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"Chiù riccu è in terra, cu' meno disìa".
Più ricco è in terra, chi meno desidera. Non è ricco colui che possiede di più, ma colui che necessita meno.
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"Solo un siciliano può capire la Sicilia:
Parola di Andrea Camilleri"
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⚜#AndreaCamilleri6settembre2023
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Andrea Camilleri nato a Porto Empedocle, 6 settembre 1925, morto a Roma, 17 luglio 2019.
E' stato uno scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo italiano. Ha insegnato regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica.
Le sue opere (oltre cento) sono state tradotte in almeno 120 lingue.
Scrive di lui Teresa Triscari: "La Sicilia c’era sempre in Camilleri, tesa e sottesa, soprattutto in quei grandi affreschi che sono i romanzi storici la cui cifra letteraria ha una valenza particolarissima che forse andrebbe riscoperta".
Preoccupato per l'eredità di pensiero che stiamo lasciando ai giovani, diceva:
“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre… possono trasformarsi in pallottole. Bisogna far cessare questo vento dell’odio che si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me stesso allo specchio. Stiamo educando una gioventù all’odio perché abbiamo perso il senso dei valori”.
Buon compleanno Maestro 🎂❤️
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E' stato uno scrittore, sceneggiatore, regista e drammaturgo italiano. Ha insegnato regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica.
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Scrive di lui Teresa Triscari: "La Sicilia c’era sempre in Camilleri, tesa e sottesa, soprattutto in quei grandi affreschi che sono i romanzi storici la cui cifra letteraria ha una valenza particolarissima che forse andrebbe riscoperta".
Preoccupato per l'eredità di pensiero che stiamo lasciando ai giovani, diceva:
“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre… possono trasformarsi in pallottole. Bisogna far cessare questo vento dell’odio che si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me stesso allo specchio. Stiamo educando una gioventù all’odio perché abbiamo perso il senso dei valori”.
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"L'Arcu o Futtinu" e quell'orologio che smise di rintoccare: storia e simboli di un'icona catanese
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Telegraph
"L'Arcu o Futtinu" e quell'orologio che smise di rintoccare: storia e simboli di un'icona catanese
Il monumento, costruito in pietra lavica e in bianco materiale lapideo di origine siracusana, è anche uno degli esemplari più rappresentativi del barocco Porta Garibaldi a Catania Lungo la via Garibaldi di Catania ci si addentra nella storica area urbana…
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Anno 1955 la pubblicità sulla rivista VOGUE che ha come scenario porta Garibaldi di Catania detto u furtinu.
Post del 25/8/2023 👇🏻
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La Porta Garibaldi o Ferdinandea, conosciuta come “U Futtinu” (il Fortino), fu costruita nel 1768 su progetto degli ingegneri S. Ittar e F. Battaglia. Rappresenta per ogni catanese il simbolo della rinascita della città dopo il devastante terremoto del 1669, immortalata con la frase latina riportata sul monumento che recita “Melior de cinere surgo” “Risorgerò dalle mie ceneri ancor più bella”.
U Futtinu è in realtà un arco trionfale in pietra lavica e in bianco materiale lapideo di origine siracusana che venne costruito in onore delle nozze di Ferdinando IV con Maria Carolina d’Austria e per questo detto anche Ferdinandeo.
Lo storico edificio è dotato di due prospetti architettonici che presentano variegate simbologie. Delle iscrizioni volute da Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, ricordato per la sua smisurata passione verso l'arte e l'archeologia e alcuni mascheroni, dall’aspetto orrido e spaventoso realizzati per esorcizzare ed allontanare l’influsso del maligno.
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U Futtinu è in realtà un arco trionfale in pietra lavica e in bianco materiale lapideo di origine siracusana che venne costruito in onore delle nozze di Ferdinando IV con Maria Carolina d’Austria e per questo detto anche Ferdinandeo.
Lo storico edificio è dotato di due prospetti architettonici che presentano variegate simbologie. Delle iscrizioni volute da Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari, ricordato per la sua smisurata passione verso l'arte e l'archeologia e alcuni mascheroni, dall’aspetto orrido e spaventoso realizzati per esorcizzare ed allontanare l’influsso del maligno.
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🥣 Insalata di pesce stocco alla Messinese.
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🐟 Il pesce stocco o stoccafisso è il merluzzo essiccato nel gelido vento del Mar del Nord, viene poi immerso in acqua, da cambiare spesso (almeno ogni 6 ore). per circa 4/5 giorni, dipende dalla grandezza della pinna.
Questo pesce fa parte della storia della mia città Messina. Una volta era considerato il cibo dei poveri, oggi tutt’altro. Si può preparare in tanti modi: la ghiotta in insalata arrosto, in bianco etc.
Questo pesce inoltre è molto magro, quindi è indicato nelle diete ipocaloriche ed iposodiche.
🫕 Ingredienti per L'Insalata di pesce stocco alla Messinese:
600 g stoccafisso (ammollato)
600 g pomodorini
30 g capperi sotto sale (dissalati)
40 g cipolla rossa di Tropea
q.b. origano secco
q.b. sale
q.b. pepe nero
10 foglie basilico
40 ml olio extravergine d’oliva
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Questo pesce fa parte della storia della mia città Messina. Una volta era considerato il cibo dei poveri, oggi tutt’altro. Si può preparare in tanti modi: la ghiotta in insalata arrosto, in bianco etc.
Questo pesce inoltre è molto magro, quindi è indicato nelle diete ipocaloriche ed iposodiche.
🫕 Ingredienti per L'Insalata di pesce stocco alla Messinese:
600 g stoccafisso (ammollato)
600 g pomodorini
30 g capperi sotto sale (dissalati)
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Le ricette di Rita Amordicucina
Tutorial come conservare capperi e cucunci
Tutorial come conservare capperi e cucunci.Questa pianta è un arbusto ricadente, che nasce e cresce spontanea tra sassi e rocce. Della pianta
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🏛 Valle dei Templi, Agrigento
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La Valle dei Templi è un parco archeologico della Sicilia caratterizzato dall'eccezionale stato di conservazione e da una serie di importanti templi dorici del periodo ellenico. Corrisponde all'antica Akragas, monumentale nucleo originario della città di Agrigento. Dal 2000 è parco archeologico regionale.
⠀
Dal 1997 l'intera zona è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre ad essere il simbolo della città e uno dei principali di tutta l'isola. Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con i suoi 1300 ettari, è uno dei siti archeologici più grandi del Mediterraneo.
⠀
La maggior parte degli scavi e del restauro dei templi si deve all'operato dell'archeologo Domenico Antonio Lo Faso Pietrasanta (1783-1863), Duca di Serradifalco dal 1809 al 1812. Durante il XX secolo, gli scavi e i restauri vennero principalmente finanziati da Sir Alexander Hardcastle. Permise gli scavi archeologici all'interno del parco, tra cui il raddrizzamento delle otto colonne sul lato sud del tempio di Eracle. Per i suoi contributi all'archeologia è stato nominato cittadino onorario della città di Agrigento, con la concessione del grado di Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia.
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Dal 1997 l'intera zona è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre ad essere il simbolo della città e uno dei principali di tutta l'isola. Il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con i suoi 1300 ettari, è uno dei siti archeologici più grandi del Mediterraneo.
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La maggior parte degli scavi e del restauro dei templi si deve all'operato dell'archeologo Domenico Antonio Lo Faso Pietrasanta (1783-1863), Duca di Serradifalco dal 1809 al 1812. Durante il XX secolo, gli scavi e i restauri vennero principalmente finanziati da Sir Alexander Hardcastle. Permise gli scavi archeologici all'interno del parco, tra cui il raddrizzamento delle otto colonne sul lato sud del tempio di Eracle. Per i suoi contributi all'archeologia è stato nominato cittadino onorario della città di Agrigento, con la concessione del grado di Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia.
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