I Sollevamenti della Terra in Marcia
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Oggi alle 18 alcuni amici dei Soulèvements de la Terre saranno all'acampada di Piazza Scaravilli, contro il genocidio del popolo palestinese.

I Soulèvements sono una grande costellazione di contadin* e attivist* che resiste in Francia alla privatizzazione delle acque, all'agroindustria e alla cementificazione dei territori. Saranno per qualche settimana in varie città italiane a presentare la prossima "stagione" delle loro mobilitazioni, e siamo contenti di chiacchierare oggi con loro nel contesto dell'acampada studentesca
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LA TERRA E' DI CHI LA ABITA

Nel quartiere Birra, allo svincolo della tangenziale, non c’è solo un anonimo terreno sotto esproprio per la costruzione del Passante, ma l’abitazione di una famiglia.

https://sollevamentiterra.noblogs.org/post/2024/05/10/la-terra-e-di-chi-la-abita/
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Bisaboga 8/6/24 ore 21
A fine marzo 2023 il movimento francese soulevements de la terre chiama una manifestazione in difesa del territorio di Sainte Soline nelle Deux-Sevres, contro il progetto ecocida dei megabacini: un progetto che prevede la costruzione di enormi infrastrutture per l’approvvigionamento idrico dell’agricoltura industriale a discapito della salute delle terre e dei piccoli agricoltori. La partecipazione alla manifestazione è massiccia ma la violenza poliziesca e di stato puntano a trasformarla in un massacro.
Alla repressione fisica della manifestazione segue quella giuridica, sul piano amministrativo come su quello penale e la disinformazione di stato si impegna a insabbiare e deformare la narrazione degli eventi.
Questo documentario cerca di fare chiarezza sul reale svolgimento del corteo e sulle responsabilità di chi quel giorno ha ferito centinaia di persone in nome del mantenimento dell’ordine costituito.
“Il coraggio da una parte, 4000 granate dall’altra. Darmanin assassino”
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I Sollevamenti della Terra in Marcia
24 – 31 agosto 2024

La marcia contro le grandi opere inutili e dannose è pronta anche quest'anno ad attraversare l'appennino tosco-emiliano fino alla città di Bologna, per opporsi con ostinazione ai progetti ecocidi e senza futuro che avvelenano le nostre montagne e gli ambienti in cui viviamo. Dal Corno alle Scale fino a Bologna, passando per il lago Brasimone: 7 giorni di accampamento, autogestione e libertà per nutrire le lotte dei territori che abitiamo. Raggiungeteci!

t.me//sollevamenti
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Corno alle Scale – l'accanimento terapeutico
Il devastante e insensato progetto di nuova seggiovia è ormai ai blocchi di partenza. In un territorio carente di servizi (reparti ospedalieri che chiudono, trasporti pubblici gravemente insufficienti, opportunità sociali e culturali esclusivamente finalizzate al turismo...) si insiste sugli investimenti legati alla neve che non c'è più. Anzi peggio: si punta sull'innevamento artificiale, insostenibile con le temperature di questi anni, inquinante e con un enorme impatto sulle risorse idriche quando già molti paesi sono riforniti di acqua potabile con le autobotti.

Brasimone – nucleare: a volte ritorna
il progetto di centrale nucleare fu fermato dal referendum del 1987, ma l'impianto non è mai stato chiuso e ha continuato a funzionare come piccolo centro di ricerca. Oggi, non a caso, è in progetto un grande rilancio del centro di ricerca con investitori stranieri e capitale pubblico. Non si parla (per il momento) di produzione né di lavorazione di materiali radioattivi, ma è chiaro che il nostro territorio sarà un importante tassello (per non farci mancare nulla!!) del rilancio del nucleare in grande stile che qualcuno vorrebbe per il nostro paese.

Bologna - le mani sulla città
Passante, parco Don Bosco, Prati di Caprara, tram e tutti gli innumerevoli progetti cementificatori che il sindaco Lepore sgancia al ritmo ormai di uno alla settimana. La città è preda di un'ossessione speculativa che va all'attacco degli ultimi spazi verdi rimasti.

Bloccare questi progetti è possibile



Presto maggiori informazioni su tappe e programma
t.me//sollevamenti
https://sollevamentiterra.noblogs.org
sollevamenti@riseup.net
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È on line il programma della marcia 2024!
Dal 24 al 31 agosto, dagli appennini a Bologna per dire NO ad opere inutili e imposte.

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https://sollevamentiterra.noblogs.org/post/2024/07/21/locandina-e-programma-della-marcia-di-questanno/
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Accompagnando "I Sollevamenti della Terra in Marcia" che dal 24 al 31 agosto propongono 7 giorni di campeggi, autogestione e camminate, dal Corno alle Scale fino a Bologna, passando per il lago Brasimone per dire NO ad opere inutili e imposte; proponiamo nei giorni 28, 29 e 30 Agosto, laboratori esperienziali, artistici e teatrali a partecipazione libera a cura del Collettivo Artistico dell'Appennino.

Per stimolare l'ascolto delle relazioni che ci circondano, attraversare in modo consapevole i nostri territori, interrogarci su che forme prendiamo insieme, raccontare coi nostri corpi storie di terra e scoprire cosa rimane del nostro paesaggio.

Vi aspettiamo! 

Per più informazioni sulla marcia:
https://sollevamentiterra.noblogs.org/post/2024/07/21/locandina-e-programma-della-marcia-di-questanno/
https://t.me//sollevamenti
sollevamenti@riseup.net
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Pubblicata sul sito una nuova pagina che conterrà informazioni sulle tappe della marcia giorno per giorno. Già pronta quella per domani, con indicazioni per arrivare a Cutigliano.
A prestissimo!

https://sollevamentiterra.noblogs.org/post/2024/08/23/informazioni-tappa-per-tappa/
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Marcia_2024.pdf
18.9 MB
Qui il pdf con tutto il programma
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Buongiorno da Cutigliano!
Vi aspettiamo da stamattina al Campeggio Le Betulle: all' accoglienza dite di essere con la Marcia e proseguite fino alle ultime piazzole. L' ingresso al campeggio è interamente spesato dalla cassa collettiva dei Sollevamenti della Terra, nel corso della giornata ci sarà occasione di contribuire alla cassa ognunx secondo le proprie disponibilità.
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Domani ore 8 partenza dal campeggio Le Betulle a Cutigliano, pranzo alla Doganaccia e arrivo al Lago Scaffaiolo alle 17
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Ritrovo a Porretta alle 10. Partenza per Guzzano ore 12
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Ciao! La marcia è arrivata al lago brasimone ed è partito il laboratorio di espressione! A seguire ci sara una chiacchiera sul nucleare e poi cena conviviale!
Ci trovate dopo la Baracchina 5 minuti a piedi continuando sulla strada nella pinta sulla sinistra.
Per la cena torneremo al parco giochi vicino alla baracchina
Raggiungeteci!
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Forwarded from Gruppo Tanuki
REPRESSIONE E RILANCIO AL BOSCO DI VIA CURTATONE A GALLARATE

Oggi, mercoledì 28 agosto, siamo a tre settimane esatte da quando sono stati interrotti i lavori al bosco di Via Curtatone a Gallarate. In queste tre settimane il presidio è cresciuto: sempre più gente è arrivata portando idee/proposte e durante le giornate passate sotto al gazebo ci sono stati momenti di confronto e si sono consolidati nuovi rapporti.
Ci aspettavamo che questa terza settimana sarebbe stata ad alto rischio anche per l'esito del confronto tra Comitato e amministrazione comunale, in cui quest'ultima, pur essendosi resa disponibile al dialogo (sollecitata dalla prefettura), ha palesato la volontà di non fare nessun passo indietro.
Una prima risposta è avvenuta nella mattinata di martedì 27 : intorno alle 9 del mattino la Digos di Varese si è presentata sotto casa di un compagno che è sempre stato presente al presidio fin dall'inizio, notificandogli un foglio di via da Gallarate della durata di 4 anni.
Tra le motivazioni dell'allontanamento, si fa riferimento ai giorni nei quali sono iniziati gli abbattimenti (5, 6, 7 agosto) e si contestano diversi reati: interruzione di pubblico servizio, invasione di terreni ed edifici, violenza privata, imbrattamento, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata. La Digos ha voluto identificare tutte le altre persone che ha trovato nel cortile del condominio, creando tensione.
Poche ore dopo, nel primo pomeriggio, un massiccio dispiegamento di polizia di stato, polizia locale, Digos e carabinieri è improvvisamente arrivato in Via Curtatone. Una quindicina di agenti della Digos sono riusciti ad entrare nel bosco con la scusa di un sopralluogo, una volta dentro hanno però palesato la reale intenzione di denunciare chi si trovava all'interno.
Mentre le persone erano al sicuro sopra le piattaforme sugli alberi, l'operazione di polizia si è evoluta in un vero e proprio attacco per indebolire il presidio. Di fatto la polizia ha iniziato ad accumulare il materiale che trovava, tra cui strumenti per l'arrampicata, tende, amache, legna e attrezzi da lavoro e ha anche tentato di danneggiare alcune costruzioni.
La dinamica della notifica di queste denunce è stata ridicola in quanto delle quattro persone sugli alberi solo una era riconoscibile. Nonostante questo, la Digos le ha notificate tutte e quattro assegnandone tre a caso, identificando gli anonimi con chi era stato fermato in giorni precedenti e in altre occasioni. Insomma, hanno deciso di "sparare nel mucchio".
Durante questi avvenimenti dentro il bosco, il presidio esterno continuava a crescere di numero. Ad un certo punto è arrivato un piccolo camion per portare via tutto il materiale "sequestrato" (non è stato fatto alcun verbale di sequestro) e in quel frangente un gruppo di persone si è incordonato nel tentativo di ostacolare tale operazione. La risposta delle forze dell'ordine è stata rapida e, spingendo e strattonando, hanno liberato l'accesso arrivando anche ad arrestare una compagna. Una volta caricato il materiale, poco dopo, gli agenti si sono dileguati.

L'arrestata, presa da agenti della Polizia Locale, è stata portata al Comando cittadino e successivamente spostata al Commissariato della Polizia di Stato, infine trasportata alla Questura di Varese dove ha passato la notte. In ognuna di queste sedi è stata fatta spogliare integralmente e sottoposta a perquisizioni, per un totale di tre volte nel giro di poco tempo.
Dal presidio, un gruppo di persone ha raggiunto subito il Comando della Polizia Locale nel tentativo di ottenere informazioni sulla situazione e poco dopo si è appreso che ci sarebbe stato il processo il giorno seguente, per direttissima.
Oggi siamo felici di scrivere che la nostra compagna è libera e senza restrizioni. L’accusa aveva richiesto che in attesa del processo, come misura cautelare, dovesse recarsi periodicamente a firmare in caserma, ma tale richiesta è stata rigettata. È stato notificato purtroppo anche a lei un foglio di via da Gallarate della durata di 4 anni.
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