♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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La cripta del Duomo di Messina è stata costruita nel 1081, quando fu costruita la Chiesa Madre di Messina e fu inaugurata dal Re svevo Enrico IV.
E’ una “chiesa sotterranea”, che fu chiamata “Santa Maria sotto il Duomo”.

All’interno di essa i corpi dei defunti venivano messi ad essiccare attraverso un procedimento di mummificazione naturale; lì è visibile ancora lo “scolatore di cadaveri”.
Veniva utilizzata anche per celebrare messe e per le riunioni dei vescovi della Diocesi.

Quando la cripta fu affidata alla congregazione Schiavi della Madonna della Lettera, nel 1600, le venne cambiato il nome che divenne “Nostra Donna della Lettera” e fu abbellita con con stucchi, statue e affreschi in stile Barocco.

Soltanto poco più di un decennio fa non se ne conosceva l’esistenza. Era il 28 marzo del 2009 quando decine di migliaia di messinesi la scoprirono per la prima volta. E’ uno dei più grandi e ben conservati “tesori nascosti” della città dello Stretto ed è stato inserito fra i “Luoghi del Cuore” del Fai.

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🏦E' una grotta artificiale, alta circa 23 m. e larga fra 5 e 11 m., che si trova nell'antica cava di pietra detta latomia del Paradiso, sotto il Teatro Greco di Siracusa.

👂Il tiranno Dionisio fece scavare la grotta dove rinchiudeva i prigionieri, data la loro acustica eccezionale, appostandosi all'interno di una cavità superiore, ascoltava i loro discorsi. Grazie alla sua forma (una S allungata) l'Orecchio di Dionisio possiede caratteristiche acustiche tali da amplificare i suoni fino a sedici volte.

👂Il nome gli fu dato dal famoso artista Caravaggio che, di passaggio a Siracusa,ebbe modo di visitare le Latomie e vi restò per studiare la grotta ex prigione dandogli il nome di “Orecchio di Dionisio”.

🧳Molto apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour, oggi è una delle grotte da visitare sia di giorno che di notte.

🎬 Quale film é stato girato?👂🏻

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🍝𝗥𝗶𝗰𝗲𝘁𝘁𝗲 𝘁𝗶𝗽𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮🍝

Il nome SARDE A BECCAFICO deriva dai beccafichi. ln passato i nobili siciliani li consumavano, dopo averli cacciati, farciti delle loro stesse viscere. Il piatto era gustoso ma era considerato un lusso per il popolo siciliano che ripiegò sulle sarde e su mollica e pinoli al posto delle interiora. Noi vi presentiamo la variante di Palermo ma ogni città siciliana ha una sua versione.

Le avete mai mangiate?

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🦺𝗜 𝗤𝗮𝗻𝗮𝘁 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼 𝗮𝗿𝗮𝗯𝗮💧

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I Qanat sono un'enorme opera di ingegneria idraulica costruita sotto la città, a partire dall'epoca araba nel capoluogo siciliano.

Anche se ci si riferisce a tutti come qanat, in realtà esistono vari qanat a Palermo di diversi periodi. La differenza tra i qanat palermitani e orientali è l'assenza di un vero e proprio pozzo alimentatore, sostituito da un'estesa galleria ubicata a monte. Attualmente sono tre i canali visitabili:

💧Gesuitico Alto
💧Gesuitico Basso (o Vignicella)
💧Uscibene

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Le PANELLE sono frittelle di farina di ceci e possiamo definirle come il tipico cibo da strada della cucina siciliana. Gustose sia a pranzo che a cena, vengono servite in mezzo alle Mafalde (forme di pane con la crosta ricoperta di semi di sesamo) e condite a piacere con sale, pepe e limone. Se non le avete mai assaggiate, preparatele a casa usando la ricetta che troverete scorrendo verso destra!

A voi piacciono?

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📍#sicily_tradizione_panelle
"Uno, Due, Tre STELLA!" a Palermo vincono le meravigliose statue della Fontana Pretoria!

💡Lo sapevi che la fontana vanta ben 37 statue e 24 teste di animali e mostri mitologici?

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#Sicilia_SquidGame_Fontanapretoria #Piazzapretoria_Palermo
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Sembra che l'etimologia del nome CAPONATA sia strettamente popolare e fa risalire "caponata" a "capone", nome con il quale in alcune zone della Sicilia viene chiamata la lampuga, un pesce dalla carne pregiata che veniva servito nelle tavole dell'aristocrazia condito con la salsa agrodolce tipica della caponata. Il popolo, non potendo permettersi il costoso pesce, lo sostituì con le economiche melanzane. Ed è questa la ricetta giunta fino a noi. Se volete gustare anche voi questo gustoso antipasto o contorno, scorrete il post e troverete la ricetta. Provate a gustarla fredda da frigo!

L'avete mai mangiata?

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🍆#caponata_sicily_tradizione
“Cambiano i suonatori ma la musica è sempre quella”.

Questo proverbio si utilizza quando una situazione resta immutata nonostante si sia provato in ogni modo a sovvertirla.

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📷: @ignazioaph
📍 Realmonte, Agrigento (AG)
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🇮🇹 I monti Sartorius nacquero, nel versante nord-est dell'Etna, a seguito dell'eruzione del 1865 che ebbe inizio il 29 gennaio e si concluse nella metá di giugno dello stesso anno.

Prendono il nome del geologo ed astronomo Wolfgang Sartorius.

🇬🇧 The Sartorius mountains were born, on the north-east side of Etna, following the eruption of 1865 which began on January 29 and ended in mid-June of the same year.

They are named after the geologist and astronomer Wolfgang Sartorius.

📸 @markus.spatola

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Un LAGO naturale di acqua SULFUREA. È il lago NAFTIA sito a MINEO, in provincia di CATANIA, oggi prosciugato.

Esso rappresenta la mofeta (tipo di fumarola caratterizzata da emanazione di anidride carbonica a temperatura ordinaria) umida più grande d’EUROPA.

Dalla superficie sgorgano costantemente bolle di anidride carbonica, idrogeno e metano mentre si innalzano due o tre getti di acqua trascinata in alto dalla pressione dei gas.

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Un luogo SUGGESTIVO, posto in cima ad una COLLINA, che ha origine da un COSTONE ROCCIOSO che scende fino a valle, nella parte più ANTICA della città di SCICLI: è Il COMPLESSO DI SANTA MARIA DELLA CROCE.

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Sorge sulla sommità del COLLE SAN MARCO, il convento, fondato da frati minori dell'ordine FRANCESCANO allo stato attuale si sviluppa su due cortili di forma trapezoidale ed è frutto di trasformazioni avvenute nei SECOLI.

La CHIESA si compone di un’ampia sala rettangolare, conclusa da un’abside semicircolare e coperta da volta a botte.

Reca la data 1528 incisa nel cartiglio a losanga posto sul lato sinistro del prospetto, data che può essere riferita al completamento della facciata e conferma i tempi dell’erezione del convento.

Contiguo alla chiesa sorge un piccolo ORATORIO preesistente costituito da un piccolo vano rettangolare di 30mq circa, caratterizzato da un portale molto semplice con elementi ancora di tradizione GOTICA ed affrescato all’interno. E’ attribuito alla seconda metà del ‘400.

Gli affreschi sono stati staccati e sottoposti a restauro negli anni ‘90; sono esposti al pubblico nella chiesa di S. Teresa a Scicli in attesa di essere ricollocati nel complesso della Croce.

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GIUSEPPE PITRÈ, MASSIMO ESPERTO DI TRADIZIONI SICILIANE, IN UNA SPLENDIDA RIFLESSIONE SUI PUPARI

"Solo chi, come lui, vive in questa vita fantastica poetica del Medioevo, può, senza sussidio di disegni o di schizzi, ritrarre giganti e pigmei, combattenti e soldati in riposo, regge e campi di battaglia, fortezze e vallate, e cavalli alati, e serpenti a sette teste, e mostri con lingue di fuoco, sogni di poeti e fole di romanzi, che allietano bizzarramente gli anni primi della sua fanciullezza.

Felice lui, anche nelle strettezze in cui tira la vita, che può sempre per qualche ora del giorno dimenticare in questo mondo immaginario le amarezze del mondo reale!".

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"Le tradizioni cavalleresche popolari in Sicilia" di Giuseppe Pitrè
Pagghiaru di Piano Pomo

Sembra uscito da un libro di racconti e, invece, è uno dei sentieri più suggestivi della Sicilia!

Esistono angoli di Sicilia in cui il tempo si è fermato. Luoghi che, per le loro caratteristiche, potrebbero benissimo essere usciti da un libro di racconti o, comunque, dalle pagine nate dalla fantasia di uno scrittore. Oggi vogliamo avventurarci alla scoperta di uno di quei luoghi, all’interno del Parco delle Madonie.
Avete mai sentito parlare del Pagghiaru di Piano Pomo? Probabilmente no o, magari, pur vedendo qualche foto, non sapevate di cosa si trattasse. Ecco, quella costruzione così particolare, che appartiene alla tradizione dei pastori siciliani, non si trova lì per caso.

📸 Christophe PINARD – Licenza

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Pagghiaru di Piano Pomo, Sicilia di una volta.

Fino a tempi relativamente recenti, in diverse aree montane della Sicilia, i pastori si costruivano dei rifugi utilizzando materiali di fortuna. Si accontentavano di ciò che trovavano, come rami secche, pietre e paglia. Così sono nati i “pagghiari“.

La funzione era fornire un rifugio temporaneo, per fare fronte ai repentini cambi di clima, o per riposarsi quando si era lontani da casa.

Le costruzioni avevano un tetto conico, che permetteva alla pioggia e anche alla neve di scivolare all’esterno, senza entrare dentro. Proprio dentro il Parco delle Madonie, si trova uno di questi pagghiari, una ricostruzione molto fedele: è ‘u pagghiaru di Piano Pomo, una località nei pressi di Castelbuono.

Vi si arriva seguendo uno dei sentieri naturalistici più suggestivi.

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