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Ad agosto in aumento i visitatori nei luoghi della cultura siciliana
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Ad agosto in aumento i visitatori nei luoghi della cultura siciliana
Le presenze ad agosto sono state, infatti, 546.169 con un incremento di 64.885 rispetto allo stesso mese del 2020, anno in cui erano stati registrati 481.284 ingressi Successo di visitatori nel mese di agosto per i luoghi della cultura della Regione Siciliana…
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Perchè a Messina si dice "u figghiu da jaddina janca"? La storia di Livia Drusilla e dei pennuti privilegiati
“U figghiu da jaddina janca”, la storia dietro l’espressione tanto usata a Messina e nel resto d’Italia che vede come protagonista Livia Drusilla e una fortunata gallina.
“Chi credi di essere, il figlio della gallina bianca”? Quante volte vi siete sentiti dire, avete detto o avete ascoltato questa frase? Un modo di dire molto famoso in tutt’Italia, tradotto in vari dialetti ma con un significato inequivocabile.
Anche a Messina “u figghiu da jaddina janca” è un’espressione molto utilizzata per sintetizzare un concetto semplice, ma sempre molto attuale: nessun favoritismo.
Se i diritti non sono di tutti, diventano privilegi. Chiunque pensa di essere al di sopra della legge, di non dover sottostare alle regole, di poter ricevere un trattamento di favore è un “figghiu da jaddina janca”.
✍🏻@sicilianewseinfo
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“U figghiu da jaddina janca”, la storia dietro l’espressione tanto usata a Messina e nel resto d’Italia che vede come protagonista Livia Drusilla e una fortunata gallina.
“Chi credi di essere, il figlio della gallina bianca”? Quante volte vi siete sentiti dire, avete detto o avete ascoltato questa frase? Un modo di dire molto famoso in tutt’Italia, tradotto in vari dialetti ma con un significato inequivocabile.
Anche a Messina “u figghiu da jaddina janca” è un’espressione molto utilizzata per sintetizzare un concetto semplice, ma sempre molto attuale: nessun favoritismo.
Se i diritti non sono di tutti, diventano privilegi. Chiunque pensa di essere al di sopra della legge, di non dover sottostare alle regole, di poter ricevere un trattamento di favore è un “figghiu da jaddina janca”.
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La storia che risale agli antichi romani.
L’espressione fa riferimento ad una gallina bianca, una rarità rispetto al classico colore del piumaggio delle galline, che dunque crede di sentirsi speciale.
In realtà tale modo di dire ha origini molto antiche, addirittura risalenti agli antichi romani. Plinio nel ‘Naturalis historia’ e Svetonio nel ‘De vita duodecim Caesarum’ raccontano un particolare episodio che dà origine alla frase.
La protagonista è Livia Drusilla, poi divenuta Augusta una volta sposato Cesare. Un giorno, la donna, passeggiando nel giardino della propria villa, ricevette fra le braccia una gallina bianca, lasciata cadere da un’aquila in volo.
Livia Drusilla consultò subito di Auguri, antichi e sacri indovini dei romani, che le consigliarono di non fare del male alla gallina e di accudirne i piccoli una volta nati, poichè essa era simbolo di fortuna. A differenza delle altre galline servite in tavola durante i ricchi banchetti, quella bianca visse una vita lunga e tranquilla, così come i suoi figli. Dei veri privilegiati.
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In realtà tale modo di dire ha origini molto antiche, addirittura risalenti agli antichi romani. Plinio nel ‘Naturalis historia’ e Svetonio nel ‘De vita duodecim Caesarum’ raccontano un particolare episodio che dà origine alla frase.
La protagonista è Livia Drusilla, poi divenuta Augusta una volta sposato Cesare. Un giorno, la donna, passeggiando nel giardino della propria villa, ricevette fra le braccia una gallina bianca, lasciata cadere da un’aquila in volo.
Livia Drusilla consultò subito di Auguri, antichi e sacri indovini dei romani, che le consigliarono di non fare del male alla gallina e di accudirne i piccoli una volta nati, poichè essa era simbolo di fortuna. A differenza delle altre galline servite in tavola durante i ricchi banchetti, quella bianca visse una vita lunga e tranquilla, così come i suoi figli. Dei veri privilegiati.
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Quel panorama che rinfranca corpo e spirito: Santuario di Sant'Antonio a Capo Milazzo, oasi di pace sul mare
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Quel panorama che rinfranca corpo e spirito: Santuario di Sant'Antonio a Capo Milazzo, oasi di pace sul mare
17 Set 2021 Messina La chiesa nella roccia di Milazzo. Santuario di Sant’Antonio a Capo Milazzo: grotta, rifugio e dimora per il Santo e per i pescatori. Questo edificio sacro ha davvero molto da raccontare. Sorge in un posto incantevole e molto suggestivo.…
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Siracusa, 5 giorni ricchi di storia: sta per prendere il via la prima edizione del Festival di Design - Siracusa News
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Siracusa, 5 giorni ricchi di storia: sta per prendere il via la prima edizione del Festival di Design - Siracusa News
Cinque giorni ricchi di storie e di eventi nei siti spettacolari di Ortigia. La prima edizione del festival di design occuperà il palcoscenico della città-patrimonio dell’Unesco dal 22 al 26 settembre. Sono previsti eventi di grande rilievo su tutto il territorio…
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L'isola delle Correnti è una piccola isola tondeggiante della Sicilia, sulla costa ionica, situata nel territorio del comune di Portopalo, estesa per circa 10000 m² con un'altezza massima di 4 m sul livello del mare.
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È collegata alla terraferma tramite un braccio artificiale, distrutto varie volte dalle onde del mare.
Quando la bassa marea trasforma l'isola in una penisola, essa rappresenta l'estremo meridionale dell'isola siciliana, geograficamente più a sud di Tunisi e più a nord di Hammamet.
Sull'isoletta si erge un faro, dove decenni fa alloggiava il farista con la sua famiglia, di forma rettangolare, con davanti un ampio piazzale. Il faro è anch'esso in fase di decadimento, essendo da anni in disuso.
Sull'isolotto cresce poca flora, ma vi abbondano piantine di porro selvatico, capperi e altri arbusti tipici della macchia mediterranea.
Dal 1987 l'isoletta è stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte.
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Quando la bassa marea trasforma l'isola in una penisola, essa rappresenta l'estremo meridionale dell'isola siciliana, geograficamente più a sud di Tunisi e più a nord di Hammamet.
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Sull'isolotto cresce poca flora, ma vi abbondano piantine di porro selvatico, capperi e altri arbusti tipici della macchia mediterranea.
Dal 1987 l'isoletta è stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte.
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La Riserva Naturale Orientata Capo Gallo, distante appena 12 km dal Teatro Massimo in pieno centro città, è da considerarsi un luogo di conservazione della natura in situ, un serbatoio di biodiversità ed un assortimento di habitat prioritari.
L’isolamento geografico dovuto anche alla morfologia estrema di alcuni versanti, la vicinanza o l’intimo contatto con il mare, i substrati calcarei tipici della piattaforma panormide e altre peculiarità, hanno consentito la selezione di micro-climi altamente specializzati ospitanti specie di grandissimo interesse fitogeografico o elevato valore faunistico che rendono la Riserva stessa meta d’interesse scientifico da parte di studiosi di tutto il mondo.
Clima mite tipico delle aree costiere del Mediterraneo, paesaggi mirabili, endemismi puntiformi ed esclusivi, in una sola accezione “elevata naturalità a due passi dalla città”, forse è questa la magia della Riserva Naturale Orientata Capo Gallo.
🎥 @sicily.island
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Clima mite tipico delle aree costiere del Mediterraneo, paesaggi mirabili, endemismi puntiformi ed esclusivi, in una sola accezione “elevata naturalità a due passi dalla città”, forse è questa la magia della Riserva Naturale Orientata Capo Gallo.
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Scrivendo dei bei tempi di Ferragosto mi sono ricordato le mie storie preferite che scaturiscono dalla festa speciale di ogni anno che si festeggiavano a metà agosto a Messina ovviamente prima del Covid19
Sono costantemente sorpreso e grato per la ricchezza dell'Italia e in particolare della storia della Sicilia che mi regala le storie più affascinanti.
Ci sono così tante immagini, personaggi ricorrenti e collegamenti da creare attraverso la cronologia della storia a volte è come suonare sussurri cinesi.
Ma a volte, come appassionato di storia, sono in grado di creare collegamenti ed evidenziare qualcosa che non è sempre noto a tutti. E questa è la parte più eccitante della vita in Italia. La storia che vive, respira e ti svela i segreti.
I pezzi d'arte ceramica più originali in Sicilia che suscitano il maggior interesse da parte dei visitatori sono i disegni delle teste moresche, che consistono in coppie di vasi, tazze o giare che raffigurano una donna dalla pelle chiara e un uomo dai tratti spiccatamente nordafricani.
La maggior parte degli stranieri è perplessa da questa coppia stravagante, che è spesso il fulcro di molti balconi e giardini squisitamente curati in tutta l'isola.
Dietro questa coppia c'è un intrigante mix di mitologia e storia siciliana.
Esistono molte versioni del loro racconto ma a Messina si celebrano i giganti di Mata e Grifone insieme alle celebrazioni religiose dedicate alla Vergine Maria, patrona della città. Le effigi dei Giganti sono orgogliosamente esposte davanti al municipio di Messina per la maggior parte del mese di agosto.
Mata era la figlia di un nobile messinese che attirò l'attenzione di Grifone, un generale dell'esercito invasore. Grifone aveva appena guidato l'esercito che conquistò la città di Messina. Promettendo il suo eterno amore per Mata, chiese la sua mano in matrimonio, che fu concessa con l'intesa che Grifone si sarebbe convertito al cattolicesimo, cosa che fece. Poi i due divennero regnanti dell'antica Messina.
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Sono costantemente sorpreso e grato per la ricchezza dell'Italia e in particolare della storia della Sicilia che mi regala le storie più affascinanti.
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Ma a volte, come appassionato di storia, sono in grado di creare collegamenti ed evidenziare qualcosa che non è sempre noto a tutti. E questa è la parte più eccitante della vita in Italia. La storia che vive, respira e ti svela i segreti.
I pezzi d'arte ceramica più originali in Sicilia che suscitano il maggior interesse da parte dei visitatori sono i disegni delle teste moresche, che consistono in coppie di vasi, tazze o giare che raffigurano una donna dalla pelle chiara e un uomo dai tratti spiccatamente nordafricani.
La maggior parte degli stranieri è perplessa da questa coppia stravagante, che è spesso il fulcro di molti balconi e giardini squisitamente curati in tutta l'isola.
Dietro questa coppia c'è un intrigante mix di mitologia e storia siciliana.
Esistono molte versioni del loro racconto ma a Messina si celebrano i giganti di Mata e Grifone insieme alle celebrazioni religiose dedicate alla Vergine Maria, patrona della città. Le effigi dei Giganti sono orgogliosamente esposte davanti al municipio di Messina per la maggior parte del mese di agosto.
Mata era la figlia di un nobile messinese che attirò l'attenzione di Grifone, un generale dell'esercito invasore. Grifone aveva appena guidato l'esercito che conquistò la città di Messina. Promettendo il suo eterno amore per Mata, chiese la sua mano in matrimonio, che fu concessa con l'intesa che Grifone si sarebbe convertito al cattolicesimo, cosa che fece. Poi i due divennero regnanti dell'antica Messina.
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