L'epidemia più famosa della storia palermitana: la peste e le ossa della "Santuzza"
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Come arrivò la peste a Palermo
Era precisamente il 7 maggio. Il viceré Emanuele Filiberto di Savoia ordina di procedere allo sbarco del galeone appartenente all’ordine di Santa Maria della Redenzione dei Captivi, “patentato” dal consolato francese e dalla Deputazione di Salute di Trapani, città dove aveva fatto precedentemente tappa. In poche parole, il galeone era sicuro sulla carta. Quello nordafricano era stato segnalato come “porto sospetto” ma, data la documentazione nautica, la nave poté entrare in porto. Solo successivamente si scoprì che la prima patente, quella ottenuta dal consolato francese in Tunisia, fu (doppiamente) falsificata dal commissario dell’ordine dei Captivi e che alcuni malati morti a bordo furono gettati in mare per evitare di essere bloccati a Trapani. Qui infatti il galeone riuscì a sostare ma solo dopo alcune resistenze amministrative all’attracco. L’arrivo a Palermo fu un invito a nozze per il virus pestilenziale.
Primi casi di peste, sospetti e impreparazione.
I primi casi di peste a Palermo vennero registrati nel quartiere “Fieravecchia”. In vicolo Cefalà, non molto distante dal porto, morirono quattro persone venute a contatto con della «roba infetta» portata in città. Dal funerale di uno di questi derivarono altri contagi e altre morti con bubboni sul corpo. Il virus non fu riconosciuto immediatamente, e non scattò nessuna misura nel primo mese dopo lo sbarco nonostante le decine di morti in poco tempo.
Prime vittime illustri. Il 24 giugno la città venne dichiarata «infetta» e le porte cittadine controllate dalle autorità. Iniziava ufficialmente la lotta alla peste in una Palermo che di lì a poco si sarebbe ritrovata improvvisamente orfana del viceré Emanuele Filiberto e del generale degli eserciti, entrambi uccisi dal virus fra luglio e agosto.
I protagonisti della lotta alla peste. Le prescrizioni del protomedico racalmutese Ingrassia – colui che riuscì ad applicare efficaci provvedimenti durante la peste del 1575, contenendola di fatto e bloccandola nel giro di un anno – costituirono il modello comportamentale da cui si partiva durante l’epidemia del 1624. Stavolta però, tra i medici deputati della Sanità della città di Palermo, spicca il nome di Marco Antonio Alaymo. Il medico compaesano di Ingrassia ebbe già un ruolo di rilievo nel fronteggiare l’ondata del 1652, da cui la Sicilia restò indenne grazie ai precetti contenuti nei suoi Consigli Politico-Medici. L’autore concentrava la sua attenzione soprattutto sul fronte esterno, ossia sul controllo delle frontiere marittime e terrestri, un aspetto che prima era stato sottovalutato.
Il “lockdown” nel XVII secolo. Le misure del “resto a casa” di allora furono comunque stringenti. Vennero chiuse delle zone della città e sorvegliate in entrata e uscita, data la conformazione della città in aree circoscrivibili da vere e proprie porte di passaggio (oggi ne sono sopravvissute molte). I non palermitani che volevano uscire dalla città dovevano esibire una benda bianca al petto e passare obbligatoriamente un periodo di quarantena prima di entrare altrove (30 giorni di purificazione e isolamento e altri 10 prima di essere dichiarati “liberi). Venne tamponata la diffusione della peste anche se il costo in termine di vite fu comunque tragico.
La peste miete vittime in tutta Italia
La peste del XVII secolo segnò violentemente tante altre grandi città italiane. Alcune tragedie sono state ampiamente descritte nella grande letteratura nazionale, come Milano; non mancano altre devastazioni senza precedenti come nel caso di Venezia (50 mila morti) e di Napoli (quasi 290 mila morti). Palermo, anche grazie alle sue speciali leggi sanitarie, riuscì ad arginare il numero delle vittime a circa 10 mila, a fronte di una popolazione che era cresciuta molto raggiungendo gli oltre 130 mila abitanti
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Prime vittime illustri. Il 24 giugno la città venne dichiarata «infetta» e le porte cittadine controllate dalle autorità. Iniziava ufficialmente la lotta alla peste in una Palermo che di lì a poco si sarebbe ritrovata improvvisamente orfana del viceré Emanuele Filiberto e del generale degli eserciti, entrambi uccisi dal virus fra luglio e agosto.
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⛲ Fontana dell'Amenano
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La Fontana dell'Amenano venne realizzata nel 1867, in marmo di Carrara, dal Napoletano Tito Angelini
L'opera rappresenta il fiume Amenano che era un Dio Greco dal volto giovanile. La statua del giovane con cornucopia in mano,dalla quale fuoriesce dell'acqua che si versa in una vasca dal bordo bombato. L'acqua, tracimando da questa vasca, produce un effetto cascata che dà la sensazione di un lenzuolo. Da qui il modo di dire "acqua a linzolu". L'acqua che cade dalla vasca si riversa nel fiume sottostante, che scorre ad un livello di circa due metri sotto la piazza.
Il fiume Amenano alimentava il Lago di Nicito, seppellito dall'Etna durante l'eruzione del 1669.
Da lì, il fiume proseguiva verso la parte occidentale della città fino a raggiungere il Monastero dei Benedettini. Qui, il fiume si divideva in tre bracci: uno fluiva verso la Pescheria e Villa Pacini; l'altro verso il Teatro Romano, Piazza San Francesco d'Assisi e Piazza Duomo; il terzo sotto il Monastero di San Giuliano e le Terme Achilleane, per poi sboccare verso il porto.
Oggi il fiume sgorga presso Piazza Duomo, in corrispondenza della Fontana, con il cosiddetto effetto "Acqua a linzolu", ovvero con una sorta di cascata che straripa dal bordo bombato della Fontana, per finire nel corso d'acqua sottostante, come fosse un lenzuolo.
Alle spalle della fontana, una scalinata in pietra lavica conduce alla Pescheria, antico mercato cittadino che, assieme alla Vucciria di Palermo, è fra le maggiori attrazioni folcloristiche delle due città Siciliane.
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Il fiume Amenano alimentava il Lago di Nicito, seppellito dall'Etna durante l'eruzione del 1669.
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🗞️ Allerta gialla in Sicilia mercoledì 8 maggio, temporali e forte vento in tutta l’Isola
📖 I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica. Le previsioni per mercoledì 8
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Allerta gialla in Sicilia mercoledì 8 maggio, temporali e forte vento in tutta l'Isola
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🗞️ Tutela del patrimonio culturale in Sicilia, i numeri dell’attività dei carabinieri nel 2023
📖 Da una parte l’attività di prevenzione, dall’altra il recupero dei beni archeologici rubati. È stato presentato il report dell’attività svolta nel 2023 dai carabinieri del nucleo che si occupa di ...
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Tutela del patrimonio culturale in Sicilia, i numeri dell'attività dei carabinieri nel 2023
È stato presentato il report dell'attività svolta nel 2023 dai carabinieri del nucleo che si occupa di tutela del patrimonio culturale.
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Sai cos'è ?
A Catania lo chiamiamo Iris, ha la pasta un po' più dura di una brioche ed è poco più grande, viene scavato al suo interno sino a lasciare le pareti spesse poco più di un centimetro, viene riempito di crema bianca o crema al cioccolato, viene tappato (da sotto) con parte della parte esterna prima asportata, viene quindi passato nel latte e impanato con la mollica grossa non fine e quindi viene fritto ma prima, in quelli bianchi viene tolta dalla parte superiore la mollica per segnare che è bianco (come quello in figura) e non cioccolato.
Al mattino, caldi appena fritti, sono una goduria 😋😋
P.s. ora li fanno anche con ricotta o crema al pistacchio 😍
Grazie a @nando3c per questa chicca su questa prelibatezza Catanese ❤️
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BORGO MEDIEVALE POCO CONOSCIUTO
Situato al centro della Sicilia, su un monte ben visibile dall'autostrada Catania Palermo, a circa 5 km dall'uscita autostradale di Enna. Cosa vedere in questo borgo dalla forte impronta medievale e oggi tra il novero dei Borghi più belli d'Italia.
✅️ La piazza , detta 'u Chiuanu' centro nevralgico di incontro e aggregazione della popolazione .
✅️ La chiesa Madre seconda Regia Cappella Palatina della Sicilia . Nel punto più a nord del borgo conserva evidenti resti di una chiesa sotterranea venuta alla luce durante un restauro.
✅️ La via carcere, un agglomerato di grotte che ricordano l'antica tradizione rurale e le vecchie abitazioni del 1600.
✅️ Il villaggio bizantino un sito di grande valore storico ed archeologico.
✅️ Il convento dei Cappuccini che ha al suo interno opere di elevato pregio artistic
🎥 @nadiaettoreinviaggio
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Buon Pomeriggio ☕️💋
🗓 Mercoledi 8 Maggiu
☀️ Brisci e 05:54
🌅 Scura e 19:56
🌑 Luna Nova 0%
⛪️ Madonna del Rosario di Pompei
🗞Videmu chi succidiu na vota di sti tempi.
🔸L' 8 Maggio del 1848 - Il Parlamento siciliano aggiunse un lungo proclama, rivolto “a tutte le nazioni civili”, con il quale riassumeva le ragioni della Rivoluzione e la legittimità delle aspirazioni all'indipendenza della Sicilia dai Borboni. Era quindi una sorta di memorandum utile a spiegare la genesi della Rivoluzione siciliana.
🔸L'8 Maggio del 1628 - Nasceva a Licata l'architetto barocco Angelo Italia, tra i protagonisti di un'importante stagione artistica nella storia di Sicilia.
📖 Proverbiu du jionnu
"Cu’ sapi zittiri, vali cchiù di cu’ sapi parrari".
"Chi sa stare zitto vale più di chi sa parlare. Chi non sa parlare impari, di tanto in tanto, a star zitto".
🎥 @sicilia_nel_cuore
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