Emanuela Nanni - Alla scuola di Reiki 🦋 Benessere olistico
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Benvenuta e benvenuto su questo canale

Il Reiki ha cambiato la mia vita e il mio sentire.
Spero che un giorno, anche tu, possa portare questa meravigliosa energia nella tua vita.
Apriti con fiducia e lasciati rigenerare.
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༺ ✧ ༻
Questo spazio è dedicato alla presenza e all’ascolto.
Non serve sapere nulla. Basta esserci.

Un gesto semplice di fine giornata per tutti

Questo non è un rito e non richiede alcuna esperienza di Reiki.

È un momento di pausa consapevole, aperto a chiunque senta il bisogno di rallentare.

Se vuoi, siediti comoda/o.

Appoggia una mano sul cuore e una sull’addome.

Fai tre respiri lenti.

Ad ogni espirazione lascia andare un po’ di tensione.

Poi chiediti, senza cercare risposte:
“Cosa posso lasciare andare oggi?”

Non serve fare nulla.

Non serve capire.

Resta qualche istante in silenzio.

Il gesto è completo.


Mi concedo presenza. Lascio andare il superfluo.
🦋
🙏1
🎇 Buon Anno.
Che questo nuovo ciclo ti trovi presente,
con il cuore aperto e il respiro che si fa spazio.
Che l’energia scorra dove serve,
con dolcezza e senza forzare.
Ricorda:
sei già nel punto giusto per iniziare.
🎇
🦋
2
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IL CAMPO – una presenza condivisa

Nel Reiki, come nella meditazione, lavoriamo con qualcosa che non si vede ma si sente.

Lo chiamiamo energia, presenza, coscienza.
Possiamo anche chiamarlo Campo.

Il Campo non è qualcosa che si crea con la volontà.

È uno spazio che emerge quando ci fermiamo, quando portiamo attenzione, quando smettiamo di forzare.

Nel Reiki, il Campo si manifesta nel silenzio delle mani,
nella qualità dell’ascolto,
nella fiducia che qualcosa stia già accadendo anche se la mente non lo comprende.

Nella meditazione accade lo stesso:
più ci radichiamo nel presente, più entriamo in risonanza con un campo più ampio di noi.

Il Campo non appartiene a chi “sa di più”.

È accessibile a chiunque si conceda un momento di presenza autentica.

Quando una persona si centra, il Campo, interno ed esterno, si armonizza.

Quando più persone lo fanno, qualcosa cambia nella qualità dello spazio condiviso.

Non per magia.
Per risonanza.

Questo canale nasce anche per questo:
creare un luogo sottile in cui tornare a sé,
insieme.


Fermati un istante.
Respira.
Senti il corpo.
Sei già nel Campo.

"Mi apro alla presenza,
mi accordo al Campo.
L’energia fluisce dove c’è ascolto".
🦋
6 gennaio 2026

Carissimi e carissime

in questo tempo di Epifania la Luce si lascia riconoscere.

Non come qualcosa da cercare fuori, ma come una presenza che si rivela a chi si ferma, ascolta, sente.

Oro, Incenso e Mirra parlano anche a noi:
del valore dell’essenziale,
del respiro che sale come preghiera silenziosa,
della trasformazione che nasce quando accogliamo ciò che è.

Che questo sia un giorno di rivelazione gentile per tutti e tutte noi.

Che la Stella cometa sorga nel cuore
e illumini il nostro cammino con semplicità e presenza.
🦋

Un abbraccio di Luce.
Invio Reiki a tutti e tutte voi🌀
"Dentro ogni essere umano opera un campo armonico di energia intelligente, una sorgente biologica e mentale capace di influenzare il nostro benessere, il nostro umore e persino il modo in cui percepiamo la realtà.

Quando questa energia è libera di fluire, le giornate si riempiono di colore, la mente diventa creativa e il corpo risponde con leggerezza e vitalità.

Ma il controllo costante, la mente analitica in modalità difensiva, invia segnali di stress che ne bloccano l’espressione.

È solo quando sospendiamo il bisogno di dominare ogni cosa e permettiamo alla mente immaginativa di attivarsi che la nostra biologia entra in uno stato di coerenza, e la vita può riorganizzarsi verso l’armonia".

- Dal libro “Pitagora – Il Codice dell’Armonia”
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IL CAMPO – risonanze sottili

Ogni cambiamento nasce nel silenzio della coscienza.
Prima di manifestarsi nel mondo, prende forma nel Campo: uno spazio invisibile fatto di presenza, intenzione e relazione.

Negli anni ’70 si iniziò a parlare di ciò che venne chiamato Effetto Maharishi:
l’ipotesi che stati di coscienza coerenti, coltivati da più persone, possano influenzare il contesto più ampio.

Non per controllo.

Per risonanza.

Al di là dei numeri e delle teorie, resta un’esperienza semplice e profonda:
quando la coscienza si quieta, il Campo cambia qualità.

E quando il Campo cambia, qualcosa si muove.

Mi piace pensare che anche questo piccolo spazio — poche persone, pochi respiri consapevoli — possa generare un’onda sottile.

Forse impercettibile.

Forse minuscola.

Ma reale.

Le vere trasformazioni non arrivano come scosse.

Avvengono per microscopici spostamenti:
un’intenzione chiara,
un gesto consapevole,
un tempo sacro dedicato all’ascolto.

E tutto comincia da te.

Concediti ogni giorno un momento per rientrare nel Campo.

Al mattino o alla sera.

Senza sforzo, senza aspettative.

Solo presenza.

Io ho il mio piccolo rito:
una tisana calda, una musica lieve, il tempo di ritornare a casa dentro.

Quando la mente si calma, il cuore si apre.

Quando il cuore si apre, il Campo si armonizza.

Ora, se vuoi, fermati un istante.
Chiudi gli occhi.
Respira.
Ascoltati.


Mi accordo al Campo della presenza.
Lascio che l’energia fluisca.
Il cambiamento inizia da me.

🦋
Reiki, una via vissuta
" Un tratto di strada con il Reiki"

Quando mi chiedono cosa mi abbia spinta a insegnare Reiki, la risposta più onesta è questa:
è stato inevitabile.

Non è qualcosa che “faccio”.

È una delle scelte più importanti degli ultimi dieci anni della mia vita.

Una scelta nata quando ho detto sì a una strada che sentivo chiara, anche se non semplice.

Rispetto ai racconti di altri Master, il mio percorso è stato veloce.

Non facile, ma veloce.

Una volta detto sì, le cose hanno iniziato a muoversi: vivere il Reiki come strumento di cura per me stessa e per gli altri.

Avevo chiaro l’obiettivo, non la strada.

Nessun dubbio sulla direzione, nessuna idealizzazione, ma nemmeno l’idea precisa di come sarei arrivata fin lì.

Sapevo che quella scelta mi avrebbe chiesto tempo, energia, presenza e un lavoro continuo di revisione.

Mi avrebbe chiamata a essere diversa da come ero stata fino ad allora.

Forse più esposta. Forse più “strana”.

E sapevo anche che avrei perso alcune persone, e forse ne avrei incontrate altre.

Raggiungere il livello di insegnante non è stato un sogno impossibile.

È stato inevitabile.

La prima persona a cui ho trasmesso il Reiki è stata mia figlia Irene.

L’emozione è stata simile a partorirla di nuovo.

Le prime persone che ho trattato sono state mia madre e l’altra mia figlia, Arianna.

Arianna l’ho trattata mentre aspettava la sua seconda figlia, Gaia.

Mia nipote Sofia, a nove anni, mi ha chiesto di ricevere il primo livello.
Senza spiegazioni, senza teorie.
Con una naturalezza che insegna più di molte parole.

Del Reiki si dice di tutto.
Non è mia intenzione entrare in polemica.

Perché non c’è nulla da convincere: c’è da vivere.

Vivere la dimensione umana sapendo che non siamo solo un corpo che reagisce a stimoli esterni.

Siamo molto, molto di più.

Per me il Reiki non è mai stato magia.

È stato ed è un cammino fatto di scelte, ascolto, responsabilità
e anche di gioia profonda.

Un modo di stare nella mia vita
avvicinandomi, un po’ alla volta,
a ciò che per me ha senso.
A ciò che per me è vero.

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😃
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Ha ancora senso parlare di felicità?

Viviamo tempi complessi.
Tempi in cui il mondo sembra perdere orientamento, umanità, misura.

Tempi di guerra dichiarata e non dichiarata, di violenza normalizzata, di parole che feriscono quanto i gesti.

In questi giorni, leggendo le parole di un allievo, mi sono fermata.

Mi sono chiesta:
che senso ha oggi parlare di felicità?

A chi serve ciò che propongo?

Non rischia di essere fuori contesto, fuori tempo?

La risposta che sento non è semplice, ma è onesta.

La felicità di cui parlo non è evasione, non è ottimismo forzato, non è “andrà tutto bene”.

Non è chiudere gli occhi davanti a ciò che accade.

È, semmai, il tentativo di non perdere la nostra umanità mentre il mondo trema.
È restare presenti senza indurirsi.

È non permettere alla violenza di colonizzare anche il nostro spazio interiore.

Quello che propongo non salva il mondo.

Ma può aiutare alcune persone a non perdersi nel mondo.

Forse oggi non è il tempo di parlare di felicità come traguardo.

Forse è il tempo di parlare di dignità, consapevolezza, radicamento, di piccoli spazi in cui tornare a respirare e ricordare chi siamo.

E se continuo a camminare su questa strada, è per questo.

Non per promettere luce,
ma per custodire un fuoco.

🦋
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Tutte le paure hanno un’unica origine:
la paura di perdere.
E poi ci sono momenti, rari, ma decisivi,
in cui realizziamo che ciò che poteva essere perso
è già stato perso.
Tutto qui.
È spesso da questo punto che qualcosa si allenta.
Non per rassegnazione, ma per verità.
Il Reiki, nel suo cammino più profondo,
non aggiunge ruoli, non rafforza identità.
Sostiene invece il rilascio degli attaccamenti
alla nostra idea di chi siamo,
di come dovremmo essere,
di ciò che crediamo di dover difendere.
E, con delicatezza,
ci accompagna verso versioni di noi stessi
che non avevamo previsto,
ma che forse ci stavano aspettando.
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17/18 gennaio weekend di formazione secondo livello Reiki
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A volte, per paura di perdere, scegliamo una pace che non ci somiglia.
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PACE APPARENTE O PACE VERA?

La pace vera è quella che chiede silenzio.

Che invita a con-tenersi.

Non scambia l’adattamento per armonia.

La pace vera non addormenta.

La pace vera allinea.


Quando scegliamo la pace apparente,
l’energia si ritira,
il corpo trattiene,
la verità si comprime.

E il Maestro interiore, che non dorme mai,
inizia a bussare...

Reiki non è un calmante.

È energia vera che ristabilisce il flusso vitale.

A volte lenisce.

A volte rompe ciò che non è più coerente.

Sempre, riporta al centro.

Non esiste pace
se l’anima viene messa a tacere.

La pace vera nasce
quando cuore, mente ed energia
tornano a parlare la stessa lingua.

Molto diverso dal "quieto vivere".

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Ti lascio una piccolissima pratica per tornare al centro.


Porta una mano al cuore e una al secondo chakra.

Chiudi gli occhi.

Lascia scorrere Reiki.

Formula interiormente l’intenzione:
“Sono disponibile a vedere dove mi sto adattando invece di allinearmi.”

Ascolta il corpo.

Ascolta l’energia.

Non forzare risposte.

Rimani in ascolto per qualche minuto.

Concludi portando entrambe le mani al cuore e afferma dentro di te:

“Scelgo una pace viva.
Scelgo coerenza.”

Ti avvolgo di Luce 🌀
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Buongiorno!

A te che viaggi sulle onde dell' energia Reiki.
Risonanze post formazione dello scorso weekend...

"...Buongiorno, dimenticavo di dirti che tra l'allievo e il Maestro almeno nel mio caso esiste una connessione che va oltre quello che si può spiegare..... Infatti lo percepisco.... Sii fiera e orgogliosa di te stessa, perché arrivi nel profondo delle persone con il sostegno, la presenza e la tua alta sensibilità che in punta di piedi e in " condivisione di amore" arriva dritta al cuore. Sono felice di averti incrociata sul mio cammino, di aver superato le piccole incomprensioni, di aver con chiarezza scelto di percorrere questo cammino Reiki in condivisione con te come Master Reiki che come i suoi allievi continua nella crescita personale e nel lavoro di introspezione. Ecco il vero Maestro secondo me è chi condivide il viaggio insieme ai suoi allievi. Un abbraccio grandissimo...."
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Buongiorno viaggiatori e viaggiatrici!

Oggi vi lascio una brevissima riflessione sull’auto-trattamento Reiki!


Quando ci dedichiamo all’auto-trattamento, può capitare di portare molta attenzione a ciò che “sentiamo” o “vediamo”:
calore, freddo, immagini, sensazioni particolari.

È comprensibile. La mente cerca appigli, conferme, segnali.

Eppure, nel Reiki, quando fissiamo troppo l’attenzione su ciò che accade, rischiamo di mentalizzare l’esperienza o di attribuire eccessiva importanza alle sensazioni.

Così facendo, paradossalmente, possiamo depotenziare l’auto-trattamento.

Esistono pratiche — che insegno e amo — come il Training Autogeno o lo Yoga Nidra, in cui la visualizzazione e l’ascolto attento del corpo sono centrali.

Nel Reiki, invece, il cuore del processo è un altro.

Nel Reiki ciò che è richiesto è lasciare andare.

Abbandonare corpo e mente alla fiducia di ciò che sta accadendo qui e ora.

Accogliere il momento presente senza giudicarlo, senza analizzarlo, senza volerlo guidare.

È una resa gentile.

Un affidarsi.

Se nel primo livello questo processo può non essere ancora pienamente maturo — ed è naturale — nel secondo livello diventa un passaggio importante, quasi necessario.

Perché Reiki non chiede di “sentire di più”,
ma di fidarsi di più.

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Per chi è nelle vicinanze una buona ragione per incontrarci!


Serate di scambio Reiki

Uno spazio gratuito aperto a tutti: praticanti e curiosi.

Puoi ricevere energia, rilassarti e vivere un momento di ascolto e presenza.
Per chi pratica, è l’occasione di condividere, affinare le tecniche e crescere insieme💛

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