VALVERDE.
Valverde è un comune di 7840 abitanti della città metropolitana di Catania, in Sicilia.
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La pianta della città è stata sempre oggetto di analisi e di i interpretazioni da parte degli studiosi:
"La forma è in apparenza semplice - come sottolinea Giuseppe Pagnano - ma all'analisi si scopre complessa, ricca di corrispondenze formali e non priva di qualche colta citazione. Una grande superficie costituisce la città esagonale che si amplia con il sistema di cinque borghi perimetrali, restando il sesto riservato alla residenza del principe."
Al centro dell'originale struttura esagonale, una grande piazza attraversata da sei strade che si staccano tutte al centro dei lati dell'esagono.
La Chiesa Madre, preceduta da una gradinata culminante in un piccolo sagrato, contribuisce a sottolineare il fascino e la suggestività dell'intera piazza. I lavori per la costruzione della chiesa risalgono al 1724.
Lo stile della facciata è in barocco semplice ed elegante; l'interno è a croce latina con tre navate divise da cinque arcate; nel mezzo della crociera, lunga 22 metri, si innalza la cupola alta circa 39 metri dal suolo
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"La forma è in apparenza semplice - come sottolinea Giuseppe Pagnano - ma all'analisi si scopre complessa, ricca di corrispondenze formali e non priva di qualche colta citazione. Una grande superficie costituisce la città esagonale che si amplia con il sistema di cinque borghi perimetrali, restando il sesto riservato alla residenza del principe."
Al centro dell'originale struttura esagonale, una grande piazza attraversata da sei strade che si staccano tutte al centro dei lati dell'esagono.
La Chiesa Madre, preceduta da una gradinata culminante in un piccolo sagrato, contribuisce a sottolineare il fascino e la suggestività dell'intera piazza. I lavori per la costruzione della chiesa risalgono al 1724.
Lo stile della facciata è in barocco semplice ed elegante; l'interno è a croce latina con tre navate divise da cinque arcate; nel mezzo della crociera, lunga 22 metri, si innalza la cupola alta circa 39 metri dal suolo
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” Il sabato si chiama rallegra cuore, beato chi ha la moglie bella e chi l'ha brutta gli si scura il cuore e prega che il sabato non venga”.
Versi recitati o cantati da chi lavorando fuori paese rientrava a casa nel fine settimana. La moglie bella rendeva piacevole il rientro per motivi di interesse sessuale, gli stessi che rendevano sgradevole il rientro se la moglie fosse stata brutta.
📸 @proverbi_sicilia
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Il Caldo freddo di S. Vito Lo Capo
Fu inventato negli anni ’50 in questo piccolo paese del Trapanese, rinomato per le sue spiagge dalla sabbia finissima e per il suo mare cristallino.
Non si tratta di una vera e propria ricetta ma di un assemblaggio di ingredienti che da vita a un dessert dal gusto unico, goloso e dal “sapore” estivo.
A dargli il nome è l’unione di ingredienti caldi e freddi: un morbido strato di pan di spagna, dell’ottimo gelato, dell’abbondante panna e della cioccolata calda che viene servito in piccole coloratissime ciotole in ceramica.
INGREDIENTI per 2 persone:
500 g Gelato (gusto preferito)
200 ml panna
100 g Cioccolato fondente
1 biscotto di Pan di spagna
2 cucchiai Latte
Rum (q.b.)
N.b.
- In alternativa al Pan di spagna potete utilizzare una brioche.
🎥 @salvo_guarneri
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🍽️#lasirenetta_sanvitolocapo
Fu inventato negli anni ’50 in questo piccolo paese del Trapanese, rinomato per le sue spiagge dalla sabbia finissima e per il suo mare cristallino.
Non si tratta di una vera e propria ricetta ma di un assemblaggio di ingredienti che da vita a un dessert dal gusto unico, goloso e dal “sapore” estivo.
A dargli il nome è l’unione di ingredienti caldi e freddi: un morbido strato di pan di spagna, dell’ottimo gelato, dell’abbondante panna e della cioccolata calda che viene servito in piccole coloratissime ciotole in ceramica.
INGREDIENTI per 2 persone:
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In Sicilia c'è un ritrovo "superdotato": dall'arredo ai cocktail, tutto è ispirato alla mascolinità
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In Sicilia c'è un ritrovo "superdotato": dall'arredo ai cocktail, tutto è ispirato alla mascolinità
È un locale conosciutissimo in tutto il mondo per il suo “attaccamento alla virilità e fecondità”, complice un dettagliato arredo "in stile fallico" Massimo Turrisi Si dice dai primi del Novecento che Don Peppino Turrisi, detto “U’ Carbunaru”, fosse “ben…
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Ad agosto in aumento i visitatori nei luoghi della cultura siciliana
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Ad agosto in aumento i visitatori nei luoghi della cultura siciliana
Le presenze ad agosto sono state, infatti, 546.169 con un incremento di 64.885 rispetto allo stesso mese del 2020, anno in cui erano stati registrati 481.284 ingressi Successo di visitatori nel mese di agosto per i luoghi della cultura della Regione Siciliana…
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Perchè a Messina si dice "u figghiu da jaddina janca"? La storia di Livia Drusilla e dei pennuti privilegiati
“U figghiu da jaddina janca”, la storia dietro l’espressione tanto usata a Messina e nel resto d’Italia che vede come protagonista Livia Drusilla e una fortunata gallina.
“Chi credi di essere, il figlio della gallina bianca”? Quante volte vi siete sentiti dire, avete detto o avete ascoltato questa frase? Un modo di dire molto famoso in tutt’Italia, tradotto in vari dialetti ma con un significato inequivocabile.
Anche a Messina “u figghiu da jaddina janca” è un’espressione molto utilizzata per sintetizzare un concetto semplice, ma sempre molto attuale: nessun favoritismo.
Se i diritti non sono di tutti, diventano privilegi. Chiunque pensa di essere al di sopra della legge, di non dover sottostare alle regole, di poter ricevere un trattamento di favore è un “figghiu da jaddina janca”.
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“Chi credi di essere, il figlio della gallina bianca”? Quante volte vi siete sentiti dire, avete detto o avete ascoltato questa frase? Un modo di dire molto famoso in tutt’Italia, tradotto in vari dialetti ma con un significato inequivocabile.
Anche a Messina “u figghiu da jaddina janca” è un’espressione molto utilizzata per sintetizzare un concetto semplice, ma sempre molto attuale: nessun favoritismo.
Se i diritti non sono di tutti, diventano privilegi. Chiunque pensa di essere al di sopra della legge, di non dover sottostare alle regole, di poter ricevere un trattamento di favore è un “figghiu da jaddina janca”.
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La storia che risale agli antichi romani.
L’espressione fa riferimento ad una gallina bianca, una rarità rispetto al classico colore del piumaggio delle galline, che dunque crede di sentirsi speciale.
In realtà tale modo di dire ha origini molto antiche, addirittura risalenti agli antichi romani. Plinio nel ‘Naturalis historia’ e Svetonio nel ‘De vita duodecim Caesarum’ raccontano un particolare episodio che dà origine alla frase.
La protagonista è Livia Drusilla, poi divenuta Augusta una volta sposato Cesare. Un giorno, la donna, passeggiando nel giardino della propria villa, ricevette fra le braccia una gallina bianca, lasciata cadere da un’aquila in volo.
Livia Drusilla consultò subito di Auguri, antichi e sacri indovini dei romani, che le consigliarono di non fare del male alla gallina e di accudirne i piccoli una volta nati, poichè essa era simbolo di fortuna. A differenza delle altre galline servite in tavola durante i ricchi banchetti, quella bianca visse una vita lunga e tranquilla, così come i suoi figli. Dei veri privilegiati.
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La protagonista è Livia Drusilla, poi divenuta Augusta una volta sposato Cesare. Un giorno, la donna, passeggiando nel giardino della propria villa, ricevette fra le braccia una gallina bianca, lasciata cadere da un’aquila in volo.
Livia Drusilla consultò subito di Auguri, antichi e sacri indovini dei romani, che le consigliarono di non fare del male alla gallina e di accudirne i piccoli una volta nati, poichè essa era simbolo di fortuna. A differenza delle altre galline servite in tavola durante i ricchi banchetti, quella bianca visse una vita lunga e tranquilla, così come i suoi figli. Dei veri privilegiati.
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Quel panorama che rinfranca corpo e spirito: Santuario di Sant'Antonio a Capo Milazzo, oasi di pace sul mare
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via www.siciliafan.it
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Quel panorama che rinfranca corpo e spirito: Santuario di Sant'Antonio a Capo Milazzo, oasi di pace sul mare
17 Set 2021 Messina La chiesa nella roccia di Milazzo. Santuario di Sant’Antonio a Capo Milazzo: grotta, rifugio e dimora per il Santo e per i pescatori. Questo edificio sacro ha davvero molto da raccontare. Sorge in un posto incantevole e molto suggestivo.…
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