♡ Sicilia Terra Mia ♡
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La Sicilia è una terra stupenda,tutta da scoprire, con la sua storia, le sue origini, la sua cultura tradizioni e tante curiosità

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Uno dei gioielli della catena delle MADONIE, l'incantevole borgo di GERACI SICULO in provincia di PALERMO

Vi si combatté, nel 1338, una cruenta battaglia fra Pietro II di Sicilia e Francesco I Ventimiglia.

Fa parte del Parco delle Madonie ed è incluso nel club de I borghi più belli d'Italia.

Geraci Siculo è un paese dalle antiche origini con un impianto urbanistico risalente al medioevo.

È un paese dedito all'agricoltura e alla pastorizia, la principale attività economica è lo stabilimento per la raccolta e l'imbottigliamento dell'acqua minerale proveniente dalla fonti delle montagne geracesi.

Molto particolari sono anche le tradizioni del borgo, fra cui almeno vanno ricordate la festa del ringraziamento (dedicata ai Santi Bartolo e Giacomo) e la festa del Crocifisso.

Tra le manifestazioni il torneo cavalleresco in costume d'epoca denominato "Giostra dei Ventimiglia ".

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Un LAGO naturale di acqua SULFUREA. È il lago NAFTIA sito a MINEO, in provincia di CATANIA, oggi prosciugato.

Esso rappresenta la mofeta (tipo di fumarola caratterizzata da emanazione di anidride carbonica a temperatura ordinaria) umida più grande d’EUROPA.

Dalla superficie sgorgano costantemente bolle di anidride carbonica, idrogeno e metano mentre si innalzano due o tre getti di acqua trascinata in alto dalla pressione dei gas.

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SAN CONO, piccolo paesino in provincia di CATANIA di circa 3.000 abitanti, è oggi definito come la CAPITALE DEL FICO D’INDIA

Originariamente SAN CONO era un antico FEUDO, poi divenne di proprietà di note FAMIGLIE siciliane, dopo ancora passò al MARCHESE DI FLORESTA, che nel Settecento lo riportò a nuova vita, con PIANTAGIONI e COLTURE intensive poste ad altitudine compresa tra 200 e 600 metri s.l.m.

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🕍Cattedrale di Sant'Agata, Catania, Italy

💡Curiosità:

Ruggero il normanno, conte di Sicilia, nel 1094, riedificò la Cattedrale di Catania.

L'idea del conte era quella di una "ecclesia munita", una chiesa-fortezza sul mare, con dei muri spessi e resistenti.

Questa scelta aveva un duplice scopo: difendere la costa dagli attacchi provenienti dal litorale e, con la sua forma imponente e resistente, avrebbe rammentato che il vescovo di Catania era detentore di grande potere, religioso e politico.

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Hai mai sentito parlare delle due eroine siciliane Dina e Clarenza? Ecco la loro storia ​

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Miti e leggende

Chiunque abbia familiarità con la storia della Sicilia, ha già sentito parlare di Dina e Clarenza, due personaggi femminili strettamente legati al destino della città di Messina.

Oggi vi raccontiamo la loro storia. Siamo nel 1282 ed è in corso lo storico assedio di Messina da parte di Carlo I d’Angiò, durante il Vespro siciliano.

Queste due donne sono diventate simbolo di coraggio e attaccamento nei confronti del proprio territorio. Dina e Clarenza sono oggi rappresentate a Messina, sia nel Palazzo Zanca che nel campanile del Duomo. A loro, inoltre, è intitolato l’ex-ottavo quartiere.

La città dello Stretto era comandata da Alaimo di Lentini che, nominato Capitano del Popolo, organizzò la resistenza nella città. Carlo d’Angiò strinse d’assedio Messina invano sino a tutto settembre e nel tentativo di occupazione non risparmiò nessun civile per espugnare la città, né anziani, né donne e né bambini.

La città, pur se stremata dall’assedio, respinse i continui attacchi con la partecipazione di tutta la popolazione. Dina e Clarenza, due dame messinesi, sono due eroine che, nella leggenda, si opposero agli assalti degli Angiò.

Durante la notte dell’8 agosto si ebbe un assalto guelfo italo-francese alle spalle della città.

Le truppe di Carlo tentarono di invadere la città dai colli e le due donne, di guardia alle mura, appena avvistarono i nemici si prodigarono per respingere l’attacco.

Dina scagliando sassi di continuo sui soldati nemici, Clarenza suonando le campane dal campanile del Duomo da dove svegliò tutta la città. Soldati, nobili, giuristi, mercanti, artigiani, sacerdoti e, soprattutto, donne: tutti si diedero da fare per respingere il nemico oltre le mura.

Così i messinesi accorsero a difesa della città e respinsero l’attacco.

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💻https://www.siciliafan.it/leggenda-dina-e-clarenza-messina/
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