Studio Commerciale Roman
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TRA LE MISURE PIU' RILEVANTI:
- introdotto l'obbligo per le società che emettono carte di credito e bancomat di trasmettere all’Agenzia delle Entrate, oltre alle commissioni addebitate e i dati identificativi degli strumenti di pagamento, "anche gli importi complessivi delle transizioni giornaliere effettuate mediante tali strumenti", sia nel caso di un consumatore finale sia di quello di un operatore economico;
- estesi a partire dal 1° gennaio 2024 gli obblighi della fatturazione elettronica ai contribuenti in regime forfettario con ricavi annui inferiori a 25.000 euro (per i forfettari con ricavi uguali o superiori a 25.000 euro annui gli obblighi della fatturazione elettronica entrano in vigore il 1° luglio 2022).
La Germania ha registrato il suo primo deficit commerciale mensile in tre decenni. Il dato diffuso oggi è relativo allo scorso maggio e segna un rosso di un miliardo di euro, il primo dal 1991 (gli analisti prevedevano invece un surplus di 2,7 miliardi rispetto a quello di 3 miliardi di euro dell'aprile 2022).
Negli ultimi 15 anni i surplus mensili commerciali tedeschi hanno quasi sempre oscillato tra i 15 e i 20 miliardi di euro.
Ieri poi Yasmin Fahimi, capo della Federazione tedesca dei sindacati (DGB), ha avvertito che le principali industrie tedesche rischiano il collasso permanente a causa dei tagli alle forniture di gas naturale russo. “A causa dei colli di bottiglia del gas, intere industrie rischiano un collasso permanente: alluminio, vetro, industria chimica. Un tale crollo avrebbe enormi conseguenze per l’intera economia e l’occupazione in Germania”, ha affermato Fahimi.
Venerdì scorso il ministro tedesco per l’economia Robert Habeck ha parlato del rischio di una possibile ondata di fallimenti tra le utilities a causa dei problemi negli approvvigionamenti di gas. In tal caso scatterebbe una clausola che consente ai fornitori di alzare i prezzi per i consumatori indipendentemente dagli accordi contrattuali. In precedenza il Ministro aveva avvertito che la situazione rischia di creare turbolenze più profonde, paragonando la situazione al ruolo di Lehman Brothers nell'innescare la crisi finanziaria nel 2008.
PER IL SUPERBONUS NON C'E GIA' PIU' UN EURO...... IL GOVERNO PERALTRO RIFERISCE CHE GLI EFFETTI POSITIVI SULL'ECONOMIA NON SONO TALI DA GIUSTIFICARE LA PROROGA DELLA MISURA..... PER L'INVIO DI ARMAMENTI PESANTI, ANCHE A LUNGO RAGGIO, IN UCRAINA, PER L'AUMENTO DELLE SPESE MILITARI E PER IL REDDITO DI CITTADINANZA INVECE I SOLDI CI SONO (MONTAGNE DI MILIARDI) A PRESCINDERE......
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LE CARTELLE ESATTORIALI NON PAGATE SUPERANO L'INCREDIBILE CIFRA DI OLTRE MILLE MILIARDI DI EURO
I crediti fiscali e contributivi affidati all'Agenzia delle Entrate - Riscossione per l'incasso coattivo hanno superato l'incredibile cifra di oltre 1.000 miliardi di euro (superando quindi il 60% del PIL dell'Italia), precisamente al 31 dicembre 2021 hanno raggiunto l'importo di 1.099 miliardi.
Si osserva poi che l'aumento dei ruoli (che si traducono in cartelle di pagamento) emessi dall'Inps nell'anno 2021 per contributi non pagati sono aumentati, rispetto al 2020, del 545% (cinquecentoquarantacinque per cento).
Solo il 6% circa delle cartelle giacenti, secondo quanto riferito, può sperare di essere riscosso.
La situazione é <<da ricondursi al peggioramento del contesto economico e alla conseguente minore capacità di assolvimento dei contribuenti, solo parzialmente attenuata dagli interventi di differimento delle scadenze di pagamento disposte dal legislatore>>.
In Russia per la prima volta dal 1991 nel giugno 2022 è stata registrata una deflazione (diminuzione dei prezzi) dello 0,35%, nell'Unione Europea è stato invece raggiunto un nuovo record di inflazione stabilito a giugno a +9,6%, dopo il precedente record di maggio a +8,8% e di aprile a +8,1%.
In 15 paesi della UE l'inflazione ha superato il 10%. L'inflazione più alta è in Estonia +22%, Lituania +20,5%, Lettonia +19,2%.
Non c'è inflazione inferiore al 6% in nessun paese della UE. Ad eccezione di due paesi [Malta (+6,1%) e Francia (+6,5%)] l'inflazione in tutti gli altri Stati della UE supera l'8%.
I prezzi dell'energia nell'Unione Europea sono aumentati del 42%, a causa in gran parte alle sanzioni anti-russe. I generi alimentari primari (non trasformati) crescono dell'11,2%.
L'Europa occidentale deve prepararsi a tempi molto difficili.
(fonte: Financial Times)