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Il piatto unico della tradizione povera
Caturro o Cuturro, l’antica polenta siciliana.
Una tradizione culinaria, ma anche un pezzo di storia del territorio, in pochi la conoscono, ma la sua storia è molto affascinante.
La nostra ricerca delle tradizioni culinarie siciliane ci porta oggi a Scicli e dintorni, per conoscere una particolarissima polenta siciliana.
Il caturro era una forma di sostentamento, ma non solo.
Alla fine dell’Ottocento, infatti, era un modo per sfuggire alla tassa sul macinato imposta dal Regno d’Italia,
chi non poteva permettersi la tassa, macinava in casa (contravvenendo, di fatto, alla legge).
L’ingrediente principale è il grano macinato in casa, tra due pietra laviche, e cotto proprio come una polenta. Sebbene si tratti di una preparazione della cucina povera, era un piatto unico ricco di sapore.
Buona parte dell’alimentazione delle famiglie si basava su questo piatto semplice, genuino e completo.
✍🏻@sicilianewseinfo
📌@siciliaterramia
📚#sicl_iaterramia
💻 www.siciliafan.it
Caturro o Cuturro, l’antica polenta siciliana.
Una tradizione culinaria, ma anche un pezzo di storia del territorio, in pochi la conoscono, ma la sua storia è molto affascinante.
La nostra ricerca delle tradizioni culinarie siciliane ci porta oggi a Scicli e dintorni, per conoscere una particolarissima polenta siciliana.
Il caturro era una forma di sostentamento, ma non solo.
Alla fine dell’Ottocento, infatti, era un modo per sfuggire alla tassa sul macinato imposta dal Regno d’Italia,
chi non poteva permettersi la tassa, macinava in casa (contravvenendo, di fatto, alla legge).
L’ingrediente principale è il grano macinato in casa, tra due pietra laviche, e cotto proprio come una polenta. Sebbene si tratti di una preparazione della cucina povera, era un piatto unico ricco di sapore.
Buona parte dell’alimentazione delle famiglie si basava su questo piatto semplice, genuino e completo.
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Come si fa il Caturro siciliano
Il grano duro, frantumato e macinato, si versava lentamente e a pioggia in acqua bollente e salata.
Veniva dunque mescolato lentamente, con un cucchiaio di legno, per evitare la formazione di grumi. Per mezzo chilo di frumento, ci volevano circa tre litri d’acqua. Alla fine della cottura, si versava nei piatti e condito con vari ingredienti, come olio d’oliva, legumi, verdure o ricotta.
Si poteva anche consumare freddo o fritto in padella, con un po’ di olio.
Questo piatto della tradizione è quasi sconosciuto anche nei suoi luoghi d’origine. Al di fuori dei confini di Sicilia è noto solo a qualche studioso.
La memoria del caturro è rimasta viva grazie allo scomparso medico e scultore Gaetano Mormina, che per decenni è stato cultore di questa ricetta.
La versione del piatto che si prepara oggi è, indubbiamente, più ricca, con ingredienti diversi. Rimane, però, una testimonianza molto importante della tradizionale cucina siciliana, di quell’arte di arrangiarsi che ha reso la cucina povera un bene prezioso.
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Il grano duro, frantumato e macinato, si versava lentamente e a pioggia in acqua bollente e salata.
Veniva dunque mescolato lentamente, con un cucchiaio di legno, per evitare la formazione di grumi. Per mezzo chilo di frumento, ci volevano circa tre litri d’acqua. Alla fine della cottura, si versava nei piatti e condito con vari ingredienti, come olio d’oliva, legumi, verdure o ricotta.
Si poteva anche consumare freddo o fritto in padella, con un po’ di olio.
Questo piatto della tradizione è quasi sconosciuto anche nei suoi luoghi d’origine. Al di fuori dei confini di Sicilia è noto solo a qualche studioso.
La memoria del caturro è rimasta viva grazie allo scomparso medico e scultore Gaetano Mormina, che per decenni è stato cultore di questa ricetta.
La versione del piatto che si prepara oggi è, indubbiamente, più ricca, con ingredienti diversi. Rimane, però, una testimonianza molto importante della tradizionale cucina siciliana, di quell’arte di arrangiarsi che ha reso la cucina povera un bene prezioso.
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La Piazza più Romantica del Mondo si trova in Sicilia: il bacio sublime ai piedi dell'Etna
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La Piazza più Romantica del Mondo si trova in Sicilia: il bacio sublime ai piedi dell'Etna
06 Ott 2021 Catania Una delle piazze siciliane più belle Piazza del Bacio Sublime (piazza Francesco Hayez) di Fiumefreddo di Sicilia. Un romantico angolo di Sicilia, con l’Etna sullo sfondo. Effetti suggestivi e una naturale cornice che invita all’amore.…
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Tre ristoranti siciliani tra i 64 in lizza per vincere i The Fork Restaurants Awards
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Tre ristoranti siciliani tra i 64 in lizza per vincere i The Fork Restaurants Awards
Prende il via un’edizione speciale dell’iniziativa dedicata alle nuove aperture o nuove gestioni dei ristoranti più apprezzati dai Top Chef italiani. Dopo la pausa dovuta alla pandemia, tornano finalmente i The Fork Restaurants Awards – New Openings. Prende…
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La riserva omonima è costituita dal Monte Gallo, di origine carbonatica, formatosi dal Mesozoico (225 milioni di anni fa) all’Eocene medio (54 e 33,7 milioni di anni fa).
Tale monte terminando in un promontorio chiamato Capo Gallo separa i golfi di Mondello e Sferracavallo.
E’ un posto splendido, il cui fascino è accresciuto dall’essere così vicino al mare.
📸 @rosariomessina_fotografo
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Tale monte terminando in un promontorio chiamato Capo Gallo separa i golfi di Mondello e Sferracavallo.
E’ un posto splendido, il cui fascino è accresciuto dall’essere così vicino al mare.
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📍CASTELLO DI SANT’ALESSIO SICULO, Messina.
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'Street food challenge' - L'arancino campione italiano dell'estate 2021
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'Street food challenge' - L'arancino campione italiano dell'estate 2021
Si è appena conclusa una stagione turistica che ha visto il boom delle principali destinazioni turistiche del nostro Paese, scelte dagli italiani per trascorrere questa caldissime vacanze estive. Ed è l’Arancino siciliano ad essere stato eletto dagli utenti…
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Storia triste di un semidio (e di un tradimento): Dafni e la sua tragica fine a Cefalù
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Storia triste di un semidio (e di un tradimento): Dafni e la sua tragica fine a Cefalù
Non tutti sanno che la rocca di Cefalù è protagonista di una leggenda. Per un amore finito tragicamente le acque sottostanti sono intrise di malinconia e di quel fascino che solo la mitologia può trasmettere Scultura di Pan e Dafni al Museo Archeologico Nazionale…
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Mozia, ritrovato il volto in terracotta della dea Astarte. «Eccezionale scoperta, è la primavera dell'archeologia»
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via meridionews.it
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Mozia, ritrovato il volto in terracotta della dea Astarte. «Eccezionale scoperta, è la primavera dell'archeologia»
La campagna di scavi appena conclusa a Mozia (Marsala, Trapani) dall'Università La Sapienza di Roma e dalla Soprintendenza dei beni culturali di Trapani ha portato alla luce un importante reperto raffigurante la dea Astarte/Afrodite. Si tratta di una figura…