbiamo sequestrato due droni quadricotteri sionisti mentre svolgevano missioni di intelligence nella Striscia di Gaza centrale.
#طوفان_الأقصى

Saraya al-Quds: Abbiamo bombardato con normali colpi di mortaio (calibro 60 mm) una posizione di soldati e veicoli nemici sionisti che erano penetrati nella zona di "Morag" a nord della città di Rafah.
#طوفان_الأقصى

Brigate Al-Quds: Abbiamo bombardato con (107) missili il sito di comando e controllo dell'esercito nemico sionista nella zona di "Awad Allah" nel campo di Yebna, a sud della città di Rafah .
#طوفان_الأقصى

Dal canale ufficiale della protezione civile di Gaza

*Messaggio alla comunità internazionale:*

▪️Da quando l'occupazione israeliana ha ripreso la sua aggressione contro i cittadini della Striscia di Gaza il 18 marzo, molti feriti sono stati martirizzati sotto le macerie delle loro case che l'occupazione ha distrutto sopra le loro teste senza alcun preavviso, perché i nostri equipaggi non sono stati in grado di salvare le loro vite a causa dell'insistenza dell'occupazione nell'impedire l'ingresso di attrezzature di soccorso e macchinari pesanti nella Striscia, di fronte al vostro sospettoso silenzio.

▪️I cittadini ancora in vita ci imploravano di salvarli da sotto le macerie delle case prese di mira a Shuja'iyya, Abasan, Rafah e Deir al-Balah. Ma dopo un po' le loro voci scomparivano e il contatto con loro si perdeva. Ora sono solo corpi dispersi.

▪️Ci stiamo ancora chiedendo?!.. Quando cesseranno le morti nella Striscia di Gaza? Per quanto tempo continuerà questo fallimento internazionale?
Nel nome di Dio, il più clemente, il più misericordioso

Comunicato stampa

La dichiarazione rilasciata dall'esercito di occupazione terroristica in seguito al crimine di bombardamento dell'ospedale Al-Ahli Al-Ma'madani, che lo ha reso inagibile e che sostiene che il movimento [Hamas] lo stava utilizzando per scopi militari, è una palese ripetizione delle menzogne ​​dell'occupazione che essa diffonde per giustificare i suoi crimini brutali contro rifugi, civili innocenti e ospedali, come accaduto in precedenza con il complesso medico Al-Shifa e altre strutture mediche.

Il governo fascista di occupazione continua a ignorare tutte le leggi e le norme umanitarie, a violare la sacralità degli ospedali e a versare il sangue di civili innocenti, tutto allo scopo di vendicarsi brutalmente del nostro popolo palestinese. Nel frattempo, dopo ogni crimine brutale o massacro, l'esercito terroristico presenta una falsa narrazione, priva di qualsiasi prova, per giustificare i propri crimini.

Questo comportamento brutale rappresenta un palese disprezzo per l'opinione pubblica mondiale, il sistema di valori, le leggi e gli strumenti della giustizia internazionale. Ciò richiede una posizione seria da parte della comunità internazionale e delle sue istituzioni, volta a scoraggiarla e a chiamare a rispondere delle proprie azioni i criminali di guerra e i leader dell'occupazione terroristica.

Noi, del movimento Hamas, chiediamo la formazione di una commissione d'inchiesta internazionale indipendente per confutare queste false accuse, scoprire la verità sulle violazioni senza precedenti commesse dall'esercito terroristico di occupazione nella Striscia di Gaza nel contesto dell'attuale guerra di sterminio e vendetta e porre fine a questi crimini che continuano senza che nessuno renda conto delle proprie azioni.

Movimento di resistenza islamica - Hamas

Domenica: 15 Shawwal 1446 AH
Corrispondente al: 13 aprile 2025

Sito ufficiale - Movimento Hamas
https://t.me/+sklEwcJvC2tjNGVk
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Il caos precede sempre la rinascita.
L'essere umano si trasforma quando è costretto a guardarsi dentro, quando ciò che era comodo va in pezzi, quando le strutture che tenevano in piedi la sua vita cominciano a crollare senza un apparente logica.
Ogni volta che stiamo per entrare in un nuovo capitolo della nostra vita tutto sembra andare in frantumi. Come se i pezzi cominciassero a riallinearsi organizzando uno scenario in cui verrà scritto il tuo prossimo atto, quel collasso interno che stai vivendo proprio adesso o che hai già vissuto. C'è una forza silenziosa che muove gli ingranaggi dell'invisibile, quando qualcosa dentro di te sta per cambiare.

Jung diceva: "Ciò a cui resisti persiste e ciò che accetti ti trasforma". È qui che inizia il processo più confuso e scomodo, ma tuttavia più necessario della vita, quella sensazione di essere completamente perso, anche se hai fatto tutto bene. La sensazione che stia per succedere qualcosa di molto importante, mentre sei emotivamente esausto, disconnesso. L'universo ha un modo talvolta crudele di preparare le anime a grandi destini, si svuota prima di riempirsi, sembra tacere prima della ricostruzione.

Un grande progresso inizia con un disagio a cui non sai ancora dare un nome. La sensazione di non appartenere più ai luoghi che ti riempivano, le conversazioni non ti nutrono più, gli obiettivi che sembravano avere un senso ora ti sembrano superficiali, le persone intorno a te non ti vedono più nello stesso modo, come se tutto ti stesse dicendo che sei pronto per qualcosa di più grande. Ma prima devi svuotarti. È quando tutto sembra perduto che qualcosa comincia a riallinearsi, non fuori ma dentro. Questa sensazione di fine è in realtà il presagio di un nuovo inizio.

Jung lo chiamava "il processo di individuazione" il momento in cui l'ego incontra l'anima e una nuova identità comincia a nascere. In questa fase di angoscia le cose smettono di avere senso, è qui che molte persone si arrendono tornando al vecchio. Cercano ogni distrazione e superficialità, si anestetizzano con piaceri momentanei, relazioni vuote o compiti che riempiono il tempo. Questo svuotamento fa male perché allontana dalle tue certezze e toglie il pilota automatico. Costringe ad affrontare le paure, quelle che fingevamo di non provare. Ma è proprio in questo vuoto e in questo spazio, tra ciò che eri ciò che non sai di ancora essere, che l'anima trova la scintilla per emergere.
A.R.
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Forwarded from Miracolo a Milano
Un breve approfondimento: Transatlantic Friends of Israel, gli "amici transatlantici di Israele". Decine di parlamentari ed euro parlamentari italiani presenti nelle liste di una delle varie lobbies sioniste con sede a Bruxelles, costola dell'American Jewish Committee

👉 Di cosa si tratta? Di un imponente gruppo lobbistico che "coinvolge decisori di tutto lo spettro politico in tutte le istituzioni e i servizi europei, nonché nella NATO e nelle missioni diplomatiche presso l'UE, think tank, giornalisti e altri soggetti della società civile".

👉 Con quale obiettivo? Rafforzare israele, "l'unica democrazia liberale del Medio Oriente", contrastare "l'antisemitismo" (per come viene ridicolmente da loro inteso) e mantenere solidi i "legami transatlantici" tra Stati Uniti, Unione Europea e Tel Aviv. Un'organizzazione che "lavora per far passare la propaganda dello Stato ebraico e impedire che l’Ue ostacoli la sua guerra" (La Voce della Sera).

👉 Chi ne fa parte? La lista è lunga (la potete trovare qui https://transatlanticinstitute.org/transatlantic-friends-israel/members ) e include "164 legislatori", tra cui molti italiani che elenchiamo per partito di appartenenza:

FdI - Marco Scurria, Paola Ambrogio, Gianni Berrino (uno dei responsabili del decreto sicurezza, ndr), Andrea Di Giuseppe, Elisabetta Gardini, Lucio Malan, Cinzia Pellegrino, Giulio Terzi
PD - Nicola Carè, Augusto Curti, Andrea De Maria, Marco Di Maio, Piero Fassino, Stefano Graziano e Pina Picierno, che proprio non poteva mancare
FI - Deborah Bergamini, Massimo Berutti, Paola Binetti, Andrea Orsini, Gianfranco Rotondi, Antonio Saccone
Udc - Lorenzo Cesa (presidente della delegazione parlamentare italiana presso la NATO)
Lega - Simonetta Matone, Davide Bellomo, Francesco Bruzzone, Paolo Formentini, Eugenio Zoffili
Azione - Fabrizio Benzoni, Elena Bonetti, Ettore Rosato
Italia Viva - Mauro Del Barba, Naike Gruppioni
Vicepresidente: Benedetta Buttiglione, figlia dell'ex ministro Rocco

📌 Il sionismo non è un problema esclusivo dei palestinesi e dei popoli del Medio Oriente, ma è forza politica, economica e mediatica ben organizzata e radicata in tutto l'occidente, Italia compresa, che ne condivide gli interessi coloniali. Apartheid? Pulizia etnica? Genocidio? Non vi preoccupate, sostenere gli interessi di israele in Italia e nella UE è legale, incentivato e ben retribuito, soprattutto in Parlamento. A destra come a sinistra. Guai però a scendere in piazza contro la guerra e contro i guerrafondai, quello è "criminale".

https://t.me/canalemiracolomilano
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Quindi potrebbe essere stato benissimo lui o gente come lui a spaccare vetrine. O no?

Non sarebbe la prima volta.. Penso, ad esempio, a quello del famoso "movimento ondulatorio"...?

Ve lo ricordate?

I commenti sotto al post del corriere sono stomachevoli. Gente che sa leggere e scrivere ma non sa comprendere né ragionare

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Il 14 aprile del 2011 veniva rapito Vittorio Arrigoni. Ricordo perfettamente quelle ore, fino al mattino del 15 aprile, quando mi svegliai con la notizia del ritrovamento del suo cadavere.

Sarò sempre grata a lui per ciò che ha fatto per la causa palestinese, per avermi aiutato ad aprire gli occhi, e a capire quali e quanti inganni ci sono in questo mondo.

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie, fino a quando libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi.”

Vittorio Arrigoni
❤️🌹 🇵🇸
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Forwarded from Miracolo a Milano
Big tech. Non solo grandi aziende multinazionali che dominano il settore tecnologico "civile", ma parte integrante del complesso militare industriale, dallo sviluppo alla produzione e all'impiego. Arricchitesi sulla pelle dei gazawi, le compagnie statunitensi Meta, Microsoft e Google incrementano ora i propri ranghi con esperti della guerra nuova e con macellai tecnologici:

📌 Meta - "Oltre cento ex spie israeliane e soldati dell'IDF lavorano per il gigante tecnologico Meta, incluso il suo responsabile della politica sull'intelligenza artificiale" (Grayzone, https://thegrayzone.com/2025/04/08/100-meta-employees-ex-idf/ )
👉 Porte girevoli fra l'esercito di occupazione sionista e la compagnia. Decine i dipendenti coinvolti, compresa Shira Anderson, head chief dell'IA nell'azienda, che ha in precedenza "prestato servizio come sottufficiale nelle IDF per oltre due anni, dove ha lavorato nella Sezione di informazione strategica militare".

📌 Microsoft - "Cloud e intelligenza artificiale, così Microsoft aiuta Israele. Un'inchiesta del giornale israeliano +972 e del britannico Guardian rivela che il gruppo ha venduto all'IDF tecnologie usate nella guerra a Gaza". Costretta ad ammetterlo anche Repubblica (https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/26/news/cloud_intelligenza_artificiale_microsoft_aiuta_israele-423962549/ )
👉 Scatta la repressione all'interno della compagnia di Gates: licenziati tutti gli ingegneri informatici che hanno protestato in "dura contestazione contro l'azienda, per il coinvolgimento della tecnologia di intelligenza artificiale di casa nei bombardamenti sul Libano" (CorSera).

📌 Google - "Google assumerà hacker israeliani complici dei massacri in Libano e Palestina" (L'Indipendente, https://www.lindipendente.online/2025/04/09/google-assumera-hacker-israeliani-complici-dei-massacri-in-libano-e-palestina/ )
👉 La società "ha raggiunto un accordo per l'acquisizione di Wiz, società israeliana di sicurezza informatica. Tra le fila dell'azienda sono impiegate decine di ex membri dell'Unità 8200, l'ala militare israeliana specializzata in informatica e cyberspionaggio e coinvolta nell'automazione del genocidio palestinese, così come nell'attacco ai cercapersone avvenuto in Libano [...] L'operazione costituisce inoltre una notizia positiva per le finanze dello Stato di Israele, che vedrebbe così entrare circa 5 miliardi di dollari da utilizzare nella propria economia di guerra".

Tecnologie per le guerra ai popoli. Testate ed impiegate sul fronte per efficientarne il massacro, mentre all'interno della società (sulla rete così come nelle città; nella scuola, nell'informazione, nella pubblica amministrazione fino alle nostre tasche su ogni smartphone) per la raccolta dei dati e la profilazione di massa, la sorveglianza, la repressione e infine lo sfruttamento. Per il "controllo del terreno umano", così l'ha definito ad Al Jazeera un ufficiale rimasto anonimo delle forze di occupazione israeliane.

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Forwarded from Palestina e Russia secondo la "convenzione" di Ginevra. (Nomak Zeiss)
Ok, lo so: non è proprio il testo che leggereste sorseggiando un cappuccino con la brioche alla crema. Però ogni tanto bisogna affrontare anche certi pugni nello stomaco.
Questo è un pezzo di Alessandro Orsini – sì, lui, quello che fa sempre discutere – e parla di Gaza, Sumy e dell’ipocrisia occidentale. È crudo, diretto e fa parecchio riflettere. Vi avviso: niente peli sulla lingua. Leggetelo e poi ditemi se anche a voi girano un po’ le rotelle.


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LE FORZE STATALI SIRIANE CONTINUANO LE UCCISIONI SETTARIE DI ALAWITI

Oltre 40 Alawiti siriani sono stati uccisi nelle ultime due settimane, mentre oltre una dozzina di giovani donne sono state rapite e risultano ancora disperse.

The Cradle - 15 aprile 2025

Un mese dopo che le forze affiliate al governo hanno Massacrato circa 1.700 Alawiti nelle regioni costiere della Siria, continuano le uccisioni, i rapimenti e i saccheggi ai danni di membri della minoranza religiosa.

Secondo l'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR), 42 persone sono state uccise in omicidi settari dalla fine del Ramadan, il 30 marzo. Gli incidenti si sono estesi da Latakia a Tartus e nell'entroterra fino a Homs.

"Le uccisioni non si sono fermate, ma ora si tratta di atti individuali", ha dichiarato Rami Abdurrahman, a capo dell'Osservatorio.

Il governo siriano, guidato dall'ex comandante di Al-Qaeda in Iraq Ahmad al-Sharaa (al-Jolani), ha giustificato le uccisioni, definendole "errori" commessi nell'ambito di una repressione controinsurrezionale contro i cosiddetti "residui del Regime di Assad".

Tuttavia, un Alawita che vive nella zona di Latakia ha riferito all'Associated Press che continuano a verificarsi attacchi regolari contro gli Alawiti, la maggior parte dei quali non aveva nulla a che fare con l'ex Regime di Bashar al-Assad o con le sue forze di sicurezza.

"Tutti coloro che appartenevano al Regime o che gli erano vicini sono fuggiti molto tempo fa", ha dichiarato, parlando in condizione di anonimato, temendo per la propria vita.

Ha raccontato che le guardie hanno ucciso un operaio ventenne a un posto di blocco locale. Era un padre di famiglia e non aveva prestato servizio nell'esercito sotto Assad.

"Passava i posti di blocco in motocicletta ogni giorno. Lui e le guardie si salutavano persino", ha aggiunto.

Tra le vittime ci sono anche Alawiti, che hanno sofferto sotto il Regime di Assad. L'attivista Mohammed Saleh, ex prigioniero politico, ha dichiarato all'Associated Press che 18 amici Alawiti che si opponevano ad Assad sono stati Massacrati dalle forze filogovernative il mese scorso.

Saleh ha affermato di essere preoccupato che la Siria stia passando da una dittatura all'altra.

"Quello che vogliamo è avere un esercito nazionale e delle agenzie di sicurezza seri, il cui compito sia proteggere tutti, nessuno escluso, e non siano composte da una sola fazione o religione", ha affermato Saleh. "Non può esserci uno Stato per tutti quando le agenzie di sicurezza appartengono a una sola fazione".

Anche molte giovani donne siriane sono state rapite e risultano ancora scomparse.

La Siria sta assistendo a un'inquietante ondata di sparizioni forzate e rapimenti per mano di ignoti, ha riferito martedì l'SOHR.

Almeno 17 donne, tra cui minorenni, sono recentemente scomparse in circostanze misteriose e il loro destino è ancora sconosciuto, secondo l'Osservatorio.

Diana Semaan, ricercatrice di Amnesty International sulla Siria, ha documentato casi durante i Massacri del 7 marzo in cui gli aggressori hanno esplicitamente incolpato le vittime degli abusi commessi durante l'era di Assad. "Hanno chiesto se fossero Alawiti o Sunniti e hanno detto che stavano pagando per ciò che era accaduto sotto il Regime", ha osservato.

Centinaia di video sono stati pubblicati sui social media, girati da membri di unità combattenti appartenenti alla Sicurezza Generale e al Ministero della Difesa siriano, che mostrano la brutale esecuzione di uomini Alawiti disarmati tra il 7 e il 9 marzo.

In alcuni casi, uomini disarmati sono stati costretti a strisciare e abbaiare come cani per strada prima dell'esecuzione.

Il 9 marzo, Sharaa avrebbe incaricato una commissione d'inchiesta di redigere un rapporto entro 30 giorni per aiutare a identificare i responsabili e a chiamarli a rispondere delle loro azioni.

Tuttavia, l'11 aprile, Sharaa ha prorogato di altri tre mesi la scadenza per la redazione del rapporto da parte della commissione.
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Reuters ha osservato che i residenti Alawiti della provincia costiera di Latakia, dove si sono verificate gran parte delle violenze, hanno espresso preoccupazione per la scarsa sincerità dell'indagine.

Firas, un Alawita di 43 anni che ha fornito solo il suo nome di battesimo per timore di ritorsioni, ha dichiarato all'agenzia di stampa che la proroga era un tentativo di "temporeggiare e guadagnare tempo". Ha affermato che c'erano poche speranze che il lavoro della commissione avrebbe portato a una reale assunzione di responsabilità.

Nel 2015, mentre era a capo del Fronte al-Nusra, l'affiliato ufficiale di Al-Qaeda in Siria, Sharaa, in un'intervista ad Al Jazeera, aveva chiesto agli Alawiti di convertirsi all'Islam Sunnita, pena la morte.

Nel frattempo, circa 30.000 Alawiti sono fuggiti in Libano, citando il timore di ulteriori violenze.

Traduzione: La Zona Grigia
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Forwarded from Il CORAGGIO del Dubbio - A!
Il Governo e il Popolo delle Maldive considerano i cittadini israeliani INDEGNI di entrare nelle Maldive.

https://t.me/inside_over/8557

Viva le Maldive!
Paese CIVILE!


NEI TELEGIORNALI ITALIANI NON LEGGERETE MAI QUESTE NOTIZIE.

Perché l' italia è SERVA MERDOSA del sionismo e degli usa.

Finché tolleriamo la esistenza di israele, non esiste speranza di evoluzione.

Israele è INCOMPATIBILE con la Umanità.

Esiste un solo stato.
La PALESTINA.
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Forwarded from Rubio feat Rubio
AGGIORNAMENTI SU TAREK

Il 18 ottobre è stato arrestato Tarek Dridi.
Le imputazioni per resistenza aggravata dalla commissione in manifestazione con armi improprie e di essere in un numero superiore a 10, contestategli risalgono agli scontri avvenuti il 5 ottobre a Roma durante il corteo in solidarietà alla Palestina. In quella giornata migliaia di manifestanti hanno espresso la propria rabbia, contro il genocidio in corso, infrangendo il divieto della questura a scendere in piazza e Tarek come tanti e tante altre si è unito a loro.
Nell’ udienza del 15 Aprile è stata rigettata la richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia. Nonostante le numerose cartelle cliniche che danno atto della sua malattia.
Il pm ha sostenuto pedissequamente la ricostruzione della polizia in gran parte sconfessata dai video presenti agli atti.
Ha quindi ritenuto valida la ricostruzione della polizia che sostiene che Tarek ha partecipato da prima agli scontri su piazza piramide, poi aggirato il cordone della polizia (non si sa da dove) per prendere alle spalle gli agenti dopo aver partecipato agli scontri di piazza. 
Il Pm ha chiesto 3 anni e 4 con tutte le aggravanti e senza nessuna attenuante calcolato partendo da una pena di 5 anni diminuita per il rito abbreviato.
Il giudice lo ha condannato a 4 anni e 8 mesi.
Un anno e passa in più rispetto alla richiesta del pm.

#Dismantle_israel_now ✌🏾🇵🇸
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Forwarded from Giubbe Rosse
🥇 ORO, CONTINUA LA CORSA
Mentre scriviamo, il future dell'oro con scadenza giugno 2025 viene scambiato a 3.345,11 dollari. Record storico assoluto.

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Forwarded from Giubbe Rosse
‌NON POSSIAMO PIU’ STARE ZITTI! LETTERA APERTA DEGLI INTELLETTUALI IN DIFESA DI PADRE MOSCONE
di Sonia Milone

Dopo le accuse a padre Moscone dell’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede. alcuni intellettuali scendono in campo a fianco del vescovo di Manfredonia e firmano una lettera aperta.

Leggi l'articolo completo

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"la cagnolina Billy"
Un genocidio in atto e questi trovano il coraggio di scrivere articoli strappalacrime sulla "cagnolina billy"

Mi vengono sempre in mente le parole di Vittorio Arrigoni, scritte durante l'operazione Piombo Fuso (2008/2009), riportate nel suo blog "Guerrilla Radio" e nel suo libro "Gaza, restiamo umani".. Ora Vittorio non c'è più dal 2011, e chissà se il chirurgo Jamal sia ancora vivo:

«Prendi dei gattini, dei teneri micetti e mettili dentro una scatola» mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere pone per terra dinnanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue.
«Sigilla la scatola, quindi con tutto il tuo peso e la tua forza saltaci sopra sino a quando senti scricchiolare gli ossicini, e l’ultimo miagolio soffocato». Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua. «Cerca ora di immaginare cosa accadrebbe subito dopo la diffusione di una scena del genere, la reazione giustamente sdegnata dell’opinione pubblica mondiale, le denunce delle organizzazioni animaliste…». Jamal continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate dinnanzi ai miei piedi. «Israele ha rinchiuso centinaia di civili in una scuola come in una scatola, decine di bambini, e poi l’ha schiacciata con tutto il peso delle sue bombe. E quali sono state le reazioni nel mondo? Quasi nulla. Tanto valeva nascere animali, piuttosto che palestinesi, saremmo stati più tutelati».
A questo punto il dottore si china verso una scatola, e me la scoperchia dinnanzi. Dentro ci sono contenuti gli arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito.

“Gaza - Restiamo Umani”
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Tutti vanno là dove non c'è separazione. Ecco cosa ha detto la nostra collega martire Fatima Hassouna: Parlando di morte inevitabile, quando morirò, voglio una morte sonora. Non voglio comparire nelle ultime notizie, né essere un numero in un gruppo. Voglio una morte di cui il mondo senta parlare, un impatto che duri per sempre e immagini immortali che né il tempo né il luogo possano seppellire.
La nostra tenace collega Fatima è mancata ieri mattina insieme ad alcuni membri della sua famiglia.

Bassem Saleh
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Assistere alle scene di sfollamento e di pulizia etnica del popolo palestinese – di notte, sotto le bombe, con bambini in braccio e anziani al seguito – non è qualcosa di nuovo.
Non è iniziato ieri, né il 7 ottobre: sono cento anni che si ripetono queste immagini.

Un secolo in cui un popolo brillante, dignitoso e nobile viene massacrato, esiliato, discriminato, dimenticato dal mondo che si definisce “civile”.

E allora mi chiedo: cosa dobbiamo fare?
Io non voglio normalizzare questo dolore, non voglio assuefarmi a questo orrore.
Nel mio cuore io sono arrivata a una conclusione.

L’unica forma di resistenza concreta che oggi possiamo opporre a questa barbarie è andare lì.
Tutti.
In massa.
A fare da scudi umani.
A dire: "Non in nostro nome".
A metterci il corpo, perché le parole non bastano più.

...le parole non bastano più, le nostre voci , come quelle dei palestinesi, vengono ignorate alla grande:
abbiamo visto centinaia, migliaia, di manifestazioni in giro per il mondo e alla fine? Ignorati dai media e dai governi.
Dunque non bastano più nemmeno le manifestazioni,
non basta condividere notizie,
non bastano i boicottaggi della società civile
se i governi continuano a ignorare le nostre istanze
e a fiancheggiare il terrorismo sionista.
E' arrivato il tempo di mettere i nostri corpi dove le nostre voci non arrivano. Anche perchè, prima o poi, i nostri corpi verranno a prenderseli gli stessi che si prendono quelli dei palestinesi.
Ricordate: la Palestina è un laboratorio: quello che viene fatto nei confronti del popolo palestinese, e che il mondo tollera, prima o poi verrà fatto a noi... sarà troppo tardi allora. Ma forse è già troppo tardi anche oggi.

#FreePalestine 🇵🇸
#HumanShieldsForGaza
#NotInOurName

F. Quibla
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Sumy vs Gaza: trova la differenze.

https://youtu.be/pbiV9AT42qg?si=-u0RWNmdSqbJ2IYO

Il livello di malafede mista a cialtronaggine del TG di La7 è inarrivabile.
È il luogo dove la propaganda più smaccata incontra il giornalismo più servile e in malafede.

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YEMEN AND SARDINIA

È interessante vedere che ogni post si diffonde in questo social, tranne quelli in cui una cita lo #Yemen. Mi sembra dunque il caso di aggiungere qualcosa e dire che, in Sardegna, dovremmo già avere con il popolo yemenita un legame particolare e una volontà maggiore di proteggerlo, dato che nel nostro territorio esiste una fabbrica di morte che - per ora - non siamo riusciti a far chiudere e in cui si producono bombe usate per anni dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi proprio per attaccare gli yemeniti. Adesso che lo Yemen, seguendo il diritto internazionale, si pone in prima linea a contrastare il genocidio dei palestinesi, venendo per questo punito dagli Stati Uniti, dovremmo a maggior ragione proseguire una riflessione serissima sulle alternative da offrire a chi lavora in quella fabbrica del Sulcis e sulle innumerevoli ragioni per spingere a favore della sua chiusura. Dobbiamo aiutare tutte quelle realtà antimilitariste sarde che negli anni hanno lavorato a questo fine. Lo Yemen sta dicendo no alle super potenze e agendo secondo quanto la Convenzione per la Prevenzione del Genocidio richiede. La coscienza ci chiede di difenderlo. Se non la sentiamo parlare, abbassiamo il volume dei mainstream media e vedrete che la sua voce si farà più chiara. Vediamo se l'algoritmo fa vedere questo post solo al mio fidanzato e a mia zia o se, invece, si possono raggiungere altri due o tre utenti. E che caspita.
#yemen #RWM #sardinia

Sara Chessa
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Il 17 aprile 1936 fu firmato un trattato franco-siriano che riconosceva l'indipendenza della Repubblica della Siria, e per me, la vera SIRIA, rimarrà sempre questa.

Adesso la chiamo EX SIRIA.

Felice, orgogliosa e fiera di aver calpestato il suolo siriano quando c'era ancora il presidente Bashar Al Assad ❤️🇸🇾
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