Leonardo Ximenes, gesuita, astronomo e ingegnere..L'uomo che con il suo ingegno stupì.
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
💯2
👶🏻 Nasce a Trapani. Il suo cognome è legato alle origini spagnole della sua famiglia. A Trapani ha frequentato il collegio dei Gesuiti.
Ordinato nella compagnia di Gesù fu inviato a svolgere la sua missione nella provincia toscana nel 1731. In Toscana si articola la sua esperienza di noviziato e nel 1736 fu trasferito nella Provincia Romana.
🧑🏫 Insegnó lettere presso il Collegio di S.Giovannino a Firenze e a Roma per poi divenire istitutore dei figli del marchese Vincenzo Riccardi. Dopo le sue prime pubblicazioni in ambito scientifico gli venne affidata la cattedra di Geografia e affidato l'incarico di redigere la cartografia della Toscana.
🧑🔬Si occupó anche di ingegneria idraulica e civile dedicandosi alla bonifica del lago di Bientina. Fra le opere di ingegneria idraulica di un certo rilievo va ricordato un grande canale emissario dal lago all'Arno, un polo viario per facilitare commercio e comunicazioni tra l'interno e il mare. Unica testimonianza rimasta la Fabbrica delle Cateratte a via due ponti a San Giovanni alla Vena di Vicopisano, ma in degrado e abbandono: all'interno marchingegni di ingegneria idraulica del Settecento, in legno di quercia, unici in Italia.
⏳ Nel 1765 Ximenes si occupò della bonifica della Maremma Grossetana. Una Fabbrica di Cateratte, la Casa Rossa, simile a quella Pisana, ma isolata, è stata recuperata e valorizzata a osservatorio dell'ambiente palustre. Come ingegnere civile, la sua opera più riuscita fu la strada regia pistoiese, che collegava il Granducato con il Ducato di Modena; una delle più impegnative opere ingegneristiche del Settecento in Toscana e di particolare interesse per il governo, sia dal punto di vista economico sia da quello militare: facilitava infatti il passaggio di merci, ma metteva anche in collegamento diretto la Toscana con i possedimenti austriaci in Italia.
⚠️ Due piramidi ai lati del passo dell'Abetone ricordano l'imponente lavoro. Come astronomo si occupò dello studio dell'obliquità dell'eclittica e restaurò lo gnomone di Santa Maria del Fiore, scoprì l'influenza della luna sulle maree in un'epoca, 1755, ancora restia a riconoscere il valore delle osservazioni scientifiche, come era stato per Galileo.
🎓A Firenze insegnò all’università dove tenne corsi di ingegneria idraulica. Come scienziato idraulico Ximenes si occupò di strumenti per misurare la velocità delle acque, dimostrando fin da giovane grandi doti d'inventore. Gli strumenti più noti da lui inventati furono la ventola e la valvola idraulica, che gli consentirono di misurare la velocità puntuale della corrente.
✍🏻 Fra le numerose attività che si conoscono di Ximenes viè anche quella di scrittore e membro di numerose accademie internazionali (Verona, Siena, Parigi, Pietroburgo). Fu uno degli autori della rivista enciclopedica Storia letteraria d'Italia. In particolare, Ximenes collaborò alla redazione delle pagine dedicate alla scienza.
🔭 Nel 1756 fondò a Firenze l'osservatorio astronomico di "San Giovannino" (o Osservatorio Ximeniano), cui dedicò gli ultimi anni della sua vita e che pertanto porta il suo nome. È uno dei più importanti a livello europeo e vi è conservata la biblioteca di Ximenes.
🔬Il valore scientifico e intellettuale di Ximenes indusse il granduca di Toscana a sceglierlo come cartografie e ingegnere personale. Leonardo Ximenes morì il 3 maggio 1786 e nel suo testamento destinò la biblioteca, gli strumenti e le rendite dei suoi beni immobili siciliani alla costituzione delle cattedre di astronomia e di idraulica, da affidare ai padri scolopi Stanislao Canovai e Gaetano del Ricco. Le due cattedre rimarranno attive fino alla metà dell'Ottocento.
👤 In segno di gratitudine i Fiorentini gli erigeranno un busto marmoreo, collocato nell'osservatorio di S. Giovannino.
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
Ordinato nella compagnia di Gesù fu inviato a svolgere la sua missione nella provincia toscana nel 1731. In Toscana si articola la sua esperienza di noviziato e nel 1736 fu trasferito nella Provincia Romana.
🧑🏫 Insegnó lettere presso il Collegio di S.Giovannino a Firenze e a Roma per poi divenire istitutore dei figli del marchese Vincenzo Riccardi. Dopo le sue prime pubblicazioni in ambito scientifico gli venne affidata la cattedra di Geografia e affidato l'incarico di redigere la cartografia della Toscana.
🧑🔬Si occupó anche di ingegneria idraulica e civile dedicandosi alla bonifica del lago di Bientina. Fra le opere di ingegneria idraulica di un certo rilievo va ricordato un grande canale emissario dal lago all'Arno, un polo viario per facilitare commercio e comunicazioni tra l'interno e il mare. Unica testimonianza rimasta la Fabbrica delle Cateratte a via due ponti a San Giovanni alla Vena di Vicopisano, ma in degrado e abbandono: all'interno marchingegni di ingegneria idraulica del Settecento, in legno di quercia, unici in Italia.
⏳ Nel 1765 Ximenes si occupò della bonifica della Maremma Grossetana. Una Fabbrica di Cateratte, la Casa Rossa, simile a quella Pisana, ma isolata, è stata recuperata e valorizzata a osservatorio dell'ambiente palustre. Come ingegnere civile, la sua opera più riuscita fu la strada regia pistoiese, che collegava il Granducato con il Ducato di Modena; una delle più impegnative opere ingegneristiche del Settecento in Toscana e di particolare interesse per il governo, sia dal punto di vista economico sia da quello militare: facilitava infatti il passaggio di merci, ma metteva anche in collegamento diretto la Toscana con i possedimenti austriaci in Italia.
⚠️ Due piramidi ai lati del passo dell'Abetone ricordano l'imponente lavoro. Come astronomo si occupò dello studio dell'obliquità dell'eclittica e restaurò lo gnomone di Santa Maria del Fiore, scoprì l'influenza della luna sulle maree in un'epoca, 1755, ancora restia a riconoscere il valore delle osservazioni scientifiche, come era stato per Galileo.
🎓A Firenze insegnò all’università dove tenne corsi di ingegneria idraulica. Come scienziato idraulico Ximenes si occupò di strumenti per misurare la velocità delle acque, dimostrando fin da giovane grandi doti d'inventore. Gli strumenti più noti da lui inventati furono la ventola e la valvola idraulica, che gli consentirono di misurare la velocità puntuale della corrente.
✍🏻 Fra le numerose attività che si conoscono di Ximenes viè anche quella di scrittore e membro di numerose accademie internazionali (Verona, Siena, Parigi, Pietroburgo). Fu uno degli autori della rivista enciclopedica Storia letteraria d'Italia. In particolare, Ximenes collaborò alla redazione delle pagine dedicate alla scienza.
🔭 Nel 1756 fondò a Firenze l'osservatorio astronomico di "San Giovannino" (o Osservatorio Ximeniano), cui dedicò gli ultimi anni della sua vita e che pertanto porta il suo nome. È uno dei più importanti a livello europeo e vi è conservata la biblioteca di Ximenes.
🔬Il valore scientifico e intellettuale di Ximenes indusse il granduca di Toscana a sceglierlo come cartografie e ingegnere personale. Leonardo Ximenes morì il 3 maggio 1786 e nel suo testamento destinò la biblioteca, gli strumenti e le rendite dei suoi beni immobili siciliani alla costituzione delle cattedre di astronomia e di idraulica, da affidare ai padri scolopi Stanislao Canovai e Gaetano del Ricco. Le due cattedre rimarranno attive fino alla metà dell'Ottocento.
👤 In segno di gratitudine i Fiorentini gli erigeranno un busto marmoreo, collocato nell'osservatorio di S. Giovannino.
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
💯3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
💯2
La pasta con le fave fresche alla siciliana è un gustoso primo piatto della tradizione popolare. Caratterizzata da tre ingredienti tipici e locali come le fave fresche, il finocchietto selvatico e la ricotta salata è una ricetta facile e gustosa.
🫛INGREDIENTI:
320 g di ditalini lisci
250 g di fave fresche (peso al netto degli scarti)
1 cipollotto
1 mazzetto di finocchietto selvatico fresco
ricotta salata grattugiata
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero
🥣PREPARAZIONE:
✅Sgranate le fave eliminando anche la seconda buccia.
✅In un tegame fate appassire il trito di cipollotto con l’olio.
✅Unite le fave, salate e pepate e versate 1 tazza d’acqua; fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco moderato.
✅Allungate tanta acqua quanto basta per cuocere la pasta e, appena bolle, versate la pasta che porterete a cottura.
✅Impiattate spolverizzando il piatto con pepe e pecorino grattugiato
Buon Appetito! 🍽🍷
Post di 👉🏻©@sicil_iaterramia postato ieri alle 13:31
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#fornellidisicilia #mangiasiciliano
🫛INGREDIENTI:
320 g di ditalini lisci
250 g di fave fresche (peso al netto degli scarti)
1 cipollotto
1 mazzetto di finocchietto selvatico fresco
ricotta salata grattugiata
olio extravergine di oliva
sale
pepe nero
🥣PREPARAZIONE:
✅Sgranate le fave eliminando anche la seconda buccia.
✅In un tegame fate appassire il trito di cipollotto con l’olio.
✅Unite le fave, salate e pepate e versate 1 tazza d’acqua; fate cuocere per circa 15 minuti a fuoco moderato.
✅Allungate tanta acqua quanto basta per cuocere la pasta e, appena bolle, versate la pasta che porterete a cottura.
✅Impiattate spolverizzando il piatto con pepe e pecorino grattugiato
Buon Appetito! 🍽🍷
Post di 👉🏻©@sicil_iaterramia postato ieri alle 13:31
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
💡@voglia_di_sapere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#fornellidisicilia #mangiasiciliano
💯3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
Dietro il Duomo di Catania, nel tunnel delle mura di Carlo V, si snoda il mercato del pesce, un po’ all’aperto e un po’ coperto.
Un luogo in cui ogni giorno sotto i grandi tendoni rossi e sui banchi bianchi di marmo, si ripete da tempi remoti il rituale della vendita del pesce, ma anche della carne e della frutta.
Le grida dei venditori, i banchetti fumanti dei peperoni arrostiti e la trippa venduta ai passanti, ne fanno uno dei luoghi più emblematici della città, il posto ideale per immergersi nella cultura popolare catanese e restarne affascinati.
Ma anche (e soprattutto!) per immergersi nello street food siciliano!
👉🏻©@sicil_iaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
Un luogo in cui ogni giorno sotto i grandi tendoni rossi e sui banchi bianchi di marmo, si ripete da tempi remoti il rituale della vendita del pesce, ma anche della carne e della frutta.
Le grida dei venditori, i banchetti fumanti dei peperoni arrostiti e la trippa venduta ai passanti, ne fanno uno dei luoghi più emblematici della città, il posto ideale per immergersi nella cultura popolare catanese e restarne affascinati.
Ma anche (e soprattutto!) per immergersi nello street food siciliano!
👉🏻©@sicil_iaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
❤3
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM
🏛 IL TEMPIO DI APOLLO DI SIRACUSA
👉🏻©@sicil_iaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
👉🏻©@sicil_iaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
❤4
Risalente all'inizio del VI secolo a.C., è il tempio dorico in pietra più antico della Sicilia. Subì diverse trasformazioni: fu chiesa bizantina (se ne conservano la scalinata frontale e tracce di una porta), divenne moschea araba e poi chiesa normanna del Salvatore che venne poi inglobata in una cinquecentesca caserma spagnola e in edifici privati.
Una storia così travagliata danneggiò gravemente l'edificio, che fu riscoperto intorno al 1860 all'interno della caserma e venne riportato interamente alla luce fra il 1933 e il 1943.
La struttura originaria è un edificio molto allungato (m. 58,10 x 24,50), che poggia su poderose sostruzioni a gradini costruite con blocchi di arenaria. Periptero (cioè circondato da colonne), con 6 colonne sui lati brevi e 17 sui lati lunghi, presenta intercolumni molto stretti e grandiose colonne monolitiche. Una seconda fila di colonne sulla facciata orientale precedeva il vano antistante alla cella (pronaos), caratterizzato dalla presenza di altre due colonne fra le testate dei muri perimetrali (in antis) enfatizzando, come spesso accade nei templi arcaici di Sicilia, l’aspetto della frontalità. La cella era suddivisa in tre navate da due file di 7 colonne, disposte su due piani. Dietro la cella, in posizione simmetrica rispetto al pronaos, si trovava l’adyton, un vano chiuso verso l’esterno. Sul gradino più alto del lato orientale, un’iscrizione incisa sulla pietra, contemporanea alla costruzione del tempio e lunga circa 8 m, recita: “Kleomene fece per Apollo (il tempio), il figlio di Knidieidas, e alzò i colonnati, opere belle”. L’iscrizione permette di accertare la divinità cui il santuario era dedicato; inoltre, il ricordo del nome dell’architetto, circostanza molto rara nel mondo greco, indica che già i contemporanei erano consapevoli dell’eccezionalità dell’opera.
Frammenti degli splendidi rivestimenti di terracotta policroma che decoravano all’esterno la parte alta del tempio rivestendone gli elementi lignei sono conservati nel Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”.
I lati sud ed ovest conservano resti del muro di recinzione del santuario (temenos).
Ad una cinta di fortificazione di probabile età bizantina appartengono i resti di un muro e una torre, addossati al tempio, sul lato ovest.
👉🏻©@sicil_iaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
Una storia così travagliata danneggiò gravemente l'edificio, che fu riscoperto intorno al 1860 all'interno della caserma e venne riportato interamente alla luce fra il 1933 e il 1943.
La struttura originaria è un edificio molto allungato (m. 58,10 x 24,50), che poggia su poderose sostruzioni a gradini costruite con blocchi di arenaria. Periptero (cioè circondato da colonne), con 6 colonne sui lati brevi e 17 sui lati lunghi, presenta intercolumni molto stretti e grandiose colonne monolitiche. Una seconda fila di colonne sulla facciata orientale precedeva il vano antistante alla cella (pronaos), caratterizzato dalla presenza di altre due colonne fra le testate dei muri perimetrali (in antis) enfatizzando, come spesso accade nei templi arcaici di Sicilia, l’aspetto della frontalità. La cella era suddivisa in tre navate da due file di 7 colonne, disposte su due piani. Dietro la cella, in posizione simmetrica rispetto al pronaos, si trovava l’adyton, un vano chiuso verso l’esterno. Sul gradino più alto del lato orientale, un’iscrizione incisa sulla pietra, contemporanea alla costruzione del tempio e lunga circa 8 m, recita: “Kleomene fece per Apollo (il tempio), il figlio di Knidieidas, e alzò i colonnati, opere belle”. L’iscrizione permette di accertare la divinità cui il santuario era dedicato; inoltre, il ricordo del nome dell’architetto, circostanza molto rara nel mondo greco, indica che già i contemporanei erano consapevoli dell’eccezionalità dell’opera.
Frammenti degli splendidi rivestimenti di terracotta policroma che decoravano all’esterno la parte alta del tempio rivestendone gli elementi lignei sono conservati nel Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi”.
I lati sud ed ovest conservano resti del muro di recinzione del santuario (temenos).
Ad una cinta di fortificazione di probabile età bizantina appartengono i resti di un muro e una torre, addossati al tempio, sul lato ovest.
👉🏻©@sicil_iaterramia
👉🏻@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
💯2❤1
Media is too big
VIEW IN TELEGRAM
La Villa Mondio a Messina è una storica dimora risalente al XVI secolo, appartenente alla nobile famiglia dei Mondio, originaria della Spagna ma stabilitesi a Messina durante il XVI secolo. La famiglia ha avuto membri di spicco in vari settori, tra cui politica, religione e professioni varie. Il Palazzo Mondio ha ospitato personaggi storici come Carlo III di Borbone e Nino Bixio durante la guerra per l’Unità d’Italia, arricchendo la sua storia millenaria.
NOI come Associazione stiamo cercando di avviare un progetto per renderla fruibile a tutti e valorizzarla.
🎥 @m.a.p.messina
👉@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#messina #storia #sicilia
NOI come Associazione stiamo cercando di avviare un progetto per renderla fruibile a tutti e valorizzarla.
🎥 @m.a.p.messina
👉@sicilianewseinfo
📌@sicil_iaterramia
🌎@postidavedere
🌅@cartolinesiciliaterramia
#messina #storia #sicilia
💯2👍1
This media is not supported in your browser
VIEW IN TELEGRAM