Il mistero dei dolmen: la Sicilia preistorica che celebrava il sole☀️
Scopriamo insieme questo mistero che ci porta indietro nel tempo⏳
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Il mistero dei dolmen: la Sicilia preistorica che celebrava il sole
Tombe preistoriche, luoghi per riti sacri o siti di archeoastronomia? Sono i dolmen, monumenti in pietra nascosti tra le campagne siciliane che raccontano misteriose usanze di antichi abitanti dell’Isola provenienti dal nord Europa. Da Avola a Termini Imerese…
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Morgantina, un tesoro siciliano di cui si dovrebbe parlare di più: un'antica potenza siculo-greca
Morgantina, città sicula e greca: il sito archeologico nel territorio di Aidone (Enna).
Fu riportata alla luce nel 1955 e, da allora, non ha smesso di raccontarci un prezioso passato.
I suoi resti sono immersi in un contesto naturalistico di grande bellezza.
Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia e delle sue aree archeologiche ci porta oggi ad Aidone, in provincia di Enna.
Qui si trovano i resti di un’antica città siculo-greca, un tempo centro glorioso. Ancora oggi, caminando nel parco archeologico, si riescono a percepire i fasti di quel passato.
Siamo a Morgantina. Questa città siculo-greca si sviluppa su un’altura dei monti Erei: dall’alto domina il fiume Gornalunga e la vallata circostante.
La posizione ci fornisce un’idea di quanto potesse essere vitale e bellissima ai tempi del massimo splendore, circondata da un contesto naturalistico affascinante.
📌@siciliaterramia
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Fu riportata alla luce nel 1955 e, da allora, non ha smesso di raccontarci un prezioso passato.
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Il nostro viaggio alla scoperta della Sicilia e delle sue aree archeologiche ci porta oggi ad Aidone, in provincia di Enna.
Qui si trovano i resti di un’antica città siculo-greca, un tempo centro glorioso. Ancora oggi, caminando nel parco archeologico, si riescono a percepire i fasti di quel passato.
Siamo a Morgantina. Questa città siculo-greca si sviluppa su un’altura dei monti Erei: dall’alto domina il fiume Gornalunga e la vallata circostante.
La posizione ci fornisce un’idea di quanto potesse essere vitale e bellissima ai tempi del massimo splendore, circondata da un contesto naturalistico affascinante.
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La scoperta di Morgantina nel 1955
La scoperta di questo sito è recente.
Sebbene sia uno dei siti archeologici siciliani più importanti, ancora troppi non ne conoscono la storia.
Sorge a pochi chilometri da Aidone e fu un antico centro strategico, divenuto rilevante in epoca greca.
I resti sono venuti alla luce nel 1955.
Da questo sito provengono importantissimi reperti, come la Dea di Morgantina (talora erroneamente chiamata “Venere“).
Gli scavi sinora compiuti consentono di seguire lo sviluppo dell’insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all’epoca romana.
L’area più famosa conserva resti dalla metà del V alla fine del I secolo a.C., il periodo di massimo splendore della città.
✍🏻@sicilianewseinfo
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Sebbene sia uno dei siti archeologici siciliani più importanti, ancora troppi non ne conoscono la storia.
Sorge a pochi chilometri da Aidone e fu un antico centro strategico, divenuto rilevante in epoca greca.
I resti sono venuti alla luce nel 1955.
Da questo sito provengono importantissimi reperti, come la Dea di Morgantina (talora erroneamente chiamata “Venere“).
Gli scavi sinora compiuti consentono di seguire lo sviluppo dell’insediamento per un periodo di circa un millennio, dalla preistoria all’epoca romana.
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Una potenza strategica ed economica
La città antica sorgeva su un ondulato e allungato pianoro, scosceso ai fianchi e culminante nel monte Cittadella.
Il sito controllava una vastissima zona, delimitata dalle Madonie e dall’Etna a nord, dal mar Ionio a est, dagli Erei meridionali a sud e a ovest. Era un passaggio obbligato delle vie di comunicazione tra la costa orientale e l’interno della Sicilia.
I reperti storici fanno risalire la fondazione di Morgantina al II Millennio a.C., a opera di popolazioni autoctone, cioè i Siculi, e ceppi italici. Il nome dovrebbe derivare dai Morgeti, un popolo che proveniva dalla penisola italiana.
Durante il periodo greco, il centro accrebbe il suo prestigio.
Divenne uno dei più importanti centri commerciali dell’entroterra. È l’unica città interna della Sicilia che abbia emesso un tetradramma durante il periodo di Agatocle (317-289 a.C.).
La moneta, per il suo alto valore, testimonia una notevole potenza economica. Raggiunse il cultmine nel III secolo a.C., sotto l’influenza di Siracusa.
La decadenza, purtroppo, fu veloce: ecco perché.
La decadenza di Morgantina avvenne durante il periodo romano. Nel corso della Seconda Guerra Punica, appoggiò Cartagine, preferendola a Roma.
La città venne successivamente distrutta da Ottaviano, che decise di raderla al suolo poiché aveva appoggiato schiavi ribelli ostili all’Imperatore.
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I reperti storici fanno risalire la fondazione di Morgantina al II Millennio a.C., a opera di popolazioni autoctone, cioè i Siculi, e ceppi italici. Il nome dovrebbe derivare dai Morgeti, un popolo che proveniva dalla penisola italiana.
Durante il periodo greco, il centro accrebbe il suo prestigio.
Divenne uno dei più importanti centri commerciali dell’entroterra. È l’unica città interna della Sicilia che abbia emesso un tetradramma durante il periodo di Agatocle (317-289 a.C.).
La moneta, per il suo alto valore, testimonia una notevole potenza economica. Raggiunse il cultmine nel III secolo a.C., sotto l’influenza di Siracusa.
La decadenza, purtroppo, fu veloce: ecco perché.
La decadenza di Morgantina avvenne durante il periodo romano. Nel corso della Seconda Guerra Punica, appoggiò Cartagine, preferendola a Roma.
La città venne successivamente distrutta da Ottaviano, che decise di raderla al suolo poiché aveva appoggiato schiavi ribelli ostili all’Imperatore.
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Cosa vedere nel parco archeologico di Morgantina.
Della città ellenistica restano nell’area recintata notevoli resti. Vi sono diversi edifici pubblici, per lo più articolati intorno alla piazza dell’Agorà (ginnasio o “stoà nord”), “stoà orientale” e “occidentale”, il pritaneo, l’ekklesiasterion, il duplice “santuario dell’Agorà”, il granaio pubblico, la “Grande Fornace”, il teatro o koilon e il Macello romano e importanti case di abitazione, riccamente ornate da mosaici.
Sono le case “del Capitello dorico”, “del Mosaico di Ganimede”, “della Cisterna ad arco”, “delle Antefisse”, “dei Capitelli tuscanici”, “del Magistrato”, e ancora, la “Casa Fontana” e la “Casa sud-est”. Tra i ritrovamenti più famosi, che si possono vedere appena entrati nel sito, c’è proprio l’Agorà.
Si trova sul tracciato della strada principale, su due diversi livelli collegati tra loro da un’ampia scalinata. La stessa scalinata fungeva da schiera di sedili per le assemblee pubbliche. Nella parte superiore vi erano diverse botteghe.
I numerosi reperti della cittadina e del colle di Cittadella (sito su cui fu originariamente fondata Morgantina) sono conservati nel Museo di Aidone. Vi si trovano anche i resti di un villaggio preistorico dell’ Età del bronzo (1800 a.C.), la statua della Dea di Morgantina, gli Acroliti di Demetra e Kore, il Tesoro di Eupolemos e molto altro.
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Sono le case “del Capitello dorico”, “del Mosaico di Ganimede”, “della Cisterna ad arco”, “delle Antefisse”, “dei Capitelli tuscanici”, “del Magistrato”, e ancora, la “Casa Fontana” e la “Casa sud-est”. Tra i ritrovamenti più famosi, che si possono vedere appena entrati nel sito, c’è proprio l’Agorà.
Si trova sul tracciato della strada principale, su due diversi livelli collegati tra loro da un’ampia scalinata. La stessa scalinata fungeva da schiera di sedili per le assemblee pubbliche. Nella parte superiore vi erano diverse botteghe.
I numerosi reperti della cittadina e del colle di Cittadella (sito su cui fu originariamente fondata Morgantina) sono conservati nel Museo di Aidone. Vi si trovano anche i resti di un villaggio preistorico dell’ Età del bronzo (1800 a.C.), la statua della Dea di Morgantina, gli Acroliti di Demetra e Kore, il Tesoro di Eupolemos e molto altro.
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Alla "Casa del tè" si entra da Est: un angolo d'Oriente in Sicilia dove ascoltarsi e capire chi siamo
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Alla "Casa del tè" si entra da Est: un angolo d'Oriente in Sicilia dove ascoltarsi e capire chi siamo
Raddusa era perfetta per quello che aveva in mente Salvatore. Un luogo dove poter dimenticare il frastuono del mondo almeno per qualche ora e trovare la pace interiore Salvatore Pellegrino nella sua Casa del tè Al centro della Sicilia, in una collina al confine…
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Le Vie dei Tesori debutta a Erice con un'edizione-gioiello
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Le Vie dei Tesori debutta a Erice con un'edizione-gioiello
Sette luoghi, quattro passeggiate e un’esperienza sensoriale: dal Quartiere Spagnolo alle mura elimo puniche, dagli affreschi inattesi all'arte contemporanea. Ecco cosa vedere nei prossimi due weekend La vera Erice è lassù in alto, avvolta nella nebbia che…
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𝐒𝐓𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐈𝐒 🔱
𝘕𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘢𝘤𝘲𝘶𝘦 𝘢𝘯𝘵𝘪𝘴𝘵𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘭𝘢 𝘉𝘢𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘰𝘳𝘯𝘪𝘯𝘰 (𝘊𝘢𝘭𝘢 𝘉𝘶𝘬𝘶𝘵𝘶) 𝘴𝘪 𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢 “𝘚𝘵𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘴”, 𝘶𝘯𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘱𝘦𝘳𝘭𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘚𝘪𝘤𝘪𝘭𝘪𝘢 𝘳𝘢𝘧𝘧𝘪𝘨𝘶𝘳𝘢𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘢 𝘔𝘢𝘥𝘰𝘯𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘶𝘴𝘵𝘰𝘯𝘢𝘤𝘪.
𝘓𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 è 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘵𝘢 𝘯𝘦𝘭 𝘧𝘰𝘯𝘥𝘢𝘭𝘦 𝘢 13 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘰𝘯𝘥𝘪𝘵à, 𝘭𝘦 𝘴𝘶𝘦 𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰: 𝘢𝘭𝘵𝘦𝘻𝘻𝘢 5 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪 (3,60 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪 𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 – 1,40 𝘮𝘦𝘵𝘳𝘪 𝘣𝘢𝘴𝘦).
𝘓𝘢 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 è 𝘶𝘯 “𝘰𝘮𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘔𝘢𝘥𝘰𝘯𝘯𝘢 𝘔𝘢𝘥𝘳𝘦 𝘕𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘚𝘢𝘯𝘵𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘢 𝘪𝘯 𝘮𝘦𝘮𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘋𝘰𝘯𝘯𝘦, 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘔𝘢𝘮𝘮𝘦 𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘭𝘰𝘳𝘰 𝘊𝘢𝘳𝘪 𝘤𝘩𝘦, 𝘪𝘯 𝘮𝘢𝘳𝘦 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘓𝘪𝘣𝘦𝘳𝘵à”.
𝘚𝘪 𝘭𝘦𝘨𝘨𝘦 𝘤𝘰𝘴ì, 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘵𝘢𝘳𝘨𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘢 𝘣𝘢𝘴𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘯𝘤𝘢𝘯𝘵𝘦𝘷𝘰𝘭𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘶𝘢 𝘳𝘪𝘷𝘰𝘭𝘵𝘢 𝘷𝘰𝘭𝘶𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘮𝘢𝘳𝘦, 𝘮𝘦𝘯𝘵𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘮𝘦𝘳𝘢𝘷𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰𝘴𝘰 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘢 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢 𝘭𝘢 𝘴𝘶𝘢 𝘛𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘴𝘱𝘦𝘳𝘢𝘯𝘻𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘧𝘶𝘵𝘶𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘧𝘦𝘥𝘦, 𝘢𝘮𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘳𝘪𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘰.
𝘐𝘭 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘶𝘰 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘎𝘦𝘴ù 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢 𝘪𝘭 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘋𝘪𝘰.
🎥📸 @fabio_maranzano
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𝘐𝘭 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘴𝘶𝘰 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘎𝘦𝘴ù 𝘨𝘶𝘢𝘳𝘥𝘢 𝘪𝘭 𝘤𝘪𝘦𝘭𝘰 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘋𝘪𝘰.
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PALAZZO BISCARI, IL TRIONFO DEL BAROCCO SICILIANO A CATANIA.
Trovo questa scala uno vero spettacolo…
Il palazzo dei Paternò Castello, Principi di Biscari, è l’edificio più importante e noto dell’architettura settecentesca a Catania.
Oggi è un palazzo privato, abitato dal Principe Raimondo Moncada, discendente della famiglia.
Sorge su un tratto delle mura cinquecentesche della Città, sulle quali, subito dopo il terremoto del 1693, Ignazio Paternò Castello III Principe di Biscari (m. 1699), ottenne il permesso di elevare il Palazzo dal luogotenente generale Giuseppe Lanza duca di Camastra, artefice della ricostruzione di Catania, inviato del Re di Spagna Carlo II d’Asburgo.
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Il palazzo dei Paternò Castello, Principi di Biscari, è l’edificio più importante e noto dell’architettura settecentesca a Catania.
Oggi è un palazzo privato, abitato dal Principe Raimondo Moncada, discendente della famiglia.
Sorge su un tratto delle mura cinquecentesche della Città, sulle quali, subito dopo il terremoto del 1693, Ignazio Paternò Castello III Principe di Biscari (m. 1699), ottenne il permesso di elevare il Palazzo dal luogotenente generale Giuseppe Lanza duca di Camastra, artefice della ricostruzione di Catania, inviato del Re di Spagna Carlo II d’Asburgo.
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🇮🇹”Tutti dicono che l’amore è amaro, ma vogliono ugualmente provarlo”.
Che senso avrebbe la vita se non facessimo tentativi?
__________________________
📷: @nicholas_lonack
📍 Agira, Enna (EN)
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